SEZ. RICETTE Spaghetti alla puttanesca A CURA DI MORENA MOTTA
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Gli spaghetti alla puttanesca sono un primo piatto saporito della tradizione laziale preparato con un sugo di pomodoro semplice impreziosito da olive nere, capperi e acciughe. Questo piatto si prepara in pochi minuti ma è ricco di sapore, perfetto anche per i palati più esigenti. Degli spaghetti alla puttanesca, che vengono profumati solitamente dal prezzemolo fresco, esiste anche la versione campana che omette le acciughe e si realizza con sole olive, capperi e origano.
Versate l’olio in una casseruola, aggiungete l’aglio tritato finemente, le acciughe e il peperoncino. Fate sfrigolare il tutto per qualche istante e quando le acciughe si saranno sciolte unite anche i pomodori pelati.

Mescolate, cuocete per 5 minuti e aggiungete anche le olive tagliate a rondelle. Continuate la cottura per altri 5 minuti, unite i capperi preventivamente sciacquati e asciugati e aggiustate di sale.

Lessate gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata, scolateli al dente e uniteli al condimento insieme a qualche cucchiaio di acqua di cottura. Fateli insaporire per qualche minuto, distribuitevi il prezzemolo fresco tritato.

Servite gli spaghetti alla puttanesca immediatamente.
Di
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Santi del Giorno






INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VICO EQUENSE. Un furto che ha fruttato al ladro 900 euro è stato commesso nel primo pomeriggio di ieri nel cuore del centro cittadino proprio mentre erano in corso i preparativi per la kermesse gastronomica “Festa a Vico”. Il raid è stato commesso ai danni di un risto-pub di via Filangieri, a pochi passi da piazza Mercato, grazie anche alla presenza delle impalcature esterne all’edificio che avrebbero agevolato l’accesso alla struttura.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il sindaco di Corbara Pietro Pentangelo annuncia possibili ed ulteriori ordinanze restrittive per il transito di mezzi e veicoli se non sarà risolto il grave stato di degrado ed incuria in cui versa la strada Provinciale 2 che collega l'Agro Nocerino con la Costiera Amalfitana. È noto come il tracciato stradale, che attraversa la cittadina dell'Agro, determina non poche problematiche in merito al costante flusso di veicoli e mezzi che aumenta a dismisura nel periodo estivo. «A distanza di quasi cinquanta giorni dall'ennesimo sopralluogo effettuato dai tecnici della Provincia che ha accertato, ove mai fosse ancora necessario, lo stato di degrado e di incuria della Sp2 che collega l'Agro nocerino sarnese con la Costiera amalfitana, gli enti preposti continuano a non fornire alcuna risposta al riguardo - dichiara esasperato il primo cittadino di Corbara - Abbiamo più volte sollecitato interventi, la sp2 viene percorsa ogni anno da milioni di persone e soprattutto turisti e pure a fronte dello scenario naturale incomparabile del nostro territorio, offriamo uno stato delle nostre strade ai limiti dello scempio».Da Palazzo di Città il primo cittadino conferma di aver già disposto un'ordinanza pubblicata alcune settimane fa con la quale ha limitato il transito degli automezzi di maggiore carico con l'intento di proteggere il territorio e l'incolumità dei residenti. «Ma pare non bastare, ecco perché mi assumerò ogni responsabilità ed userò ogni prerogativa che la legge mi concede per emettere nuovi provvedimenti, maggiormente restrittivi, a tutela della circolazione e del territorio, qualora non arrivino interventi rapidi ed ormai improcrastinabili» chiosa il sindaco Pietro Pentangelo.
DI MICHELE PAPPACODA «Ho sollevato le braccia per cercare di calmare la folla. Volevo far capire che non c'era alcun pericolo, che bisognava stare tranquilli. Ma hanno fatto di me un capro espiatorio. Quelle immagini mostrate in tv e sui siti mi si sono ritorte contro». Lo dice - a La Stampa - il giovane con lo zainetto indicato come sospettato di aver creato il panico a Torino, di cui il quotidiano fa anche il nome, Davide Buraschi, 23 anni. «Mi hanno tenuto in questura per ore. Ho spiegato tutto quello che avevo visto e che ho fatto. È stato terribile. I media hanno fatto di me un mostro, un sobillatore. Hanno cercato di scaricare su di me la colpa di quei mille e 500 feriti», afferma. Ricostruisce così quei momenti: «Eravamo sul 3 a 1. La delusione era tanta. A un certo punto ho sentito un forte odore. Forse uno spray al peperoncino spruzzato incautamente, forse una fiala puzzolente di quelle che di solito si usano per gli scherzi di carnevale. Non lo so. So solo che intorno a me si è creato un vuoto. Io sono rimasto al centro. Isolato». Spiega anche che Sharon, la sua fidanzata, «ha avuto un attacco d'asma per quell'odore nauseabondo che si è sprigionato in quel punto della piazza». Ora si è rivolto a un avvocato: «Voglio capire cosa sia successo. Mi dispiace per tutte quelle persone ferite, ma non è stata colpa mia. Adesso devono trovare i veri responsabili».