Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La capolista Napoli non risparmia la Salernitana: all'Arechi finisce 0-2. I partenopei termina il girone d'andata a 50 punti. Primo tempo con poche occasioni, merito dei granata che non lasciano spazi. Gli azzurri prima si vedono annullare un gol a Osimhen per fuorigioco, poi passano nei minuti di recupero con un gran destro di Di Lorenzo, servito alla perfezione da Anguissa. A inizio ripresa subito il raddoppio con Osimhen, che segna a porta vuota dopo un palo di Elmas. La squadra di Spalletti poi controlla, per gli uomini di Nicola secondo ko di fila. SALERNITANA-NAPOLI 0-2 - IL TABELLINO DEL MATCH SALERNITANA (4-4-2): Ochoa; Daniliuc (85' Sambia), Gyomber (16' Lovato), Pirola, Bradaric; Candreva, Coulibaly, Nicolussi Caviglia, Vilhena (73' Valencia); Dia (85' Bonazzoli), Piatek. In panchina: Fiorillo, Sorrentino, Bohinen, Capezzi, Kastanos, Iervolino, Botheim. Allenatore: Davide Nicola. NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Kim, Rrahmani, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski (86' Ndombele); Lozano (86' Politano), Osimhen (89' Simeone), Elmas. In panchina: Marfella, Sirigu, Bereszynski, Ostigard, Olivera, Zerbin, Demme, Gaetano, Raspadori. Allenatore: Luciano Spalletti. ARBITRO: Chiffi (Mokhtar – Palermo). IV uomo: Volpi. Var: Nasca-Massa RETI: 48' Di Lorenzo (N), 48' Osimhen (N) NOTE - Ammoniti: 44' Kim (N), 75' Bradaric (S), 78' Pirola (S), 94' Ndombele (N). Recupero: 2' pt, 5' st. LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ochoa 6.Primo intervento dopo 20’, quando risponde al colpo di testa di Osimhen. Brividi sul mancino del nigeriano che insacca, il fuorigioco però gli fa tirare un sospiro di sollievo. Non può nulla né sulla botta potente di Di Lorenzo, né sul raddoppio del centravanti azzurro, al quale nega almeno la doppietta personale con un grande intervento in controtempo.
Daniliuc 5.Lanciato nel ruolo di terzino destro è l’unico della retroguardia granata a non beneficiare del cambio di sistema di gioco. Non manca l’abnegazione, piuttosto la scelta di tempi e occupazione degli spazi. Pesanti responsabilità su entrambi i gol, prima si fa attrarre dalla palla in occasione della rete lasciando libero il corridoio per Anguissa, poi ritarda l’uscita su Elmas in occasione del 2-0.Dal 40’ st Sambia sv
Gyomber 6.Premio Oscar alla sfortuna. Un nuovo infortunio lo chiama subito fuori dalla contesa, eppure era partito con un recupero determinante. Esce in lacrime.Dal 16’ pt Lovato6Entrato a freddo, ci prova dalla distanza e tiene a bada tutto sommato senza soffrire mai lo spauracchio Osimhen. Almeno per lui sono minuti incoraggianti.
Priola 6.Molto attento in avvio di gara, sbroglia almeno tre situazioni. Con un ottimo anticipo dà il via alla prima azione pericolosa a tinte granata. In ritardo sul raddoppio partenopeo, permette il comodo tap-in al 9 azzurro. Prova a rendersi pericoloso con un colpo di testa a lato.
Bradaric 5,5.Contiene senza particolari problemi un evanescente Lozano, offre pure un paio di ripartenza importanti, ma perde un pallone sanguinoso prima dell’intervallo.
Coulibaly 5,5.Non sembra il solito lottatore in mezzo al campo, si piazza a uomo su Zielinski, al quale concede ben poco, ma mancano i suoi strappi e la sua grinta. Sbaglia però la lettura sull’azione di Anguissa in occasione del gol di Di Lorenzo, segue pure lui la palla lasciando campo libero all’incursione di Anguissa.
Nicolussi Caviglia 6.Buona personalità, sia quando c’è da giocare il pallone, che quando c’è da andare a battagliare con un colosso come Anguissa. Vince un paio di contrasti che gli valgono gli applausi convinti dell’Arechi.
Vilhena 5.Nicola gli chiede impegno in fase di non possesso, ma quando la palla ce l’hanno gli avversari, praticamente per gran parte di primo tempo, lui fatica a rendersi utile in interdizione. Avrebbe un paio di occasioni per avviare un paio di ripartenze interessanti, ma è sciupone.Dal 28’ st Valencia 5.Dovrebbe dar maggior peso alla fase offensiva, ma entra in una situazione complicatissima, difficile chiedergli di più. Si vede poco e nulla.
Candreva 5,5.Tanto sacrificio, anche perché quando il Napoli prova a spingere lui deve rinculare quasi sulla linea dei terzini. Non manca l’atteggiamento, nella ripresa prova a giocare più alto per guidare la reazione dei compagni, ma la benzina finisce dopo aver speso tante energie.
Piatek 6.L’unico a rendersi pericoloso, si mette in solitaria dopo un paio di sponde per i compagni con una grande progressione palla al piede conclusa con un mancino potente che impegna Meret alla deviazione in angolo. Nel finale di gara il portiere azzurro si supera per deviare il suo diagonale a botta sicura sul palo con un tocco impercettibile ma decisivo.
Dia 5.Vaga per il campo senza particolare convinzione. Non funziona l’esperimento da esterno sinistro nel tridente, si vede poco e nulla, quei pochi palloni che tocca li gioca con superficialità e poca cattiveria. Nella ripresa Nicola lo sposta qualche metro in avanti ma le cose non migliorano.Dal 40’ st Bonazzoli sv.
All. Davide Nicola 5,5.Dopo una settimana a dir poco confusionaria, celebra il suo ritorno in panchina con il cambio modulo. Dopo l’imbarcata di Bergamo passa alla difesa a quattro e anche l’atteggiamento della squadra sembra dargli ragione. Baricentro basso e grande compattezza per 46’ minuti, la rete di Di Lorenzo prima dell’intervallo cambia un piano partita che sembrava reggere. Nella ripresa, specie dopo il raddoppio, vien meno la grinta dei primi minuti, il palo di Piatek gli nega un finale più intrigante.LA CITTA
INSERITO DA MORENA MOTTA La Salernitana si troverà davanti un Napoli capolista solitario in Serie A ma sconfitto dalla Cremonese in Coppa Italia, anche se alla roulette dei rigori. "Eh... arrivano pure inca..ti", ammette il presidente degli Amaranto, Danilo Iervolino all'Adnkronos. "Sarà una partita difficile, la squadra di Spalletti gioca il calcio più bello d'Europa: noi dobbiamo attaccare, essere duri, coprirci bene, sfruttare le piccole occasioni che ci concederanno. Certo non è partita della vita e non dobbiamo caricare i nostri di una particolare tensione nervosa: la Salernitana è determinata a fare punti con le concorrenti dirette, non con la capolista che ha perso solo una partita. La Salernitana comunque se la giocherà, vogliamo recuperare quanto prima e fare punti con tutti, la nostra squadra è stata costruita per fare un calcio che possa sorprendere e mettere in difficoltà qualsiasi altra sfidante". https://www.adnkronos.com/salernitana-iervolino-napoli-top-in-europa-ma-contro-di-noi-sara-dura_PMmHhGlMncZc8dwg8Ikmy
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Proverà a convincersi della banale, retorica, eppure tremendamente vera massima da tirare fuori in questi casi, sempre pronta all'uso. “Nella vita contano i risultati'. Davide Nicola lascia la Salernitana dopo undici mesi, oltre trecento giorni vissuti nonostante tutto, e per sua stessa ammissione, “sempre al massimo”. Uno stile più che uno slogan, diventato virale, e applicato alla sua nuova sfida impossibile, quella sulla panchina granata, sin dal primo giorno da allenatore dell'ippocampo. Non è servita una notte di riflessione per metterlo a riparo dalla tempesta, il nubifragio di Bergamo costa l’esonero all'allenatore capace di conquistare la prima storica salvezza in serie A della Salernitana. “E però nel calcio non si vive di riconoscenza...”, proverà a convincersi anche di questo Nicola, riavvolgendo i fili di ricordi di un anno o poco meno che difficilmente dimenticherà, chiuso nella maniera peggiore possibile, una sconfitta altrettanto storica, e che mette di fatto fine alla favola 7%, cui un altro dei tre principali protagonisti, dopo Walter Sabatini , arriva ai saluti. Resta dunque così “solo” Danilo I ervolino del trio capace di convincere tutti della possibilità di coronare un sogno, di rendere realtà una missione impossibile, cui è spettata l’ultima parola sull'allontanamento di un tecnico che, per amor del vero, ha provato a difendere fino all'ultimo. Non erano bastati i confronti post Sassuolo, il summit prima della lunga sosta invernale, le continue rassicurazioni all'insegna dell'unità di intenti, della sintonia, così come ripetuto anche dopo il ko con il Milan alla ripresa del torneo. Se qualcosa, difficile dire il contrario, si era rotto, si aspettava dunque solo l'ultimo epilogo, la sconfitta roboante, e indifendibile, per mettere definitivamente la parola fine. Arrivato in sostituzione di Stefano Colantuono , Nicola ha esordito fermando tra le mura amiche i futuri campioni d'Italia del Milan, il primo pizzicotto a una piazza quasi già rassegnata a una serena retrocessione in serie B, categoria da affrontare con una nuova proprietà e rinnovate ambizioni. E invece no, perché dove nessuno aveva forse il coraggio di vedere, l'ormai ex tecnico granata ha intravisto la luce, un tragitto da seguire senza paura, e soprattutto, senza nulla da perdere. Dopo buone prestazioni, ma pochi punti e nessuna vittoria, la svolta a Marassi. Tre vittorie di fila, sette risultati utili consecutivi, una scintilla ormai pronta a divampare eppure quasi sedata sul più bello. L’urlo in gola smorzato dal gol di Altare al 99’, dal rigore sbagliato da Perotti sul più bello, la sconfitta più assurda e dolce della storia della Salernitana. L’illusione, questa volta sì, di potersi fermare, di non dover cercare nuove mission impossible da rincorrere in giro per l'Italia, la voglia di aprire un ciclo, di fare di Salerno casa proprio, di togliersi finalmente di dosso quella fastidiosa etichetta da tecnico pronto all'uso a stagione in corso in caso di disperazione. Eppure dopo l'addio di Sabatini l’amore con il suo successore, Morgan De Sanctis , proprio non è scattato, una visione diametralmente opposta praticamente su tutta la linea, obiettivi, mercato, gestione tecnica, che non ha portato giovamento davvero a nessuno. Eppure qualche sprazzo sembrava il preludio a una stagione all'insegna del bel gioco, della voglia di alzare subito l’asticella, la goleada alla Sampdoria, il pareggio in casa della Juve, soprattutto la vittoria all'Olimpico contro la Lazio di Claudio Lotito . Si è fermata praticamente lì la Salernitana, appena due punti nelle sei giornata successive, Davide Nicola, mister salvezza, esempio di passione, umiltà e grandissima dignità, proverà a convincersi della banale, retorica, eppure tremendamente vera massima da tirare fuori in questi casi, sempre pronta all'uso. “Nella vita contano i risultati”. Stefano Masucci LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Stasera anticipo del campionato di Serie A alle 20.45, con il Napoli che affronterà in casa la Juve Dopo Inter e Torino, ieri anche Fiorentina e Roma hanno vinto e centrato la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia. La Fiorentina, grazie alla rete di Barak, ha battuto 1-0 la Sampdoria. Per la Roma risolve Dybala, che entra nel secondo tempo e firma il successo per 1-0 sul Genoa. Stasera, quindi, anticipo del campionato di Serie A alle 20.45, con il Napoli che affronterà in casa la Juve.https://www.adnkronos.com/coppa-italia-qualificazioni-ai-quarti-per-fiorentina-e-roma_4YqZWantZKYYHrCw996bwh
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Serie A, in campo
Lazio-Empoli 2-0DIRETTA
Spezia-Lecce 0-0DIRETTA
Alle 18 Sampdoria-Napoli.
LE RETI
2' GOL! LAZIO-Empoli 1-0! .
Autorete di Caputo.
Padroni di casa in vantaggio: corner di Luis Alberto, spizzata di Felipe Anderson che batte Vicario grazie alla deviazione involontaria quanto decisiva di Caputo.
Le formazioni
LAZIO (4-3-3): Provedel - Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic - Milinkovic-Savic, Cataldi, Luis Alberto - Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. A disposizione: Maximiano, Antonio, Patric, Vecino, Cancellieri, Pedro, Romero, Hysaj, Radu, Bertini, Adamonis, Basic.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Di seguito il post scritto da Diego, tifoso della Salernitana, sulla propria pagina facebook: "Quello che è successo ieri, per certi versi, è uno dei motivi per cui non vado più allo stadio da 15 anni ormai. Onestamente vedere la parte superiore del settore distinti, lato curva nord, che per metà esultava al gol del Milan manco fossimo stati a Cremona o Udine è un qualcosa che a Salerno non si sarebbe mai potuta nemmeno immaginare, figuriamoci fare. Non oso immaginare cosa ne avrebbe pensato il Siberiano, al quale è stata dedicata una bella coreografia. E qui la colpa è anche in gran parte della società, che ha organizzato (per modo di dire) una campagna abbonamenti ridicola, chiusa con la squadra praticamente non allestita, non fidelizzando lo stadio e consentendo di rendere disponibile la quasi totalità dei posti a un plotone di occasionali, se non addirittura tifosi delle squadre avversarie, con biglietti costosissimi che finiscono per tagliare fuori molti veri tifosi granata. Ma questo non è nemmeno il problema principale, il quale sta a monte. Per me lo stadio era qualcosa di molto più spartano, passionale, un'esperienza quasi tribale, per certi versi... adesso? Tornelli, posti numerati, etc. Ma dove siamo, a teatro? Gente che arriva al fischio di inizio e pretende di sedere sul posto indicato dal biglietto. Ma statevene a casa davanti al televisore! Ai miei tempi chi prima arrivava occupava il posto migliore e prima entravi allo stadio più dimostravi di essere un vero tifoso, era meraviglioso vivere anche il prepartita... questi qui da dove spuntano? Dov'erano quando la Salernitana giocava sulla terra battuta di Giarre o contro l'Atletico Leonzio???Comunque, a parte la questione sicurezza, lo stadio non può e non deve diventare un cinema, ma che schifo è questo? Forse sono soltanto i deliranti discorsi di un povero vecchio, ma io in questa merda di calcio moderno non mi ci riconosco più e non mi appassiona per niente!Cosa c'entro io che ho respirato l'aria del Vestuti e vissuto gli anni '90 dell'Arechi con questo "spettacolo" qui?". https://www.tuttosalernitana.com/news/scrive-un-tifoso-distinti-che-esultano-per-il-gol-del-milan-scenario-inimmaginabile-per-salerno-e-per-chi-ha-vissuto-il-vestuti-91915?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gianluca Vialli se n'è andato nel giorno dell'Epifania, a 58 anni, in una clinica di Londra, lontano dai clamori del mondo del calcio che ha amato e del quale è stato protagonista assoluto, fra gli anni '80 e '90.
Prima che il tumore lo mettesse ko, ha vinto tutto quello che poteva.
Nato a Cremona il 9 luglio 1964, il suo talento, la gioia che trasmetteva fuori dal campo hanno segnato un'epoca.
L'ex attaccante, 58 anni, si è spento a Londra, dopo aver combattuto contro un tumore al pancreas. La lunga carriera in foto. All'interno il video dell'abbraccio con Mancini dopo la vittoria di Euro 2020. Il saluto della Juventus, 'Ciao Gianluca'. Gravina: 'Lascia un vuoto incolmabile'. La Figc ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi nelle gare del weekend. Il dolore di Cremona, 'si proclami il lutto cittadino'. Fedez: 'Mi hai dato tanto, con te ho pianto' (ANSA)
Così come la sua amicizia con l'attuale ct dell'Italia, Roberto Mancini. Loro due, assieme a un 'gruppo di amici', hanno issato la Sampdoria di Paolo Mantovani (per Gianluca un secondo padre) sul tetto del campionato di Serie A e non solo: le hanno permesso di arrivare un minuto dalla Coppa dei Campioni, vinta a Wembley dal Barcellona grazie a un siluro sparato da Ronald Koeman su punizione. E dire che, in quella sera londinese, Vialli fu più volte a un passo dal vantaggio, graziando il portiere Zubizarreta. Eroe di un calcio senza tempo, icona di spensieratezza e enorme simpatia, poi di eleganza; quell'accuratezza nel vestire, quel suo sapersi mostrare con classe e stile, gli hanno fatto meritare il soprannome di lord del calcio.
Nella sua formazione ha influito anche l'ironia di un personaggio assolutamente sopra le righe - dissacrante e carismatico - come Vujadin Boskov. Vialli iniziò la sua carriera da professionista con la maglia della Cremonese, prima di passare alla Sampdoria nel 1984. In blucerchiato ha vissuto le stagioni più intense, vincendo tanto fra Coppe Italia, lo scudetto 1990/91, la Supercoppa Italiana; il titolo europeo per club se lo prese con la Juventus, nella stagione 1995/96, battendo ai rigori l'Ajax nella finale dell'Olimpico di Roma. In bianconero avrebbe rivinto lo scudetto e molti altri trofei, prima di finire al Chelsea come giocatore e, poco dopo, diventandone anche allenatore. Non gli sono mancate le soddisfazioni in azzurro, dove ha cominciato a segnare nelle giovanili, diventando ad esempio capocannoniere dell'Europeo Under 21 nel 1986, finito alle spalle della Spagna. Intanto, però, era già entrato nel giro della Nazionale maggiore, chiamato da Enzo Bearzot che lo portò ai Mondiali in Messico, dove fu protagonista, sostituendo spesso Bruno Conti sulla fascia destra. All'Europeo 1988, in Germania Ovest, Azeglio Vicini lo schierò nel suo ruolo naturale di centravanti e, l'anno dopo, indossò per la prima volta la fascia da capitano, prima di prendere parte al Mondiale del 1990 che si rivelò una grande delusione per l'Italia e anche per l'attaccante: la sua esperienza con la maglia azzurra sulle spalle si chiuse nel 1992, con un totale di 59 presenze e 16 reti. Nello stesso anno passò alla Juventus, per quattro stagioni ricche di soddisfazioni. gol e trofei, tra i quali anche la Coppa Uefa e un'altra Supercoppa Italiana, Seguì un triennio al Chelsea, in un'Inghilterra che sarebbe diventata la sua seconda casa. Con i 'Blues' arrivarono altri successi e l'opportunità di cominciare la carriera di allenatore, prendendo il posto sulla panchina di Ruud Gullit, come play manager, riuscendo a portare a casa a fine stagione 1997/98 anche una Coppa delle Coppe.
Altre due stagioni e altrettanti trofei non bastarono a evitargli l'esonero nel settembre 2000 e la successiva esperienza al Watford durò un anno solo, convincendolo a guardarsi intorno e trovando una nuova passione nel ruolo di opinionista e commentatore tv. Durante la prima permanenza al Chelsea diventò bersaglio delle accuse di Zdenek Zeman che, nel 1998, rilasciò l'intervista in cui parlava di esplosioni muscolari di alcuni calciatori, fra i quali proprio Vialli. Gianluca non gli perdonò mai quelle dichiarazioni. Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2015, Vialli si era riavvicinato alla Nazionale fra il 2019 e il 2020, quando - pure in lotta con il tumore al pancreas che lo aveva colpito dal 2017 - fu nominato dalla Federcalcio capo delegazione, al fianco del ct e amico di sempre Mancini. In tempo per festeggiare proprio a Londra il trionfo agli Europei, con un abbraccio da brividi e il pianto liberatorio fra i due ex 'gemelli del gol' sampdoriani al termine della finale di Wembley: quel frame resterà nella storia azzurra e non solo Soprattutto ora che il Lord del gol se ne è andato. Con garbo e stile, come da personaggio, raggiungendo altri grandi del calcio.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Torna la Serie A con la sedicesima giornata, la prima dell'anno nuovo e dopo la lunga sosta per i Mondiali in Qatar vinti dall'Argentina di Messi. Salernitana-Milan 1-2 CRONACA e Sassuolo Sampdoria 1-2 CRONACA Pioli, a Salerno le risposte che mi aspettavo - "Sono soddisfatto della prestazione, dovevamo segnare qualche gol in più, anche per soffrire un po' meno, ma ripartire con una vittoria ci può aiutare, perché ci aspettano settimane impegnative. Ho avuto le risposte che cercavo e in realtà mi aspettavo, perché conosco questa squadra". Così Stefano Pioli ha commentato a Dazn la vittoria del Milan a Salerno. "Nella fase di possesso palla ci siamo messi con la difesa a tre, non conoscevamo bene l'aspetto difensivo della Salernitana - aggiunge l'allenatore del Milan campione d'Italia -. La squadra è stata brava a leggere gli spazi, trovandoli bene e a creare tanto. Abbiamo sofferto nel finale, ma ripartire con una vittoria era il nostro obiettivo in vista della sfida stimolante contro la Roma". 64' GOL! GOL BERARDI! SASSUOLO-Sampdoria: 1-2. I neroverdi tornano in partita al minuto 64'! Ripartenza che parte dai piedi di Frattesi, che pesca il taglio di Pinamonti impegnando Nuytinck. Il centrale doriano è costretto a spendere il fallo tattico, ma quest'ultimo avviene in area di rigore. Penalty concesso da Maresca e Domenico Berardi dagli unidici metri beffa Audero. Partita riaperta al Mapei Stadium. 28' GOL! GOL AUGELLO! Sassuolo-SAMPDORIA: 0-2. Una manciata di secondi e la Doria raddoppia il parziale! Thorstvedt perde una sanguinosa palla sulla propria trequarti, e permette ad un rapido Augello di calciare verso lo specchio: precisa conclusione di esterno sinistro che termina in buca d'angolo, alle spalle di Andrea Consigli. 25' GOL! GOL GABBIADINI! Sassuolo-SAMPDORIA: 0-1. Arriva al minuto 25' la rete che porta i blucerchiati in vantaggio. Verre ottiene un corner dopo un allungo sull'out di destra, e poi si incarica dello stesso. Cross morbido che pesca lo stacco di Amione, che con una precisa torre trova Gabbiadini spalle alle porta. Il numero 23 sceglie la rovesciata e beffa Consigli. Assist di Amione. 15' GOL! Salernitana-MILAN 0-2! Rete di Sandro Tonali! Coulibaly rinvia male dalla sua area servendo di fatto il numero 8 che prova la conclusione dal limite. Ochoa respinge sui piedi di Brahim Diaz che scarica all'indietro ancora per l'ex Brescia. Tonali stavolta incrocia la conclusione perfettamente e batte il portiere messicano. 10' GOL! Salernitana-MILAN 0-1! Rete di Rafael Leão! Tonali serve il portoghese alle spalle della difesa di Nicola. Leao salta Ochoa allargandosi un po', ma riesce comunque a depositare nella porta sguarnita. Le formazioni SALERNITANA (3-5-2). Ochoa; Lovato, Radovanovic, Fazio; Sambia, Coulibaly, Bohinen, Vilhena, Bradaric; Piatek, Dia. A disposizione: Fiorillo, De Matteis, Bronn, Pirola, Motoc, Daniliuc, Capezzi, Kastanos, Iervolino, Bonazzoli, Valencia, Botheim. MILAN (4-2-3-1). Tatarusanu; Calabria, Kalulu, Tomori, T. Hernandez; Tonali, Bennacer; Saelemaekers, B. Diaz, Leao; Giroud. A disposizione: Mirante, Nava, Thiaw, Gabbia, Dest, Bozzolan, Pobega, Vranckx, Bakayoko, Adli, De Ketelaere, Lazetic. ================================================== SASSUOLO (4-3-3). Schierati: Consigli; Toljan-Tressoldi-Ferrari-Rogerio; Frattesi-Henrique-Thorstvedt; Berardi-Pinamonti-Lauriente. Allenatore: Alessio Dionisi. SAMPDORIA (3-4-1-2). Audero; Bereszynski-Nuytinck-Amione; Leris-Rincon-Vieira-Augello; Verre; Gabbiadini-Lammers. Allenatore: Dejan Stankovic. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA 6' - Colpo di testa di Casale, Falcone manda in angolo
Dopo quasi due mesi di pausa, la Serie A torna in campo per la 16ª giornata. Al Via del Mare si affrontano due squadre che fanno del gioco offensivo il loro credo: ilLecce, a quota 15 punti in classifica è in piena lotta per non retrocedere, a sei lunghezze di vantaggio sulla terzultima. Baroni è in serie positiva con 7 punti nelle ultime tre. I biancocelesti, stanziati in quarta posizione a quota 30 punti vivranno un gennaio alla portata (affrontando ancheEmpolieSassuolo), prima del big match contro ilMilan. Come in tutte le partite di questa 16ª giornata, il calcio d'inizio sarà preceduto da un minuto di silenzio per commemorare la scomparsa di Pelè.
Il calcio d'inizio è fissato alle 16:30; la partita sarà trasmessa in diretta streaming da Dazn, visibile per i suoi utenti sulle smart tv di ultima generazione compatibili con l'app, e, sempre grazie a quest'ultima, su tutti i televisori collegati al TIMVISION BOX, ad una console PlayStation 4/5 o Xbox (One, One S, One X, Series X, Series S) o ad un dispositivo Amazon Fire TV Stick, Google Chromecast o simili. Il match sarà visibile anche su Sky sul canale Sky Sport Calcio e in streaming su Sky Go e Now Tv. La diretta testuale su ilmessaggero.it