SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, Torino sconfitto in casa 2-3 dal Wolverhampton. In Inghilterra servirà un'impresa
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Tragedia al Giro della Polonia. Bjorg Lambrecht, 22enne promessa del ciclismo belga, è morto in seguito alle conseguenze di una rovinosa caduta in cui è rimasto coinvolto durante la terza tappa. A dare la drammatica notizia è la sua squadra, la Lotto-Soudal, su Twitter. "La più grande tragedia che può accadere alla famiglia, agli amici e ai compagni di squadra di Bjorg è arrivata... Riposa in pace". Lambrecht è stato immediatamente soccorso dopo la caduta, ma le sue condizioni sono subito apparse molto critiche. Verificato che non era possibile trasportarlo in elicottero, è stato trasferito in ambulanza in ospedale, dove è deceduto. Inutili i tentativi di rianimarlo.
The biggest tragedy possible that could happen to the family, friends and teammates of Bjorg has happened… Rest in peace Bjorg...
Secondo le prime ricostruzioni, fatale a Lambrecht è stata una brutta caduta in un fosso, non è ancora chiaro se a causa della pioggia o di un malore (l'autopsia chiarirà l'esatta dinamica dei fatti), quando mancava una settantina di chilometri al traguardo della Chorzow-Zabre. Lambrecht era una promessa del ciclismo belga: l'anno scorso aveva vinto l'argento ai Mondiali juniores di Innsbruck. Quest'anno il suo nome si è imposto al pubblico grazie a piazzamenti prestigiosi: quarto alla Freccia Vallone, sesto all'Amstel Gold Race. Il Giro di Polonia era una tappa di preparazione al grande obiettivo della sua stagione, la Vuelta.
La tragedia di oggi sulle strade polacche richiama alla memoria altre morti dolorose, ultima in ordine di tempo quella del connazionale Michael Goolaerts, scomparso l'8 aprile dello scorso anno a causa di un malore e arresto cardio-respiratorio mentre disputava la Parigi-Roubaix. Due anni prima era morto, investito da una moto durante la Gand-Wevelgem, un altro corridore belga,Antoine Demoitiè.
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inserito da Leone Buongiorno A dare la drammatica notizia la sua squadra, la Lotto-Soudal
Tragedia al Giro della Polonia. Bjorg Lambrecht, 22enne promessa del ciclismo belga, è morto in seguito alle conseguenze di una rovinosa caduta in cui è rimasto coinvolto durante la terza tappa. A dare la drammatica notizia è la sua squadra, la Lotto-Soudal, su Twitter. "La più grande tragedia che può accadere alla famiglia, agli amici e ai compagni di squadra di Bjorg è arrivata... Riposa in pace". Lambrecht è stato immediatamente soccorso dopo la caduta, ma le sue condizioni sono subito apparse molto critiche. Verificato che non era possibile trasportarlo in elicottero, è stato trasferito in ambulanza in ospedale, dove è deceduto. Inutili i tentativi di rianimarlo.
Dramma nel ciclismo: Lambrecht muore a 22 anni
Secondo le prime ricostruzioni, fatale a Lambrecht è stata come detto una brutta caduta, non è ancora chiaro se a causa della pioggia o di un malore (l'autopsia chiarirà l'esatta dinamica dei fatti), quando mancava una settantina di chilometri al traguardo della Chorzow-Zabre. Lambrecht era una promessa del ciclismo belga: l'anno scorso aveva vinto l'argento ai Mondiali juniores di Innsbruck. Quest'anno il suo nome si è imposto al pubblico grazie a piazzamenti prestigiosi: quarto alla Freccia Vallone, sesto all'Amstel Gold Race. Il Giro di Polonia era una tappa di preparazione al grande obiettivo della sua stagione, la Vuelta.
La tragedia di oggi sulle strade polacche richiama alla memoria altre morti dolorose, ultima in ordine di tempo quella del connazionale Michael Goolaerts, scomparso l'8 aprile dello scorso anno a causa di un malore e arresto cardio-respiratorio mentre disputava la Parigi-Roubaix. Due anni prima era morto, investito da una moto durante la Gand-Wevelgem, un altro corridore belga, Antoine Demoitiè.
Sportmediasey


INSERITO DA ALESSIA CHIANESE E ora si fa più complicata. Quanto lo si capirà col passare dei giorni e l’avvicinarsi di giovedì 8 agosto, quando si chiuderanno i battenti del mercato in entrata per là Premier League. Il maxi scambio apparecchiato, anche, da Fabio Paratici tra Juventus e Manchester United si complica. Non è perché sia successo qualcosa di particolare, ma per l’esatto opposto: non è successo nulla, almeno sul fronte Paulo Dybala. Ed è trascorso un altro giorno intero. Un dettaglio per nulla secondario, arrivato a questo punto. Quindi filtra pessimismo. È sempre più tensione. TUTTI I SI’ - Che cosa c’è. Il sì di Romelu Lukaku, che pure non chiude all’Inter ma che ha trovato l’intesa economica per un contratto da cinque anni a 9 milioni netti a stagione più bonus. C’è l’ok del Manchester United allo scambio con conguaglio, nonostante le pretese di Dybala e del suo entourage, per una quadra ritrovata grazie all’inserimento di Mario Mandzukic in questa operazione. E c’è anche il via libera dello stesso centravanti croato. Eppure tutto questo non può bastare, anzi rischia proprio di non essere sufficiente. COSA MANCA - Già, perché Dybala non ha detto sì. A dire il vero, non ha ancora detto niente a nessuno direttamente. Da Londra c’è stato Jorge Antun ad aver messo sul tavolo tutte le richieste per convincere la Joya a cambiare idea, ma in questo venerdì non ci sono stati altri sviluppi con i dirigenti dello United che erano in altre faccende affaccendati (vedi operazione Maguire). E a Torino nessuno ha ancora incontrato né telefonato, almeno ufficialmente, a Dybala. Che è rimasto chiuso in casa, dove si è allenato. Ma il confronto con Maurizio Sarri è ancora rinviato almeno al 5 agosto. E pure con Paratici la linea sembra essersi interrotta. Tutto può succedere, tanto deve ancora essere deciso. Inter e PSG aspettano alla finestra, la tensione sale, il tempo scorre.

inserito da Leone Buongiorno Il colpo di scena arriva nel pomeriggio: Radja Nainggolan lascia la Pinetina ed è praticamente un giocatore del Cagliari. Il centrocampista fuori dal progetto Inter ha scelto la sua prossima destinazione: nelle ultime ore era venuta fuori l'ipotesi Fiorentina, ma il belga ha sempre preferito tornare nella "sua" Sardegna, la terra dove si fatto si è affermato nel campionato italiano.
Nainggolan, nuovo look: treccia bionda rasta
Risolti anche gli ultimi dettagli sull'ingaggio, mancano solo le firme sul contratto. Nainggolan guadagnava 4,5 milioni a stagione all'Inter e i nerazzurri contribuiranno a pagargli lo stipendio nella prossima stagione cedendolo in prestito al Cagliari.
Nainggolan si presenterà in Sardegna non al top della condizione, ma neppure fuori forma: a differenza di Icardi, si è allenato agli ordini di Conte in ritiro saltando soltanto le amichevoli, ma prendendo spesso parte alle partitelle. Soprattutto, si presenterà con la treccina bionda rasta che ha scelto per il suo nuovo look.
Il Cagliari, così, si regala un rinforzo di lusso per l'anno del Centenario. Giulini non aveva scartato del tutto l'ipotesi del suo ritorno e insieme a Rog, arrivato dal Napoli, e molto probabilmente Nandez, Nainggolan andrà a comporre un centrocampo da Europa League, rinforzato nonostante la cessione di Barella.
GIULINI: "CI RIAGGIORNIAMO DOMANI. NAINGGOLAN? PER LUI TORNARE SAREBBE LA COSA PIU' BELLA"
In serata Tommaso Giulini ha parlato brevemente all'uscita dalla sede dell'Inter, spiegando che per la definizione dell'affare bisognerà attendere ancora qualche ora: "Ci riaggiorniamo domani - le parole del numero 1 del Cagliari -. Tutto quello che posso dirvi è questo, sono molto più espansivo di solito. Nainggolan? Per lui tornare a Cagliari sarebbe la cosa più bella del mondo".
Sport Mediaset
inserito da Leone Buongiorno
Sorteggiato il calendario: nella prima giornata l'Inter ospita il Lecce, il Napoli va a Firenze, il Milan contro l'Udinese. Inter-Juve alla 7a.
E' stato sorteggiato il calendario di Serie A 2019/20, La prima giornata: Cagliari-Brescia, Fiorentina-Napoli, Verona-Bologna, Inter-Lecce, Parma-Juventus, Roma-Genoa, Sampdoria-Lazio, Spal-Atalanta, Torino-Sassuolo, Udinese-Milan. Alla 2a il big-match Juve-Napoli e il derby di Roma. Alla 4a Milan-Inter. Inter-Juve alla 7a. Alla 12a Juve-Milan, la seguente Milan-Napoli. Chiusura col botto: Roma-Juve, Inter-Atalanta e Lazio-Napoli all'ultima.
Serie A, ecco il calendario della stagione 2019/2020
LA PRIMA GIORNATA (and. 25-08-19 - rit. 19-01-2020)
Cagliari-Brescia, Fiorentina-Napoli, Verona-Bologna, Inter-Lecce, Parma-Juventus, Roma-Genoa, Sampdoria-Lazio, Spal-Atalanta, Torino-Sassuolo, Udinese-Milan.
LE DATE DEI BIG MATCH
Prima giornata - Fiorentina-Napoli
Seconda giornata - Juventus-Napoli e Lazio-Roma
Terza giornata - Fiorentina-Juventus
Quarta giornata - Milan-Inter
Quinta giornata - Inter-Lazio e Roma-Atalanta
Sesta giornata - Milan-Fiorentina
Settima giornata - Inter-Juventus
Ottava giornata - Lazio-Atalanta
Nona giornata - Roma-Milan
Decima giornata - Napoli-Atalanta
Undicesima giornata - Roma-Napoli, Torino-Juventus e Milan-Lazio
Dodicesima giornata - Juventus-Milan
Tredicesima giornata - Milan-Napoli e Atalanta-Juventus
Quindicesima giornata - Inter-Roma e Lazio-Juventus
Sedicesima giornata - Fiorentina-Inter
Diciasettima giornata - Atalanta-Milan e Fiorentina-Roma
Diciottesima giornata - Napoli-Inter
Diciannovesima giornata - Inter-Atalanta, Lazio-Napoli e Roma-Juventus
LE DATE
La Serie A partirà il 25 agosto e terminerà il 20 maggio 2020. Sono previsti tre turni infrasettimanali (25 settembre, 30 ottobre, 22 aprile) e cinque soste: quattro per gli impegni delle nazionali (8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre, 29 marzo) mentre l'ultima sarà a cavallo di capodanno, con il ritorno della sosta invernale dal 29 dicembre al 5 gennaio che manda in pensione il boxing day dopo una sola stagione.
GLI ORARI
Le partite in notturna, compresi i primi due turni che si giocheranno di sera per il caldo estivo, tornano alle 20.45. dopo un solo anno abbandonate le 20.30 per gli anticipi serali del sabato, il posticipo domenicale e il Monday night. Confermate le indicazioni della scorsa stagione per le altre partite. il sabato tre match alle 15, 18 e 20,45, Domenica lunch time alle 12.30, le partite delle 15, una alle 18 e il posticipo alle 20,45. Come sempre, gli anticipi del venerdì e del lunedì sera verranno decisi di volta in volta.
Sport Mediaset
inserito da Leone Buongiorno
Settebello travolgente a Gwangju: gli azzurri conquistano per la quarta volta il titolo iridato
Il Settebello è di nuovo sul tetto del mondo. L'Italia della pallanuoto è campione del mondo per la quarta volta della sua storia, con il 10-5 rifilato alla Spagna. A Gwangju non c'è partita: gli azzurri di Sandro Campagna dominano sin dal primo minuto, non andando mai sotto nel punteggio e dilagando dalla seconda frazione. L'Italia torna al successo mondiale dopo otto anni.
La piscina di Gwangju sembra quasi impreziosita dalla danza del Settebello, che in finale tiene fede al suo nome e conferma il crescendo rossiniano nel Mondiale sudcoreano. La nazionale maschile di pallanuoto è di nuovo in cima al mondo. Italia-Spagna è il fuoco nell'acqua, rimanda a sfide accesissime. L'ultima, la semifinale degli Europei 2018, è andata agli iberici. L'Italia si rifà con gli interessi, conquistando il quarto titolo mondiale della sua storia, otto anni dopo il successo di Shanghai. C'è partita solo nella prima frazione, conclusa sul 2-2.
L'Italia va avanti prima con Luongo e poi con Echenique, ma viene ripresa per due volte, da quel Felipe Perrone che è l'unico a prendersi sulle spalle gli spagnoli. Fa scena muta Alvaro Granados, capocannoniere del torneo, ben bloccato da un Marco Del Lungo a tratti prodigioso. Il portiere dell'AN Brescia para anche un rigore ad Alberto Barroso: il penalty poteva portare la Spagna in vantaggio e cambiare volto al match. È il momento più difficile per gli azzurri: li tira fuori dalla paura capitan Pietro Figlioli con una bordata dal perimetro. A stretto giro di posta arrivano le reti dei due Vincenzo: Dolce e Renzuto portano l'Italia sul 5-2 sfruttando alla perfezione la superiorità numerica, fondamentale in cui gli azzurri eccellono nel primo tempo (4/5 sfruttate, contro le 2/8 degli avversari). La Spagna accorcia con un altro rigore, stavolta realizzato da Alberto Munarriz, ma l'Italia allunga nella ripresa e ammazza la partita con Aicardi, Dolce e Di Fulvio, che in controfuga spezza la difesa iberica e sigla l'8-3 che scioglie coach Sandro Campagna. Si può finalmente esultare. Le reti conclusive portano la firma di Blai Mallarach, Stefano Luongo e Michael Bodegas. Italia-Spagna 10-5, esattamente come nella finale di Roma 1994. Allora, Sandro Campagna era in acqua. Stavolta è alla guida di un gruppo straordinario che in Asia non vuole smettere di essere protagonista. Perché nel mirino c'è già Tokyo 2020
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Gregorio Paltrinieri e Federica Pellegrini medaglie d'oro ai campionati del mondo di Gwangju. Il 24enne carpigiano si impone in 7'39"27 nuovo record europeo negli 800 sl. Alle sue spalle il norvegese Henrik Christiansen (7'41"28) e il francese David Aubry (7'42"08). Solo quinto il campione in carica Gabriele Detti (7'43"89), che cala dopo aver condotto nelle prime vasche.
Federica Pellegrini si conferma campionessa del mondo dei 200 stile libero, imponendosi in 1'54"22 davanti all'australiana Ariarne Titmus (1'54"66) e alla svedese Sarah Sjoestroem (1'54"78). Per la 'divina' del nuoto italiano si tratta del sesto titolo iridato, il quarto nei 200 stile libero, la sua gara preferita, dove sale sul podio da otto edizioni consecutive, un record assoluto.
Per Paltrinieri è il terzo titolo iridato della carriera, dopo le vittorie nei 1500 metri stile libero a Kazan 2015 e Budapest 2017.
"Sono felice, volevo fortemente una gara così ma mai avrei immaginato l'oro. Non ci credo ancora". Federica Pellegrini piange di gioia dopo l'ennesimo exploit della sua carriera. L'azzurra festeggerà 31 anni il 5 agosto. "Vinco con la stessa voglia e entusiasmo, ma anche facendomela sotto. Anche a 31 anni", dice l'azzurra. "In acqua ho fatto tutto sentendomi come volevo, 50 metri alla volta. Il tempo è incredibile, evidentemente tutto il lavoro che sto facendo con Matteo (Giunta, ndr) paga tanto, forse come non mai, e sono tanto contenta perché comunque è il mio ultimo Mondiale. Piango non per dispiacere, ma perché sono troppo contenta", ripete la campionessa di Spinea. "Ho sempre detto che a me piace lavorare, e trarre i risultati dal lavoro fatto. Non sempre è avvenuto, ma forse maturando con gli anni...anche se oggi me la stavo facendo sotto come non mai".
"Greg è stato molto bravo. Io sono entrato in acqua ed ero veramente distrutto". Sono le parole di Gabriele Detti dopo il quinto posto. "E' strano, nei giorni scorsi stavo bene. Avere ripreso a fare così tante gare ravvicinate mi ha stancato tanto. Ci sta, fa parte del gioco, va bene così. Ora sotto con l'eventuale staffetta e testa bassa per il prossimo anno", dice l'azzurro ai microfoni Rai. "Sicuramente sono arrabbiato, questo tempo non è quello che valgo, ma sono comunque contento di aver fatto questa finale e che il titolo sia rimasto in casa. Complimenti a Greg e il prossimo anno spero di insidiarlo di nuovo".
FONTE ADNKRONOS
inserito da Leone Buongiorno Prima medaglia d’oro per l’Italia ai Mondiali di nuoto di Gwangju 2019. È Simona Quadarella a regalare il trionfo agli azzurri nei 1500 metri stile libero. Un successo annunciato per la 20enne romana, già campionessa europea nei 400, 800,e 1500 stile libero medaglia di bronzo nella kermesse iridata di Budapest 2017. La Quadarella ha letteralmente dominato la finale, restando in vetta dall’inizio alla fine della gara surclassando le avversarie e segnando il nuovo record italiano che migliora quello di Alessia Filippi ai Mondiali di Roma 2009.
Prima medaglia d'oro per l'Italia ai Mondiali di nuoto di Gwangju 2019. È Simona Quadarella a regalare il primo trionfo agli azzurri, nei 1500 metri stile libero. La ventenne romana trionfa nei 1500 stile libero in 15'40″89, nuovo record italiano che migliora quello fatto segnare da Alessia Filippi ai Mondiali di Roma 2009 (15'44"93). Alle sue spalle la tedesca Sarah Kohler e la cinese Jianjiahe Wang. Un successo annunciato per l'azzurra, già campionessa europea nei 400, 800,e 1500 stile libero medaglia di bronzo nella kermesse iridata di Budapest 2017. La Quadarella ha letteralmente dominato la finale, restando in vetta dall'inizio alla fine della gara surclassando le avversarie.
Quadarella medaglia d'oro nei 1500 stile libero ai Mondiali di nuoto
Prova strepitosa di Simona Quadarella che ha dominato la finale dei 1500 metri stile libero andandosi a prendere la medaglia d'oro. Senza la favorita della vigilia Ledecky, messa ko da un virus, l'atleta romana si è confermata irraggiungibile per la tedesca Kohler e la cinese Wang, dominando la gara dall'inizio alla fine con grande maturità e consapevolezza dei propri mezzi. Un sogno che si realizza per la nostra portacolori che ha chiuso facendo registrare anche il nuovo record italiano. Primo oro per l'Italia, dopo i 4 argenti e 3 bronzi.
L'emozione di Simona in lacrime: Ancora non ci credo
Simona Quadarella ha appena vinto la medaglia d'oro mondiale, ha la voce rotta dal fiatone e dall'emozione. È felice e piange per la gioia, ha conquistato un risultato eccezionale al termine di una gara condotta fin dall'inizio. È vero che in vasca non c'era Ledecky ma questo non sminuisce la sua performance. E così ai microfoni di Rai Sport racconta cosa ha provato e come è riuscita a ottenere un risultato straordinario.
Non ci credo, sapevo dall'inizio che avrei vinto, ma ora che è tutto reale ancora non mi sembra vero – ha ammesso Quadarella -. L'assenza della Ledecki? Questi ritiri ci sono perché non sei in grado di stare lì. La notizia della sua assenza un po' mi ha spiazzato, non sapevo se sarebbe stato un bene o un male. Sarò stata fortunata, ma la fortuna va a chi si impegna, perché ero la seconda. In due anni è cambiato tutto. Spero di continuare così anche oltre Tokyo. Ogni volta che vinco ho sempre più voglia di vincere.
fonte di Marco Beltrami Fanpage
Conferenza stampa oggi pomeriggio al Tomei. Al termine della presentazione della nuova società, l'ufficialità dell'ingaggio dell'esperto difensore sorano.


In una sala gremita di tifosi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della nuova dirigenza dell’ASD Sora Calcio 1907. Presenti il presidente Avvocato Giovanni Palma, il vicepresidente Gianluca Parente, il direttore sportivo Marco Squillante e l’allenatore Ezio Castellucci, oltre al nuovo responsabile marketing e media Augusto D’Ambrogio. Il primo a prendere la parola è stato il neo vicepresidente, il sorano Gianluca Parente: «Ringrazio tutti di essere presenti, oltre alle istituzioni che ci stanno vicino e credono fortemente in questo nuovo progetto. Sia il sindaco, sia il delegato allo sport avevano avuto degli incontri con Leonardo Lilla e il suo gruppo di imprenditori, ma hanno preferito il nostro progetto semplicemente perché cerchiamo e vogliamo fare qualcosa di importante a lungo termine. Innanzitutto vogliamo ricreare un clima di fiducia. Ringrazio il presidente, con cui condivido questo nuovo progetto. Io sono doppiamente contento, essendo sorano e tifoso da sempre di questa maglia bianconera. La soranità non è solo essere residenti a Sora, ma qualcosa che ci accomuna e questa squadra la teniamo a cuore». La parola, poi, passa al neo presidente Giovanni Palma: «Qualcuno si chiederà perché ho fatto questa scelta di venire a fare calcio a Sora. Essenzialmente questa scelta è legata a un rapporto di amicizia che mi lega a Gianluca Parente da diversi anni. Con lui ho dei rapporti di lavoro e circa un mese fa mi ha proposto questa idea, partita da una battuta, ma poi concretizzatasi quando sono venuto a Sora, una città molto bella e tranquilla. Ho trovato un’amministrazione comunale molto vicina alle esigenze che ho manifestato e quindi, pur provenendo da esperienze in categorie superiori, quest’anno ho deciso di abbandonare il professionismo per fare un progetto tutto mio qui a Sora. Ho scelto un mister che per me è un sinonimo di garanzia, una persona che ha sempre fatto il professionista. Con lui adesso stiamo lavorando per allestire una squadra che dia soddisfazioni alla piazza, sottolineando che il Sora sarà sempre dei sorani e penso che le fortune della squadra saranno legate a come e quanto la piazza saprà sostenere questa nuova società. Dopo il mister ho affidato il ruolo di direttore sportivo a Marco Squillante, una persona che conosco da diversi anni e che ritengo seria e valida». L’intervento successivo è quello di mister Ezio Castellucci, che ritorna a sedere sulla panchina bianconera dopo le esperienze in serie C nella seconda metà degli anni novanta e quella in serie D del 2012-13: «Sono felice di essere qui, in questa sala c’è anche una foto di me a sedici anni con la maglia del Sora. Sono contento di essere tornato e spero di finire la carriera qui. Ringrazio il presidente a cui posso garantire la professionalità e la passione, oltre al fatto di conoscere questa città che ha una cultura calcistica eccellente. Non basta vincere le partite, ma bisognerà anche giocare bene. Chiederò alla mia squadra di giocare al massimo, cercando di creare un forte senso di appartenenza che questa città merita dopo le sofferenze passate. Inoltre, voglio ringraziare anche Antonio Tersigni, l’allenatore che mi ha preceduto e che ha riportato il Sora nel massimo campionato regionale». Per ultimo il neo direttore sportivo Marco Squillante: «Anche io voglio ringraziare il presidente Palma e il vicepresidente Parente per avermi conferito questo incarico in questo club storico. Siamo partiti un po’ in ritardo, ma stiamo lavorando. Abbiamo confermato tutti i ragazzi che volevano restare e ora cercheremo di fare una squadra importante per una piazza che merita palcoscenici migliori. I giocatori che verranno, lo posso garantire, saranno all’altezza e sceglieremo i profili giusti, senza avere fretta». Nello staff tecnico confermati il preparatore atletico Luca Lupi e il preparatore dei portieri Piergiorgio Greco. Medico sociale il dottor Ivano Orlandi. La preparazione inizierà lunedì 29 luglio presso lo stadio Giuseppe Panico di via Trecce. A chiusura della conferenza è arrivata l’ufficialità dell’ingaggio del difensore Stefano Berardi, ex Insieme Ausonia, sorano doc, che torna a vestire il bianconero per la quarta stagione dopo quelle dal 2011 al 2014 e quella 2014-15, tutte in serie D. Beniamino Cobellis Ufficio Stampa ASD Sora Calcio 1907
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