PUGLIA CALABRIA NEWS «Ilva, la legge va applicata» La Cisl revoca lo sciopero
INSERITO DA ANGELA CECERE
La soluzione approvata nel vertice a Palazzo Chigi «Avanti anche se c'è l'esame della Consulta» Notte intensa di confronti e prese di posizione nella vertenza Ilva: l'obiettivo è portare avanti le decisioni del governo contenute nel decreto (ora alla Corte costituzionale) adottato per far ripartire l'attività. Governo, enti locali, azienda, Confindustria e sindacati, al termine del vertice tenutosi a Palazzo Chigi, concordano che, «in attesa del giudizio di costituzionalità in corso», debba essere applicata «integralmente e immediatamente la legge da parte di tutti i soggetti interessati, così da innescare il circolo virtuoso di risanamento ambientale/tutela della salute/tutela del'occupazione che deve risolvere il problema Ilva di Taranto». L'azienda, comunque, ha assicurato il regolare pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori. L'INCONTRO A ROMA - Oltre al premier dimissionario Mario Monti erano presenti per le parti sociali Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil); mentre per gli enti territoriali c'erano il governatore Nichi Vendola e il sindaco Ippazio Stefano. Presenti anche i ministri dell'Interno Anna Maria Cancellieri e dell'Ambiente Corrado Clini, il presidente dell'azienda Bruno Ferrante, mentre Confindustria è stata rappresentata dal direttore generale Marcella Panucci. IL FUTURO DEL DECRETO - La legge «Salva Ilva», tuttavia, già martedì sarà portata in consiglio dei ministri per sbloccare la situazione. Nel frattempo Panucci aveva sottolineato: «Non possiamo permetterci di rinunciare alla vocazione industriale del nostro Paese e per questo chiediamo al governo di intervenire con forza», dato che il blocco dell'attività all'Ilva «comporta conseguenze devastanti per l'intera industria italiana e danni irreversibili al comparto siderurgico e al suo indotto». L'AFFONDO DI CAMUSSO, STOP DELLO SCIOPERO - «Con tutto il rispetto del procedimento della Corte Costituzionale - ha commentato Camusso - la prassi normale del nostro Paese è che le leggi rimangono in vigore in attesa di quel giudizio. Quindi anche a Taranto si deve procedere all'applicazione della legge». Intanto è terminato alle 7 di questa mattina lo sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto indetto due giorni fa dalla Fim Cisl. La decisione è stata assunta alla luce di quanto emerso nel corso del vertice di Roma. Lo sciopero proclamato dalla Fim, e successivamente dall'Usb (Unione sindacale di base), aveva provocato il blocco di diversi impianti, come le Acciaierie 1 e 2 e gli Altoforni 2, 4 e 5, che progressivamente stanno tornando a marciare. Queste sono ore di tregua per lo stabilimento tarantino in attesa delle determinazioni sul sequestro dei prodotti finiti e semilavorati, del valore di un miliardo di euro, accatastati nei magazzini e sulle banchine». Dopo aver ottenuto questo grande risultato - commenta Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl di Taranto - abbiamo deciso di revocare lo sciopero e abbiamo potuto tranquillizzare i lavoratori. La prossima settimana l'azienda ci farà conoscere il piano industriale. È importantissimo arrivare allo sblocco dei prodotti perché in questo modo l'azienda può garantire il pagamento degli stipendi e ci aspettiamo anche il rientro dei cassintegrati, che erano molto preoccupati per quello che stava accadendo. L'Ilva - conclude Castronuovo - stava perdendo le commesse e la produzione veniva dirottata a Genova.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
19 GENNAIO 2013
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