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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Media iraniani, 'per il Papa Netanyahu ignora i diritti umani' Nuova polemica con Israele. Ma il Vaticano toglie la kefiah dal presepe

5 Gennaio 2025, 09:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Papa Francesco © ANSA/AFP

INSERITO DA MORENA MOTTA Il premier israeliano Benjamin Netanyahu "ignora le leggi internazionali e i diritti umani". Sono parole attribuite a Papa Francesco dall'agenzia iraniana Irna che le ha raccolte dal rettore dell'Università delle Religioni e delle Denominazioni dell'Iran, Abolhassan Navab, che ha incontrato lo stesso Papa Francesco in questi giorni. Parole pesanti che il Vaticano, finora, non ha smentito. Il Rettore aveva detto: "L'Iran non ha alcun problema con il popolo ebraico, il nostro problema è con assassini come il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu". Quindi il commento attributo dai media iraniani al Pontefice: "Anche noi non abbiamo problemi con gli ebrei; l'unico problema è con Netanyahu che, ignorando le leggi internazionali e i diritti umani, ha creato crisi nella regione e nel mondo". Il Papa ha aggiunto, sempre secondo l'Irna, che le organizzazioni internazionali devono affrontare urgentemente questa questione. "Non c'è nessuno che abbia il diritto di calpestare i diritti umani e limitare la loro libertà. Ma oggi ci sono coloro che vogliono schiavizzare gli esseri umani e l'umanità per raggiungere i propri obiettivi," avrebbe dichiarato ancora il Papa. La fonte è un nemico storico di Israele ma è evidente che queste parole rischiano di far scattare un nuovo contrasto tra la Santa Sede e Tel Aviv. Dure reazioni del governo israeliano ci sono state di recente sia quando il Papa ha detto che si dovrebbe verificare se a Gaza si stia perpetrando "un genocidio" sia quando il Pontefice, negli auguri natalizi alla Curia e nell'Angelus prima di Natale, aveva espresso il suo dolore per i "bambini mitragliati a Gaza". Il ministero degli Esteri israeliano aveva risposto con una lunga e dura nota accusando Papa Francesco di usare "due pesi e due misure". Aveva suscitato polemiche con il mondo ebraico anche la kefiah che adornava il presepe nell'Aula Paolo VI, donato da artisti di Betlemme. Quindi era stato deciso di rimuovere bambinello, mangiatoia e kefiah, spiegando che, come prevede la tradizione, il bambino Gesù e posto nel presepe nella notte di Natale. Oggi l'Aula Nervi è stata riaperta per una udienza, dopo i giorni di Natale, e il bambinello appare deposto sulla paglia e non più sul drappo bianco-nero che simboleggia la lotta palestinese. Anche se questa conclusione era stata, in qualche modo, anticipata dalla sala stampa vaticana la quale, nei giorni delle polemiche, aveva precisato che la kefiah era stata aggiunta all'ultimo momento dall'artista betlemita che aveva realizzato il presepe. Sempre restando nella calda regione del Medio Oriente, oggi arrivano le rassicurazioni ai cristiani dal nuovo leader siriano Abu Mohammed al Jolani. "Non considero i siriani cristiani una minoranza ma una parte integrante e importante della storia del popolo siriano", ha detto al Jolani a padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, che racconta il loro incontro del 31 dicembre a Damasco sulle pagine dell'Osservatore Romano. Jolani ha anche colto l'occasione per esprimere "grande ammirazione, stima e rispetto per Papa Francesco". "E' un vero uomo di pace — ha sottolineato —, ho apprezzato i suoi appelli e le sue azioni a favore della pace e dei popoli in difficoltà". Nel lungo reportage sul suo viaggio a Damasco, Idlib e Aleppo, il francescano ha poi chiesto a Jolani quale sarà il futuro dei tanti siriani fuggiti dalla guerra, tra cui moltissimi cristiani. "Stiamo lavorando per riportare in patria chi ha dovuto lasciare la Siria. È nostra intenzione — ha risposto al Jolani - riportare i siriani espatriati alle loro case e i cristiani siriani ritorneranno a vivere e a professare la loro fede in Siria". Il 10 dicembre il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, sarà in Giordania per consacrare una nuova chiesa cattolica, quella dedicata al Battesimo di Gesù. E' evidente che la sua presenza in Medo Oriente potrà essere occasione anche per rinnovare il pressing della diplomazia vaticana per una pacificazione dell'area. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA è in arrivo il Ciclone dell'Epifania con Vento e Pioggia. Parla il meteorologo Gussoni

4 Gennaio 2025, 10:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Editoriale: è in arrivo il Ciclone dell'Epifania con Vento e Pioggia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ogni anno la Terra raggiunge un punto speciale nel suo viaggio intorno al Sole: il Perielio. Nel 2025 il Perielio è oggi alle ore 14.28: in quel momento, la Terra sarà alla minima distanza dal Sole, pari a 147 milioni e 103.686 chilometri.

Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che l’orbita terrestre intorno alla nostra Stella non è un cerchio perfetto, ma un’ellisse, in pratica un cerchio un po’ schiacciato. Questa forma schiacciata spiega i 2 momenti annuali in cui la Terra è più vicina al Sole (Perielio) o più lontana (Afelio). Oggi ci avviciniamo al Sole di circa il 3%, di circa 2,5 milioni di km rispetto all’afelio di Luglio: ciò non condiziona comunque le stagioni che dipendono esclusivamente dall’inclinazione dell’asse terrestre.
Come curiosità, tuttavia, per le leggi della fisica, al Perielio la Terra accelera nel suo moto intorno al Sole: di conseguenza, nel nostro emisfero l’Inverno dura 5 giorni meno dell’Estate e possiamo beneficiare della stagione buona più a lungo, meglio così.

Al di là degli aspetti astronomici, oggi, in concomitanza con il Perielio, il Sole si mostrerà prepotente e raggiante su quasi tutta l’Italia, alla minima distanza e con un’intensità della luce maggiore del 7%; la giornata serena soleggiata ci accompagnerà dunque verso questo evento astronomico, ovviamente da non guardare senza le protezioni adeguate.
Sono previsti disturbi solo tra Calabria e Sicilia a guastare questo spettacolo, ma una maggiore nuvolosità, anche compatta, tornerà già domani con l’arrivo della seconda perturbazione del 2025.
Domenica 5 Gennaio sono infatti previste delle precipitazioni sin dal mattino su Valle d’Aosta, Liguria, Toscana e localmente in Calabria; dal pomeriggio pioverà anche in Friuli Venezia Giulia e Lombardia con qualche fenomeno pure sul resto del Nord-Ovest.

Ma il peggioramento più deciso è previsto tra la Befana e Martedì 7 Gennaio con l’arrivo del Ciclone dell'Epifania: le piogge bagneranno il 6 Gennaio le medesime aree, Nord-Ovest e Toscana, poi si estenderanno dalla sera verso il resto del Paese. I fenomeni più intensi sono attesi al Nord e lungo il versante tirrenico nella giornata di Martedì 7 Gennaio con il ritorno al lavoro e a scuola per milioni di italiani.Editoriale: è in arrivo il Ciclone dell'Epifania con Vento e Pioggia

Editoriale: è in arrivo il Ciclone dell'Epifania con Vento e Pioggia

Questo 2025 inizia dunque con due perturbazioni, una appena passata e una in arrivo: godiamoci dunque questa giornata di sole con il Perielio, sapendo di essere oggi nel punto più vicino al Sole: facciamoci baciare dai raggi ‘più brevi’ della nostra Stella nonostante temperature ancora un po’ rigide e leggermente sotto la media del periodo.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Domenica, peggioramento del Tempo. Vediamo quali saranno le prime Regioni coinvolte

4 Gennaio 2025, 10:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Domenica con nuova perturbazione

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La giornata di Domenica 5 Gennaio sarà contrassegnata da un panorama meteorologico in peggioramento che coinvolgerà alcune regioni d'Italia.

 

Un nuovo afflusso di aria fredda di origine polare, già dal giorno di festa, inizierà a interessare la Germania e la Francia, per poi dirigersi verso la penisola iberica, dando origine alla formazione di un vortice ciclonico pronto, a sua volta, ad alimentare e sospingere una perturbazione verso il nostro Paese.

Già dalla mattinata i cieli saranno nuvolosi su gran parte del Nord e del Centro, con anche qualche debole pioggia sulla Liguria, che si estenderà, con il passare delle ore, verso la Lombardia e l'ovest dell'Emilia. Nubi sparse saranno presenti anche sul resto del Nord e del Centro, mentre le regioni del Sud e le due Isole Maggiori godranno di un contesto più stabile, a tratti ben soleggiato.
Anche la seconda parte del giorno di festa trascorrerà sotto il segno del tempo grigio su gran parte del Centro e del Nord. Piogge sparse insisteranno sulla Liguria, su gran parte della Lombardia, sull'Emilia-Romagna, ma con deboli piovaschi sparsi possibili anche su alcune zone del Centro, in particolare tra Toscana, Umbria e Lazio.
Il tempo continuerà invece a mantenersi stabile al Sud e sulla Sardegna, dove si potrà godere inoltre di un contesto climatico gradevole, grazie a un rinforzo dei miti venti di Scirocco, che tenderanno a intensificarsi dapprima sul distretto tirrenico e ionico e, nel corso del pomeriggio, anche su quello adriatico.Le piogge previste per Domenica 5 Gennaio 2025

Le piogge previste per Domenica 5 Gennaio 2025

Attenzione, perché questo sarà il preludio a un cambiamento ancora più marcato che si attiverà nel corso della prossima settimana, quando si registrerà un contesto governato inizialmente dalle umide e instabili correnti atlantiche e da un successivo ingresso, sul bacino del Mediterraneo, di un freddo vortice ciclonico. Questo potrebbe aprire la strada a una lunga parentesi molto più fredda e capricciosa dai connotati pienamente invernali.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Influenza aviaria, Ilaria Capua: «Il salto di specie è già avvenuto. Rischio pandemia? La malattia non è stata tenuta sotto controllo»

3 Gennaio 2025, 11:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «L'influenza aviaria non va sottovalutata». Su questo punto non torna indietro la virologa Ilaria Capua, che è stata la prima nel 2006 a individuare il ceppo africano H5N1 dell'influenza aviaria. A oggi, il rischio che il virus si trasmetta da uomo a uomo è considerato basso. Ma gli esperti sono in allerta, soprattutto dopo i due casi gravi dell'agricoltore e della giovane infettati negli Stati Uniti e in Canada. Questi sono segnali che non bisogna trascurare, soprattutto perché H5N1 ha una circolazione vasta e dei serbatori di incubazione sterminati. Quindi potrebbe mutare in fretta ed è già accaduto, visto che il virus ha contagiato anche i bovini. Ilaria Capua, intervistata dal Corriere della Sera, ha spiegato che la trasmissione dei bovini ha «lasciato di stucco gli esperti, perché un virus, per infettare un certo animale o una persona ha bisogno di recettori "giusti" dove attaccarsi. Per avvicinarsi all'uomo e per infettarlo, il virus ha bisogno di alcune mutazioni». Se questo dovesse succedere «si parlerebbe di pandemia» e la virologa ha concordato che, oggi, «il mondo tornerebbe ad affrontate alcune depolezze che si erano già presentate con il Covid». 

Il salto della specie

Inizialmente gli esperti avevano il timore che il virus H5N1 arrivasse all'uomo attraverso i suini, ma con la trasmissione dei bovini si è verificato un «salto di specie». «Se la specie non fosse stata bovina ma umana si tratterebbe di pandemia, perché nel giro di sei mesi si sono sviluppati centinaia e centinaia di focolai - ha spiegato Ilaria Capua - il virus ha fatto il salto di specie nel bovino, che poteva essere occasionale e invece non lo è stato. Proprio perché nessuno si sarebbe mai immaginato questa infezione, non ci sono regole per mettere in sicurezza questi animali. Si è perso un sacco di tempo. Il latte dei bovini e stato dato anche per il consumo di latte crudo, perciò può diventare una ulteriore fonte di infezione».

Il pericolo per l'uomo

Non solo bovini, infatti. Ma il virus è stato contrastato anche in diversi animali domestici, come i gatti, le cui segnalazioni sono partite dagli Stati Uniti, dalla Polonia, dalla Corea del Sud e dalla Francia. E questo perché è stato rilevato «un canale di infezione» presente anche nei cibi degli animali.

«Ritagli di carne cruda oppure ossa di origine bovina vengono dati anche agli animali domestici, come cani e gatti - ha continuato l'esperta - questa situazione ha preso in contropiede tutte le autorità sanitarie. Adesso il virus si trova in una serie di mammiferi e più circola in questi mammiferi, più si avvicina all'uomo. E ogni volta che passa in un mammifero, acquisisce delle mutazioni che poi possono renderlo capace non solo di infettare più efficacemente l'uomo, ma di trasformarlo a sua volta in un vettore infettivo di altre persone». 

La situazione in Italia e il punto sui vaccini

In Italia, però, per il momento l'allarme non è alto. «ll virus specifico dei bovini non è stato rilevato né negli uccelli selvatici, né nelle mucche e neppure nell'uomo - ci ha tranquillizato Capua - la situazione cambia se negli Stati Uniti il virus inizia a diffondersi da uomo a uomo. In quel caso, dovremmo stare molto più attenti».

Fortunatamente, il piano vaccini non parte da zero: «A differenza di ciò che era successo con il Covid. Si sta lavorando su vaccini sia convenzionali sia innovativi, e sugli antivirali».

C'è il rischio di una pandemia?

Nella conferenza stampa di fine anno, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che se dovesse ripresentarsi una pandemia il mondo mondo si troverebbe ancora ad affrontare alcune delle stesse debolezze e vulnerabilità che hanno portato alla diffusione del Covid-19 cinque anni fa.

E, su questo punto, la virologa Capua concorda perché «il fatto che H5N1 sia circolato e si sia espanso in maniera così pervasiva nei bovini, non doveva succedere. Dopo i primi focolai bisognava mettere gli allevamenti sotto sequestro ed evitare che l'infezione si allargasse. La malattia non è stata tenuta sotto controllo». LEGGO.IT

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Raffaella Ragnoli uccise il marito, la lettera dal carcere: «Con me la giustizia ha perso. Anni di violenze, il silenzio la mia unica colpa»

3 Gennaio 2025, 11:23am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Raffaella Ragnoli lo scorso 9 dicembre 2024 è stata condannata in primo grado all'ergastolo per l'omicidio del marito Romano Fagoni, accoltellato a morte sotto gli occhi del figlio minorenne: il pm aveva chiesto 24 anni di carcere, la difesa aveva invece sostenuto che l'omicidio era avvenuto dopo anni di presunti maltrattamenti fisici e psicologici. Ora la donna invia una lettera al Giornale di Brescia, dal carcere in cui ha passato il Natale e il Capodanno: «Il 9 dicembre 2024, la giustizia ha perso», scrive Raffaella.
La lettera di Raffaella Ragnoli

La donna a gennaio 2023, quasi due anni fa, uccise in casa a Nuvolento (Brescia) il marito Romano Fagoni. «La data del 28 gennaio 2023 rimarrà impressa come un solco profondo lasciato da un aratro nel mio cuore e nel mio cervello per sempre. Ebbene sì, ciò che è avvenuto è stato terribile, un gesto crudele d'amore. Anni di violenze psicologiche indescrivibili di tutto ciò che è stato».

«La mia più grande colpa? - continua la donna - Il silenzio, la mancata denuncia, la mancata confidenza alle persone a me più o meno vicine.

Il mio modo di pensare che parlare in modo velato e tra le righe porti comunque a capire che qualcosa non va. In realtà, nonostante questo sia stato il modo di agire, le tante persone che mi stanno accanto pur non sapendo, sanno che quel gesto non appartiene a me». 

 

 
L'omicidio davanti al figlio minorenne

Raffaella ha sempre sostenuto di aver ucciso il marito perché lui stava minacciando con un coltello il figlio minorenne. «Lo choc di quella sera è stato terribile, non era possibile tenerlo fuori dopo che tutto è scaturito da una aggressione verbale e fisica nei suoi confronti diretti. L'urlo agghiacciante di mio figlio quando ha evitato, spostandosi, di essere colpito ha probabilmente dato al mio cervello un input di protezione e in una situazione ad alta tensione quale quella, il controllo può sfuggire di mano e dare luogo ad un gesto terribile quale è stato l'epilogo che noi tutti sappiamo».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Weekend influenzato da due fronti perturbati, cosa dobbiamo aspettarci tra Sabato e Domenica

2 Gennaio 2025, 16:38pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Previsioni meteo per il primo weekend del 2025

INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Il primo weekend del 2025 sarà influenzato da due fronti perturbati. Tra Sabato 4 e Domenica 5 Gennaio tornerà quindi il maltempo su parte d'Italia.

 

Le condizioni meteo sono previste in peggioramento già dalla giornata di Venerdì 3 Gennaio con la prima perturbazione organizzata dell'anno che raggiungerà il nostro Paese, provocando precipitazioni in Emilia Romagna e sulle regioni del Centro; gli effetti di questo impulso si faranno poi sentire anche nel corso di Sabato 4 Gennaio, con le ultime piogge al Sud; avremo invece maggiori spazi soleggiati sul resto d'Italia, ancora con temperature tutt'altro che gelide (diversi gradi sopra la media per essere l'avvio di Gennaio) e solo con il rischio di qualche banco di nebbia sulle basse pianure settentrionali.

Domenica 5 Gennaio, specie nella seconda parte della giornata, giungerà un secondo impulso perturbato che provocherà deboli piogge su su Liguria, Toscana, in rapida estensione entro la notte anche a Lombardia e Veneto occidentale. Sono previste nevicate su Alpi e Prealpi oltre i 7/800 metri di quotaPrecipitazioni previste per Domenica 5 Gennaio

Precipitazioni previste per Domenica 5 Gennaio

Da valutare poi quello che accadrà nei giorni a seguire, ma pare confermato che dalla Befana in avanti il maltempo possa tornare a bussare alle porte dell'Italia e attenzione perché entrò metà mese potrebbe verificarsi un'intensa ondata di freddo con il rischio anche di neve fino a quote piuttosto basse. IL METEO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tra Poche ore Svolta con Piogge e aria Fredda, le aree a rischio fino a Venerdì

2 Gennaio 2025, 16:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Sta per tornare la pioggia: peggioramento atteso nelle prossime ore

INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Svolta del tempo imminente. Le prossime ore saranno caratterizzate dall'arrivo di piogge e aria fredda specie su alcune delle nostre regioni.

 

Si sta dunque per interrompere la fase meteorologica governata dall'anticiclone delle Azzorre, che ha garantito un tempo stabile, soleggiato e, a tratti, anche mite su gran parte dell'Italia.
Correnti molto fredde, in discesa direttamente dalle gelide terre polari, accompagnano una perturbazione che proprio in queste ore si sta addossando all'arco alpino.
Tra poco ci attendiamo un generale aumento delle nubi su gran parte del Nord anche se, come spesso accade quando i fronti perturbati provengono dal Nord Europa, le regioni settentrionali beneficeranno del riparo offerto dalle Alpi, contenendo gli effetti.
In ogni caso, nel corso della giornata, ci attendiamo il passaggio di nubi irregolari che provocheranno pure qualche piovasco, specie sulla Liguria di centro-levante, sull'area più orientale del Friuli Venezia Giulia e sull'Appennino emiliano, dove potranno verificarsi deboli nevicate intorno ai 1000 metri.
Tra il pomeriggio e la serata si verificherà un moderato peggioramento anche su parte delle regioni tirreniche, con qualche pioggia attesa tra la Toscana e l'area più settentrionale del Lazio.
Pochi, invece, saranno i cambiamenti sul resto della Penisola, anche se sarà solo questione di ore.

VENERDI' 3: PEGGIORAMENTO PIU' SEVERO
Il fronte perturbato attraverserà l'Italia provocando i maggiori effetti nella giornata di Venerdì 3 Gennaio, quando ci attendiamo un ulteriore peggioramento a partire da alcuni settori del Nord-Est, con piogge sparse in particolare tra il basso Veneto, l'Emilia centro-orientale e su gran parte della Romagna. Il resto del Nord sarà invece risparmiato in quanto usufruirà della protezione offerta dalle alte vette alpine.
Con il passare delle ore, il fronte si allontanerà da Emilia e basso Veneto, per poi dirigersi verso le regioni del Centro, interessando, entro sera, anche l'area del basso Tirreno e nel corso della prossima notte, il resto del Sud.
Sono attese piogge a tratti anche intense tra la Toscana orientale, le Marche, l'Umbria e su gran parte dei rilievi appenninici, dove tornerà a cadere un po' di neve a quote mediamente comprese tra i 1400 e i 1600 metri.TENDENZA
Ci sono infine discrete notizie per l'inizio del weekend, quando il fronte instabile si attarderà solo sulle estreme regioni meridionali, mentre al Centro-Nord l'atmosfera tornerà stabile, regalando un Sabato 4 Gennaio tutto sommato soleggiato.di Stefano Rossi IL METEO ,IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Neve in arrivo fino a quote bassissime, le zone a rischio nei Prossimi giorni

2 Gennaio 2025, 16:24pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Freddo e neve in arrivo dalla Befana in avanti

INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO  La neve è pronta a tornare nei prossimi giorni a quote via via più basse. Occhi puntati in particolare dal giorno dalla Befana quando correnti d'aria decisamente più fredde raggiungeranno l'Italia dando il via ad una fase meteo climatica piuttosto movimentata. Secondo gli ultimi aggiornamenti nel corso di Lunedì 6 Gennaio la neve potrebbe tornare a cadere sulle Alpi a quote superiori i 700/800 metri; un'ottima notizia vista la stagione fin qui decisamente sotto tono in linea purtroppo con i cambiamenti climatici in atto che vedono temperature sempre sopra media in tutte le stagioni dell'anno in aggiunta a precipitazioni molto scarse. E non è finita qui, anzi. Nei giorni a seguire una seconda e ben più organizzata irruzione di aria gelida di origine artica potrebbe investire l'Italia dal 7-8 Gennaio in avanti. Ecco quindi che complici le temperature più basse e l'arrivo delle precipitazioni potremmo avere bianche sorprese fino a quote di pianura al Nord specialmente su Piemonte, Lombardia e fino a quote bassissimeZone a rischio neve per Venerdì 10 Gennaio su Emilia Romagna e Triveneto.Zone a rischio neve per Venerdì 10 Gennaio Zone a rischio neve per Venerdì 10 Gennaio Da valutare poi quello che succederà nelle settimane successive; molto dipenderà dal comportamento del Vortice Polare, il vero attore protagonista della stagione invernale, che potrebbe condizionare il tempo fin sul nostro Paese. di Mattia Gussoni IL METEO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Neve in Pianura già per l'Epifania, gli aggiornamenti

1 Gennaio 2025, 12:40pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Freddo e neve in arrivo per l'Epifania

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'Inverno è pronto ad alzare la voce. Già dalla Befana, infatti, un impulso perturbato molto freddo in discesa dal Nord Europa provocherà un peggioramento del tempo con la possibilità pure di neve fino in pianura su alcune regioni.

 

LA BEFANA PORTA FREDDO E NEVE
Negli ultimi giorni i modelli principali hanno mostrato e mostrano tutt'ora scenari molto interessanti per quanto riguarda il periodo dell'Epifania (6 Gennaio) con una vera e propria riscossa dell'Inverno. La Befana questa volta potrebbe portare nella calza una perturbazione in discesa dal Nord Europa che darebbe una svolta a questa stagione invernale fin qui sotto tono. Secondo gli ultimi aggiornamenti nel corso di Lunedì 6 Gennaio la neve potrebbe tornare a cadere fino in pianura sul Piemonte, o quanto meno mista a pioggia.Zone a rischio neve per Lunedì 6 Gennaio

Zone a rischio neve per Lunedì 6 Gennaio

E non è finita qui, anzi. Nei giorni a seguire una seconda e ben più organizzata irruzione di aria gelida di origine Artica potrebbe investire l'Italia dal 9 Gennaio in avanti.
E' presto per i dettagli, ma se questa discesa fredda riuscisse ad aggirare la barriera alpina entrando dalla porta del Rodano per intenderci, potremmo avere bianche sorprese fino a quote di pianura al Nord specialmente su Piemonte, Lombardia e fino a quote bassissime su Emilia Romagna e Triveneto.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sud Corea, aereo con 181 persone a bordo esce di pista e si schianta: «Solo due superstiti». Ipotesi bird strike

29 Dicembre 2024, 09:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Almeno 120 persone sono morte questa mattina, domenica 29 dicembre, in Corea del Sud nello schianto di un aereo della Jeju Air proveniente da Bangkok, che si è schiantato e ha preso fuoco durante l'atterraggio all'aeroporto sudcoreano di Muan, probabilmente a seguito di una collisione con degli uccelli che avrebbe causato la rottura del carrello. Il bilancio è terribile: a bordo dell'aereo c'erano 181 persone e i superstiti sarebbero solo due, un uomo e una donna membri dell'equipaggio, estratti dalla coda del velivolo in gravi condizioni.

«Finora ci sono due membri d'equipaggio sopravvissuti e un totale di 96 morti», hanno detto i vigili del fuoco in un comunicato stampa, per poi aggiornare il dato a 120 qualche ora dopo. «I passeggeri sono stati espulsi dall'aereo quando si è scontrato con una barriera, lasciando loro poche possibilità di sopravvivenza», ha spiegato un funzionario dei pompieri durante un incontro con le famiglie delle vittime. «L'aereo è quasi completamente distrutto e l'identificazione dei defunti si rivela difficile», ha aggiunto.

L'incidente alle 9 (ora locale)

Secondo le autorità, l'incidente del volo JJA-2216 è avvenuto alle 9:03 ora locale. L'aereo trasportava 181 persone (175 passeggeri, tra cui due cittadini tailandesi, e sei membri dell'equipaggio) tra la Thailandia e Muan, città situata a circa 290 chilometri a sud della capitale Seul. «Si sospetta che la causa dell'incidente sia una collisione con uccelli combinata con condizioni meteorologiche sfavorevoli. Ma si attendono i risultati di un'indagine», ha detto Lee Jeong-hyun, capo dei vigili del fuoco locali in conferenza stampa. 

Il video dello schianto

Un video trasmesso dal canale locale Mbc mostra l'aereo - un Boeing 737-8AS entrato in servizio nel 2009, secondo il sito specializzato Flightradar - atterrare con del fumo che fuoriesce dai motori. L'aereo sembra colpire un ostacolo alla fine della pista e viene immediatamente avvolto dalle fiamme. Le immagini trasmesse dai canali tv sudcoreani mostrano numerosi veicoli dei servizi di emergenza e decine di vigili del fuoco che lavorano attorno alla carcassa dell'aereo, completamente carbonizzata tranne la coda, ed evacuano su barelle dei corpi avvolti in sudari blu. 

Riunione di emergenza del governo

Il presidente sudcoreano ad interim Choi Sang-mok ha presieduto una riunione di emergenza del governo e si recherà a Muan questo pomeriggio, ha detto il suo ufficio. «Tutte le agenzie competenti devono mobilitare tutte le risorse disponibili per salvare le persone», ha ordinato Choi in una nota. Si tratta del primo incidente mortale nella storia della Jeju Air, una delle più grandi compagnie aeree low cost sudcoreane, fondata nel 2005. «Faremo tutto il possibile per rispondere a questo incidente. Chiniamo la testa chiedendo scusa a tutti coloro che sono stati danneggiati», ha affermato la compagnia in una dichiarazione pubblicata sui suoi canali social. 

I rari precedenti in Sud Corea

Il 12 agosto 2007 un Jeju Air Bombardier Q400 che trasportava 74 passeggeri uscì di pista a causa di un forte vento all'aeroporto di Busan-Gimhae, provocando una decina di feriti lievi. Gli incidenti aerei sono molto rari in Corea del Sud. Quello più grave rimane lo schianto su una collina vicino all'aeroporto di Busan-Gimhae di un Boeing 767 dell'Air China proveniente da Pechino, che ha ucciso 129 persone il 15 aprile 2002. Il disastro più mortale per una compagnia resta invece quello di un Boeing 747 della Korea Air in volo da New York a Seul via Anchorage (Alaska), abbattuto da un caccia sovietico sul Mar del Giappone provocando la morte di 246 passeggeri e 23 membri dell'equipaggio il 1 settembre 1983. LEGGO.IT

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