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sport news e sport locale

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League: Celtic-Lazio 2-1 Gara valida per la terza giornata del turno a gironi di Europa League

25 Ottobre 2019, 07:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

© AP

Glasgow-Lazio 2-1 in una partita del girone E dell'Europa League, giocata davanti a 60.411 spettatori. Queste le reti: nel pt 39' Lazzari; nel st 22' Christie, 44' Jullien.

Celtic-Lazio 2-1 finale: Lazzari 39', Christie 67', Jullien 89'. Lazio punita da un paio di episodi. Strepitoso Forster su Cataldi.

Celtic-Lazio 2-1: al 44' del st, calcio d'angolo di Christie, svetta Jullien che colpisce benissimo di testa e batte Strakosha.

Celtic-Lazio 1-1: al 22' del st, gran sinistro da dentro l'area di Christie che, su servizio di Edouard, pesca il jolly per il pari

Celtic-Lazio 0-1 fine pt: Lazzari 39'. Ottima Lazio, padroni di casa pericolosi con Christie, che scheggia il palo da fuori area

Celtic-Lazio 0-1: al 39' del pt, contropiede perfetto della Lazio, Caicedo serve Correa, l'argentino imbuca per Lazzari che insacca

LA CRONACA DELLA PARTITA 

LA CLASSIFICA

ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Insigne, il gol e quella corsa per abbracciare l'amico Carletto

24 Ottobre 2019, 10:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Insigne, il gol e quella corsa per abbracciare l'amico Carletto

Nove minuti servono a Lorenzo Insigne per entrare, segnare e correre ad abbracciare Carlo Ancelotti. All you need is love. In una partita decisiva e difficile, accade l'impensabile, un colpo di scena hollywoodiano, l'attaccante col muso e l'allenatore col sopracciglio alzato, si sciolgono in un abbraccio, e con loro il Napoli si pacifica veramente dopo un mese e mezzo di guerra fredda. La corsa di Lorenzo Insigne alla ricerca di Ancelotti è una corsa da nuova vita, un superamento delle proprie ombre caratteriali, della diffidenza e della cupezza che si porta dietro, un gotico napoletano che, però, ritrova il sole, quello tiepido della bassa padana amata da Gianni Brera. Ancelotti riceve l'abbraccio del ragazzo e lo ricambia e la squadra si stringe a coorte, dimostrando che si può stare tutti dalla stessa parte e si può ancora tirare fuori il meglio, come accade in campo contro un Salisburgo prestante e pressante, una squadra elettrica che macina gioco senza paura, anche se poi lascia delle maglie larghissime dietro, su questo dovrà lavorare l'allenatore Jesse Marsch soprattutto in Champions League. La Red Bull Arena diventa la scena per una riappacificazione fondamentale, una esplicitazione d'affetto senza remore, travolgente, che se non fa dimenticare i due gol di Dries Mertens che agguanta e supera il record di Diego Maradona comunque li sposta, portando i sentimenti in primo piano, facendo dimenticare la scollatura che rischiava di portare la squadra in una miserabile caduta che non meritava. Si abbracciano Insigne e Ancelotti e intorno a loro gli altri, corrono, nessuno vuole rimanere fuori, come se fosse una foto di gruppo in un pranzo di ricongiunzione dopo una separazione di cui nessuno sapeva dare bene una spiegazione. La partita di Insigne comincia in panchina, gli viene preferito Lozano che ha bisogno di macinare minuti e giocare palloni e lui non porta in panchina il mugugno che era stato il tatuaggio sul suo viso nelle settimane di settembre e dei primi di ottobre, tutti pensano buon segno. E deve aspettare sessantacinque minuti di gioco per alzarsi e vedere il campo, per alzarsi e andare a segnare, per alzarsi e per firmare un contratto forse persino d'affetto con un allenatore che non è mai stato un duro, uno che costruisce muri negli spogliatoi, ma anzi ha fatto del dialogo e della flessibilità insieme alla calma la sua forza, e forte e calmo rimane quando sembra il cortile di un palazzo accerchiato da tutti, strattonato e stretto, in quella che è una attaccatura spontanea di cui c'era bisogno. Insigne va in campo e porta il suo palleggio erudito, prende le misure alla fisicità del Salisburgo, alla velocità e all'assedio da pitbull che portano verso il pallone, e così quando Mertens sempre lui, che oltre ai due gol infortuna anche il portiere titolare Stankovic tirando dalla metà campo lo vede e lo serve in area, il fanciullo ferito dimentica tutto, e con una palombella beffa il portiere Coronel, e poi va oltre se stesso, completa il gol andando in panchina da Ancelotti, andando contro il suo passato, contro le sue decisioni, e abbattendo i muri che aveva edificato, e lo stringe, come si stringe un amico che non si vede da tempo e che è mancato, e tanto, e stringendolo, in terra austriaca, tutto lo stadio ha capito che quella partita era perduta, che il Napoli si era saldato, ritrovato, e non c'era speranza. La difficoltà è stata tornare in campo dopo l'abbraccio, riuscire a tenersi l'emozione e giocare, contenere, contenere ancora gli assalti del Salisburgo, saltellando, portandosi dentro l'euforia del bene, che pizzica la gola e fa brillare gli occhi. Sono serviti dei minuti per rimettersi in asse, per tornare a pensare alla partita vera e propria, e non al centro della partita che sta tutto in quell'abbraccio, che diventa semina, e speranza, sul quale bisogna costruire e difendere, una stratificazione di cose, a cominciare veramente dall'inizio della maturità (si spera) di Insigne, al processo di avvicinamento tra classe pedatoria e disciplina mentale, con la dismissione dei percolamenti d'umore. Insomma quell'abbraccio diventa codice, e patto, ed esibizione di pace. C'è una espressività nel gesto di Insigne che è liberazione e anche atto di contrizione, una oscillazione bella tra l'essere e il segnare e poi andare a ringraziare, quasi che le mosse da scacchista e le punizioni ancelottiane siano state decisive quanto il cross di Mertens per quel gol che porta la vittoria al Napoli e fa conservare la testa del girone sul Liverpool. Un gesto che azzera gli errori, che rimette tutto in pari e lo fa nel migliore dei modi con gol e vittoria al seguito. E che dietro lascia una ebbrezza sublime, senza le venature nichiliste che abitano la città, anzi, tutta la sequenza dal gol alla corsa, dal momento che il pallone entra in porta fino alla stretta delle braccia, ai tocchi e ai sorrisi, è un ritrovare il senno, un ritorno della ragione e anche delle gerarchie. Un gol e un abbraccio che diventano la possibilità per misurare la stagione.

SPORT.ILMATTINO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE E Carletto affida a Ruiz le chiavi del centrocampo

23 Ottobre 2019, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE E Carletto affida a Ruiz le chiavi del centrocampo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ora che è cresciuto sensibilmente a livello internazionale sarà più che mai lui uno dei punti di riferimento stasera nella bolgia della Red Bull Arena. Fabian Ruiz dopo aver vinto l'Europeo under 21 è diventato rapidamente protagonista nella Spagna giocando titolare le ultime due sfide di qualificazione per Euro 2020 contro Norvegia e Svezia. Ecco perché è pronto a guidare il centrocampo del Napoli nella sfida che si preannuncia intensissima contro il Salisburgo, capace di segnare sei gol al Genk qui in Austria e di mettere paura al Liverpool nel match di Anfield Road.

SPORT.ILMATTINO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Cade Nonantola Ok Modena e Carpi

22 Ottobre 2019, 07:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Due successi e un ko per le modenesi nella 2ª giornata di Serie B. A cadere è il Rapid Nonantola (5 gol per Manfredini e 4 per Dattoli), sconfitto 28-26 a Rubiera dopo essere stato avanti al riposo (13-12) e anche a 5’ dalla fine (26-25). Sabato doppio successo per Carpi e Modena: i biancorossi al debutto sbancano 31-19 il campo del Marconi con 8 gol di Pieracci e 7 di Malagola, i gialloblù stendono 24-14 il Romagna grazie a Pugliese (8) e Vaccari (4). Classifica: Secchia 4 punti, Savena 3, Modena, Carpi, Rapid e Marconi 2, Estense 1 punto, Felino e Romagna 0. IL RESTO DEL CARLINO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Ancelotti rilancia il suo Napoli: «Champions test per migliorare»

22 Ottobre 2019, 07:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

Ancelotti rilancia il suo Napoli: 
«Champions test per migliorare»

Un rapporto speciale per vivere notti speciali. Carlo Ancelotti in Champions League ritrova il terreno preferito e ai microfoni Uefa si è raccontato ancora una volta. «Il trofeo vinto con il Milan nel 2003 è stato il mio primo, quindi sicuramente il più importante. Ho vinto altre due volte, ma la prima ha un sapore speciale, anche perché fu una finale tra due squadre italiane, quando il calcio italiano era al massimo livello», ha detto. «Nel 2014 giocammo una grande Champions, quel Real Madrid voleva fortemente conquistare La Décima. Per il Napoli la Champions League è una verifica. Il Napoli non ha mai ottenuto grandi risultati in questa manifestazione nella sua storia,  quindi per noi rappresenta un test per cercare di fare sempre meglio».

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«Ho sempre associato il calcio a passione e felicità», ha continuato l'allenatore azzurro. «Giocavo per ore col pallone dopo scuola, giocando all’oratorio. Poi ho iniziato a giocare da professionista alla Roma, iniziando la mia carriera. Ma non è mai stato un lavoro, né da calciatore né da allenatore. È sempre stata una mia passione».

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Un'esperienza lunghissima in panchina. «Non ho mai rimpianto di aver smesso presto. Mi ritengo fortunato di aver iniziato la carriera da allenatore. Sono sempre vicino all’azione, anche se non posso intervenire direttamente. Un allenatore dipende dai suoi giocatori in campo. Può dare delle istruzioni, su ciò che i calciatori possono fare in campo. Conoscenza ed esperienza sono molto importanti per un tecnico. Se pensi che possa bastare essere un grande calciatore per diventare un grande allenatore, ti sbagli», ha continuato. «Ci sono molti aspetti: non solo tattica, ma anche il rapporto con i giocatori, con la società e con i media. Io ho avuto molta fortuna ad allenare grandi giocatori. Rende tutto più semplice. Tutti pensano che sia difficile allenare grandi campioni, ma in realtà rende tutto più semplice: oltre ad avere grande qualità sono quasi sempre i più seri e professionali».  

IL MATTINO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Calcio agerolese, intervista a Mario Imperati: “Pronti al riscatto”

19 Ottobre 2019, 17:35pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Risultato immagini per CALCIO AGEROLESE 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tempo di debutti e redenzione in questo weekend per il calcio agerolese. Il Real Agerola Futsal esordirà domenica sera in Coppa Campania a Maiori (ore 19) contro il Castrum Pigellulae (Pogerola), competizione che sia in serie D che in C2 ha portato molto lontano la squadra, arrivata a partecipare più volte nell’arco di pochi anni alle fasi finali. La novità sarà rappresentata dai nuovi innesti Raffaele Acampora ed il ritorno di Mario Buonocore che saranno elementi aggiunti per questa nuova stagione. Sarà anche la prima partita ufficiale per il nuovo allenatore, l’amalfitano Luigi Torre. Mentre è previsto per lunedì alle 20 il debutto dell’Under19 (in trasferta, contro la Polisportiva Ager Nucerinus a Sarno) che conferma tutti gli elementi della grande cavalcata che ha portato alla vittoria del campionato Under17, con due sole eccezioni: l’assenza di Luigi Villani, passato al calcio a 11, e l’innesto di un giovane promettente, Mario Amatruda classe 2003. Per l’ASD Agerola, calcio a 11, si tratta appunto di redenzione. Dopo due sconfitte casalinghe la prima squadra sarà impegnata in trasferta questo sabato contro la Unitis San Vincenzo per cercare di portare punti in classifica contro una squadra che vanta 1 pareggio (1-1 in casa) e una sconfitta (2-0 in trasferta). Non una sfida proibitiva sulla carta, dunque, ma sappiamo bene che nel calcio ogni partita ha una storia a sé. La juniores, dopo lo 0-5 casalingo contro la Sarnese/Picciola dovuto più all’inesperienza che alla mancanza di talento sia del gruppo che individuale, avrà una sfida forse ancora più proibitiva: la trasferta contro la Scafatese 1922 che nel suo debutto ha vinto in trasferta 11-1. Un match che dalle premesse appare molto difficile ma si spera appunto che tolta l’ansia da debutto casalingo e grazie agli allenamenti fatti pensando agli errori di lunedì, la prestazione migliori rispetto alla prima stagionale. Quel che è certo è che non si può cambiare radicalmente nel giro di 7 giorni: secondo noi ci vorrà tempo prima di vedere un buon gioco e ottimi risultati. Per l’occasione abbiamo anche intervistato il vice capitano Mario imperati. Ciao Mario, dopo la sconfitta al debutto su cosa avete lavorato maggiormente per migliorare in allenamento? Ci siamo allenati duramente perché non vogliamo che si ripeta lo stesso risultato della prima partita. Per questo motivo, più che mai, daremo il 110%. Sapevate dall’inizio che non era facile. Dopo la sconfitta com’è il clima nello spogliatoio, vi siete demoralizzati? Non ci siamo demoralizzati. Indubbiamente non volevamo quel risultato soprattutto in casa non si voleva perdere, volevamo vincere per noi per l’Agerola e per i nostri tifosi. L’avversario del prossimo match, risultati alla mano, sembra molto ostico. Andrete a Scafati con la voglia di non subire o cercando di fare risultato? A scafati andremo con un’altra mentalità. Dobbiamo vincere e fare risultato, dobbiamo riprenderci dopo la sconfitta di Lunedì. Hai qualcosa da aggiungere? Voglio aggiungere che quest’anno per noi è molto importante perché oltre alla prima squadra ci siamo anche noi che siamo riusciti a formare un ottimo gruppo. credendo in noi stessi possiamo riuscire a puntare in alto ci sono, tante squadre attrezzate ma noi saremo all’altezza dell’impegno.

ARTICOLO E INTERVISTA DI ALFONSO NACLERIO

FONTE LA VOCE DI AGEROLA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Gunnar Nordahl data di nascita: mercoledì 19 ottobre 1921 (98 anni fa)

19 Ottobre 2019, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DI MICHELE PAPPACODA Nordahl: Nato ad Hörnefors (Svezia) e morto ad Alghero il 15 settembre 1995, è stato un calciatore, famoso attaccante degli anni Quaranta e Cinquanta, cinque volte capocannoniere della Serie A.

È ancora terzo (solo nella stagione 2012/13 è stato superato dal romanista Francesco Totti) nella classifica dei marcatori della serie A di tutti i tempi con 225 reti, con soli due rigori, in 291 partite, con la media gol più alta in assoluto: 0,77.

Miglior goleador nella storia del Milan (210), ha giocato anche con la Roma che poi ha allenato per due stagioni. Ha vinto due scudetti con i rossoneri e nel 1948 l’oro olimpico con la Nazionale svedese.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE F1, Gp Giappone: prima fila tutta Ferrari, Vettel in pole davanti a Leclerc

15 Ottobre 2019, 18:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

F1, Gp Giappone: prima fila tutta Ferrari, Vettel in pole davanti a Leclerc PROPOSTO DA ANTONIO CAFIERO SUZUKA - Sebastian Vettel vola nel vento di Suzuka, più veloce di Hagibis che sferza sul Giappone da ore. Pole col tempo di 1.27.064, la numero 57 in carriera per il tedesco della Ferrari, la quinta su questo circuito tortuoso che ama forse più di tutti. Nelle anomale qualifiche spostate alla domenica mattina a poche ore dalla gara (prevista alle 7.10 in Italia) dopo la sospensione delle attività di sabato causa tifone, anche la seconda rossa, quella di Charles Leclerc, va in prima fila (a +0.189). Alle loro spalle, in seconda fila, le Mercedes di Valtteri Bottas (+0.229) e Lewis Hamilton (+0.238), terza per le Red Bull di Max Verstappen (+0.787) e Alex Albon (+0.787), quarta per le McLaren di Sainz e Norris. "Sì ragazzi, sì ragazzi, grazie" dice Vettel sotto il traguardo. "Sicuramente le condizioni non erano semplici, molto diverse da quelle di venerdì. C'è il sole, la gente è felice e lo siamo anche noi. Siamo molto sorpresi da questa prima fila inaspettata. Sono molto contento. La macchina è stata molto leggera sulle gomme. Forse non ho usato neanche in freni, se non solo alla curva due. È una sensazione incredibile, ma è solo una parte del lavoro. Ora dobbiamo guardare a questo pomeriggio. Prima della Q3 ho chiuso gli occhi per visualizzare i punti principali della pista nella mia testa. Ma in macchina ho avuto gli occhi aperti per andare veloce". Lo riconosce anche il suo giovane compagno di squadra, Leclerc, col quale ha bisticciato a Sochi due settimane fa: "La pole non era possibile, Seb era troppo veloce. Congratulazioni a lui. Io ho faticato un pochino dall'inizio e sono comunque contento di aver fatto un buon giro. Ho commesso qualche errorino nell'ultimo settore. Questo uno-due è stato una sorpresa dopo le libere. Le Mercedes saranno forti in gara e noi saremo concentrati per mantenere la doppietta". Sarà una gara tutta da scoprire, tra poche ore. Con l'incognita anche di come i due ferraristi si comporteranno. Il team principal Mattia Binotto: "C'era tanto da fare rispetto a venerdì. La macchina non era a posto. Fare cinque pole di fila, e farla qua a Suzuka, per noi era importante. Ma la gara sarà questo pomeriggio e dobbiamo restare con i piedi per terra e concentrati. La velocità l'abbiamo avuta sin dalla Q1. Oggi abbiamo 'scaricato' la macchina rispetto a venerdì e questo ha aiutato nel bilanciamento generale della vettura. C'è stato un passo avanti e questo è positivo. Questa pole vale tanto nell'economia generale del momento, nel quale confermiamo di avere la macchina più veloce. Ora dobbiamo concentrarci e costruire su questo. La gara sarà lunga e l'affidabilità importante. Adesso andiamo a lavorare. Briefing con i piloti? Non ce n'è bisogno, sanno cosa fare. Ci siamo chiariti, i due si parlano tra loro, sono due professionisti di valore".

dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICO  LA REPUBBLICA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE La tentazione di Mancini: rivoluzione totale nella partita col Liechtenstein

14 Ottobre 2019, 12:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE La tentazione di Mancini: rivoluzione totale nella partita col Liechtenstein

La tentazione c’è: cambiarne undici su undici rispetto alla Grecia. Per Roberto Mancini sarebbe anche un modo elegante per ringraziare idealmente tutti gli azzurri che hanno contribuito alla qualificazione record (7 vittorie su 7). L’idea, tra l’altro, non dispiacerebbe ai club dei titolari, tenuti a riposo. La tentazione si è trasformata in una prova nell’allenamento di ieri, oggi il c.t. prenderà la decisione. Di sicuro domani a Vaduz cambierà almeno 7-8 elementi. Vedremo se arriverà a undici.

Vero che ha affrontiamo un’avversaria che in sette partite ha raccolto 2 punti e 2 gol, contro i 20 incassati. Ma è anche vero che il Liechtenstein in casa non ha mai sbracato: un pareggio e due sconfitte dignitose (2-0). Il ricordo del turnover radicale di Lisbona, in Nations League, che costrinse alla sofferenza l’Italia di Lazzari e Criscito, è un motivo di riflessione in più. Da qui a giugno il Mancio farà i suoi esperimenti, ferma restando la necessità di vincere per il bene del ranking.

La casella che più inquieta è quella alla sinistra di Bonucci. Il mantra di Coverciano è: "Chiellini recupera di sicuro per l’Europeo. Nessun dubbio, nessun problema". Il capitano è molto di più di un difensore per questa Nazionale giovane. Anche perché gli eredi hanno rallentato la crescita. Rugani non gioca mai, Romagnoli è incappato in una fase d’involuzione, pagata col sorpasso di Acerbi. Il laziale ha l’esperienza dei 31 anni, ma poca internazionale. Gianluca Mancini deve completare la maturazione e comunque tiene la destra. In prospettiva Mondiale 2022, il c.t. segue da vicino Bastoni (Inter) e Cistana (Brescia), ma per l’Europeo ha in testa soltanto il Chiello.

Anche la casella di terzino destro non ha padroni assoluti. Casella tatticamente particolare. Chi la occupa deve presidiare più che spingere e scivolare in mezzo per consentire a Emerson Palmieri di attaccare con continuità. Per questo è difficile traslocare Spinazzola. Meglio Izzo, che però al Torino gioca a 3 e in Finlandia ha tradito imbarazzi. Non a caso con la Grecia gli è stato preferito D’Ambrosio che con Spalletti difendeva a 4. Florenzi è la garanzia. Domani toccherà al napoletano Di Lorenzo che ha forza e attitudine al corpo a corpo. Per lui e Romagnoli un test meno banale che per altri.

In mediana, il tridente Barella, Jorginho, Verratti è inattaccabile. Ma servono alternative, soprattutto per recuperare fisicità. In questo senso, l’esperimento in mediana di Bernardeschi, ragazzo dallo strappo potente, merita attenzione. Gli infortunati Pellegrini e Sensi sono titolari aggiunti. Discorso analogo in attacco: scelte nette, ma bisogno di opzioni. Belotti, in campo domani, resta il centravanti più credibile, perché gioca meglio con la squadra; Chiesa è la corsa, Insigne il rifinitore quasi unico. L’esuberanza atletica di Zaniolo, in una rassegna di incontri ravvicinati (molti nella sua Roma), sarà un tesoro prezioso. Seguite bene anche lui, domani. Comincia in Liechtenstein la messa a punto dell’Italia europea. Ma i test più importanti arriveranno a marzo, probabilmente in Qatar: due amichevoli contro forti nazionali europee, non sorteggiate nel nostro girone. Una dovrebbe dovrebbe essere la Croazia. L’Italia di Lippi si scoprì mondiale dopo incroci del genere. Specchiarsi in Finlandia e Armenia non basta.

FONTE LA GAZZETTA DELLO SPORT di Luigi Garlando

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE A Nuoto nei Mari del Globo: domenica 13 ottobre Salvatore Cimmino al traguardo di Amalfi

12 Ottobre 2019, 08:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

Domenica mattina Amalfi sarà il traguardo della sedicesima tappa dell’impresa “A Nuoto nei Mari del Globo”.

L’iniziativa sportiva di sensibilizzazione sui temi della diversità dell’iron man Salvatore Cimmino, che per la sua sedicesima tappa si dipana sulla rotta Massa Lubrense – Amalfi, con soste a Positano e Praiano, dal giorno 11 al 13 ottobre 2019.

 

 

Cimmino, atleta senza una gamba che dal 2010 nuota sulle lunghe distanze nei mari del pianeta intero per fare cultura della disabilità perché essa non sia considerata una barriera insuperabile, perché non sia solo un vissuto personale racchiuso e nascosto tra le mura di una casa, nell’arco di tre giorni nuoterà fino ad Amalfi, dove taglierà il traguardo il 13 ottobre.

L’arrivo è previsto all’incirca per le 12.00 alla spiaggia di Marina Grande, dove il Comune di Amalfi, che patrocina l’evento su proposta del consigliere delegato allo sport Francesco De Riso, ha previsto un’area d’accoglienza ed intrattenimento dedicata alle associazioni sportive, agli sportivi ed ai curiosi che vorranno accogliere Salvatore Cimmino alla fine della sua impresa sportiva.

L’arrivo a nuoto dell’atleta, che per un tratto sarà scortato anche dal Galeone azzurro di Amalfi che partecipa alla Regata delle Repubbliche Marinare, oltre ad essere impresa sportiva sarà anche momento per sensibilizzare sui temi dell’invalidità civile.

L’iniziativa è stata presentata alla Camera dei Deputati a Roma il giorno martedì 8 ottobre 2019 alle ore 11 con il convegno: “La sfida dell’inclusione, il futuro delle persone con disabilità” al quale ha preso parte anche il sindaco di Amalfi Daniele Milano.

Il convegno è cominciato con i saluti del Presidente della Camera Roberto Fico e dei deputati Umberto Buratti e Lisa Noja ed è proseguito poi con gli interventi di Salvatore Cimmino, del presidente del CONI Giovani Malagò, di Filomena Gallo segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni, del prorettore dell’università Campus Bio-Medico di Roma Eugenio Guglielmelli, del direttore generale per la cooperazione e lo svilupppo del Ministero degli Esteri Giorgio Marrapodi, e del sindaco di Amalfi Daniele Milano, del sindaco di Praiano Giovanni Di Martino, del vicesindaco di Massa Lubrense Giovanna Staiano, del vicesindaco di Positano Francesco Fusco.

AMALFINOTIZIE

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