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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

VELASCA VIMERCATE NEWS No al fumo, l'Einstein fa scuola

21 Febbraio 2017, 11:23am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

VELASCA VIMERCATE NEWS No al fumo, l'Einstein fa scuola

INSERITO DA MORENA MOTTA Vimercate. I conti sono presto fatti e i dati del Ministero della Sanità confermano tristemente i dati locali: i ragazzi cominciano a fumare da giovanissimi e approdano alle scuole superiori con l’abitudine consolidata al fumo. Cosa fare allora per intervenire in modo efficace su questo problema? Intanto informare i ragazzi che una pratica iniziata per gioco, per fare i grandi, per divertirsi, per trasgredire diventa un’abitudine e col tempo una dipendenza, per liberarsi dalla quale è necessaria una decisione forte e una volontà costante. Rischi per la salute e dipendenza psicologica, in sintesi, il risultato di un’abitudine iniziata per gioco.

Ecco allora entrare in campo i medici dell’Ospedale di Vimercate e la psicopedagogista della Scuola per lavorare a 360 gradi sul problema. Sono la dottoressa Stefania Raschi, responsabile dell’ambulatorio di disassuefazione dal fumo e il dottor Daniele Fagnani, direttore del dipartimento di Oncologia dell’Asst di Vimercate che lavorano in sinergia con la psicopedagogista della scuola, dottoressa Sara Frigerio. Coinvolti sono i 220 ragazzi delle nove classi terze dell’Istituto. Mercoledì 15 febbraio si è svolto il primo degli incontri previsti per questa iniziativa, due ore di lavoro interattivo medici/classe sui rischi e le patologie da fumo e nelle settimane successive due ore di giochi, riflessioni, simulazioni classe/psicopedagogista per capire come si può sostituire l’abitudine al fumo con un’abitudine che garantisca gli stessi benefici psicologici ma non crei danni alla salute.
L’idea di base è semplice, sarà anche efficace? Il fumatore rimuove il pensiero delle conseguenze nocive del fumo e fumare diventa il mezzo attraverso il quale superare ciò che provoca tensione. Troviamo allora dei comportamenti alternativi alla sigaretta che possano far diminuire i livelli d’ansia, segnare una pausa, provocare uno stacco fra un impegno e l’altro e siano però innocui per la salute.
L’iniziativa è resa possibile dall’Accordo siglato fra “Einstein” e Azienda Socio Sanitaria di Vimercate che fra le tante attività prevede stage di alternanza scuola lavoro, visite ai laboratori di analisi, conoscenza del sistema informatico dell’Azienda e di come funziona una cartella clinica elettronica, la possibilità di assistere ad una videoconferenza di un’operazione chirurgica, ma prevede anche che i medici possano recarsi a Scuola per portare la loro competenza in alcuni approfondimenti dell’attività curriculare e fare attività di prevenzione con gli studenti. 
L’attività educativa della scuola dunque si unisce alle competenze medico-specialistiche e al lavoro psicopedagogico per affrontare un problema e trovare con i ragazzi delle possibili alternative.

FONTE VIMERCATEORG

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Salvata una tartaruga intrappolata nelle reti

21 Febbraio 2017, 11:19am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELELE PAPPACODA Era rimasta intrappolata in una rete da pesca mentre si riposava sui fondali al largo del golfo di Salerno. Una tartaruga femmina di 60 chilogrammi è stata recuperata nei giorni scorsi dal Centro Tartanet dell’Area marina protetta di Punta Campanella. Liberata dalle reti, è stata poi trasportata a Portici, al nuovo centro della Stazione zoologica Anton Dohrn.

L’esemplare di Caretta caretta è in buone condizioni, con un carapace di 75 centimetri e nessuna ferita visibile. Ora sarà tenuta al caldo e al sicuro fino in primavera. Ma prima di essere rimessa in mare verrà sottoposta ad ecografia perché potrebbe essere nella sua stagione riproduttiva e quindi ospitare uova nelle ovaie. In questo caso la femmina di tartaruga sarà monitorata attraverso l’applicazione di un Gps sul carapace. Verrà seguita costantemente e si cercherà di individuare le zone di riproduzione nell’area del medio Tirreno. Negli ultimi anni le tartarughe hanno nidificato nel Cilento. Un ottimo segnale per chi è impegnato nella salvaguardia di questo splendido animale a rischio di estinzione nel mediterraneo.

Il centro Tartanet del Parco di Punta Campanella ha recuperato oltre 150 tartarughe in questi anni. Numeri fondamentali per la tutela, la crescita e la nidificazione della specie lungo le coste campane. Dati che rendono orgogliosi i vertici dell’Area marina protetta, con il presidente Michele Giustiniani e il direttore Antonino Miccio che sottolineano come “la collaborazione con i pescatori stia dando i suoi frutti con tantissime tartarughe salvate da morte certa”.

MAX SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Tramonti: addio ad Argentina Apicella, bellezza e sregolatezza

21 Febbraio 2017, 11:04am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

COSTIERA AMALFITANA NEWS Tramonti: addio ad Argentina Apicella, bellezza e sregolatezza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ci sono persone destinate a diventare personaggi. Individui nati con una marcia in più, che in una piccola comunità dalle antiche tradizioni, in cui il tempo scorre lento, sono destinati a non passare inosservati. E a fornire materiale utile alle chiacchiere delle comari di paese.
Argentina Apicella avrebbe compito 80 anni domani. È venuta a mancare alle prime ore di questo nuovo giorno cedendo alla malattia con cui combatteva e che nell’ultimo anno l’aveva costretta a letto.
Proprio lei, donna dinamica, solerte, libera, un vero e proprio personaggio a Tramonti.
Il suo nome, Argentina, come riverenza verso la nazione che negli anni Trenta del secolo scorso era il sogno per tanti, meta d’emigrazione con la speranza di un futuro migliore.Era bellissima Argentina, e audace. Fu la prima donna a conseguire la patente a Tramonti. C’è chi gridò già allo scandalo, negli anni Sessanta, vedendola al volante della sua Fiat 124, scorrazzare per quelle strade di campagna.
Ma lei non tenne mai conto dei pregiudizi. La sua bellezza fece girare la testa persino a un sacerdote, don Luigi Maiorano, parroco di Maiori, che per suo amore rinunciò ai voti di castità, povertà e obbedienza per sposare quella donna affascinante ma al tempo stesso carismatica, dalla quale ebbe due figli: Lucia e Francesco, quest’ultimo con la moglie Pamela, gestisce la trattoria San Francesco a Polvica. Non mancarono le difficoltà, alle quali Argentina seppe sempre far fronte con straordinaria dignità.
Proprio tre settimane fa la nascita della piccola Claudia, terza nipote di Argentina che stamattina ha chiuso per sempre i suoi occhi vispi ma sinceri.
Nel 2014 il suo volto fu scelto per la campagna pubblicitaria di Pizza Hut, la catena di pizzerie americana più grande e famosa al mondo (clicca qui), sorprendendo il regista e tutto il cast per la sua straordinaria personalità.
La ricorderemo così Argentina, una donna che ha vissuto intensamente la propria vita.
Domani mattina (mercoledì 22 febbraio) l’ultimo saluto ad Argentina nella chiesa di San Giovanni in Polvica.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Tre gol al Chievo, il Napoli ritrova subito il sorriso

21 Febbraio 2017, 10:59am

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Tre gol al Chievo, il Napoli ritrova subito il sorriso

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI. Il dopo Real Madrid porta al Napoli la vittoria sul campo di solito ostico del Chievo (1-3) e uno striscione dei tifosi azzurri contro il presidente (“De Laurentiis buffone”). Gara decisa dal Napoli in appena sette minuti del primo tempo con Insigne e Hamsik. Nella ripresa il terzo gol, realizzato da Zielinski, prima della fiammata finale del Chievo che trova il gol con Meggiorini e in un paio di occasioni sfiora il raddoppio.
I gol: al 31’ Hysaj per Insigne che entra in area e di destro a giro infila il pallone sul palo lontano della porta difesa da Sorrentino.   al 37’ Hamsik realizza il doppio vantaggio. Azione palla a terra, Sorrentino prova l'uscita bassa, il pallone schizza su Hamsik che deposita nella porta sguarnita. Nella ripresa, al 12’ azione palla a terra del Napoli che libera Zielinski al tiro dal limite dell'area, conclusione forte e centrale e Sorrentino è nuovamente battuto. Al 27’ De Guzman trova l'inserimento di Meggiorini alle spalle della difesa azzurra, controllo e destro a battere Reina.

CHIEVO-NAPOLI 1-3
 
Chievo: Sorrentino, Cacciatore, Gamberini, Spolli, Gobbi, Izco, Radovanovic (1’ st Meggiorini), Hetemaj, Castro (17’ st De Guzman), Birsa, Inglese (25’ st Gakpè). A disposizione: Seculin, Confente, Frey, Dainelli, Cesar, Sardo, Rigoni, Bastien, Depaoli. Allenatore: Maran.
Napoli: Reina, Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam, Allan (41’ pt Zielinski), Jorginho, Hamsik, Callejon, Pavoletti (25’ st Milik), Insigne (33’ st Giaccherini). A disposizione: Rafael, Sepe, Strinic, Chiriches, Maggio, Albiol, Diawara, Rog, Mertens. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Irrati di Pistoia
Reti: 31’ pt Insigne, 37’ pt Hamsik, 12’ st Zielinski, 27’ st Meggiorini
Note: spettatori 12mila circa. Ammoniti: Cacciatore. Angoli 5-3 per il Napoli. Recuperi: 2’ pt, 3’ st
LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS «La tangentopoli salernitana svelata con un software»

21 Febbraio 2017, 10:55am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS «La tangentopoli salernitana svelata con un software»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Tangentopoli non esiste; o meglio, esistono tante tangentopoli, episodi di corruzione o di malaffare che emergono ciclicamente dal fiume carsico della Pubblica amministrazione, che si intrecciano con interessi privati e collusioni, che si nutrono dei flussi di denaro pubblico succhiando la linfa vitale del Paese. Un reato invisibile dice oggi il giudice della Terza sezione penale della Corte di Cassazione Vito Di Nicola, protagonista 25 anni fa, da pm, di quella che fu chiamata la tangentopoli salernitana. Inchieste sui reati nella pubblica amministrazione (dai falsi alle turbative d’asta, passando per la corruzione e la concussione) che erano iniziate molto prima che il “mariuolo” Mario Chiesa fosse pizzicato ad intascare una mazzetta dagli agenti inviati al Pio Albergo Trivulzio dal pm milanese Antonio Di Pietro. Una storia che inizia nel ’91 quando Di Nicola, dopo una breve parentesi da giudice a Potenza, torna a Salerno da pm. «Avevo già lavorato in procura dal 1985 al 1989, per me fu un ritorno alle origini».
E così inizia la stagione delle inchieste sui reati legati alla pubblica amministrazione...
In realtà già avevamo avviato, prima della mia parentesi a Potenza, delle indagini in questo specifico settore. Nei nostri uffici arrivavano esposti anonimi ma anche denunce per presunte irregolarità nella Sanità, negli appalti pubblici gestiti da vari comuni, dalla Provincia, dalla Regione, dai Consorzi. Non avevamo un vero e proprio pool, non c’erano come avviene oggi le assegnazioni tabellari: il procuratore affidava a propria discrezione i vari fascicoli.
Fascicoli e dati da mettere insieme...
Sì, recuperai il lavoro già fatto tra l’ ’85 e l’ ’89 incrociandolo con altri dati più recenti sugli appalti pubblici e ci accorgemmo che c’erano dei problemi legati alla scelta dei contraenti nelle gare, agli affidamenti della progettazione e alla nomina dei progettisti. Circostanze che potevano avere una rilevanza investigativa. A spese nostre ci dotammo di pc e, ricorrendo ad esperti di ingegneria informatica, fu elaborato un programma software capace di incrociare tutte le informazioni in nostro possesso. Con questo strumento iniziammo ad esplorare le varie vicende investigative arrivate al nostro Ufficio. Attingevamo informazioni non solo dai nostri fascicoli ma anche dagli articoli di giornale quando il Procuratore riteneva di aprire nuovi fascicoli: dall’affidamento di un appalto ad una ditta, una denuncia di malasanità... Insomma, tutto quello che poteva essere utile al nostro lavoro. Pensi che l’inchiesta sulla Fondovalle Calore, successivamente curata da me e dal collega Luigi D’Alessio sia nella fase preliminare che in quella dibattimentale fino alla sentenza di primo grado, prese spunto dalla denuncia di un’associazione ambientalista che vedeva in quell’opera pubblica una minaccia per l’ecosistema della zona ed in particolare per la sopravvivenza della lontra...
Formaste, in sostanza, una vera e propria banca dati da cui attingere informazioni...
Sì, esatto, tanto che alcune nostre inchieste sulla Pubblica amministrazione sono nate e si sono sviluppate ben prima dell’inizio della stagione di Mani pulite...
Queste informazioni dovevano però essere verificate sul campo, attraverso gli strumenti investigativi...
Certo, la tecnica usata fu quella tradizionale: acquisizione degli atti presso enti pubblici, perquisizioni, anche intercettazioni quando era consentito. E poi il ricorso a consulenti esperti nelle varie materie.
E poi gli arresti, le custodie cautelari: secondo lei c’è stato un abuso di questo strumento nelle indagini di Mani pulite, come da più parti si afferma?
Può essere che ci siano state delle forzature nell’uso dello strumento della custodia cautelare nel corso delle indagini di quel periodo sulla Pubblica amministrazione. Ma bisogna esaminare caso per caso, non generalizzare. Mi permetto solo di sottolineare che la necessità di acquisire gli elementi di prova non ha niente a che vedere con la libertà personale. Per intenderci: “se parli esci altrimenti resti in carcere”. Mi è stato insegnato che “il mezzo è il fine” ed un fine giusto si persegue soltanto con un mezzo giusto. Ricordo ancora un articolo di Luigi Ferrajoli, uscito proprio nel 1993, nel quale il noto giurista sottolineava come una forzatura sul tema della libertà personale potesse avere una diretta conseguenza in negativo sull’esercizio della giurisdizione, sul lavoro stesso dell’organo inquirente e soprattutto sulla sua indipendenza dal potere esecutivo.
Dunque un problema sulla carcerazione preventiva c’è stato...
Non è escluso, ma va comunque esaminato in quel particolare contesto: sicuramente in alcuni casi c’è stato, ma nel contempo la magistratura aveva anche a che fare con un sistema di potere che mirava all’arricchimento indebito e selvaggio. Un vero e proprio intreccio tra Pubblica amministrazione e interessi privati. E poi le regole del processo, profondamente cambiate nel corso degli anni. Pensi all’utilizzabilità ai fini della prova degli interrogatori resi nella fase preliminare nel dibattimento. Le regole imposte dal nuovo Codice nel 1989, mutarono improvvisamente nel 1992, dopo la strage di Capaci. La dichiarazione poteva comunque essere acquisita al fascicolo del dibattimento anche se il teste negava, al giudice toccava il compito di valutarne l’attendibilità dell’una e dell’altra. Nel 2000, con le regole del “giusto processo”, nuovo cambio nel senso dell’inutilizzabilità come prova delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari, quando ormai quei processi erano già in corso...
C’è chi afferma che l’esplosione delle indagini di “Mani Pulite” a Milano abbia provocato nelle varie procure un effetto emulativo, che cioè i pm di tutta Italia, all’improvviso, si siano accorti che nel nostro Paese esistevano la corruzione e la concussione...
Tra le indagini di Milano e quelle fatte a Salerno c’era comunque una differenza. Certo, anche noi abbiamo assistito in quel periodo al fenomeno degli imprenditori che, accompagnati dai loro legali, bussavano alla nostra porta per essere sentiti. Di solito accadeva quando sui giornali veniva fuori la notizia dell’apertura di un fascicolo relativo ad indagine su un appalto o un’acquisizione di atti presso un Ente pubblico. A differenza di Milano, però, noi avevamo già raccolto grazie al nostro software una serie di informazioni tali da avere già un quadro della vicenda. Quindi non abbiamo fatto un grande uso delle prove dichiarative, comunque necessarie ovviamente.
Nel ’94 lei lascia la procura per approdare alla Distrettuale antimafia...
E lì ho avuto a che fare con un altro aspetto ancora più devastante, l’infiltrazione del crimine organizzato negli appalti pubblici e le relative interferenze con la Pubblica amministrazione. Del resto il boss della Nuova famiglia, Carmine Alfieri, aveva imposto ai vari capizona di lasciar perdere il traffico di droga e di concentrare gli sforzi criminali proprio nel settore delle tangenti negli appalti pubblici, imponendo i subappalti e consentendo agli imprenditori di creare fondi neri con la tecnica delle sovraffatturazioni. Anzi proprio da Milano ci arrivarono notizie di questo fenomeno: le grandi imprese del Nord costrette a fare i conti coi clan locali. Una circostanza poi confermata dai vari collaboratori di giustizia, tra cui lo stesso Alfieri.
Era finita l’era di tangentopoli e si apriva una nuova stagione investigativa?
Lei crede? Secondo me le cose stanno diversamente. Lei crede che con la fine della stagione di Mani pulite sia finito anche il fenomeno delle tangenti? O il fenomeno corruttivo o concussivo resta purtroppo sottotraccia? La realtà è che tangentopoli non è mai finita. E continuerà ad esistere fino a quando non si comprenderà che il potere pubblico è un servizio reso alla comunità e non un affrancamento dalle regole della legalità. L’imprenditore deve denunciare chi gli chiede una tangente, il cittadino deve ribellarsi alla logica della raccomandazione, il professionista deve rispettare le regole deontologiche. Ma soprattutto la scuola, deputata alla creazione di una nuova classe dirigente: bisogna formare un cittadino

con la cultura della legalità, capace di affrancarsi dalle scorie del servilismo e della schiavitù di chi pensa che il consenso ed il successo possa essere basato solo sul favoritismo e sul collateralismo. Solo allora potremo dire che tangentopoli è finita...

LA CITTA 

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CILENTO NEWS SAN CIPRIANO PIACENTINO Colpi di pistola all'addome: è giallo L'uomo 60enne in gravissime condizioni. Sembra stesse pulendo l'arma quando sono partiti i colpi

21 Febbraio 2017, 10:44am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CILENTO NEWS SAN CIPRIANO PIACENTINO Colpi di pistola all'addome: è giallo L'uomo 60enne in gravissime condizioni. Sembra stesse pulendo l'arma quando sono partiti i colpi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SAN CIPRIANO PICENTINO. Dramma nella notte nel salernitano. In località Filetta di San Cipriano Picentino in provincia di Salerno un uomo, R.D. intorno all’una mentre era all’interno della propria abitazione è rimasto colpito da due proiettili d’arma da fuoco. Ancora non è chiara la dinamica che ha portato il 60enne, a ferirsi, pare che stesse pulendo la pistola che deteneva in casa quando accidentalmente sarebbero partiti i colpi che lo hanno

colpito dritto all’addome. Sul posto l’ambulanza rianimativa della Croce Bianca che ha trasportato l’uomo in codice rosso all’Ospedale Ruggi di Salerno dove versa in gravissime condizioni. I carabinieri che stanno vagliando tutte le ipotesi non si esclude neppure il tentativo di suicidio.
LA CITTA 

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CIOCIARIA NEWS SORA – FOIBE: CONSIDERAZIONI DI SINISTRA UNITA IN MERITO AI FATTI DEL LICEO CLASSICO “SIMONCELLI”

21 Febbraio 2017, 10:37am

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CIOCIARIA  NEWS SORA – FOIBE: CONSIDERAZIONI DI SINISTRA UNITA IN MERITO AI FATTI DEL LICEO CLASSICO “SIMONCELLI”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «La vicenda relativa alla celebrazione del “giorno del ricordo” svoltasi presso il Liceo Classico “V. Simoncelli” di Sora ci lascia sgomenti e pone un motivo di riflessione profonda in merito alle iniziative messe in atto in questo giorno. Quella del Liceo di Sora si può segnalare per la sua improprietà in quanto ben lontana dal senso della “formazione/informazione” di cui la legge istitutiva preconizza.

Non se ne vuole fare una colpa alla Dirigenza Scolastica che, si spera, sia stata attenta nella scelta delle modalità e dei relatori, ma che è incorsa purtroppo e speriamo, suo malgrado, in uno svarione clamoroso. Tant’è che ritrovarsi all’interno del plesso striscioni e bandiere non è gran cosa. E la cagnara che ne è conseguita, proiettatasi addirittura nell’aula di Montecitorio, sicuramente non dà lustro all’istituzione scolastica e alla città di Sora nel suo complesso, con il teatrino mediatico di una destra arrembante e superficiale che cerca dignità istituzionali altrove dimenticate.

Noi di Sinistra Unita Sora comprendiamo la complessità e le difficoltà in cui incorre chiunque voglia volenterosamente ingegnarsi per porre in essere iniziative dettate dalla legge 30 marzo 2004, n. 92 la quale recita: “1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

E’ evidente però, fin dall’articolo 1, la parzialità con cui si vuole ricordare quello scorcio oscuro di storia nazionale. Infatti saltando a piè pari tutto ciò che generò la triste vicenda della cacciata degli Italiani dall’Istria e dalla Dalmazia, oggi tranquille aree geografiche della Slovenia e della Croazia, concentra l’attenzione su quelli che sono i ritrovamenti dei resti umani nelle fosse, o foibe, nelle località a nord di Pola e di Trieste. Quelle terre, stremate da anni di occupazione italiana insediatisi all’indomani della fine della prima guerra mondiale, nel ventennio fascista hanno avuto l’apice nell’azione violenta e oltraggiosa messa in atto dal regime per perseguire la cancellazione delle identità territoriali di quelle aree con ogni sorta di violenza perpetrata verso qualunque persona che non fosse italiana.

Tutto ciò all’insegna dell’esortazione di Mussolini dell’anno ‘20: “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava…non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.Queste oggettive precisazioni ci obbligano ad un rigore storico e alla precisione e completezza informativa nel mettere a punto ogni iniziativa in merito evitando improvvisazione e presenza di millantatori che ben altri fini hanno che non, invece, reinterpretare in maniera critica e consapevole la storia della nostra nazione. Le professoresse che si sono opposte alla strumentalizzazione propagandistica nell’occasione di un incontro che avrebbe dovuto ricordare lo strazio patito da esseri umani massacrati “sempre” ingiustamente, sono state le uniche ad aver avuto in quell’occasione la giusta percezione della funzione didattica e commemorativa delle istituzioni scolastiche. Sono loro le uniche ad aver rispettato con dignità e serietà la morte e la sofferenza di esseri umani, che non possono essere oggetto di interrogazioni e propaganda. Al loro rigore educativo e formativo va il nostro rispetto e la nostra solidarietà. Ai morti di ogni nazione e di ogni età, vittime delle follie totalitaristiche, il nostro cordoglio umano sincero e non opportunistico».

FONTE SORA24

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CAMPANIA NEWS Taxi fermi anche oggi a Napoli: continua la protesta, stop per 2000 auto e disagi per gli utenti

21 Febbraio 2017, 09:48am

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21/02/2017 - LO stop spontaneo, partito con un tam tam sin dalle prime ore del mattino ferma quasi tutti i 2.370 taxi napoletani. Ma per chi ha deciso di lavorare ieri non è stata una giornata facile. Intorno alle 14, all’altezza del semaforo di via Medina, un gruppo di tassisti vede un collega “crumiro” a bordo della sua Fiat Multipla. Sta portando dei clienti in aeroporto. Gli chiedono di far scendere i passeggeri, lui si rifiuta.Un attimo e scatta l’inseguimento, il gruppo, a bordo di una monovolume bracca l’uomo e a piazza Bovio lo costringe a fermarsi. L’uomo scende, la tensione è alta, volano insulti e qualche spintone. I passeggeri terrorizzati, assistono all’accesa lite tra i conducenti. In lacrime una giovane passeggera. Interviene la polizia. Uno dei tassisti dichiara di essere stato investito dal collega della Multipla.Quest’ultimo vuole andare via senza fornire le generalità. Sono in corso accertamenti degli agenti per stabilire la reale dinamica anche attraverso i filmati della videosorveglianza. Dopo l’agitazione di ieri, anche oggi si attende una giornata difficile. Attesa una riunione al ministero dei Trasporti, in 50 partiranno da Napoli.A Roma e Milano i taxi sono fermi da 6 giorni. Protestano contro il decreto legge che cancella i limiti territoriali alle auto con noleggio conducente. «C’è il rischio che i conducenti a noleggio possano sostare ovunque – spiega Raffaele Serpico della sigla Unimpresa – e prendere i nostri passeggeri. Così si crea concorrenza sleale». «Incasso 50-60 euro al giorno – spiega Luigi – non voglio dividerli con il doppio dei tassisti. Abbiamo spese di manutenzione, tasse e sono 20 anni che non si mette mano al tassametro ».«A Napoli abbiamo già mille licenze in sovranumero rispetto al fabbisogno – si lamenta Giovanni – lottiamo ogni giorno con gli abusivi. Ora dovremo lottare anche contro altri concorrenti?». «Il noleggio diventerà quasi di piazza, proprio come un taxi – sottolinea Pasquale Ottaviano della Sitan Atn, sigla che raccoglie 800 conducenti napoletani – solo che questi ultimi hanno una tariffa amministrata mentre il noleggio ha tariffa libera. Non ci fanno paura i noleggiatori onesti ma quelli disonesti, gli abusivi, quelli che adescano i turisti. Napoli ne è già piena. Non abbiamo bisogno di altri». (Repubblica)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma, è in gravi condizioni il bimbo di due mesi e mezzo rapito dal padre

21 Febbraio 2017, 09:14am

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DI MICHELE PAPPACODA - E' gravissimo il bambino di due mesi e mezzo rapito dal padre nella notte tra venerdì e sabato a Monterotondo, alle porte di Roma, e poi ritrovato in un centro commerciale della Capitale. Il piccolo era stato portato al Trauma Center pediatrico del policlinico Gemelli. Inizialmente sembrava in buone condizioni, ma il trauma cranico e il successivo versamento per cui era stato ricoverato hanno fatto precipitare la situazione. Il padre del piccolo, il 21enne Gianluca Caucci, è in stato di fermo nel carcere di Rebibbia con l'accusa di sottrazione di minore e lesioni aggravate. L'uomo è stato infatti denunciato dalla sua ex compagna, una lituana di 20 anni, che nella notte tra venerdì e sabato è stata colpita in strada sul volto. Dopo ore di ricerca, padre e figlio sono stati ritrovati sabato nel centro commerciale "Porta di Roma", dopo aver passato, secondo il racconto di Caucci, la notte in una baracca nella zona tra Montesacro e San Basilio. Al ritrovamento il bambino presentava un evidente ematoma sotto lo zigomo.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Meta Sorrento scomparso il 18enne Luigi Celentano . L’appello della madre

21 Febbraio 2017, 09:08am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Meta Sorrento scomparso il 18enne Luigi Celentano . L’appello della madre

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Meta Sorrento scomparso il 18enne Luigi Celentano . Sono dieci giorni che manca da casa, aveva timore per alcune minacce che avrebbe ricevuto e già aveva manifestato l’intenzione di andarsene. L’appello della madre a Positanonews  che non sa nulla delle sue condizioni e lo vuole bene, vorrebbe sapere almeno come sta il figlio.

SE LO VEDETE CHIAMATE 3338078929 O I CARABINIERI 113

FONTE POSITANONEWS 

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