PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Farmatruffa, dopo la disfatta la beffa La Regione perde 635 mila euro
INSERITO DA ANGELA CECERE
La prescrizione cancella gran parte delle accuse È la cifra provvisionale ottenuta per l'inchiesta BARI - Il processo va in prescrizione e la Regione Puglia perde la provvisionale di 635mila euro. La maxi inchiesta ribattezzata Farmatruffa si è conclusa con la beffa: ieri pomeriggio, poco dopo le 18, sono state lette le sentenze per le 81 persone imputate nel procedimento penale di secondo grado e, non solo la Corte di appello ha dichiarato l’estinzione della quasi totalità dei reati contestati dalla pubblica accusa, ma ha anche revocato tutte le condanne al pagamento delle provvisionali che erano state inflitte in primo grado. La Regione era l’unica parte civile ad aver ottenuto, come anticipo, 635mila euro, anche se i soldi non li aveva ancora incassati. E, a questo punto, non li riceverà mai, visto che i giudici hanno annullato la condanna. La Corte di appello ha, inoltre, dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dei reati nei confronti di 77 degli 81 imputati, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa, corruzione, falso, riciclaggio e acquisto di cose di sospetta provenienza. Gli altri quattro, due nel frattempo sono deceduti, uno, Giuseppe De Novellis, è stato assolto per «non aver commesso il fatto», invece per il medico di Conversano Michele Salso, ritenuto l’ideatore della truffa, dovrà rifarsi il processo di primo grado. I giudici, infatti, hanno dichiarato la nullità della notifica del decreto che ha disposto il giudizio, ordinando la restituzione degli atti al Tribunale di Bari. Così, con una disfatta per la pubblica accusa, è stata praticamente sancita la fine del processo nato al termine di un’inchiesta su una presunta truffa da oltre 20 milioni di euro ai danni del servizio sanitario nazionale. In primo grado, il Tribunale di Bari condannò 81 imputati e ne assolse 21, comminando complessivamente 300 anni di carcere. Il processo vedeva coinvolti capi area e informatori scientifici di nove case farmaceutiche e multinazionali, medici di base e farmacisti. In primo grado, i giudici accolsero l’impostazione del pm inquirente Ciro Angelillis, confermando l’esistenza di un’associazione per delinquere. Le parti civili (Regione Puglia, Asl di Bari, Lecce e Brindisi, Ordine dei Medici e Ordine dei Farmacisti di Bari) ottennero il diritto al risarcimento, ma solamente alla Regione, che aveva chiesto cinque milioni di euro, fu riconosciuta una provvisionale di 635mila euro. Alla prescrizione erano sopravvissuti solamente due episodi di truffa e un falso contestati al 62enne Michele Salzo di Conversano, ritenuto dall’accusa il capo della presunta associazione e condannato in primo grado a sette anni di reclusione. Ma adesso si dovrà rifare tutto. Secondo la ricostruzione del pm che coordinò l’inchiesta, alcuni medici di base della provincia di Bari, dopo aver ricevuto danaro ed altre utilità (viaggi e favori di vario genere) dagli informatori scientifici, avrebbero prescritto farmaci all’insaputa dei loro pazienti, ma avvalendosi nel loro disegno della complicità dei farmacisti. Questi, dopo aver tolto le fustelle dai medicinali, avrebbero provveduto a gettare le confezioni nella spazzatura: in questo modo si sarebbero sbarazzati anche di farmaci salva vita con un prezzo che arrivava fino a 700 euro per confezione. Alcuni di loro furono visti e registrati in diretta dai carabinieri del Nas. L’inchiesta fece scalpore e quelle immagini fecero il giro d’Italia, per alcuni giorni diverse farmacie di Conversano, e non solo, restarono chiuse. Nel 2009 le nove case farmaceutiche coinvolte patteggiarono circa sette milioni di euro, almeno il risarcimento è salvo dalla prescrizione.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
12 FEBBRAIO 2013
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Brutto incidente nella notte tra sabato e domenica sul viale Italia. Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, verso le 4 del mattino, una ragazza di 24 anni, residente nel quartiere della Scopaia, giunta in prossimità della curva all'altezza dello stabilimento balneare Pancaldi Acquaviva (direzione sud), avrebbe perso il controllo della sua auto, invadendo la corsia di marcia opposta e andando a schiantarsi contro le auto in sosta lungo il marciapiede. 
