PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Capodoglio morto sulla spiaggia: trovata molta plastica nello stomaco

DI MICHELE PAPPACODA Nello stomaco del cadavere del capodoglio trovato morto sulla spiaggia di Lascari (Pa) alcuni giorni fa è stata trovata molta plastica. Lo dice Greenpeace che ha diffuso le immagini. «Le indagini - dice Greenpeace - sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto a causa della plastica ingerita ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla». Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia dice: «Sono ben cinque i capodogli spiaggiati negli ultimi cinque mesi sulle coste italiane. Nello stomaco della femmina gravida ritrovata a marzo in Sardegna sono stati trovati addirittura 22 kg di plastica. Il mare ci sta inviando un grido di allarme, un SOS disperato. Bisogna intervenire subito per salvare le meravigliose creature che lo abitano». Greenpeace e The Blue Dream Project monitoreranno per tre settimane i livelli di inquinamento da plastica in mare, in particolare nel Mar Tirreno Centrale. Una spedizione di ricerca che si concluderà in Toscana l'8 giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani. In occasione della conferenza stampa di presentazione del tour, che si terrà martedì 21 maggio alle ore 11 presso la Sala conferenze Lega Navale di Ostia, i ricercatori del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell'Università degli Studi di Padova, centro di riferimento per le autopsie sui grandi cetacei spiaggiati lungo le coste italiane, presenteranno un report preliminare sullo spiaggiamento dei cetacei in Italia, con un focus proprio sui capodogli e la plastica.
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INSERITO DA STAFF SILEA - Omicidio questa mattina, 19 maggio, a Silea, in via Nerbon. Un uomo sui 50 anni è stato ucciso con colpi da arma da fuoco, a quanto sembrerebbe dal suocero novantenne, al culmine di una lite. Dopo il delitto, l'omicida si sarebbe barricato in casa, fino all'arrivo di carabinieri e polizia. Non si sa cosa abbia causato la lite che ha poi scatenato la furia dell'anziano, di certo nell'abitazione si trovava anche la figlia dell'assassino nonché moglie della vittima, portata sotto choc in ospedale.
INSERITO DA STAFF Che povertà e istruzione incidano sulla vita media delle popolazioni non è una novità e che Napoli paghi pegno, rispetto al resto del Paese, riguardo ad anni di vita attesa e mortalità evitabile, con 2 o 3 anni di svantaggio, è noto. Ma che il vantaggio di avere una popolazione più giovane possa essere del tutto annullato e addirittura capovolto dagli indici di disagio sociale viene fuori per la prima volta, nero su bianco, da una elaborazione epidemiologica condotta da uno dei quattro gruppi di lavoro di cui si compone la Consulta comunale per la Salute istituita un anno fa dal sindaco Luigi de Magistris. Lo studio è stato elaborato con il contributo tecnico di Stanislao Loria che lavora presso il dipartimento di Sanità pubblica dell'Università Federico II diretto da Maria Triassi e sarà pubblicato sulla rivista Medicina democratica.
INSERITO DA STAFF Una discussione, conti da regolare, la droga, la lite, gli spari. È su questa sequenza che si muovono le indagini dei carabinieri per ricostruire il movente della notte di terrore all'ospedale Pellegrini e dare un nome e un volto al giovane che, pantaloni chiari e casco da motociclista, l'altra notte ha inseguito Vincenzo Rossi, 22enne gambizzato, fino all'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale Pellegrini sparando come per finirlo, incurante della presenza di medici, infermieri e altre persone presenti in quel momento.