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news italia e dal mondo

PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Festa di San Nicola, rischio caos in città

25 Aprile 2013, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/25/sanicola--180x140.jpg?v=20130425093633

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Anche Frecce tricolori e Giro d'Italia: strade chiuse In pochi giorni tanti eventi concentrati in centro BARI - Quattro giorni di festeggiamenti, con il rischio di mandare in tilt il centro della città, anche perchè i vigili hanno minacciato lo sciopero. Si è tenuto ieri il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica proprio per capire come organizzare la sagra di San Nicola, l’esibizione delle Frecce tricolori e la tappa del Giro di Italia. La preoccupazione maggiore è legata proprio ai controlli e alla vigilanza: la polizia municipale scenderà in campo con 150 uomini (salvo sciopero, dato che già nelle scorse settimane era stato proclamato lo stato di agitazione), ai quali si uniranno gli agenti delle altre forze dell’ordine. Si comincerà il 6 con l’allestimento di un villaggio medievale nel cuore di Bari Vecchia. I divieti di transito partiranno alle 2 del giorno dopo: saranno chiuse al traffico fino alle 14 del 9 corso Vittorio Emanuele e le traverse con via Piccinni, un tratto di corso Cavour, il lungomare Imperatore Augusto e il lungomare Nazario Sauro fino a largo Matteotti. Solo in occasione delle Frecce tricolori, che si esibiranno il pomeriggio dell’8, sarà chiuso il lungomare forse fino a San Giorgio. L’Amtab garantirà i collegamenti del park and ride che per l’occasione saranno potenziati: saranno assicurate 17 navette (cinque per Largo Due giugno, sette per Pane e pomodoro, cinque per la Ferrotramviaria). Spostati i capolinea: i bus di largo Due giugno si fermeranno al ponte di corso Cavour; quelli per Pane e pomodoro a largo Matteotti (vicino la chiesa di San Sabino) ed infine le navette della Ferrotramviaria fino al Castello Svevo. Il capolinea di Pane e pomodoro è stato arretrato rispetto a piazza Diaz proprio per consentire la sistemazione delle giostrine su piazza Eroi del Mare. Le navette circoleranno fino a mezzanotte: il costo sarà quello di un euro più 30 centesimi a passeggero. Le bancarelle, 130 in tutto, saranno invece sistemate sul lungomare Imperatore Augusto. Altro problema è legato al Giro di Italia che si terrà il 9, a partire dalle 13 e 30. Per l’occasione è stato cambiato il percorso dei ciclisti che in un primo momento dovevano attraversare il lungomare Imperatore Augusto mentre in realtà saranno dirottati su corso Vittorio Emanuele. Proseguono anche i preparativi per il corteo storico a cura di Nicola Valenzano, dell’associazione Badathea. In queste ore il regista sta selezionando i 500 figuranti: il corteo partirà come al solito dal Castello Svevo per poi raggiungere la Basilica di San Nicola. Il prossimo appuntamento per la festa è fissato a domenica 28 aprile con il sorteggio dei pescherecci che accompagneranno la statua e il quadro del Santo in mare. Seguirà poi la processione per i vicoli. In occasione dei quattro giorni della festa, sono attesi 20mila pellegrini da tutta Italia. Per le Frecce tricolori si aspettano sul lungomare più di 50mila persone. Al comitato di ieri hanno partecipato anche i rappresentanti dell’Aeronautica, dei vigili del fuoco, della Capitaneria, della polizia stradale e il priore della Basilica Lorenzo Lorusso.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.04.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ’Ndrangheta a Milano, tutti condannati i 110 imputati del maxiprocesso

24 Aprile 2013, 12:01pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilgazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130424_bocassini.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Confermata in appello la sentenza di primo grado. Lievi riduzioni di pena anche per Zappia, capo del summit di Paderno Dugnano MILANO Tutto come in primo grado. Nel maxi processo con rito abbreviato sulle cosche della 'ndrangheta in Lombardia i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno confermato le 110 condanne inflitte dal gup Roberto Arnaldi nel novembre 2011, riducendo lievemente le pene. La più alta: 15 anni e 3 mesi per Alessandro Manno, capo della «locale» di Pioltello. APPLAUSI BEFFARDI La decisione della prima Corte d’Appello, presieduta da Rosa Polizzi, è arrivata al termine di nove ore di camera di consiglio. E al termine della lettura del dispositivo, durata circa un’ora, la reazione degli imputati nelle gabbie non si è fatta attendere: hanno applaudito al verdetto con un atteggiamento ironico, quasi sfidando i giudici. Le lievi riduzioni di pena hanno riguardato una quarantina di imputati, tra questi Alessandro Manno, che è passato da 16 anni a 15 anni e tre mesi di carcere, Cosimo Barranca, ritenuto il boss della cosca di Milano, da 14 a 12 anni di carcere, Vincenzo Mandalari, capo della «locale» di Bollate, da 14 anni a 12 anni e otto mesi. Ridotta la pena anche a Pasquale Zappia, nominato «capo dei capi» durante una riunione a Paderno Dugnano: per lui si è passati dai 12 anni inflitti in primo grado a 9 anni in appello. Invariata invece la pena dell’ex sindaco del comune di Borgarello (Pavia), Giovanni Valdes, che si è visto confermare un anno e quattro mesi (pena sospesa) per turbativa d’asta. CUPOLA CALABRESE Le infiltrazioni della mafia calabrese vennero svelate con l’operazione «Infinito» del luglio 2010, coordinata dalla Dda di Milano guidata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Un milione e 494.604 le conversazioni ascoltate in 25.000 ore di intercettazioni telefoniche su 541 utenze e in altre 20.000 ore di intercettazioni ambientali, oltre 63.840 ore di videoriprese e 625 servizi di osservazione effettuati da cinquanta militari impegnati a rotazione giorno e notte. Da qui è scaturito un impianto accusatorio che fa ritenere come la ’ndrangheta in Lombardia «non può più essere vista semplicemente come un insieme di 'ndrine, tra di loro scoordinate e scollegate, i cui componenti di vertice si incontrano saltuariamente per momenti conviviali», ma è «una organizzazione unitaria» che col tempo «si è dotata di un certo grado di indipendenza dalla ”casa madre”» calabrese, rileva nelle motivazioni della sentenza di primo grado il gup Arnaldi. Il 31 ottobre 2009, nel centro per anziani «Falcone e Borsellino» di Paderno Dugnano, si è tenuto il summit più importante: «Occasione nella quale si assiste a una vera e propria elezione, all’unanimità, dell’unico nuovo referente della Lombardia».

IL GAZZETTINO.IT

24.04.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TREVISO, SCHIANTO IN AUTO: MUORE 48ENNE. "FACEVA SEMPRE QUELLA STRADA"

24 Aprile 2013, 11:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130424_adriano-meneghin.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TREVISO - «Faceva quella strada tutte le mattine, non so se gli sia capitato un colpo di sonno o un malore». A parlare è Paola, la moglie di Adriano Meneghin. La 48enne non si dà pace per l'incidente nella mattinata di ieri a Codogné, nel quale il marito ha perso la vita, e continua a chiedersi il perché di una simile tragedia, a domandarsi per quale motivo il destino si sia accanito contro di loro in quel modo. «Adriano era la persona più buona del mondo sempre gentile e disponibile con tutti» spiega la donna ai cronisti in un profondo ma composto dolore. Adriano lavorava come operaio alla Tec Service di Gaiarine da oltre 20anni. Era operaio e dopo aver terminato il turno di lavoro più di qualche volta aiutava la famiglia nei campi. Per lui era «una vera passione e non si tirava indietro quando c'era bisogno della sua collaborazione». Vent'anni fa la nascita del primo figlio. L'uomo lascia oltre alla moglie una bimba di 10 anni e i due figli di 20 e 17, tutti studenti con profitto. A piangerlo anche due sorelle e un fratello. Quella di Meneghin e della moglie Paola è una famiglia particolarmente unita e stimata nella zona.

LEGGO.IT

24.04.2013.

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SEZ. POLITICA MILANO Fondi della Lega, Belsito in manette per truffa e associazione a delinquere

24 Aprile 2013, 11:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130424_belsito.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Arrestati anche Stefano Bonet, l'uomo degli investimenti in Tanzania coi soldi del Caroccio, e Romolo Girardelli MILANO - L'ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per associazione a delinquere e truffa aggravata in relazione all'inchiesta sui fondi del Carroccio. Nella stessa indagine è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare anche nei confronti di Stefano Bonet, l'uomo degli investimenti in Tanzania coi soldi del Caroccio. La Guardia di finanza di Milano ha arrestato anche Romolo Girardelli, che era ricercato in queste ore dai militari. Girardelli, già indagato nell'inchiesta, è il procacciatore di affari che era legato, stando alle indagini, all'imprenditore veneto Stefano Bonet, anche lui già indagato e arrestato oggi. Da quanto si è saputo, una quarta persona è ricercata e sarebbe all'estero. Le richieste di custodia cautelare firmate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini risalgono a 4-5 mesi fa e l'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip Gianfranco Criscione. Da quanto si è saputo, l'esigenza degli arresti starebbe in un presunto tentativo di inquinamento probatorio. Girardelli nelle intercettazioni dell'inchiesta veniva definito «l'ammiraglio». Belsito era già indagato per appropriazione indebita e truffa aggravata nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini. Inchiesta che un anno fa, con le prime perquisizioni e le prime informazioni di garanzia, aveva travolto la Lega, portando anche alle dimissioni da segretario del Senatur, Umberto Bossi. L'ex leader della Lega, infatti, è indagato da mesi per truffa ai danni dello Stato, mentre i suoi due figli, Renzo il 'Trota' e Riccardo, sono accusati di appropriazione indebita. L'inchiesta era prossima alla chiusura e poi è arrivata la svolta di stamani con gli arresti anche per l'ipotesi di associazione per delinquere. Da quanto si è saputo, nelle nuove misure cautelari (due persone sarebbero ricercate dalla Gdf di Milano) è contestato anche il riciclaggio. Nell'ambito delle indagini i pm, stando a quanto era emerso nelle scorse settimane, avevano quantificato in circa 19 milioni di euro le spese sospette con fondi pubblici ottenuti dalla Lega, quando a guidare la tesoreria c'era Belsito. Nei giorni scorsi i diamanti acquistati da Belsito erano stato motivo di polemica. I 'diamanti di Belsito', mostrati a Pontida da Roberto Maroni sono stati «una cazzata». Così aveva detto Umberto Bossi, conversando con i cronisti a Montecitorio. «Doveva portare i soldi, vendere i diamanti e portare i soldi dicendo alla gente: 'ogni sede riceve tot soldi' »

IL MATTINO

24.04.2013.

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SEZ. POLITICA ROMA GOVERNO, LETTA AL QUIRINALE ALLE 12,30. ALFANO: "IMPEGNO PIENO PD, O NON CI STIAMO"

24 Aprile 2013, 10:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130424_enrico-letta-governo.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Sarebbe Enrico Letta il premier incaricato da Giorgio Napolitano per formare il nuovo governo. Lo si apprende da fonti parlamentari qualificate, secondo cui il vicesegretario del Pd dovrebbe salire al Quirinale alle 12,30, per avere l'incarico direttamente dal Presidente della Repubblica. ALFANO: "NO A GOVERNICCHIO BALNEARE" «E bene chiarire al Pd che per noi non ci sarà un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile». Lo dice Angelino Alfano. «Se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo». Questa la dichiarazione del segretario pdl: «Abbiamo la netta impressione che il PD un governo forte non voglia farlo, ma non possa dirlo. È desolante la lettura, sui giornali di questa mattina, delle dichiarazioni di numerosissimi esponenti del Partito Democratico. Un florilegio di attacchi al Popolo della Libertà, al suo leader e alla storia del nostro partito, unito a organigrammi, nomi, poltrone e cadreghe varie. Il tutto aggravato da una inquietante sudditanza psicologica a una sorta di primato dei tecnici. Prima ancora di sapere chi sia il presidente incaricato, è bene chiarire al Pd che per noi non ci sarà un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile, con nomi che rendano evidente questo sostegno e con un programma fiscale chiarissimo ed inequivocabile. Non intendiamo pagare altri prezzi per la nostra lealtà e ribadiamo che o il governo è forte, politico (con i tecnici abbiamo già dato), duraturo e capace di affrontare la crisi economica oppure, se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo». FASSINA: SOLUZIONE DI EQUILIBRIO «Noi avevamo nomi, soluzioni interne di grande qualità ma abbiamo preferito evitare di costituire intralci rispetto a un lavoro delicato. Comunque l'ipotesi Letta è in campo, è forte, potrebbe essere una soluzione di equilibrio», ha commentato a Radio Capital il deputato del Pd Stefano Fassina spiegando che i Dem non hanno fatto nomi a Napolitano per Palazzo Chigi. Quanto a Berlusconi, secondo Fassina Berlusconi avrebbe detto «no a Renzi perchè lo ha avrebbe messo in difficoltà». RENZI PREMIER? "BERLUSCONI NON VUOLE" «Non sono interessato a cambiare il Pd, mi interessa cambiare l'Italia», perchè «se l'Italia fa l'Italia, stiamo meglio tutti compresa l'Europa». Così Matteo Renzi in un'intervista pubblicata oggi dalla Stampa e in uscita in contemporanea su cinque quotidiani esteri: El Pais, The Guardian, Le Monde, Suddeutsche Zeitung e Gazeta Wyborcza. «Mi sembra scontato che si vada verso un periodo di sei mesi, un anno, due anni di un governo di 'grosse koalition' - spiega il sindaco di Firenze. - Tra un anno o due ci saranno le nuove elezioni» e lui non ha fretta. Sulla partita del Quirinale, ammette, «è mancata la leadership da parte del mio partito». «Io vorrei solo due partiti in Italia, come dappertutto», sarebbe «l'ideale», aggiunge, «il problema è che c'è una legge elettorale con la quale alla fine non sai chi ha vinto». «In Italia - prosegue Renzi - l'unico sistema elettorale che funziona è quello dei sindaci», «serve il sindaco d'Italia. Se questo porta al presidenzialismo o al semipresidenzialismo, va bene». «Voglio far parte di una generazione che non ha l'obiettivo di mandare Berlusconi in galera, ma di mandarlo in pensione», mentre Grillo si disinnesca con le azioni concrete, come «abolire il finanziamento pubblico ai partiti e le province, semplificare Camera e Senato, diminuire il numero dei parlamentari». In un colloquio col Corriere della Sera, Matteo Renzi parla della corsa per Palazzo Chigi che, precisa, non lo riguarda e non per un «veto» di Bersani o Napolitano, ma al più di Berlusconi. Il Cavaliere, spiega, ha avuto «paura di andare a votare subito. Ma io non ho fretta. Magari si vota tra sei mesi. Magari il governo decolla e va avanti due anni, anche tre. Posso aspettare. Il vero dato della giornata per me è un altro», «per la prima volta gran parte del Pd si è ricompattato sul mio nome. Non era mai successo». BATTISTA (M5S): CI VUOLE IL DIALOGO «Dobbiamo metterci in testa che Grillo non basta. Il Movimento deve convincersi che deve andare avanti con le sue gambe. Se anche Beppe riempie 5 piazze con 50mila persone, ne restano un milione da convincere. E non lo fai con i comizi. Non adesso che siamo in Parlamento». Lo dice in un'intervista a Repubblica Lorenzo Battista, senatore triestino del Movimento 5 Stelle. In Friuli ad esempio, «non abbiamo saputo proporre soluzioni reali ai problemi del Paese. Da noi il dramma è l'occupazione» e «nel Movimento continuiamo a dibattere di ambiente, turismo, agricoltura, ma non è che a una persona che perde il lavoro puoi dire di andare a lavorare la terra». «Piaccia o no - aggiunge, - la politica è dialogo. La dialettica ci deve stare. Dovremmo portare fuori dalle nostre riunioni il metodo che usiamo all'interno: lì non facciamo che dibattere su tutto. Perchè non farlo insieme agli altri?». Battista dice di aver applaudito Napolitano per «il passaggio sulle riforme non fatte per l'inerzia dei partiti. E anche quando ha parlato di noi - aggiunge, - ha riconosciuto l'impegno del Movimento. Poi certo, non capisce il ruolo di Internet, ma non si può chiedere a un uomo di 87 anni di capire la rivoluzione della Rete. Sono molti gli italiani che ne sono fuori. Dovremmo tener conto anche di loro».

LEGGO.IT

24.04.2013

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CIOCIARIA NEWS AVEZZANO – Redditi minimi per accedere all’assegno sociale, la Finanza recupera 411.000 euro

24 Aprile 2013, 10:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Avevano apparentemente stabilito la propria residenza in Italia e dichiaravano all’INPS redditi minimi per accedere all’assegno sociale di sostentamento. In realtà si trattava di italiani over 65 cancellati dai comuni dalle liste AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’estero) ovvero di stranieri (marocchini, libanesi, siriani, dominicani, iraniani, argentini, venezuelani e macedoni), anch’essi in età pensionabile, provenienti da Paesi extra-UE dichiaratamente residenti in Italia da almeno 10 anni. I finanzieri della Compagnia di Avezzano li hanno segnalati all’A.G. per truffa ai danni dello Stato, unitamente ad altri loro parenti/amici, da essi delegati a riscuotere gli assegni in Italia. Sono stati bloccati/recuperati dalla Guardia di Finanza 411mila euro di indebite percezioni degli emolumenti assistenziali. Inoltre, almeno in un paio di casi, dopo la segnalazione dei finanzieri i diretti interessati hanno deciso di restituire circa 12mila euro all’INPS. Gli accertamenti hanno rivelato come si trattasse di persone che, in realtà, mancavano dal “Bel Paese” da molto tempo o che, addirittura, erano tornati nei paesi d’origine non appena “messa a posto” la pratica dell’assegno sociale. La riscossione del denaro pubblico avveniva, quindi, tramite delegati in Italia ovvero direttamente con carte bancomat e sportelli ATM installati nei cinque continenti. Le notizie raccolte dai finanzieri presso i luoghi di asserita residenza nella Marsica e quelle rese alla Guardia di Finanza da diverse ambasciate, soprattutto riguardo alle date dei visti di ingresso/uscita dal territorio nazionale, hanno ulteriormente rivelato l’arcano delle fittizie residenze finalizzate all’indebita percezione di denaro pubblico.

IL GIORNALE NUOVO.IT

24.04.2013

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CIOCIARIA NEWS REGIONE – Morto Teodoro Buontempo, le condoglianze e il ricordo del presidente Zingaretti

24 Aprile 2013, 10:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilgiornalenuovo.it/wp-content/uploads/2012/10/Teodoro-Buontempo-216x300.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

E’ morto nella notte all’età di 67 anni Teodoro Buontempo, presidente della Destra e per anni esponente di spicco del Movimento Sociale e di Alleanza Nazionale. In queste ore le agenzie sono piene di messaggi di condoglianze che arrivano alla famiglia del politico abruzzese e al direttivo del partito: tra questi, quello di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio che descrive Buontempo come un ‘uomo combattivo e un politico di grande coerenza’ e ‘un avversario sempre corretto’.

IL GIORNALE NUOVO.IT

24.04.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO E-mail Stampa Condividi Travolto sulle strisce in via Grande, è grave

24 Aprile 2013, 10:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6937223.1366741777!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

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Livornese di 69 anni investito davanti alla profumeria la Gardenia: bacino e femore fratturati. Illesa la moglie Travolto sulle strisce in via Grande, davanti alla profumeria La Gardenia alle 19. Un livornese nato a Rosignano ma residente da anni in città, di 69 anni, Gino Pelagatti, stava attraversando la strada dalla profumeria verso piazza del Cisternino quando all’improvviso s’è visto travolto da una vettura che andava verso piazza della Repubblica. Il pedone è caduto, ha battuto la testa e si è procurato gravi lesioni al torace e al bacino. Il sospetto dei soccorritori è che si sia fratturato il bacino e anche il femore. Per fortuna il 69enne è sempre rimasto cosciente, anche se era molto dolorante. Sul posto è subito intervenuta un’ambulanza della Svs col medico del 118 che ha soccorso l’uomo e poi l’ha portato in pronto soccorso per gli accertamenti. Illesa per fortuna la moglie che era con lui, ma che è stata solo sfiorata dalla vettura. Sul posto sono intervenuti anche i vigili per i rilievi, mentre il luogo dell’investimento s’è riempito di passanti che si sono fermati per capire cosa fosse successo.

IL TIRRENO

24.04.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Muore a 55 anni campione di lotta libera e buttafuori

24 Aprile 2013, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6940432.1366785275!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE 

Massimo Capantini s’è spento in ospedale nel reparto di Medicina dove era ricoverato da qualche giorno: aveva una grave malattia al fegato Massimo Capantini s’è spento ieri (martedì) in ospedale a Livorno nel reparto di Medicina dove era ricoverato da qualche giorno: aveva una grave malattia al fegato. Ex lotattore professionista, campione di lotta libera, lo scorso febbraio aveva compiuto 55 anni. Capantini aveva due anime. Era noto alle cronache non solo per i suoi successi sportivi ma anche per un suo passato burrascoso: era stato accusato di rapine e aggressioni. Aveva un fisico possente, alto e molto robusto che gli aveva permesso da ragazzo di conquistare importanti titoli nella lotta libera. Ma quella stessa forza si era trasformata in violenza in alcuni episodi, di cui era stato protagonista. Capantini aveva lavorato come buttafuori in diversi locali della zona e per questo, oltre che per il suo passato da atleta, era molto noto in città. Per lungo tempo aveva abitato sugli Scali Olandesi, poi a Cecina e ultimamente in via del Leone, anche se era nato a Pontedera. Aveva tanti amici e molti di loro ieri si sono recati in camera mortuaria per un saluto alla salma e alla famiglia. Altri hanno scritto un ricordo sul suo porfilo facebook. Come raccontano gli amici, Capantini era molto legato alla mamma che spesso portava a magiare alla trattoria Undici sul Pontino. Oggi (mercoledì) alle 15.30 la salma sarà portata ai Lupi dalla Svs per la cremazione. Lascia nel dolore una figlia e la compagna.

IL TIRRENO

24.04.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Casa di appuntamenti mascherata da centro massaggi: a gestirla coppia di cinesi

24 Aprile 2013, 10:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/24/centro--180x140.JPG?v=20130424110244

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In pieno centro, vicino al Giardino Inglese: i militari hanno trovato 4 ragazze orientali in compagnia di clienti PALERMO – Una casa di appuntamenti, mascherata da centro massaggi, è stata scoperta dai carabinieri in pieno centro a Palermo. A gestirla, una coppia di cinesi. Il «centro massaggi» fasullo si trovava in via Vincenzo Di Marco 6/F, vicino al Giardino Inglese ed era pubblicizzato anche su internet. PROSTITUZIONE - I militari hanno trovato nei locali quattro ragazze di nazionalità cinese in compagnia di clienti palermitani. Le manette sono scattate per i proprietari della struttura e per una loro giovane collaboratrice. Sono accusati di sfruttamento della prostituzione. L'inchiesta è condotta dal sostituto procuratore Vania Contrafatto e dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24.04.2013.

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