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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid-19, mezza Italia in zona gialla Si osserva un calo dei casi del 18%

28 Gennaio 2021, 10:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid-19, mezza Italia in zona gialla Si osserva un calo dei casi del 18%

INSERITO DA ANGELA CECERE Da domenica l'Italia potrebbe trovarsi con 16 Regioni e Province in zona gialla, cioè 10 in più rispetto a quelle attuali. Altre 5 realtà locali, inoltre, sarebbero arancioni. La circolazione del virus si è ridotta, grazie anche alle restrizioni del periodo tra Natale e la Befana. La settimana che verrà presa in considerazione dalla Cabina di regia, quella dal 18 al 24 gennaio, si osserva un calo nazionale dei casi del 18%. Visto che i dati sono in miglioramento un po' ovunque, come già dimostrato la settimana scorsa quando in base al monitoraggio della Cabina di regia soltanto 3 Regioni e la Provincia di Bolzano avevano dati potenzialmente da arancione, potrebbe essere imminente una generalizzata diminuzione delle misure. La regola sui colori, via via ribadita nei vari Dpcm, prevede che si debba restare due settimane in una zona prima di passare a quella con meno restrizioni, sempre che i dati siano per due monitoraggi consecutivi compatibili con la nuova classificazione. Così l'Emilia, la Calabria e il Veneto, che sono arancioni dall'8 gennaio, diventeranno gialle se anche venerdì, come sembra, avranno un Rt inferiore a 1 e un rischio o basso o moderato. Ma il 15 sono diventate arancioni anche Lazio, Piemonte, Val d'Aosta, Liguria, Marche, Friuli e Abruzzo. Queste regioni alla fine della settimana saranno rimaste per 14 giorni in quella zona e nel monitoraggio di venerdì scorso avevano dati da gialla. Ancora una volta, se quei numeri domani saranno confermati potranno tornare nella classificazione con meno restrizioni. La Lombardia appare nella stessa situazione. È infatti in zona arancione solo da venerdì scorso ma come ormai noto è stata riclassificata in quel colore anche per la settimana precedente, in base alla rettifica. E quindi se i suoi dati saranno buoni passerà in giallo. In quel colore si trovano, e dovrebbero restarci visto come sono andati i numeri, ad esempio quelli dei contagi, la Toscana, il Molise, la Basilicata, la Campania e la Provincia di Trento. Puglia, Umbria e Sardegna, che invece resteranno arancioni perché l'altra settimana avevano dati compatibili con quella zona. Se anche domani andassero bene sarebbero solo alla prima settimana con numeri da giallo. Infine, la Provincia di Bolzano e la Sicilia al momento si trovano in zona rossa ma l'altra settimana la prima aveva dati da arancione e la seconda da giallo. In base alle regole dettate dal Governo, potrebbero finire entrambe in arancione. Restano però ancora dubbi su Bolzano, perché ha visto ancora un incremento importante dei nuovi positivi che potrebbe mantenerla nella zona con i provvedimenti più restrittivi.

OTTO PAGINE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Superiori riaperte, Marino Faccini, Ats: «Gli studenti fanno gruppo, il rischio contagi esiste»

27 Gennaio 2021, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Superiori riaperte, Marino Faccini, Ats: «Gli studenti fanno gruppo, il rischio contagi esiste»

INSERITO DA ANGELA CECERE Le superiori di Milano e provincia hanno riaperto lunedì. Dopo tre mesi di didattica a distanza (dal 26 ottobre), causa Covid, i ragazzi stanno riprendendo le lezioni in aula. «È un ritorno alla semi-normalità con il rebus dei contagi», ammette Marino Faccini, responsabile della Struttura profilassi malattie infettive dell’Ats Milano, a capo della squadra di contact tracer, i cacciatori di positivi. Dottore, siate preoccupati per possibili focolai nelle classi? «I timori ci sono. Avevamo riscontrato, a ottobre, che gli studenti delle superiori, dai 14 ai 18 anni, sono più a rischio di contrarre il Covid rispetto ai fratelli di elementari e medie, perché si espongono maggiormente: non evitano le frequentazioni, dunque, va da sé che la scuola può diventare un luogo di amplificazione dei contagi». Cosa intende per frequentazioni, visto che la socialità è ridotta al minimo dalle restrizioni? «I ragazzi si danno appuntamento al mattino per andare a scuola, si incontrano alle fermate dei mezzi, si aspettano all’uscita. In poche parole: vogliono fare gruppo, com’è peraltro giusto alla loro età. Sono tutti comportamenti banali, per i quali non voglio colpevolizzarli, ma creano circostanze che facilitano la diffusione del virus». Avevate rilevato, prima della Dad, focolai? «Si, c’erano licei con classi con più di due contagiati». Le scuole non possono essere “fortezze” anti-Covid. Ci sono dei nodi che più la allarmano? «La prima è inerente agli spazi scolastici. Nella stessa aula si concentrano, per un periodo di tempo prolungato, una ventina di adolescenti a seguire le lezioni con il distanziamento fisico di un metro da bocca a bocca, quando per noi sarebbero necessari due metri, ma non è fattibile». La seconda? «Come la malattia si manifesta negli adolescenti. Sono dei giovani adulti e, nella maggior parte dei casi, se si infettano presentano sintomi quasi impercettibili, trascurabili. Ciò nonostante, possono contagiare i genitori e i nonni, che invece potrebbero avere grossi problemi». Le scuole sono sicure? «Nessuno, ad oggi, nutre questa certezza. Comunque, nessun luogo è a rischio zero». L’Università Statale con l’Asst Fatebebefratelli-Sacco aveva avviato uno screening sierologico in 14 scuole fra elementari e medie. Il progetto era utile anche alle superiori? «Sarebbe insostenibile con oltre 150mila studenti. E comunque il test andrebbe ripetuto periodicamente per un’azione preventiva. Una tantum non serve a nulla». Qual è la strategia per scongiurare un altro stop scolastico? «Responsabilizzare i ragazzi. A questo punto dipende tuto da loro, non devono sottovalutare nessun comportamento».

LEGGO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Il furbetto del cashback al distributore: paga cinque volte col bancomat per mettere 20 euro di benzina

27 Gennaio 2021, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Il furbetto del cashback al distributore: paga cinque volte col bancomat per mettere 20 euro di benzina

INSERITO DA ANGELA CECERE C'è stato molto interesse dei media intorno al cashback introdotto da poco più di un mese dal Governo. Sono stati numerosi gli italiani che hanno scaricato l'app IO e hanno iniziato a comprare nei negozi fisici pagando con carte di credito e bancomat. C'è chi, preso dalla gola per i rimborsi, ha addirittura pagato venti euro di benzina facendo ben cinque diverse transazioni con la carta. È accaduto qualche giorno fa in provincia di Cremona, sulla strada provinciale 2 che collega Crema e Vailate, in un distributore di benzina. Come riporta La Provincia di Cremona, il titolare, Graziano Bossi, si è accorto di un automobilista che per cinque volte ha effettuato transazioni dal valore irrisorio e messo pochi litri di benzina. L'importo delle cinque transazioni (tre da cinque euro, una da 2,50 euro e una da 2,44 euro) aveva insospettito il gestore, che si occupa anche di vendita, noleggio e riparazione di biciclette. L'uomo, uscito dalla sua officina, ha chiesto spiegazioni al cliente per l'insolito comportamento e alla fine ha scoperto la verità: «Lo faccio per il cashback, in modo da avere più transazioni possibili».

LEGGO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Il coprifuoco è utile per fermare la diffusione del coronavirus? Cosa dicono gli esperti

26 Gennaio 2021, 10:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Il coprifuoco è utile per fermare la diffusione del coronavirus? Cosa dicono gli esperti

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI La pandemia di COVID-19 sta avendo un impatto sanitario, sociale ed economico devastante in quasi tutto il mondo, e la vita di miliardi di persone è cambiata in modo sostanziale anche per via delle restrizioni messe in atto per arginare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2. Al di là dell'uso delle mascherine, del frequente lavaggio delle mani e del distanziamento fisico dagli altri, i tre pilastri delle misure anti contagio, sono state introdotte anche altre norme più severe, che spaziano dalla chiusura anticipata dei locali al contingentamento degli accessi, fino al famigerato lockdown e al coprifuoco notturno. Sull'efficacia di quest'ultima misura si sono espressi diversi scienziati interpellati dal New York Times, che hanno espresso pareri favorevoli ma anche alcune perplessità interessanti.

Per quanto concerne l'Italia, come tutti noi sappiamo il coprifuoco è in vigore da circa 3 mesi, e impedisce gli spostamenti tra le 22 di sera e le 5 del mattino se non per motivi di necessità, salute e lavoro, da attestare con l'autocertificazione. In altri Paesi la misura è molto più restrittiva: in Francia, ad esempio, fino al 15 gennaio il coprifuoco aveva inizio alle 20 nella stragrande maggioranza dei dipartimenti, ma a causa dell'impennata dei contagi delle ultime settimane si è deciso di farlo partire addirittura dalle 18, fino alle 6 del mattino del giorno successivo. In Canada va dalle 20:00 alle 5, e intervalli analoghi sono stati introdotti in diversi Paesi europei. Ma è davvero efficace come misura?

Come specificato al New York Times dal professor Ira Longini, un esperto di biostatistica ed epidemiologia delle malattie infettive presso l'Emerging Pathogens Institute dell'Università della Florida, le prove scientifiche sull'efficacia del coprifuoco sono tutto fuorché evidenti. Pur ritenendolo infatti una misura "valida", il suo impatto sulla pandemia di COVID-19 è basato principalmente sull'intuizione. La ragione risiede nel fatto che mancano studi approfonditi che hanno indagato sul coprifuoco, tuttavia impedendo alle persone di uscire e incontrarsi non è difficile immaginare che si tratti di un metodo utile per spezzare la catena dei contagi. Perlomeno al di fuori del proprio nucleo famigliare. “L'intuizione scientifica ti suggerisce qualcosa. È solo che non puoi quantificarla molto bene”, ha specificato il professor Longini. “Ci aspettiamo che restare a casa rallenti meccanicamente la pandemia, poiché riduce il numero di interazioni tra le persone”, gli ha fatto eco la dottoressa Maria Polyakova, economista della prestigiosa Università di Stanford, tuttavia, tenendo presente che locali notturni e simili sono chiusi per altre misure, si chiede dove sia l'effettiva necessità del coprifuoco. “Supponendo che i locali notturni e simili siano già chiusi in ogni caso, ad esempio, è improbabile che vietare alle persone di fare una passeggiata intorno all'isolato con la loro famiglia di notte riduca le interazioni”, ha detto affermato la scienziata.

Tra le preoccupazioni delle amministrazioni di chi ha deciso di introdurre il coprifuoco vi è anche il fatto che la sera si consuma molto più alcol, anche nelle cene private tra amici e famigliari, e com'è noto l'alcol può rendere meno lucidi e ridurre l'adesione alle misure anti contagio di base, come mantenere il distanziamento fisico dagli altri, indossare la mascherine o curare l'igiene delle mani. Impedendo alle persone di incontrarsi la sera, dunque si rifletterebbe anche su questa componente da non trascurare (a maggior ragione se si tiene conto che il consumo di alcol è aumentato in modo significativo durante la pandemia). Ma se tieni le persone chiuse dentro casa, aumenta il rischio di contagio proprio all'interno dei nuclei famigliari, come dimostrato dallo studio “Transmission heterogeneities, kinetics, and controllability of SARS-CoV-2” pubblicato su Science da ricercatori ddei National Institutes of Health (NIH) americani e dell'Università Fudan di Shanghai. Gli scienziati, coordinati dal professor Hongjie Yu, hanno infatti dimostrato che il coprifuoco e le altre restrizioni avevano sì ridotto la diffusione del virus nella provincia di Hunan, in Cina, ma altresì avevano determinato un'impennata dei contagi in ambito famigliare.

L'epidemiologo dell'Università del Michigan Jon Zelner ha dichiarato al NYT che i dati disponibili sul coprifuoco sono troppo pochi per determinare se si tratti di una misura effettivamente efficace, nella “giungla” di restrizioni che lo accompagnano, ma sottolinea che norme coercitive di questo genere “raramente funzionano a lungo termine”. “Per quanto riguarda il coprifuoco, penso che sia difficile capire quale sarà l'impatto positivo. Una delle cose che mi preoccupa delle misure relativamente vaghe o scarsamente motivate è che erodono la fiducia delle persone che devono seguirle”, ha sottolineato Zelner. Non a caso sono sempre più numerosi (e assolutamente ingiustificati) i casi di persone che “scappano” di casa per organizzare incontri notturni con gli amici e conoscenti. Al momento il coprifuoco rappresenta uno dei capisaldi delle misure anti contagio anche in Italia e non è chiaro fin quando verrà rimosso. È verosimile immaginare che verrà tenuto in vigore almeno per tutto l'inverno.

FONTE FANPAGE.IT di Andrea Centini

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO "La variante inglese è un pericolo serio". La Germania non cede sul lockdown

26 Gennaio 2021, 10:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO "La variante inglese è un pericolo serio". La Germania non cede sul lockdown

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Le nuove varianti del coronavirus rappresentano "l'oscura nuvola di un pericolo molto serio" motivo per cui sarebbe "proprio un errore interrompere la buona strada intrapresa", ossia allentare il lockdown in Germania. A parlare è il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, secondo il quale "siamo ancora in una situazione molto difficile" per quanto riguarda la pandemia.

A Berlino prevale la preoccupazione per la diffusione della variante cosiddetta britannica del virus, di cui è stata riscontrata la presenza anche in alcune località tedesche. Per prevenire ulteriori focolai "l'importante è cercare di arrivare ad un numero decisamente più basso di contagi", ha ribadito Seibert.

Mentre è salutato come "un primo successo in questa seconda ondata della pandemia" il calo delle nuove infezioni registrato negli ultimi giorni (lunedì 25 gennaio: 6729 casi e 217 vittime), il portavoce di Angela Merkel ribadisce che "vi è al tempo stesso il rischio molto grande che la mutazione del virus si imponga anche da noi come è successo in diversi altri Paesi, facendo di nuovo schizzare in alto i contagi".

Il ragionamento vale anche a proposito delle prospettive di riapertura delle scuole, rinviata con l'ultima proroga del lockdown al 14 febbraio. "Se la riduzione dei contagi permetterà un allentamento delle misure", ha spiegato Seibert, "le scuole e gli asili saranno i primi a riaprire. Ma per raggiungere quest'obiettivo devono tutti procedere nella stessa direzione e continuare a mettere in atto le restrizioni decise dal governo e dai Laender".

Il problema è che si registrano i primi segni di stanchezza da parte della popolazione nei confronti delle misure di confinamento. Stando ad un sondaggio realizzato dall'Istituto federale per la valutazione del rischio (Bfr), risulta in calo la percentuale di tedeschi che accettano le restrizioni di contatto: se prima di Natale era ancora l'84% a dirsi favorevole, ora il dato si ferma al 74%.

Ancora più marcato il calo del numero delle persone che si dicono d'accordo con la chiusura dei negozi, attualmente al 56% contro il 66% di un mese fa.

"La pandemia dura da troppo tempo, eppure è importante che la società rimanga coesa e che si continui ad agire tutti insieme", ha commentato il portavoce del governo. "Dobbiamo affrontare insieme i prossimi mesi ancora molto difficili, dopodiché molte cose miglioreranno sensibilmente". 

FONTE AGI

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Medico arrestato per omicidio di pazienti Covid, gip: “Piena consapevolezza e volontà di uccidere

26 Gennaio 2021, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Medico arrestato per omicidio di pazienti Covid, gip: “Piena consapevolezza e volontà di uccidere

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il dottor Mosca ha somministrato farmaci letali "non per un intollerabile leggerezza, imprudenza o inescusabile imperizia" ma "nella piena consapevolezza dei presupporti della sua condotta" e con "la volontà di uccidere": a scriverlo nell'ordinanza di custodia cautelare è il giudice per le indagini preliminari Angela Corvi che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Carlo Mosca, il primario facenti funzioni del pronto soccorso dell'ospedale Montichiari di Brescia accusato di aver ucciso due pazienti Covid somministrando farmaci paralizzanti.

Un infermiere: "Ho dovuto fermarlo per limitare il numero dei morti". Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il medico avrebbe somministrato volontariamente le medicine. Un modus operandi di cui però tanti sarebbero stati a conoscenza. Nell'ordinanza si legge infatti che diversi infermieri e operatori socio-sanitari si erano confrontati circa l'utilizzo spropositato del farmaco "Succinilcolina" e del Propofol, il "trattamento" usato da Mosca. Lo stupore era dovuto al fatto che questi medicinali, a effetto anestetico, vengano utilizzati su pazienti che necessitano di essere intubati. Un loro uso eccessivo potrebbe provocare insufficienza respiratoria e infine l'arresto cardiaco fino alla morte. In una conversazione, un infermiere avrebbe rivelato di aver dovuto fermare il primario "per limitare il numero dei morti".

Le vittime morte a causa della somministrazione di farmaci paralizzanti. Mosca è accusato di aver provocato il decesso di due pazienti: Natale Bassi e Angelo Paletti, morti tra il 20 e il 22 marzo. Nel primo caso, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima – per quanto fosse grave – non versava in condizioni tali da poter morire nell'arco di cinque minuti, come invece è successo dopo l'intervento del primario. Eppure il 20 mattina Bassi avrebbe avuto una crisi respiratoria. Il dottor Mosca avrebbe quindi chiesto agli Oss e agli infermieri di portargli la succinilcolina e di "lasciarlo da solo in stanza con la vittima". Bassi sarebbe poi morto da lì a poco e un altro medico avrebbe scritto nella cartella clinica che il decesso era stato causato da "un improvviso arresto cardiocircolatorio". Lo stesso addirittura si sarebbe sorpreso della morte e avrebbe affermato che "in condizioni normali avrei chiesto un esame diagnostico".

Per quanto riguarda la seconda vittima, Paletti Angelo, anche in questo caso l'autopsia ha rivelato che una "grave depressione respiratoria" sarebbe stata causata dagli stessi fermarci utilizzati con Bassi. Gli inquirenti sostengono che il primario avrebbe falsato anche in questa occasione la cartella clinica mostrando condizioni ben più gravi rispetto a quelle in cui versava la vittima. Dal verbale del 118 risulta infatti che "il signor Paletti era cosciente", parlava e non poteva definirsi "un paziente morente".

Mosca avrebbe chiesto ai colleghi di dichiarare il falso. La tesi degli inquirenti è rafforzata ancora da quanto sostenuto dagli infermieri. Il giorno successivo alla morte di Paletti, avvenuta il 22 marzo, gli operatori hanno affermato di aver trovato nel cestino dei rifiuti i farmaci utilizzati già precedentemente con il signor Bassi. Uno degli infermieri ha inoltre scattato una foto, adesso nelle mani delle forze dell'ordine, e l'ha inoltrata su whatsapp a un collega. A lui ha poi chiesto se il dottor Mosca gli avesse mai ordinato di somministrare quei farmaci: "Scusami ma non so che pensare perché qua a tutti sembra normale la cosa", ha scritto. Il collega avrebbe rivelato che Mosca gli avrebbe chiesto di somministrare farmaci a diversi pazienti, ma di aver rifiutato scatenando poi un litigio con il primario: "La situazione del paziente era critica". L'infermiere però avrebbe rifiutato consigliando al medico il ricovero considerato che "c'erano ancora posti letto disponibili".

Per gli inquirenti se il medico non avesse somministrato quei farmaci, probabilmente i pazienti non sarebbero morti. Ed è proprio per questo che sostengono che il dottor Mosca avesse volontariamente deciso di "sopprimere i pazienti" approfittando anche delle condizioni critiche in cui l'ospedale di Montichiari versava: in quel mese, infatti, la struttura sanitaria era stata investita dalla prima ondata di Coronavirus.

La condotta illecita è aggravata anche dall'aver più volte chiesto, prima di somministrare la sostanza, di lasciarlo solo con i pazienti che da lì a poco sarebbero poi morti. Il giudice ha poi ritenuto di disporre l'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari per il pericolo di inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Saputo delle indagini, avrebbe avvicinato il personale per chiedere di rivelare agli inquirenti una versione unica istigandoli a dichiarare il falso. Avrebbe poi ricercato di risalire ai nomi degli infermieri che avevano collaborato con lui in quei giorni. Inoltre, svolgendo ancora la funzione di primario, c'era il pericolo che uccidesse ancora.

La nota dell'Asst Spedali Civili. Nell’apprendere, questa mattina, del provvedimento nei confronti del Dr. Carlo Angelo Mosca, Responsabile del Pronto Soccorso di Montichiari, La Direzione lo ha oggi stesso sospeso dal servizio, incaricando quale Responsabile il Dr. Ciro Paolillo, Direttore del Pronto Soccorso di Brescia, Medico di comprovata esperienza clinica ed organizzativa, per il tempo che si renderà necessario a garantire la continuità del Servizio.

Il Dr. Paolillo sarà supportato, nel coordinamento dei Pronto Soccorso aziendali, dal Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione e Emergenza e Urgenza, Dr. Gabriele Tomasoni. L’ASST Spedali Civili collabora con la Procura, che sta conducendo le indagini, nell’auspicio che rapidamente vengano chiariti i fatti. I professionisti del Presidio di Montichiari, ai quali la Direzione esprime la propria vicinanza, continuano a garantire cure di qualità, lavorando con l’impegno e la passione che li contraddistinguono, per affrontare la pandemia in atto e garantire le cure necessarie a tutti i cittadini.

FONTE FANPAGE.IT di Ilaria Quattrone

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, primo caso di variante brasiliana in Italia scoperto all’ospedale di Varese

26 Gennaio 2021, 09:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, primo caso di variante brasiliana in Italia scoperto all’ospedale di Varese

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI È stato individuato a Varese il primo caso di variante brasiliana osservato fino a oggi in Italia. Lo comunica l'Ats Insubria, spiegando che il soggetto risultato positivo alla variante, ritenuta molto contagiosa, e i suoi familiari sono stati sottoposti ad accertamenti e sono sotto sorveglianza.

Primo caso di variante brasiliana del Covid: è un uomo ricoverato a Varese. A risultare infettato dalla nuova variante è un 33enne brasiliano, residente in un comune nella zona sud della provincia di Varese, che era atterrato nei giorni scorsi all'aeroporto di Malpensa, proveniente dal Brasile, dopo aver fatto scalo a Madrid. Dopo il rientro in patria era stato sottoposto al tampone come previsto dalle misure dell'Ordinanza ministeriale del 16 gennaio. L'uomo, si apprende dall'ospedale , è in buone condizioni e completamente asintomatico, ma trattandosi del primo caso individuato in Italia "precauzionalmente è stato ricoverato per accertamenti presso il reparto di malattie infettive" dell'ospedale di Circolo di Varese "diretto dal prof. Grossi, dopo che la variante era stata identificata dal laboratorio di microbiologia diretto dal prof. Maggi".

Situazione monitorata con Regione Lombardia e Istituto superiore sanità. Ats Insubria comunica inoltre che è in corso il monitoraggio della situazione in raccordo con la Direzione Welfare di Regione Lombardia e l'Istituto Superiore di Sanità. "Sono state adottate tutte le misure di sanità pubblica previste dai vigenti protocolli sanitari per il controllo della diffusione della variante brasiliana sul nostro territorio e, ad oggi, la situazione non è motivo di allarme", conclude il comunicato. Sempre a Varese nelle scorse settimane erano stati individuati anche due tra i primi casi italiani di positività alla variante inglese del Covid. Sono in corso studi per verificare se le nuove varianti scoperte, come quella brasiliana e quella sudafricana, possano rendere il vaccino anti Covid meno efficace.

FONTE FANPAGE.IT di Simone Gorla

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NEWS ITALIA E DAL MONDO FEBBRAIO condizionato dallo STRATWARMING in Atto. Vi diciamo cosa Potrebbe ACCADERE

24 Gennaio 2021, 09:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Proiezioni per febbraio

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Proiezioni per febbraioSecondo le ultime proiezioni il prossimo mese di febbraio potrebbe venir pesantemente condizionato dall'improvviso stratwarming in atto. Questa dinamiche sono in grado di sconvolgere il clima in breve tempo, con la possibilità di scatenare un'ondata gelida entro la prima decade. Facciamo il punto della situazione analizzando gli ultimi aggiornamenti a lungo termine in modo da far chiarezza e capire meglio cosa potrebbe accadere.

Qualcosa di anomalo sta avvenendo ancora una volta sopra al Circolo Polare Artico. Come possiamo chiaramente intuire dalla mappa sottostante, in questi giorni si sta scatenando uno stratwarming sopra al Polo Nord: ma di cosa si tratta? Con questo termine, in meteorologia, si fa riferimento a un anomalo e intenso riscaldamento della stratosfera terrestre, proprio sopra la regione artica, nell'ordine anche di 50/60°C nel giro di pochissimi giorni.

Tale riscaldamento, una volta attivatosi, tende gradualmente ad espandersi verso l'alta troposfera, con ripercussioni sul Vortice Polare nell'arco circa di 2-4 settimane: il settore troposferico immediatamente inferiore, infatti, viene costretto a deformarsi (in termine tecnico, "dislocazione del vortice") o a suddividersi in 2-3 minimi depressionari distinti ("split del vortice"), i quali poi viaggiano, almeno in parte, in direzione delle medie latitudini, provocando ondate di freddo fin nel cuore dell'Europa e quindi anche sull'Italia.
Dal punto di vista climatologico è già capitato diverse volte che, proprio nel mese di febbraio, poderose ondate di gelo riuscissero a conquistare il Vecchio Continente e il nostro Paese, come ad esempio nel 1929, 1956, 1991, 2012 e 2018.

Certo, mancano ancora diversi giorni, ma le grandi manovre a scala emisferica sono già iniziate e potrebbero gettare le basi per un mese di febbraio piuttosto interessante e dinamico.
Analizzando le ultimissime dinamiche in atto in sede stratosferica, infatti, entro la prima decade del prossimo mese, il vortice polare potrebbe verosimilmente entrare in crisi, suddividendosi in più slot, con la possibilità di poderosi scambi meridiani (ovvero correnti fredde che scendono con movimento da Nord verso Sud). Come già accaduto nello scorso mese di dicembre, fronti molto freddi e instabili in discesa dal Polo Nord potrebbero fluire dapprima verso l'Europa occidentale, investendo poi anche l'Italia.
Per conferme e soprattutto per maggiori dettagli occorre giocoforza aspettare ancora qualche giorno, ma avremo modo di riparlarne molto presto.



Nuovo Stratwarming: riscaldamento anomalo e inaspettato della stratosfera sopra il Polo NordNuovo Stratwarming: riscaldamento anomalo e inaspettato della stratosfera sopra il Polo Nord

 

Articolo del 24/01/2021
ore 6:19
di Marco Castelli Meteorologo

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, il virologo Silvestri: «Niente panico e niente lockdown, sta arrivando la cavalleria degli anticorpi»

23 Gennaio 2021, 15:12pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Covid, il virologo Silvestri: «Niente panico e niente lockdown, sta arrivando la cavalleria degli anticorpi»

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Sul Covid qualche virologo invoca cautela. Molta. «La cavalleria degli anticorpi sta arrivando, e mentre aspettiamo, con noi del settore che lavoriamo per farli arrivare in Italia al più presto, cerchiamo tutti di stare calmi e di non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come quella di un lockdown generalizzato o di richiudere le scuole». Lo sottolinea, su Facebook, il virologo Guido Silvestri, raccomandando nuovamente «nervi saldi, niente panico, usiamo il cervello e il buon senso». «È uscito ieri sul “New England Journal of Medicine”, la Bibbia della ricerca clinica - spiega il virologo - il primo studio dell'anticorpo monoclonale neutralizzante LY-CoV-555, alias Brenno. Risultato principale: se usato ai primi sintomi, riduzione del rischio di finire in ospedale del 72% (da 6,3% a 1,6%). Dai dati preliminari dell'uso insieme a Dodi (LY-CoV-016)», un altro anticorpo, di cui non si parla però in questo articolo sul New England, «la riduzione sale ad oltre 85% nei soggetti a rischio (età e peso corporeo)». «Poi ci sono anche Fede e Luca, cioè i due anticorpi di Regeneron (Regn10933 e Regn10987), quelli dati a Trump, che hanno dato risultati simili, forse anche un pò migliori - prosegue Silvestri - Per non parlare di altri in via di sperimentazione, tra cui quelli potentissimi di Gsk, previsti per marzo, e i famosi nanocorpi per spray nasale, le “truppe cammellate”, per cui ci vorrà più tempo». IL MESSAGGERO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Nel 1536 la Valle d'Aosta fu uno Stato autonomo per 23 anni

23 Gennaio 2021, 09:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Nel 1536 la Valle d'Aosta fu uno Stato autonomo per 23 anni

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel 1536, per un breve periodo (23 anni), la Valle d’Aosta fu uno Stato autonomo, ovvero una vera e propria nazione, e nacque il "Ducato di Aosta". Esattamente il 7 marzo di 484 anni fa, la Valle d'Aosta si ritrovò isolata a causa di periodo molto complicato in Europa, fatto di guerre e invasioni in tutto il continente.Il Ducato di Savoia, venne invaso da Francesco I di Francia. I Savoia, a cui noi eravamo legati, deciserò così di scappare dal loro territorio, lasciando la Valle d'Aosta senza protezione, e senza direttive. La Valle d'Aosta così, decise di farsi Stato neutrale, e per 23 anni dialogò e si accordò con le varie superpotenze dell’epoca (Francia, Impero Germanico e Austria). Riuscimmo nell'impresa impossibile di dialogare e accordarci con la potente Francia, garantendoci una posizione di neutralità. Pur mantenendo i contatti con i Savoia, che si erano rifugiati a Vercelli, venne istituito ad Aosta il Conseil des Commis, ossia una sorta di giunta di Stato, e la nostra regione diventò la prima amministrazione al mondo ad utilizzare il francese negli atti pubblici, 3 anni prima della stessa Francia, che in quegli anni utilizzava come lingua ufficiale ancora il latino. Il Conseil des Commis, era formato da 25 componenti, ed era un organo molto simile ad un moderno governo sovrano: aveva la potestà di emanare leggi, poteva far battere moneta, aveva formato un esercito, poteva occuparsi della sanità, amministrare la giustizia e stipulare trattati internazionali. Molto importante fu il fatto che Il Conseil des Commis si adoperò nel riorganizzare il settore militare, facendo formare un esercito di 4.000 valdostani comandati da tre colonnelli, e fortificando alcune postazioni di difesa. Fu dunque un periodo assai delicato e importante, che portò i valdostani a scegliere il proprio destino autonomamente, a segnare profondamente le coscienze, rafforzando nel contempo quel desiderio di autogoverno radicato ormai da secoli e destinato a riemergere spesso anche successivamente, e come spesso riemerge tuttoggi. Il Ducato di Aosta è considerato un unicum nella storia degli Stati Sabaudi. Simone Nigrisoli

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