Ferdinando
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Etimologia: Nome patrizio diffusosi in epoca medioevale nella forma latina "Fredenandus", ha un'origine gotica. Deriva infatti dal composto "frithunants", "frithu", "pace", unito a "nanthos", "coraggio", che significa "coraggioso nel difendere la pace, ardito anche in tempo di pace".
Carattere: Se pensa al futuro diventa ansioso e pessimista; quando si concentra sul presente, invece, è fiducioso, pratico e affidabile. Ha un po' di pretese, vuole una brava moglie che sia una madre attenta per i suoi figli, ma anche un'amante tutta pepe. E' socievole, divertente, poco impegnativo, moderatamente generoso; tanto dà e tanto si aspetta.
Numero fortunato: 9
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Bontà d'animo, gentilezza ed entusiasmo sono le tue doti caratteristiche. Affronti la vita con fiducia e il sorriso sulle labbra: atteggiamento che, spesso, si rivela una carta vincente. La sorte sembra proteggerti in tutto quel che fai e, nonostante qualche delusione, le soddisfazioni, sia in amore che nel lavoro, non ti mancheranno.
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"Le colonie inglesi del Capo, dell'Orange, del Natal e del Transvaal vengono riunite, nel 1910, nell'Unione Sudafricana. L'amministrazione sarà affidata ad un governatore britannico, controllato da un parlamento bicamerale con sede a Capetown."
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Pietro I il Grande - 1672
Benny Goodman - 1919
Anna Proclemer - 1923
Piero Chiambretti - 1956
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Medicina
Il processo della riproduzione resta sconosciuto fino alla metà dell'800. Le teorie più strane si susseguono, come quella che il nascituro si trova già "in piccolo" nelle ovaie delle femmine senza la necessità del seme maschile. Fino a quando l'emiliano Lazzaro Spallanzani le riesce a smentire con la sperimentazione. Nel 1773, attraverso un esperimento con i rospi, dimostra che è necessaria l'unione del seme maschile con l'ovulo femminile per generare un nuovo essere. E compie quindi la prova del nove, con una vera e propria fecondazione artificiale, iniettando nella vagina di una cagna il seme di un cane. Però, le "certezze" dell'epoca hanno il sopravvento, convincendo lo stesso Spallanzani che il seme del maschio serve soltanto a "nutrire" l'ovulo, ma non è fondamentale per la riproduzione.
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