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news italia e dal mondo

PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Forte odore di gas, evacuato il Palazzo degli Studi VIDEO

10 Maggio 2013, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.corrieredelmezzogiorno.corriereobjects.it/campania/media/foto/2013/05/10/PALAZZO--401x175.jpg?v=201305101018

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Quasi 1.500 persone si sono riversate in strada I controlli hanno escluso pericoli: alle 11 son rientrati tutti FOGGIA - Inizio di giornata movimenta al Palazzo degli Studi di Foggia. L'intero edificio che ospita tre scuole superiori e una scuola media è stato evacuato intorno alle 9.45 a causa di un fortissimo e persistente odore di gas metano. In strada si sono riversate quasi 1.500 persone tra studenti e docente. Dopo le verifiche dei vigili del fuoco e dei responsabili dell'assessorato che hanno stabilito che non c'erano pericoli alle 10.45 sono rientrati tutti nell'edificio.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Si incatena davanti al tribunale, «Giustizia troppo lenta»

10 Maggio 2013, 11:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/10/trib--180x140.jpg?v=20130510105712

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Una donna 42enne aspetta da 7 anni che si concluda l'accertamento invalidità causato da incidente sul lavoro Il tribunale di piazza De Nicola BARI - Si è incatenata da due giorni ai cancelli del tribunale di Bari, in piazza De Nicola, per protestare contro la giustizia lenta: Caterina Ritoli, 42 anni di Polignano a Mare (Bari), aspetta da oltre sette anni che si concluda la causa per l'accertamento dell'invalidità causatale da un incidente sul lavoro subito nel gennaio 2006. Nel febbraio scorso, minacciando di suicidarsi lanciandosi dal quarto piano dello stesso palazzo, la donna ottenne la fissazione a breve dell'ultima udienza del processo di primo grado, che le ha riconosciuto un'invalidità dell'11 per cento. All'epoca in servizio come ausiliaria nel reparto di cardiologia dell'ospedale di Monopoli, è rimasta schiacciata da un carrello di 10 quintali che le ha provocato trauma cranico, disidratazione del disco, l'invecchiamento della spina dorsale di 30 anni e una frattura al braccio, oltre ad aver tenuto il busto ingessato per mesi. Finita la riabilitazione è tornata a lavoro, trasferita al poliambulatorio di Polignano, dove attualmente lavora. I tre mesi in terapia intensiva hanno costretto il marito, autista soccorritore, a lasciare il lavoro (è ancora disoccupato) per accudire i tre figli, oggi di 12, 15 e 20 anni. Per Caterina quell'11 per cento non è sufficiente. Tramite il suo legale ha depositato appello ma le hanno fatto sapere che l'udienza non sarà fissata prima del 2015. «Ci sono miliardi di padri e madri - ha detto Caterina - che come me hanno subito incidenti sul lavoro e aspettano da anni che gli venga riconosciuto quello che gli spetta. Questa non è giustizia»

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10.05.2013.

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Toscana news : Banda slot machine aggredisce agenti con le mazze: tre persone ferite

10 Maggio 2013, 07:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze,  - Hanno aggredito con mazze di ferro i poliziotti che li avevano sorpresi, alle 4 in un campo da calcio abbandonato a Firenze, in via Menabrea, mentre tentavano di forzare una macchina cambiasoldi e una slot machine appena rubate da un bar. Poi i ladri, quattro uomini, sono fuggiti a piedi. Uno di loro, albanese di 22 anni, e' stato bloccato e arrestato per tentata rapina impropria in concorso. Tre gli agenti rimasti feriti, che hanno riportato contusioni giudicate guaribili in sette giorni. Secondo quanto ricostruito, verso le 3 la banda si era introdotta in un bar di viale Verga, e aveva portato via la slot e la cambiasoldi caricandole su due auto rubate. Circa un'ora dopo i malviventi sono stati rintracciati nel campo da calcio, grazie alla segnalazione di un residente. Quando le volanti si sono avvicinate, la banda ha impugnato gli arnesi da scasso e si e' scagliata, anche urlando, contro i poliziotti. Poi i quattro sono scappati a piedi. Uno di loro comunque e' stato fermato e le indagini proseguono serrate per prendere anche gli altri tre. Da molti mesi a Firenze e nella provincia si susseguono i 'colpi' a bar e negozi per portare via le 'macchinette mangiasoldi'. Recuperati dalla polizia una mazza in ferro, un martello da carpentiere, un pie' di porco, due cacciaviti, una tronchese, guanti e passamontagna, oltre ai due apparecchi rubati, danneggiati ma con le cassette di sicurezza ancora intatte e contenenti poco piu' di 700 euro.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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Toscana news : Vent'anni dalla strage dei Georgofili

10 Maggio 2013, 07:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze, 9 maggio 2013 - VENT’ANNI FA, nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, la strage di via dei Georgofili. Una bomba nascosta dentro a un Fiorino uccideva cinque persone e ne feriva cinquanta. L’esplosione danneggiava inoltre parte del patrimonio degli Uffizi: 200 le opere rovinate, di cui 150 quadri e 50 sculture, con tre dipinti completamente distrutti. Firenze non ha mai dimenticato questo attacco al cuore del Paese, a un simbolo della nostra identità. E gli Uffizi non hanno dimenticato quella strage, che domenica 26 maggio verrà ricordata con una serie di iniziative. Al fianco del Comune, della sovrintendenza del polo museale e della direzione della Galleria, gli “amici” di sempre, la Fondazione non profit «Friends of Florence» che per l’occasione ha donato una scultura un bronzo e oro di Roberto Barni dedicata alla memoria delle vittime da collocare all’esterno degli Uffizi, sul lato di via dei Georgofili. «Lo scopo di Friends of Florence – ha spiegato la presidente Simonetta Brandolini d’Adda - non è soltanto il restauro del patrimonio culturale, ma la salvaguardia della bellezza, la tutela del patrimonio di secoli, la conservazione della memoria umana per il presente, per i nostri figli e per le generazioni future». Una commemorazione tra arte e memoria, affinchè, come ha ricordato la sovrintendente Cristina Acidini «il ricordo resti vivo tra noi e soprattutto diventi racconto e dunque messaggio, da trasmettere ai nostri giovani, che nel ‘93 non capirono o non c’erano ancora. La statua di Barni, che i Friends of Florence hanno donato con la consueta generosità, è un segno di memoria proteso su quella ferita, che il lavoro di tanti ha risarcito». «Il bronzo di Barni che s’è voluto — ha aggiunto il direttore Antonio Natali — si leverà a una ventina di metri dal suolo per farsi figura di un’aspirazione a staccarsi da terra, a incedere, a guardare avanti e in alto. L’uomo ritto sulla lama sporgente dal muro allunga il passo, portando con sé cinque piccoli simulacri umani: animule delle persone uccise dalla mafia in via dei Georgofili». L’uomo di Barni, dal titolo «I passi d’oro», di giorno brillerà al sole con l’oro della sua pelle e di notte sarà al centro d’un fascio di luce. Come memoria, monito e speranza. Il presidente del consiglio comunale. Eugenio Giani, ha ricordato che sempre domenica 26 maggio alle 12 nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio ci sarà la presentazione dell’opera di Barni. La sera poi, all’ora esatta dello scoppio dell’ordigno, le 1.04 quando rintoccherà la campana di Palazzo Vecchio, la statua di Barni sarà illuminata per la prima volta. IL 26 MAGGIO gli Uffizi resteranno aperti con ingresso libero dalle 19 alle 23.30, grazie alla disposibilità del personale che resterà al lavoro gratis. Previste visite gratuite con 40 guide turistiche delle associazioni Agt e Mercurio e gli assistenti alla vigilanza della Galleria. Inoltre saranno proiettati un filmato di Cinzia Th. Torrini e un video realizzato dai Vigili del Fuoco. La Direzione degli Uffizi attiverà poi una raccolta fondi in favore della ricostruzione della «Città della Scienza» di Napoli, distrutta da un incendio doloso, a cui si aggiungerà l’intero incasso della caffetteria del museo, gestita dalla famiglia Bartolini.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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Toscana news :Abusava del figlio dei vicini: condannato a sei anni

10 Maggio 2013, 07:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella I fatti risalgono al 2011. L'uomo invitava il bimbo a giocare con i suoi due figli e approfittava di lui Firenze, 9 maggio 2013 - Un manovale di 42 anni originario della provincia di Caltanissetta ma residente nel fiorentino, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Firenze a sei anni e sei mesi di reclusione con l'accusa di abusi sessuali su minori. L'uomo sarebbe responsabile di aver abusato di un bimbo di 10 anni, figlio dei suoi vicini di casa, tra dicembre 2010 e luglio 2011. Secondo i giudici, l'uomo avrebbe compiuto gli abusi quando il piccolo si recava a casa sua per giocare con i suoi figli, di 3 e 8 anni. In particolare, le violenze avvenivano nella camera da letto dell'abitazione, dove l'uomo si trovava in compagnia del bimbo con la scusa di addormentare suo figlio più piccolo. La moglie del manovale è risultata estranea ai fatti. Le violenze sono continuate fino al luglio 2011, quando il piccolo ha confessato gli abusi patiti ai suoi familiari, spiegando che fino ad allora non aveva detto niente perchè l'uomo glielo aveva proibito espressamente. Le indagini che hanno portato al processo sono partite nel luglio 2011, a seguito di una denuncia presentata dalla famiglia del piccolo, assistita dall'avvocato Massimiliano Manzo

.Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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Toscana news :Cardiologo sottovalutò i stintomi di una paziente: indagato per la morte di una giovane avvocatessa

10 Maggio 2013, 06:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze,  - E' indagato con l'accusa di omicidio colposo per la morte dell'avvocatessa ventisettenne Ginevra Olivetti Rason. Si tratta di un medico cardiologo accusato per ii decesso della ragazza avvenuta per arresto cardiaco la sera del 21 ottobre 2011 nella sua abitazione di Firenze. Secondo l'accusa, il cardiologo avrebbe sottovalutato, scambiandoli per problemi gastrointestinali, i disturbi cardiaci che la sua assistita, cardiopatica, gli aveva riferito al telefono poche ore prima della morte. L'udienza preliminare del processo, che avrebbe dovuto tenersi oggi, è stata rinviata al 13 giugno prossimo dopo una integrazione del capo d'imputazione da parte del pubblico ministero Giuliano Giambartolomei: per l'accusa infatti, il cardiologo, Alfredo Zuppiroli, medico curante della Olivetti Rason dal 2006, avrebbe commesso negligenze già nei mesi precedenti al decesso, sottovalutando lo stato della paziente, a rischio dopo aver subito un intervento chirurgico al cuore nel novembre del 2010. Zuppiroli, che seguiva il decorso post operatorio della paziente, sarebbe responsabile di omissioni nell'osservanza delle linee guida per la cura della patologia da cui era affetta. Per l'accusa, avrebbe commesso errori di valutazione sul suo stato di salute, tali da indurlo a sottovalutare i sintomi da lei riferiti la sera del 21 ottobre 2011. Dopo aver cenato in casa in compagnia di un'amica, Ginevra Olivetti Rason chiamò il medico, spaventata e in lacrime, dicendo di avvertire un forte dolore al petto. Il cardiologo la rassicurò e le consigliò di prendere un bicchiere di latte caldo. In questo modo, afferma l'accusa, l'uomo omise di imporre il ricovero in un pronto soccorso, un ambiente protetto dove la crisi cardiaca che portò la donna alla morte avrebbe potuto essere trattata con un defibrillatore, con alte probabilità di successo. Le indagini sono partite a seguito di un esposto presentato alla Procura di Firenze dalla famiglia Olivetti Rason, assistita dai legali Mario Taddeucci Sassolini e Filippo Bellagamba.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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News Italia e dal Mondo :Germania: fulmine cade durante celebrazioni per festa del papa', 39 feriti

9 Maggio 2013, 19:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Berlino, 9 mag. (Adnkronos/Dpa) - Sono 39 le persone rimaste ferite, di cui 8 gravemente, quando un fulmine e' caduto nel nordest della Germania, durante un raduno per celebrare la festa del papa'. L'incidente e' avvenuto a Dabel, dove un fulmine ha colpito alcuni alberi, vicino al luogo dove si trovavano circa 500 persone. Alcune feriti hanno riportato delle ustioni, ma nessuno e' in pericolo di vita. Le otto persone piu' gravi sono state ricoverate in ospedale.Fonte :ADNKRONOS

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SEZIONE SICILIA NEWS :PALERMO, DUE CADAVERI CARBONIZZATI IN DISCARICA: "DELITTO MAFIOSO, 2 ARRESTI"

9 Maggio 2013, 19:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Giovedì 9 Maggio 2013 PALERMO - Dal canada alla Sicilia per annientare due boss trovati morti in una discarica del palermitano. Due corpi carbonizzati sono stati trovati dai carabinieri a Casteldaccia (Palermo). Secondo le prime indagini, potrebbe trattarsi di Juan Ramon Fernandez e Fernando Pimentel coinvolti nell'indagine che ieri ha azzerato la cosca mafiosa di Bagheria. IL RITROVAMENTO I corpi erano in una discarica a Casteldaccia, vicino a un casolare. Le due vittime ieri erano sfuggite al blitz dei carabinieri che ha portato al fermo di 21 tra boss e gregari delle cosche palermitane. I cadaveri sarebbero stati segnalati al Ros da una telefonata anonima che avrebbe dato precise indicazioni sul luogo in cui i due uomini si trovavano. MAFIA CANADESE Sarebbe maturato nell'ambito della guerra in corso tra i clan mafiosi canadesi il duplice omicidio di Juan Ramon Fernandez, detto Joe Bravo, spagnolo, 57 anni, e Fernando Pimentel, portoghese, 36 anni, trovati morti, carbonizzati, in una discarica del palermitano. Erano ricercati, da ieri, per un traffico di droga - ossicodone ed eroina - tra la Sicilia e il Canada. Fernandez era indagato anche per detenzione di armi. Secondo gli inquirenti, che hanno già fermato i presunti killer, i mafiosi bagheresi Pietro e Salvatore Scaduto, Fernandez non si sarebbe schierato nella lotta per il controllo del territorio tra due fazioni: quella del boss Vito Rizzuto e quella guidata da Raynald Desjardin. L'ordine dell'eliminazione di Fernandez e del suo fidato Pimentel sarebbe partito dal Canada fino a giungere ai due fratelli Scaduto, che hanno un passato tra le file di cosa nostra canadese e che avevano accolto Fernandez a Bagheria al momento della sua espulsione dal Canada dopo una condanna per racket e droga.

Fonte :Leggo.it

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News Italia e dal Mondo :ALESSANDRA, UCCISA A OSTIA: CONFESSA UN UOMO DI 50 ANNI. "DELITTO PASSIONALE"

9 Maggio 2013, 19:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella ROMA - C'è un fermo per l'omicidio di Alessandra Iacullo, la ragazza di 30 anni uccisa a coltellate nella serata di giovedì scorso a Dragona, nella periferia di Roma. Si tratta di un italiano di circa 50 anni legato alla ragazza per una vicenda sentimentale. I pm procedono per omicidio volontario. La giovane era stata trovata sanguinante intorno alle 22 del 2 maggio scorso in via della Riserva di Pantana, a Dragona. Trasportata all'ospedale Grassi, è morta per le gravi ferite riportate. Inizialmente si era ipotizzato un incidente stradale in quanto la donna fu trovata sotto il suo scooter ma le ferite riscontrate hanno fatto subito pensare ad un omicidio, reato per il quale il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Paola Filippi hanno avviato il fascicolo di indagine. LA CONFESSIONE Ha ammesso di aver ucciso Alessandra Iacullo per gelosia colpendola con alcune coltellate alla gola. Mario Broccolo, 50 anni, nel corso degli interrogatori in questura è crollato e ha confessato il delitto del 2 Maggio. A quanto si apprende, l'omicida sarebbe in procinto di essere trasferito nel carcere di Regina Coeli. Broccolo ha precedenti per molestie, secondo quanto riferito. Gli inquirenti hanno accertato che l'uomo, che era malvisto dai parenti della vittima perché violento, avrebbe voluto riallacciare con Alessandra la storia terminata qualche tempo fa. Broccolo sarebbe stato individuato grazie all'analisi dei tabulati telefonici. OMICIDO DOPO VIOLENTA LITE L'omicidio di Alessandra Iacullo sarebbe avvenuto dopo una violenta lite avuto con l'uomo oggi fermato. È quanto si apprende da ambienti della Procura. L'uomo è accusato di aver ucciso la Iacullo dopo un «violento contrasto» terminato con le coltellate che hanno raggiunto la ragazza alla gola. Avrebbe ucciso Alessandra Iacullo perché era geloso di lei. A quanto si è appreso l'uomo, che abita nella stessa zona, si era prima intrattenuto con Iacullo in un bar nei pressi del luogo dell' omicidio. Poi dopo poco la lite in strada e le coltellate. I due non avevano una relazione stabile ma l'uomo era molto geloso della ragazza, secondo quanto riferito.

Fonte :Leggo

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NEWS ITALIA E DAL MONDO La cultura in tempo di crisi

9 Maggio 2013, 18:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

188886 1305023843391 8018826 nINSERITO DA IRENE CIVAI Lo storico sponsor ha lasciato Verona Jazz. Meno contributi anche per Comune e Arena

La cultura in tempo di crisi
La fuga dei privati dagli eventi

Lo storico sponsor ha lasciato Verona Jazz. Meno contributi anche per Comune e Arena

Come se, d’un tratto, arrivasse il deserto. Come se la sabbia di finanziamenti mancati prendesse il sopravvento. Quel paesaggio lunare racconterebbe di una Verona senza una Fondazione lirica. Di un’Arena senza opere. Di una Gran Guardia senza mostre. Di un Teatro Romano senza rassegne. Di una città «d’arte e cultura» che non avrebbe né arte, nè cultura. E per molti, già così, non è che si abbonda, in entrambi i casi. Ci sono spigoli della crisi che rimangono nei «cantoni». Come la sabbia quando s’insinua. Che la trovi in posti che non t’aspetti. E questo è lo «spigolo» di quella crisi che si riverbera sugli eventi di una città che la cultura non la fa solo per se stessa. Ma come volano economico. Un volano che rischia d’incartarsi su se stesso. Perché se è vero, come è vero, che i finanziamenti per la cultura non arrivano da quell’acquedotto che dovrebbe essere uno Stato che investe sul suo principale patrimonio, è altrettanto vero che si stanno prosciugando quei rubinetti che, se non creano risaie, evitano desertificazioni. Gli investimenti privati. Quegli «sponsor» che al mulino culturale portano acqua, eccome.

L’esempio più eclatante è quello del Verona Jazz Festival che grazie ai contributi dei privati ha creato delle vere e proprie chicche, in 40 anni di vita. Da due anni il Jazz scaligero per eccellenza, ha perso lo sponsor. Quella Volkswagen che garantiva alla manifestazione un introito di 100mila euro a edizione. E che da lì si è eclissata, come ha ridotto la partecipazione alla stagione lirica. Il risultato è stato che gli organizzatori hanno cambiato formula, creando una collaborazione con una società che prevede una collaborazione legata alle vendite dei biglietti. «I privati - spiega Gian Paolo Savorelli, direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese, creatore e curatore del Festival Jazz - sostenevano quasi totalmente la rassegna. E questo ti dà una possibilità importante: poter creare un cartellone senza guardare al botteghino. Insomma, poter invitare artisti importanti, di nicchia, che magari non ti riempiono il teatro. Con altre formule devi stare più attento alla parte "commerciale", come è giusto che sia per chi subentra dovendo coprire con gli incassi. Non è la formula ideale. Ma sia chiaro che è comunque una formula che ti permette di non morire». C’è chi lascia e chi, come alcune banche, diminuiscono la loro «partecipazione». E la creazione di «eventi culturali» a Verona è inevitabilmente destinata a barcollare, tra uno Stato che taglia e i privati che potrebbero cauterizzare la ferita e che invece ritirano le sovvenzioni.

«La verità - analizza il sindaco Flavio Tosi - è che se non ci fossero i privati, ad esempio, a Verona non sarebbero state allestite le due mostre di Goldin. Noi abbiamo la fortuna di avere la Fondazione Cariverona, quindi un privato che non solo non si è tirato indietro, ma ha investito. E’ ovvio che comunque devi cercare di organizzare eventi con meno finanziamenti e quindi crei sinergie nuove, cerchi soluzioni diverse, ma la programmazione inevitabilmente ne risente. Con la "spending review" si è tagliato senza criterio. I finanziamenti sono stati decimati per tutti, sia per chi organizzava convegni del piffero sia per città culturalmente importanti come Verona. E questo è stato un errore. Poi non si viene incontro, in un Paese come il nostro, al mecenatismo con quei benefici fiscali per i privati che investono in cultura, come accade all’estero. Se non ci fosse stata la Cariverona non solo non ci sarebbero state le mostre di Goldin. Ma come Comune non avremmo potuto fare quella "musina" che grazie a quell’evento siamo riusciti a fare e che sarà investita in altri progetti...».

Ne sa qualcosa il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini. Tra tagli al Fus - il fondo unico per lo spettacolo - e sponsor in crisi, è una sorta di alchimista, nel trovare finanziamenti. «Se si guarda in generale, noi non abbiamo perso sponsor privati. Anzi, ne abbiamo aggiunti. Ma la verità è che quelli più grossi hanno ridotto la partecipazione e quelli nuovi e i più piccoli non portano ulteriori entrate, ma vanno a coprire le perdite dovute ai tagli dei "maggiori"». Fanno sperare quello che è anche il presidente dell’Anflos - l’Associazione nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche - le ultime dichiarazioni del premier Enrico Letta. «Ha detto che se ci saranno ulteriori tagli alla cultura si dimetterà. Visto che poi sarà lui a decidere, non credo che si auto-licenzierà... E’ già qualcosa. E magari invece di tagli si inizierà a parlare di aumenti. A Verona la situazione è particolare, siamo salvati anche noi dalla Fondazione Cariverona. Se non ci fosse stata non ci sarebbe il museo della lirica. E ha anche aumentato il contributo. Ma a mancare è sempre lo Stato. Ci vorrebbe la leva fiscale: togliere l’Iva sui biglietti, gli sgravi a chi investe... ». Perché a un imprenditore puoi spiegare quanto è bello essere dei mecenati. Ma se la crisi attanaglia tutti è dove non fai la pagnotta che inevitabilmente tagli. E la cultura, si sa, non lievita in tempi rapidi...

FONTE Angiola Petronio

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