Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Ferrari di Charles Leclerc ha vinto il Gran Premio d'Australia terza prova della stagione 2022 di Formula 1. Sul circuito cittadino di Melbourne taglia il traguardo al secondo posto la Red Bull di Sergio Perez, mentre è terza la Mercedes di George Russell. Quarta l'altra Mercedes di Lewis Hamilton. "E' la prima vittoria in cui abbiamo controllato, ma che macchina che avevamo, è fortissima e molto affidabile". Tra sorrisi e sprazzi di gioia vera Charles Leclerc racconta la sua cavalcata con la Ferrari nel Gran Premio d'Australia davanti dall'inizio alla fine. "Le gomme - aggiunge il pilota monegasco della scuderia di Maranello - hanno tenuto benissimo. Sono molto felice, è incredibile vincere qui. E' grandioso tornare in queste posizioni dopo le due difficili annate che abbiamo avuto". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Giovanni Ravasi si è spento all'età di 82 anni: ex arbitro, è stato un grande pilastro della società biancoviola Una vita per il calcio, Usmate Velate piange il mitico vicepresidente Giovanni Ravasi, scomparso all'età di 82 anni. Ex arbitro, è stato per moltissimi anni dirigente della "Asd Nuova Usmate". Una vita per il calcio, Usmate Velate piange il mitico vicepresidente Ravasi La triste notizia è stata diffusa proprio oggi, giovedì 7 aprile 2022, dalla società per la quale lo stesso Giovanni Ravasi si è sempre sempre con grande passione per tutta la vita. Un cuore diviso in due, tra il tifo per il Torino e quello per la squadra del suo paese, l'Usmate. Presente sin dai tempi della fondazione da parte della famiglia Magni, era stato subito indicato come dirigente della società. Grande conoscitore dello sport era anche l'incaricato dell'accoglienza dell'arbitro: proprio lui che in gioventù era stato un promettente fischietto sui campi di periferia. Oltre al calcio era stato anche membro del "Gruppo Volontari Trasporto". "Un pilastro del nostro calcio" A piangerne la scomparsa la "Nuova Usmate" del presidente Alessandro Posca. A ricordarlo, a nome della società, l'amico Angelo Posca. Era stato proprio quest'ultimo, dopo la rifondazione del club, a scegliere Ravasi come vicepresidente, riconoscendo in lui professionalità, passione ed esperienza. Un uomo di grande e raro spessore, un vero pilastro della nostra società e del calcio usmatese - le sue parole - Ha amato profondamente i colori della nostra squadra. Qualche anno fa aveva dovuto fare un passo indietro per via delle proprie condizioni di salute, ma la sua figura è sempre stata importante per tutti noi, sia sul campo che fuori. A Giovanni un sentito ringraziamento per tutto il lavoro svolto: non lo dimenticheremo mai"PRIMA MONZA
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Più volte si è detto che questo Benevento paventasse delle difficoltà maggiori negli scontri diretti, conquistando poche volte la vittoria rispetto alle altre avversarie. C'è da dire che questo dato è migliorato negli ultimi tempi, con la Strega che nel girone di ritorno non ha mai perso contro le squadre che la precedono in classifica. Una statistica che permette di effettuare delle valutazioni non di poco conto, considerato che prevalere nel doppio confronto in un contesto così equilibrato potrebbe fare la differenza quando si tireranno le somme all'ultima giornata. Al momento, il Benevento ha gli scontri diretti a sfavore solo col Brescia. Le rondinelle, infatti, vinsero al Vigorito con un gol nel recupero nella gara d'andata, mentre al ritorno si è registrato un pareggio per 2-2. La Strega prevale sul Pisa grazie al 5-1 di sabato scorso, mentre il bilancio è in perfetta parità con Cremonese e Lecce in virtù dei quattro pareggi maturati. In questo caso, qualora dovesse verificarsi parità di punteggio al termine della stagione regolare, si farà ricorso alla differenza reti per definire la classifica. Allo stato attuale il Benevento ha realizzato 55 gol, subendone 30, facendo registrare una differenza di +25. La Cremonese ha un +19, mentre il Lecce un +26. Si viaggia sul filo del rasoio anche in questa circostanza, con i discorsi che probabilmente saranno in sospeso fino alla fine dei giochi. Ancora da definire, invece, il doppio confronto col Monza. Dopo il bel 3-1 dell'andata, sarà importante per il Benevento uscire indenne dalla trasferta brianzola, in programma il prossimo 30 aprile, per avere un vantaggio anche nei confronti della compagine guidata da Stroppa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Magico Karim Benzema! Dopo la tripletta che ha eliminato negli ottavi il Paris Saint-Germain, altra tripletta per lo strapotente transalpino, che permette al Real Madrid di vincere 1-3 in casa del Chelsea nell'andata dei quarti di Champions League. Successo anche per il Villarreal, 1-0 sul Bayern Monaco e “Sottomarino Giallo” che continua a sognare, dopo aver estromesso la Juventus. Diluvia a Stamford Bridge, dove c'è regolarmente in panchina nel Real Carlo Ancelotti, negativizzatosi dal covid. Merengues pericolosissimi già al 10' con una traversa colpita da Vinicius. Poi uno-due micidiale firmato Benzema. Al 21' il francese chiede il triangolo a Vinicius e lo chiude con un colpo di testa potente che supera Mendy. Al 24' ancora Benzema di testa, in controtempo, insacca un suggerimento di Modric. Il Chelsea si rivitalizza al 40' quando Jorginho propone una palla in invitante, che Havertz di testa spedisce alle spalle dell'ex (fischiatissimo) Courtois. Prima del riposo sempre Benzema va a centimetri dall'1-3, ma non fallisce dopo pochi secondi di ripresa, sfruttando un clamoroso errore in disimpegno del portiere dei blues Mendy. Il doppio vantaggio del Real viene salvato al 50' da un miracolo di Courtois su botta di Azpilicueta. Entra Lukaku, che di testa tutto solo si divora il 2-3. All'Estadio de la Ceramica Villarreal già a bersaglio all'8' con Danjuma, al termine di una bella azione corale. Il Bayern mai si rende veramente pericoloso, neppure Lewandowski. I bavaresi tremano al 41' quando un cross sbagliato di Coquelin inganna beffardamente Neuer, ma il 2-0 viene annullato dal Var per fuorigioco. Il secondo tempo si apre con un palo clamoroso colpito dalla distanza da Gerard Moreno. Il Bayern spinge, ma Rulli in porta è una sicurezza. Neuer invece fa una follia in appoggio e rischia di essere uccellato da metà campo da Moreno. Il Villarreal vince con merito e il risultato sta anche stretto agli spagnoli.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SCAFATI - Terremoto nella Scafatese nei giorni del Centenario, mister Severo De Felice è costretto a lasciare la panchina dei canarini dopo la sindrome da pareggio delle ultime gare. «Un fulmine a ciel sereno, una decisione improvvisa» è la scelta comunicata ufficialmente dalla società nel tardo pomeriggio di ieri così come ribadito dalle parole del presidente della società Vincenzo Cesarano. De Felice era stato chiamato in causa durante il girone di ritorno dello scorso campionato, con l’intento di risanare uno spogliatoio in crisi di risultati, e lascia ora una squadra che dopo un ottimo inizio di campionato non è riuscito a superare i primi passi falsi, perdendo il ritmo delle prime due San Marzano e Angri. Nelle ultime tre partite esterne poi, la squadra gialloblu non è stata capace di raccogliere nessuna vittoria, con tre pareggi con Calpazio, Costa d’Amalfi e Vico Equense che non sono piaciuti alla società oltre che sono valsi anche il sorpasso al terzo posto dell’Agropoli. Alfonso Romano LA CITTA
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Doveva essere un turno favorevole al Milan. La trentunesima giornata di Serie A ha, invece, confermato le sorprese che, di gara in gara, arrivano in vetta. I rossoneri frenano in casa: la carica dei 70mila a San Siro non basta per superare il Bologna. Risultato di 0-0 contro i rossoblu e la squadra di Pioli non risponde al Napoli e all'Inter, vincenti nel turno che presentava sfide dall'alto coefficiente di difficoltà. Ora gli azzurri sono distanti un solo punto dalla vetta e guardano al match con la Fiorentina, in programma domenica (ore 15) al "Maradona" con qualche certezza in più rispetto alle avversarie dirette. L'Inter ha battuto la Juventus al termine di una prova sofferta e scritta anche dagli episodi, positivi per i nerazzurri, negativi per i bianconeri. Il Napoli ha vinto a Bergamo andando oltre le assenze, per squalifica e infortuni, di tre titolari (Rrahmani, Di Lorenzo e Osimhen), e guidando la gara con l'Atalanta sin dalle prime battute. Il turno appena terminato offre nuovi spunti allo staff tecnico partenopeo. Il Napoli saluta la trentunesima giornata con la garanzia di un gruppo abile nel ruotare per sistema e soluzioni rapide: aspetto che appare più complicato per le due milanesi, spuntate in attacco (Milan imbrigliato dalla solidità del Bologna, Inter non più bella e che ha perso lo smalto della prima parte del campionato). Il Napoli vivrà 24 ore di riposo, concesse da Spalletti, dopo la seduta di scarico sviluppata ieri. Da domani si penserà ai viola di Italiano.
INSERITO DA ANGELA CECERE Juventus-Inter o-1, le pagelle del match allo Stadium
PAGELLE JUVE
SZCZESNY 6,5 Ipnotizza Calhanoglu dal dischetto, ma la sua parata non vale per “colpa” di De Ligt. Sicuro nelle uscite ed un tutte le giocate.
DANILO 6 Prova a dare impulso alla manovra bianconera, scambiandosi anche di posizione con Cuadrado.
DE LIGT 5,5 La sbavatura fatale è l'ingresso anticipato in area che vanifica la parata di Szczesny sul primo rigore di Calhanoglu. Per il resto concede poco agli avanti nerazzurri.
CHIELLINI 6,5 Il solito muro invalicabile per gli attaccanti avversari. In apertura di match colpisce anche una rocambolesca traversa.
ALEX SANDRO 5,5 Spinge poco a sinistra (28' st De Sciglio 6: un suo cross morbido trova un colpo di testa di Vlahovic alto di poco).
LOCATELLI 6 Lotta con coraggio nonostante i postumi al capo di un fallo (da giallo) di Lautaro, ma dopo poco più di mezz'ora deve arrendersi (34' pt Zakaria 6: nell'unico strappo che lo vede protagonista colpisce un palo clamoroso).
RABIOT 6 Il francese gioca una partita solida, nonostante un giallo che lo condiziona dalle prime fasi del match. Esce tra gli applausi (40' st Arthur ng).
CUADRADO 6 Il solito moto perpetuo. Gioca un'infinità di palloni, non sempre però con la necessaria precisione (40' st Bernardeschi ng).
DYBALA 5,5 Parte su grandi ritmi, poi ha una lunga pausa svegliandosi nel finale con un sinistro dalla distanza che viene bloccato da Handanovic. Una punizione fuori chiude un match poco gioioso.
MORATA 5,5 Fa cose pregevoli, soprattutto per i compagni ed in fase di sacrificio. È lui però che commette il “pestoncino” in area su Dumfries che causa il rigore per l'Inter (28' st Kean ng).
VLAHOVIC 5,5 Dopo neanche un minuto va al tiro. Sembra l'inizio di un match spumeggiante. In realtà fa a lungo fatica, sino al 63' quando da solo si crea un'occasione importante. Ma il gol non arriva. Protesta nel recupero per un presunto rigore ai suoi danni
ALLEGRI 5,5 La Juventus perde dopo 16 risultati utili consecutivi in campionato e deve dare addio alle residue speranze scudetto. I bianconeri non demeritano, ma in fase realizzativa non è serata.
PAGELLE INTER
HANDANOVIC 5,5 Pronti, via e sotto pressione con Vlahovic. Su un cross di Cuadrado, valutato male, regala una traversa a Chiellini. Poi bene su Cuadrado e Dybala, un altro brivido in disimpegno e un altro legno a referto.
D’AMBROSIO 6 Confermato ancora braccetto di destra, questa volta sulle tracce di Morata. Resta basso, regge l’urto.
SKRINIAR 6,5 Con Vlahovic qualcosa devi concedere, ma lui alza il muro quasi sempre, limitando danni e contributo del bomber serbo.
BASTONI 5,5 Ha forse il compito più duro con Cuadrado. Il più delle volte a rincorrere il colombiano, rischia un rigore su Zakaria.
DUMFRIES 6 All’inizio a carburazione lenta e sorpreso da Morata. Poi in modalità turbodiesel, con accelerata e rigore guadagnato a fine primo tempo. (14’ st Darmian 6: diligente)
BARELLA 6 Ancora non al meglio e forse provato dal recente disastro azzurro. Parte mettendoci poca ‘garra’, poi alza la percentuale dei contrasti vinti e dei chilometri percorsi.
BROZOVIC 7,5 Sotto pressione, nel traffico, in recupero: fa sempre la cosa giusta, confermandosi insostituibile per Inzaghi. Al rientro si rimette al comando, traghettando l’Inter fuori dalle sabbie mobili della prima mezzora. Leader. (32’ st Vidal ng)
CALHANOGLU 7 La solita mole di quantità e qualità. E in più il rigore, tirato due volte per gentile concessione di Irrati, dello 0-1 e delle rinnovate ambizioni-scudetto della Banda Inzaghi. (32’ st Gagliardini ng)
PERISIC 6,5 Baricentro basso, ma attenzione altissima. Spesso in raddoppio su Cuadrado, da bollino un rosso un recupero su Dybala, quasi a botta sicura.
DZEKO 6 Polveri bagnate e nessuna occasione a referto. Prova a rendersi utile cucendo il gioco.( 46’ st Gosens ng)
LAUTARO 5 Si fa notare solo per il giallo rimediato e l’espulsione rischiata poco dopo. Mai uno spunto degno di nota. (14’ st Correa 6: dinamico)
INZAGHI 7 Prima vittoria a Torino dopo 2 lustri e candidatura-scudetto rilanciata. Si rialza nella gara più attesa, soffrendo e strappando 3 punti fondamentali per rimettersi in marcia e lasciare la Juve nelle retrovie.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Caserta. Nella trentesima giornata del girone H di Serie D la Casertana supera con il finale di 3-2 il Lavello. Al “Pinto” gol di Tapia, Favetta (entrambi su rigore) e Vacca nel primo tempo; nella ripresa autorete di Rainone e Nicolau. Il tabellino. Casertana - Lavello 3-2 Marcatori: pt 5' Tapia (rig.), 9' Favetta (rig.), 24' Vacca (C); st 29' Rainone (aut.), 49' Nicolau. Casertana (4-2-3-1): Carotenuto; Munoz, Colacicchi, Rainone, Monti; Feola (43' st Carannante), Vacca (21' st Vicente); Mansour (28' st Kosovan), Maresca (13' st D'Ottavi), Felleca (43' st Nicolau); Favetta. A disp.: Bovenzi, Salto, Rossi, Cusumano, Nicolau, Carannante. All.: Feola. Lavello (4-3-3): Chironi; San Roman, Di Fulvio, Onraita, Massa; Militano (45' st Puleo), Marcellino, Caruso (31' st Grande); Tapia (24' st Marrale), Basrak (18' st Ouattara), Sessa (1' st Mannina). A disp.: Carretta, Mentino, Larocca, Tavarone. All.: Zeman. Arbitro: Zoppi della sezione di Firenze. Note: Ammoniti: Felleca, Basrak, Mannina, Di Fulvio. Angoli: 5-2. Recupero: pt 1'; st 5'. Spettatori: 100 circa. di Marco Festa OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un compleanno da ricordare. Il primo da presidente della Salernitana per Danilo Iervolino non può che riservare una vittoria che sarebbe la prima da quando ha ufficialmente preso in mano le redini del club granata. Domani l’imprenditore di Palma Campania sarà in tribuna per la sfida al Toro del suo amico, Urbano Cairo, a cui chiederà campo libero. Per la Salernitana la partita di domani vale tanto, forse racchiude in sé tutto il senso della parte finale della stagione. Con due gare da recuperare i granata non si sentono ancora tagliati fuori dal discorso salvezza, ma senza vittorie non si può dare concretezza a parole e speranze. Per questo, alla vigilia della partita con i granata di Juric, il gruppo di Nicola ha piena consapevolezza di quanto conti questo appuntamento. Ci vorrà una Salernitana non migliore ma diversa da quella vista fin qui, capace di ridurre al minimo gli errori e di esaltare le sue qualità. Nicola ha fin qui provato a trasmettere al gruppo una mentalità offensiva, ma i troppi gol subiti hanno condizionato il rendimento della squadra. Servirà più senso pratico, più attenzione e più cattiveria nel difendere la propria area di rigore. Forse, anche un uomo in più nelle retrovie se, come pare, Nicola passerà al 3-4-1-2 con Radovanovic regista arretrato e Verdi suggeritore dietro le punte. Corsa, contrasti, intensità, attenzione massima ai dettagli: la Salernitana dovrà essere un po’ più operaia per incarnare al meglio lo spirito di una squadra desiderosa di conquistare punti salvezza. La prevendita, finora, non è stata da record. Tifosi scoraggiati dal meteo più che dalla classifica. Intanto, si profila un altro esodo per la prossima gara esterna, all’Olimpico, contro la Roma. Arrivarci con tre punti in più sarebbe importante. TVOGGISALERNO
INSERITO DA ANGELA CECERE In vantaggio vanno i padroni di casa con il gol di Under (e papera di Donnarumma) ma gli azzurri reagiscono e portano a casa un successo che però non ha alcun valore L'Italia batte la Turchia 3-2 in un'amichevole disputata sul terreno dello stadio Municipale Metropolitano di Konya (Turchia). L'avvio di gara contro la Turchia non è dei migliori, ancora cocente la delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar, ma la reazione degli azzurri fa sperare che il nuovo ciclo possa partite con il piede giusto. La squadra di Mancini, cambiata per dieci undicesimi dalla Macedonia, si impone 3-2 in rimonta grazie al gol di Cristante e alla doppietta di Raspadori dopo aver subito in avvio la rete di Under e nel finale di gara gol di Serdar Dursun. L'Italia si presenta con un 4-3-3, composto da Donnarumma in porta, unico rimasto della disfatta con la Macedonia, De Sciglio, Acerbi, Chiellini e Biraghi in difesa, Pessina, Cristante e Tonali a centrocampo con Zaniolo, Scamacca e Raspadori in avanti. La Turchia risponde con un 3-4-2-1, formato da: Bayindir, con Kabak, Demiral, Soyuncu - Muldur, Tokoz, Calhanoglu, R.Yilmaz - Under, Akturkoglu - Enes Unal al posto di Burak Yilmaz, contestato in patria dopo l'errore dal dischetto contro i lusitani e comunque ritiratosi dalla Nazionale. In avvio c'è subito il gol turco: al 4' Under penetra in area di rigore dalla destra e dopo aver eluso la pressione di Chiellini tira di destro sul primo palo, beffando Donnarumma che si lascia passare il pallone tra le gambe. Nonostante il colpo a freddo subito l'Italia si riorganizza e al 10' c'è un bel tentativo di Scamacca, che su un cross basso dalla sinistra di Biraghi si avvita in area di rigore colpendo di tacco, ma la palla esce di poco fuori. Al 12' ci sarebbe il pareggio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Chiellini mette la palla dentro di sinistro al volo, ma a gioco fermo, a causa di un colpo patito da Söyüncü. La Turchia amministra e l'Italia cerca di trovare la via del gol con Scamacca e Zaniolo senza fortuna. La squadra di Mancini fa molta densità sulla trequarti avversaria, alla ricerca della penetrazione. Il pari arriva al 35': calcio di punizione dalla sinistra di Biraghi, che trova la testa di Cristante in inserimento, grande stacco e palla che si infila sul primo palo, nell'angolo basso per l'1-1. Passano quattro minuti e l'Italia passa in vantaggio: al 39' su un rinvio debole del portiere turco, Tonali intercetta il pallone e lancia di prima intenzione Raspadori, che entra in area, dribla un avversario e dopo essersi portato la palla sul sinistro batte Bayindir sotto le gambe. La Turchia cerca di rientrare in gara e al 42' rischia ancora Donnarumma che rinvia in faccia a Unal. Se la cava in qualche modo l'Italia. Al 45' però il portiere del Psg si riscatta con uno splendido intervento in tuffo a togliere un bel destro di Calhanoglu da sotto la traversa. Ad inizio ripresa ancor Turchia pericolosa: al 52' punizione di potenza di Calhanoglu sul palo di Donnarumma, che con un grande balzo devia la palla in angolo. Al 68' Söyüncü azzarda un passaggio arretrato e quasi regala il pallone a Raspadori, che poteva trovarsi a tu per tu con il portiere turco ma non riesce e fermare il pallone. Gol solo rinviato. Un minuto dopo al 69' arriva la doppietta dell'attaccante del Sassuolo: su una palla alta vagante nell'area di rigore della Turchia, Biraghi ci mette la testa servendo Raspadori, che sotto misura batte il portiere con un piattone destro sul primo palo. La Turchia non ci sta e si riversa in avanti e all'83' accorcia le distanze: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Soyuncu va a schiacciare di testa e serve la palla per Dursun, che anticipa Donnarumma in uscita e insacca da pochi passi. Il portiere azzurro salva però l'Italia poco dopo, ancora Dursun stacca di testa ma Gigio in tuffo con la mano sinistra toglie il pallone dall'incrocio. Finisce 2-3 per gli azzurri, un successo positivo anche se non può cancellare la delusione per il mancato Mondiale.