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news italia e dal mondo

SEZIONE VARIE NEWS .Psicologia La risata, il miglior farmaco contro lo stress

6 Maggio 2013, 12:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Lo afferma anche la medicina moderna: Ridere è un'efficace risorsa contro lo stress, a patto che il buonumore sia spontaneo e naturale Ridere fa bene alla salute, lo dice la scienza Il buonumore provoca effetti positivi sulla salute; un tempo lo diceva la saggezza "popolare", oggi lo conferma la scienza. Le ricerche più avanzate in campo medico sottolineano da tempo i benefici effetti che la risata ha sul corpo e sulla mente, in particolare nella diminuzione dello stress. Perché accade? Perché una buona risata si ripercuote per tutto l'organismo e modifica addirittura la chimica del sangue. Quanto più la risata è spontanea ed esplosiva, tanto più si assiste a una caduta generale della tensione (e quindi dello stress) e all'evidenziarsi di un'inconfondibile sensazione liberatoria a livello di tutti gli organi e delle funzioni corporee. Attenzione: una risata forzata non può dare lo stesso beneficio perché figlia di un processo tutto cerebrale che anzi, a lungo andare, può provocare anche l'effetto contrario. Buonumore antistress: gli effetti sul corpo - Protegge dall' infarto Ridere "di cuore", spontaneamente rallenta il battito cardiaco e normalizza la pressione sanguigna. In questo modo esercita un benefico effetto antistress riducendo il rischio di patologie del cuore, infarto in primo luogo. - Regola il respiro Generando uno stato di rilassamento, comprimendo il diaframma e favorendo il completo svuotamento dei polmoni, la risata migliora la respirazione e aumenta l'ossigeno nel sangue. Anche questa caratteristica tiene lontano lo stress. - Stimola le difese naturali anti stress Il buonumore induce il sistema immunitario a bilanciare gli effetti immunodepressivi dello stress e a potenziare il numero e l'azione dei linfociti C, le cellule "guardiane" della nostra salute. - Manda via il dolore La risata aumenta il flusso sanguigno nelle aree del cervello che secernono le endorfine, sostanze antidolorifiche prodotte spontaneamente dal corpo. Diminuendo il dolore si allenta anche lo stress che quel male inevitabilmente comporta. - Limita le infezioni Ridere determina una minor diminuzione dell'immunoglobina - A (il cui calo è legato allo stress), presente nella saliva, che ci preserva dalle infezioni delle prime vie respiratorie. - Scioglie i muscoli Il rilassamento muscolare che il buonumore induce agisce riducendo l'attività del sistema nervoso simpatico, responsabile delle contrazioni muscolari; in tal modo i muscoli di tutto il corpo si rilassano e lo stress se ne va..

.Fonte :Riza Psicosomatica

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CULTURA E SPETTACOLI L’arte di saper ricevere dagli altri

6 Maggio 2013, 12:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Molti pensano di dare tanto agli altri e non ricevere niente in cambio. Spesso è solo una fantasia, che innesca però continui lamenti e incrina i rapporti. Perché anche ricevere è… un’arte Stando alle frasi che si sentono in giro nei dialoghi confidenziali o nelle chiacchiere occasionali, il mondo dovrebbe essere costituito da una larga maggioranza di persone che “ danno” e da una esigua minoranza di persone che “ ricevono”. Molti sono convinti di vivere elargendo aiuto, donando amore, seminando amicizia, facendo cose per gli altri, mentre pochi sono coloro che sentono di venire aiutati, di ricevere affettività, di ottenere cose in modo gratuito e generoso. In tal modo però i conti non tornano: per tante persone che danno, ce ne devono essere altrettante che ricevono. La maggior parte invece si sente in credito con gli altri e, non di rado, considera ingrata la realtà esterna. Ma è davvero così? Problemi di…ricenzione! Le persone che si danno da fare per gli altri sono numerose, a prescindere dal motivo (personale o altruistico) per cui lo fanno. La nostra attenzione non può dunque che spostarsi dall’altro lato della questione, cioè sull’aspetto legato alla ricezione. Se guardiamo coloro che fanno una psicoterapia, ci rendiamo conto che c’è una diffusa incapacità a ricevere. Molte persone, pur ricevendo almeno un po’ da chi li circonda, non riescono a percepirlo, se non in parte. Gratuito? Non ci credo! Figli che si lamentano di non avere abbastanza supporto dai genitori, che pure già li aiutano. Genitori a cui non basta mai la sollecitudine dei figli nei loro confronti. Coniugi o fidanzati che non sentono arrivare l’amore dal partner, che invece sta facendo i salti mortali per convincerli che sia vero. Persone che non perdonano agli amici di non esserci stati “quella volta lì”, quando invece ci sono sempre stati. Gli esempi che si possono fare sono tanti, proprio come tanti sono i motivi che producono questa difficoltà di ricezione. Tutti però sembrano collegati da una tema centrale: l’incapacità ad accettare ciò che ci viene dato gratuitamente, che sia un complimento, un attestato di stima, un regalo, un aiuto, una disponibilità, o anche, più in grande, un amore o un affetto sinceri e costanti. “Lo fa per pietà?”: molti “ non ci possono credere” che qualcuno faccia qualcosa per loro. Sono convinti di non essere degni di ricevere e questo li spinge a non accettare, per non ripetere la penosa esperienza del perdere, li induce a sentirsi presi in giro da chi offre qualcosa senza chiedere in cambio (“Lo fa per pietà”, oppure, “Dov’è la fregatura?” o “Si sta sbagliando”); li porta dover ricambiare a ogni costo per non sentirsi in debito e quindi ricattabili.

Fonte :Riza Psicosomatica

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SEZIONE VARIE NEWS :BENESSERE.Una pianta che dona sprint a muscoli e circolazione

6 Maggio 2013, 12:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Per dare sollievo all'apparato muscolare teso e dolorante dopo lo sport nulla meglio di vetiver, eccellente per lenire i dolori agli arti e per il buon funzionamento delle vene Conosciuto al grande pubblico per il largo impiego in profumeria e cosmesi, il vetiver in realtà svela, a un occhio più attento, moltissime altre proprietà. In botanica è definito “la pianta ingegnere” grazie al suo fitto sistema di radici che si sviluppa fino a cinque metri di profondità controllando l’erosione dei suoli: l’energia di questa pianta e la nota di base del suo olio essenziale richiamano quindi la forza, la stabilità della terra e il radicamento. Per questo motivo in aromaterapia è indicato per tutti i problemi circolatori degli arti inferiori e per i disturbi dell’apparato muscolare - quello che ci sostiene insieme alle ossa - donando al corpo la forza e la tonicità dell’albero da cui proviene. Soprattutto è ottimo in sinergia con altri "tesori della natura"; ecco i principali Con la camomilla scioglie i crampi... Se in primavera siete soliti soffrire di dolori muscolari o reumatici, correte ai ripari con questo olio essenziale curativo. Massaggiato la sera sulle zone doloranti, o anche dopo lo sport per evitare i crampi, allevia subito il dolore, rilassa le fibre muscolari e agisce anche a livello nervoso, se la causa della tensione è lo stress. Olio antidolorifico: preparate una miscela con: - 50 ml di olio di arnica - Sprigiona un curativo calore su contratture e dolori articolari; - 3 gocce di olio essenziale di vetiver - Allevia i dolori muscolari, riattivando la circolazione; - 3 gocce di olio essenziale di camomilla romana Antireumatica, distende la muscolatura contratta. È analgesica e blandamente sedativa. Con l’arancio aiuta il sangue In primavera risulta più utile intervenire sulla predisposizione ai disturbi circolatori, per evitare fastidiosi dolori in estate. Il vetiver tonifica e rafforza l’elasticità e la tenuta delle pareti venose. Massaggio serale Preparate una miscela con: -100 ml di olio di avocado - Dà alla pelle il giusto nutrimento e le dona elasticità; - 5 gocce di olio essenziale di vetiver - Tonifica le vene; - 3 di olio essenziale di arancio dolce - Drenante, purifica il sangue e stimola la circolazione. Come fare Partendo dalla pianta del piede risalite dolcemente su tutta la gamba, con movimenti decisi ma delicati. Questo massaggio allevierà subito il senso di affaticamento e il gonfiore. Ripetete il massaggio a sere alterne per tutto il mese.

Fonte :Riza Psicosomatica

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SARDEGNA NEWS :Carbosulcis, nuovo blitz degli operai davanti alla Regione

6 Maggio 2013, 12:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella CAGLIARI. Nuovo blitz questa mattina di una delegazione di lavoratori Carbosulcis di Nuraxi Figus a Cagliari. Un primo gruppo si è presentato davanti all’Assessorato regionale dell’Industria mentre un secondo è entrato a Villa Devoto. «Chiediamo un incontro con Cappellacci e con l’assessore Antonello Liori - ha spiegato Giancarlo Sau della Rsu Cgil - perchè si deve chiarire una volta per tutte la posizione della Regione sul futuro della miniera». «Abbiamo sollecitato un incontro anche con il Prefetto - ha aggiunto Stefano Meletti, delegato Uil - e dopo aver parlato con i funzionari siamo usciti e presidiamo l’ingresso in attesa di risposte». I lavoratori chiedono che venga riavviata la produzione in miniera e chiarimenti sul futuro, compresa l’erogazione dei dieci milioni di euro da parte della Regione per il funzionamento del sito minerario. «Devono essere sbloccate le risorse erogate per garantire il funzionamento del sito, soldi che servono per la sicurezza e la produzione - ha concluso - ma, soprattutto, ci devono dire quali sono i progetti per il lungo termine».

06 maggio 2013 Fonte :La nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS Sei in: Schianti in moto, tre morti nell’isola in 24 ore

6 Maggio 2013, 11:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella BOSA. Ancora sangue sulle strade dell’isola, dove tra sabato e domenica hanno perso la vita in tre terribili incidenti altrettanti centauri. L’ennesima tragedia di un fine settimana da dimenticare si è consumata dopo le 15 sulla provinciale 49 Alghero-Bosa, a una decina di chilometri dal capoluogo della Planargia, dove un motociclista di quarantacinque anni di Ittiri, Gian Battista Sechi, a bordo della sua Honda Transalp era diretto verso Bosa insieme con un gruppo di amici. La sua moto, secondo una prima ricostruzione, ha invaso la corsia opposta impattando contro un’utilitaria diretta al centro catalano. Scattati i soccorsi nella zona è atterrato l’elicottero dei Vigili del Fuoco con a bordo l’equipe medica del 118. Ma per il centauro non c’è stato nulla da fare. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri della stazione di Bosa coadiuvati dai militari della aliquota radiomobile di Macomer. Il terribile incidente è avvenuto sulla provinciale Bosa-Alghero, al chilometro dieci, poco dopo le quindici e trenta di un sereno pomeriggio di sole. Gian Battista Sechi, insieme ad alcuni amici motociclisti, proveniva da Alghero. Il gruppo ha deciso di percorrere la litoranea in direzione Bosa. Poco prima del luogo della tragedia i centauri si sono fermati per ammirare il panorama lungo la costa. Quindi, intorno alle quindici e trenta, hanno ripreso la marcia verso la città del Temo per un’ulteriore sosta. Nell’affrontare una delle curve, che immettono poi nel rettilineo da cui si può accedere all’ampio belvedere su Baia Managu e la selvaggia costa del Grifone, Gian Battista Sechi ha perso il controllo della sua Honda, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri. La moto si è quindi scontrata con una vettura diretta ad Alghero, con a bordo due turisti di nazionalità francese rimasti illesi. Dopo il forte impatto il centauro è rimasto esanime sull’asfalto e le sue condizioni sono apparse subito gravi. Immediata la richiesta di soccorso, che ha visto mobilitato un elicottero dei vigili del fuoco decollato da Alghero con a bordo l’équipe per gli interventi sanitari d’emergenza. Il mezzo aereo è atterrato dopo qualche minuto in una piazzola sterrata a due passi dal luogo dell’incidente. Ma per Gian Battista Sechi i medici non hanno potuto fare nulla, se non constatarne la morte dovuta probabilmente alle ferite interne. Sul posto sono giunte le pattuglie dei carabinieri della radiomobile di Macomer e della stazione di Bosa, l’ambulanza del 118 di Bosa e diversi agenti del corpo forestale della Regione. La strada, considerata la bella giornata, era particolarmente trafficata e per diversi minuti, per consentire i soccorsi e i rilievi, è rimasta bloccata alla circolazione. A Bosa sono anche arrivati amici e parenti di Gian Battista Sechi. «Era in sella fin da piccolo, amava stare in moto. Si sarebbe sposato fra poco», sono state le parole del fratello, sconvolto per l’accaduto. Il magistrato di turno ha disposto il trasferimento della salma alla camera mortuaria. Dove, prima della restituzione alla famiglia, il medico legale ha eseguito gli accertamenti di rito. Intorno alle diciannove e trenta il carro funebre, scortato dai parenti e amici di Gian Battista Sechi, si è quindi diretto verso il cimitero di Bosa, mentre la moto e l’auto sono state caricate sul carro attrezzi. La Bosa-Alghero è fra le strade più amate dai motociclisti per il particolare percorso e per le peculiarità naturalistiche e paesaggistiche che riserva. Tracciato che secondo gli amici Gian Battista Sechi conosceva bene e amava percorrere con la sua moto in compagnia di amici. Anche ieri il gruppo aveva deciso di percorrere la strada come probabilmente aveva fatto tante altre volte. All’uscita di una curva è accaduto l’imponderabile e l’esperto motociclista di Ittiri non è riuscito più a controllare la sua Honda Transalp, un mezzo noto per la sua managevolezza unita a sicurezza e buone prestazioni . Il dolore per la morte di Sechi si è unito a quello per la morte di un altro centauro, poche ore prima, dall’altra parte dell’isola, nell’Orientale sarda, non lontano da Burcei. Un motociclista è morto a poca distanza da dove, appena il giorno prima, un altro appassionato di due ruote aveva perso la vita. Un weekend davvero da dimenticare per gli amanti delle moto della Sardegna.

06 maggio 2013 Fonte :La nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS :Imprenditore sale sulla gru e minaccia di suicidarsi

6 Maggio 2013, 11:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella SASSARI. È salito questa mattina su una gru nella zona industriale di Predda Niedda a Sassari minacciando di buttarsi nel vuoto. Daniele Delogu, di 60 anni, ex carabiniere e titolare di un’azienda di soccorso stradale, la Digiemme di Ottava. L’uomo vanta un credito con il Ministero delle Finanze che gli deve 350mila euro per la sua attività e di cui chiede il rimborso.

fonte:La nuova Sardegna

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Folla ai funerali di Agnese Borsellino «Ha patito un martirio bianco

6 Maggio 2013, 11:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/06/Agnese-Borsellino-1-343x215--180x140.jpg?v=20130506104443

 

431868 4638154988107 1754703600 n-copia-1INSERITO DA ANNA DI DOMENICO

Don Cosimo: ha sempre voluto conoscere tutta la verità In chiesa presenti, tra gli altri, anche Grasso e Alfano PALERMO - Don Cosimo Scordato ha definito quello di Agnese «un martirio bianco». Il parroco dell'Albergheria ha aperto così la sua omelia al funerale della vedova di Paolo Borsellino che si è celebrato nella chiesa di santa Luisa di Marillac. Funerali di Agnese Borsellino APPLAUSI - Un lungo applauso ha salutato l'uscita del feretro al termine della partecipatissima funzione (in tanti sono rimasti fuori dalla chiesa stracolma). La bara è portata a spalla, tra gli altri, anche dal figlio Manfredi, che alla fine della celebrazione ha ringraziato tutti i medici che hanno avuto in cura la madre e i tanti amici e fedeli che si sono stretti alla famiglia in questo giorno di dolore. La salma verrà tumulata al cimitero di Santa Maria di Gesù. COMMOZIONE - Una folla silenziosa e commossa, ma anche rispettosa del dolore dei familiari ha seguito stamane l'omelia. Agnese Piraino Leto, la vedova del giudice Paolo Borsellino, è morta ieri a 71 anni, dopo una lunga malattia. Don Cosimo ha ricordato il suo carattere «umile ma forte», sottolineando che durante la sua vita Agnese ha sempre inseguito, passando, appunto, per un martirio bianco, il «desiderio di conoscere tutta la verità» e ha chiesto perdono per il «martirio di tante persone» e per tutto quello che «non abbiamo portato alla luce facendo la nostra parte per la costruzione di una società degna di essere vissuta». LE AUTORITA' - Tra i presenti, oltre ai tre figli, il presidente del Senato, Piero Grasso, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, molti magistrati, il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, ma anche l'aggiunto Vittorio Teresi, diversi assessori della giunta regionale tra cui Linda Vancheri, Nicolò Marino, Mariella Lo Bello con in testa Rosario Crocetta, e della giunta comunale di Palermo guidata dal sindaco Leoluca Orlando. MAGISTRATO’ - Agnese è morta a Palermo, dove con coraggio e dignità non smise mai di cercare la verità sull'assassinio del marito. Era figlia di Angelo Piraino Leto, magistrato che ha ricoperto tra l'altro la carica di presidente del Tribunale di Palermo. Nel dicembre del 1968 aveva sposato Paolo Borsellino, dal quale ha avuto tre figli: nel 1969 Lucia, oggi assessore alla Salute del Governo Crocetta; nel 1972 Manfredi, commissario di Polizia; nel 1973 Fiammetta. RISERBO - Dopo l'uccisione del marito, il 19 luglio del 1992, ha sempre mantenuto un atteggiamento di grande riserbo. Poche presenze pubbliche, poche interviste. Fra le eccezioni, un anno fa un intervento alla trasmissione Servizio Pubblico, condotta da Michele Santoro, nel corso della quale non ha esitato ad esprimere il suo sdegno per i fatti e le polemiche legati alle indagini sulla trattativa Stato-Mafia, manifestando vicinanza al Capo dello Stato Napolitano: "Dopo la strage di Capaci mio marito disse che c'era un dialogo in corso già da molto tempo tra mafia e pezzi deviati dello Stato". E aggiunse: «Paolo mi disse che materialmente lo avrebbe ucciso la mafia ma i mandanti sarebbero stati altri». IL PRESIDENTE DEL SENATO - «Perdiamo una grande donna, una grande madre, una persona che ha voluto fino all'ultimo verità e giustizia testimoniando anche in tutti i processi in cui è stata chiamata e con tutti i magistrati che hanno continuato le indagini». Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso ai funerali di Agnese Borsellino. «Per continuare la sua memoria dobbiamo continuare a cercare verità e giustizia», ha concluso il presidente del Senato. IL GUARDASIGILLI - «Agnese Borsellino era una donna straordinaria, che non dobbiamo dimenticare. Il suo insegnamento deve rimanere per tutti un modello». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, giungendo al funerale della vedova di Paolo Borsellino. IL PROCURATORE MESSINEO - «L'avere cercato fino all'ultimo istante la verità per la morte di Paolo Borsellino fa parte della elevata valutazione morale che è dovuta alla memoria di Agnese Borsellino, perchè ha lottato fino all'ultimo, finchè le è stato possibile». Lo ha detto il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo prima dei funerali della vedova del giudice Paolo Borsellino. «Agnese Borsellino - ha spiegato Messineo - era una donna di grande levatura, ed è stata compagna di un magistrato di eccezionale qualità quale era Paolo Borsellino. Successivamente ne ha perpetuato la memoria e ha lottato anche per rivendicare per Paolo Borsellino tutto ciò che gli era dovuto. Oggi è un momento di dolore e di commozione». IL SINDACO DI PALERMO - «Ha senso combattere i mafiosi che sparano se non si combattono i loro mandanti politici?» È questa la domanda polemica che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha fatto entrando stamattina nella chiesa in cui si celebrano i funerali di Agnese Borsellino, la vedova del magistrato ucciso nel 1992. «La signora Borsellino - ha detto Orlando - ha continuato a chiedere, con la pacata e civile fermezza che ha contraddistinto tutta la sua vita, verità e giustizia per la morte del suo compagno. Ha continuato a battersi, scontrandosi contro inaccettabili silenzi e omertà di Stato, perchè sia fatta luce e siano colpiti i responsabili della ignobile trattativa fra Stato e mafia che ha portato alla morte di Paolo Borsellino.» Da qui, la domanda polemica del Sindaco. «Una domanda - ha detto - che è uno stimolo a non fermarci e a continuare a chiedere che verità e Giustizia siano finalmente fatte».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

06.05.2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Sel lancia la proposta: fuori le auto dal centro

6 Maggio 2013, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/06/centron_foggia--180x140.jpg?v=20130506110351

 

431868 4638154988107 1754703600 n-copia-1INSERITO DA ANNA DI DOMENICO

L’idea piace a molti, segno che in questi anni la chiusura alle vetture è stata accompagnata da entusiasmo FOGGIA - Il gruppo consiliare di Sel al Comune di Foggia tasta il polso al popolo della rete e avanza la proposta di allargare, il sabato e la domenica, l’isola pedonale. Il capogruppo Michele Sisbarra dal suo blog ha lanciato nei giorni scorsi un quesito: «Cosa ne pensate della chiusura al traffico tutti i sabato pomeriggio e l’intera domenica della zona attualmente impegnata per le giornate ecologiche». Una sfida ambiziosa considerando che la zona è abbastanza estesa. L’idea piace a molti, segno che in questi anni la chiusura alle auto di alcune aree è stata accompagnata da entusiasmo. Marzia spera «non resti un’utopia», Francesco suggerisce «di fare un test in alcune fasce orarie prestabilite», per vedere se funziona o meno. Giorgio parla della necessità di «un piao organico che preveda prima di tutto parcheggi di scambio» per invogliare i foggiani a non usare la propria auto. Non manca qualche voce fuori dal coro, come quella di Nicoletta, che commenta così: «Poi chiudiamo attività commerciali, studi e negozi». Insomma senza auto secondo Nicoletta il centro morirebbe.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

06.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Strage, i soldi erano ancora in cassa Attesa per l'esito delle autopsie VIDEO

6 Maggio 2013, 10:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/06/piscina--180x140.JPG?v=20130506094209

 

431868 4638154988107 1754703600 n-copia-1INSERITO DA ANNA DI DOMENICO

I coniugi Piccolo e Chimienti erano stati a Bari per una visita da un neurochirurgo. Acquisiti BARI - Manca ancora un «perché», e manca ancora a la pistola della strage avvenuta venerdì sera in una famiglia perbene a Sannicandro di Bari dove un farmacista di 55 anni, Michele Piccolo, ha ucciso la moglie Maria, vicesindaco del paese e i figli Letizia e Claudio con un colpo alla testa prima di suicidarsi. Nel pomeriggio di venerdì, i coniugi erano andati insieme a Bari per una visita specialistica da un neurochirurgo. Piccolo aveva da qualche tempo forti dolori alla schiena che curava con delle infiltrazioni. Non si sa se gli esiti di questa visita abbiano avuto un peso nella tragedia o se a pesare siano state preoccupazioni di altro genere che gravavano su Piccolo e che hanno scatenato in lui una reazione così distruttiva. Comunque, anche se con alcuni punti oscuri, l'ipotesi dell'omicidio-suicidio resta quella in campo. È venuta meno infatti quella (sempre apparsa residuale) della rapina, dopo che sono stati trovati nella cassa della farmacia di famiglia i soldi che, secondo uno zio, Claudio avrebbe dovuto avere con sè e che sembravano scomparsi. Il contante era ancora in cassa. Molti dei chiarimenti attesi arriveranno dalle autopsie che verranno eseguite martedì prossimo e che metteranno punti fermi sull'ora della morte delle prime due vittime (Maria Chimienti e la figlia Letizia) e sulle cause del decesso di Piccolo il cui corpo è stato trovato in piscina. Secondo la ricostruzione più accreditata, dopo essere rientrato a casa nel pomeriggio, Piccolo avrebbe ucciso nelle loro camere da letto la moglie Maria e la figlia Letizia per la quale ieri sera si stava organizzando in villa una festa per il ventesimo compleanno. Se fosse confermata la versione di un testimone che ha visto marito e moglie rientrare in auto in paese verso le 17.30, il primo atto della strage sarebbe avvenuto subito dopo. Successivamente, Piccolo avrebbe atteso per qualche ora, fino alle 21, il rientro a casa dopo il lavoro del figlio Claudio, di 24 anni. Lo ha accolto probabilmente a luce spenta (i primi parenti a scoprire il fatto hanno trovato il quadro elettrico staccato) e lo ha colpito alla testa ferendolo a morte. Il ragazzo è morto diverse ore dopo nel Policlinico di Bari. Piccolo è quindi uscito di casa, forse per disfarsi della pistola. Ha incontrato una amico cui ha consegnato alcuni farmaci che si era impegnato a portagli quando si erano visti la mattina per un caffè. Quando è rientrato ha deciso di farla finita lasciandosi andare in piscina, forse (e per questo si attende l'esito degli esami tossicologici) dopo aver assunto sedativi. Sull'uomo è stata fatto l'esame dello stub che fugherà ogni dubbio sul fatto che sia stato davvero lui a sparare. Della pistola, una calibro 3.8 per la quale Piccolo aveva il porto d'armi, non c'è traccia in casa e in giardino e gli investigatori continuano a cercarla. Intanto nella strada che porta alla villa della tragedia dopo lo choc e il via vai di investigatori e di qualche curioso è tornata la calma. Unico segno che ricorda quanto è avvenuto, un mazzo di fiori che un vicino di casa ha deposto in silenzio davanti al cancello di ingresso della villa ormai vuota.

CORRIERE DEL MEZZOGIONO

06.05.2013

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SEZIONE VARIE NEWS Scherzi, offese e minacce al telefono: ecco come scoprire le telefonate anonime

6 Maggio 2013, 09:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

228083 1047752848357 3575 n-copia-1PROPOSTO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO Quello che può apparire un banale scherzo telefonico o una vendetta privata può diventare, in determinati casi, una molestia e, quindi, un reato punito dal nostro codice penale. Ma la giustizia ha i suoi tempi che spesso pregiudicano l’esigenza di una tutela immediata ed effettiva per il cittadino.

Del resto, tutti sanno come oscurare il proprio numero di telefono cellulare: è sufficiente anteporre #31# al numero da chiamare. Sotto questo apparente schermo, si commettono spesso illeciti gravi.

 

Così le compagnie telefoniche per cellulari hanno messo a disposizione di tutti un servizio, chiamato “Override”, che consente di scoprire chi si nasconde dietro un numero “privato”.

 

Il servizio, volto a smascherare le chiamate “moleste” con ID nascosto (ma non gli sms), è disponibile per clienti in abbonamento e ricaricabili. Costa circa 30 euro (il prezzo varia a seconda dell’operatore) e ha validità per quindici giorni dall’attivazione.

 

In pratica, se colui che effettua la chiamata “nasconde” il proprio numero o semplicemente si limita a fare “squilli” anonimi, si può ottenere, dalla Compagnia telefonica, il numero in chiaro.

 

Override è un servizio offerto da VodafoneTimWind3Italia.

 

Per l’attivazione del servizio si deve compilare un modulo (allegando una fotocopia della carta di identità) che può anche essere richiesto online, per email o scaricabile dal sito del gestore telefonico.

 

In ogni caso, Override consente sì di smascherare il numero molestatore, ma non è possibile ottenere, direttamente dal Servizio Clienti, il nome del titolare dell’utenza anonima. Per avere tale informazione è comunque necessaria un’apposita denunciadepositata alle autorità competenti (anche con dichiarazione orale), le uniche autorizzate ad accedere ai tabulati in chiaro.

 

Prima di effettuare la denuncia bisogna assicurarsi che la condotta posta in essere dal presunto molestatore integri un reato. Infatti, accusare un soggetto di un reato che in realtà non ha commesso comporta il rischio di esporsi a una controdenuncia percalunnia.

 

Fuori dalle ipotesi di stalking, il reato che si configura più spesso in questi casi, da parte dell’importuno telefonista, è quello della molestia. 

Lo schema tipico della molestia è caratterizzato dalla ripetizione di telefonate in orari diurni e notturni, spesso mute e talvolta con l’unica finalità di intaccare la tranquillità e il riposo della persona presa di mira.

È necessario, inoltre, che vi sia stata una pluralità di comportamenti di disturbo telefonico. Pertanto, non sono punibili le telefonate effettuate per errore, gli scherzi telefonici e le telefonate di propaganda commerciale nei limiti della normale tollerabilità.

Secondo la Cassazione non sono sufficienti a configurare la molestia due sole telefonate, per di più mute.

 

Oltre alla molestia, si può essere vittime di una minaccia. Per commettere tale reato è sufficiente prospettare a un soggetto un ingiusto danno.

 

Infine, è possibile essere vittime, attraverso il telefono, del reato di ingiuria, che ricorre quando qualcuno offenda l’onore o decorso di colui che riceve la chiamata.

Ricordiamo che l’ingiuria si differenzia dalla diffamazione per il fatto che quest’ultimo reato consiste nell’offesa della reputazione di una persona non presente con una comunicazione rivolta a più persone.

 

 

 

 

(“La Legge per Tutti” è un portale che spiega e traduce, in gergo non tecnico, la legge e le ultime sentenze, affinché ogni cittadino possa comprenderle. I contenuti di queste pagine sono liberamente utilizzabili, purché venga riportato anche il link e il nome dell’autore).

Sito amministrato dallo Studio Legale Avv. Angelo Greco (www.avvangelogreco.it). Nell’ambito del diritto civile, svolge consulenza alle imprese, diritto della rete e diritto d’autore, diritto dei consumatori, privacy, procedure espropriative.

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