Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Due successi e un ko per le modenesi nella 2ª giornata di Serie B. A cadere è il Rapid Nonantola (5 gol per Manfredini e 4 per Dattoli), sconfitto 28-26 a Rubiera dopo essere stato avanti al riposo (13-12) e anche a 5’ dalla fine (26-25). Sabato doppio successo per Carpi e Modena: i biancorossi al debutto sbancano 31-19 il campo del Marconi con 8 gol di Pieracci e 7 di Malagola, i gialloblù stendono 24-14 il Romagna grazie a Pugliese (8) e Vaccari (4). Classifica: Secchia 4 punti, Savena 3, Modena, Carpi, Rapid e Marconi 2, Estense 1 punto, Felino e Romagna 0. IL RESTO DEL CARLINO
Un rapporto speciale per vivere notti speciali. Carlo Ancelotti in Champions League ritrova il terreno preferito e ai microfoni Uefa si è raccontato ancora una volta. «Il trofeo vinto con il Milan nel 2003 è stato il mio primo, quindi sicuramente il più importante. Ho vinto altre due volte, ma la prima ha un sapore speciale, anche perché fu una finale tra due squadre italiane, quando il calcio italiano era al massimo livello», ha detto. «Nel 2014 giocammo una grande Champions, quel Real Madrid voleva fortemente conquistare La Décima. Per il Napoli la Champions League è una verifica. Il Napoli non ha mai ottenuto grandi risultati in questa manifestazione nella sua storia, quindi per noi rappresenta un test per cercare di fare sempre meglio».
«Ho sempre associato il calcio a passione e felicità», ha continuato l'allenatore azzurro. «Giocavo per ore col pallone dopo scuola, giocando all’oratorio. Poi ho iniziato a giocare da professionista alla Roma, iniziando la mia carriera. Ma non è mai stato un lavoro, né da calciatore né da allenatore. È sempre stata una mia passione».
Un'esperienza lunghissima in panchina. «Non ho mai rimpianto di aver smesso presto. Mi ritengo fortunato di aver iniziato la carriera da allenatore. Sono sempre vicino all’azione, anche se non posso intervenire direttamente. Un allenatore dipende dai suoi giocatori in campo. Può dare delle istruzioni, su ciò che i calciatori possono fare in campo. Conoscenza ed esperienza sono molto importanti per un tecnico. Se pensi che possa bastare essere un grande calciatore per diventare un grande allenatore, ti sbagli», ha continuato. «Ci sono molti aspetti: non solo tattica, ma anche il rapporto con i giocatori, con la società e con i media. Io ho avuto molta fortuna ad allenare grandi giocatori. Rende tutto più semplice. Tutti pensano che sia difficile allenare grandi campioni, ma in realtà rende tutto più semplice: oltre ad avere grande qualità sono quasi sempre i più seri e professionali».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tempo di debutti e redenzione in questo weekend per il calcio agerolese. Il Real Agerola Futsal esordirà domenica sera in Coppa Campania a Maiori (ore 19) contro il Castrum Pigellulae (Pogerola), competizione che sia in serie D che in C2 ha portato molto lontano la squadra, arrivata a partecipare più volte nell’arco di pochi anni alle fasi finali. La novità sarà rappresentata dai nuovi innesti Raffaele Acampora ed il ritorno di Mario Buonocore che saranno elementi aggiunti per questa nuova stagione. Sarà anche la prima partita ufficiale per il nuovo allenatore, l’amalfitano Luigi Torre. Mentre è previsto per lunedì alle 20 il debutto dell’Under19 (in trasferta, contro la Polisportiva Ager Nucerinus a Sarno) che conferma tutti gli elementi della grande cavalcata che ha portato alla vittoria del campionato Under17, con due sole eccezioni: l’assenza di Luigi Villani, passato al calcio a 11, e l’innesto di un giovane promettente, Mario Amatruda classe 2003. Per l’ASD Agerola, calcio a 11, si tratta appunto di redenzione. Dopo due sconfitte casalinghe la prima squadra sarà impegnata in trasferta questo sabato contro la Unitis San Vincenzo per cercare di portare punti in classifica contro una squadra che vanta 1 pareggio (1-1 in casa) e una sconfitta (2-0 in trasferta). Non una sfida proibitiva sulla carta, dunque, ma sappiamo bene che nel calcio ogni partita ha una storia a sé. La juniores, dopo lo 0-5 casalingo contro la Sarnese/Picciola dovuto più all’inesperienza che alla mancanza di talento sia del gruppo che individuale, avrà una sfida forse ancora più proibitiva: la trasferta contro la Scafatese 1922 che nel suo debutto ha vinto in trasferta 11-1. Un match che dalle premesse appare molto difficile ma si spera appunto che tolta l’ansia da debutto casalingo e grazie agli allenamenti fatti pensando agli errori di lunedì, la prestazione migliori rispetto alla prima stagionale. Quel che è certo è che non si può cambiare radicalmente nel giro di 7 giorni: secondo noi ci vorrà tempo prima di vedere un buon gioco e ottimi risultati. Per l’occasione abbiamo anche intervistato il vice capitano Mario imperati. Ciao Mario, dopo la sconfitta al debutto su cosa avete lavorato maggiormente per migliorare in allenamento? Ci siamo allenati duramente perché non vogliamo che si ripeta lo stesso risultato della prima partita. Per questo motivo, più che mai, daremo il 110%. Sapevate dall’inizio che non era facile. Dopo la sconfitta com’è il clima nello spogliatoio, vi siete demoralizzati? Non ci siamo demoralizzati. Indubbiamente non volevamo quel risultato soprattutto in casa non si voleva perdere, volevamo vincere per noi per l’Agerola e per i nostri tifosi. L’avversario del prossimo match, risultati alla mano, sembra molto ostico. Andrete a Scafati con la voglia di non subire o cercando di fare risultato? A scafati andremo con un’altra mentalità. Dobbiamo vincere e fare risultato, dobbiamo riprenderci dopo la sconfitta di Lunedì. Hai qualcosa da aggiungere? Voglio aggiungere che quest’anno per noi è molto importante perché oltre alla prima squadra ci siamo anche noi che siamo riusciti a formare un ottimo gruppo. credendo in noi stessi possiamo riuscire a puntare in alto ci sono, tante squadre attrezzate ma noi saremo all’altezza dell’impegno.
DI MICHELE PAPPACODA Nordahl: Nato ad Hörnefors (Svezia) e morto ad Alghero il 15 settembre 1995, è stato un calciatore, famoso attaccante degli anni Quaranta e Cinquanta, cinque volte capocannoniere della Serie A.
È ancora terzo (solo nella stagione 2012/13 è stato superato dal romanista Francesco Totti) nella classifica dei marcatori della serie A di tutti i tempi con 225 reti, con soli due rigori, in 291 partite, con la media gol più alta in assoluto: 0,77.
Miglior goleador nella storia del Milan (210), ha giocato anche con la Roma che poi ha allenato per due stagioni. Ha vinto due scudetti con i rossoneri e nel 1948 l’oro olimpico con la Nazionale svedese.
PROPOSTO DA ANTONIO CAFIERO SUZUKA - Sebastian Vettel vola nel vento di Suzuka, più veloce di Hagibis che sferza sul Giappone da ore. Pole col tempo di 1.27.064, la numero 57 in carriera per il tedesco della Ferrari, la quinta su questo circuito tortuoso che ama forse più di tutti. Nelle anomale qualifiche spostate alla domenica mattina a poche ore dalla gara (prevista alle 7.10 in Italia) dopo la sospensione delle attività di sabato causa tifone, anche la seconda rossa, quella di Charles Leclerc, va in prima fila (a +0.189). Alle loro spalle, in seconda fila, le Mercedes di Valtteri Bottas (+0.229) e Lewis Hamilton (+0.238), terza per le Red Bull di Max Verstappen (+0.787) e Alex Albon (+0.787), quarta per le McLaren di Sainz e Norris. "Sì ragazzi, sì ragazzi, grazie" dice Vettel sotto il traguardo. "Sicuramente le condizioni non erano semplici, molto diverse da quelle di venerdì. C'è il sole, la gente è felice e lo siamo anche noi. Siamo molto sorpresi da questa prima fila inaspettata. Sono molto contento. La macchina è stata molto leggera sulle gomme. Forse non ho usato neanche in freni, se non solo alla curva due. È una sensazione incredibile, ma è solo una parte del lavoro. Ora dobbiamo guardare a questo pomeriggio. Prima della Q3 ho chiuso gli occhi per visualizzare i punti principali della pista nella mia testa. Ma in macchina ho avuto gli occhi aperti per andare veloce". Lo riconosce anche il suo giovane compagno di squadra, Leclerc, col quale ha bisticciato a Sochi due settimane fa: "La pole non era possibile, Seb era troppo veloce. Congratulazioni a lui. Io ho faticato un pochino dall'inizio e sono comunque contento di aver fatto un buon giro. Ho commesso qualche errorino nell'ultimo settore. Questo uno-due è stato una sorpresa dopo le libere. Le Mercedes saranno forti in gara e noi saremo concentrati per mantenere la doppietta". Sarà una gara tutta da scoprire, tra poche ore. Con l'incognita anche di come i due ferraristi si comporteranno. Il team principal Mattia Binotto: "C'era tanto da fare rispetto a venerdì. La macchina non era a posto. Fare cinque pole di fila, e farla qua a Suzuka, per noi era importante. Ma la gara sarà questo pomeriggio e dobbiamo restare con i piedi per terra e concentrati. La velocità l'abbiamo avuta sin dalla Q1. Oggi abbiamo 'scaricato' la macchina rispetto a venerdì e questo ha aiutato nel bilanciamento generale della vettura. C'è stato un passo avanti e questo è positivo. Questa pole vale tanto nell'economia generale del momento, nel quale confermiamo di avere la macchina più veloce. Ora dobbiamo concentrarci e costruire su questo. La gara sarà lunga e l'affidabilità importante. Adesso andiamo a lavorare. Briefing con i piloti? Non ce n'è bisogno, sanno cosa fare. Ci siamo chiariti, i due si parlano tra loro, sono due professionisti di valore".
dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICO LA REPUBBLICA
La tentazione c’è: cambiarne undici su undici rispetto alla Grecia. Per Roberto Mancini sarebbe anche un modo elegante per ringraziare idealmente tutti gli azzurri che hanno contribuito alla qualificazione record (7 vittorie su 7). L’idea, tra l’altro, non dispiacerebbe ai club dei titolari, tenuti a riposo. La tentazione si è trasformata in una prova nell’allenamento di ieri, oggi il c.t. prenderà la decisione. Di sicuro domani a Vaduz cambierà almeno 7-8 elementi. Vedremo se arriverà a undici.
Vero che ha affrontiamo un’avversaria che in sette partite ha raccolto 2 punti e 2 gol, contro i 20 incassati. Ma è anche vero che il Liechtenstein in casa non ha mai sbracato: un pareggio e due sconfitte dignitose (2-0). Il ricordo del turnover radicale di Lisbona, in Nations League, che costrinse alla sofferenza l’Italia di Lazzari e Criscito, è un motivo di riflessione in più. Da qui a giugno il Mancio farà i suoi esperimenti, ferma restando la necessità di vincere per il bene del ranking.
La casella che più inquieta è quella alla sinistra di Bonucci. Il mantra di Coverciano è: "Chiellini recupera di sicuro per l’Europeo. Nessun dubbio, nessun problema". Il capitano è molto di più di un difensore per questa Nazionale giovane. Anche perché gli eredi hanno rallentato la crescita. Rugani non gioca mai, Romagnoli è incappato in una fase d’involuzione, pagata col sorpasso di Acerbi. Il laziale ha l’esperienza dei 31 anni, ma poca internazionale. Gianluca Mancini deve completare la maturazione e comunque tiene la destra. In prospettiva Mondiale 2022, il c.t. segue da vicino Bastoni (Inter) e Cistana (Brescia), ma per l’Europeo ha in testa soltanto il Chiello.
Anche la casella di terzino destro non ha padroni assoluti. Casella tatticamente particolare. Chi la occupa deve presidiare più che spingere e scivolare in mezzo per consentire a Emerson Palmieri di attaccare con continuità. Per questo è difficile traslocare Spinazzola. Meglio Izzo, che però al Torino gioca a 3 e in Finlandia ha tradito imbarazzi. Non a caso con la Grecia gli è stato preferito D’Ambrosio che con Spalletti difendeva a 4. Florenzi è la garanzia. Domani toccherà al napoletano Di Lorenzo che ha forza e attitudine al corpo a corpo. Per lui e Romagnoli un test meno banale che per altri.
In mediana, il tridente Barella, Jorginho, Verratti è inattaccabile. Ma servono alternative, soprattutto per recuperare fisicità. In questo senso, l’esperimento in mediana di Bernardeschi, ragazzo dallo strappo potente, merita attenzione. Gli infortunati Pellegrini e Sensi sono titolari aggiunti. Discorso analogo in attacco: scelte nette, ma bisogno di opzioni. Belotti, in campo domani, resta il centravanti più credibile, perché gioca meglio con la squadra; Chiesa è la corsa, Insigne il rifinitore quasi unico. L’esuberanza atletica di Zaniolo, in una rassegna di incontri ravvicinati (molti nella sua Roma), sarà un tesoro prezioso. Seguite bene anche lui, domani. Comincia in Liechtenstein la messa a punto dell’Italia europea. Ma i test più importanti arriveranno a marzo, probabilmente in Qatar: due amichevoli contro forti nazionali europee, non sorteggiate nel nostro girone. Una dovrebbe dovrebbe essere la Croazia. L’Italia di Lippi si scoprì mondiale dopo incroci del genere. Specchiarsi in Finlandia e Armenia non basta.
Domenica mattinaAmalfi sarà il traguardo della sedicesima tappa dell’impresa “A Nuoto nei Mari del Globo”.
L’iniziativa sportiva di sensibilizzazione sui temi della diversità dell’iron man Salvatore Cimmino, che per la sua sedicesima tappa si dipana sulla rotta Massa Lubrense –Amalfi, con soste a Positano e Praiano, dal giorno 11 al 13 ottobre 2019.
Cimmino, atleta senza una gamba che dal 2010 nuota sulle lunghe distanze nei mari del pianeta intero per fare cultura della disabilità perché essa non sia considerata una barriera insuperabile, perché non sia solo un vissuto personale racchiuso e nascosto tra le mura di una casa, nell’arco di tre giorni nuoterà fino adAmalfi, dove taglierà il traguardo il 13 ottobre.
L’arrivo è previsto all’incirca per le 12.00 alla spiaggia di Marina Grande, dove il Comune di Amalfi, che patrocina l’evento su proposta del consigliere delegato allo sport Francesco De Riso, ha previsto un’area d’accoglienza ed intrattenimento dedicata alle associazioni sportive, agli sportivi ed ai curiosi che vorranno accogliereSalvatore Cimminoalla fine della sua impresa sportiva.
L’arrivo a nuoto dell’atleta, che per un tratto sarà scortato anche dal Galeone azzurro diAmalfi che partecipa alla Regata delle Repubbliche Marinare, oltre ad essere impresa sportiva sarà anche momento per sensibilizzare sui temi dell’invalidità civile.
L’iniziativa è stata presentata alla Camera dei Deputati a Roma il giorno martedì 8 ottobre 2019 alle ore 11 con il convegno: “La sfida dell’inclusione, il futuro delle persone con disabilità” al quale ha preso parte anche il sindaco diAmalfiDaniele Milano.
Il convegno è cominciato con i saluti del Presidente della Camera Roberto Fico e dei deputati Umberto Buratti e Lisa Noja ed è proseguito poi con gli interventi di Salvatore Cimmino, del presidente del CONI Giovani Malagò, di Filomena Gallo segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni, del prorettore dell’università Campus Bio-Medico di Roma Eugenio Guglielmelli, del direttore generale per la cooperazione e lo svilupppo del Ministero degli Esteri Giorgio Marrapodi, e del sindaco di Amalfi Daniele Milano, del sindaco di Praiano Giovanni Di Martino, del vicesindaco di Massa Lubrense Giovanna Staiano, del vicesindaco di Positano Francesco Fusco.
Salta l'attesa sfida dell'Italia contro gli All Blacks. Gli organizzatori dei Mondiali di rugby hanno dovuto infatti cancellare in via precauzionale le partite in programma sabato in Giappone per l'arrivo anticipato del tifone Hagibis.
L'agenzia meteorologica giapponese avverte infatti che il potente tifone potrebbe portarepericolose piogge torrenzialinelle parti centrali del Paese proprio tra sabato e domenica, durante l'ultima giornata della fase a gironi del torneo. I match Inghilterra-Francia di Yokohama e quello Italia-Nuova Zelanda di Toyota sono stati quindi annullati per motivi di sicurezza, per la prima volta.
Le partite annullate a causa del maltempo verranno registrate come pareggi senza punteggio e ogni squadra otterrà due punti competizione.
"Conte? Abbiamo fatto bene a toglierlo alla Juve, però non mi convince...". Ospite di 'Un Giorno da Pecora' (Rai Radio1) Sandro Mazzola, bandiera interista, ha parlato dell'allenatore nerazzurro, commentando la sconfitta contro la Juventus. "Quando parla mi sembra parli ancora con gli juventini invece che con i nostri - ha detto di Antonio Conte - perché si nasce juventini come si nasce interisti, è difficile cambiare". E' Conte continua ad esser bianconero? "Sì, non c'è niente da fare, è una cosa che ha dentro proprio". Questa sensazione, secondo Mazzola, l'allenatore la trasmette "anche da come guarda la partita. Vorrebbe parlare come da juventino, poi si accorge che è all'Inter e parla da interista". Protestando con gli arbitri come quando era alla Juve...? "Come avete fatto ad indovinare? Alla Juve gli bastava alzare le mani e guardare l'arbitro per avere un rigore qui. Qui invece no". E alla domanda se ieri l'arbitro avrebbe favorito la Juventus, Mazzola ha risposto: "Cavoli, come sempre, anche ieri". A questa Inter manca Icardi? "Manca, mi piaceva molto. Lo preferisco a Lukaku". ANSA
La Juventus vince 2-1 sul campo dell'Inter nel big match della settima giornata di campionato e sale in vetta alla Serie A scavalcando i nerazzurri. La Juve sblocca il risultato al 4' con Dybala. Pareggio dell'Inter al 18' con il rigore di Lautaro. Nel finale, all'80', la Vecchia Signora torna avanti con Higuain: 2-1. Il successo consente ai bianconeri di salire a 19 punti e superare l'Inter, ferma a 18 dopo il primo k.o. stagionale.
La partita - La Juve passa in vantaggio al 4' con Dybala, che innescato da un lungo lancio entra in area e batte Handanovic con un diagonale. L'Inter accusa il colpo e rischia grosso al 9', quando Ronaldo centra la traversa. I nerazzurri si ricompattano, rimettono la testa fuori dal bunker e pareggiano al 18'. L'arbitro Rocchi ravvisa un tocco di mano di De Ligt e fischia il calcio di rigore: Lautaro non sbaglia dal dischetto, 1-1. Le due squadre si affrontano a viso aperto e creano occasioni. Al 41' Ronaldo fa centro, ma la rete è viziata dal fuorigioco di Dybala.
Copione simile nella ripresa. Dybala al 56' non riesce a superare Handanovic, dall'altra parte al 69' il tiro di Vecino -deviato da de Ligt- scheggia il palo. La svolta definitiva arriva all'80'. Pjanic costruisce per Ronaldo, palla a Bentancur e imbucata per Higuain. L'argentino fulmina Handanovic di destro, 2-1. L'Inter tenta l'ultimo assalto con Vecino: Szczesny salva vittoria e primato.