Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA E' stato annullato il Gran premio di formula 1 in programma a Imola nel fine settimana. La Formula 1 ha preso la decisione per le gravi conseguenze sul territorio dell’ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia Romagna. La comunicazione è stata resa nota mercoledì a seguito dei colloqui tra la Formula 1, il Presidente della FIA, le autorità tra cui i ministri competenti, il presidente dell’Automobile Club d’Italia, il presidente della Regione Emilia-Romagna, il sindaco della città.
F1, emergenza maltempo: “Non è possibile tenere l’evento in sicurezza”
“La decisione è stata presa perché non è possibile tenere l’evento in sicurezza per i nostri tifosi, le squadre e il nostro personale ed è la cosa giusta e responsabile da fare vista la situazione in cui versano i paesi e le città della regione – spiega la Formula 1 – Non sarebbe giusto esercitare ulteriori pressioni sulle autorità locali e sui servizi di emergenza in questo momento difficile”.
F1, emergenza maltempo: il commento di Stefano Domenicali e della Fia
Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, ha dichiarato: “È una tale tragedia vedere cosa è successo a Imola e in Emilia-Romagna, la città e la regione in cui sono cresciuto, e i miei pensieri e le mie preghiere sono con le vittime delle inondazioni, le famiglie e le comunità colpite. Voglio esprimere la mia gratitudine e ammirazione per gli incredibili servizi di emergenza che stanno lavorando instancabilmente per aiutare coloro che hanno bisogno di aiuto e alleviare la situazione: sono eroi e tutta l’Italia è orgogliosa di loro. La decisione che è stata presa è quella giusta per tutti nelle comunità locali e per la famiglia della F1, poiché dobbiamo garantire la sicurezza e non creare oneri aggiuntivi per le autorità mentre affrontano questa terribile situazione“.
Il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha dichiarato: “I miei pensieri e quelli di tutta la famiglia FIA sono con coloro che sono stati colpiti dalla terribile situazione nella regione Emilia-Romagna. La sicurezza di tutte le persone coinvolte e gli sforzi di recupero sono la massima priorità in questo momento”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Continuare a incensare e festeggiare il Napoli campione, con l'onda lunga delle celebrazioni per lo scudetto, che arriveranno fino al 4 giugno (salvo anticipi) e daranno l'ultimo colpo a una festa iniziata ormai lo scorso inverno. Oppure, dare atto ai protagonisti di aver fatto una grande impresa e provare ad aprire una visione critica ma costruttiva. Ad esempio, sulla gestione del turnover in questo finale del campionato, sulla reale qualità delle cosidette riserve, e soprattutto riflettere sui rimpianti che comunque restano. Lo ha detto il presidente De Laurentiis, forse infastidendo l'allenatore: ci teneva a vincere la Champions League. O quantomeno arrivare alla finale. Sarebbe stato fattibile, di certo non impossibile. A maggior ragione se si guarda il Milan oggi, tra campionato e coppe: una squadra senza capo né coda, che eppure ha messo in crisi il Napoli nelle tre partite giocate di recente. Un rimpianto che forse anche i giocatori sentono, comprensibilmente oggi svuotati e stanchi. Normale lasciare qualche punto per strada, soprattutto dopo che il lavoro è stato svolto. Però sarebbe brutto chiudere il campionato in modo anonimo, soprattutto pensando all'ultimo big match stagionale: domenica contro l'Inter. In particolare, è giusto che Spalletti dia spazio a chi ha giocato meno. Importante capire se queste seconde linee meritano il Napoli anche nella prossima stagione. tuttavia, concedere solo un tempo a un giocatore come Zerbin, o non far giocare affatto Gaetano, sembra una forzatura. Così come tenere in campo a tutti i costi Osimhen, anche quando è poco lucido come ieri a Monza. La classifica capocannonieri è importante, ma è un obiettivo che l'attaccante può conquistare anche senza rimanere in campo per forza 95 minuti e senza essere cercato con insistenza, togliendo imprevedibilità all'azione offensiva.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Manca la fame, e si vede, ai nuovi campioni d'Italia. Il Napoli scivola a Monza, davanti a uno stadio per metà colorato d'azzurro. Pochi lampi e tante tossine, un risultato - 2-0 per i brianzoli - totalmente ininfluente e tanti applausi per la capolista che, a dispetto dell'esito del match, suscita tanta stima in ogni squadra che incontra. Anche il Monza, infatti, regala ai campioni il "paseo d'onor". Si comincia con il Napoli che attacca con Zielinski al tiro in porta dopo 12 secondi. Il Monza ci crede, colleziona un paio di angoli e prende il possesso della mediana. Al 18' Dany Mota segna dopo una bella azione iniziata da Caprari e rifinita da Carlos Augusto e Pessina. Il Napoli alza il baricentro ma non produce molto. Un tiro svirgolato da Anguissa (29') poi Rrhamani sfrutta la sponda di Osimhen ma il suo tiro è alto. Ancora Anguissa, al 40', impegna Di Gregorio bravissimo a dire di no. Nella ripresa entra Kvaratskhelia ma a segnare è ancora il Monza. Minuto 9, Dany Mota sferra un destro potente, Gollini respinge, Petagna mette dentro da due passi. Un minuto dopo Rrahmani si fa superare ancora da Dany Mota, è Gollini a volare per evitare il 3-0. Spalletti torna indietro ed opera dei cambi. Un palo di Olivera, bravo a colpire di testa un cross di Zielinski anticipa un contatto in area tra Pessina ed Osimhen (22'). Sarebbe rigore ma l'arbitro sorvola. Lo stesso Osimhen tira alto da posizione defilata (25'). Un minuto più tardi contatto sospetto tra Politano e Mota Carvalho, anche qui l'arbitro sorvola su un possibile penalty per i campioni d'Italia. Allo scoccare della mezz'ora Kvaratskhelia si accentra e conclude: Di Gregorio controlla. Un colpo di testa alto di Osimhen certifica la crescita del Napoli. Zielinski (33') e Simeone (35') costringono Di Gregorio a due parate; il portiere brinzolo si ripete poi, nel finale, su Raspadori e su Osimhen, blindando la sua porta e il risultato.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Ora serve professionalità. E finalmente un po' di cuore. Sostanzialmente il compito potrebbe essere affidato a giocatori ormai demotivati, impauriti e con la testa ad un futuro che non è certo nel Sannio. Eppure scendere con quella maglia addosso, pure a risultato sportivo ormai acquisito, deve essere motivo di orgoglio per chiunque. E chiudere senza un briciolo di determinazione un campionato, nel quale si fa fatica a trovare solo un mezzo sorriso, sarebbe la cosa peggiore. Non ci va neanche di ricordare che il verdetto aritmetico non c'è ancora e che è dovere, non solo morale, fare tutto il possibile perchè venga rinviato quanto più possibile. Circostanza, che lo ricordiamo, dipende più dalle avversarie che dai giallorossi. Loro dovrebbero battere il Modena, ma nel frattempo il Brescia dovrebbe buscarle in casa dal Pisa e nel contempo Perugia e Spal non dovrebbero andare più in là di un pari contro Venezia e Parma. Al di là dell'improbabilità di accorpare tutti questi risultati, rimane il dovere di provare a battere i canarini emiliani, ormai salvi e poco convinti di giocarsi l'accesso ai play off. Il Benevento, lo ricordiamo, è la squadra che ha vinto meno di tutti in questo campionato, appena 6 volte. Ma cinque di questi successi sono arrivati nel girone d'andata, mentre nella tornata di ritorno i giallorossi sono stati capaci di vincere una sola volta su 17, al Vigorito contro il Brescia. Una media catastrofica di 0,58, che non poteva che portare alla retrocessione. In fondo sabato può arrivare anche il sigillo matematico alla caduta in C, ma questo non toglie che si debba cercare la vittoria contro gli emiliani. Mentre a Benevento si vive il dramma sportivo della retrocessione, in altri centri si sta persino peggio. Pensiamo alla Sampdoria, che è ad un passo dal fallimento, o alla Reggina, per la quale la Procura Federale aveva chiesto la conferma dei 7 punti di penalizzazione (ma poi gliene ha restituiti due...), lasciando comunque aperta una situazione che può sfociare in qualunque epilogo. Se tra un mese ci fossero due posti da colmare in B, ci sarebbe da mordersi sotto i gomiti per non aver almeno occupato un posto migliore negli ultimi posti della classifica.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. La sconfitta del Brescia in casa del Parma ha rimandato la retrocessione in serie C del Benevento, ormai vicinissima dopo la brutta sconfitta rimediata ieri dai giallorossi contro il Cittadella. L'aritmetica ancora non c'è, con le rondinelle che avrebbero dovuto conquistare almeno un punto per condannare la truppa di Agostinelli. I play out distano sei punti a due giornate dalla fine dei giochi, con la prossima giornata che potrebbe essere decisiva nel sancire quello che sarà l'ormai certo destino della Strega. Un epilogo amarassimo che, tra l'altro, potrebbe consumarsi proprio al Vigorito contro il Modena.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Napoli si prepara al rientro da Udine. La squadra ha scelto di non partire nella notte di giovedì: lo farà oggi nel pomeriggio, ma la destinazione è top secret. Non atterrerà all'aeroporto di Capodichino per non bloccare lo scalo e le zone limitrofe, già normalmente congestionate dal traffico. La società ha organizzato un atterraggio altrove: lo scalo dovrebbe essere quello di Grazzanise, in provincia di Caserta. Da lì ci sarà lo spostamento in un pullman "anonimo" fino a Castel Volturno. Il Napoli non renderà noto l'orario per evitare assembramenti di tifosi. Tuttavia, non si esclude nemmeno l'ipotesi Roma, e quindi a Ciampino, anche se la meta più probabile dovrebbe essere appunto Grazzanise.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Definito il programma per la festa scudetto e il rientro da Udine che non dovrebbe essere a Capodichino e forse neanche giovedì sera, al Napoli non resta che concentrarsi sulla partita della Dacia Arena, tenendo presente che per lo scudetto i conti potrebbero chiudersi già domani sera, se la Lazio non dovesse battere il Sassuolo all'Olimpico. Tuttavia, Spalletti non si aspetta altri "regali" da Sarri, dopo la sconfitta di San Siro. Per questo la testa deve essere soltanto alla partita del Napoli e a questo ultimo punto da conquistare. La prossima sarà l'ultima giornata in cui la Lazio è teoricamente ancora in corso: anche in caso di vittoria dei biancocelesti basterà un punto agli azzurri per vincere il campionato. In caso di malaugurata sconfitta in Friuli, bisognerà fare questo punto domenica in casa contro la Fiorentina, a quel punto a prescindere dal risultato della Lazio. Tricolore al 99.9% conquistato, ma sarà fondamentale non sbagliare la partita che dovrebbe finalmente dare il via libera alla festa: definitiva e ufficiale. Gli azzurri sono reduci dal beffardo pareggio contro la Salernitana: la squadra ha creato molto, ma dopo il vantaggio di Olivera non è riuscita a chiudere la partita. A Udine servirà più concretezza. Molto difficile il recupero di Politano, mentre Mario Rui sarà ancora fermo ai box. Spalletti potrebbe optare per qualche cambio, con Raspadori ed Elmas che si candidano per un posto da titolare e ridare freschezza a un Napoli che appare meno brillante del solito.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Non era previsto, ma Luciano Spalletti ha voluto concedere un giorno di riposo al Napoli. Il deludente pareggio in casa contro la Salernitana ha rinviato la festa, ma non deve intaccare il morale di una squadra che deve soltanto aspettare lo scudetto aritmetico. Gli allenamenti riprenderanno domani con l'obiettivo di centrare questo obiettivo, ossia ottenere almeno un punto alla Dacia Arena. Ma i partenopei potrebbero vincere il campionato senza giocare, già mercoledì sera, se la Lazio non riuscirà a battere il Sassuolo in casa. Spalletti ha spiegato che l'ultimo chilometro è sempre più difficile, non lesinando qualche critica alla sua squadra. Poca brillantezza in attacco e qualche distrazione di troppo in difesa. La squadra non è più quella brillante e implacabile di un mese fa, e per questo - considerando il turno infrasettimanale - Spalletti potrebbe optare per qualche cambio mirato. Elmas e Raspadori, ad esempio, sono entrati bene nel match contro la Salernitana, e si candidano per un posto sa titolare. Da valutare ancora Politano, che spera in un difficile recupero: almeno per partire dalla panchina. Non ci sarà Mario Rui, mentre in difesa Ostigard potrebbe diventare la prima alternativa a gara in corso, considerando l'errore di Juan Jesus che ha permesso a Dia di segnare il gol del pareggio al Maradona. Quello che serve, però, è soprattutto mantenere la concentrazione, anche se c'è la consapevolezza che la sconfitta della Lazio e il pari della Juventus hanno di fatto consegnato il terzo titolo agli azzurri.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo tre giornate la Fiorentina torna a vincere in campionato battendo la Sampdoria per 5-0: a segno Castrovilli nel secondo minuto di recupero del primo tempo, poi i viola hanno dilagato nella ripresa con Dodò, Duncan, Kouamé e il neo entrato Terzic, festeggiando nel migliore dei modi la fresca finale di Coppa Italia raggiunta tre giorni fa contro la Cremonese.
Sugli scudi anche Jovic autore di tre assist.
Per i blucerchiati,sempre più ultimi in classifica, la situazione è da tempo compromessa: manca la matematica certezza per la retrocessione ma a questo punto servirebbe solo un miracolo, sempre sperando di evitare un fallimento che rischierebbe di far ripartire la Samp dalla Serie D , come successo per ultimo al Catania.
Nell'occasione Vincenzo Italiano ha optato per un massiccio turnover, con sei giocatori diversi rispetto alla formazione titolare schierata giovedì: la novità maggiore fra i pali, con il 24enne Cerofolini al debutto in Serie A al posto di Terracciano. Spazio poi a Ranieri in difesa, a Duncan a centrocampo e a Jovic in attacco sostenuto da Gonzalez, Castrovilli (tornato trequartista) e Sottil.
Quanto alla Doria, Dejan Stankovic ha iniziato col tandem d'attacco Lammers-Gabbiadini e Gunter per Murillo in difesa, mentre è entrato solo nel finale Sabiri che dalla prossima stagione vestirà la maglia viola. La gara ha stentato a decollare perché la Fiorentina non imprimeva ritmo alle sue giocate mentre la squadra doriana faticava a trovare spazi anche se le prime occasioni erano sue, con Lammers e Augello (salvataggio di Biraghi sulla linea). I rischi corsi svegliavano i viola che chiudevano il primo tempo in attacco: Duncan, Sottil, Gonzalez ci provavano dalla distanza fino al vantaggio timbrato da Castrovilli che poco prima aveva impegnato Ravaglia. Un bellissimo destro al volo su assist di Biraghi, primo gol per lui in questo campionato dopo 9 mesi di stop per un infortunio al ginocchio. Intanto la Sampdoria perdeva Leris per un problema alla spalla destra: al suo posto Djuricic. La ripresa era un monologo viola nonostante la scelta di Stankovic di ruotare i suoi attaccanti: Dodò con i capelli tinti di viola, nuovo beniamino della tifoseria, festeggiava il suo primo gol in A correndo sotto la Fiesole. Quel poco della squadra blucerchiata si era ormai definitivamente dissolta così la Fiorentina spinta dalla sua gente chiudeva in goleada con Duncan e i neo entrati Kouamé e Terzic. ANSA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I subentrati Lautaro e Gosens ribaltano il gol di Felipe Anderson, il Toro chiude poi i conti al 90': se il Napoli batte la Salernitana è aritmeticamente campione L'Inter batte 3-1 la Lazio a San Siro nel lunch match della 32esima giornata di Serie A, torna a vincere in casa dopo tre ko di fila e aggancia il Milan al quarto posto in classifica. A sbloccare la sfida è Felipe Anderson al 30', che approfitta di una clamorosa incertezza di Acerbi. I nerazzurri reagiscono e la ribaltano nella ripresa con i gol dei subentrati Lautaro (78') e Gosens (83'), entrambi su assist di un ispirato Lukaku. Ancora Lautaro chiude poi i conti al 90' su un regalo di Vecino. Strada spianata per la festa scudetto del Napoli, che battendo la Salernitana si laureerà aritmeticamente Campione d'Italia. LA PARTITA L'Inter parte col piede giusto e va vicina al gol già al 5', con un bel sinistro a giro di Brozovic destinato nell'angolino basso, ma respinto da un attentissimo Provedel. I nerazzurri attaccano con più decisione, mentre gli ospiti tendono ad abbassare il ritmo quando sono in possesso del pallone e faticano a creare i presupposti per far male. Al 22' Mkhitaryan impegna ancora Provedel con una conclusione da fuori al termine di un'azione nata da un grande lancio di Onana e tre minuti dopo è lo stesso armeno a trovare il vantaggio, annullato però dal Var per un fuorigioco millimetrico di Correa, autore dell'assist. Dopo una mezzora di dominio, per i ragazzi di Inzaghi arriva la doccia gelata: tutto nasce da un clamoroso pasticcio di Acerbi al limite dell'area, Luis Alberto raccoglie e serve Felipe Anderson, che segna un rigore in movimento e porta avanti i suoi. La reazione nerazzurra è affidata ancora alle conclusioni dalla distanza: prima Mkhitaryan, poi Barella sfiorano traversa e palo, ma non riescono a far male a Provedel, mentre Correa e Lukaku non riescono mai a entrare nel vivo del gioco. Nei secondi conclusivi del primo tempo un altro svarione di Acerbi spiana la strada a Immobile, ma questa volta ci pensa Onana a metterci una pezza, prima che Bastoni muri in corner il tentativo di tap-in di Felipe Anderson. A inizio ripresa Inzaghi sceglie di inserire Dumfries per D'Ambrosio per provare a garantire più rifornimenti agli attaccanti, ma ad andare a un passo dal pareggio è ancora Barella, che con sfiora di nuovo il palo con un tocco d'esterno su cui Provedel non sarebbe mai arrivato. Al quarto d'ora, sugli sviluppi di un corner, Luis Alberto ha l'enorme occasione di raddoppiare, ma il suo piattone destro dal cuore dell'area è respinto da un ottimo Onana. A mezzora dalla fine entrano Lautaro e Calhanoglu per tentare il tutto per tutto e al 65' l'Inter va due volte vicinissima al pari: prima Provedel è straordinario su Dimarco, poi Dumfries colpisce malissimo da posizione invitante su assist di Lukaku. Quello nerazzurro si trasforma presto in un assedio, premiato al 78' da una bella giocata di Lukaku, che serve Lautaro nel cuore dell'area e gli spalanca la strada per il gol dell'1-1 in scivolata. Passano cinque minuti e il belga è ancora protagonista con un assist: cross pennellato sul secondo palo, su cui si butta in spaccata Gosens. Il tedesco segna un gol fondamentale, poi lascia il campo per un infortunio alla spalla sulla quale ricade dopo la rete. A chiudere definitivamente i conti ci pensa poi l'ex di turno Vecino, che con un folle passaggio orizzontale regala a Lautaro la doppietta personale. Seconda sconfitta di fila per la Lazio, che ora rischia di essere scavalcata dalla Juventus al secondo posto. L'Inter invece torna a far esultare i suoi tifosi con una vittoria convincente e meritata e regala il primo match point anche al Napoli, dove si attendeva con ansia un passo falso dei biancocelesti. LE PAGELLE Acerbi 5 - Per 78' il suo incredibile pasticcio al limite dell'area rischia di trasformarsi in un errore decisivo anche nell'ottica della lotta Champions. Poi ci pensano Lautaro e Gosens ad archiviarlo a incidente di percorso. Lukaku 6,5 - Un primo tempo da 4,5, a cui rimedia con una ripresa da protagonista assoluto. In coppia con Lautaro è tutto un altro giocatore: serve due assist splendidi e risulta decisivo nella vittoria. Barella 6,5 - La solita partita di sostanza e generosità. Fino al gol di Lautaro è lui, insieme a Mkhitaryan, il giocatore più propositivo e pericoloso dell'Inter. Immobile 5 - È lontano dal top della condizione e si vede. Attacca poco la profondità ed è spesso fuori dal gioco. Ha comunque il merito di propiziare l'errore di Acerbi che vale lo 0-1, ma non basta. Felipe Anderson 6 - Strappa la sufficienza per la freddezza con cui sblocca la partita, ma anche lui nel complesso si vede poco. Milinkovic-Savic 4,5 - Mai nel vivo della manovra, troppo lontano dall'area di rigore, spesso fuori posizione e impreciso con la palla tra i piedi. Irriconoscibile. IL TABELLINO Inter-Lazio 3-1 Inter (3-5-2): Onana 6,5; D'Ambrosio 5,5 (1' st Dumfries 6), Acerbi 5, Bastoni 6 (26' st Gosens 6,5 (41' st De Vrij sv)); Darmian 6, Barella 6,5, Brozovic 6, Mkhitaryan 6,5 (16' st Calhanoglu 6), Dimarco 6,5; Correa 5 (16' st Martinez 7), Lukaku 6,5. Allenatore: Inzaghi 6,5 Lazio (4-3-3): Provedel 6,5; Marusic 5,5 (41' st Pellegrini sv), Casale 6, Romagnoli 6, Hysaj 6 (41' st Lazzari sv); Milinkovic-Savic 4,5, Cataldi 6 (6' st Vecino 5), Luis Alberto 5,5; Felipe Anderson 6, Immobile 5 (23' Pedro 6), Zaccagni 6. Allenatore: Sarri 5 Arbitro: Guida Marcatori: 30' Felipe Anderson (L), 33' st e 45' st Martinez (I), 38' st Gosens (I) Ammoniti: Zaccagni (L), D'Ambrosio (I), Bastoni (I), Marusic (L), Romagnoli (L) Espulsi: LE STATISTICHE - Era dallo scorso febbraio che l’Inter non vinceva due gare consecutive di Serie A (vs Cremonese e Milan). - Era dal 5 marzo contro il Lecce che l’Inter non conquistava la posta piena al Meazza in Serie A; da allora, tre sconfitte di fila. - La Lazio ha perso due match consecutivi nel massimo torneo soltanto per la seconda volta in questo campionato: la prima tra novembre e gennaio scorsi contro Juventus e Lecce. - La Lazio ha subito quattro gol nelle ultime due sfide di campionato: tanti quanti nelle precedenti 10. - Era dallo scorso febbraio (vs Verona) che la Lazio non incassava reti in trasferta in Serie A: interrotta una serie di cinque clean sheet di fila. - Lautaro Martínez è il terzo giocatore dell’Inter a realizzare più di 15 reti in almeno tre stagioni di Serie A consecutive negli ultimi 55 anni, dopo Christian Vieri (tra il 2000/01 e il 2002/03) e Mauro Icardi (quattro, tra il 2014/15 e il 2017/18). - Lautaro Martínez ha agganciato Mario Corso (75 reti) al 10° posto nella classifica all-time dei giocatori dell'Inter con più gol segnati in Serie A. - Lautaro Martínez è l’unico giocatore ad avere segnato più di 15 gol in ciascuno degli ultimi tre campionati di Serie A. - Era dallo scorso gennaio che Lautaro Martínez non segnava una marcatura multipla in Serie A (doppietta contro la Cremonese), mentre era dal maggio 2022 che non ne firmava una al Meazza (vs Empoli). - Romelu Lukaku ha fornito due assist in un singolo match per la terza volta in Serie A e la prima da marzo 2021, contro il Parma al Tardini. - Robin Gosens ha realizzato due gol nelle ultime quattro gare di campionato: tante quante nelle precedenti 38 nel massimo torneo. - Dal 2014/15, Felipe Anderson è soltanto uno dei tre centrocampisti presenti in Serie A ad avere preso parte ad almeno 10 gol per sei stagioni differenti (gli altri due sono Antonio Candreva e Sergej Milinkovic-Savic). - Otto i gol di Felipe Anderson in questo campionato; soltanto nel 2014/15, il brasiliano ne ha segnati di più (10) in un singolo torneo di Serie A. - L’Inter è diventata la squadra alla quale Felipe Anderson ha rifilato più gol (sei) in Serie A. - Tre dei cinque assist forniti da Luis Alberto in questo campionato hanno portato a un gol di Felipe Anderson. - La Lazio è la squadra che conta più giocatori con almeno cinque gol e almeno cinque assist in questo campionato: tre (Luis Alberto, Zaccagni e Milinkovic-Savic). - Manuel Lazzari ha tagliato il traguardo delle 150 partite con la maglia della Lazio in tutte le competizioni. https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/seriea/serie-a-inter-lazio-3-1_64130964-202302k.shtmldi Daniele Pezzini 30 aprile 2023