SALERNO E PROVINCIA NEWS Accusato di abusi su una bambina due condanne, processo da rifare
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Era accusato di aver violentato ripetutamente, per sette lunghissimi anni, una bambina ospite della casa famiglia da lui gestita: condannato all’esito di ben due gradi di giudizio, il suo calvario processuale non può ancora dirsi concluso perché la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso avanzato dagli avvocati Agostino Bellucci e Cataldo Intrieri, ha annullato quelle pronunce ritenendole erronee perché frutto di un processo fondato su prove «acquisite in violazione di legge». La pronuncia della Cassazione, però, non mette ancora la parola fine: gli «ermellini» hanno rinviato il caso davanti ad un altro giudice. Tutto da rifare, quindi: 9 anni non sono bastati per accertare la verità e R.N, oggi 60enne titolare di una casa famiglia che a causa della bufera giudiziaria è stato costretto a chiudere, è ancora in attesa che un tribunale lo dichiari colpevole o innocente. Sul tavolo dei giudici c’è una vicenda raccapricciante con protagonista una bambina che, all’epoca – gli abusi si sarebbero consumati dal 2001 al 2008 – aveva solo 9 anni. Affidata dal tribunale per i minori a quella casa famiglia di cui l’imputato era proprietario e gestore, sarebbe stata stuprata fino all’età di 16 anni dall’uomo che l’aveva in tutela e che avrebbe dovuto aiutarla ad affacciarsi alla vita e a superare il trauma di un’infanzia negata.
Accuse gravissime confermate in ben due gradi di giudizio dal tribunale di Salerno: nel dicembre 2013 la prima sentenza di condanna infligge all’imputato, che si è sempre dichiarato innocente, 6 anni e mezzo di reclusione. La pena è confermata nel marzo 2015 dalla Corte d’Appello. L’uomo rischia di finire dietro le sbarre nonostante affermi di non aver mai sfiorato quella bambina che, appena 36 ore dopo il trasferimento in un’altra casa famiglia, finisce in una struttura sanitaria per persone con problemi psichici. Il caso approda davanti alla Corte di Cassazione che deve scrivere la parola fine. Gli avvocati Bellucci e Intrieri, attraverso un articolato ricorso, evidenziano tutti i punti deboli dell’accusa che si reggerebbe unicamente sulle dichiarazioni rese dalla minore al consulente tecnico del Pm nel corso di colloqui svolti nell’ambito della valutazione della capacità testimoniale della piccola.
di Viviana De Vita IL MATTINO.IT
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