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news italia e dal mondo

CULTURA E SPETTACOLI La notte dei Musei 2013

8 Maggio 2013, 08:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)di Kulikova Ksenia

 

Il 18 maggio città come Roma, Parigi, Londra aprono le porte di accademie e palazzi storici per una serata all'insegna della cultura e del divertimento. Un'ottima occasione per organizzare un long weekend nelle capitali più belle. Con tutta la famiglia

 

Roma in maggio 3

Biblioteche, palazzi storici, accademie. I luoghi della cultura delle città europee aprono le porte ai visitatori fino all’alba il 18 maggio con “The European Night of Museum” per l’evento creato nel 2005 dal Ministero francese della Cultura e della Comunicazione. “La notte Europea dei musei 2013”, patrocinata dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco, quest’anno coincide anche con l’International Museum Day. Il risultato è un calendario ricco di eventi che anima le capitali del mondo, dall’America all’Oceania, attraverso Asia e Africa. Nel vecchio continente Roma, Parigi e Londra propongono calendari di eventi interessanti per tutta la famiglia.

ROMA
Teatro, letture, danza e concerti. La capitale italiana è pronta ad accogliere i visitatori (l’anno scorso sono stati più di 250mila) con un ricco programma dalle 20 alle 2 del mattino del 18 maggio. I Musei Capitolini, il Macro, la Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano, la Casa del Cinema. E ancora il Planetario, la Galleria Nazionale d’arte Antica di Palazzo Corsini, il Museo Nazionale Etrusco, la Chiesa di Sant’Ignazio, i Musei statali, sono solo alcuni dei luoghi che possono essere visitati gratuitamente

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Cultura e Spettacoli Anita Rachvelishvili, una Carmen dall'anima rock

8 Maggio 2013, 08:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)di Kulikova Ksenia

 

Il suo talento è nato sotto le bombe e solo otto mesi fa era una perfetta sconosciuta. Ora che è una delle cantanti liriche più richieste debutta il 10 luglio all'Arena di Verona. Nel cuore porta la sua Georgia e il pane khachapuri

Da bambina amava il rock. Niente sontuosità verdiane o le romanticherie di Puccini, ma la chitarra che graffia il ritmo e gli assoli. Del resto papà quello faceva: il musicista in una rock band. Poi la guerra. Al suono della batteria si sovrapposero le raffiche secche delle mitragliatrici e i boati delle bombe lanciate dalle truppe russe che nel 2008 invasero l’Ossezia del sud. E così, per il mezzosoprano Anita Rachvelishvili, georgiana, classe 1984, arrivò anche la fame.

“Ci mancava tutto – ricorda la più giovane protagonista del cartellone lirico dell’Arena di Verona, che il 10 luglio debutta nei panni di Carmen nell’allestimento di Franco Zeffirelli –. Non avevamo gas per cucinare e la mattina ci lavavamo la faccia sciogliendo la neve”. I coniugi Rachvelishvili però coltivavano per la figlia il sogno che la miseria aveva strappato loro, trasformando un chitarrista e una ballerina che aspirava al Bolshoi in un operaio e in una parrucchiera. Anita ha una voce potente e al conservatorio di Tbilisi è tra le più promettenti. I genitori non ci pensano su: ipotecano la casa e le comprano un biglietto aereo per Milano. L’audizione va bene e tre anni fa Anita entra all'Accademia del Teatro alla Scala. Fino al dicembre scorso, quando - perfetta sconosciuta - apre la stagione lirica meneghina. Ed è un trionfo.

Sicura di sé, sul palco non tradisce emozione. “La guerra mi ha insegnato molto – spiega Anita – e soprattutto a contare sulle mie forze. Non avevo paura alla Scala e non ho paura ora al mio debutto all’Arena: conosco bene Carmen e l’allestimento di Zeffirelli, vado serena”. Il suo nume tutelare si chiama Daniel Barenboim, ed è grazie al maestro se la Rachvelishvili è ora richiesta dai principali teatri internazionali: “Devo solo a lui – ammette – se il palco della Scala, che per tutti i cantanti è l’approdo di una carriera, per me è stato invece l’inizio. Mi fece un provino per una parte minore e invece mi prese per Carmen”. Per sentirsi più italiana, poi, pensò di cambiare nome nel più pronunciabile Raveli, ma Barenboim la fermò: “Se vuoi imporre la tua voce devi imporre anche il tuo nome”.

Da quel giorno Anita Rachvelisvhili porta a testa alta il cognome del padre: “Col successo lo ripago dei sacrifici di una vita – spiega –: ho appena terminato di ristrutturare la nostra casa di Tbilisi e pochi giorni fa gli ho regalato la sua prima macchina. Capite? A 50 anni papà ha finalmente un’auto”. Ora a Tbilisi lo rispettano tutti, “lo considerano un signore” quel papà che l’ha allevata sulle note dei Led Zeppeling, di Phil Collins, Sting ed Eric Clapton. “Se all’epoca mi avessero chiesto di Verdi o Bizet - ride Anita - non avrei saputo dire nemmeno chi fossero. E pensare che ora sono la mia vita”.

Anima rock, innamorata della Sardegna, appassionata di Facebook e Skype, nel tempo libero (e tra una prova e l'altra all'Arena) la mezzosoprano cucina per il fidanzato italiano, il tenore Riccardo Massi, con gli immancabili Led Zeppeling a farle da sottofondo. La sua specialità è il khachapuri, una specie di pizza farcita di un particolare formaggio che Anita si fa spedire dai genitori: “È uno dei piatti georgiani assolutamente da provare. Agli italiani consiglio di visitare il mio Paese: è molto bello e costa pochissimo, il paesaggio e la natura sono splendidi, e le città serbano le tracce di una millenaria storia di dominatori stranieri: romani, turchi, russi. La cucina poi è buona quasi quanto quella italiana. E l’ospitalità georgiana è famosa: chi va in Georgia, ve lo assicuro, si sente a casa”.

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CULTURA E SPETTACOLI Georgia in verticale

8 Maggio 2013, 08:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)di Kulikova Ksenia

 

Nel Caucaso, nonostante le molte esplorazioni, picchi e vallate sono ancora terreno vergine. Viaggio verso le «colonne d'Ercole» dell'Est

 

I sentieri sono appena segnati. Nei parchi naturali sono numerati, ma poco visibili. Una piccola disattenzione e il rischio di perdere la traccia diventa subito concreto. Talvolta le piste minori confondono, intrecciandosi a quella principale. Occorre dunque rapidamente ricorrere alla cartina, o al gps nella scala più larga, per ritrovare la via giusta. I boschi sono fitti, pinete intatte che si estendono per decine di chilometri lungo i fianchi dei monti a rendere più complesso il passaggio. Non è raro che i sentieri utilizzino i greti dei torrenti per risalire le vallate. E allora, specie con lo scioglimento delle nevi in primavera o durante le piogge che arrivano copiose in ogni momento tra estate e autunno, sono gli stessi guardiani del parco a consigliare scarpe alte e impermeabili. Le mappe geografiche sono abbastanza accurate, se si intende seguire i tracciati ufficiali. Ma, non appena se ne esce, la situazione si fa complicata. Nonostante il Caucaso sia stato esplorato ampiamente a partire dalle prime spedizioni degli alpinisti inglesi, russi e tedeschi sin dalla metà dell’Ottocento, tanti tra picchi e vallate restano terreno ancora vergine, tutto da scoprire. Pure ne vale la pena. La Georgia è una regione affascinante, carica di suggestioni per l’europeo, dove l’ospitalità è un dovere, e l’asprezza della natura ancora incontaminata richiama a situazioni d’altri tempi.

Siamo nel cuore del Caucaso, dove l’avventura con la «a» maiuscola è garantita, patria della leggenda del «Vello d’oro», del mito di Giasone e delle amazzoni. Per i Greci le sue cime coperte di ghiacciai, di cui ben dodici superano i 4.810 metri del Monte Bianco (la più alta tocca i 5.633 metri dell’Elbrus), erano le «colonne d’Ercole» dell’Est, la fine del mondo conosciuto verso oriente. Non è un luogo per gente che non sa arrangiarsi da sola. «Certo non siamo organizzati come da voi in Europa o negli Stati Uniti», ammette il responsabile del «Geo Land», il negozio di Tiblisi specializzato nella vendita di carte geografiche del Paese e guide alpine specializzate (telefono 00995.32.292.2553, mail info@geoland.ge), utile da visitare prima della partenza. Un modo gentile il suo per ricordare che qui non siamo sulle Alpi. Andare sulle montagne della Georgia significa immediatamente addentrarsi in un universo remoto, poco organizzato, sebbene nell’ultimo decennio l’avvicinamento del Paese all’Unione Europea abbia avviato una nuova stagione di trekking sulle terre alte locali. Così si sono moltiplicate le spedizioni estive per la zona remota dello Svaneti, con i suoi classici villaggi fortificati, le abitazioni costruite come torri medievali, vestigia di una civilizzazione cristiana da sempre assediata, isolata, minacciata. Le agenzie turistiche di Tiblisi propongono camminate a più tappe in tenda o rifugi molto spartani sulle cime superiori ai 4.000 metri d’altezza avvicinabili imboccando l’«autostrada militare», che con una decina d’ore di auto raggiunge, oltre le creste di confine, Cecenia e Ossezia. Attenzione comunque: d’inverno ghiaccio e valanghe possono costringere ad attese di giorni e anche d’estate le piogge causano frane e blocchi temporanei. Dal 2004, dopo la cattura di numerose bande criminali che attaccavano i turisti, la situazione sicurezza è invece molto migliorata.

Il parco Borjomi-Kharagauli è un’alternativa più semplice. Si tratta della riserva naturale più ampia del Paese molto frequentata per il suo facile accesso in tutti i mesi dell’anno. Posta a meno di tre ore d’auto da Tiblisi, le sue cime più alte restano ben sotto i 3.000 metri. Base di partenza è la cittadina termale di Borjomi, antica località di villeggiatura al tempo degli zar, poi sviluppata per la nomenklatura sovietica, come testimoniato dai palazzoni ancora fatiscenti, grigi, cadenti, costruiti sui resti delle sfarzose ville ottocentesche. La palazzina del parco è però efficiente e pulita. Vi si trova un piccolo museo e un Centro visitatori che da aprile a ottobre propone almeno nove percorsi trekking che variano dalle cinque ore alla settimana di cammino. È possibile affittare anche cavalli e guide locali. Almeno sei rifugi dispersi sul territorio garantiscono il pernottamento per chi non ama la tenda. I prezzi sono modici: una guida costa sui 20 euro al giorno e l’ingresso al parco è gratuito. In affitto al Centro offrono anche tende, materassini e sacchi a pelo. A compensare l’organizzazione spartana vi sono l’ottimo vino georgiano e i ricchi piatti a base di verdura fresca e formaggi in tutti i ristoranti locali. La qualità del vino è tra l’altro migliorata da quando la crisi con Mosca ha costretto i produttori locali a deviare le esportazioni verso Occidente. Solo nelle ultime settimane Mosca e Tiblisi hanno optato per riallacciare stretti rapporti commerciali. In ogni caso le cantine georgiane promettono che manterranno gli standard raggiunti. All’entrata del parco ammoniscono che nella zona protetta flora e fauna non vanno toccate, compresa l’ottantina di orsi bruni. Tuttavia, rassicurano, gli orsi sino a ora non hanno mai aggredito turisti. Ma, un consiglio, se si dorme in tenda, durante la notte meglio conservare il cibo appeso a un albero e in contenitori di plastica sigillati.

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Sardegna News:L’Imu sta distruggendo le piccole imprese sarde»

8 Maggio 2013, 06:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella CAGLIARI. L’Imu sugli immobili strumentali delle imprese sta distruggendo le piccole imprese della Sardegna. L’allarme arriva dalla Cna (Confederazione nazionale artigianato), con il presidente Bruno Marras e il segretario Francesco Porcu che denunciano come nell’Isola l’incidenza dell’imposta comunale sui costi aziendali sia nettamente superiore alla media italiana, da 800 a 11.500 euro, di qui la richiesta al Governo di una rimodulazione. Secondo uno studio dell’associazione artigiana, Cagliari è tra i capoluoghi di regione in cui le aziende pagano maggiormente l’aumento dell’imposta. Su un piccolo capannone industriale di valore catastale inferiore a un milione di euro, nel 2012 l’Imu è arrivata a superare gli 11.500 euro, segnando un incremento medio di circa 5 mila euro pari al 77%. Milano è il capoluogo che ha registrato l’incremento maggiore - oltre 7.600 euro, +154,4% rispetto al 2011 - mentre la crescita più bassa si è avuta a L’Aquila - poco più di 2 mila euro. Per un opificio artigianale di media dimensione, valore catastale circa 578 mila euro, a Milano si è registrato un aumento dell’Imu di circa 4.500 euro (+154%), a Cagliari invece l’incremento è stato di 3.193 euro (+92%), superiore all’aumento medio in Italia (2.934 euro, +77%). Quanto ai piccoli laboratori artigiani, l’incremento nel capoluogo sardo ha superato nettamente la media nazionale: 2.125 euro pari al 124% in più dell’anno precedente. Per gli uffici e i negozi va anche peggio. Un piccolissimo negozio di valore catastale di 56 mila euro nel 2012 ha dovuto pagare mediamente 850 euro di Imu, con un aumento di 480 euro, +132% rispetto al 2011. A livello territoriale Aosta ha registrato un +207% mentre il record in valore assoluto è registrato a Torino con un +630 euro circa. A Cagliari l’aumento è invece stato di 538 euro, +158%. Infine un piccolo ufficio del valore catastale di 46mila euro ha registrato a Cagliari un aumento di Imu di 435 euro pari al 156% contro un aumento medio di 417 euro (+136%). Secondo la Cna «si tratta di un autentico salasso per le imprese già duramente colpite da una pressione fiscale insostenibile. La penalizzazione diventa ancora più evidente se si considera che il tributo comunale si applica anche agli immobili realizzati dalle imprese di costruzione in attesa di vendita».

Fonte :LA NUOVA SARDEGNA

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Sardegna News:Volo charter atterra a Elmas con 70 nuovi detenuti

8 Maggio 2013, 06:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella CAGLIARI. Un volo charter con Airbus 320 di Meridiana sbarca oggi nell’ aeroporto di Cagliari Elmas con a bordo 71 detenuti di cui una decina di alta sicurezza, tutti in arrivo da Malpensa. «Si tratta di un’ennesima ’vacanzà pagata con soldi dello Stato per continuare a riempire le carceri sarde già in sovraffollamento e con gravissime carenze di personale. Il Ministero della Giustizia continua a considerare la Sardegna una vera e propria cayenna di Stato». Lo denuncia il deputato Mauro Pili (Pdl) che ha rivolto un’interrogazione al ministro Cancellieri per sapere quanto costano questi voli e per quale motivo i detenuti vengano trasferiti in Sardegna. «Non si capisce - ha sottolineato Pili - il motivo di tale decisione di inviare, a ridosso delle vacanze estive, un nuovo rilevante contingente di detenuti con un dispiegamento di forze che smobiliterà ulteriormente il già precario sistema penitenziario sardo».

Fonte :LA NUOVA SARDEGNA

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Sardegna News:La banda del cerino colpisce in via Lanusei

8 Maggio 2013, 06:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella ORISTANO. La tregua è stata molto breve. La banda del cerino è tornata in azione nel fine settimana. L’obiettivo dei, purtroppo, soliti ignoti è stato questa volta il titolare di un bar. Le fiamme gli hanno carbonizzato una Polo Volkswagen e danneggiato parzialmente una Peugeot 206. L’attentato è stato messo a segno nella notte tra domenica e lunedì in via Lanusei, a pochi passi dalla scuola materna, nel quartiere del Sacro Cuore. Com’è stato accertato dai carabinieri della stazione del capoluogo, le auto del commerciante, T.M., 56 anni originario di Macerata, erano parcheggiate all’interno di un cortile condominiale. La tempestiva segnalazione dell’incendio ha permesso ai vigili del fuoco di spegnere le fiamme ed evitare che le stesse si propagassero alle altre auto parcheggiate nello stesso spiazzo. La ricostruzione di quanto accaduto appare piuttosto semplice, difficile è invece risalire all’autore di quello che senza dubbio è un attentato, perché non ci sono testimoni. Le fiamme si sono propagate qualche minuto prima delle tre del mattino. L’attentatore, ammesso che fosse solo, non ha avuto alcuna difficoltà a mettere in atto il suo piano. Sia la via Lanusei che il cortile antistante la palazzina, sono poco illuminati. Forse utilizzando della diavolina o del liquido infiammabile ha appiccato il fuoco ed è scappato senza essere visto. Pochi minuti dopo l’utilitaria ha preso fuoco e le fiamme hanno illuminato a giorno il parcheggio condominiale. Uno degli abitanti ha notato le prime fiamme e chiesto immediatamente l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale. Gli uomini del 115 sono arrivati velocemente in via Lanusei e si sono messi subito al lavoro. Nonostante questo la Polo è andata completamente distrutta. Segno evidente che l’attentatore aveva innescato bene la miccia incendiaria. L’intervento dei vigili del fuoco ha comunque evitato che andasse distrutta anche l’altra auto del commerciante. La Peugeot 206, parcheggiata accanto alla Polo, ha riportato danni non gravi. I vigili del fuoco non hanno, almeno per ora, ritrovato alcuna traccia nelle vicinanze delle auto incendiate. Le indagini per fare luce sul nuovo e grave episodio sono svolte dai carabinieri. I militari hanno raccolto la testimonianza del proprietario che non ha potuto fornire elementi utili alle indagini. La certezza è che dopo una pausa di qualche settimana la banda del cerino è tornata in azione. Il precedente attentato era stato messo a segno il 23 aprile quando alla periferia di Silì era stato dato alle fiamme un furgone della società Mac Gomme di Terralba. Il 17 febbraio l’obiettivo era stata un’Alfa 159 parcheggiata in via Ghilarza e pochi giorni dopo era stata la volta di una Citroen Saxò di una donna che gestisce un circolo privato.

 Fonte :LA NUOVA SARDEGNA

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Sardegna News:Con l’auto contro un tir, muore una donna di 66 anni

8 Maggio 2013, 06:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella ORISTANO. Una donna è morta nel primissimo pomeriggio in un incidente stradale sulla Carlo Felice, vicino a Oristano. La vittima, Luisa Esposito, cagliaritana di 66 anni, viaggiava verso Sassari e era alla guida di una monovolume che ha tamponato un tir all'altezza del bivio per Fenosu. La donna è morta poco dopo l’arrivo all'ospedale di Oristano. I rilievi dell'incidente sono stati eseguiti dalla polizia stradale di Laconi. In base a una prima ricostruzione dell'incidente, dopo un sorpasso, la donna sarebbe rientrata in corsia a velocità troppo sostenuta, andando a schiantarsi contro il mezzo pesante, guidato da Bachisio Antonio Deriu, 48 anni di Macomer, che è rimasto illeso.

Fonte :LA NUOVA SARDEGNA

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News Italia e dal Mondo :Aeroporto Fiumicino, 400 dipendenti Nas rischiano di perdere il lavoro

8 Maggio 2013, 05:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Quattrocento dipendenti della Nas, azienda che svolge il servizio di pulizie a bordo degli aerei per conto di Alitalia, entro fine mese rischiano di ritrovarsi per strada. Con i livelli occupazionali non si scherzi nuovamente. Le clausole sociali vanno rispettate". Lo afferma, in una nota, il vicepresidente della commissione speciale aeroportuale, Raffaello Biselli. "Tutto deve passare attraverso la garanzia dei livelli occupazionali - continua Biselli - i dipendenti devono essere riassorbiti da chi si aggiudicherà il servizio. Lo scaricabarile non è più tollerabile. Siamo pronti a mettere in atto qualsiasi iniziativa per evitare che 400 famiglie rimangano senza lavoro. Ormai l’esasperazione è a livelli di guardia". "Bisogna - conclude Biselli - che certe aziende si mettano in testa che l’aeroporto non è una frontiera senza regole e che i lavoratori non sono numeri”.

 Fonte :PAESESERA

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News Italia e dal Mondo :Cronaca:Aurelio, lascia il cane nel portabagagli per due ore: denunciato 60enne

8 Maggio 2013, 05:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella I carabinieri della Stazione San Pietro hanno denunciato a piede libero un 60enne, pensionato, già conosciuto alle forze dell’ordine, per maltrattamento di animali. L'EPISODIO - L’episodio è accaduto in via di Val Cannuta, all’Aurelio, dove, nel primo pomeriggio, l’uomo aveva parcheggiato la sua autovettura lasciando il cane di razza “Yorkshire” rinchiuso nel bagagliaio. Un passante ha udito gli abbai provenienti dal veicolo, che con il passare del tempo si indebolivano, ed ha chiesto l’intervento dei carabinieri tramite il 112. I militari sono immediatamente intervenuti riuscendo a rintracciare lo sprovveduto proprietario dell’autovettura. Quando è stato aperto il bagagliaio, i Carabinieri hanno visto il cane completamente bagnato di sudore e visibilmente stremato. Il 60enne, accompagnato in caserma, si è giustificato con i militari dicendo che si era assentato solo per dieci minuti ma secondo le testimonianze il cane abbaiava da circa due ore.

Fonte :PAESESERA

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News dall Italia e dal Mondo :Cronaca Andreotti, l'addio al Divio Giulio della vecchia Dc e della sua Roma

8 Maggio 2013, 05:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Avrebbe desiderato funerali intimi. E per questo aveva rifiutato la cerimonia di Stato. Ma a dare l’addio al senatore Giulio Andreotti, morto ieri a 94 anni, erano in molti: c’era la vecchia Democrazia cristiana, molta politica di oggi e una parte della “sua” città. I fiori della Roma giallorossa accanto alla bara. E nelle nella chiesa di San Giovanni dei fiorentini, ieri pomeriggio, in molti non sono voluti mancare per l’ultimo saluto al sette volte presidente del Consiglio e pluriministro.

LA BALENA BIANCA - Detentore dei segreti prima Repubblica, molti uomini di quell’epoca, la sua, erano seduti nelle prime file. Capelli bianchi e volti stanchi, la 'balena bianca' era al gran completo: per quello che ne resta. E che arriva per rendere l'estremo omaggio allo statista Dc, delfino di Alcide De Gasperi. La 'galassia' democristiana si ritrova dopo anni a due passi dalla casa di Andreotti. In attesa delle esequie cominciate alle cinque in punto del pomeriggio. Senza un minuto di ritardo, parola bandita dal vocabolario e dalle abitudini del 'divo' Giulio. Ci sono Arnaldo Forlani, Paolo Cirino Pomicino, Ciriaco De Mita accompagnato da Marco Follini. PRIMA E SECONDA REPUBBLICA - Con loro, sui primi banchi, siedono i più 'intimi: tra loro trovano posto Pierferdiando Casini e Lorenzo Cesa, l'ex premier Mario Monti e Gianni Letta che già in mattinata aveva incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita alla camera ardente allestita nello storico appartamento del senatore che affaccia su Via Paola. Sospesa la circolazione degli autobus è stata sospesa.

I COLORI DELLA ROMA E I RICORDI DEL PARROCO - Quando il feretro è già davanti all'altare, entrano in chiesa il sindaco Alemanno e il presidente del Senato Pietro Grasso. Per Alemanno "era una figura politica forse più legata alla storia di questa città di altre. Si può condividere o meno ma è un grande". E' in Paradiso ora? "Credo di sì Il parroco di fiducia di Andreotti, don Luigi Veturi, ricorda le messe mattutine e quotidiane del senatore accompagnato dalla moglie Livia. E non mancano i colori giallorossi, quelli della sua squadra di calcio preferita. Ci sono i giovani atleti in tuta della 'magica' e il cuscino dei fiori del club. FINE DI UNA STAGIONE POLITICA - Mescolati ai romani, trovano posto anche il ministro Maurizio Lupi, nuovo referente di Comunione e Liberazione dopo il tramonto di Roberto Formigoni, anche lui nella basilica. Gianluigi Rotondi si tiene un po' ai margini, non lontano da Giuseppe Giulietti. Franco Carraro e' gia' arrivato, come Nicola Mancino. Tanti i giornalisti che si aggirano sotto le navate: è il funerale di un politico di lunghissimo corso, ma anche la fine di una stagione politica.

L'APPLAUSO E LA CORONA DEL QUIRINALE - C’è monsignor Rino Fisichella, ma nessun vescovo per l’addio al senatore fedelissima del Vaticano, tanto da essere soprannominato “il cardinale” dai quotidiani statunitensi. “Grande Giulio”, è il saluto della folla, seguito da un applauso. Che accompagnerà Andreotti, insieme alla corona del capo dello Stato, fino al cimitero del Verano.

 Fonte:PAESESERA

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