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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Ufo tra di noi, la Nasa leva il segreto ai file. E sul litorale romano si susseguono gli avvistamenti

17 Gennaio 2021, 17:31pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ostia

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Video, foto e racconti da Ostia, Ladispoli, Dragona, Fregene, Fiumicino che testimoniano la presenza periodica di oggetti volanti non identificati Tutti i documenti sugli oggetti volanti non identificati raccolti dalla Central Intelligence Agency sono stati rilasciati questa settimana su un cd-rom e sono accessibili attraverso il sito The Black Vault. La documentazione raccolta dagli 007 americani va dagli anni ’50 fino al 2000 e testimonia le visite che gli Unidentified Flying Object svolgono periodicamente nel mondo. D’altro canto sembra che risalgano al 1947 i primi avvistamenti Ufo, almeno secondo il rapporto presentato a Roma nell’ottobre del 2011 al X convegno di ufologia (leggi qui). Un’occasione nella quale furono anche documentati oltre 200 avvistamenti effettuati tra il gennaio e l’agosto di quell’anno a riprova che gli extraterrestri ci sono e vengono a trovarci. Nel tempo, però, in particolare negli ultimi quattro anni, sono state diverse le occasioni nelle quali è stata segnalata la presenza di dischi volanti, sfere luminose, oggetti non identificati specialmente nelle zone del litorale romano. Il 21 gennaio del 2018, infatti, centinaia di persone segnalavano l’avvistamento di Ufo nella zona dell’Infernetto (leggi qui). “Un enorme globo luminoso di colore verde”. Veniva descritto così da quanti avevano assistito allo spettacolo in diversi quartieri del litorale romano, ma anche a Fiumicino. E ancora il 23 gennaio 2018 a Dragona, dove una donna alle 13 ha visto e immortalato con un video di un minuto e 43 secondi, l’oggetto volante luminoso ( leggi qui). Due circostanze che hanno incuriosito il gruppo di Skywatcher ostialido. A seguire, il 16 marzo del 2020 alle 19.46 una donna, residente a Centro Giano a ridosso di Acilia lungo la via del Mare, ha raccontato di “aver visto una sfera luminosa particolarmente brillante in cielo” (leggi qui). E quattro giorni dopo tra Anagnina e Tuscolana, un altro avvistamento. Stavolta “una sfera bianca molto luminosa ferma nel cielo che all’improvviso ha iniziato a muoversi a scatti”. Massimo Frattini, uno dei massimi esperti internazionali di ufologia, ha confermato la singolarità degli avvistamenti anche di quelli relativi ad aprile 2020 sul litorale romano, ma anche in Toscana, Puglia e Campania (leggi qui). In merito ai quali Frattini ha dichiarato: “La sfera che arriva e si ferma, cambiando colore e aspettando la flotta di UFO, si chiama “sfera sentinella”. Una volta passato il gruppo di UFO, la sfera svanisce nel nulla”. Il 31 maggio del 2020 l’ufologo Massimo Frattini segnalava l’avvistamento di una flotta di oggetti volanti sulla verticale della zona Barberini oltre che di Ladispoli e Fregene. Una quarantina di oggetti volanti si muovevano nel cielo in direzione sud (leggi qui). Si tratta di documentazioni, alcune volte amatoriali, raccolte soprattutto lungo il litorale romano che testimoniano gli avvistamenti e, quindi, visite periodiche degli Ufo che incuriosiscono dilettanti e addetti ai lavori e che nei rapporti della Cia potrebbero trovare risposte. (Il Faro online)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Trascorre 37 anni in carcere per omicidio ma è innocente, detenuto scagionato da un test del DNA

17 Gennaio 2021, 17:26pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI L'uomo ha ricevuto le scuse del giudice Christopher Nash della contea di Hillsborough, in Florida, durante la sentenza in cui veniva fatta un'ammissione di colpa da parte del tribunale con le prove schiaccianti in mano che dimostravano l'innocenza di DuBoise. Il giudice ha chiesto scusa e ha anche notato la sua calma e la sua propensione al perdono, lodandolo per questo. Nell'83 la giovane cameriera fu trovata morta dopo la fine del turno di lavoro con evidenti segni di abusi. Robert, suo coetaneo, fu considerato colpevole sulla base di un morso sulla guancia della ragazza, anche se l'impronta dei denti fu valutata con metodi scientifici poco attendibili, e sulle dichiarazioni di un altro detenuto. Il giovane in realtà era innocente, ma per 37 anni ha trascorso il suo tempo in carcere ingiustamente. Per anni ha chiesto che il caso fosse riesaminato, poi è arrivato il test del DNA che lo ha scagionato. Oggi L'uomo vive in un centro per condannati innocenti a Tampa, come riporta l'Independent, e, come riferiscono la madre e la sorella, deve ancora abituarsi alla vita da uomo libero. LEGGO.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Daniela, ricoverata per Covid e attaccata all'ossigeno a 36 anni: «Questa malattia è cattivissima»

17 Gennaio 2021, 17:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Daniela, ricoverata per Covid e attaccata all'ossigeno a 36 anni: «Questa malattia è cattivissima»

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Di storie come la sua, ne abbiamo sentite tante sia all'inizio della pandemia, sia nelle ultime settimane: Daniela Mele, fotografa e traveler, l'ha raccontata sul suo profilo Facebook, registrando centinaia di reazioni. Positiva al coronavirus, è finita in ospedale a Bari, ricoverata con polmonite e febbre alta al Policlinico. «Questo è un post diverso dagli altri. Quello in foto è un celeste Puglia che non avrei mai voluto sperimentare», scrive Daniela nel suo post, che ha avuto centinaia di commenti e condivisioni.



«Sono positiva al Covid-19 ricoverata al Policlinico di Bari con una polmonite e sono attaccata all'ossigeno», scrive. «Si pensa sempre non capiti a noi, che non è possibile, che a finire così sono solo i vecchi ma io ho 36 anni - insiste Daniela - Questa malattia può essere cattivissima, ti stacca dai tuoi affetti, ti lascia in balia delle tue difese immunitarie. La febbre è altissima perché il corpo non sa qual è il nemico che ha davanti».

«È una prova difficile, ce ne saranno sicuramente altre nella mia vita ma come questa non credo - conclude - Per questo vi dico STATE ATTENTI. Si può finire attaccati all'ossigeno, con un braccio gonfio per i liquidi iniettati, la testa che scoppia per la febbre. E poi i prelievi dolorosi, lividi ovunque, pensi di continuo al peggio. Ne uscirò ne sono certa, ma nel frattempo voi cautelatevi!».
 


di Domenico Zurlo LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Il rientro a scuola durante l’Influenza Spagnola

17 Gennaio 2021, 17:09pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

rientro a scuola influenza spagnola

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Non siamo i primi a dover affrontare il rientro a scuola di tanti ragazzi durante una pandemia. Cento anni prima del coronavirus, all’epoca dell’Influenza Spagnola, la chiusura delle scuole fu interrotta da tre città degli USA: New York, Chicago e New Haven. Le soluzioni che trovarono potrebbero aiutarci, oggi, ad affrontare la riapertura degli istituti scolastici nel nostro paese.

Perché le scuole di New York restarono aperte

Perché queste tre città decisero di lasciare le scuole aperte durante la peggiore epidemia del Novecento? New York aveva oltre un 1 milione di studenti all’epoca, il 75% dei quali viveva in appartamenti affollati e spesso poco igienici: «Per i ragazzi dei condominii la scuola offriva un ambiente ben ventilato, pulito, controllato da insegnanti, infermieri e dottori che effettuavano visite giornaliere» hanno scritto il Dr. Howard Markel, storico della medicina e direttore del Center for the History of Medicine dell’Università del Michigan, e i Dr. Alexandra Minna Stern, Mary Beth Reilly, Martin S. Cetron in un articolo su Public Health Report, il giornale ufficiale dell’US Surgeon General e dell’US Public Health Service.

Dopo il picco dell’Influenza Spagnola, il Dr. Royal S. Copeland, commissario sanitario di New York, disse al NY Times la stessa cosa: «I bambini lasciano case spesso poco igieniche (unsanitary, ndt) per i grandi, areati e puliti edifici scolastici dove sono sottoposti a controlli ed esami».

Cosa fecero le scuole di New York

Oltre al distanziamento sociale, le scuole di New York applicarono altre regole. I ragazzi non potevano riunirsi fuori dalla scuola, il loro insegnante doveva controllare eventuali sintomi dell’influenza e, nel caso, isolare i possibili malati.

Se uno studente aveva la febbre o la temperatura alta, un membro del Dipartimento di Salute Pubblica si occupava di lui. Lo riportava a casa dove valutava le condizioni di “isolamento e cura” del bambino. La famiglia aveva l’obbligo di rivolgersi al proprio medico o al sistema sanitario nazionale.

Per Copeland la soluzione trovata da New York era stata la migliore, ma il Dr. Markel e gli altri studiosi non sono dello stesso avviso. Un’analisi realizzata dalla Boston University su altre 43 città dello stesso periodo ha dimostrato che quelle che non riaprirono le scuole ottennero i risultati migliori in assoluto.

Cosa possiamo imparare per il rientro a scuola

Markel e molti altri studiosi concordano nel ritenere la riapertura delle scuole nel mondo un rischio non giustificato. Oggi le condizioni igieniche e il livello di informazione a casa sono migliori di un secolo fa. L’istruzione online è possibile, seppure non all’altezza di quella in presenza (e non dimentichiamo il digital divide). Inoltre, nel 1918 l’influenza era una malattia ben nota, al contrario del nuovo coronavirus di cui non sappiamo ancora abbastanza per essere al sicuro. Secondo Markel, è «Meglio essere al sicuro che dispiaciuti».

Ma se decidiamo di riportare i nostri figli a scuola, cosa ci può insegnare la risposta di New York all’Influenza Spagnola?

  • Usare classi ben ventilate o all’aria aperta, nel rispetto del distanziamento sociale.
  • Assumere personale medico nelle scuole (quelle di New York avevano un’infermiera in istituto sin dal 1902).
  • Monitorare i sintomi di studenti e insegnanti, con termoscanner e tamponi, come ha suggerito il virologo Andrea Crisanti poco tempo fa.
  • Coordinare al meglio il sistema sanitario nazionale con gli istituti, perché ci sia una risposta rapida e ben organizzata ad eventuali focolai.

Quest’ultimo punto è il più importante. L’educazione delle prossime generazioni deve diventare la priorità per il nostro governo, come ha sottolineato Mario Draghi a Rimini. La riapertura delle scuole non riguarda, infatti, solo genitori, insegnanti e studenti, ma tutta la nostra società. Sarà il banco di prova dell’Italia.

«Serve un intero villaggio per crescere un bambino»

PROVERBIO AFRICANO
  • scuola influenza spagnola
Una famiglia di Berkeley durante l’Influenza Spagnola

L’Istituto Superiore di Sanità ha fornito le sue linee guida per il rientro a scuola, che trovate a questo link.

fonte http://Non siamo i primi a dover affrontare il rientro a scuola di tanti ragazzi durante una pandemia. Cento anni prima del coronavirus, all’epoca dell’Influenza Spagnola, la chiusura delle scuole fu interrotta da tre città degli USA: New York, Chicago e New Haven. Le soluzioni che trovarono potrebbero aiutarci, oggi, ad affrontare la riapertura degli istituti scolastici nel nostro paese. Perché le scuole di New York restarono aperte Perché queste tre città decisero di lasciare le scuole aperte durante la peggiore epidemia del Novecento? New York aveva oltre un 1 milione di studenti all’epoca, il 75% dei quali viveva in appartamenti affollati e spesso poco igienici: «Per i ragazzi dei condominii la scuola offriva un ambiente ben ventilato, pulito, controllato da insegnanti, infermieri e dottori che effettuavano visite giornaliere» hanno scritto il Dr. Howard Markel, storico della medicina e direttore del Center for the History of Medicine dell’Università del Michigan, e i Dr. Alexandra Minna Stern, Mary Beth Reilly, Martin S. Cetron in un articolo su Public Health Report, il giornale ufficiale dell’US Surgeon General e dell’US Public Health Service. Dopo il picco dell’Influenza Spagnola, il Dr. Royal S. Copeland, commissario sanitario di New York, disse al NY Times la stessa cosa: «I bambini lasciano case spesso poco igieniche (unsanitary, ndt) per i grandi, areati e puliti edifici scolastici dove sono sottoposti a controlli ed esami». Cosa fecero le scuole di New York Oltre al distanziamento sociale, le scuole di New York applicarono altre regole. I ragazzi non potevano riunirsi fuori dalla scuola, il loro insegnante doveva controllare eventuali sintomi dell’influenza e, nel caso, isolare i possibili malati. Se uno studente aveva la febbre o la temperatura alta, un membro del Dipartimento di Salute Pubblica si occupava di lui. Lo riportava a casa dove valutava le condizioni di “isolamento e cura” del bambino. La famiglia aveva l’obbligo di rivolgersi al proprio medico o al sistema sanitario nazionale. Per Copeland la soluzione trovata da New York era stata la migliore, ma il Dr. Markel e gli altri studiosi non sono dello stesso avviso. Un’analisi realizzata dalla Boston University su altre 43 città dello stesso periodo ha dimostrato che quelle che non riaprirono le scuole ottennero i risultati migliori in assoluto. Cosa possiamo imparare per il rientro a scuola Markel e molti altri studiosi concordano nel ritenere la riapertura delle scuole nel mondo un rischio non giustificato. Oggi le condizioni igieniche e il livello di informazione a casa sono migliori di un secolo fa. L’istruzione online è possibile, seppure non all’altezza di quella in presenza (e non dimentichiamo il digital divide). Inoltre, nel 1918 l’influenza era una malattia ben nota, al contrario del nuovo coronavirus di cui non sappiamo ancora abbastanza per essere al sicuro. Secondo Markel, è «Meglio essere al sicuro che dispiaciuti». Ma se decidiamo di riportare i nostri figli a scuola, cosa ci può insegnare la risposta di New York all’Influenza Spagnola? Usare classi ben ventilate o all’aria aperta, nel rispetto del distanziamento sociale. Assumere personale medico nelle scuole (quelle di New York avevano un’infermiera in istituto sin dal 1902). Monitorare i sintomi di studenti e insegnanti, con termoscanner e tamponi, come ha suggerito il virologo Andrea Crisanti poco tempo fa. Coordinare al meglio il sistema sanitario nazionale con gli istituti, perché ci sia una risposta rapida e ben organizzata ad eventuali focolai. Quest’ultimo punto è il più importante. L’educazione delle prossime generazioni deve diventare la priorità per il nostro governo, come ha sottolineato Mario Draghi a Rimini. La riapertura delle scuole non riguarda, infatti, solo genitori, insegnanti e studenti, ma tutta la nostra società. Sarà il banco di prova dell’Italia. «Serve un intero villaggio per crescere un bambino» PROVERBIO AFRICANO rientro a scuola copeland influenza spagnolaDr Copeland intervistato sul New York Times dopo l’Influenza Spagnola scuola influenza spagnolaDon Hoover e Joe Sistrunk di Starke, Florida, vanno a scuola durante l’Influenza Spagnola scuola influenza spagnolaUna famiglia di Berkeley durante l’Influenza Spagnola rientro a scuola copeland influenza spagnolaDr Copeland intervistato sul New York Times dopo l’Influenza Spagnola scuola influenza spagnolaDon Hoover e Joe Sistrunk di Starke, Florida, vanno a scuola durante l’Influenza Spagnola Una famiglia di Berkeley durante l’Influenza Spagnola L’Istituto Superiore di Sanità ha fornito le sue linee guida per il rientro a scuola, che trovate a questo link.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Colpo di sonno dopo 11 ore in ospedale, infermiere Covid si schianta e viene multato: «Nessuna tutela dallo Stato»

17 Gennaio 2021, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Colpo di sonno dopo 11 ore in ospedale, infermiere Covid si schianta e viene multato: «Nessuna tutela dallo Stato»

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Ha avuto un colpo di sonno alla guida e si è schiantato con la sua auto in tangenziale, dopo aver passato oltre 11 ore all'interno di uno scafandro, in un reparto Covid. Alla fine, un infermiere di un ospedale di Bologna è stato multato dalle forze dell'ordine perché «non in grado di conservare il controllo del veicolo». Una storia destinata a far discutere, quella raccontata anche da Il Resto del Carlino. Medici e infermieri, che nella prima ondata erano stati acclamati da tutta Italia come eroi, ora per tanti sono 'nemici del popolo' e 'strumenti della dittatura sanitaria'. Lavorativamente parlando, non è cambiato nulla rispetto a marzo e aprile: i turni continuano ad essere lunghi e massacranti ed il rischio di contagio, nel fare il proprio lavoro, nella migliore delle ipotesi è rimasto inalterato. A denunciare quanto accaduto a Bologna è Lorenzo, il compagno dell'infermiere 31enne multato: «Lunedì mattina si è addormentato alla guida, schiantandosi e salvandosi per miracolo, dopo 11 ore in uno scafandro. Dopo lo schianto, l'auto ha colpito un'altra vettura e si è completamente distrutta. Mi ha chiamato dopo l'incidente, per fortuna lui è rimasto ferito in modo lieve ma era in lacrime e sotto choc. Lo Stato, rappresentato da due uomini in divisa, ha pensato bene di sanzionarlo perché troppo stanco, senza che alcun operatore sanitario accertasse le sue condizioni psicofisiche». L'infermiere sanzionato, il giorno dopo lo schianto, è stato trasferito all'ospedale Maggiore per esigenze di reparto, a causa di un'impennata del numero dei pazienti ricoverati dopo il contagio da coronavirus. Nonostante lo choc per l'incidente e per la multa da 84 euro, il 31enne continua a fare il proprio dovere, come se nulla fosse, eppure quella sanzione fa davvero male. «La politica si preoccupa dei contagi, dei ricoveri, delle vittime e degli ospedali, ma trascura professionisti e professioniste che lavorano in condizioni disumane e sono ridotti a numeri. Lo Stato non tutela affatto gli operatori spremuti all'osso, che stanno dando la vita per salvare l'Italia» - spiega ancora Lorenzo - «Ecco il glorioso epilogo del nostro eroe, che rischia la vita per 1500 euro al mese, torna a casa senza auto, distrutta ma da pagare a rate ancora per due anni, e col rimorso di aver coinvolto altre persone in un incidente. Volevo convincerlo a non andare a lavorare, almeno oggi, ma lui ha preso l'autobus ed è andato comunque, dicendo che c'è troppo bisogno di personale. Cari signori, non meritate un eroe come lui». LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Cina, record di contagi da marzo: Pechino “sconsiglia” gli spostamenti

17 Gennaio 2021, 11:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Cina, record di contagi da marzo: Pechino “sconsiglia” gli spostamenti

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Trenta milioni di persone in quarantena per focolai nelle province dello Hebei e dello Heilongjiang. Per il capodanno lunare 296 milioni di cinesi in viaggio. La Cina registra il record di contagi degli ultimi nove mesi. Ma con 30 milioni di persone in isolamento per la nuova ondata di infezioni, si prepara ugualmente l’esodo per le vacanze del capodanno lunare che lo scorso anno contribuì a diffondere il Covid nel mondo. Cento milioni di cinesi, secondo le previsioni, si metteranno in viaggio nonostante la curva epidemica abbia raggiunto il suo massimo dallo scorso 1° marzo. TRATTO DA LA STAMPA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, il virologo Silvestri: «Niente panico e niente lockdown, sta arrivando la cavalleria degli anticorpi»

17 Gennaio 2021, 11:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Covid, il virologo Silvestri: «Niente panico e niente lockdown, sta arrivando la cavalleria degli anticorpi»

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Sul Covid qualche virologo invoca cautela. Molta. «La cavalleria degli anticorpi sta arrivando, e mentre aspettiamo, con noi del settore che lavoriamo per farli arrivare in Italia al più presto, cerchiamo tutti di stare calmi e di non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come quella di un lockdown generalizzato o di richiudere le scuole». Lo sottolinea, su Facebook, il virologo Guido Silvestri, raccomandando nuovamente «nervi saldi, niente panico, usiamo il cervello e il buon senso». «È uscito ieri sul “New England Journal of Medicine”, la Bibbia della ricerca clinica - spiega il virologo - il primo studio dell'anticorpo monoclonale neutralizzante LY-CoV-555, alias Brenno. Risultato principale: se usato ai primi sintomi, riduzione del rischio di finire in ospedale del 72% (da 6,3% a 1,6%). Dai dati preliminari dell'uso insieme a Dodi (LY-CoV-016)», un altro anticorpo, di cui non si parla però in questo articolo sul New England, «la riduzione sale ad oltre 85% nei soggetti a rischio (età e peso corporeo)». «Poi ci sono anche Fede e Luca, cioè i due anticorpi di Regeneron (Regn10933 e Regn10987), quelli dati a Trump, che hanno dato risultati simili, forse anche un pò migliori - prosegue Silvestri - Per non parlare di altri in via di sperimentazione, tra cui quelli potentissimi di Gsk, previsti per marzo, e i famosi nanocorpi per spray nasale, le “truppe cammellate”, per cui ci vorrà più tempo». IL MESSAGGERO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Uccide il marito e si autodenuncia, la confessione: «L'ho ammazzato perché avevo paura»

17 Gennaio 2021, 11:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Emergono nuovi dettagli nelle indagini per l'omicidio di Mantova. Elena Scaini, la 53enne che ha confessato di aver ucciso il marito Stefano Giron, ha spiegato ai carabinieri di aver agito per paura di morire: «Ho ammazzato mio marito perché temevo mi uccidesse». Tra i due era scoppiata una guerra dopo che erano rimasti senza lavoro ed erano costretti a vivere con la madre di lui affetta da demenza senile. Lo scorso Ferragosto, al culmine di una lite, era dovuta intervenire anche la polizia.

 


 L'omicidio sarebbe stato commesso tra martedì e mercoledì e subito dopo la donna sarebbe arrivata nel modenese. Nel pomeriggio di venerdì ha lanciato l'allarme da un b&b di Zocca e si è autodenunciata. Nella telefonata la 53enne avrebbe inoltre manifestato l'intenzione di togliersi la vita. I carabinieri di Mantova, allertati dai colleghi di Modena, assieme ai vigili del fuoco sono riusciti a entrare nell'appartamento della coppia e lì hanno trovato il cadavere dell'uomo in stato di decomposizione. Accanto al cadavere c'era la madre in stato confusionale.

Al momento si trova nel carcere di Mantova in stato di fermo per omicidio volontario, mentre proseguono le ricerche dell'arma del delitto. Cruciali ai fini delle indagini saranno l'autopsia e l'interrogatorio di garanzia previsti per domani. 

LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ok recarsi nelle seconde case anche fuori dalla propria Regione. Lombardia rossa fino 31/1

17 Gennaio 2021, 09:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' consentito dal nuovo decreto. Un'apertura rispetto al provvedimento delle festività natalizie Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa. Gli effetti dell'ordinanza saranno attivi da domani fino al 31 gennaio."Non ho mai fatto polemica con nessun presidente di Regione e non lo faro' neppure ora, dopo che firmo una ordinanza ci sono sempre per alcuni giorni delle tensioni, poi i numeri migliorano, la curva si abbassa e si riducono le persone che perdono la vita. L'epidemia e' ancora in fase espansiva. Le misure sono l'unico strumento che abbiamo per costruire una riposta efficace. La Lombardia è stata già zona rossa, come altre regioni italiane, e proprio con le zone rosse che l'Rt è sceso e sarà così anche in questa situazione": lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza nel suo intervento a "Stasera Italia Weekend" su Rete 4.

"Dopo il provvedimento del ministro Speranza, che ha deciso di collocare la Lombardia in 'zona rossa', la Regione, come preannunciato dal presidente Attilio Fontana, lunedì mattina presenterà ricorso al Tar contro il provvedimento, con richiesta di misura cautelare urgente". Lo comunica in una nota la Regione Lombardia.

Il nuovo Dpcm permette di recarsi nelle seconde case anche fuori Regione. Il testo, infatti, disciplina che "è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione" e, a dispetto del decreto sulle misure per le festività natalizie non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione. Resta, per ogni altro tipo di spostamento che non sia per motivi di necessità, lavoro, studio o salute, il divieto di spostarsi in un'altra Regione. 

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente, la numero 2 del 2021, che ribadisce quanto già determinato nell'ordinanza del 4 gennaio e che prevede il ricorso alla didattica digitale integrata (Ddi) al 100% per gli istituti secondari di secondo grado sul territorio regionale. Ieri il Tar del Friuli Venezia Giulia aveva invece accolto un ricorso presentato contro la chiusura delle scuole fino a fine mese. La nuova ordinanza è in vigore dal 18 al 31 gennaio.

ANSA

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NEWS ITLAIA E DAL MONDO PROSSIMA SETTIMANA, da Lunedì Ultimo SOFFIO RUSSO, poi Avanza un'INTENSA PERTURBAZIONE ATLANTICA. TENDENZA

17 Gennaio 2021, 09:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Prossima settimana tornano le perturbazioni atlantiche

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Prossima settimana tornano le perturbazioni atlanticheNel corso della PROSSIMA SETTIMANA è attesa un'importante svolta meteorologica: infatti dopo l'ultimo soffio russo di lunedì 18 si aprirà la Porta dell'Atlantico e di conseguenza avanzerà un'intensa perturbazione. Facciamo il punto della situazione tracciando una tendenza su temperature e precipitazioni attese sull'Italia.

Partiamo con la nostra analisi dalla giornata di lunedì 18 quando il nostro Paese sarà ancora sotto l'influsso delle correnti dai quadranti settentrionali (Nord/Nord Est). A parte qualche temporale sulla Sicilia il tempo si manterrà soleggiato anche se le temperature saranno ancora piuttosto basse e sotto gli zero gradi durante la notte e al primo mattino nelle principali città del Centro Nord.

Dopo un martedì 19 piuttosto tranquillo salvo qualche piovasco tra Liguria e alta Toscana, ecco che tra mercoledì 20 e giovedì 21 si riaprirà la Porta dell'Atlantico che favorirà il passaggio di una perturbazione che porterà le prime piogge a partire dalle regioni del Nord. Col passare delle ore i rovesci si estenderanno anche ai settori tirrenici. Le correnti quindi si disporranno in prevalenza da Ovest e di conseguenza anche le temperature si alzeranno di qualche grado e per questo motivo la neve cadrà sulle Alpi solamente oltre i 7/800 metri e sugli Appennini oltre i 1400 metri.

Il peggioramento, nei giorni successivi insisterà in particolare al Centro Sud con la possibilità di rovesci temporaleschi specie tra Lazio e Campania dove soffieranno anche venti intensi lungo le coste. Poi le incertezze aumentano, a causa del caos modellistico in atto per colpa dello stratwarming, ma sembrerebbe proprio che nuovi impulsi perturbati in discesa dal Nord Atlantico possano colpire nuovamente l'Italia con il rischio di temporali e anche di neve.

 

Articolo del 17/01/2021
ore 6:45
di Marco Castelli Meteorologo

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