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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Salerno, tragedia all'università Fisciano studentessa travolta e uccisa da un pullman al terminal bus AGGIORNAMENTI

24 Novembre 2014, 14:09pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nANTEPRIMA www.mikivettica.net INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fisciano Dramma davanti alle pensiline dove gli studenti attendono gli autobus. Inutile il trasporto in ospedale. Tragedia all'università di Salerno. Una studentessa questa mattina è stata investita da un pullman al terminal bus dell'ateneo ed ha perso la vita. Non si conosce ancora la dinamica dell'incidente ma il dramma si sarebbe consumato davanti alle pensiline dove gli studenti ogni mattina - tantissimi soprattutto di lunedì - si affollano scendendo dai pullman per poi raggiungere le aule di lezione. Sul posto carabinieri e polizia. Per la ragazza sarebbe stato inutile anche il trasporto in ospedale. Sotto choc la comunità universitaria.

  10686722 10205169168052467 5899707854002065582 nAGGIORNAMENTO A CURA DI ANGELA CECERE 

francesca bevilacqua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La vittima, Francesca Bilotti di 23 anni (nata a Giffoni Valle Piana) studiava lingue. Secondo quanto si è appreso, è morta dopo essere rimasta impigliata nelle portiere dell’autobus della società di trasporti Sita nel momento in cui stava scendendo al terminal nel campus universitario di Fisciano.L’episodio è avvenuto poco prima delle 9. Un’amica, che si trovava con la vittima, è svenuta. L’autobus è quello della linea Battipaglia-Olevano sul Tusciano. I carabinieri della compagnia di Fisciano hanno sequestrato il mezzo. La salma della ragazza è stata portata all’obitorio di Mercato San Severino.La giovane di 23 anni che è morta investita da un autobus all’interno del campus universitario di Fisciano, a Salerno, si trovava in un autobus molto affollato. È stata l’ultima a scendere e – secondo la dinamica dell’incidente che emerge dalla ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Fisciano intervenuti sul posto – ha urtato con la spalla contro le porte che si stavano chiudendo. È così caduta a terra e l’autista della società Sita della linea Battipaglia-Università, via Pontecagnano non vedendo nessuno dallo specchietto retrovisore, ha ripreso la sua corsa investendola.Ad assistere all’accaduto l’autista di un autobus della compagnia Cstp che ha urlato sperando di attirare l’attenzione del conducente che però non si è reso conto di nulla. L’autista del mezzo della Sita, che tra cinque mesi andrà in pensione, è stata portato all’ospedale di Salerno per essere sottoposto ai test di rito.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL TERREMOTO NEL 1980 IN CAMPANIA RICORDATO DA MICHELE PAPPACODA I VIDEO

24 Novembre 2014, 14:08pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 nANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net SCRITTO DA ANGELA CECERE Viene definito terremoto dell'Irpinia (o terremoto del 1980) il sisma che si verificò il 23 novembre 1980 e colpì la Campania centrale e la Basilicata. Caratterizzato da una magnitudo momento di 6,9, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980. Una forte scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter, della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 km di profondità colpì un'area che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. Tra i comuni più duramente colpiti vi furono quelli di Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania, Teora, Laviano, Calabritto, Senerchia e altri paesi limitrofi. Gli effetti, tuttavia, si estesero ad una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l'area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti. Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa. I resoconti dell'Ufficio del Commissario Straordinario hanno quantificato i danni al patrimonio edilizio. È risultato che dei 679 comuni che costituiscono le otto province interessate globalmente dal sisma (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia), 506 (il 74%) sono stati danneggiati. Le tre province maggiormente sinistrate sono state quelle di Avellino (103 comuni), Salerno (66) e Potenza (45). Trentasei comuni della fascia epicentrale hanno avuto circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili. In 244 comuni (non epicentrali) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Foggia, Napoli, Potenza e Salerno, altri 50.000 alloggi hanno subito danni da gravissimi a medio-gravi. Ulteriori 30.000 alloggi lo sono stati in maniera lieve. L'entità drammatica del sisma non venne valutata subito; i primi telegiornali parlarono di una «scossa di terremoto in Campania» dato che l'interruzione totale delle telecomunicazioni aveva impedito di lanciare l'allarme. Soltanto a notte inoltrata si cominciò ad evidenziarne la più vasta entità. Da una prospezione effettuata nella mattinata del 24 novembre tramite un elicottero vennero rilevate le reali dimensioni del disastro. Uno dopo l'altro si aggiungevano i nomi dei comuni colpiti; interi nuclei urbani risultavano cancellati, decine e decine di altri erano stati duramente danneggiati. Nei tre giorni successivi al sisma, quotidiano Il Mattino di Napoli andò enfatizzando la descrizione della catastrofe. Il 24 novembre il giornale titolò «Un minuto di terrore - I morti sono centinaia», in quanto non si avevano notizie precise dalla zona colpita, ma si era a conoscenza del crollo di via Stadera a Napoli. Il 25 novembre, appresa la vastità e gravità del sisma, si passò a «I morti sono migliaia - 100.000 i senzatetto», fino al titolo drammatico del 26 novembre «Cresce in maniera catastrofica il numero dei morti (sono 10.000?) e dei rimasti senza tetto (250.000?) - FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla». La cifra dei morti, approssimativa per eccesso soprattutto a causa dei gravi problemi di comunicazione e ricognizione, fu poi ridimensionata fino a quella ufficiale, ma la cifra dei senzatetto non è mai stata valutata con precisione. Al di là del patrimonio edilizio, già fatiscente e datato a causa dei terremoti del 1930 e 1962, un altro elemento che aggravò gli effetti della scossa fu il ritardo dei soccorsi. I motivi principali furono due: la difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso nelle zone dell'entroterra, dovuta al cattivo stato della maggior parte delle infrastrutture, e la mancanza di un'organizzazione come la Protezione Civile che fosse capace di coordinare risorse e mezzi in maniera tempestiva e ottimale. Il primo a far presente questa grave mancanza fu il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il 25 novembre, nonostante il parere contrario del presidente del Consiglio Forlani e altri ministri e consiglieri, Pertini si reca in elicottero sui luoghi della tragedia, ritrovando l'allora Ministro degli Esteri, il potentino Emilio Colombo. Di ritorno dall'Irpinia, in un discorso in tv rivolto agli italiani, Pertini denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, che arriveranno in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni. Le dure parole del presidente della Repubblica causano l'immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo, e le dimissioni del Ministro dell'Interno Virginio Rognoni. Gli aiuti internazionali. Molti Paesi, in seguito alla notizia del terremoto, si attivarono per inviare alle popolazioni colpite non solo soldi per la ricostruzione, ma anche unità militari e personale specializzato. Stati Uniti d'America: 70 milioni di dollari, 136 uomini con 6 elicotteri della Compagnia Paracadutisti del 509° Btg. Germania Ovest: 32 milioni di dollari, 1 ospedale da campo con 90 sanitari; 650 uomini e 3 elicotteri del 240° Btg. Genio Pionieri; 1 gruppo di esperti della Croce Rossa; 47 volontari-elettricisti, un gruppo di salvataggio, un gruppo depurazione; 16 cani da salvataggio con guida. Arabia Saudita: 10 milioni di dollari. 3 milioni di dollari. 500mila dollari. bandiera Belgio: 1 squadra sanitaria di 10 uomini e un'autoambulanza. bandiera Francia: équipe di ricerca dei superstiti composte da 291 uomini con cani da valanga; 59 militari medici e specialisti nel soccorso; 12 autoambulanze e 1 elicottero autoambulanza con personale medico. Austria: 1 ospedale militare da campo con 130 sanitari. Jugoslavia: 12 squadre di ricerca con elettrosonde composte di 41 uomini. Svizzera: 14 squadre cinofile e 2 elicotteri speciali per soccorso. La ricostruzione. A Laviano, paese in cui i morti per il sisma furono un quinto della popolazione (300 deceduti su 1500 abitanti), le prime case in legno (una ventina) con servizi compresi arrivarono già nel febbraio 1981. Il 25 aprile 1981, a 122 giorni dal terremoto, gli alloggi in legno tipo chalet realizzati dal gruppo Rubner - che si insediò nel 1990 in Irpinia con uno stabilimento di produzione a Calitri - diventano 150, per un totale di 450 persone ricoverate. La ricostruzione fu, però, anche uno dei peggiori esempi di speculazione su di una tragedia. Infatti, come testimonia tutta una serie di inchieste della magistratura, per le quali sono state coniate espressioni come Irpiniagate, Terremotopoli o il terremoto infinito, durante gli anni si sono inseriti interessi loschi che hanno dirottato i fondi verso aree che non ne avevano diritto, moltiplicando il numero dei comuni colpiti: 36 paesi in un primo momento, che diventano 280 in seguito a un decreto dell'allora presidente del Consiglio Arnaldo Forlani nel maggio 1981, fino a raggiungere la cifra finale di 687, ossia l'8,5% del totale dei comuni italiani. Più di 70 centri sono stati integralmente distrutti o seriamente danneggiati e oltre 200 hanno avuti consistenti danni al patrimonio edilizio. Centinaia di opifici produttivi e artigianali sono stati cancellati con perdita di migliaia di posti di lavoro e danni patrimoniali per decine di migliaia di miliardi. Il numero dei comuni colpiti, però, è stato alterato per losche manovre politiche e camorristiche lievitando nel corso degli anni. Alle aree colpite, infatti, venivano destinati numerosi contributi pubblici (stime del 2000 parlano di 58.640 miliardi nel corso degli anni), ed era interesse dei politici locali far sì che i territori amministrati venissero inclusi in quest'area. La ricostruzione, nonostante l'ingente quantità di denaro pubblico versato, è stata per decenni incompleta. A Torre Annunziata esistono due quartieri, Penniniello e il Quadrilatero delle Carceri, distrutti dal terremoto del 1980, ma malgrado le ingenti somme di denaro che si continuano a stanziare – 10 milioni di euro per il primo nel 2007, 1,5 milioni di euro per il secondo nel 2009 – ancora non è stata completata la loro ricostruzione. Questi quartieri oggi sono diventati la principale roccaforte della camorra (il Quadrilatero delle Carceri è ancora oggi il quartier generale del clan Gionta) ed una delle più agguerrite piazze di spaccio della regione Campania. I contributi per il rilancio economico Sul modello del terremoto del Friuli, la ricostruzione anche in Irpinia venne incentrata sul rilancio industriale. Tuttavia, il territorio non presentava caratteristiche industriali già da prima del sisma, e la pioggia di contributi costituì una tentazione invincibile per parecchi. Il meccanismo di captazione dei fondi pubblici prevedeva la costituzione di imprese, che fallivano non appena intascati i contributi. I finanziamenti arrivarono talmente concentrati da non riuscire ad essere spesi. In sette anni, 26 banche cooperative aprirono gli sportelli nella zona terremotata (9 nella sola provincia di Avellino), arrivando a fare prestiti alle imprese del Nord Italia. Per rilanciare 20 zone industriali tra Campania e Basilicata vennero stanziati 7.762 miliardi di lire (circa 8 miliardi di € del 2010). Il costo finale fu 12 volte superiore al previsto in provincia di Avellino e 17 volte in provincia di Salerno. Secondo la relazione finale della Corte dei Conti, i costi per le infrastrutture crebbero fino a punte «di circa 27 volte rispetto a quelli previsti nelle convenzioni originarie». Il 48,5% delle concessioni industriali (146 casi) venne revocato. La Corte dei Conti accusa «la superficialità degli accertamenti e l’assenza di idonee verifiche», approvate senza «adeguatamente ponderare situazioni imprenditoriali già fragili e già originariamente minate per scarsa professionalità o nelle quali la sopravvalutazione dell’investimento, in relazione alle capacità imprenditoriali, ha portato al fallimento dell’iniziativa». Nel 2000, 76 aziende risultavano già fallite, ma solo una piccola parte dei contributi (il 21% nella provincia di Salerno) era stato recuperato. Il dopo-sisma [modifica] « L'uso di 50-60mila miliardi stanziati per l'Irpinia rimase un porto nelle nebbie » (Indro Montanelli in Le stanze, BUR, 2004) La prima stima dei danni del terremoto, che venne fatta nel 1981 dall'ufficio dello Stato (organo speciale atto a coordinare le operazioni di stima dei danni per conto della presidenza del Consiglio), parlava di circa 8.000 miliardi di lire. La stessa cifra è cresciuta in maniera esponenziale, fino a superare quota 60.000 miliardi di lire. La Commissione Scalfaro Oscar Luigi Scalfaro Il 7 aprile 1989, con la Legge n.128, Oscar Luigi Scalfaro viene messo a capo della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'attuazione degli interventi per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti dai terremoti del novembre 1980 e del febbraio 1981 della Campania e della Basilicata: è un organismo bicamerale con gli stessi poteri della magistratura, costituito da venti deputati e altrettanti senatori con il compito di accertare quanto realmente lo Stato ha speso, sino a quel momento, per la ricostruzione delle aree terremotate. Nella "relazione conclusiva" che verrà stilata, la somma totale dei fondi stanziati dal Governo italiano raggiungerà la cifra di 50.620 miliardi di lire, così suddivisi: 4.684 per affrontare i giorni dell'emergenza; 18.000 per la ricostruzione dell'edilizia privata e pubblica; 2.043 per gli interventi di competenza regionale; 8.000 per la ricostruzione degli stabilimenti produttivi e per lo sviluppo industriale; 15.000 per il programma abitativo del comune di Napoli, e le relative infrastrutture; 2.500 per le attività delle amministrazioni dello Stato; 393 residui passivi. Le inchieste successive Circa l'inchiesta del filone Mani Pulite denominata "Mani sul terremoto", pubblicata su Panorama nel 1992, Daniele Martini scrive: «in Irpinia la Guardia di Finanza scoprì fienili trasformati in piscine olimpiche mai ultimate, o in ville. Individuò finanziamenti indirizzati a imprenditori plurifalliti e orologi con brillanti regalati con grande prodigalità ai collaudatori dello Stato». Nel marzo del 1987 alcuni giornali, tra cui l'Unità e L'Espresso, rivelarono che le fortune della Banca Popolare dell'Irpinia erano strettamente legate ai fondi per la ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia del 1980. Tra i soci che traevano profitto dalla situazione c'era la famiglia di De Mita con Ciriaco proprietario di un cospicuo pacchetto di azioni che si erano rivalutate grazie al terremoto. I titoli erano posseduti anche da altri parenti. Seguì un lungo processo che si concluse nell'ottobre del 1988 con la sentenza: «Secondo i giudici del tribunale romano chiamato a giudicare sulla controversia, era giusto scrivere che i fondi del terremoto transitavano nella banca di Avellino e che la Popolare è una banca della Dc demitiana». Appresa la sentenza, l'Unità pubblicò il 3 dicembre un articolo in prima pagina dal titolo eloquente: «De Mita si è arricchito con il terremoto». Nell'inchiesta Mani sul terremoto saranno coinvolte 87 persone tra cui l'on. Ciriaco de Mita, l'on. Paolo Cirino Pomicino, il sen. Salverino De Vito, l'on. Vincenzo Scotti, l'on. Antonio Gava, l'on. Antonio Fantini, l'on. Francesco De Lorenzo, l'on. Giulio Di Donato e il commissario on. Giuseppe Zamberletti. Sul coinvolgimento di politici e di vari amministratori si sono levate numerose denunce e promosse alcune inchieste che hanno portato a diversi arresti. Il sisma in cifre * Regioni colpite: 3 (Campania, Basilicata e Puglia). Comuni colpiti: 687 (542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia). Di questi circa 70 «disastrati» e circa 200 «danneggiati».In totale, l'8.5% per cento degli 8086 comuni italiani. Superficie colpita: 17.000 km². * Popolazione coinvolta: 6 milioni di abitanti. * Abitazioni distrutte o danneggiate dal sisma: 362.000. * Contributi pubblici dello Stato italiano, secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta (prima dell'approvazione della legge finanziaria 1991): 50.902 miliardi di lire (circa 26 miliardi di euro). * Contributi pubblici dello Stato italiano, all'anno 2008: 32.363.593.779 €, attualizzabili a circa 66 miliardi di euro al valore del 2010 * La finanziaria 2007 prevede un contributo quindicennale di 3,5 milioni di euro per la ricostruzione. * In Italia è ancora oggi in vigore un'accisa di 75 lire (4 centesimi di euro) su ogni litro di carburante acquistato, imposta dallo Stato per il finanziamento del terremoto in Irpinia.

IL RICORDO DI ANGELA CECERE DA SANT'ANTIMO DI NAPOLI

Io Angela mi ricordo il terremoto del 1980 io abitavo al secondo piano nella prima casa dove abitavo e che mio padre per paura dei crolli ed avendo io  problemi di disabilità mi prese sulle spalle e mi scendeva come un sacco velocemente e per quei giorni andammo a vevere all'aperto nelle terre, in qul momento la  la paura delle persone iera tanta e stavano tutti pe le strade.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SYDNEY NEONATO ABBANDONATO TROVATO VIVO IN UN TOMBINO, È GRAVE. "PENSAVAMO FOSSE UN GATTINO"

24 Novembre 2014, 14:07pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

SYDNEY - Era stato abbandonato dentro un tombino, sotto il coperchio. Come un rifiuto. Ma per fortuna il suo pianto è stato sentito da alcuni ciclisti, che transitavono li vicino per caso, a Quakers Hill, un sobborgo di Sydney, in Australia. Subito i ciclisti hanno chiamato la polizia, che ha provveduto a trarre in salvo il neonato: ora è ricoverato in ospedale e le suo condizioni di salute sono abbastanza gravi. "All'inizio abbiamo pensato che si trattasse di qualche gattino incastrato nel tombino - ha commentato David Otte, uno de ciclisti - Solo che poi, quando ci siamo avvicinati, ci siamo resi conto che si trattava di un neonato purtroppo". Gli investgatori sono riusciti a risalire alla madre, una 30enne che vive a Sydney: ora è stata arrestata con l'accusa di tentato omicidio.

LEGGO.IT

24.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA TENTA DI FARE SESSO CON UNA BIMBA DI 10 ANNI SCESA DAL BUS: PRESO UN 45ENNE NAPOLETANO

23 Novembre 2014, 12:00pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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MUGGIA - Entrambi sullo stesso autobus. Lei non ancora undicenne scende per tornare a casa (nei pressi di Muggia) e lui decide di fare lo stesso, ubriaco fradicio. È ormai buio, sono le sei e mezza del pomeriggio. La ragazzina viene seguita finchè sotto un ponte, a trenta metri dall'abitazione della giovane, Carmine Montella, 45 anni originario di Portici in provincia di Napoli ma residente a Trieste da diverso tempo, tenta di immobilizzarla, baciarla e accarezzarla. La bambina riesce a divincolarsi, anche se lui tenta di ostacolarla con un calcio, e si mette a correre a più non posso raggiungendo casa dove in quel momento si trova la sorella con il fidanzato. In lacrime racconta quello che le è successo pochi istanti prima. Il ragazzo della sorella esce per controllare se il malvivente è ancora nei paraggi. Montella sta aspettando l'autobus alla fermata come se nulla fosse accaduto. Immediata la telefonata alle forze dell'ordine e l'arresto in flagranza dell'uomo dai parte dei carabinieri. Montella si trova al carcere del Coroneo da giovedì sera, come riporta oggi il quotidiano Il Piccolo. Non è la prima volta che l'uomo finisce dietro alle sbarre per precedenti che vanno dalla rapina alla droga.

LEGGO.IT

23.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA, 40ENNE VIOLENTATA IN UN BED&BREAKFAST. SCAPPA NUDA DALLA FINESTRA

23 Novembre 2014, 11:46am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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ROMA - Uno stupro in pieno giorno. Le urla, le botte, la fuga dalla finestra, il panico. Una scena terribile quella che si è presentata ai passanti in via Giolitti stamattina, quando un uomo di nazionalità rumena ha violentato in un affittacamere una donna peruviana di 43 anni. Dalle prime ricostruzioni, intorno alle 8 di stamattina, l'uomo si sarebbe avventato contro la vittima, stuprandola sul letto. Lei, disperata, ha cercato di divincolarsi per fuggire. Da lì è nata una colluttazione, al termine della quale la donna non ha trovato che una via di fuga: la finestra. Nello scavalcare però è rimasta incastrata fra il ballatoio e un condizionatore d'aria, restando appesa lì, all'altezza del quarto piano. In strada si è scatenato il panico. La gente urlava, temendo che la donna potesse precipitare, il traffico si è bloccato. E' stato un senzatetto a correre ad avvertire la Squadra di Polizia giudiziaria della Polizia Ferroviaria di quanto stava accadendo. L'aggressore, intanto, ha provato a fuggire, ma è stato bloccato in tempo dagli agenti, che lo hanno trovato ancora senza slip. I poliziotti hanno anche aiutato la donna, in evidente stato di choc. La vittima aveva dei graffi sul volto, ed è stata trasportata al Policlinico Umberto I. Anche l'aggressore presentava dei segni di colluttazione. E' stato fermato e portato anche lui al Policlinico Umberto I. Dovrà rispondere di varie accuse, tra cui stupro e istigazione al suicidio. Sul posto è intervenuta anche la Scientifica, per effettuare i rilievi.

LEGGO.IT

23.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA, ADESCA MINORENNE IN CHAT E LA VIOLENTA: ARRESTATO MENTRE TENTA LA FUGA

23 Novembre 2014, 11:39am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Spacciandosi per una ragazza di 18 anni, ha conosciuto una persona in chat con la quale, dopo un certo periodo di tempo, si era scambiata anche il numero di cellulare. Quarantaquattro anni, residente nella zona dei Castelli Romani, più volte l'uomo ha cercato di convincere la ragazza ad incontrarsi e alla fine, mossa dalla curiosità, la 15enne ha accettato. L'appuntamento. Dopo essersi incontrati nei pressi della Stazione Termini, l'uomo l'ha convinta ad andare a casa sua per «parlare un po», ma appena giunti nell'abitazione le ha fatto spegnere il cellulare e contro la sua volontà l'ha violentata più di una volta. Incapace di reagire, soggiogata dall'uomo e in preda alla paura, la ragazza è stata liberata solo parecchio tempo dopo quando, la madre della vittima, preoccupata per le sorti della figlia che non era rincasata, ha chiesto aiuto alla sorella. La sparizione. Quest'ultima, riuscita ad ottenere il numero di telefono del 44enne, datole dall'amica del cuore della vittima, con la quale la ragazza si era confidata prima di incontrare «l'amico» della chat, lo ha contattato e minacciandolo di rivolgersi alle forze dell'ordine se non le avesse immediatamente detto dove era la 15enne, è riuscita ad ottenere un appuntamento al quale l'uomo si è presentato con la ragazza riconsegnandola alla zia. La confessione. Visibilmente scossa, la giovane non ha voluto confidare alla zia quanto successo ma appena arrivati a casa è scoppiata in lacrime ed ha raccontato quanto le era accaduto. A questo punto la giovane è stata accompagnata in ospedale dove i medici l'hanno visitata e dimessa con una prognosi di alcuni giorni a seguito di alcune escoriazioni riscontrate su varie parti del corpo. La conseguente denuncia negli uffici di polizia del Commissariato di Tivoli, ha fatto scattare subito le indagini. Le indagini. L'uomo che dai primi accertamenti è risultato abitare nella zona di Marino, non è stato reperito in quella che doveva essere la sua dimora. Ma poco più tardi, a seguito di ulteriori verifiche, è stato intercettato nei pressi dell'attività lavorativa della sua attuale compagna e bloccato. L'arresto. Perquisita la sua abitazione gli agenti hanno trovato due valigie, già preparate, contenenti i suoi effetti personali. L'uomo infatti, intuito che i famigliari della 15enne lo avrebbero denunciato, stava organizzando la sua fuga. Accompagnato in ufficio, a seguito dei riscontri sull'identità e sulla base della denuncia sporta dalla vittima, l'uomo è stato arrestato.

LEGGO.IT

23.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LIVERPOOL PENSIONATO VIOLENTA UN BAMBINO DI 11 ANNI IN UN CENTRO COMMERCIALE: CONDANNATO ALL'ERGASTOLO

23 Novembre 2014, 11:27am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Innocenza rubata. Un pedofilo è stato condannato all'ergastolo a Manchester per aver violentato un bimbo di 11 anni in un bagno di un centro commerciale. John Richard Ferrier, 69enne pensionato di Wigan, tra Liverpool e Manchester, si trova ora davanti alla prospettiva di morire dietro le sbarre, dopo che in un primo tempo gli era stata preannunciata una pena minima di otto anni. Il 18 ottobre 2013 Ferrier aveva avvicinato il piccolo nelle toilette di Manchester Arndale, invitandolo a seguirlo in uno stanzino: davanti al rifiuto del bimbo non si era dato per vinto e lo aveva trascinato con sé per poi violentarlo, come riporta il Manchester Evening News. Quando il ragazzino è riuscito a divincolarsi è fuggito e ha raccontato subito quello che era accaduto alle prime persone che ha incontrato fuori dai bagni e a una guardia della sicurezza. Poi, vedendo che Ferrier stava arrivando, è scappato via terrorizzato. Uno dei presenti ha subito avvisato la guardia, che ha bloccato l'uomo fino all'arrivo della polizia. Il ragazzo è stato rintracciato a scuola, tre giorni dopo l'accaduto, dagli agenti: a quel punto ha raccontato tutto. Simon France, dell'Unità reati sessuali, ha detto: «Mi congratulo con la vittima che, con il sostegno della sua famiglia e dei funzionari di polizia, ha avuto il coraggio di farsi avanti e sporgere denuncia. È un ragazzo che ha attraversato un terribile calvario, e non era facile per lui rivelare ciò che gli era successo. Con il suo aiuto siamo riusciti a portare Ferrier davanti ai giudici: adesso dovrà passare un bel po' di tempo in cella. Ma voglio ringraziare anche i clienti e il personale del centro commerciale che sono immediatamente intervenuti, portando all'arresto di quell'uomo». Ferrier è stato riconosciuto colpevole dalla Corte di Manchester di stupro e di possesso di arma da taglio.

LEGGO.IT

23.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NEW YORK BIMBO UCCISO DAL NONNO A DUE ANNI: LO HA TORTURATO CON LA SPAZZOLA DA BARBECUE

23 Novembre 2014, 11:11am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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NEW YORK - Quando il 5 settembre dell'anno scorso il piccolo Robert, 2 anni, è arrivato in ospedale, le sue ferite erano talmente gravi che i medici si sono accorti presto di trovarsi davanti a un caso disperato. I suoi occhi si sono chiusi per sempre tre giorni dopo il ricovero: troppo poco tempo per vedere il mondo, abbastanza per conoscere la crudeltà di Raymond Matthew Brittle, 40 anni, e della moglie Melissa, 37, di Thurmont, nel Maryland, le due persone che in queste ore sono state incriminate per la sua morte. Tutta la vicenda ha contorni ancora sfuocati e da definire, come ad esempio i reali rapporti che legavano i protagonisti. Fatto sta che Robert Watkins non è morto mentre giocava al parco o perché è ruzzolato per le scale, come avevano fatto credere. Il piccolo è stato massacrato dall'uomo che la madre di Robert considerava un nonno, la persona adatta a prendersi cura di lui. Mai considerazione fu più sbagliata. Il bambino è stato consegnato nelle mani di Brittle e della moglie circa 6 mesi prima della sua morte: la madre di Robert, per motivi che non sono chiari, avrebbe deciso di affidarlo alle cure di Raymond, l'uomo che per anni è stato il suo patrigno. Pochi giorni dopo iniziarono gli abusi sul bimbo che ha vissuto mesi d'inferno a casa Brittle. Fino al giorno in cui le violenze si sono trasformate in furia assassina, scatenata dalla mancanza di appetito del piccolo: l'uomo, furioso, lo ha preso per la testa e ha iniziato a strattonarlo. Poi, con una spazzola il barbecue, ha “lavato” i denti del bimbo provocandogli profondi tagli. Infine lo ha picchiato con una cintura e lo ha devastato a calci. Poi il nonno e la moglie hanno portato il bimbo al National Medical Center raccontando che era caduto dalle scale e imponendo ai figli di confermare quella versione dei fatti. Tre giorni dopo il piccolo è morto: dalla perizia del medico legale è emerso che il piccolo subiva abusi da mesi. Aveva lividi su tutto il corpo, il cranio fratturato e lesioni alla testa compatibili con quelle di un bambino caduto da un edificio di diversi piani. Ancora più sconvolgenti i tagli presenti nella bocca, causati dalla spazzola per il barbecue. Raymond, in queste ore, è stato incriminato per abuso su minori con conseguente morte, omicidio di secondo grado, cospirazione e aggressione: rischia fino a 55 anni di detenzione. Melissa, che era a casa quando è avvenuta l'aggressione e rischia 20 anni di carcere, si è dichiarata colpevole degli abusi all'inizio di questo mese. La donna, che ha chiesto il divorzio, lo ha incastrato grazie a una conversazione telefonica. «Perché lo hai fatto?» gli ha chiesto. «Missy, tu eri proprio lì quando l'ho fatto. Hai detto che aveva bisogno di qualche sculacciata» ha risposto Raymond. L'avvocato dell'uomo, Margaret Teahan, ha detto che la difesa chiederà al giudice che Brittle possa scontare la pena al Patuxent Institution affinché riceva assistenza psichiatrica. La sentenza è attesa per il 3 febbraio.

LEGGO.IT

23.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MACERATA FA SESSO CON UNA 13ENNE ALLE GIOSTRE: ​PAPÀ E MAMMA DELLA RAGAZZINA INCASTRANO UN 34ENNE

22 Novembre 2014, 14:52pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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MACERATA - Ventuno. Sono gli anni di differenza tra lei e lui. Sono tanti, ma diventano un abisso se le età tra cui si collocano sono 34 e 13. I due si sarebbero conosciuti alle giostre. Dopo qualche incontro lui l'avrebbe convinta ad approfondire quella simpatia appena sbocciata e il rapporto sarebbe diventato fisico. La storia finita all’attenzione della Procura di Fermo è ancora tutta da chiarire. Quello che si sa è che il pm Nadia Caruso, sta indagando su un presunto caso di atti sessuali compiuti su una ragazzina di tredici anni. A compierli sarebbe stato un uomo che all’epoca dei fatti di anni ne aveva trentaquattro. Lui risiede in un comune del Maceratese mentre la ragazzina è del Fermano. A rivolgersi alle forze dell’ordine sono stati i genitori della tredicenne che avevano notato comportamenti strani della figlia. Rapporti sessuali avuti - questa è l’ipotesi accusatoria - senza usare violenza fisica, per questo motivo il reato ipotizzato è quello di atti sessuali su minore e non violenza sessuale. In base a quanto finora ricostruito a seguito della denuncia dei genitori della minore, gli incontri tra i due, sfociati nei rapporti, sarebbero avvenuti in più occasioni tra il 2012 e l’estate dello scorso anno. I due si sarebbero conosciuti alle giostre in un comune del Fermano e lì avrebbero consumato il rapporto a cui poi ne sarebbero seguiti altri. Il Pm ha chiesto al Gip di sentire la minore, in modalità protetta, attraverso la formula dell’incidente probatorio. L'indagato è difeso dall’avvocato Lidia Vitale.

LEGGO.IT

22.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NEW YORK Badante picchia e violenta ragazzo disabile: Il video choc pubblicato sul web. GUARDA

21 Novembre 2014, 16:04pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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NEW YORK – Operatore picchia e insulta il ragazzo disabile ricoverato nell’istituto in cui lavora. A scoprire Stanley Nkenka sono stati i genitori che insospettiti da alcuni atteggiamenti del figlio, Zak Rowlands, hanno installato una telecamera nascosta. Picchiato, insultato e lasciato piangere da solo al buio. Sono queste le scioccanti immagini che hanno dovuto osservare i genitori che hanno poi immediatamente denunciato le violenze effettuate sul loro ragazzo. In uno dei passaggi del video si vede l’uomo abusare del ragazzo disabile nel buio della camera, poi si sente singhiozzare Zak lasciato solo sul suo lettino. Il ragazzo era stato messo all’interno di questo isituto, specializzato per gli adulti malati di autismo e con difficoltà di apprendimento, per farlo vivere in un ambiente più sereno in cui potesse essere curato nel migliore dei modi, ma purtroppo Zak ha subito solo violenze.

RETENEWS

21.11.2014.

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