Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo il caldo afoso delle ultime settimane che sembra davvero non voler finire, arriva la settimana della svolta. La transizione dalla stagione estiva a quella autunnale, con piogge e temperature più basse, richiederà ancora diversi giorni in Italia ma anche in Europa: come scrive 3bmeteo.com, mediamente il regime è ancora estivo. Questo però non significa tempo sempre stabile per l'Italia anzi, questi refoli più freschi che si intrufoleranno in area mediterranea già a partire da oggi, martedì 3 settembre, avranno la possibilità di formare, dato che il clima è ancora caldo e umido, degli ammassi temporaleschi anche piuttosto importanti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Non è un'eresia: spesso quando si paga con il pos può capitare di non essere attenti alla cifra sul display o sullo scontrino Un errore di battitura sul pos che è costato caro al cliente: anziché 40 euro, ha pagato 400, ma senza accorgersene. Una svista da parte del ristoratore, che ora si rivolge a lui su Facebook per ritrovarlo e restituirgli la somma che gli deve. Accade sui Lidi Ferraresi e il protagonista della vicenda è Marco Rainieri, ristoratore e titolare del ristorante "I sapori del Marchese" a Lido Pomposa. Il post su Facebook Rainieri, sul suo profilo Facebook, scrive: «Il giorno 29 agosto un cliente del locale, per errore del sistema ha pagato di più del dovuto con carta di credito, non potendo risalire chi possa essere spero che sia uno che segue il mio profilo, affinché possa restituire i soldi in più che non mi sono dovuti. Il conto risale come dicevo a giovedì a pranzo 29 agosto alle ore 14.25. Grazie, Marco». A dare per prima la notizia è stato il quotidiano La Nuova Ferrara, che Rainieri ringrazia per l'aiuto. «Appena me ne sono accorto ho pensato di dover fare qualcosa - spiega - non voglio dare l'impressione di essermene approfittato. Ha mangiato all'ora di pranzo e ha pagato quel conto. Il pos? Ho chiesto alla banca se si poteva risalire all'identità del signore, ma mi è stato detto no: questione di privacy. Allora ho deciso di agire attraverso i social». La spiegazione Com'è stato possibile che il cliente abbia pagato 400 anziché 40 senza accorgersene? Non è un'eresia: spesso quando si paga con il pos può capitare di non essere attenti alla cifra sul display o sullo scontrino, perché si dà fiducia al ristoratore, che quasi mai sbaglia (si spera). Aggiungiamo che all'estero, in primis negli Stati Uniti, le modalità di pagamento sono completamente diverse dalle nostre: negli Usa ad esempio si lascia la carta di credito al cameriere, che prima preautorizza un pagamento sul pos, e poi addebita la cifra definitiva sulla nostra carta solo quando si compila lo scontrino specificando la cifra da lasciare come mancia. Quindi, se il cliente fosse straniero, non sarebbe una sorpresa il fatto che non abbia controllato la cifra sul pos o sulla ricevuta del pos (che magari non ha nemmeno ritirato). Per fortuna ci sono ristoratori onesti, come Rainieri, che si accorgono dell'errore e sono disposti a riparare: in quanti avrebbero fatto finta di niente?
INSERITO DA ANGELA CECERE Meteo, continua il caldo estivo accompagnato dall'afa. Temperature sopra la media stagionale, con massime che toccherrano ancora i 35 gradi. Ma anche temporali che segneranno questo inizio di settimana. Per chi aspetta il ritorno del fresco, ci sarà da aspettare ancora. Sulla Penisola si incontrano l'anticiclone africano e un flusso perturbato nordatlantico.
INSEITO DA ANGELA CECERE Ai criminali basta un clic, ormai, per sottrarre soldi a più conti correnti nello stesso momento: le banche e i clienti vedono solo in seguito, tra i movimenti, spese mai fatte o prestiti che non hanno mai autorizzato. Nell'ultimo anno in Puglia le frodi compiute tramite furti d'identità superano i 13 milioni di euro. Ma il tacco dello stivale si posiziona quinto nella classifica delle truffe e ciò significa che in altre 4 regioni italiane la situazione è ancor più grave. Fino a 20 mila euro spariscono nel nulla A fornire i dati sul fenomeno, scrive il Corriere del Mezzogiorno, è il Rapporto dell’Osservatorio Crif (Centrale rischi intermediazione creditizia), che illustra anche quale sia l'importo medio delle frodi. La regione che più ha registrato casi come questi è la Lombardia, seguita da Sicilia, Campania, Lazio e Puglia. I truffatori ambiscono a portare via tra i 5 e i 10 mila euro "a colpo", ma sono in crescita le frodi con importi superiori ai 20mila euro, purtroppo. Ciò a cui più si affidano i malfattori è proprio la complessità del panorama finanziario: questa gli permette di passare inosservati - almeno per un po' di tempo - tra altri click. Grazie alle tecnologie i criminali creano false identità Secondo il direttore esecutivo di Crif, Simone Capecchi, «le evidenze del fenomeno delle frodi rivelano come i criminali siano sempre più esperti, aiutati anche dalle nuove tecnologie che, da un lato, abilitano attacchi sempre più sofisticati e difficili da identificare a danni di persone e aziende e, dall’altro, permettono di creare identità nuove ma inesistenti per perpetrare la frode creditizia». La fascia d'età maggiormente colpida dal fenomeno è quella che si estende dai 31 ai 50 anni, mentre sono in calo i furti verso gli under 30. Come si accede al denaro e dove finisce Il modo in cui i criminali si impossessano delle credenziali per entrare nei conti correnti delle loro prede è davvero semplice: con email o messaggi che sembrano provenire dalla propria banca, chiedono al malcapitato di turno di inserire i propri dati e accedere al proprio conto. È così che rubano le informazioni necessarie per accaparrarsi l'identità di quella persona e iniziare a fare spese a suo nome. A questo metodo si aggiungono altre due strategie, ovvero quella del trashing (il malfattore raccoglie gli scontrini delle ricevute di pagamento effettuate con carte di credito gettati nella spazzatura) e quella del boxing (la ricerca di documenti inviati dalle banche nelle buche delle lettere). Sopra scontrini e documenti vari, infatti, vi sono i dati sensibili che il ladro userà nel momento di accesso al conto corrente scelto. Infine c'è lo skimming: consiste nel prelevare denaro dal bancomat sopo aver catturato i dati della carta attraverso un microlettore precedentemente aggiunto all'Atm
INSERITO DA MIKI PAPPACODA In una riunione straordinaria del Consiglio dell'Unità pastorale, che raggruppa le parrocchie di Feisoglio, Borgomale, Bosia, Castino, Cravanzana e Niella Belbo, tutte situate in provincia di Cuneo, il vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, ha annunciato le dimissioni di don Tomas Hlavaty da amministratore parrocchiale. La decisione è stata presa dallo stesso sacerdote, che ha richiesto di poter lasciare il ministero sacerdotale a seguito di una relazione sentimentale che lo vede coinvolto. La notizia, resa pubblica dalla diocesi di Alba, ha scosso le piccole comunità del Cuneese, che si erano abituate alla guida pastorale di don Tomas. Monsignor Brunetti, durante l'incontro, ha letto ai rappresentanti delle parrocchie interessate la lettera in cui il sacerdote spiega la sua decisione e ringrazia sia il vescovo sia i fedeli per il supporto ricevuto durante gli anni di servizio. "È stata una scelta sofferta ma necessaria", si legge nella lettera di don Tomas, che ha chiesto anche l'avvio della procedura per la sua riduzione allo stato laicale. Le parrocchie coinvolte ora attendono la nomina di un nuovo sacerdote che possa prendere il posto di don Tomas, cercando di mantenere la continuità nella guida spirituale delle comunità. Monsignor Brunetti ha assicurato che la diocesi si sta già muovendo in tal senso, invitando i fedeli a pregare per don Tomas e per il nuovo cammino che intraprenderà. IL VESCOVADO
DI MIKI PAPPACODA Raffica di furti di biciclette. Ormai quel ladro è considerato il «terrore» del Panorama. Almeno, lo è dei clienti che si recano al centro commerciale di via Pellico in sella alla bicicletta.
INSERITO DA MIKI POAPPACODA Ho avuto un raptus improvviso. Non so spiegare perché sia successo, l’ho vista e l’ho uccisa». È quanto riferito da Moussa Sangare, il 31enne italiano fermato per l’omicidio di Sharon Verzeni. L’uomo è nato in Italia ed è di origini magrebine. L’uomo, disoccupato, è nato a Milano e residente a Suisio, pochi chilometri di distanza dal paese dell’omicidio. Il 31enne, immortalato dalle telecamere mentre si allontanava in bici dal luogo dell’omicidio, è originario di una famiglia della Costa d’Avorio. «Stanotte al termine di serratissime indagini siamo pervenuti a identificare il signore in bicicletta che ha reso prima spontanee dichiarazioni poi, in sede di interrogatorio, ha reso una piena confessione": è quanto ha detto Maria Cristina Rota, procuratore aggiunto a Bergamo, in merito al fermo del presunto killer di Sharon Verzeni. «All’identificazione del fermato hanno collaborato due cittadini stranieri che si trovavano su luogo": è quanto ha spiegato la procuratrice aggiunta a Bergamo Maria Cristina Rota aggiungendo che il presunto omicida di Sharon Verzeni aveva «delle denunce per maltrattamenti ai danni della madre e della sorella ed era andato a vivere da solo». Le due persone che hanno collaborato alle indagini sono «cittadini stranieri di origine marocchine inseriti nel territorio, incensurati, due lavoratori, due onesti cittadini che si trovavano sul luogo del delitto e che in realtà inizialmente si sono presentati per segnalare un’altra presenza strana - ha proseguito - ma la prima segnalata non era strana e poi è stata segnalata la presenza del ciclista su cui si è lavorato». Si chiude a distanza di un mese esatto il giallo sull'omicidio di Sharon Verzeni, avvenuto nel Bergamasco. Ecco le tappe della vicenda: L’AGGRESSIONE: poco dopo la mezzanotte, tra il 29 e il 30 luglio scorso, viene aggredita in strada a Terno d’Isola la 33enne bar ista Sharon Verzeni, colpita con una serie di coltellate, al torace, all’addome e alle spalle. La donna h a con sé il cellulare, che non le viene sottratto, e aveva lasciato a casa il portafogli. LA TELEFONATA E LA MORTE: dopo l’aggressione, Sharon tenta di chiedere aiuto, chiamando lei stessa il 112, ma senza riferire chi l’avesse aggredita: «Aiuto, mi hanno accoltellato», dice all’operatore. Poi viene soccorsa da due persone di passaggio e da una residente, ma muore al pronto soccorso dell’ospedale di Bergamo: troppo profonde le ferite riportate. L’arma del delitto non viene ritrovata. LA VERSIONE DEL FIDANZATO: il compagno, Sergio Ruocco, che lavora come idraulico per una ditta di Seriate, è nella loro casa, distante meno di 700 metri dal punto dove la trentatreenne viene aggredita. Di solito la accompagnava, ma la sera dell’aggressione è stanco e va a dormire. Sono i carabinieri a svegliarlo e a sentirlo a lungo, tentando di far luce sulla vicenda. Ruocco viene sentito altre tre volte dai carabinieri e con loro partecipa a due sopralluoghi nell’abitazione, che nel frattempo è stata posta sotto sequestro. Ma su di lui non emergono elementi che possano farlo ritenere un sospetto - I VIDEO AL VAGLIO DEI ROS E I SOSPETTI SUL CICLISTA: dopo pochi giorni nelle indagini vengono anche coinvolti i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, il Ros, impegnati ad analizzare le immagini delle telecamere in zona, pubbliche e private, circa una cinquantina. Tra le immagini destano particolare attenzione quelle di un uomo in bicicletta, che percorreva contromano la via dell’omicidio. Il mistero sulla sua identità resta fino ad un paio di giorni fa LE ANALISI DEL DNA: I vestiti di Sharon e i campioni di materiale biologici vengono inviati ai carabinieri del Ris per cercare eventuali tracce genetiche differenti da quello della vittima: sono una quarantina i diversi campioni di Dna prelevati tra gli abitanti del paese. I VERSAMENTI A SCIENTOLOGY, MA NESSUN COLLEGAMENTO: dall’analisi del conto corrente di Sharon emergono dei versamenti anche a Scientology che la 33enne aveva cominciato a frequentare da quando aveva trovato lavoro in un bar i cui responsabili fanno parte del movimento. Ma le indagini accertano che non c'è alcun collegamento con la morte di della 33enne. L’ARRESTO DEL KILLER: il 30 agosto, un mese dopo l’omicidio, i carabinieri fermano Moussa Sangare, un 31enne italiano di origini africane: è lui il misterioso uomo in bicicletta ripreso dalle telecamere. «Ho avuto un raptus improvviso. Non so spiegare perché sia successo, l’ho vista e l’ho uccisa», confessa l’uomo, rintracciato dai carabinieri nel Bergamasco. Alcuni minuti prima dell’omicidio, Moussa aveva puntato il coltello - lo stesso che ha ucciso Sharon - contro due 15enni poi scappati. Nella sua abitazione vengono trovate altre prove dell’omicidio e lui stesso indica il luogo dove si nascondeva l'arma del delitto. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA INSE Le auto che voltano a destra e che arrivano da Traversetolo, imboccando via Baietta, rallentano quando passano dalla villa dell'orrore. Chi guida butta lo sguardo verso quel giardino dove è stato abbandonato, ancora senza un perché, un bambino di pochissimi giorni. Era il nove agosto quando, in quella zona residenziale, si è consumato uno dei drammi più crudi degli ultimi trent'anni a Parma. Ci sarebbero degli indagati per questa brutta storia. È stata eseguita ieri mattina, all'Istituto di medicina legale dell'Università di Parma, l'autopsia sul neonato ritrovato senza vita nel giardino di una villa a Vignale. Ci sono ancora i sigilli, la casa è sotto sequestro e i nastri che delimitano la zona interessata dal ritrovamento stanno cambiando colore. Non più il rosso vivo che si mescola con il bianco, ma un arancio chiarissimo. Colpa del sole, che picchia forte anche a fine agosto. Non passa nessuno e la vita scorre in silenzio in quel pezzo di mondo: abbaia qualche cane quando sente passare una macchina che va verso le colline, in alto. Un uomo sulla sessantina parcheggia e si avvia verso casa: abita a due isolati dalla villetta, prima di entrare fissa lo sguardo verso l'altra abitazione: "I carabinieri ci hanno chiesto se avessimo sentito i cani abbaiare quella notte. Ma cosa vuole mai, siamo gente distinta. Io come faccio a sentire i cani mentre dormo? Purtroppo non abbiamo visto né sentito niente. Vede quella casa (a metà tra la sua e la villa del ritrovamento)? Li ci abita una coppia di anziani, ora è via. Noi non abbiamo sentito niente". Abbassa il capo e se ne va. La famiglia della giovane madre, italiana, individuata tramite il Dna, ha già nominato un legale. Avrebbe tenuto nascosto la gravidanza e avrebbe partorito grazie all'aiuto delle amiche. Dalla Procura, che ha in mano il fascicolo con la Pm Francesca Arienti, non trapela nulla. Ci sarebbero delle persone iscritte sul registro degli indagati.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Met Office, servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, sta monitorando la nube di anidride solforosa sprigionatasi dopo una recente eruzione vulcanica in Islanda. La notizia è stata diffusa domenica scorsa e da allora sta circolando una certa preoccupazione fra gli esperti del settore. A quanto pare la nube di gas è stata prodotta dopo che un vulcano dell'Islanda Sud Occidentale è entrato in eruzione lo scorso giovedì. Si tratta, fra l'altro, della sesta volta che si attiva dallo scorso dicembre. Il vulcano ha eruttato lava e generato anche dei terremoti, arrivando infine ad emettere nell'aria anche il gas tossico, incolore e molto solubile in acqua. La prima Nazione a essere stata investita da questa nube è stata la Gran Bretagna, ecco perché l'attenzione delle autorità locali, ma si sta diffondendo in varie zone d'Europa. "Una colonna di anidride solforosa originata dal vulcano in Islanda ha attraversato il Regno Unito in alto nell'atmosfera e presto si disperderà verso sud-est", ha dichiarato un portavoce del Met Office, come riportato dal portale online lbc.co.uk. "Gli impatti di questa anidride solforosa sono stati bassi, poiché è alta nell'atmosfera e ha poca influenza sulla qualità dell'aria a livello del suolo. Piccole concentrazioni a livello della superficie significano che i livelli di inquinamento atmosferico rimangono bassi. Stiamo continuando a monitorare qualsiasi rilascio di anidride solforosa proveniente dall'Islanda, con le previsioni attuali che suggeriscono poca influenza sull'inquinamento atmosferico superficiale del Regno Unito nei prossimi giorni", ha aggiunto.
Gli effetti dell'anidride solforosa
Come abbiamo detto, l'anidride solforosa è tossica, ma ha un odore pungente. Questo gas può provocare irritazioni alla gola, nausea, mal di stomaco e vomito se inalato in grosse quantità. Possono presentarsi anche irritazioni agli occhi, arrossamenti della pelle e anche problemi alle vie respiratorie. Se entrato a contatto con l'acqua, è in grado di trasformarsi in acido solforico e dare origine alle cosiddettepiogge acide.
Il rischio per l'Italia
Al momento la nube tossica, come si può vedere sul portaleWindy.com, sta insistendo su Gran Bretagna, Francia e Germania, ma alcune estremità stanno scivolando anche verso l'Italia, in particolare sulla zona del Mediterraneo e sulla Sardegna. Secondo gli esperti, tuttavia, il rischio per laqualità dell'ariaè minimo e non la salute della popolazione non sarebbe in pericolo. Non solo. Sembra che la concentrazione di anidride solforosa andrà a diminuire mano a mano che la nube si sposterà nei cieli d'Europa. IL GIORNALE
inserito da Miki Pappacoda Nessun risultato trovato per Guerra in UcrainaBlitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più "linee rosse")Il conflitto nel cuore della Russia per minare il consenso a Putin. Lo Zar e l'obiettivo DonetskGian Micalessin 28 Agosto 2024 - 10:00Blitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più "linee rosse")Ascolta oraOrmai Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin combattono due guerre separate senza più linee rosse. Il presidente ucraino punta a spostare il peso del conflitto sul fronte interno russo. Non a caso ieri, a tre settimane dall'avanzata nel Kursk, dove Kiev sostiene di controllare mille chilometri quadrati di territorio, le truppe ucraine hanno tentato di sfondare anche nella regione di Belgorod.La sortita si è esaurita in poche ore, ma intanto Zelensky lavora per ottenere dalla Casa Bianca il via libera all'impiego di missili a lungo raggio contro obbiettivi strategici in territorio russo. In tutto ciò Vladimir Putin sembra invece ignorare l'avanzata ucraina nel Kursk per concentrarsi sull'offensiva nel Donetsk. Dopo la conquista del villaggio di Orlivka i russi sono a meno di 15 chilometri dal nodo strategico di Pokrovsk. La caduta di quel centro logistico, fondamentale per garantire i rifornimenti alle prime linee ucraine, aprirebbe la strada all'avanzata sulle città di Slovyansk e Kramatorsk completando la conquista dei territori del Donetsk. Il tutto mentre bombe plananti, missili e droni russi martellano le infrastrutture energetiche dell'Ucraina con l'obbiettivo, in vista dell'inverno, di rendere difficili o impossibili le forniture di elettricità e gas.Ma torniamo a Zelensky. Il suo tentativo di spostare il conflitto in terra russa aveva un obbiettivo tattico immediato e uno strategico di lungo periodo. Sul piano tattico Kiev si aspettava che il Cremlino ritirasse alcune unità dal Donbass per fermare l'avanzata nel Kursk. Ma è successo l'opposto. Mosca si è limitata ad arginare l'invasione dei propri territori approfittando del trasferimento di 8mila soldati ucraini nel Kursk per annientare le già svuotate e rabberciate linee difensive di Kiev nel Donbass.Sul piano strategico Kiev punta invece a sostenere la testa di ponte creata nel Kursk con lanci di missili Atacms su aeroporti, depositi di armi e truppe in movimento all'interno della stessa Russia. Nei calcoli di Zelensky tutti questo dovrebbe costringere Putin a una nuova mobilitazione di soldati di leva mettendolo in difficoltà sul piano interno e rendendolo meno propenso ad una continuazione del conflitto. Ma i calcoli di Zelensky e del ministro della difesa Rustem Umerov, volato a Washington per discutere l'utilizzo ad ampio raggio dei missili americani, fanno i conti con una doppia incognita. La prima riguarda la scarsa disponibilità di Atamcs visto che le scorte strategiche americane sono messe a dura prova dal conflitto ucraino e da quello mediorientale. La seconda riguarda la risposta di Mosca. Storicamente la Russia non dispone di una popolazione sufficiente (140milioni di abitanti ) a difendere un territorio grande quasi quanto Cina e Usa messe assieme. La sua immensa estensione gli consente però - come scoprirono a proprie spese Napoleone e Hitler - di far avanzare il nemico nei propri territori fino a sfilacciarne le linee logistiche.In questo contesto lo storico nazionalismo del popolo russo che garanti allo Zar Alessandro prima e a Stalin poi la difesa dei propri territori potrebbe far gioco anche a Putin rafforzando anziché incrinare i consensi di cui continua a godere.Il tutto mentre la lenta, ma costante avanzata nel Donetsk promette di garantirgli il pieno controllo del Donbass e quindi il raggiungimento di uno degli obbiettivi strategici del conflitto. Rimandando ad una fase successiva la riconquista di una regione del Kursk dove la logistica ucraina ben difficilmente reggerà il peso di una presenza prolungata in territorio nemico.. Risultati per Guerra in UcrainaBlitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più linee rosse )Il conflitto nel cuore della Russia per minare il consenso a Putin. Lo Zar e l obiettivo DonetskGian Micalessin 28 Agosto 2024 - 10:00Blitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più linee rosse )Ascolta oraOrmai Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin combattono due guerre separate senza più linee rosse. Il presidente ucraino punta a spostare il peso del conflitto sul fronte interno russo. Non a caso ieri, a tre settimane dall avanzata nel Kursk, dove Kiev sostiene di controllare mille chilometri quadrati di territorio, le truppe ucraine hanno tentato di sfondare anche nella regione di Belgorod.La sortita si è esaurita in poche ore, ma intanto Zelensky lavora per ottenere dalla Casa Bianca il via libera all impiego di missili a lungo raggio contro obbiettivi strategici in territorio russo. In tutto ciò Vladimir Putin sembra invece ignorare l avanzata ucraina nel Kursk per concentrarsi sull offensiva nel Donetsk. Dopo la conquista del villaggio di Orlivka i russi sono a meno di 15 chilometri dal nodo strategico di Pokrovsk. La caduta di quel centro logistico, fondamentale per garantire i rifornimenti alle prime linee ucraine, aprirebbe la strada all avanzata sulle città di Slovyansk e Kramatorsk completando la conquista dei territori del Donetsk. Il tutto mentre bombe plananti, missili e droni russi martellano le infrastrutture energetiche dell Ucraina con l obbiettivo, in vista dell inverno, di rendere difficili o impossibili le forniture di elettricità e gas.Ma torniamo a Zelensky. Il suo tentativo di spostare il conflitto in terra russa aveva un obbiettivo tattico immediato e uno strategico di lungo periodo. Sul piano tattico Kiev si aspettava che il Cremlino ritirasse alcune unità dal Donbass per fermare l avanzata nel Kursk. Ma è successo l opposto. Mosca si è limitata ad arginare l invasione dei propri territori approfittando del trasferimento di 8mila soldati ucraini nel Kursk per annientare le già svuotate e rabberciate linee difensive di Kiev nel Donbass. Sul piano strategico Kiev punta invece a sostenere la testa di ponte creata nel Kursk con lanci di missili Atacms su aeroporti, depositi di armi e truppe in movimento all interno della stessa Russia. Nei calcoli di Zelensky tutti questo dovrebbe costringere Putin a una nuova mobilitazione di soldati di leva mettendolo in difficoltà sul piano interno e rendendolo meno propenso ad una continuazione del conflitto. Ma i calcoli di Zelensky e del ministro della difesa Rustem Umerov, volato a Washington per discutere l utilizzo ad ampio raggio dei missili americani, fanno i conti con una doppia incognita. La prima riguarda la scarsa disponibilità di Atamcs visto che le scorte strategiche americane sono messe a dura prova dal conflitto ucraino e da quello mediorientale. La seconda riguarda la risposta di Mosca. Storicamente la Russia non dispone di una popolazione sufficiente (140milioni di abitanti ) a difendere un territorio grande quasi quanto Cina e Usa messe assieme. La sua immensa estensione gli consente però - come scoprirono a proprie spese Napoleone e Hitler - di far avanzare il nemico nei propri territori fino a sfilacciarne le linee logistiche.In questo contesto lo storico nazionalismo del popolo russo che garanti allo Zar Alessandro prima e a Stalin poi la difesa dei propri territori potrebbe far gioco anche a Putin rafforzando anziché incrinare i consensi di cui continua a godere.Il tutto mentre la lenta, ma costante avanzata nel Donetsk promette di garantirgli il pieno controllo del Donbass e quindi il raggiungimento di uno degli obbiettivi strategici del conflitto. Rimandando ad una fase successiva la riconquista di una regione del Kursk dove la logistica ucraina ben difficilmente reggerà il peso di una presenza prolungata in territorio nemico.