Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CARISSIMI AMICI ....PRENDO ATTO CHE LE MIE BATTAGLIE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEL CITTADINO E PER IL RISPETTO DELLA LEGALITÀ .....INTERESSANO SOLO A 13 PERSONE. ...VUOL DIRE CHE ALLA MAGGIORANZA DEGLI AMICI E NON....SONO SODDISFATTI DELLO STATO IN CUI CI TROVIAMO....BEATI LORO. ..SIAMO IN DEMOCRAZIA ...LA MAGGIORANZA VINCE....ARRIVEDERCI E STATEVI BENE....E SIETE PREGATI DI NON ROMPERMI PIÙ. ....
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DI MICHELE PAPPACODA Mentre ovunque nel Paese cresce il dibattito sulla vita indipendente delle persone con disabilità, in Umbria l’attenzione è massima, alla vigilia dell’emanazione della prima Legge Regionale di settore, accendendo il dibattito sul concetto stesso di vita indipendente e di autodeterminazione, oltreché sull’utilizzo dei fondi previsti, con l’intervento anche delle maggiori Federazioni e Associazioni Nazionali di persone con disabilità
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A CURA DI MORENA MOTTA
Ingredienti
2 melanzane medie
6 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di origano secco
1 cucchiaino di semi di sesamo
1 uovo
50 ml di latte
sale qb - pepe nero qb
Tempo Preparazione: 20 minuti
Tempo Cottura: 20 minuti
Tempo Riposo: 1 ora
Dosi: per 4 persone
Difficoltà: Facilissima
Procedimento:
Lavate le melanzane tagliatele a fette spesse 1 cm e riducete ogni fetta a bastoncini regolari. Mettete i bastoncini di melanzana in uno scolapasta, salateli leggermente e lasciateli riposare per un’ora in modo che perdano tutta l’acqua.
Scaldate il forno ventilato a 220° C.
Radunate in un mixer il pangrattato, il parmigiano grattugiato, l’olio, l’origano secco e una macinata di pepe. Frullate per omogenizzare bene il tutto. Versate la l’impanatura appena preparata su un piatto o una ciotola e mescolatela ai semi di sesamo.
A parte sbattete l’uovo intero con il latte.
Prendete i bastoncini di melanzana e asciugateli tamponandoli con della carta da cucina. Passateli nell’uovo e nell’impanatura appena preparata.
Disponete i bastoncini di melanzana su una teglia rivestita di carta forno e infornateli a forno caldo. Cuoceteli per 20 – 25 minuti fino a quando non saranno diventati belli dorati.
Una volta cotti, lasciateli riposare un po’ a temperatura ambiente. Serviteli tiepidi accompagnandoli da una salsa marinara al pomodoro, basilico e aglio.
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INSERITO DA MORENA MOTTA SALERNO - Un raptus di follia che poteva pregiudicare le opere storico-architettoniche presenti nel Duomo di Salerno. E' quello che ha inscenato ieri un salernitano di 40 anni che entrato nella cattedrale ha minacciato di rompere tutto. Dalle parole ai fatti il passo è stato davvero breve perché il 40enne ha iniziato a sfogare la propria rabbia contro banchi, immagini sacre e inginocchiatoi. A cadere a terra un crocifisso che si è leggermente scheggiato. Alcune persone presenti nel Duomo hanno cercato di placare la furia dell'uomo, ma poi sono arrivati gli agenti delle Volanti della Polizia che lo hanno bloccato. L'uomo è stato sottoposto a cure mediche ed è stato denunciato. Si indaga per capire il motivo di tanta rabbia.
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(foto di repertorio)
INSERITO DA MORENA MOTTA Un macabro spettacolo si è offerto ieri alla vista di un abitante di Montecorvino Rovella. Nei pressi del santuario della Madonna dell'Eterno, in un podere privato, due cani sono stati brutalmente uccisi. Impiccati e lasciati lì, forse per un paio di giorni, fino a quando, nel pomeriggio di ieri, attirato dall'acre odore e per scoprirne l'origine, un residente del luogo si è addentrato nel terreno ed ha fatto la terribile scoperta. Gli animali, di pelo scuro e taglia medio grande, erano dei randagi – non provvisti di microchip come hanno appurato i veterinari dell'Asl - non estranei a quei luoghi e spesso sfamati da alcuni dipendenti della Comunità Montana che, riferiscono, li hanno avvistati l'ultima volta nella giornata di lunedì. Immediata la segnalazione a due volontari, animalisti attivi sul territorio, che si sono subito recati sul posto allertando carabinieri ed Asl.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ancora fiamme e distruzione a Tramonti. Il rogo divampato ormai da diversi giorni nella parte alta della frazione di Gete, si sta spostando pian piano verso valle, creando comprensibile preoccupazione nei residenti.
Sono diversi i volontari che si sono precipitati in zona per cercare di rallentare l’avanzamento delle fiamme. Le lingue di fuoco continuano, però, a distruggere tutto ciò che trovano sul proprio cammino.
Le immagini postate sui social da Maurizio Apicella, volontario che insieme ad alcuni colleghi, con sprezzo del pericolo stanno lavorando alacremente per cercare di salvaguardare quanto più possibile il territorio.
Un territorio martoriato, ferito e ancora dolorante, che ha visto andare in fumo tanti, troppi ettari di macchia mediterranea, che rappresentano l’anima di questa terra.
I mezzi aerei devono cercare di tamponare i diversi roghi che in queste ore stanno distruggendo il bene più prezioso di Tramontiovvero il suo verde. Non solo l’incendio di Gete, ma sono ancora vivi anche i roghi di Paterno S. Elia, Pucara e della vicina Maiori, in zona Demanio.
Proprio quest’ultimo è quello che desta più preoccupazione, sono ormai diversi giorni che le fiamme trasformano in fumo tutto ciò che incontrano. Nonostante in zona gli elicotteri ed i canadair che si sono alternati abbiamo scaricato valanghe d’acqua.
Immagini che stanno diventando, tristemente, un’abitudine. I nostri boschi in fiamme, nonostante il grande lavoro dei volontari e dei vigili del fuoco, la natura che continua a bruciare senza sosta e senza pietà.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Torre Annunziata. Una folle corsa contromano sull'autostrada, di notte, per cercare la morte. A costo di compiere una strage. Era la terza volta che Tullio Verdoliva, 39 anni, di Castellammare di Stabia, pregiudicato affetto da disturbi mentali, provava a suicidarsi. Da quattro giorni la sua anziana madre ne aveva denunciato la scomparsa, preoccupata per quel figlio difficile già arrestato in passato e scivolato da tempo nel tunnel della droga. Lo aveva cercato ovunque a Castellammare, qualcuno le aveva riferito di averlo visto aggirarsi per i vicoli del centro, visibilmente scosso. Mercoledì sera il 39enne ha rubato una moto di grossa cilindrata nel quartiere stabiese dell'Annunziatella - il proprietario ne ha subito denunciato il furto - e si è messo alla guida. Verdoliva ha iniziato a scorrazzare per la città, senza una meta apparente. A pochi minuti dalle 22 ha imboccato l'autostrada contromano al casello di Castellammare con in mente un unico obiettivo: la morte.
Il pregiudicato ha percorso un paio di chilometri risalendo in senso vietato la corsia che conduce a Salerno. In lontananza la sagoma di una Mercedes grigia: l'impatto è stato cercato, voluto, sperato. Il motociclista ha sterzato in direzione della berlina, lo schianto frontale lo ha catapultato contro la barriera di sicurezza. Il guardrail si è trasformato in una lama, il corpo del 39enne è stato tranciato di netto in tre pezzi. La Mercedes è subito andata a fuoco: miracolosamente l'automobilista è riuscito a uscire dall'abitacolo prima che la vettura venisse completamente avvolta dalle fiamme. L'uomo ora è ricoverato in ospedale: è ancora sotto choc, ma non in pericolo di vita. «Stavo per morire, Dio mio, c'è mancato poco, davvero poco. Ho visto un motorino che mi veniva contro, non ho capito nulla. Ma cosa diavolo è successo?» ha urlato scappando via, a piedi, dall'auto incendiata. In pochi minuti tutti gli automobilisti che sopraggiungevano si sono fermati per prestare soccorso: decine i testimoni, imprigionati tra i caselli di Torre Annunziata Nord e Torre Annunziata Sud, in un tratto immediatamente chiuso al traffico per consentire l'arrivo delle forze dell'ordine. Per oltre un'ora quei pochi chilometri di asfalto ricoperti di sangue e brandelli sono diventati un teatro dell'orrore: molti curiosi hanno scattato macabre foto-ricordo accanto ai resti dilaniati della vittima, rimasti sulla carreggiata per diversi minuti, senza la pietà di un lenzuolo.
«Per favore, coprite il corpo di quel pover'uomo», la preghiera di un automobilista. «Potevamo morire tutti, siamo stati graziati: se fossi arrivata qualche secondo prima, sarei stata io quella nell'auto in fiamme», la testimonianza di una donna. Un giovane studente ha avvertito un malore: «Sembrava un horror, un film splatter, c'erano lamiere, resti umani e sangue ovunque ti girassi: volevo solo tornare a casa e dimenticare». Anche per i soccorritori è stata dura: «Mai visto niente di simile, è stato orrendo». La dinamica esatta della tragedia è stata ricostruita soltanto ieri pomeriggio dagli agenti della Polizia Stradale di Angri che hanno impiegato 12 ore per risalire all'identità del motociclista morto: i suoi documenti erano illeggibili e attraverso la moto, rubata poche ore prima dell'incidente, è stato rintracciato il proprietario, ma non la vittima. Difficile anche effettuare i rilievi e liberare l'A3: la circolazione sull'autostrada che collega Napoli a Salerno è rimasta interrotta per tutta la notte tra i due caselli di Torre Annunziata, con il traffico deviato a Torre del Greco. I vigili del fuoco hanno lavorato quasi un'ora per spegnere la Mercedes, completamente carbonizzata, ridotta a uno scheletro di ferro. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta e ordinato l'autopsia sul corpo del pregiudicato. Ma sua madre ha già drammaticamente spiegato cos'è successo, raccontando di come, qualche anno fa, il suo Tullio utilizzò un motorino per cercare di ammazzarsi.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Orrore nelle campagne di Montecorvino Rovella. Ignoti hanno ucciso un cane randagio impiccandolo ad un albero. Sui social postate le immagini choc del ritrovamento. Il cane era randagio in quanto sprovvisto di microchip. Allertate le forze dell’ordine e l’Asl.
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INSERITO DA MORENA MOTTA SORRENTO. Aveva lasciato il carcere da meno di un mese quando è stato fermato dai carabinieri. Luigi Nunzet il 28enne accusato di aver aggredito e violentato una donna di 87 anni originaria di Pagani che risiede in via Rota a Sorrento nell’estate di 3 anni fa era stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver picchiato e abusato sessualmente di una 42enne disabile.
In quella occasione la vittima aveva riferito di essere stata inseguita per strada da due persone che poi, una volta raggiunta, l’avevano, picchiata, violentata e persino presa a morsi. Un racconto che non è molto diverso da quello riferito a medici e forze dell’ordine dall’87enne aggredita qualche giorno fa in via Rota. Anziana che è ancora ricoverata in prognosi riservata anche se non sarebbe in pericolo di vita.
Nel 2014 i poliziotti riuscirono a risalire a Nunzet proprio grazie ai segni lasciati dai morsi sul corpo della vittima. Il 28enne era quindi finito a Poggioreale per lesioni personali e violenza sessuale (le stesse accuse che gli vengono contestate ora), mentre per il secondo aggressore era scattato l’obbligo di firma.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - Incidente stradale poco dopo le 11 di questa mattina in via Nuova del Faro ad Anacapri. Lo scontro ha coinvolto un motorino e un autobus di linea della società Staiano Autotrasporti. Le cause e la dinamica del sinistro sono in corso di accertamento. Lo scooter è rimasto incastrato sotto una delle ruote anteriori del bus, come si nota anche in questa foto. Ferita la persona che si trovava in sella al due-ruote: fortunatamente non è in gravi condizioni, l'uomo è stato affidato alle cure mediche del 118 di Capri e trasportato in ambulanza all'ospedale Capilupi. Il traffico è rimasto paralizzato, sul posto è accorsa la polizia municipale.