CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi, uccise la moglie malata: dovrà scontare 14 anni

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Quattordici anni, i primi dieci da scontare in una struttura protetta dove attualmente è ricoverato e gli ultimi quattro eventualmente in libertà vigilata. È la decisione presa dal giudice Barbara Malvasi nel processo con rito abbreviato in cui era imputato per omicidio volontario l’86enne Pierino Corradini. La stessa richiesta era stata avanzato dal pubblico ministero, Claudia Ferretti. L’anziano, nell’agosto 2016, aveva ucciso con tre colpi di pistola la moglie Maddalena Pavesi. L’uomo si era sempre giustificato parlando dell’ormai incapacità di gestire la moglie, che soffriva di demenza senile e Alzheimer e che lui aveva descritto come “violenta e aggressiva”. Il perito nominato dal giudice per le indagini preliminari aveva invece descritto Corradini come un uomo “egoista e narcisista” oltre che “capace di intendere e di volere” al momento dell’uxorcidio. La valutazione dello specialista ha quindi convinto i tre figli della coppia - due femmine e un maschio - a costituirsi parte civile al processo. Fino a quel momento, infatti, avevano cercato di restare piuttosto defilati, almeno mediaticamente, per capire cosa avesse spinto il padre a quel gesto per loro inaccettabile e inatteso. La famiglia Corradini era infatti molto legata: l’86enne viveva con la moglie in via Belgrado dove però i tre figli andavano quotidianamente proprio per sincerarsi della situazione. Conoscevano le condizioni della madre, ma mai avevano percepito l’intenzione dell’assassino di ucciderla. Piuttosto aveva ipotizzato gesti autolesionistici, ma non aveva neppure mai chiesto aiuto o eventualmente di poter lasciare quell’appartamento perché ormai incapace di seguire la moglie malata. I tre figli, quindi, contestano al padre una decisione unilaterale, meditata e di cui non aveva informato nessuno nonostante la loro presenza fosse assidua. Rappresentati dall’avvocato Stefano Galavotti, le parti civili hanno ottenuto 10mila euro a testa di provvisionale che però non è immediatamente esecutiva. «Ma erano parte del processo - spiega il legale - non per i soldi, bensì perché non possono accettare la decisione del padre, che li ha privati della mamma». I rapporti sono ormai interrotti da quasi un anno e Corradini vivrà la propria condanna lontano dalla famiglia. «Avevamo chiesto la condanna a nove anni e quattro mesi - spiega invece Antonio Grillenzoni, che rappresenta l’86enne - Il mio assistito è molto provato sia per l’età che per quanto accaduto con la moglie e il resto della famiglia. Faremo appello? È una possibilità».
(fd) LA GAZZETTA DI MODENA
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