NEWS ITALIA E DAL MONDO PADOVA Il Vaticano "sfratta" i frati che aiutano i poveri per far posto a 5 appartamenti
INSERITO DA MICHELA MARTINI L’Opera caritatevole trasferita all’interno della Basilica. I dubbi:
«Chi ha bisogno non verrà più: si vergognano a mostrarsi lì».
PADOVA - Monsignor Gioia "sfratta" il Pane per i poveri. Ancora tensioni tra il Frati minori conventuali che gestiscono "l'Opera caritatevole" di via Orto Botanico (che si occupa della distribuzione di generi di necessità e di assistenza agli indigenti) e il delegato Pontificio per la basilica di Sant'Antonio Francesco Gioia. Circa un mese fa infatti è arrivata a Padova la comunicazione «di trasferimento» del «centro di aiuto e di ascolto» che fino a ieri era ospitato all'interno dell'ex casa del custode (utilizzata in passato dai frati come magazzino e biblioteca). Lettera firmata direttamente da Gioia. Il palazzetto era assurto alle cronache circa 6 mesi fa in quanto la Procura aveva aperto un fascicolo su un presunto abuso edilizio riguardante proprio questa struttura. Struttura che dovrebbe ospitare 5 mini appartamenti da 35 metri quadrati. Appartamenti che in prospettiva dovranno essere affittati. A quanto pare, a volere fortemente l'intervento, sarebbe stato sempre il delegato Pontificio. Delegato Pontificio che all'inizio di aprile avrebbe comunicato appunto ai frati del Santo la necessità di spostare il Pane dei Poveri da via dell'Orto Botanico, ad una sala che si trova nel Chiostro Luca Belludi (quindi all'interno dell'area basilicale). Sala che fino a qualche giorno fa veniva utilizzata per l'accoglienza dei pellegrini. Il motivo del trasferimento? Ufficialmente l'attività del Pane per i poveri sarebbe incompatibile con un complesso residenziale, quindi il residence che verrà realizzato all'interno della casa del custode. Un parere che però non sarebbe condiviso dal settore Urbanistica di palazzo Moroni. Tra i frati della Basilica però qualcuno fa presente che, liberando gli spazi dell'«Opera caritatevole» si può far saltare fuori un nuovo appartamento che poi potrà essere affittato. I malumori riguarderebbero anche un'altra circostanza: il trasferimento del Pane per i poveri all'interno del chiostro rischia da un lato di far venire in contatto con i pellegrini, alcuni soggetti problematici che si rivolgono ai frati per un aiuto e, dall'altro, di allontanare tanti neo indigenti che, per vergogna, mai potrebbero andare a chiudere una mano in un luogo tanto affollato, dove potrebbero essere riconosciuti. Che il trasloco (iniziato ieri mattina) proprio non sia andato giù ai tanti volontari che lavorano Pane per i poveri, lo testimonia anche un'altra circostanza: ieri mattina sulla porta dell'ex sede si poteva leggere un cartello: «Chiuso per sfratto». Cartello che qualcuno ha provveduto a rimuovere dopo una mezz'oretta. di Alberto Rodighiero
IL GAZZETTINO.IT
Martedì 07 Maggio 2013 - 10:07
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