PRIMO PIANO E ANTEPRIMA INCINTA DI DUE GEMELLINE, ENTRA IN TRAVAGLIO: SOCCORSI IN RITARDO, LEI VA IN COMA, BIMBE MORTE
INSERITO DA ANGELA CECERE
Jocelyn Bennett stava per diventare mamma di due gemellini quando ha chiamato il 911. Era in casa e in pieno travaglio, pronta a dare alla luce due bimbe: Melody e Rose. Ma i dolori erano troppo forti per riuscire a stare in piedi e, non appena sono arrivati i paramedici, la donna non è riuscita ad alzarsi da terra per aprire la porta. Trenta interminabili minuti di attesa con gli operatori sanitari che tentavano di forzare l'ingresso. Una volta entrati però, la tragedia era in atto. La Bennett era entrata in coma. Immediata la corsa in ospedale, il taglio cesario per cercare di salvare le due gemelline, pronte a nascere con un mese di anticipo sulla tabella di marcia. Ma la mancanza di ossigeno gli aveva creato dei disturbi agli organi, così gravi da costringere i medici a staccare il respiratore perché senza speranza di salvezza. "Ho scattato foto alle nostre figlie, in modo da farle vedere a Jocelyn quando si sveglierà". Il dolore del marito, Kevin Clarke.
LEGGO.IT
05.11.2014.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
INSERITO DA ELSA COPPA Ha raccontato il suo dolore alle telecamere di Verissimo. Ha scelto la tv, dunque, la stessa che lo ha reso famoso con la serie I ragazzi della 3a C. Fabrizio Bracconeri sta vivendo una storia drammatica, la grave malattia di suo figlio, affetto da autismo. "Mio figlio Emanuele è un ragazzino autistico grave. Da ben dieci anni segue una terapia che costa 2.400 euro al mese. Qualche settimana fa ho scritto in un tweet che la depressione mi perseguita, ma non mollo". Poi il dilemma che coinvolge numerose famiglie: "L'ho scritto poiché in Italia spesso le famiglie che hanno figli con gravi handicap si trovano nella triste situazione di dover scegliere se mangiare o se curare i propri figli". L'attore chiede l'intervento delle istituzioni perché "da anni mi batto perché ci aiutino, ma sono assenti. Per caso questa estate ho scoperto che in Sicilia, a Valderice, esiste un centro specializzato per l'educazione di ragazzini con gravi handicap che, unico caso in Italia, è interamente pagato dalla regione Sicilia. Destino vuole che io abbia una casa delle vacanze a sette chilometri da lì, a Erice, per cui ho deciso di trasferirmi in Sicilia per poter curare Emanuele e dargli la speranza di un futuro migliore". 
ESEGUTO DA MICHELE PAPPACODA Ci sono alcuni particolari su cui si stanno concentrando le indagini sulla morte di Elena Ceste, la mamma di Costigliole sparita il 24 gennaio e ritrovata lo scorso 18 ottobre. Perché Michele, il marito, quella mattina ha preso i vestiti lasciati in parte davanti al cancello e nel cortile? I carabinieri di Costigliole glielo contestano subito: «Non dovevi toccare niente e lasciare tutto come lo hai trovato». Invece Michele li ha raccolti, posati in macchina, consegnati. Quella mattina la temperatura è relativamente mite: molta umidità e una foschia diffusa. Ma il maglione rovesciato, il reggiseno, gli slip, la maglietta, sono stranamente asciutti. Ora li stanno esaminando i carabinieri del Ris, che hanno prelevato campioni di terreno nel giardino.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Mi sono spostato, ho fatto resistenza, davo calci per non farmi immobilizzare, ma lui era più forte di me». Poi, quando non è riuscito a trovare le parole per raccontare quello che gli era successo, ha pianto. Ed è così che agli atti finisce la testimonianza della mamma, che aveva avuto modo di raccogliere la primissima testimonianza del ragazzino. Spiega la donna: «A me ha detto che quello lo ha immobilizzato con il ginocchio e che poi ha agito con forza, in modo da immobilizzarlo». Brutta scena quella raccontata dalla vittima degli abusi consumati qualche settimana fa in via Padula, strada di Pianura, in un autolavaggio, dove uno studente è stato seviziato «per scherzo» o comunque senza un motivo. Eccolo i passaggi chiave dell’inchiesta che vede agli arresti il 24enne Vincenzo Iacolare, finito in cella per violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di 14 anni. Una storia che ha indignato, che ha commosso, che ha sollevato un moto di rabbia in seno all’opinione pubblica, oggi raccontata dagli atti depositati dinanzi al Tribunale del Riesame. Lui, Iacolare, ci prova. Chiede la scarcerazione, o comunque la revoca degli arresti in cella, per ottenere una condizione meno afflittiva.