Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Due giornate alla fine del campionato, si avvicina il momento dei verdetti. Dopo la sconfitta a Bari, l'Avellino mette nel mirino la Vibonese, che si è ritrovata in zona playout quando era ormai destinata a retrocedere per effetto dell'esclusione dal campionato del Catania. I calabresi, penultimi in classifica, sono attesi sabato (ore 17,30) al “Partenio-Lombardi” e sono già condannati a giocare gli spareggi per non scivolare in Serie D senza il vantaggio del fattore campo: potrebbero chiudere al massimo terzultimi, scalzando la Paganese con due vittorie a cui dovrebbero corrispondere altrettante sconfitte degli azzurrostellati, che hanno richiamato in panchina Di Napoli silurando Grassadonia e incassanto le dimissioni del responsabile dell'area tecnica D'Eboli. Riscatto d'obbligo per i biancoverdi, che non potranno contare su Silvestri, squalificato per sopraggiunto limite di ammonizioni dopo il fallo che ha scatenato il parapiglia finale al “San Nicola”, costato l'allontanamento dal campo di Gautieri e Pane: pure loro non ci saranno. In difesa tornerà, dunque, con ogni probabilità Dossena. Iniziati gli allenamenti settimanali. Da valutare la possibilità di un ritorno tra i convocati di Maniero, che continua il suo percorso di riatletizzazione per essere nelle migliori condizioni possibili in vista dei playoff. Probabile che Gautieri, bersagliato dalle critiche per un atteggiamento di partenza sparagnino, possa optare per il tridente con Kanoute (che ha rimediato una distorsione al pollice della mano destra), Murano e Di Gaudio facendo le prove generali in vista degli spareggi promozione, sempre in attesa del ritorno a disposizione di Maniero.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Il Napoli va ko in casa contro la Fiorentina: finale di 2-3. Il vantaggio di Nico Gonzalez, il pari di Mertens, il 2-1 di Ikone, l'allungo di Cabral con Osimhen ad accorciare le distanze: ecco l'evoluzione del match con la vittoria dei viola al "Maradona" e la frenata Scudetto per gli azzurri. La cronaca - Il Napoli ospita la Fiorentina con la carica dei 60mila sugli spalti del “Maradona”. La squadra di Spalletti deve rispondere all'Inter, vincente ieri sul Verona e confermare il passo Scudetto. In avvio ci prova Insigne con un lob controllato da Terracciano. La risposta viola corre sull'appoggio di Nico Gonzalez e sulla conclusione di Biraghi, girata in angolo da Ospina. Il Napoli attacca, la Fiorentina passa al 29' con un doppio cross Biraghi-Duncan, la prima respinta di Rrahmani e il controllo con il mancino di Nico Gonzalez: tiro che bacia il palo e che vale l'1-0 per gli uomini di Italiano. Il tentativo del pari viene formulato da Mario Rui prima dell'intervallo. Nella ripresa il Napoli ci prova con Insigne, Osimhen e con due cambi: fuori Politano e Fabian Ruiz, dentro Lozano e Mertens. Dopo due minuti il belga va a segno: piazzato che fa esplodere il “Maradona” al 58'. Sembra il cambio di inerzia, ma la Fiorentina non subisce alcun colpo, anzi. Nico Gonzalez ribalta per Ikone: diagonale vincente del francese e al 66' è nuovo vantaggio ospite a Fuorigrotta. Superati Zanoli e Ospina. È il momento clou del match. Al 72' la Fiorentina corre con Cabral, che di forza tiene e gira con il destro: colpo del ko per il 3-1 ospite. Sotto di 2 il Napoli non molla: accorcia le distanze con Osimhen, ma ormai è troppo tardi. Finale di 2-3, Fiorentina vincente: Napoli da frenata Scudetto che può risultare decisiva.
INSERITO DA CARLO AMETRANO Formula Uno, le classiche pagelle dello scrittore stabiese Carlo Ametrano intervenuto in esclusiva al termine del GP dell’Australia vinto da Charles Leclerc. Una gara fantastica, completamente dominata dalla Rossa. Una in particolare. A Melbourne è super Charles Leclerc che vince, domina, e chiude davanti alla Red Bull di Perez e la Mercedes di Russell. Una F1-75 dominante che vince e convince. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara. “E’ stata la conferma della Ferrari. Oggi mi sembravano un razzo. Hanno approfittato al massimo del cambio dei regolamenti ma attenzione: il mondiale è lungo e mancano ancora 20 gare. Grande delusione invece la Red Bull, sono ancora troppi i problemi di affidabilità. Per quel che riguarda invece Mercedes, direi di aspettare ancora Imola-Barcellona per capire”. Primo posto per Charles Leclerc a termine di una grandissima gara. Che voto gli diamo? “Ha fatto tutto benissimo. Pole il sabato e gara dominata. Occhio a parlare di mondiale perché è presto. Voto 10”. Seconda piazza per la Red Bull di Perez, unica RB18 a tagliare il traguardo. Voto? “Ha approfittato del ritiro di Verstappen. Per lui è stata la sua classica gara, collezionata comunque da un’ottima posizione. Voto 6.5”. Ultimo gradino del podio per la Mercedes di Russell. Che ne pensi? “Sta facendo cose strepitose per ora. Parliamo di un pilota che farà parlare tanto. Voto 6.5”. Quarta piazza per l’altra Mercedes, quella di Hamilton. Voto? “Ha fatto il massimo. Credo non possa fare di più. Bisogna però lavorare e migliorare tanto in Mercedes. Voto 6.5”. In quinta posizione c’è la McLaren di Norris. Che ne pensi? “Ha fatto una buona gara. Provano a rialzarsi anche se credo debbano fare di più. Voto 6”. Sesta piazza per Ricciardo, finalmente in zona punti. “Stesso voto di Norris e stesso identico discorso. Voto 6”. Che mi dici della settima piazza di Ocon? “E’ un tipo come era Hulkenberg. Si piazza sempre e porta a casa punti, per una scuderia è un pilota importante. Voto 6”. Che voto dai all’ottavo posto di Bottas? “L’obiettivo dell’Alfa è questo. Ambire per tali posizioni. La gara di Bottas è stata positiva, così come il suo posizionamento. Voto 6”. Segue subito Gasly, voto? “Salvo inconveniente, anche lui va sempre a punti. Sufficienza meritata. Voto 6”. Chiude la top ten la Williams di Albon dopo un’ottima strategia. “Strategia incredibile. Quindi ci tengo a dare: 7 per la strategia e 6.5 al pilota”. Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo e diamo appuntamento a tutti i nostri ascoltatori per il Gran Premio di Imola. Prima di chiudere, ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti? “Sì. Ci diamo appuntamento giovedì sera a Odeon Tv per commentare quanto accaduto a Jeddah. Sono davvero orgoglioso di questo, ringrazio come sempre Filipo Gherardi e Martina Renna per l’invito. Infine, non può mancare ovviamente l’appuntamento con il Senna Day, in programma il 30 aprile alle Cantine Zuffa a Imola, alle ore 19.30. Avremo tantissimo ospiti: ex piloti, giornalisti, attrici e non solo. Non potete mancare”. Se vuoi riascoltare tutta l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue: http://chirb.it/MgH0ah
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Ferrari di Charles Leclerc ha vinto il Gran Premio d'Australia terza prova della stagione 2022 di Formula 1. Sul circuito cittadino di Melbourne taglia il traguardo al secondo posto la Red Bull di Sergio Perez, mentre è terza la Mercedes di George Russell. Quarta l'altra Mercedes di Lewis Hamilton. "E' la prima vittoria in cui abbiamo controllato, ma che macchina che avevamo, è fortissima e molto affidabile". Tra sorrisi e sprazzi di gioia vera Charles Leclerc racconta la sua cavalcata con la Ferrari nel Gran Premio d'Australia davanti dall'inizio alla fine. "Le gomme - aggiunge il pilota monegasco della scuderia di Maranello - hanno tenuto benissimo. Sono molto felice, è incredibile vincere qui. E' grandioso tornare in queste posizioni dopo le due difficili annate che abbiamo avuto". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Giovanni Ravasi si è spento all'età di 82 anni: ex arbitro, è stato un grande pilastro della società biancoviola Una vita per il calcio, Usmate Velate piange il mitico vicepresidente Giovanni Ravasi, scomparso all'età di 82 anni. Ex arbitro, è stato per moltissimi anni dirigente della "Asd Nuova Usmate". Una vita per il calcio, Usmate Velate piange il mitico vicepresidente Ravasi La triste notizia è stata diffusa proprio oggi, giovedì 7 aprile 2022, dalla società per la quale lo stesso Giovanni Ravasi si è sempre sempre con grande passione per tutta la vita. Un cuore diviso in due, tra il tifo per il Torino e quello per la squadra del suo paese, l'Usmate. Presente sin dai tempi della fondazione da parte della famiglia Magni, era stato subito indicato come dirigente della società. Grande conoscitore dello sport era anche l'incaricato dell'accoglienza dell'arbitro: proprio lui che in gioventù era stato un promettente fischietto sui campi di periferia. Oltre al calcio era stato anche membro del "Gruppo Volontari Trasporto". "Un pilastro del nostro calcio" A piangerne la scomparsa la "Nuova Usmate" del presidente Alessandro Posca. A ricordarlo, a nome della società, l'amico Angelo Posca. Era stato proprio quest'ultimo, dopo la rifondazione del club, a scegliere Ravasi come vicepresidente, riconoscendo in lui professionalità, passione ed esperienza. Un uomo di grande e raro spessore, un vero pilastro della nostra società e del calcio usmatese - le sue parole - Ha amato profondamente i colori della nostra squadra. Qualche anno fa aveva dovuto fare un passo indietro per via delle proprie condizioni di salute, ma la sua figura è sempre stata importante per tutti noi, sia sul campo che fuori. A Giovanni un sentito ringraziamento per tutto il lavoro svolto: non lo dimenticheremo mai"PRIMA MONZA
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Più volte si è detto che questo Benevento paventasse delle difficoltà maggiori negli scontri diretti, conquistando poche volte la vittoria rispetto alle altre avversarie. C'è da dire che questo dato è migliorato negli ultimi tempi, con la Strega che nel girone di ritorno non ha mai perso contro le squadre che la precedono in classifica. Una statistica che permette di effettuare delle valutazioni non di poco conto, considerato che prevalere nel doppio confronto in un contesto così equilibrato potrebbe fare la differenza quando si tireranno le somme all'ultima giornata. Al momento, il Benevento ha gli scontri diretti a sfavore solo col Brescia. Le rondinelle, infatti, vinsero al Vigorito con un gol nel recupero nella gara d'andata, mentre al ritorno si è registrato un pareggio per 2-2. La Strega prevale sul Pisa grazie al 5-1 di sabato scorso, mentre il bilancio è in perfetta parità con Cremonese e Lecce in virtù dei quattro pareggi maturati. In questo caso, qualora dovesse verificarsi parità di punteggio al termine della stagione regolare, si farà ricorso alla differenza reti per definire la classifica. Allo stato attuale il Benevento ha realizzato 55 gol, subendone 30, facendo registrare una differenza di +25. La Cremonese ha un +19, mentre il Lecce un +26. Si viaggia sul filo del rasoio anche in questa circostanza, con i discorsi che probabilmente saranno in sospeso fino alla fine dei giochi. Ancora da definire, invece, il doppio confronto col Monza. Dopo il bel 3-1 dell'andata, sarà importante per il Benevento uscire indenne dalla trasferta brianzola, in programma il prossimo 30 aprile, per avere un vantaggio anche nei confronti della compagine guidata da Stroppa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Magico Karim Benzema! Dopo la tripletta che ha eliminato negli ottavi il Paris Saint-Germain, altra tripletta per lo strapotente transalpino, che permette al Real Madrid di vincere 1-3 in casa del Chelsea nell'andata dei quarti di Champions League. Successo anche per il Villarreal, 1-0 sul Bayern Monaco e “Sottomarino Giallo” che continua a sognare, dopo aver estromesso la Juventus. Diluvia a Stamford Bridge, dove c'è regolarmente in panchina nel Real Carlo Ancelotti, negativizzatosi dal covid. Merengues pericolosissimi già al 10' con una traversa colpita da Vinicius. Poi uno-due micidiale firmato Benzema. Al 21' il francese chiede il triangolo a Vinicius e lo chiude con un colpo di testa potente che supera Mendy. Al 24' ancora Benzema di testa, in controtempo, insacca un suggerimento di Modric. Il Chelsea si rivitalizza al 40' quando Jorginho propone una palla in invitante, che Havertz di testa spedisce alle spalle dell'ex (fischiatissimo) Courtois. Prima del riposo sempre Benzema va a centimetri dall'1-3, ma non fallisce dopo pochi secondi di ripresa, sfruttando un clamoroso errore in disimpegno del portiere dei blues Mendy. Il doppio vantaggio del Real viene salvato al 50' da un miracolo di Courtois su botta di Azpilicueta. Entra Lukaku, che di testa tutto solo si divora il 2-3. All'Estadio de la Ceramica Villarreal già a bersaglio all'8' con Danjuma, al termine di una bella azione corale. Il Bayern mai si rende veramente pericoloso, neppure Lewandowski. I bavaresi tremano al 41' quando un cross sbagliato di Coquelin inganna beffardamente Neuer, ma il 2-0 viene annullato dal Var per fuorigioco. Il secondo tempo si apre con un palo clamoroso colpito dalla distanza da Gerard Moreno. Il Bayern spinge, ma Rulli in porta è una sicurezza. Neuer invece fa una follia in appoggio e rischia di essere uccellato da metà campo da Moreno. Il Villarreal vince con merito e il risultato sta anche stretto agli spagnoli.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SCAFATI - Terremoto nella Scafatese nei giorni del Centenario, mister Severo De Felice è costretto a lasciare la panchina dei canarini dopo la sindrome da pareggio delle ultime gare. «Un fulmine a ciel sereno, una decisione improvvisa» è la scelta comunicata ufficialmente dalla società nel tardo pomeriggio di ieri così come ribadito dalle parole del presidente della società Vincenzo Cesarano. De Felice era stato chiamato in causa durante il girone di ritorno dello scorso campionato, con l’intento di risanare uno spogliatoio in crisi di risultati, e lascia ora una squadra che dopo un ottimo inizio di campionato non è riuscito a superare i primi passi falsi, perdendo il ritmo delle prime due San Marzano e Angri. Nelle ultime tre partite esterne poi, la squadra gialloblu non è stata capace di raccogliere nessuna vittoria, con tre pareggi con Calpazio, Costa d’Amalfi e Vico Equense che non sono piaciuti alla società oltre che sono valsi anche il sorpasso al terzo posto dell’Agropoli. Alfonso Romano LA CITTA
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Doveva essere un turno favorevole al Milan. La trentunesima giornata di Serie A ha, invece, confermato le sorprese che, di gara in gara, arrivano in vetta. I rossoneri frenano in casa: la carica dei 70mila a San Siro non basta per superare il Bologna. Risultato di 0-0 contro i rossoblu e la squadra di Pioli non risponde al Napoli e all'Inter, vincenti nel turno che presentava sfide dall'alto coefficiente di difficoltà. Ora gli azzurri sono distanti un solo punto dalla vetta e guardano al match con la Fiorentina, in programma domenica (ore 15) al "Maradona" con qualche certezza in più rispetto alle avversarie dirette. L'Inter ha battuto la Juventus al termine di una prova sofferta e scritta anche dagli episodi, positivi per i nerazzurri, negativi per i bianconeri. Il Napoli ha vinto a Bergamo andando oltre le assenze, per squalifica e infortuni, di tre titolari (Rrahmani, Di Lorenzo e Osimhen), e guidando la gara con l'Atalanta sin dalle prime battute. Il turno appena terminato offre nuovi spunti allo staff tecnico partenopeo. Il Napoli saluta la trentunesima giornata con la garanzia di un gruppo abile nel ruotare per sistema e soluzioni rapide: aspetto che appare più complicato per le due milanesi, spuntate in attacco (Milan imbrigliato dalla solidità del Bologna, Inter non più bella e che ha perso lo smalto della prima parte del campionato). Il Napoli vivrà 24 ore di riposo, concesse da Spalletti, dopo la seduta di scarico sviluppata ieri. Da domani si penserà ai viola di Italiano.
INSERITO DA ANGELA CECERE Juventus-Inter o-1, le pagelle del match allo Stadium
PAGELLE JUVE
SZCZESNY 6,5 Ipnotizza Calhanoglu dal dischetto, ma la sua parata non vale per “colpa” di De Ligt. Sicuro nelle uscite ed un tutte le giocate.
DANILO 6 Prova a dare impulso alla manovra bianconera, scambiandosi anche di posizione con Cuadrado.
DE LIGT 5,5 La sbavatura fatale è l'ingresso anticipato in area che vanifica la parata di Szczesny sul primo rigore di Calhanoglu. Per il resto concede poco agli avanti nerazzurri.
CHIELLINI 6,5 Il solito muro invalicabile per gli attaccanti avversari. In apertura di match colpisce anche una rocambolesca traversa.
ALEX SANDRO 5,5 Spinge poco a sinistra (28' st De Sciglio 6: un suo cross morbido trova un colpo di testa di Vlahovic alto di poco).
LOCATELLI 6 Lotta con coraggio nonostante i postumi al capo di un fallo (da giallo) di Lautaro, ma dopo poco più di mezz'ora deve arrendersi (34' pt Zakaria 6: nell'unico strappo che lo vede protagonista colpisce un palo clamoroso).
RABIOT 6 Il francese gioca una partita solida, nonostante un giallo che lo condiziona dalle prime fasi del match. Esce tra gli applausi (40' st Arthur ng).
CUADRADO 6 Il solito moto perpetuo. Gioca un'infinità di palloni, non sempre però con la necessaria precisione (40' st Bernardeschi ng).
DYBALA 5,5 Parte su grandi ritmi, poi ha una lunga pausa svegliandosi nel finale con un sinistro dalla distanza che viene bloccato da Handanovic. Una punizione fuori chiude un match poco gioioso.
MORATA 5,5 Fa cose pregevoli, soprattutto per i compagni ed in fase di sacrificio. È lui però che commette il “pestoncino” in area su Dumfries che causa il rigore per l'Inter (28' st Kean ng).
VLAHOVIC 5,5 Dopo neanche un minuto va al tiro. Sembra l'inizio di un match spumeggiante. In realtà fa a lungo fatica, sino al 63' quando da solo si crea un'occasione importante. Ma il gol non arriva. Protesta nel recupero per un presunto rigore ai suoi danni
ALLEGRI 5,5 La Juventus perde dopo 16 risultati utili consecutivi in campionato e deve dare addio alle residue speranze scudetto. I bianconeri non demeritano, ma in fase realizzativa non è serata.
PAGELLE INTER
HANDANOVIC 5,5 Pronti, via e sotto pressione con Vlahovic. Su un cross di Cuadrado, valutato male, regala una traversa a Chiellini. Poi bene su Cuadrado e Dybala, un altro brivido in disimpegno e un altro legno a referto.
D’AMBROSIO 6 Confermato ancora braccetto di destra, questa volta sulle tracce di Morata. Resta basso, regge l’urto.
SKRINIAR 6,5 Con Vlahovic qualcosa devi concedere, ma lui alza il muro quasi sempre, limitando danni e contributo del bomber serbo.
BASTONI 5,5 Ha forse il compito più duro con Cuadrado. Il più delle volte a rincorrere il colombiano, rischia un rigore su Zakaria.
DUMFRIES 6 All’inizio a carburazione lenta e sorpreso da Morata. Poi in modalità turbodiesel, con accelerata e rigore guadagnato a fine primo tempo. (14’ st Darmian 6: diligente)
BARELLA 6 Ancora non al meglio e forse provato dal recente disastro azzurro. Parte mettendoci poca ‘garra’, poi alza la percentuale dei contrasti vinti e dei chilometri percorsi.
BROZOVIC 7,5 Sotto pressione, nel traffico, in recupero: fa sempre la cosa giusta, confermandosi insostituibile per Inzaghi. Al rientro si rimette al comando, traghettando l’Inter fuori dalle sabbie mobili della prima mezzora. Leader. (32’ st Vidal ng)
CALHANOGLU 7 La solita mole di quantità e qualità. E in più il rigore, tirato due volte per gentile concessione di Irrati, dello 0-1 e delle rinnovate ambizioni-scudetto della Banda Inzaghi. (32’ st Gagliardini ng)
PERISIC 6,5 Baricentro basso, ma attenzione altissima. Spesso in raddoppio su Cuadrado, da bollino un rosso un recupero su Dybala, quasi a botta sicura.
DZEKO 6 Polveri bagnate e nessuna occasione a referto. Prova a rendersi utile cucendo il gioco.( 46’ st Gosens ng)
LAUTARO 5 Si fa notare solo per il giallo rimediato e l’espulsione rischiata poco dopo. Mai uno spunto degno di nota. (14’ st Correa 6: dinamico)
INZAGHI 7 Prima vittoria a Torino dopo 2 lustri e candidatura-scudetto rilanciata. Si rialza nella gara più attesa, soffrendo e strappando 3 punti fondamentali per rimettersi in marcia e lasciare la Juve nelle retrovie.