Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una gelosia morbosa, un pensiero fisso, una mania del controllo di cui avere paura. Nelle ultime chat tra Giulia Cecchettin e Filippo Turetta i segnali c'erano tutti e la stessa Giulia se n'era accorta. Filippo ossessionato dalla sua vita privata, dall'eventualità che lei potesse frequentare un altro, lei che lo accusa di stalkerarla, di controllare quando va a dormire, quanto tempo sta online. Ma in lei ancora c'è ancora l'illusione che lui, il suo ex ragazzo, non potesse poi davvero farle del male. Finché l'11 novembre 2023 dopo averla accompagnata a afre shopping per la laurea e aver scattato le ultime foto insieme, non l'ha uccisa brutalmente, ha cercato di nascondere il corpo ed è fuggito fino in Germania, dove poi è stato arrestato. Le chat: «Sei uno psicopatico, mi fai paura» «Dai per favore puoi almeno dirmi se hai iniziato a scriverti con qualche tipo? Siamo migliori amici Giulia... tu non hai negato, significa che è vero?», scrive Turetta nei messaggi resi noti da Pomeriggio Cinque News. Cecchettin risponde: «Pippo sinceramente col c... vengo a dire a una persona che mi stalkera cosa sto facendo». Filippo: «Giulia sto malissimo, ti prego mi stai distruggendo. Non puoi più scrivermi la buonanotte perché la stai scrivendo a lui?.. sono uno stecco Giulia, come puoi pensare di frequentare un altro tipo, è una cosa violentissima». Giulia: «Ma non ti senti ridicolo? Sei ossessionato, sei uno psicopatico, mi stai cominciando a fare paura». Filippo: «Guarda come mi tratti, come un criminale». Giulia: «Mi hai fatto perdere la fiducia, tutti questi meccanismi di controllo su di me, guardi quando vado a dormire, quanto tempo sto online, mi chiedi se sto scrivendo a qualcuno. Sono tutti metodi ossessivi che mi fanno paura Pippo, mi fanno paura». Le ultime foto insieme Gli inquirenti e gli investigatori hanno trovato sul telefono di Turetta oltre 50 foto di Giulia Cecchettin scattate tra le 18 e le 21 dell'11 novembre scorso, il giorno in cui è stata uccisa. Negli scatti si vedono i due al centro commerciale di Marghera 'La nave de vero', dove erano andati nel tardo pomeriggio per fare acquisti in vista della laurea di Giulia. Alle immagini delle videocamere di sorveglianza si aggiungono dunque quelle che erano rimaste sul telefono dell'assassino della studentessa: ci sono immagini di Giulia che si prova dei vestiti, della ragazza seduta al bar e anche alcuni selfie scattati da Filippo in cui i due sono insieme. Poche ore dopo quelle foto, Turetta l'ha uccisa. LEGGO.IT
DI MIKI PAPPACODA Pare che la giovane sia stata travolta da un'onda e, dopo essere stata ricoverata in gravissime condizioni, questa mattina è morta in ospedale Una tragedia ha sconvolto la cittadina di Colmurano, in provincia di Macerata. Una giovane psichiatra di 28 anni, Margherita Salvucci, residente in città, ha perso la vita a seguito di un incidente avvenuto mentre era in vacanza a Madeira. La dinamica Pare che la giovane sia stata travolta da un'onda e, dopo essere stata ricoverata in gravissime condizioni, questa mattina, 28 giugno, è morta in ospedale. Sotto choc l'intera comunità. La ragazza è la figlia dell'ex sindaco di Colmurano, Ornella Formica. L'incidente è avvenuto intorno alle 17 di ieri, 27 giugno, e la giovane è stata trasportata in ospedale: nelle scorse ore la notizia ha fatto i giro della cittadina e tutti hanno sperato in un miracolo, poi questa mattina il tragico epilogo. Il sindaco Mirko Mari non ha parole per descrivere la commozione generale: «Una tragedia che ci tocca tutti. Ci stringiamo al dolore immenso della famiglia».
INSERITO DA ANGELA CECERE «I dati del 2022 mostrano un incremento delle Ist (infezioni sessualmente trasmesse) soprattutto tra i giovani». Lo dice Barbara Suligoi, direttrice del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore della Sanità, durante la XVI edizione di Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research), svoltasi a Roma dal 19 al 21 giugno. «Per la gonorrea sono stati segnalati al sistema sentinella circa 1.200 casi, che rispetto agli 820 del 2021 implicano un aumento del 50%. Per la sifilide, siamo passati da 580 casi del 2021 a 700, con un aumento quindi del 20%», sottolinea. «Questa crescita nei numeri non è solo un effetto della maggiore socializzazione che si è verificata dopo le fasi più acute della pandemia da Covid-19. Questo aumento si riscontra anche rispetto al 2019, quando i casi di gonorrea erano stati 610 (quindi rispetto ad allora sono aumentati del 100%), mentre quelli di sifilide erano 470, incrementati quindi di oltre il 50%», fa notare. Un dato preoccupante riguarda anche i casi di clamidia: "Anche sulla clamidia il riscontro è analogo: dagli 800 casi del 2019 si è giunti nel 2022 a 993, con un aumento del 25%», afferma.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un detenuto ha ferito due agenti penitenziari nel carcere di Messina. Lo rende noto il segretario della Uilpa polizia penitenziaria della Sicilia Gioacchino Veneziano. Nei pressi dell’ufficio matricole si avventato contro i due poliziotti procurando loro lesioni che sono state giudicate guaribili in un periodo compreso tra i 10 e 15 giorni e ha poi tentato di aggredire altri tre agenti, tra cui una donna «Mentre il ministro Carlo Nordio, anziché risolvere i problemi delle carceri, elenca le criticità attuali - afferma il sindacalista Gioacchino Veneziano - gli agenti in servizio nelle carceri ogni giorno vengono feriti ed oltraggiati senza che nessuno se ne preoccupi seriamente. Un detenuto senza alcun motivo ». «Siamo - prosegue veneziano - alla follia totale. A parte gli slogan e le promesse, servono interventi legislativi seri tra cui la modifica dell’articolo 613 bis, che ha ingabbiato il lavoro della polizia penitenziaria, e l’istituzione di reparti speciali per i detenuti che reiterano aggressioni verso i lavoratori».
INSERITO DA ANGELA CECERE Meteo: le previsioni della settimana. L'estate sembra essere in pausa, almeno per ora, con l'anticiclone delle Azzorre che fatica a stabilirsi sull'Europa occidentale. Le correnti atlantiche riescono ancora a scendere di latitudine, portando instabilità diffusa con forti temporali e nubifragi. Attualmente, una circolazione ciclonica si è insediata sull'Italia e ci accompagnerà almeno fino a mercoledì 26 giugno. Dopo di che, si prevede un tentativo da parte dell'alta pressione di regalarci un po' di sole, ma secondo 3b meteo l'ultimo weekend di giugno sarà nuovamente a rischio di forti temporali. Una situazione poco favorevole, con le regioni centro-settentrionali maggiormente penalizzate, sebbene locali temporali possano interessare anche il Sud.
INSERITO DA ANGELA CECERE L’esercito dei lavoratori in nero. Sono 60mila, sia uomini che donne, le persone individuate dalla Guardia di Finanza, nel corso di controlli durati 17 mesi, costrette a lavorare senza un contratto o con accordi irregolari. Numeri che emergono dal bilancio operativo delle Fiamme Gialle, reso noto in occasione del 250° anniversario del Corpo, e che raccontano delle verifiche svolte in tema di lotta al lavoro nero dal primo gennaio del 2023 al 31 maggio scorso. Lavoro in nero: tutte le cifre I finanzieri hanno individuato complessivamente 59.539 lavoratori irregolari. Una cifra che rappresenta il 32% in più rispetto ai 45.041 scoperti nell'analogo periodo precedente. Numeri che arrivano dopo la tragedia di Satnam Singh, il cittadino morto dopo esser stato abbandonato davanti casa dal proprietario dell'azienda agricola nella quale poco prima aveva perso il braccio destro in un incidente sul lavoro e nel giorno in cui, sempre a Latina, ha perso la vita un giovane elettricista di 29 anni. La lotta al lavoro sommerso viaggia in parallelo, ma non mancano i punti di contatto, con quella ai clan. Dai dati forniti dalla Gdf si attesta sui 3,6 miliardi di euro il valore dei beni riconducibili alla criminalità organizzata sequestrati, confiscati o sottoposti ad amministrazione giudiziaria. Sul fronte del riciclaggio, i finanzieri hanno scoperto operazioni illecite per 6,8 miliardi e denunciato 5.316 persone, di cui 461 arrestate, mentre il contrasto alle nuove frodi telematiche ha consentito di sequestrare beni per 92 milioni di euro. 75 milioni è invece il controvalore in euro delle criptovalute sequestrate, con la Finanza che ha scoperto la prima “mining farm” italiana, una struttura composta da hardware e software in grado di coniare nuove valute virtuali. Importanti anche i numeri sul fronte del contrasto alla contraffazione e alla tutela del made in Italy: sono stati sequestrati oltre 800 milioni di prodotti falsi e oltre 22mila tonnellate di prodotti agroalimentari.
inserito da Miki Pappacoda Ha detto sì,AlessandroVespa, figlio del giornalista Rai Bruno Vespa e della magistrata Augusta Iannini, e Isabella. Ilmatrimonioè stato celebrato nella cattedrale Santa Maria Assunta in cielo diOria, in provincia di Brindisi. La messa è stata celebrata dal vescovo Vincenzo Pisanello.
Gli ospiti vip presenti alle nozze del figlio di Vespa
Oltre 200 gli invitati al matrimonio, e tanti volti noti della politica e della tv. Non è passata inosservataMaria Elena Boschi, ex ministro nel governo Renzi,Pierferdinando Casini, Angelino Alfano, ma anche Simonetta Matone, politica e magistrata spesso ospite del salotto di Porta a Porta. Tra gli ospiti anche la figlia diAl Bano, Romina Carrisi.
La cerimonia di nozze si è svolta nella tenuta di famiglia Li Reni nelle campagne di Manduria.
DI MIKI PAPPACODA «Continuava a chiedere aiuto. Le ho dato, non so, una decina, dodici, tredici colpi con il coltello. Volevo colpirla al collo, alle spalle, sulla testa, sulla faccia e poi sulle braccia» Nell'interrogatorio di Filippo Turetta traspare l'angoscia degli ultimi momenti di vita di Giulia Cecchettin, 22 anni di Vigonovo (Padova), laureanda in Ingegneria biomedica uccisa dall'ex fidanzato e compagno di studi l'11 dicembre scorso. I regali rifiutati, la rabbia che sale quando capisce di averla persa, il coltello che affonda mentre lei grida 'aiuto' e tenta di parare i colpi. Nel carcere di Verona, davanti al pubblico ministero di Venezia Andrea Petroni, il giovane ricostruisce la serata trascorsa a fare shopping e la cena in un centro commerciale a Marghera, quindi il viaggio di ritorno con l'auto che si ferma in un parcheggio a 150 metri dalla casa di Giulia. Turetta «Volevo darle un regalo» «Volevo darle un regalo, una scimmietta mostriciattolo. Con me avevo uno zainetto che conteneva altri regali: un'altra scimmietta di peluche, una lampada piccolina, un libretto d'illustrazione per bambini. Lei si è rifiutata di prenderlo. Abbiamo iniziato a discutere. Mi ha detto che ero troppo dipendente, troppo appiccicoso con lei. Voleva andare avanti, stava creando nuove relazioni, si stava 'sentendo' con un altro ragazzo» dice nel verbale del primo dicembre il cui contenuto è stato diffuso da 'Quarto grado'. La lite diventa aggressione. «Ho urlato che non era giusto, che avevo bisogno di lei, che mi sarei suicidato. Lei ha risposto decisa che non sarebbe tornata con me. È scesa dalla macchina, gridando 'Sei matto, vaffan**lo, lasciami in pace'» racconta il ventiduenne al pm. «Ero molto arrabbiato. Prima di uscire anch'io, ho preso un coltello dalla tasca posteriore del sedile del guidatore. L'ho rincorsa, l'ho afferrata per un braccio tenendo il coltello nella destra. Lei urlava 'aiuto' ed è caduta. Mi sono abbassato su di lei, le ho dato un colpo sul braccio, mi pare di ricordare che il coltello si sia rotto subito dopo. Allora l'ho presa per le spalle mentre era per terra. Lei resisteva. Ha sbattuto la testa. L'ho caricata sul sedile posteriore». Urla che saranno sentite da un testimone, ma che non basteranno a salvare Giulia Cecchettin. «Urlava, le ho dato 12 - 13 coltellate» Filippo Turetta guida l'auto per circa quattro chilometri: dal parcheggio in via Aldo Moro a Vigonovo verso un luogo più isolato, nella zona industriale di Fossò. «Mentre eravamo in macchina lei ha iniziato a dirmi ‘cosa stai facendo? sei pazzo? Lasciami andare'. Era sdraiata sul sedile, poi si è messa seduta. Si toccava la testa. All'inizio pensavo solo a guidare. Poi ho iniziato a strattonarla e tenerla ferma con un braccio. C'eravamo fermati in mezzo alla strada, ho provato a metterle lo scotch sulla bocca, non mi ricordo se se l'è tolto o è caduto da solo perché non l'avevo messo bene. Si dimenava. È scesa e ha iniziato a correre. Anch'io sono sceso». Un tentativo di mettersi in salvo ripreso, in parte, da una telecamera di una ditta (inquadra Giulia alle 23.40) che prelude l'atto finale. «Avevo due coltelli nella tasca in auto dietro al sedile del guidatore. Uno l'avevo lasciato cadere a Vigonovo. Ho preso l'altro e l'ho rincorsa. Non so se l'ho spinta o è inciampata. Continuava a chiedere aiuto. Le ho dato, non so, una decina, dodici, tredici colpi con il coltello. Volevo colpirla al collo, alle spalle, sulla testa, sulla faccia e poi sulle braccia». L'autopsia restituisce 75 coltellate e una morte per shock emorragico provocato dal colpo alla testa e dalle coltellate. «Mi ricordo che era rivolta all'insù, verso di me. Si proteggeva con le braccia dove la stavo colpendo. L'ultima coltellata che le ho dato era sull'occhio. Giulia era come se non ci fosse più. L'ho caricata sui sedili posteriori e siamo partiti. Avevo i vestiti abbastanza sporchi del suo sangue» ammette. «Volevo suicidarmi, ho cambiato idea per i miei» Un piano segnato anche da due tentativi di suicidio, il primo lungo la strada per il lago di Barcis, dove abbandona il corpo dell'ex fidanzata. «Mi sono fermato in un punto in cui non c'erano case e sono rimasto un po' lì. Ho provato anche con un sacchetto a soffocarmi, però anche dopo averlo legato con lo scotch non sono riuscito e l'ho strappato all'ultimo. Allora ho preso lei e sono andato a nasconderla» prima di ricominciare la fuga che finisce in Germania, vicino Lipsia, dopo sette giorni e mille chilometri. «Avevo un pacchetto di patatine in macchina e una scatolina con qualche biscotto. Non ho mai comprato nulla da mangiare. I soldi che avevo li ho spesi per i rifornimenti di benzina. Volevo togliermi la vita con un coltello che avevo comprato, ma non ci sono riuscito. Pensavo che se avessi fumato e bevuto sambuca sarebbe stato più facile suicidarmi, ma invece ho vomitato in macchina». Infine la resa quando Filippo Turetta guarda online le notizie su di lui. «Ho riacceso il telefono. Cercavo notizie che mi facessero stare abbastanza male da avere il coraggio per suicidarmi, ma ho letto che i miei genitori speravano di trovarmi ancora vivo e ciò ha avuto l'effetto opposto. Mi sono rassegnato a non suicidarmi più e ad essere arrestato». La premeditazione La procura gli contesta l'omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà e legame affettivo, e i reati di sequestro di persona, occultamento di cadavere e porto d’armi. Nella chiusura indagine emerge che Filippo Turetta spiava la vittima con un'applicazione sul suo cellulare e che avrebbe studiato il femminicidio dall'inizio di novembre, quindi avrebbe comprato il nastro adesivo per impedirle di urlare, preso appunti al pc su come legarle mani e piedi, preparato vestiti, soldi e provviste per scappare, studiato mappe per nascondere il corpo e agevolare la fuga. Sembrerebbe un piano studiato, ma sulla premeditazione Turetta si difende e davanti al pm sostiene di aver comprato da poco il nastro adesivo «se mai fosse servito per attaccare il papiro della laurea di Giulia» (prevista cinque giorni dopo il delitto), che i coltelli erano della «cucina di casa mia. Li avevo messi in macchina perché avevo anche avuto pensieri suicidi» e «i vestiti sporchi di sangue li ho cambiati con altri che avevo in macchina. In auto ho sempre un cambio, coperte, qualcosa da mangiare e da bere». Anche se la premeditazione non dovesse essergli riconosciuta, il capo d'imputazione contro il ventiduenne reo confesso può comunque costargli l'ergastolo per l'omicidio di Giulia Cecchettin.
INSERITO DA ANGELA CECERE Con il caldo in aumento gli anziani e le persone fragili sono esposti a più rischi. Ma come proteggerli? «Angeli custodi» anti-afa per chi vive solo, «donazioni di condizionatori» nelle situazioni più esposte al calore, «un piano» che consenta di avere una "macchina" pronta a intervenire tempestivamente ai primi campanelli d'allarme. Sono queste alcune delle soluzioni da adottare secondo Marco Trabucchi, direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia e past president dell'Associazione italiana di psicogeriatria.
INSERITO DA ANGELA CECERE La prima prova è andata ma giovedì 20 giugno arriva il momento (forse) più duro della Maturità 2024: la seconda prova. Non è, quindi, il momento di rilassarsi. Gli oltre 500mila diplomandi tornano a scuola e dalle 8:30 affrontano il secondo step dell'Esame di Stato. La prova riguarda una o più delle discipline che caratterizzano il corso di studi. Negli istituti professionali di nuovo ordinamento, invece, la prova verte su competenze e nuclei tematici fondamentali di indirizzo e non su discipline.