Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE MATERA, Con l'obiettivo di scrivere il ''Manifesto della scuola che verrà'', da proporre al Governo, Matera ospiterà dal 4 al 6 dicembre gli ''Stati generali della scuola'' con un coinvolgimento ''dal basso'' di quanti ne sono protagonisti e della comunità locale. L'evento, presentato oggi in Municipio nel corso di una conferenza stampa, prevede presentazioni di libri, incontri tematici su pratiche educative e di comunità da legare al cambiamento in corso, in relazione alle nuove tecnologie e al dibattito aperto dai contraccolpi negativi su didattica e apprendimento procurati da disagi e limitazioni di confronto imposti dall'epidemia da covid 19.Alla manifestazione parteciperà, nella giornata inaugurale, la Sottosegretaria al Ministero dell'Istruzione e del Merito, Paola Frassinetti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA CheNataleci aspetta quest'anno sul fronte meteo climatico? In molti ci state chiedendo aggiornamenti e, grazie alle proiezioni del centro europeo, possiamo tracciare unatendenza generale su temperature e precipitazioniattese nel prossimo mese diDicembre. L'ultimo aggiornamento fa emergere un'importante novità con conseguenze proprio sulle feste natalizie.
Ma andiamo con ordine. Iprimi giorni di Dicembresaranno verosimilmente all'insegna delfreddocon temperature previste fin sotto le medie climatiche su buona parte dell'Italia. Queste condizioni meteorologiche potrebbero accompagnarci fino alPonte dell'Immacolata, che si preannuncia quindi alquanto freddo e dinamico.
La tendenza per le successive settimane fino alle feste diNatalevede una probabile rimonta dell'alta pressione. Le proiezioni sul lungo periodo dell'autorevoleCentro Europeoconferma infatti una seconda parte del mese diDicembrecontemperature superiori alla normaa causa di una maggiore invadenza dell'anticiclone che di fatto terrebbe lontana qualsivoglia ingerenza gelida specie sull'Europa meridionale, come possiamo vedere dalla cartina qui sotto. Più freddo, coloreazzurrino, alle alte latitudini dove il Generale Inverno inizia già a scaldare i motori.Feste di Natale: temperature sopra media fino a +1/3°C al Centro Sud (fonte: ECMWF)
Se ciò fosse confermato, ci sarebbero pesanti conseguenze anche per l'Italiadove è attesa un'anomalia positiva delletemperature di circa +1/3°Crispetto alle medie climatiche di riferimento in particolare al Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori. Valori termici invece più consoni alla media del periodo al Nord
Vi terremo aggiornati. IL METEO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE La pandemia di Covid è tutt'altro che finita, anzi torna a fare paura. Preoccupano infatti i dati settimanali diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità, tra i pochi dati a disposizione dopo che il bollettino quotidiano è stato abolito dal nuovo governo. Salgono ancora questa settimana i valori dell'incidenza dei contagi e anche dell'indice di trasmissibilità Rt, che torna sopra la soglia epidemica dell'unità, secondo il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute diffuso questa mattina. L'incidenza settimanale a livello nazionale arriva infatti a 388 ogni 100.000 abitanti (18-24 novembre) contro 353 ogni 100.000 della settimana precedente (11-17 novembre). Nel periodo 2-15 novembre, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,04 (range 0,80-1,31), in aumento rispetto alla settimana precedente - quando era a 0,88 - e superiore alla soglia epidemica. Il valore dell'indice di trasmissibilità Rt non superava la soglia epidemica dell'unità - che indica un livello di maggiore diffusione dell'epidemia di Covid-19 - da circa un mese. Lo scorso 28 ottobre era infatti pari a 1,11, sopra soglia, per poi scendere la settimana successiva, il 4 novembre, al valore sotto soglia di 0,95. Da 3 a 5 regioni con reparti sopra soglia di allerta Aumentano da 3 a 5, questa settimana, le Regioni che registrano un'occupazione dei reparti ospedalieri ordinari da parte di pazienti Covid sopra la soglia di allerta fissata al 15%. Sono Emilia Romagna (al 15,3%), Liguria (20,6%), Marche (15,5%), Umbria (31,3%), Valle d'Aosta (19,4%). Rispetto all'incidenza dei casi, la Regione che registra il valore più alto è, anche questa settimana, il Veneto con 694,9 casi ogni 100mila abitanti. Segue l'Emilia Romagna con 521,5. È quanto emerge dalla tabella sugli indicatori decisionali allegata al monitoraggio settimanale. Sale occupazione nei reparti, stabili terapie intensive Aumenta l'occupazione dei reparti ospedalieri da parte dei pazienti Covid, mentre resta stabile l'occupazione delle terapie intensive. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è infatti questa settimana al 2,5% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 24 novembre) contro il 2,5% della scorsa settimana (rilevazione al 17 novembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale invece al 12% (rilevazione al 24 novembre) contro l'11% (rilevazione al 17 novembre).
INSERITO DA ANGELA CECERE Cellulari addio. Il Ministro all'istruzione e al merito li vuole rigorosamente fuori dalle classi, Così ieri mattina, in un'intervista a Il Confronto, il ministro Giuseppe Valditara ha dichiarato: «Via i cellulari dalle classi nelle ore di lezione». Il titolare di viale Trastevere ha chiarito che la sua posizione va nella direzione di garantire agli studenti e ai docenti «un tempo di studio in classe senza distrazioni». Quindi si riferisce all'uso degli smartphone che nulla ha a che vedere con la didattica digitale. Il divieto di fatto esiste dal 2007, con la direttiva ministeriale 104. Poi però il mondo è cambiato e, con la scuola digitale, lo smartphone è tornato protagonista. Mentre il presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, Antonello Giannelli, chiarisce: «Sono d'accordo con il divieto ma le scuole hanno l'autonomia di emanare dei regolamenti». Non solo, Valditara, a proposito dei gravi fatti di violenza a scuola, ha dichiarato: «evviva l'umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita della personalità», per poi correggersi e spiegare l'importanza di «imparare l'umiltà di chiedere scusa, affrontare il senso del limite e della responsabilità».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lo scorso venerdì è stato individuato un corpo a circa 700 metri dall'abitazione di Saman e della sua famiglia. Si presume possa essere quello della giovane 18enne «Mia figlia Saman è viva». Shabbar Abbas, ascoltato in udienza a Islamabad, ora nega l'omicidio della 18enne, scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021. Shabbar è accusato dalla Procura di Reggio Emilia, diretta dal procuratore Gaetano Calogero Paci e dai carabinieri di omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere in concorso con altri quattro familiari.
Il caso
Shabbar era con l'avvocato al quale sono stati concessi sette giorni per prendere visione della documentazione arrivata dall'Italia, che ne ha chiesto l'estradizione. Intanto l'avvocato dello zio di Saman, Danih Hasnain, ha fatto sapere che «la sua collaborazione c'è stata e lo dice l'atto del verbale di rinvenimento del cadavere, con la sua presenza in loco, messo a disposizione stamattina dalla Procura per noi difensori - spiega Liborio Cataliotti - Non ipoteco il futuro processuale del mio assistito e non commenti atti in divenire o non ancora realizzati. Quello che posso dire è che effettivamente ha dato il suo apporto. Che ce ne sia uno ulteriore, staremo a vedere il prosieguo». Lo scorso venerdì è stato individuato un corpo a circa 700 metri dall'abitazione di Saman e della sua famiglia. Si presume possa essere quello della giovane 18enne, che sarebbe stata uccisa perché ha rifiutato un matrimonio combinato. Catturato il padre in Pakistan, resta ricercata la madre, che avrebbe dato il via libera per l'esecuzione della figlia. Ieri il corpo è stato dissotterrato e nelle prossime ore si saprà se è quello di Saman Abbas. LEGGO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Breve tregua dal maltempo dopo la giornata di martedì che ha fatto registrare l'allerta in quasi tutte le regioni italiane. Ma dopo Poppea un altro ciclone è in arrivo nel weekend e colpirà in particolar modo le regioni meridionali e centrali, come il Lazio. Il ciclone nel weekend La nuova perturbazione atlantica, come riportano gli esperti di 3BMeteo, dovrebbe interessare fin dalla mattina di venerdì la Sardegna e la Toscana per poi muoversi molto lentamente verso sudest tanto da abbracciare in serata ancora l'Isola e buona parte del Centro. L'ingresso di questo nuovo fronte sarà accompagnato dall'approfondimento di una seconda depressione motivo per cui i fenomeni potranno risultare intensi già da venerdì sera ma in particolare nel weekend e soprattutto sulle regioni centro meridionali. Salvo il Nord In questa nuova fase il nord sembrerebbe completamente saltato eccetto forse qualche annuvolamento sull'Emilia Romagna e le Alpi di confine. Il contesto climatico almeno fino a venerdì sarà caratterizzato da temperature generalmente in linea col periodo, anche localmente sotto media al Nord nei valori minimi della notte.
INSERITO DA ANGELA CECERE VENEZIA, Il Mose salva anche oggi Venezia, proteggendo il centro storico lagunare da una marea misurata in 145 centimetri alla Bocca di porto del Lido e in 142 centimetri alla piattaforma Cnr in mare, alle ore 9.20. Alla Punta della Salute l'acqua ha raggiunto 46 centimetri, lasciando la città all'asciutto. Le barriere mobili sono state alzate alle ore 5:30, prima quelle di Lido e Malamocco e quindi quelle di Chioggia, per permettere l'uscita in mare della flotta di pesca. Resteranno alzate fino alle ore 13 circa. Per domani si prevede un altro picco eccezionale a 140 centimetri intorno alle ore 10:00, e venerdì un altro di 125 centimetri. Poi le condizioni meteomarine dovrebbero concedere una tregua di una decina di giorni.
INSERITO DA ANGELA CECERE Dalle 20 di lunedì e per il giorno successivo una tempesta molto forte colpirà Liguria, Sardegna, Toscana, Lazio e Campania. Da mercoledì torna il sole Allerta massima per l'evoluzione delle condizioni meteo nelle prossime ore. Si annunciano 24 ore di maltempo a partire dalla 20 di oggi e per la giornata successiva, in cui molti regioni d'Italia saranno sferzate dal passaggio di una tempesta molto rapida. La regione più a rischio è la Liguria, nel settore di Levante, dove si prevede «la situazione più pericolosa per il fatto che viene interessata da subito dall'area pre-frontale della perturbazione» secondo il sito iLMeteo.it. Regioni osservate speciali Ma non sarà l'unica regione in allarme. Secondo il sito meteo ad essere oggetto di un maltempo pesante, saranno anche la Sardegna, la Toscana, il Lazio meridionale nella zona del Golfo di Gaeta e la Campania, soprattutto nel Cilento, già colpito ieri da una tempesta che ha creato danni ingenti a Castellabbate. La perturbazione interesserà anche Abruzzo, Basilicata e Molise. A Nord «Massima attenzione nel Bellunese...previsti venti forti di scirocco, come anche sulle regioni del Nordest e acqua alta a Venezia. Sulle vette delle Alpi orientali, invece, tempo prettamente invernale per lo scontro dell'aria fredda proveniente dalle isole britanniche e dalla Scandinavia con l'aria più calda di scirocco» scrive ancora il sito iLmeteo.it; dopo la tempesta per 24 ore, già da mercoledì la situazione tornerà a cambiare, con il sole splendente in tutta Italia, anche se le temperature saranno più basse, con un grado a Milano e Torino e massime di 10°, mentre a Palermo e Cagliari la massima si attesta sui 20 gradi, 17 gradi a Roma ma con vento di tramontana.
INSERITO DA ANGELA CECERE Quando i suoi figli sono stati concepiti il papà aveva solo 5 anni: l'incredibile storia degli embrioni rimasti congelati per ben tre decenni prima di trasformarsi in vita Lydia e Timothy Ridgeway sono nati tre settimane fa, il 31 ottobre, ma tecnicamente sono i neonati più vecchi del mondo. I due piccoli, infatti, sono venuti alla luce in Oregon grazie a degli embrioni congelati 30 anni fa. Precisamente nell'aprile del 1992, quando il governatore dell'Arkansas Bill Clinton era in corsa per la Casa Bianca, e 'Save the Best for Last' di Vanessa Williams raggiunse la vetta della classifica Billboard 100. Gemelli record I due neonati, secondo quanto riferito dal National Embryo Donation Center alla Cnn, hanno superato il record per essere stati concepiti con gli embrioni più vecchi che abbiano portato ad un parto di bimbi vivi. Quello precedente spettava a Molly Gibson, nata nel 2020 da embrioni congelati 27 anni prima, e prima di lei a detenerlo era sua sorella Emma, nata da un embrione congelato 24 anni prima. «C'è qualcosa di sbalorditivo in tutto ciò. In un certo senso sono i nostri figli più grandi, anche se dovrebbero essere i più piccoli», ha detto il papà Philip Ridgeway, che con la moglie Rachel ha altri quattro figli di 8, 6, 3 e quasi 2 anni, nessuno concepito tramite fecondazione in vitro o con donatori. «Concepiti quando avevo 5 anni» «Avevo 5 anni quando Dio ha dato la vita a Lydia e Timothy, e da allora ha preservato quella vita», ha affermato il papà da record. Gli embrioni, ha spiegato la Cnn, sono stati creati per una coppia sposata anonima utilizzando la fecondazione in vitro: lui aveva poco più di 50 anni, mentre la donatrice di ovociti ne aveva 34. Gli embrioni non utilizzati subito sono stati conservati per quasi tre decenni in un laboratorio per la fertilità sulla costa occidentale degli Usa: fino al 2007, quando la stessa coppia che li aveva generati li ha donati al National Embryo Donation Center di Knoxville, in Tennessee, nella speranza che altri potessero utilizzarli. L'adozione di embrioni «Non abbiamo mai pensato a quanti bambini volevamo, ma che ne avremmo avuti tanti quanti Dio ce ne voleva dare - ha raccontato ancora Philip - Quando abbiamo sentito parlare di adozione di embrioni, è stato qualcosa che ci è piaciuto». Secondo gli esperti, l'età dell'embrione non dovrebbe influire sulla salute del bambino, poichè ciò che conta di più è l'età della donna che ha donato l'ovulo.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Aveva ricoperto anche la carica di presidente della Regione Lombardia. Era malato da tempo. La famiglia: "Chi è amato non conosce morte" Roberto Maroni, ex ministro ed ex segretario della Lega, è morto nella sua casa nel Varesotto all'età di 67 anni. Maroni, che dal 2013 al 2018 aveva ricoperto anche la carica di presidente della Regione Lombardia, era malato da tempo. Con Umberto Bossi aveva condiviso gli inizi della Lega Nord. Dal 2021, quando ha scoperto la malattia che lo ha condotto alla morte, si era ritirato dalla politica attiva. La famiglia di Maroni: "Addio, inguaribile ottimista" - "Lunedì notte alle 4 il nostro caro Bobo ci ha lasciato. A chi gli chiedeva come stava, anche negli ultimi istanti, ha sempre risposto 'bene'. Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico". Con queste parole la famiglia di Roberto Maroni ne ha annunciato la morte. Per poi aggiungere una frase di Emmily Dickinson: "Chi è amato non conosce morte, perché l'amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina". E poi l'ultimo saluto: "Ciao Bobo". Gli inizi della Lega con Bossi - Nato a Varese nel 1955, Roberto Maroni è stato per oltre vent'anni uno degli uomini politici più importanti d'Italia. A scuola fu uno studente di Legge che votava Democrazia Proletaria. L'incontro nel 1979 con Umberto Bossi cambiò la sua vita e se "lui è il papà della Lega, io ne sono la mamma", spiegava. Perché da quel giorno la politica diventò il suo lavoro, mentre il calcio e la musica restarono solo passioni. Continuò sempre ad andare a San Siro a vedere il Milan e a suonare blues con l'organo Hammond nella sua band, i Distretto 51, oltre ad ascoltare i dischi del suo idolo Bruce Springsteen. Tre volte ministro - Fu tra gli 80 leghisti che rappresentarono per la prima volta la Lega in Parlamento nel 1992. Per due volte assunse il ruolo di ministro dell'Interno (dal 1994 al 1995, ricoprendo anche l'incarico di vicepresidente del Consiglio e dal 2008 al 2011) e ministro del Lavoro e delle Politiche sociali dal 2008 al 2011. Segretario della Lega - Nell'aprile del 2012 Maroni fece parte del triumvirato che fino al congresso della Lega venne incaricato di sostituire la carica di segretario del partito lasciata da Bossi. Tre mesi dopo, al congresso, venne eletto segretario, rimanendo in carica dal 1º luglio 2012 al 15 dicembre 2013, quando gli subentrò Matteo Salvini (che nel salutarlo lo ha definito "Leghista sempre e per sempre"). Ma tutta la vita politica di Maroni è stata legata alla Lega, con rapporti non sempre facili sia con Bossi sia con Salvini. Da braccio destro del senatur, infatti, ne è diventato avversario in più occasioni, a partire dalla caduta del primo governo di centrodestra nel 1995 quando si oppose alla sfiducia decisa da Bossi, venendo allontanato dal partito. Prima il Nord" - Durò poco, una lettera di scuse segnò il suo rientro nel partito e iniziò la fase dura della Lega secessionista, alla quale Maroni contribuì coniando uno slogan diventato poi storico, cioè "Prima il Nord". Ma la vera frattura con Bossi fu solo rimandata e arrivò nel 2012 quando le inchieste della magistratura travolsero tutto "il cerchio magico" attorno al segretario della Lega, accusato di tutto quello di cui la Lega aveva sempre accusato gli altri partiti politici. A capo della rivolta dei militanti ci fu proprio Maroni, colpito dal divieto di rappresentare la Lega in qualsiasi manifestazione ufficiale, fino a quando lo stesso Bossi comprese che era davvero arrivato il momento di fare pulizia e partecipò lui pure alla celebre serata delle scope di Bergamo, che segnò di fatto il passaggio di consegne tra i due. Presidente della Regione Lombardia - Nel 2013, alle Regionali in Lombardia, venne eletto presidente con il 42,8% dei voti. Non si ricandidò poi alle elezioni successive del 2018. Aveva annunciato la sua candidatura per diventare sindaco di Varese, ma la malattia lo ha costretto a rinunciare un anno fa. Nel 2021 fu chiamato dal Viminale a presiedere la Consulta contro il caporalato. A gennaio 2021 il ricovero dopo un malore - Risale a gennaio 2021 il ricovero all'ospedale di Varese in seguito a un malore. Maroni si trovava all'interno della sua abitazione a Lozza (Varese), quando si accasciò a terra. Dimesso poco dopo, aveva commentato: "E' stata dura ma ora è tutto sotto controllo. Mi sto sottoponendo agli accertamenti del caso". Erano quindi seguiti altri ricoveri, a Varese prima e Milano poi, e un intervento. TGCOM24