Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Ora serve professionalità. E finalmente un po' di cuore. Sostanzialmente il compito potrebbe essere affidato a giocatori ormai demotivati, impauriti e con la testa ad un futuro che non è certo nel Sannio. Eppure scendere con quella maglia addosso, pure a risultato sportivo ormai acquisito, deve essere motivo di orgoglio per chiunque. E chiudere senza un briciolo di determinazione un campionato, nel quale si fa fatica a trovare solo un mezzo sorriso, sarebbe la cosa peggiore. Non ci va neanche di ricordare che il verdetto aritmetico non c'è ancora e che è dovere, non solo morale, fare tutto il possibile perchè venga rinviato quanto più possibile. Circostanza, che lo ricordiamo, dipende più dalle avversarie che dai giallorossi. Loro dovrebbero battere il Modena, ma nel frattempo il Brescia dovrebbe buscarle in casa dal Pisa e nel contempo Perugia e Spal non dovrebbero andare più in là di un pari contro Venezia e Parma. Al di là dell'improbabilità di accorpare tutti questi risultati, rimane il dovere di provare a battere i canarini emiliani, ormai salvi e poco convinti di giocarsi l'accesso ai play off. Il Benevento, lo ricordiamo, è la squadra che ha vinto meno di tutti in questo campionato, appena 6 volte. Ma cinque di questi successi sono arrivati nel girone d'andata, mentre nella tornata di ritorno i giallorossi sono stati capaci di vincere una sola volta su 17, al Vigorito contro il Brescia. Una media catastrofica di 0,58, che non poteva che portare alla retrocessione. In fondo sabato può arrivare anche il sigillo matematico alla caduta in C, ma questo non toglie che si debba cercare la vittoria contro gli emiliani. Mentre a Benevento si vive il dramma sportivo della retrocessione, in altri centri si sta persino peggio. Pensiamo alla Sampdoria, che è ad un passo dal fallimento, o alla Reggina, per la quale la Procura Federale aveva chiesto la conferma dei 7 punti di penalizzazione (ma poi gliene ha restituiti due...), lasciando comunque aperta una situazione che può sfociare in qualunque epilogo. Se tra un mese ci fossero due posti da colmare in B, ci sarebbe da mordersi sotto i gomiti per non aver almeno occupato un posto migliore negli ultimi posti della classifica.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. La sconfitta del Brescia in casa del Parma ha rimandato la retrocessione in serie C del Benevento, ormai vicinissima dopo la brutta sconfitta rimediata ieri dai giallorossi contro il Cittadella. L'aritmetica ancora non c'è, con le rondinelle che avrebbero dovuto conquistare almeno un punto per condannare la truppa di Agostinelli. I play out distano sei punti a due giornate dalla fine dei giochi, con la prossima giornata che potrebbe essere decisiva nel sancire quello che sarà l'ormai certo destino della Strega. Un epilogo amarassimo che, tra l'altro, potrebbe consumarsi proprio al Vigorito contro il Modena.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Napoli si prepara al rientro da Udine. La squadra ha scelto di non partire nella notte di giovedì: lo farà oggi nel pomeriggio, ma la destinazione è top secret. Non atterrerà all'aeroporto di Capodichino per non bloccare lo scalo e le zone limitrofe, già normalmente congestionate dal traffico. La società ha organizzato un atterraggio altrove: lo scalo dovrebbe essere quello di Grazzanise, in provincia di Caserta. Da lì ci sarà lo spostamento in un pullman "anonimo" fino a Castel Volturno. Il Napoli non renderà noto l'orario per evitare assembramenti di tifosi. Tuttavia, non si esclude nemmeno l'ipotesi Roma, e quindi a Ciampino, anche se la meta più probabile dovrebbe essere appunto Grazzanise.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Definito il programma per la festa scudetto e il rientro da Udine che non dovrebbe essere a Capodichino e forse neanche giovedì sera, al Napoli non resta che concentrarsi sulla partita della Dacia Arena, tenendo presente che per lo scudetto i conti potrebbero chiudersi già domani sera, se la Lazio non dovesse battere il Sassuolo all'Olimpico. Tuttavia, Spalletti non si aspetta altri "regali" da Sarri, dopo la sconfitta di San Siro. Per questo la testa deve essere soltanto alla partita del Napoli e a questo ultimo punto da conquistare. La prossima sarà l'ultima giornata in cui la Lazio è teoricamente ancora in corso: anche in caso di vittoria dei biancocelesti basterà un punto agli azzurri per vincere il campionato. In caso di malaugurata sconfitta in Friuli, bisognerà fare questo punto domenica in casa contro la Fiorentina, a quel punto a prescindere dal risultato della Lazio. Tricolore al 99.9% conquistato, ma sarà fondamentale non sbagliare la partita che dovrebbe finalmente dare il via libera alla festa: definitiva e ufficiale. Gli azzurri sono reduci dal beffardo pareggio contro la Salernitana: la squadra ha creato molto, ma dopo il vantaggio di Olivera non è riuscita a chiudere la partita. A Udine servirà più concretezza. Molto difficile il recupero di Politano, mentre Mario Rui sarà ancora fermo ai box. Spalletti potrebbe optare per qualche cambio, con Raspadori ed Elmas che si candidano per un posto da titolare e ridare freschezza a un Napoli che appare meno brillante del solito.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Non era previsto, ma Luciano Spalletti ha voluto concedere un giorno di riposo al Napoli. Il deludente pareggio in casa contro la Salernitana ha rinviato la festa, ma non deve intaccare il morale di una squadra che deve soltanto aspettare lo scudetto aritmetico. Gli allenamenti riprenderanno domani con l'obiettivo di centrare questo obiettivo, ossia ottenere almeno un punto alla Dacia Arena. Ma i partenopei potrebbero vincere il campionato senza giocare, già mercoledì sera, se la Lazio non riuscirà a battere il Sassuolo in casa. Spalletti ha spiegato che l'ultimo chilometro è sempre più difficile, non lesinando qualche critica alla sua squadra. Poca brillantezza in attacco e qualche distrazione di troppo in difesa. La squadra non è più quella brillante e implacabile di un mese fa, e per questo - considerando il turno infrasettimanale - Spalletti potrebbe optare per qualche cambio mirato. Elmas e Raspadori, ad esempio, sono entrati bene nel match contro la Salernitana, e si candidano per un posto sa titolare. Da valutare ancora Politano, che spera in un difficile recupero: almeno per partire dalla panchina. Non ci sarà Mario Rui, mentre in difesa Ostigard potrebbe diventare la prima alternativa a gara in corso, considerando l'errore di Juan Jesus che ha permesso a Dia di segnare il gol del pareggio al Maradona. Quello che serve, però, è soprattutto mantenere la concentrazione, anche se c'è la consapevolezza che la sconfitta della Lazio e il pari della Juventus hanno di fatto consegnato il terzo titolo agli azzurri.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo tre giornate la Fiorentina torna a vincere in campionato battendo la Sampdoria per 5-0: a segno Castrovilli nel secondo minuto di recupero del primo tempo, poi i viola hanno dilagato nella ripresa con Dodò, Duncan, Kouamé e il neo entrato Terzic, festeggiando nel migliore dei modi la fresca finale di Coppa Italia raggiunta tre giorni fa contro la Cremonese.
Sugli scudi anche Jovic autore di tre assist.
Per i blucerchiati,sempre più ultimi in classifica, la situazione è da tempo compromessa: manca la matematica certezza per la retrocessione ma a questo punto servirebbe solo un miracolo, sempre sperando di evitare un fallimento che rischierebbe di far ripartire la Samp dalla Serie D , come successo per ultimo al Catania.
Nell'occasione Vincenzo Italiano ha optato per un massiccio turnover, con sei giocatori diversi rispetto alla formazione titolare schierata giovedì: la novità maggiore fra i pali, con il 24enne Cerofolini al debutto in Serie A al posto di Terracciano. Spazio poi a Ranieri in difesa, a Duncan a centrocampo e a Jovic in attacco sostenuto da Gonzalez, Castrovilli (tornato trequartista) e Sottil.
Quanto alla Doria, Dejan Stankovic ha iniziato col tandem d'attacco Lammers-Gabbiadini e Gunter per Murillo in difesa, mentre è entrato solo nel finale Sabiri che dalla prossima stagione vestirà la maglia viola. La gara ha stentato a decollare perché la Fiorentina non imprimeva ritmo alle sue giocate mentre la squadra doriana faticava a trovare spazi anche se le prime occasioni erano sue, con Lammers e Augello (salvataggio di Biraghi sulla linea). I rischi corsi svegliavano i viola che chiudevano il primo tempo in attacco: Duncan, Sottil, Gonzalez ci provavano dalla distanza fino al vantaggio timbrato da Castrovilli che poco prima aveva impegnato Ravaglia. Un bellissimo destro al volo su assist di Biraghi, primo gol per lui in questo campionato dopo 9 mesi di stop per un infortunio al ginocchio. Intanto la Sampdoria perdeva Leris per un problema alla spalla destra: al suo posto Djuricic. La ripresa era un monologo viola nonostante la scelta di Stankovic di ruotare i suoi attaccanti: Dodò con i capelli tinti di viola, nuovo beniamino della tifoseria, festeggiava il suo primo gol in A correndo sotto la Fiesole. Quel poco della squadra blucerchiata si era ormai definitivamente dissolta così la Fiorentina spinta dalla sua gente chiudeva in goleada con Duncan e i neo entrati Kouamé e Terzic. ANSA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I subentrati Lautaro e Gosens ribaltano il gol di Felipe Anderson, il Toro chiude poi i conti al 90': se il Napoli batte la Salernitana è aritmeticamente campione L'Inter batte 3-1 la Lazio a San Siro nel lunch match della 32esima giornata di Serie A, torna a vincere in casa dopo tre ko di fila e aggancia il Milan al quarto posto in classifica. A sbloccare la sfida è Felipe Anderson al 30', che approfitta di una clamorosa incertezza di Acerbi. I nerazzurri reagiscono e la ribaltano nella ripresa con i gol dei subentrati Lautaro (78') e Gosens (83'), entrambi su assist di un ispirato Lukaku. Ancora Lautaro chiude poi i conti al 90' su un regalo di Vecino. Strada spianata per la festa scudetto del Napoli, che battendo la Salernitana si laureerà aritmeticamente Campione d'Italia. LA PARTITA L'Inter parte col piede giusto e va vicina al gol già al 5', con un bel sinistro a giro di Brozovic destinato nell'angolino basso, ma respinto da un attentissimo Provedel. I nerazzurri attaccano con più decisione, mentre gli ospiti tendono ad abbassare il ritmo quando sono in possesso del pallone e faticano a creare i presupposti per far male. Al 22' Mkhitaryan impegna ancora Provedel con una conclusione da fuori al termine di un'azione nata da un grande lancio di Onana e tre minuti dopo è lo stesso armeno a trovare il vantaggio, annullato però dal Var per un fuorigioco millimetrico di Correa, autore dell'assist. Dopo una mezzora di dominio, per i ragazzi di Inzaghi arriva la doccia gelata: tutto nasce da un clamoroso pasticcio di Acerbi al limite dell'area, Luis Alberto raccoglie e serve Felipe Anderson, che segna un rigore in movimento e porta avanti i suoi. La reazione nerazzurra è affidata ancora alle conclusioni dalla distanza: prima Mkhitaryan, poi Barella sfiorano traversa e palo, ma non riescono a far male a Provedel, mentre Correa e Lukaku non riescono mai a entrare nel vivo del gioco. Nei secondi conclusivi del primo tempo un altro svarione di Acerbi spiana la strada a Immobile, ma questa volta ci pensa Onana a metterci una pezza, prima che Bastoni muri in corner il tentativo di tap-in di Felipe Anderson. A inizio ripresa Inzaghi sceglie di inserire Dumfries per D'Ambrosio per provare a garantire più rifornimenti agli attaccanti, ma ad andare a un passo dal pareggio è ancora Barella, che con sfiora di nuovo il palo con un tocco d'esterno su cui Provedel non sarebbe mai arrivato. Al quarto d'ora, sugli sviluppi di un corner, Luis Alberto ha l'enorme occasione di raddoppiare, ma il suo piattone destro dal cuore dell'area è respinto da un ottimo Onana. A mezzora dalla fine entrano Lautaro e Calhanoglu per tentare il tutto per tutto e al 65' l'Inter va due volte vicinissima al pari: prima Provedel è straordinario su Dimarco, poi Dumfries colpisce malissimo da posizione invitante su assist di Lukaku. Quello nerazzurro si trasforma presto in un assedio, premiato al 78' da una bella giocata di Lukaku, che serve Lautaro nel cuore dell'area e gli spalanca la strada per il gol dell'1-1 in scivolata. Passano cinque minuti e il belga è ancora protagonista con un assist: cross pennellato sul secondo palo, su cui si butta in spaccata Gosens. Il tedesco segna un gol fondamentale, poi lascia il campo per un infortunio alla spalla sulla quale ricade dopo la rete. A chiudere definitivamente i conti ci pensa poi l'ex di turno Vecino, che con un folle passaggio orizzontale regala a Lautaro la doppietta personale. Seconda sconfitta di fila per la Lazio, che ora rischia di essere scavalcata dalla Juventus al secondo posto. L'Inter invece torna a far esultare i suoi tifosi con una vittoria convincente e meritata e regala il primo match point anche al Napoli, dove si attendeva con ansia un passo falso dei biancocelesti. LE PAGELLE Acerbi 5 - Per 78' il suo incredibile pasticcio al limite dell'area rischia di trasformarsi in un errore decisivo anche nell'ottica della lotta Champions. Poi ci pensano Lautaro e Gosens ad archiviarlo a incidente di percorso. Lukaku 6,5 - Un primo tempo da 4,5, a cui rimedia con una ripresa da protagonista assoluto. In coppia con Lautaro è tutto un altro giocatore: serve due assist splendidi e risulta decisivo nella vittoria. Barella 6,5 - La solita partita di sostanza e generosità. Fino al gol di Lautaro è lui, insieme a Mkhitaryan, il giocatore più propositivo e pericoloso dell'Inter. Immobile 5 - È lontano dal top della condizione e si vede. Attacca poco la profondità ed è spesso fuori dal gioco. Ha comunque il merito di propiziare l'errore di Acerbi che vale lo 0-1, ma non basta. Felipe Anderson 6 - Strappa la sufficienza per la freddezza con cui sblocca la partita, ma anche lui nel complesso si vede poco. Milinkovic-Savic 4,5 - Mai nel vivo della manovra, troppo lontano dall'area di rigore, spesso fuori posizione e impreciso con la palla tra i piedi. Irriconoscibile. IL TABELLINO Inter-Lazio 3-1 Inter (3-5-2): Onana 6,5; D'Ambrosio 5,5 (1' st Dumfries 6), Acerbi 5, Bastoni 6 (26' st Gosens 6,5 (41' st De Vrij sv)); Darmian 6, Barella 6,5, Brozovic 6, Mkhitaryan 6,5 (16' st Calhanoglu 6), Dimarco 6,5; Correa 5 (16' st Martinez 7), Lukaku 6,5. Allenatore: Inzaghi 6,5 Lazio (4-3-3): Provedel 6,5; Marusic 5,5 (41' st Pellegrini sv), Casale 6, Romagnoli 6, Hysaj 6 (41' st Lazzari sv); Milinkovic-Savic 4,5, Cataldi 6 (6' st Vecino 5), Luis Alberto 5,5; Felipe Anderson 6, Immobile 5 (23' Pedro 6), Zaccagni 6. Allenatore: Sarri 5 Arbitro: Guida Marcatori: 30' Felipe Anderson (L), 33' st e 45' st Martinez (I), 38' st Gosens (I) Ammoniti: Zaccagni (L), D'Ambrosio (I), Bastoni (I), Marusic (L), Romagnoli (L) Espulsi: LE STATISTICHE - Era dallo scorso febbraio che l’Inter non vinceva due gare consecutive di Serie A (vs Cremonese e Milan). - Era dal 5 marzo contro il Lecce che l’Inter non conquistava la posta piena al Meazza in Serie A; da allora, tre sconfitte di fila. - La Lazio ha perso due match consecutivi nel massimo torneo soltanto per la seconda volta in questo campionato: la prima tra novembre e gennaio scorsi contro Juventus e Lecce. - La Lazio ha subito quattro gol nelle ultime due sfide di campionato: tanti quanti nelle precedenti 10. - Era dallo scorso febbraio (vs Verona) che la Lazio non incassava reti in trasferta in Serie A: interrotta una serie di cinque clean sheet di fila. - Lautaro Martínez è il terzo giocatore dell’Inter a realizzare più di 15 reti in almeno tre stagioni di Serie A consecutive negli ultimi 55 anni, dopo Christian Vieri (tra il 2000/01 e il 2002/03) e Mauro Icardi (quattro, tra il 2014/15 e il 2017/18). - Lautaro Martínez ha agganciato Mario Corso (75 reti) al 10° posto nella classifica all-time dei giocatori dell'Inter con più gol segnati in Serie A. - Lautaro Martínez è l’unico giocatore ad avere segnato più di 15 gol in ciascuno degli ultimi tre campionati di Serie A. - Era dallo scorso gennaio che Lautaro Martínez non segnava una marcatura multipla in Serie A (doppietta contro la Cremonese), mentre era dal maggio 2022 che non ne firmava una al Meazza (vs Empoli). - Romelu Lukaku ha fornito due assist in un singolo match per la terza volta in Serie A e la prima da marzo 2021, contro il Parma al Tardini. - Robin Gosens ha realizzato due gol nelle ultime quattro gare di campionato: tante quante nelle precedenti 38 nel massimo torneo. - Dal 2014/15, Felipe Anderson è soltanto uno dei tre centrocampisti presenti in Serie A ad avere preso parte ad almeno 10 gol per sei stagioni differenti (gli altri due sono Antonio Candreva e Sergej Milinkovic-Savic). - Otto i gol di Felipe Anderson in questo campionato; soltanto nel 2014/15, il brasiliano ne ha segnati di più (10) in un singolo torneo di Serie A. - L’Inter è diventata la squadra alla quale Felipe Anderson ha rifilato più gol (sei) in Serie A. - Tre dei cinque assist forniti da Luis Alberto in questo campionato hanno portato a un gol di Felipe Anderson. - La Lazio è la squadra che conta più giocatori con almeno cinque gol e almeno cinque assist in questo campionato: tre (Luis Alberto, Zaccagni e Milinkovic-Savic). - Manuel Lazzari ha tagliato il traguardo delle 150 partite con la maglia della Lazio in tutte le competizioni. https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/seriea/serie-a-inter-lazio-3-1_64130964-202302k.shtmldi Daniele Pezzini 30 aprile 2023
INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi Dela può prendersi la sua rivincita. Se la merita. La Filmauro può dare alla luce la nuova pellicola: la Napoli del pallone "Ricomincia... da 3". Avellino. Da "Non ci resta che piangere" a "Ricomincio da 3". E' racchiuso in questi due titoli dei film di Massimo Troisi il ciclo fantastico di Aurelio De Laurentiis, passato dalla polvere al trionfo in poco meno di vent'anni, riuscendo a dare dignità e autorevolezza al calcio Napoli, un club devastato da gestioni allegre e fallimentari alla fine degli anni Novanta. 33 anni dopo Napoli può di nuovo fregiarsi del tricolore, ma non bisogna mai dimenticare da dove questa società è partita, negli anni in cui il "re" del cinema si tuffò nel mondo del pallone, chiedendo a Pierpaolo Marino di disegnare un sogno per dare vita a un'avventurosa rinascita, ripartendo dalla serie C. Sono passati 18 anni da quando sul prato del "Partenio" di Avellino i tifosi irpini ubriachi di gioia esponevano uno striscione che forse al patron azzurro e all'amico Pierpaolo farà ancora male. De Laurentiis e Marino immortalati in foto come protagonisti dell'ultimo film: "Lacrime napoletane", produzione, ovviamente, Filmauro. Della serie: "Non ci resta che piangere". Davide aveva appena sconfitto Golia. Era finita 2-1 per l'Avellino: finale play off di C, ultimo confronto tra i due club. Anno 2005. Nemmeno il gol di uno come El Pampa Sosa era servito. Biancolino, bomber girovago di Capodichino e il casertano Moretti avevano firmato l'incredibile vittoria sul Napoli di Reja, uno squadrone che s'era arreso sul campo al coraggio e alla grinta di un manipolo di combattenti guidati dal ritrovato Francesco Oddo, il prof di educazione fisica su cui proprio Pierpaolo Marino, 15 anni prima, aveva scommesso ad Avellino aprendogli l'orizzonte ad una luminosa carriera da allenatore. Per il Napoli di Montervino e Calaiò l'amarezza di dover ricominciare tutto d'accapo. Una beffa per Aurelio De Laurentiis, quasi imbarazzato per le sue origini irpine: il nonno era di Torella dei Lombardi, il paese di Sergio Leone. Il tempo poi ha rimesso le cose a posto. L'Avellino è scivolato nel limbo del calcio, non è più la provinciale di lusso protagoniosta di una leggenda per dieci anni consecutivi in serie A: ormai il club è stato mortificato da gestioni societarie sconcertanti, anche se ai tempi della serie A persino per uno come Diego Maradona "El Clasico", ossia il vero derby della Campania, era solo uno: Napoli-Avellino. Oggi, per ovvi motivi, la rivalità è alimentata solo con la Salernitana. De Laurentiis, dunque, può godersi il trionfo, guardando soprattutto a quello che è stato il passato. Nemmeno i tifosi dovrebbero dimenticarlo. Ma il calcio è così. All'inizio della stagione il presidente veniva crocifisso perché aveva demolito in poco tempo tutti i miti dei tifosi azzurri: prima Hamsik poi Insigne, Koulibaly e persino "Ciro" Mertens. Oggi Dela può prendersi la sua rivincita. Se la merita. La Filmauro può dare alla luce la nuova pellicola per celebrare lo scudetto, il terzo della storia degli azzurri: la Napoli del pallone "Ricomincia... da 3".
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Meglio tuffarsi nel lavoro: evitando distrazioni e pensieri festaioli. L'allenatore del Napoli Luciano Spalletti sa bene che il terzo scudetto non può sfuggire, ma l'aritmetica non è ancora arrivata. Ed è obiettivamente difficile resistere al clima elettrico che si respira in città, con i festeggiamenti - di fatto - cominciati già lo scorso febbraio, e che sono pronti ad esplodere definitivamente. In sostanza agli azzurri manca una sola vittoria per chiudere il discorso, e allo stesso tempo aspettare che la Lazio si fermi di nuovo: ad esempio, contro l'Inter sarà sufficiente anche un pareggio. Ecco perché l'obiettivo non può essere sottovalutato: nel derby con i granata, in attesa di conoscere la data definitiva della partita, servono solo i tre punti. Solo una clamorosa sconfitta, e la contemporanea vittoria dei biancocelesti in casa dell'Inter, rimanderebbero il discorso. In ogni caso il Napoli avrà anche il turno infrasettimanale la prossima settimana, per mettere ufficialmente le mani sullo scudetto atteso 33 anni. Buone notizie dall'infermieria, perché contro i granata torneranno a disposizione sia Politano che Simeone, con l'argentino che oggi ha lavorato in gruppo. L'attacco torna quindi al completo, mentre per Mario Rui ci vorrà un po' di pazienza: il terzino portoghese è alle prese con una infrazione ossea al perone e dovrebbe tornare in tempo per le ultime partite di campionato.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Duro colpo per la Sandro Abate nel turno infrasettimanale. Gli irpini, nella gara valida la 28^ giornata nel campionato di Serie A di futsal, sono stati sconfitti tra le mura amiche del PalaDelMauro dall'Italservice Pesaro. Il match è terminato con il risultato finale di 2-7. Per Abate e compagni reti di Angellot e Caro; per gli ospiti, invece, doppietta di De Oliveira e gol di Joao Miguel, Tonidandel, Fortini, Pires e Canal. La formazione di Piero Basile, dunque, resta a quota 47 punti in classifica, alla pari della Came Dosson, preparandosi per le ultime due giornate di regular season. La prossima sfida, in programma domenica, sarà contro l'Aniene, mentre l'ultima giornata di campionato sarà contro la 360GG Monastir.