CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Tre nuovi sacerdoti per la chiesa di Modena-Nonantola
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Tre nuovi sacerdoti per la chiesa di Modena-Nonantola. Percorsi diversi ma una tappa fondamentale in comune per l’iter vocazionale di Federico, Simone e Giacomo, i tre giovani che sabato in Duomo riceveranno l’ordinazione sacerdotale. Li abbiamo incontrati a pochi giorni dalla cerimonia che segnerà le loro vite «Sono entrato in seminario nel 2011 dopo il Selmi linguistico, – spiega don Federico Ottani – poi ho passato un anno al Sermig di Torino, conosciuto negli anni delle superiori attraverso la parrocchia di Santa Teresa. Un anno che mi è servito per continuare il discernimento e maturare la decisione di entrare in Seminario. Il cammino è proseguito; importante è stata la vita nella comunità del Seminario e il servizio nelle parrocchie, da San Felice a San Cesario, dove ho potuto ammirare la bellezza della chiesa modenese nelle sue tante sfaccettature. A pochi giorni dall’ordinazione sento grande gratitudine verso il Signore, perché nonostante gli alti e bassi di ogni cammino, compreso il mio, il Signore c’è sempre con la sua fedeltà e la sua forza, e verso tutte le persone che mi hanno accompagnato, dalla famiglia, alla parrocchia fino alla comunità del Seminario e al vescovo Erio, che ci è sempre stati vicini, come prima di lui ha fatto il vescovo Antonio». Da Santa Teresa proviene anche don Simone Cornia: «Dopo il Barozzi ho lavorato tre anni e mezzo in un’azienda di San Cesario. Un’esperienza molto importante per me, per il confronto con il mondo del lavoro, le sue difficoltà e le sue ricchezze. Dopo quattro anni e mezzo di discernimento a Santa Teresa ho scelto di entrare in Seminario, dove il cammino è proseguito, tra lo studio della teologia, la vita di comunità e la scoperta di altre realtà parrocchiali, da Montefiorino a Maranello e l’ultimo anno a San Giovanni Bosco, in aiuto anche alla Città dei Ragazzi. In vista dell’ordinazione penso a una frase che mi ha sempre colpito ed è scritta sull’altare della chiesa di Monteobizzo: “Accedi con fede, con timore e con delizia”. In questi giorni ci abbandoniamo al Signore con fiducia, ma anche con paura per una cosa più grande di noi e con gioia per quello che Lui ha fatto e fa nelle nostre vite”. Appena rientrato da tre mesi di studio e preghiera a Gerusalemme, don Giacomo Aprile racconta così il suo percorso: «Le prime esperienze di servizio, prima come animatore al Grest poi come aiuto catechista, le ho fatte nella mia parrocchia d’origine, quella della Sacra Famiglia. Durante gli anni del Muratori ho iniziato a collaborare con la Pastorale scolastica e a frequentare il Seminario negli incontri dei Giovani in cammino, poi dopo la maturità ho cominciato un percorso di discernimento con le esperienze alla Casa della Carità di Cognento, tre anni a Spilamberto, durante i quali ho fatto anche un’esperienza missionaria a Nairobi, poi un anno a Fiorano. A settembre 2014 sono stato ordinato diacono e gli ultimi tre anni li ho passati a Roma, dove ho studiato Teologia biblica. In questi giorni gioia e gratitudine sono le emozioni prevalenti: gratitudine per il grande dono che il Signore sta operando in me, in Federico e in Simone, e gioia per la tappa che stiamo vivendo». Esprime soddisfazione per le ordinazioni don Federico Pigoni, rettore del Seminario Metropolitano: «È un momento di gioia per tutta la diocesi. Don Simone, don Giacomo e don Federico rendono più ricca la nostra chiesa con le proprie peculiarità. Speriamo che questo momento sia motivo di discernimento per tanti giovani, non solo per le vocazioni sacerdotali, ma anche per la chiamata a seguirlo che il Signore fa a tutti i giovani».
LUCA BELTRAMI LA GAZZETTA DI MODENA
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'aula della Camera ha bocciato un emendamento di Mdp alla legge elettorale che avrebbe introdotto il voto disgiunto e le preferenze. M5s si è astenuto, provocando polemiche da parte dei gruppi che hanno sostenuto l'emendamento. «M5s è a favore del voto disgiunto ma non di emendamenti fatti per affossare tutto», ha spiegato Toninelli, che ha osservato come l'emendamento Mdp introduceva anche altri elementi nel testo. I no sono stati 322, i sì 124 e gli astenuti 82. Regge, per ora, alla Camera l'asse a quattro, Fi-Pd-Lega-M5S, sul Germanichellum alla prima prova dell'Aula. Ma il fronte del sì, dove spiccano molte assenze, non si presenta così compatto. Tanti i franchi tiratori, forse un centinaio. Nel pomeriggio, con scrutinio segreto, le pregiudiziali di costituzionalità sul Fianum sono state respinte con 310 voti contrari e 182 contrari. E proprio sulla quota 182 si sono concentrati i riflettori, visto che non si tratta di una cifra bassa, ma dimostra quanto sia granitico il 'muro del no'.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha preso 4 anni e 6 mesi per un tentativo di rapina ma conta di riscattarsi come scrittore. Il suo libro ha un titolo che è tutto dire “Il lestofante”. E' la vita dai due volti di Carmine Panaccio, 41 anni di Guardiagrele (Chieti). Ieri in Tribunale il suo legale, l'avv. Graziano Benedetto, ha fatto di tutto per farlo assolvere evidenziando come nessuno fra i testimoni o abbia riconosciuto con sicurezza il giorno in cui tentò il colpo. Il pm Lucia Campo per lui aveva chiesto quattro anni di reclusione e 2.000 euro di multa. Secondo l'accusa il 3 gennaio di tre anni fa insieme ad un'altra persona, che però è stata assolta in appello, Panaccio sarebbe entrato nel supermercato Tigre di Guardiagrele con il volto coperto da passamontagna e sciarpa e armato di mannaia intimando alla cassiera di consegnare il denaro. Mentre il complice brandiva un coltello da cucina. Ma la rapina fallì per la reazione di un dipendente del supermercato che costrinse alla fuga i malviventi. Il porto della mannaia, che aveva una lama di 20 centimetri, ha fatto anche scattare anche un'ulteriore accusa nei confronti di Panaccio. Il quale, si scopre, ha trovato modo e tempo di scrivere un libro, un e-book : il titolo è "il lestofante". Il libro, come si legge sul sito che lo recensisce: «Racconta la storia di un ragazzo dedito allo spaccio e alla truffa fino al giorno che» con tanto di puntini di sospensione che invitano alla lettura In quelle 116 pagine ha deciso di raccontare un pezzo di vita, non immaginando forse, dopo la sentenza di ieri, di dover aggiungere subito un nuovo capitolo.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una triste consuetudine di diversi zoo cinesi è quella di dare in pasto animali vivi a feroci felini ospitati nelle strutture. Secondo i veterinari che seguono i predatori, mangiare la preda viva sarebbe più salutare rispetto a quella già abbattuta dall'uomo. In uno zoo del paese il pasto delle tigri è avvenuto davanti ad alcuni visitatori, che hanno così potuto vedere un povero asino gettato in acqua, in mezzo alle belve, dagli addetti dello zoo.

