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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Carpi, Mbakogu cerca una spalla Serie B. Malcore potrebbe lasciare la maglia titolare In corsa Nzola, ma c’è l’ipotesi del trequartista: Saric in pole

9 Dicembre 2017, 12:26pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sarà ancora Malcore al fianco di Mbakogu? Tutto da decifrare il compagno d’attacco del centravanti nigeriano che resta il perno del Carpi. Difficile anche dare indicazioni precise perché mister Calabro sta lavorando a porte chiuse. Diverse potrebbero essere le alternative all’ex bomber del Manfredonia uscito anzitempo dalla gara contro l’Avellino. Prima di tutto un attaccante di ruolo, ovvero Nzola che potrebbe così ritrovare la maglia da titolare. Da tenere in considerazione anche la pista che porta ad un trequartista capace di giocare alle spalle di Jerry. In questo caso le alternative potrebbero essere diverse: dai corridori Saric e Saber sino a Belloni che certamente è più tecnico rispetto ai due colleghi. Tra l’altro i biancorossi si troveranno a sfidare una corazzata, l’Empoli, che è sì formidabile in zona gol (35 reti a referto, miglior attacco della B), ma che in questa stagione ha sempre subito almeno una rete (solo l’Ascoli non ci è riuscito). Allo stesso tempo, però, il Carpi dovrà dare un’accelerata al suo rendimento sottoporta. Risolti i dubbi nel reparto avanzato, la formazione anti-toscani dovrebbe essere molto simile a quella che ha pareggiato ad Avellino. Pacchetto arretrato con Colombi, Sabbione,Brosco e Poli. In mezzo Pachonik,Verna Giorico, uno tra Saber e Saric oltre a Pasciuti. Davanti, come detto, Mbakogu che attende di conoscere la sua spalla. Radiomercato, nel frattempo, riporta l’interesse per il mediano Mario Gargiulo del Pontedera. 

Enrico Ballotti
LA GAZZETTA DI MONZA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi: tentata rapina in villa, settantenne fa scappare i banditi

9 Dicembre 2017, 12:20pm

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inserito da Michele Pappacoda CARPI. Ha sorpreso i ladri mentre stavano rubando al piano terra della villa dove abita insieme al figlio. Due banditi gli hanno puntato contro la torcia, ordinandogli di mantenere la calma. Un terzo gli è corso incontro con una mazza per spaccare la legna. Ma lui, Gianni Alberti, 70 anni, ex imprenditore, si è scagliato contro il terzo bandito: questo gesto ha messo in fuga la gang di malviventi che ha così rinunciato al proposito di saccheggiare l’intera villa.

Il fatto è avvenuto di pomeriggio, alle 17.30, quando, complice l’oscurità i malviventi pensano di farla franca con maggiore probabilità. La villa colpita è in via Campana 14 a Gargallo.

«Ero a casa da solo - racconta Alberti, conosciutissimo in città perché volontario della Croce Blu, ex benzinaio e già titolare di imprese - Stavo sistemando le mie cose quando, improvvisamente, ho sentito una delle cagnoline abbaiare e capivo che non era entrata dentro la sua cuccia come invece fa di solito. Allora, sono uscito dalla mia porzione di villa, al piano superiore, per raggiungere l’ingresso della parte, al piano terra, dove abita mio figlio con la sua famiglia. Una volta arrivato davanti alla porta, ho visto che la finestra vicina era spalancata: ho pensato che potesse essere stata mia nipote a lasciarla aperta. Dopo una manciata di secondi ho capito che non era così.Mi sono visto puntare in faccia una pila da un ladro e poco dopo ne ho visto un altro accanto alla cassaforte in casa di mio figlio. Stavano tentando di aprirla. Uno di loro mi ha detto: “Cerchiamo di rimanere calmi”. Mentre pronunciava questa frase, un terzo bandito mi è corso incontro con in mano una mazza per spaccare la legna. Io sono rimasto lucido e l’ho affrontato. In pochi secondi sono scappati saltando il cancello».

Rimane comunque la paura in casa Alberti. «Sono terrorizzata - racconta sotto choc Sara Carretti, nuora di Gianni e residente nell’appartamento che stava per essere svaligiato - Ho paura che i ladri ritornino, pensando che nella cassaforte ci sia chissà quale bottino: invece teniamo dentro soltanto i documenti con gli esami del sangue. Sono tentata di buttarla in giardino per evitare nuove incursioni dei malviventi».

In via Campana è intervenuta la Polizia. «Sono già alla diciassettesima denuncia. A mio figlio, poi, hanno aperto il furgone portando via le chiavi della cassaforte e i documenti - riprende a raccontare Gianni - ed è già la seconda che mi capita di dover affrontare i ladri come ho fatto l’ultima volta. Alla fine ho anche tentato di inseguirli e mi sono fatto male: mi si è gonfiata una caviglia».

LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi: bullo di 16 anni viene denunciato dai carabinieri Ha obbligato due coetanei a chiedergli scusa in ginocchio dopo averli picchiati

9 Dicembre 2017, 12:13pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CARPI I carabinieri della Compagnia di Carpi hanno denunciato un 16enne residente in città per lesioni personali aggravate da futili motivi e violenza privata. Un caso di bullismo in piena regola in cui il colpevole, stavolta, potrà ricevere la punizione grazie all’intervento dei militari.

I fatti risalgono allo scorso 11 novembre. Un 16enne e due 15enni, che frequentavano la stessa compagnia in centro storico, hanno iniziato a discutere e a offendersi per futili motivi su social come Whatsapp. Fino a quando il bullo di 16 anni ha deciso di convocare gli altri due per un regolamento di conti. L’appuntamento è davanti al duomo in piazza Martiri alle 21.

Una volta arrivati i due 15enne, il 16enne inizia a prenderli a schiaffi. Uno dei due ragazzi più piccoli riporta contusioni al volto giudicate guaribili in cinque giorni, mentre al secondo vengono diagnosticati tre giorni di prognosi per ferite su un lato del viso. Dopo averli malmenati, il 16enne costringe gli altri due a un’ulteriore umiliazione. Dietro minaccia, li obbliga ad andare con lui in via Loschi, una laterale stretta del Duomo. Una volta arrivati qui, i due quindicenni sono costretti a inginocchiarsi e a scusarsi per l’atteggiamento irrispettoso utilizzato sui social.

Arrivati a casa, i due raccontano tutto ai genitori, specificando che avrebbero dovuto rivolgersi ai carabinieri perché, a scuola da loro, i militari hanno tenuto lezioni apposite sul bullismo, dicendo di rivelare eventuali soprusi subiti. I carabinieri hanno rintracciato il bullo attraverso le telecamere, denunciandolo alla Procura dei minori. (s.a.)

LA GAZZETTA DI MODENA 

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VELASCA VIMERCATE NEWS Ambrogino d’oro: anche due vimercatesi fra i premiati

9 Dicembre 2017, 12:07pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In occasione della consegna dell’Ambrogino d’oro anche i vimercatesi Luca Levati e Alfredo Luis Somoza hanno ricevuto il riconoscimento.

La radio e la Ong

Luca Levati, nato e cresciuto a Vimercate, è direttore dal 1992 di Radio Lombardia. Alfredo Luis Somoza è invece presidente della Ong Icei, che in questi anni ha promosso e realizzato progetti di collaborazione a scopo umanitario.

“Sono molto contento e onorato di aver ricevuto questo riconoscimento – ha affermato Luca Levati – è un premio per l’editore e tutti i miei colleghi che in questi anni hanno creduto nell’informazione e nel giornalismo. Un modo di fare giornalismo apprezzato dai nostri ascoltatori e anche dal tessuto sociale cittadino”.

L’organizzazione

Grande soddisfazione anche da parte di Alfredo Somoza: “Icei ha ricevuto un premio per i suoi 40 anni di attività – ha affermato Somoza – Da 20 anni siamo diventati una Ong e abbiamo promosso interventi molto importanti. Dopo lo tsunami in Sri Lanka nel 2007, siamo stati fra i primi a portare avanti un progetto di ricostruzione. Un progetto che ci è valso anche il Premio Pace”.L’intervista completa a Alfredo Luis Somoza e Luca Levati in edicola martedì prossimo sul Giornale di Vimercate, sfogliabile anche online su pc, tablet e smartphone.

IL GIORNALE DI MONZA

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MONZA E BRIANZA NEWS Monza, famiglia avvelenata con tallio, arrestato il nipote delle vittime. Il 27enne è ritenuto il responsabile del triplice omicidio dei nonni e di una zia, deceduti a ottobre per avvelenamento

9 Dicembre 2017, 12:03pm

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DI MICHELE PAPPACODA  E' stato arrestato dai carabinieri di Desio, in Brianza, Mattia Del Zotto, ritenuto il responsabile del triplice omicidio dei nonni e di una zia, deceduti a ottobre per avvelenamento dovuto al solfato di tallio. Al 27enne viene contestato anche il tentato omicidio di ulteriori 5 persone (i nonni materni, il marito della zia deceduta, un'altra zia e una badante dei nonni paterni).

              

Secondo la procura, i delitti sarebbero stati premeditati. Le vittime sono Giovanni Battista Del Zotto, 94 anni, Patrizia Del Zotto 62 anni e Maria Gioia Pittana 88 anni. Tracce di tallio in quantità superiore alla soglia minima di sicurezza erano state trovate in una tisana a casa di Alessio Palma e Maria Lina Pedon, coniugi ultraottantenni di Nova Milanese (Monza) ricoverati da metà novembre per avvelenamento.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Falsi matrimoni tra italiani e stranieri, arresti in Puglia. Il gruppo sarebbe responsabile di favoreggiamento dell'immigrazione illegale

9 Dicembre 2017, 12:01pm

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DI MICHELE PAPPACODA  Organizzavano falsi matrimoni per far stabilire in Italia cittadini stranieri: per questa ragione i carabinieri di Foggia hanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti degli appartenenti ad un gruppo di persone, formato da italiani e stranieri. L'organizzazione sarebbe responsabile di favoreggiamento dell'immigrazione illegale sul territorio nazionale tramite matrimoni fittizi.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Abusa di una 14enne, fermato dalla Guardia di finanza un ex consigliere comunale nella disciolta assemblea di Lamezia Terme

9 Dicembre 2017, 10:26am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un consigliere del disciolto Consiglio comunale di Lamezia Terme è stato sottoposto a fermo per violenza sessuale aggravata perché avrebbe rivolto pesanti attenzioni sessuali nei confronti di una ragazzina che all'epoca dei fatti aveva poco più di 14 anni. Il fermo è stato disposto dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio e dal pm Luigi Maffia ed eseguito dai finanzieri del Gico del nucleo di Polizia tributaria di Catanzaro. In particolare, dalle indagini dei finanzieri sono emersi alcuni episodi di cui si sarebbe reso protagonista L.M., di 49 anni, il quale avrebbe in più circostanze rivolto pesanti attenzioni nei confronti della ragazzina. I successivi accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica di Lamezia ed eseguite dalle fiamme gialle di Catanzaro, avrebbero confermato il quadro accusatorio portando così all'emissione del provvedimento di fermo. L'uomo è stato bloccato la notte scorsa e portato in carcere.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Mazzette per patenti nautiche a Palermo, coinvolti dieci pubblici ufficiali

9 Dicembre 2017, 10:22am

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DI MICHELE PAPPACODA  Su delega della Procura di Palermo, militari della Capitaneria di Porto e del nucleo di polizia tributaria hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 12 indagati, di cui 5 agli arresti domiciliari, 4 raggiunti dal divieto di dimora nel comune di Palermo e 3 dall'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono accusati a vario titolo di corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, rivelazione di segreto d'ufficio e falsi ideologici in atto pubblico. L'inchiesta ha fatto emergere un giro di corruzioni nel rilascio di abilitazioni professionali per il personale marittimo imbarcato su navi mercantili e da crociera: arrestati il responsabile di un centro di formazione palermitano e i membri delle commissioni esaminatrici, responsabili di aver truccato gli esami. Dieci i pubblici ufficiali coinvolti.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Milano, 34enne trovato morto in un bed & breakfast: indagini

9 Dicembre 2017, 10:18am

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di Michele Pappacoda 07/12/2017 - Un 34enne pugliese è stato trovato morto con una profonda ferita al collo in un bed and breakfast di San Colombano al Lambro, nel Milanese. A dare l'allarme sono stati i proprietari dell'attività, che hanno sentito le urla dell'uomo e di un'altra ospite, una 42enne che era con lui. La donna, sotto shock e in stato confusionale, ha riferito ai carabinieri che il 34enne si è ucciso in preda a un raptus. La sua posizione è al vaglio degli investigatori. La donna ha parlato di un gesto di autolesionismo: l'uomo si sarebbe ferito al collo da solo con un coccio di vetro o di ceramica. Gli inquirenti parlano di più ferite. Il cadavere dell'uomo è stato trovato nel giardino esterno alla camera assegnata a lui e alla sua amica. Il corpo era riverso a terra.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Luzzara, duplice omicidio: mamma uccide i figli di 5 e 2 anni e poi tenta il suicidio. Il padre era al lavoro

9 Dicembre 2017, 09:46am

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Come se la coperta potesse nascondere il male che aveva fatto. Antonella l’ha posata sul corpo ormai senza vita di Lorenzo Zeus, il suo bambino di cinque anni, e ne ha tenuto un lembo anche per lei. A modo suo si è nascosta al mondo mentre provava a morire con lo stesso coltello usato per uccidere il piccolo. È stato un pastore a notare quell’auto ferma nell’area di golena fra Guastalla e Luzzara, in provincia di Reggio Emilia. Da lontano si vedeva la sagoma di qualcuno al posto di guida. Immobile. Il pastore si è fatto largo fra il bestiame al pascolo e ha deciso di andare a controllare. Dentro l’auto c’era una donna che non dava segni di vita, sotto una coperta. Pochi minuti dopo i carabinieri di Reggio Emilia hanno scoperto il resto. Lei aveva il coltello ancora nel petto, quando sono arrivati. Ha avuto la forza di sfilarlo e di farfugliare qualcosa, poi si è lasciata soccorrere. I medici dicono che dovrebbe salvarsi. Mentre un’ambulanza la portava in ospedale i documenti hanno rivelato la sua identità: Antonella Barbieri, 39 anni, un indirizzo a Suzzara, in provincia di Mantova, sposata con Andrea Benatti, 38 anni, e madre di due bambini. Due. Nella sua vita c’era anche una bambina di due anni, Kim. Hanno temuto e allo stesso tempo hanno sperato, gli uomini dell’Arma. Una corsa con la sirena fino a casa della famiglia Benatti e nella testa di tutti un solo pensiero: «Dio, fa’ che non abbia ucciso anche lei». E invece l’aveva fatto, Kim era morta soffocata. I «problemi» di Antonella Antonella è da tempo in cura psichiatrica: è il primo dettaglio annotato nelle carte dell’inchiesta affidata ai comandi dei carabinieri di Reggio Emilia e Mantova. Il colonnello Fabio Federici e il collega Antonino Buda stanno cercando di capire se esiste un motivo scatenante della furia omicida di Antonella o se è da cercare semplicemente nelle sue fragilità mentali. «Antonella aveva problemi» hanno detto i nonni dei piccoli e ha ripetuto Andrea, suo marito, che aveva appena finito di lavorare e stava rientrando a casa quando ha ricevuto la chiamata che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Gli chiedevano di correre in caserma, a Mantova. E lui ha capito subito che era successo qualcosa di irreparabile.Il padre, ex rugbista, era al lavoro Andrea è un ex giocatore di rugby. Ha giocato come terza linea negli Aironi, in Celtic league, nel Viadana, con cui ha vinto lo scudetto 2002, e in Nazionale. Nel 2011 — quando giocava negli Aironi — ha però dovuto ritirarsi per problemi alla retina e adesso lavora nell’officina meccanica di famiglia, a Motteggiana, pochi chilometri di distanza da casa sua. Chi gli è stato accanto ieri sera racconta di «un uomo che non esiste più». Non è più un padre, non più un marito, non sarà mai più quello che ha fretta di tornare a casa per giocare con i suoi bimbi.

DI GIUSI FASANO CORRIERE DELLA SERA

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