Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'omicidio davanti ad un supermercarto nel quartiere di san Giovanni a Teduccio, indaga la Mobile Serata di fuoco a Napoli. Gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato di San Giovanni sono intervenuti in corso Protopisani, presso il parcheggio Deco, davanti all'ingresso della Apple Academy. Un soggetto è stato ferito mortalmente con colpi di arma da fuoco. La vittima è Salvatore Coppola, classe 1958, ex collaboratore di giustizia, ingegnere. In passato si trovava in località protetta ma aveva deciso di fare ritorno nel proprio quartiere di origine. I killer gli hanno esploso alcuni colpi al volto. Sparatoria a Giugliano Colpi d'arma da fuoco erano stati esplosi invece davanti ad un supermercato a Giugliano, nel Napoletano. Un uomo è rimasto ferito ed è stato trasportato all'ospedale di Aversa: è in codice rosso. Il trentenne napoletano ferito si chiama Gennaro Giappone ed è parente di alcuni noti cantanti neomelodici. I carabinieri stanno ancora ricostruendo la dinamica di quello che potrebbe essere un vero e proprio agguato nei confronti dell'uomo, già in passato denunciato per vari reati. Secondo un'altra versione dei fatti, invece, l'uomo sarebbe stato ferito in seguito ad un litigio. Gli spari sono avvenuti in una zona densamente popolata, in un'ora durante la quale circolavano diverse persone.
INSERITO DA ANGELA CECERE Campolattaro. Quando i vigili del fuoco ed i carabinieri sono entrati nell'abitazione, si sono trovati di fronte una scena terribile: lui, 80 anni, privo di vita, e lei, la sorella, affetta problemi di natura psicologica che probabilmente le avevano impedito di chiedere aiuto, che lo vegliava. Il dramma a Campolattaro, al confine con Pontelandolfo, dove - secondo una prima ricostruzione - sono stati i vicini dei due anziani a dare l'allarme. Non li vedevano da un bel pezzo, hanno avvertito i militari. Le porte della casa erano chiuse, è stato necessario l'intervento dei pompieri per accedervi e scoprire ciò che era successo. Niente da fare per l'80enne, stroncato probabilmente da un malore, mentre la sorella è stata trasportata in ospedale. L'ipotesi più accreditata è che il decesso risalga ad una ventina di giorni fa. La salma del pensionato è stata trasferita all'obitorio del San Pio, a disposizione della Procura.
INSERITO DA ANGELA CECERE I familiari, di un'età compresa tra i 21 e i 58 anni, erano partiti sabato mattina da Zermatt, ai piedi del Cervino svizzero, in direzione della località Arolla, contando di concludere il giro in poche ore. Le condizioni meteo, inizialmente stabili, sono drasticamente peggiorate all'improvviso Quando la tempesta di neve li ha sorpresi, si trovavano a 3.500 metri di quota. Proseguire era impossibile e in poco tempo hanno perso il senso dell'orientamento. Cinque scialpinisti sono morti congelati sulle Alpi Svizzere, a 600 metri in linea d'aria dal confine italiano, dopo essere rimasti intrappolati nella bufera sabato scorso. Fino all'ultimo, hanno tentato di salvarsi, cercando anche di scavare una buca nella quale mettersi al riparo. Ma le temperature erano troppo rigide e non c'è stato nulla da fare. Risulta ancora dispersa una sesta persona del gruppo, composto interamente da membri della stessa famiglia: tre fratelli, un cugino, uno zio e la compagna di uno di loro. Tra questi, anche il 30enne Jean Vincent Moix, eletto poche settimane fa come consigliere comunale di Vex, paesino del Canton Vallese, e il fratello David. Il sindaco Sébastien Menoud ha espresso vicinanza alle famiglie tramite alcune testate locali, sottolineando di avere «perso un collega» anche lui. Cosa è successo Quella che doveva essere una giornata di svago sui monti, come tante altre organizzate dal gruppo si è presto trasformata nella peggiore delle tragedie. I familiari, di un'età compresa tra i 21 e i 58 anni, erano partiti sabato mattina da Zermatt, ai piedi del Cervino svizzero, in direzione della località Arolla, contando di concludere il giro in poche ore. Le condizioni meteo, inizialmente stabili, sono drasticamente peggiorate all'improvviso. A lanciare l'allarme per primo, intorno alle 16, è stato un familiare che, non vedendoli tornare, ha allertato i soccorsi. Soltanto un'ora dopo, uno dei dispersi è riuscito a fare una telefonata al numero di emergenza, nonostante la bufera e il vento forte. Questa seconda allerta, nella quale è stata spiegata la situazione, ha permesso di localizzare gli scialpinisti sul colle della Tete Blanche e le ricerche hanno preso il via immediatamente. Una prima squadra a piedi, partita in direzione dei dispersi, è stata costretta a tornare indietro a 3mila metri di quota, per via delle forti raffiche di vento e del pericolo valanghe. L'ipotesi, inizialmente, era che il gruppo potesse essersi riparato in un'area vicino al monte Cervino. Successivamente sono stati impiegati anche 11 elicotteri delle forze aree dell'esercito e oltre 35 uomini. Anche loro, però, la mattina dopo hanno dovuto desistere e interrompere le ricerche a causa del maltempo. I corpi congelati delle cinque vittime sono stati trovati, tutti sparpagliati, domenica sera intorno alle 21.30, grazie a tre soccorritori e un agente di polizia che sono riusciti a raggiungere l'area nel tardo pomeriggio. «Abbiamo visto che avevano cercato di costruire una buca nella neve per proteggersi dal vento», ha spiegato il capo del soccorso dell'Air Zermatt, Anjan Truffer, sottolineando che «sono morti congelati in quota, disorientati». Presi dal panico La posizione dei cadaveri ha fatto pensare che potessero essere stati presi dal panico. Di certo, come ha osservato il comandante della polizia cantonale vallesana, Christian Varone, gli scialpinisti si sono trovati «in una situazione imprevista» alla quale non sono riusciti a far fronte. «Abbiamo lavorato 24 ore su 24 per tentare l'impossibile». Tutti e sei erano scialpinisti esperti e alcuni di loro si stavano anche allenando per la gara di scialpinismo "Patrouille del glaciers", una competizione organizzata dall'esercito svizzero che si svolge ad aprile sulle Alpi Pennine. «A volte, però ha concluso Varone , di fronte alla natura bisogna inchinarsi».
INSERITO DA ANGELA CECERE Incidente stradale mortale nel primo pomeriggio di oggi, 11 marzo, a Este (Padova): marito e moglie di Carceri hanno perso la vita. Lo schianto tra un camion e un'auto, una Dacia Sandero, è avvenuto sulla statale 10 poco dopo le 15, nel comune di Este in prossimità del cavalcavia di via Sperone.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sequestrata, molestata e quasi violentata. Questa l'esperienza di una ragazzina 12enne il giorno prima della festa della donna. È successo in un parco di Verona subito dopo l'uscita da scuola. Un'area sorvegliata dalle telecamere, frequentata da famiglie. Ora i due assalitori sono stati arrestati e l'accusa è grave: violenza sessuale e sequestro di persona in concorso, entrambe le ipotesi aggravate dall’essere state commesse in due e soprattutto ai danni di minore Le accuse di violenza sessuale I due uomini, di origini indiane, hanno 37 e 47 anni. Sono accusati di aver «afferrato con la forza» la piccola per trascinarla contro la sua volontà verso una strada secondaria, in modo da essere il più possibile distanti da testimoni, riporta il Corriere Veneto. A quel punto le avrebbero palpato il seno, e, forse, si sarebbero spinti oltre se la bambina non avesse urlato a squarciagola per tutto il tempo dell'aggressione. Dopo alcuni minuti, una volta distratti i due uomini con le sue grida disperate, la bambina sarebbe riuscita a divincolarsi dalla presa e scappare. Le urla avrebbero quindi attirato la madre della 12enne, che si trovava nei pressi della scuola, facendola intervenire dopo che i due si erano allontanati. «Tutto un equivoco» I due presunti violentatori dicono di essere «vittime di un fraintendimento», ma per gli inquirenti la storia è più che plausibile. Senza fissa dimora, ma alloggiati di fortuna con altri immigrati in uno stabile nel Comune scaligero di Buttapietra, i due uomini si troverebbero in Italia da circa sei mesi e avrebbero un impiego, probabilmente «in nero» nel settore agricolo in provincia di Verona. I due stranieri, attraverso le parole del loro avvocato, si dicono innocenti e parlando di «un equivoco». La loro versione è infatti diversa: sostengono di aver «scambiato solo qualche parola» con la minore fino all’arrivo della madre di lei. A detta loro, a testimoniare la loro buona fede ci penseranno le telecamere.
INSERITO DA ANGELA CECERE Quasi mezz’ora di pennichella per capitano e primo ufficiale del volo indonesiano Batik Air da Kendari alla capitale Giacarta. Pare che il capitano avesse aiutato la moglie con i bambini non dormendo bene la notte prima. Tragedia sfiorata sul volo ID6723 della compagnia aerea indonesiana Batik Air in viaggio da Kendari alla capitale Giacarta: entrambi i piloti si sono addormentati. Come riporta la Cnn, i fatti risalgono allo scorso 26 gennaio: a bordo dell'aereo, un Airbus A320, c'erano 6 membri dell'equipaggio e 153 passeggeri. Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato il capitano, un uomo di 32 anni, il primo ad appisolarsi: avrebbe detto al suo primo ufficiale di non aver dormito bene la notte precedente e di aver bisogno di riposarsi: il co-pilota, un 28enne, avrebbe quindi preso i comandi dell'aereo e portato avanti la rotta fino a quando il suo superiore non si è risvegliato: il 32enne gli avrebbe proposto a lui di chiudere gli occhi per qualche minuto. L'altro però ha rifiutato. A quel punto, il capitano si è rimesso a dormire lasciando, ancora, al primo ufficiale l'onere delle operazioni. Il 28enne invece si è addormentato anche lui. Un sonno lungo 28 minuti, come spiega anche il portale Aviation Herald. Va precisato che dormire a bordo di un volo di linea non è vietato. Chiaramente però quando uno dei due piloti dorme, l'altro dovrebbe essere sveglio e vigile, e non è stato questo il caso. Durante quella mezz'ora, i controllori di volo hanno cercato più volte di contattare il volo ID6723. Senza successo. In un primo momento il capitano avrebbe parlato di "problemi con le comunicazioni", ma la verità è emersa soltanto dopo e sia lui che il primo ufficiale sono stati sospesi. Come poi spiegato, entrambi in precedenza, avevano effettuato il volo inverso, da Giacarta a Kendari, in piena notte. Il primo ufficiale aveva ammesso di non aver dormito abbastanza. Nel rapporto pubblicato dalle autorità indonesiane si legge infatti che il pilota, la notte prima del volo notturno su Kendari, era andato a letto attorno alle 19 ma si era svegliato a più riprese per aiutare la moglie con i figli, due gemelli di un mese. Ad ogni modo il volo è poi atterrato senza problemi a Giacarta, e probabilmente chi era a bordo non si è accorto di nulla.
“INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il tunnel subportuale di Genova è il primo tunnel sottomarino realizzato in Italia, il più grande in Europa e il quarto al mondo per diametro”. Lo ha affermato lunedì l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi, presentando il progetto alla cerimonia che ha segnato il via ufficiale ai lavori.
La doppia galleria - un tunnel per senso di marcia, ognuno con un diametro di scavo di 16 metri - sarà lunga 3,5 chilometri, quasi come il progetto di ponte sullo Stretto di Messina. L’opera dovrebbe costare un miliardo di euro, costi aumentati per i rincari delle materie prime rispetto ai 700 milioni preventivati. Sboccherà nei pressi del Salone Nautico. Quando sarà pronta nel 2029, le auto potranno circolarvi a 70 km/h. È il progetto principale di compensazione del crollo del Ponte Morandi.
di Miki Pappacoda ZTL territoriale, l'incontro ad Amalfi. Soddisfazione del Sindaco: «Ci consentirà di coniugare vivibilità e attrattività turistica» Soddisfazione per il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano, dopo l’incontro di stamane tra il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Tullio Ferrante, con la Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Antichi tesori ritrovati in un negozio di ottica a Pompei. I carabinieri del gruppo di Torre Annunziata hanno sequestrato cinque reperti archeologici a un negoziante di ottica a Pompei. I vasi databili tra il VII e il VI secolo avanti Cristo erano detenuti illegalmente sia in negozio che a casa di una persona di Pompei. I reperti sono stati sequestrati per il reato di ricettazione di beni archeologici: sulla loro provenienza sono in corso gli accertamenti. I vasi sono stati temporaneamente custoditi presso il Parco archeologico di Pompei, in attuazione del protocollo d’intesa tra la procura di Torre Annunziata e il Parco archeologico. I reperti sequestrati e sui quali sono in corso accertamenti dei carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata sono i seguenti: 1. Brocca in impasto, corpo biconico, breve collo cilindrico e orlo leggermente svasato, decorata con costolature sull’ansa e sulla spalla, piccola lacuna all’orlo. Dimensioni alt. Cm. 15,5, largh. alla spalla cm. 14. 2. Askos in impasto bruno, collo cilindrico impostato verticalmente sul corpo globulare, fondo piatto e decorato conincisioni alla base del collo e nella parte retrostante l’ansa e con piccole bugne schiacciate impostate longitudinalmente sul corpo. Dimensioni alt. Max Cm. 20, largh. Alla spalla cm. 18. 3. Skyphos in impasto, con profonda vasca ovoide terminante in un labbro verticale indistinto, anse orizzontali a bastoncello, leggermente oblique, impostate poco sotto il labbro. Decorazione costituita da una linea parallela profondamente incisa, posta poco sotto le anse. Dimensioni alt. Cm. 11,5. diam. Piede cm. 5, diam. Bocca cm. 12. 4. Lisciatoio di forma stretta ed allungata con una faccia piana, ricavato da ciottolo. Dimensioni cm. 13 x 4. 5. Puntale d’anfora in ceramica, fortemente levigato da dilavamento d’acqua. Dimensioni cm. 5 x 4. IL CORRIERINO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È morta la 13enne colpita dal calcio di un cavallo nel pomeriggio di giovedì in un maneggio di San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia. Arianna Giaroli si è spenta nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Parma, dopo essere arrivata in elicottero in condizioni disperate e con un grave trauma cranico. La ragazza praticava equitazione nel maneggio da anni. È stata aperta un'inchiesta. Era stata una compagna di equitazione a trovare la 13enne a terra, vicina al cavallo e già priva di sensi nel centro ippico "Il Vigneto" di via Carpi. Subito sono stati chiamati i soccorsi. Arianna Giaroli non era in sella ma stava conducendo il cavallo con le redini. Poi, all'improvviso la tragedia. Le condizioni sono apparse da subito gravissime e non sono migliorate, nonostante un intervento chirurgico nel reparto di Rianimazione. Il calcio dell'animale ha provocato, infatti, un trauma cranico gravissimo. La famiglia della ragazzina è di Carpi, nel Modenese. FONTE TGCOM24