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sport news e sport locale

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Juve-Allegri il feeling è rotto, crisi sul tavolo cda Dopo disfatta di Monza panchina sembra meno sicura

20 Settembre 2022, 06:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Juve non va, irriconoscibile per come l'avevano immaginata società, tecnico e tifosi, e la patata bollente tocca al consiglio di amministrazione del club bianconero che si riunirà nei prossimi giorni per esaminare il bilancio 2021/22.

 

 

Massimiliano Allegri © ANSANon ci sarà solo da analizzare i conti, con una perdita intorno ai 250 milioni di euro, come ha prospettato nei giorni scorsi il presidente di Exor John Elkann.

 

 

Sul tavolo si riversa anche la crisi attuale che proietta lunghe ombre, con i tifosi sempre più scontenti ed agguerriti. Abituati alle vittorie, non possono più aspettare il rilancio.
    E' urgente il cambio di rotta perché l'uscita di scena nel girone di Champions sarebbe un altro gravissimo colpo, anche sul piano finanziario, per non parlare dell'esclusione dalla prossima edizione della coppa europea più prestigiosa, se mai la Juventus dovesse finire dietro le prime quattro in campionato.
    Questa volta non manca solo il gioco, c'è un problema di identità. In Champions la posizione è delicatissima - zero punti dopo due partite, con Chelsea e Benfica a punteggio pieno - in campionato i bianconeri navigano a metà classifica, con un bilancio di due sole vittorie, a fronte di 4 pareggi e una sconfitta.
    L'ipotesi di esonerare Allegri, che ha un contratto fino al 2025, è stata bollata come "una follia" - ieri, prima del disastro di Monza - dall'amministratore delegato Maurizio Arrivabene. Ma non tutti in società sarebbero della stessa idea, anche perché un fallimento sportivo in questa stagione alla lunga potrebbe costare di più di un nuovo allenatore da pagare in aggiunta al contratto - 7 milioni all'anno più 2 di bonus - da corrispondere ad Allegri. Finora il presidente Agnelli ha sempre dato fiducia all'attuale allenatore. Il problema è che la pessima figura di Monza, una sconfitta con poco gioco e nemmeno l'ombra di quel carattere che negli anni buoni aveva fatto riemergere la squadra dalle situazioni più difficili, ha amplificato problemi e dubbi, quando tutti in casa Juventus si attendevano una reazione.
    Una grossa delusione l'ha data Di Maria, un potenziale leader che si è fatto invece cacciare dal campo per una reazione, all'asfissiante marcatura di Izzo, che lo stesso argentino ha definito "sproporzionata". Un errore che l'ha convinto a chiedere pubblicamente scusa, sui social; domani però potrebbe arrivare la stangata del giudice sportivo.
    Gli alibi non reggono, anche se le assenze continuano a essere importanti, soprattutto quelle di Chiesa e di Pogba, ma - almeno per chi osserva dall'esterno - Allegri non sembra più trasmettere quel feeling alla squadra che ha portato i bianconeri, nel primo ciclo con il tecnico toscano, a 5 scudetti consecutivi e due finali di Champions, oltre ai successi in Coppa Italia e Supercoppa italiana. "Uno o due anni per tornare a vincere lo scudetto", aveva detto l'allenatore a metà della scorsa stagione, quando era diventata chiara l'esclusione dei bianconeri dalla lotta per il tricolore. Ma agli albori di questa annata Allegri aveva sperato di accorciare i tempi: "C'è il dovere di tornare a vincere", il suo proclama. Il ritorno di Pogba e il colpo Di Maria avevano forse illuso, entrambi hanno avuto difficoltà e il francese, distratto anche da tristi vicende personali, non si sa ancora quando rientrerà e con quale spirito.
    Adesso, con la sosta per le nazionali, ad Allegri non resta che riflettere, la rosa al completo la riavrà solo alla vigilia della partita con il Bologna. Quando - se non ci saranno stati colpi di scena - avrà tutti i fucili puntati addosso.  ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Gol da centravanti vero, Napoli coccola Simeone Assente Osimhen, Cholito si prende tutta la scena

20 Settembre 2022, 06:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Gol da centravanti vero, Napoli coccola Simeone © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un colpo di testa perfetto, un bacio ai tifosi attraverso le telecamere, una grande firma sulla vittoria del Napoli sul campo del Milan scudettato, nello scontro diretto tra le due capoliste. Giovanni Simeone conquista giorno per giorno i tifosi, fa dimenticare l'assenza di Osimhen, indica a Spalletti l'unica strada attuale da centravanti dopo il primo tempo senza grandi occasioni di Raspadori, che non è prima punta. Ma tra i due rinforzi davanti c'è un buon rapporto come ha detto ieri Simeone dopo il match. "Raspadori è un bravissimo ragazzo - ha detto - abbiamo un bellissimo rapporto. Poi è Spalletti a decidere chi mettere in campo, io e Raspadori abbiamo stili di gioco diversi e le gare sono diverse, noi siamo a disposizione e giocherà chi sceglierà il mister". Arrivato nei giorni di Ferragosto, Simeone sapeva di partire sostituto di Osimhen, ma giornata dopo giornata si è ritagliato suoi spazi ampi e con l'infortunio del nigeriano sta dando ragione a Spalletti che alla viglia di San Siro aveva descritto Simeone, Raspadori e Kvara come giocatori nuovi "che ci fanno capire - ha detto - che non siamo dipendenti da Osimhen e basta. Se manca ci sono gli altri che portano risultati continui, fai un'interpretazione corretta dal gruppo per una stagione difficile e lunga". Tesi dimostrata dai gol di Simeone contro il Liverpool, dopo il ko di Osimhen, e al Milan, ma anche da Raspadori all'ultimo minuto contro la Spal. Simeone c'è, ama Napoli da argentino cresciuto in Europa, che conosce bene l'indole maradoniana del calcio partenopeo e ha scelto l'azzurro per un passo avanti nella sua carriera, oltre che Posillipo come casa per vivere al meglio la città. Per il suo sbarco in azzurro, ha atteso l'addio di Petagna verso Monza e per lui il Napoli ha subito speso 3,5 milioni per il prestito a cui si aggiungeranno 12 a fine anno per l'acquisto definitivo, che Simeone si sta già conquistando, in una stagione in cui la squadra rinnovata era sottovalutata e invece ora è già nella lunga lotta scudetto: "Viviamo ogni giorno - ha detto Simeone - con la voglia di migliorare, siamo un gruppo giovane e vogliamo dare tutto. Il gruppo vuole crescere ogni giorno", parole che da capolista hanno un peso. Lo sa anche Spalletti che sogna il titolo con gli azzurri e ha fatto uno sprint per far funzionare la squadra rinnovata, riuscendoci. Ora riprende l'avvicinamento senza i 15 convocati, dagli azzurri Meret, Di Lorenzo, Zerbin, Politano, Raspadori a Elmas, Lobotka, Ostigard, Mario Rui, Rrahmani, Zielinski, Kvaratskhelia, Lozano, Kim Min-Jae, Olivera. Resta a Simeone, a studiare bene il Napoli, e Osimhen a correre nel recupero. La sfida a chi segna di più è partita: lo scorso anno per il nigeriano 18 gol tra campionato ed Europa League, per il "Cholito" 17 solo in A col Verona. A godersi la sfida i tifosi e il club azzurro. ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Azzurri, Mancini: 'Mesi terribili, ritroviamo entusiasmo' Il ct vuole ricominciare battendo Inghilterra e Ungheria

20 Settembre 2022, 06:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  Battere l'Inghilterra e l'Ungheria per cercare di arrivare primi nel girone di Nations League e accedere per la seconda volta di fila alle Final Four, nel 2023, ritrovare l'entusiasmo e la voglia di divertirsi, preparare la strada per costruire un'altra Italia capace di rinverdire quanto fatto in questi quattro anni.

 

 

Ecco gli obiettivi indicati da Roberto Mancini nel primo giorno di raduno a Coverciano, alla ripresa dopo la sosta estiva.

 

 

E' un ct scosso dalla tragedia che ha colpito le sue Marche, alle prese con i problemi che ormai da tempo affliggono il calcio italiano (il più attuale riguarda gli attaccanti) e stanno complicando il suo lavoro. Il tecnico ha davanti mesi che ha definito "durissimi" perché vedranno lui e la Nazionale spettatori di un Mondiale a cui avrebbero voluto partecipare ed essere protagonisti. "Saranno mesi difficili, almeno i giocatori hanno i loro club, per noi sarà dura. Dobbiamo ritrovare un po' di entusiasmo e ripartire dalla vittoria dell'Europeo per ricostruire una squadra capace di disputare altri quattro anni straordinari come quelli appena conclusi". Intanto sarà importante fare bene nei prossimi due impegni di Nations League dopo il 5-2 subito a giugno con la Germania, "un punteggio che non fa piacere ma anche dalle sconfitte si trae lezione". In ogni caso Mancini vuole ricominciare a vincere a partire da venerdì a Milano contro l'Inghilterra e poi lunedì a Budapest con l'Ungheria, perchè "nel nostro girone può succedere di tutto". Per questo ha chiamato molti campioni d'Europa insieme ad alcuni giovani convocati nei mesi scorsi e ai nuovi Vicario, Provedel e Mazzocchi "che sono qui per essere visti da vicino".

Tanti gli assenti di peso, l'ultimo è Verratti che è arrivato oggi in ritiro ma è subito rientrato a Parigi dopo gli accertamenti al polpaccio, sato che "non riusciva neppure a camminare". Al suo posto il ct chiamerà Frattesi. Pare invece rientrato l'allarme per Tonali (affaticamento) e Politano (botta alla caviglia) mentre Pellegrini verrà valutato nelle prossime ore. Quanto alle esclusioni (vedi Zaniolo, Calabria, Mancini, Belotti) il ct ha spiegato: "Di giocatori bravi ne ho lasciati tanti a casa e dispiace ma abbiamo solo due gare e non volevo rischiare di mandare alcuni in tribuna, inoltre molti hanno giocato già tanto. Spinazzola mi ha telefonato per dirmi che ancora non si sente benissimo, Insigne sarebbe stato qui ma ha avuto un grave problema familiare". A proposito di attaccanti, Immobile è l'unico italiano ai vertici della classifica marcatori: "E' qualcosa di anomalo, purtroppo da tempo le big hanno tanti attaccanti stranieri, speriamo - ha auspicato il ct - che presto possano emergere due, tre giovani per il futuro. Non è un problema piccolissimo". ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE La Genea Lanzara piazza il colpo: arriva il terzino bulgaro Rosen Kolev Kolev è stato nella scorsa stagione il terzo miglior marcatore del campionato bulgaro

19 Settembre 2022, 06:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Con grande soddisfazione la Genea Lanzara comunica l'approdo nel team rossoblu del terzino Rosen Kolev. Classe 1998, il forte atleta ventiquattrenne di origini bulgare va a completare la rosa a disposizione del coach Nikola Manojlovic. Terzo miglior marcatore nel campionato bulgaro nella scorsa stagione (117 reti in 15 incontri), Rosen Kolev ha fatto tutta la trafila delle giovanili con la sua Nazionale, partecipando a tre EHF European Championship, l'ultimo nel 2018 con la squadra U21 di cui è stato anche capitano. Stesso discorso per i club in cui ha militato (HC Fregata e HC Chardafon), vincendo più di sei titoli nazionali (con la squadra Senior e con quella Under 19) ed altrettanti riconoscimenti come top scorer delle competizioni. Il team presieduto da Domenico Sica ha seguito con tanta attenzione l'atleta, apprezzandone le innegabili qualità. Un innesto importante, insomma, nel giovane roster del team salernitano intenzionato a ben proseguire il progetto avviato tre anni orsono ed il proprio percorso di crescita. " Sono davvero entusiasta del mio approdo alla Genea Lanzara - esordisce l'atleta - ho avuto già modo di allenarmi con la squadra, trovando un ambiente molto confortevole ed una bella atmosfera. Il club mi ha accolto in maniera fantastica, la squadra è composta da giocatori giovani ma davvero talentuosi e non vedo l'ora di lottare con loro per la conquista degli obiettivi societari. Non ho esitato quando si è presentata questa occasione, vivere in Italia è stato da sempre il mio sogno e l'aver avuto la proposta della Genea Lanzara è stata di conseguenza, per me, una vera e propria benedizione. Ho iniziato a praticare questa disciplina nel 2009, entrando a far parte dapprima della squadra scolastica ed approdando, poi, nel club della mia città. Col tempo sono migliorato sempre di più: ho provato anche altri sport come il rugby e le arti marziali, ma nulla mi ha affascinato come la pallamano ed adesso non riesco più a vivere senza di essa. Nel corso di questi anni ho avuto davvero belle soddisfazioni, sia individualmente che con i club in cui ho giocato, nonché con la Nazionale Bulgara: ora sono pronto a fare bene anche in Italia. Relativamente al mio approdo alla Genea Lanzara, mi intriga il fatto che il club abbia ambizioni importanti e questo è molto stimolante. Credo di poter contribuire a questo progetto con tanto spirito di sacrificio e dedizione, carattere, difesa forte, gioco di squadra e temperamento, tutti fattori che mi inducono a non mollare mai. Ritengo che la mia nuova squadra abbia tutte le caratteristiche per fare bene e ritagliarsi, come nelle ultime stagioni, un ruolo in prima linea: insomma non vedo l'ora, venderemo cara la pelle contro ogni avversaria lungo il nostro cammino".IL VESCOVADO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Salernitana. Pasquale Mazzocchi in Nazionale, prima volta per calciatore e società Prima storica chiamata per un calciatore che veste la maglia granata e con l’Italia di Mancini dovrà affrontare L’Inghilterra e L’Ungheria in National League.

19 Settembre 2022, 06:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA È venerdì sera, mancano 10 minuti all'inizio di Salernitana Lecce, quando il DS De Sanctis chiama Pasquale Mazzocchi e lo informa che è arrivata la chiamata in azzurro. Un momento di incredulità poi la gioia, Pako corre a prendere il telefonino per avvisare i familiari e anche Walter Sabatini che lo ha lanciato prelevandolo dal Venezia e portandolo alla Salernitana dove è esploso definitivamente diventando uno dei migliori, se non il migliore, sulla fascia, destra o sinistra che sia. Prima storica chiamata per un calciatore che veste la maglia granata e con l'Italia di Mancini dovrà affrontare L'Inghilterra e L'Ungheria in National League. Mazzocchi è un ragazzo che emerso grazie ai suoi sacrifici, a cui nessuno ha mai regalato nulla. Pako nasce a Barra (quartiere difficile di Napoli) e per poter seguire la sua passione per il calcio, nonostante i problemi economici della sua famiglia, da ragazzo faceva il fruttivendolo, a dodici anni, pur di guadagnare un po' di soldi. Ed è così che, dopo la scuola, correva a lavorare e poi arrivava stanco all'allenamento. Il suo primo allenatore Giuseppe Araimo lo prende a cuore e per non farlo lavorare fa un patto con il ragazzo promettendogli di dargli gli stessi soldi che guadagnava per ogni goal che segnava. Una promessa, quella del Mister Araimo, che innesca un processo virtuoso che vedrà il piccolo Pako diventare un grande calciatore. Mazzocchi dopo molta gavetta approda nel Perugia, prima squadra da professionista, dove però non gioca da titolare e potrebbe essere venduto in categorie minori. Quando arriva sulla panchina, Serse Cosmi immediatamente ne blocca la vendita e lo lancia in campo. Poi passa al Venezia dove non gioca tutte le partite da titolare. La Salernitana è la squadra che lo consacra definitivamente come calciatore degno di vestire la maglia azzurra. Pako indossava la maglia numero sette perché si ispirava ad un certo Cristiano Ronaldo, ma a Salerno quella maglia è di Frank Ribery e allora sceglie la numero 30 che è la data di nascita di un amico che è venuto a mancare. Mazzocchi è certamente un esempio per tanti ragazzi che si avvicinano al mondo del calcio, insegnando loro che solo con sacrifici e tenacia si possono raggiungere obiettivi importanti come quello di vestire la casacca della Nazionale. In bocca al lupo Pasquale, fatti valere anche in Nazionale, e porta ancora più in alto i colori granata. di Vincenzo Milite IL VESCOVADO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Serie A: tre big match, Milan-Napoli prima sfida scudetto Spiccano Udinese-Inter e Roma-Atalanta; Juve vuole evitare crisi

17 Settembre 2022, 15:33pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Serie A, Milan-Napoli © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il livello dei veleni del campionato è misurato dall'elenco dei tecnici squalificati: Allegri, Spalletti, Giampaolo e Baroni lasceranno spazio ai propri vice in un turno, l'ultimo prima della sosta delle nazionali, che vede l'esordio di Thiago Motta al Bologna e Palladino al Monza. Le polemiche Var, i punti che pesano sempre di più, gli infortuni a grappoli che bersagliano anche le grandi non potranno però più essere degli alibi perchè la serie A pretende responsi esaurienti. Li chiede, dopo un mese frenetico di gare, soprattutto ai tre big match che scandiscono la domenica degli italiani a una settimana dalle elezioni politiche: a pranzo Udinese-Inter, a merenda Roma-Atalanta, a cena il più importante, Milan-Napoli. Ma sarà un turno delicato (in cui si osserverà un minuto di raccoglimento per le vittime del maltempo nelle Marche) anche per altre tre big: la Juve, con un piedi fuori dalla Champions, non ha alternative al successo a Monza se vuole evitare guai ancora più seri ad Allegri; la Fiorentina, che è a 8 punti dal vertice, deve rispondere alle inascoltate sollecitazioni di Italiano, ma incontra un avversario in crescita come il Verona. La Lazio, che era in un trend positivo, e' stata travolta da una squadra danese che non appartiene all'aristocrazia del calcio europeo, e deve riscattarsi a Cremona. Tanti sono i motivi che rendono attraente la giornata numero sette, che parte stasera con la sfida sudista Salernitana-Lecce, ma si attendono spettacolo ed emozioni tra le due squadre che giocano meglio in Italia, Milan e Napoli. Sarà un confronto, senza i due uomini-vetrina Leao e Osimhen, che potrà lasciare un solco nella corsa allo scudetto visto che regolano i conti due squadre in salute, in testa al proprio girone di Champions. Maignan, Tomori, Hernandez, Bennacer e l'implacabile Giroud sono i cardini di Pioli, in attesa del miglior De Ketelaere, mentre il Napoli fa quadrato intorno al mirabile centrocampo costruito con perizia da Spalletti (Anguissa, Lobotka, Zielinski) superiore alla somma delle individualità. Ma, in assenza di Leao, a spaccare la partita potrebbe essere l'irresistibile Kvara, che in alcuni spunti ricorda George Best. A favore di Spalletti c'è anche il potenziale dei nuovi acquisti visto che Ndombelè ancora stenta, Simeone e Raspadori stanno emergendo ora. Ma il senso di squadra ormai acquisito dal Milan rende questa elettrizzante sfida da tripla. Lo stesso equilibrio regna negli altri due big match di domenica: la Roma di Mourinho sta superando qualche incertezza col super innesto di Dybala, osannato dai tifosi come non accadeva dai tempi di Totti, il recupero di Zaniolo e il lavoro prezioso dei due maestri della Premier, Smalling e Matic. L'Atalanta, che Gasp sta ricostruendo con l'inserimenti dei nuovi Holjund, Ederson e Lookman, e con la bacchetta di direttore d'orchestra nelle mani di Koopmeiners, ha un po' frenato ma è ancora in testa a una classifica corta, con sei squadre in due punti. Le altre due si affrontano al Friuli in casa della sorpresa della serie A, l'Udinese affamata di Sottil, che si giova del senso del gol di Beto, pronto a fruttare ai Pozzo una futura plusvalenza alla Alexis Sanchez o De Paul. Dopo quattro meritati successi di fila ecco l'esame con l'altalenante Inter di Inzaghi, priva di Lukaku e Calhanoglu, risollevata dai gol di Brozovic e Dzeko, ma mai del tutto convincente. Mancheranno anche Milik e Cuadrado alla Juve falcidiata dagli infortuni (16 in due mesi) e in seria crisi di gioco e di risultati. Per Allegri, che spera nel risveglio di Vlahovic, c'è l'ostacolo Monza che Berlusconi ha affidato a Palladino e che ha conquistato il primo punto a Lecce. I gol di Immobile e la dura reprimenda di Sarri dovrebbero dare la sveglia alla Lazio in casa dell'altra neopromossa Cremonese, che ha raccolto finora molto meno di quello che ha seminato. Più arduo il compito della Fiorentina, piena di infortunati, che si affida a Jovic per arginare un Verona che prova a risalire la china. Molto interessante è anche la sfida tra il Torino, guidato di nuovo in panchina da Juric, che sembra maturo per portarsi in zona Europa. L'avversario, il Sassuolo di Dionisi, ha una classifica inferiore agli altri anni: si giova degli spunti e dei gol di Frattesi e attende i miglioramenti di Pinamonti. Riguardano la zona salvezza gli altri due incontri: il Bologna, affidato a Thiago Motta che vuole cambiare modulo, recupera Arnautovic e riceve l'Empoli reduce dalla buona prova contro la Roma, mentre tra Spezia e Sampdoria la vittoria può venire nella sfida del gol tra Nzola e Caputo. ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Coppa Davis: l'Italia batte anche Argentina, è ai quarti Vincono Berrettini e Sinner: "Ora vogliamo il primo posto"

17 Settembre 2022, 15:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Coppa Davis: Italia batte Argentina 2-0, è alle finali © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un punto dal match dominato da Matteo Berrettini, un altro dalla sfida vinta non senza sofferenze da Jannik Sinner. All'Italia di Coppa Davis bastano i due singolari per battere l'Argentina nel secondo tie del girone A, in corso a Bologna, conquistando l'accesso alle finali di Malaga, in programma a fine novembre tra le migliori otto al mondo. La nazionale capitanata da Filippo Volandri aveva superato 3-0 mercoledì scorso la Croazia alla Unipol Arena e questo nuovo successo sul veloce bolognese vale il pass per la Spagna, senza dover attendere il doppio (Simone Bolelli/Fabio Fognini contro Maximo Gonzalez ed Horacio Zeballos) e tantomeno il confronto finale previsto domenica con la Svezia. Nel primo match, quello tra i numeri due dei rispettivi team, Berrettini (n.15 Atp) ha impiegato 70 minuti per battere 6-2, 6-3 un Sebastian Baez (n.37 Atp) mai in partita Nella sfida tra i due numeri uno, Sinner (n.11), al debutto in questa edizione delle Finals, ha invece lottato per due ore e 36 minuti contro l'argentino, Francisco Cerundolo (n.27), all' esordio assoluto con la maglia della nazionale. Vinto il primo set 7-5, l'azzurro ha avuto un colpo a vuoto cedendo 6-1 la seconda partita per poi chiudere il match a suo favore con un 6-3 nella terza. Una sfida ad alto tasso di adrenalina per il pubblico, ma anche per l'altoatesino, evidentemente sollevato nelle dichiarazioni a caldo. "Non ho giocato benissimo, la squadra mi ha aiutato molto, da Volandri al pubblico - ha detto Sinner -. Giocare in casa è speciale, sono contento di aver vinto pur non giocando benissimo. E' una vittoria importante per me e per l'Italia, posso essere felice. La cosa più importante era qualificarsi ma domenica c'è un'altra partita da vincere". "Vogliamo andare a Malaga da primi, ma tutti i giocatori quando entrano in campo danno il 100%", ha concluso, facendo ricordare che il primo posto nel girone garantirebbe un quarto 'morbido', cosa per niente certa se l'Italia si qualificasse per seconda. A fare gran tifo per Sinner, specie nei momenti difficili del secondo set ma soprattutto nell'interminabile game finale, c'era soprattutto Berrettini. Forte della sua quasi perfetta prestazione su Baez, il romano si è sgolato e spellato le mani per sostenere il compagno di squadra, quasi trascinandolo alla vittoria. Parlando in precedenza della sua prestazione, Berrettini ha detto di essersi trovato oggi "molto più a mio agio rispetto a mercoledì. Veniamo tutti da New York dove le condizioni erano abbastanza differenti. Questo campo - ha spiegato - è un po' più lento, che per me non è l'ideale, però mi permette anche di usare un po' di più le rotazioni. Col mio rivale odierno la stazza fisica era differente, ma se non avessi messo in campo un buon ritmo la partita poteva diventare complicata perché lui sa fare tante cose". I numeri danno ragione a Berrettini, specie quelli relativi al servizio: quattro ace contro un solo doppio fallo, il 70% di prime in campo con il quale ha ottenuto il 78% dei punti ma anche un 56% di punti conquistati con la seconda e nessuna palla-break concessa. ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Salernitana presuntuosa, il Lecce passa All’Arechi In svantaggio, recupera con un autogol ma alla fine cede alla superiorità del Lecce

17 Settembre 2022, 06:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una Salernitana stanca e presuntuosa perde lo scontro diretto con il Lecce, giocando male. Si sapeva che l'avversario era difficile e così è stato. Il Lecce ben organizzato, aspetta la Salernitana nella propria metà campo chiudendo tutti i varchi e riparte con velocità, questa è la chiave tattica della partita. Nel giorno della prima convocazione in nazionale di Mazzocchi, che poi è anche il primo calciatore della salernitana che viene convocato in Nazionale, il Lecce rovina la festa a tutti. Sin dai primi minuti i salentini fanno capire che la partita sarà difficile per i granata, e infatti chiudono il primo tempo in vantaggio con la rete di Ceesay al minuto 43'. Nella ripresa Nicola capisce che la Salernitana è in difficoltà e cambia subito due giocatori, entrano Bradaric e Kastanos escono Koulibaly e Gyomber. Si cambia modulo si passa al 4-4-2 con Mazzocchi e Candreva a destra e Bradaric e Vilhena a sinistra, nella speranza di rimettere in carreggiata la partita. Con un po' di fortuna, al 55' minuto, l'autorete di Gonzales sembra far tornare il sereno. La Salernitana spinge dopo il pareggio ma non riesce a sfondare e nel più classico dei contropiedi subisce la rete del 1-2 con Strefezza. La nostra squadra esce sconfitta dall'Arechi ma tra gli applausi, Nicola deve lavorare sulla testa dei calciatori e far capire che bisogna prima salvarsi e poi si può pensare a qualcosa di più. Speriamo solo che questa sconfitta si salutare e aiuti a crescere il gruppo. TABELLINO SALERNITANA-LECCE 1-2 SALERNITANA (3-5-2): Sepe; Bronn, Daniliuc, Gyomber (1′ st Bradaric); Candreva (37′ st Valencia), Coulibaly (1′ st Kastanos), Maggiore, Vilhena, Mazzocchi; Dia (31′ st Botheim), Piatek (22′ st Bonazzoli). A disp: Fiorillo, De Matteis, Pirola, Motoc, Capezzi, Sambia. All: Nicola. LECCE (4-3-3): Falcone; Gendrey, Pongracic, Baschirotto, Pezzella (28′ st Gallo); Askildsen (21′ st Blin), Hjulmand, Gonzalez (21′ st Bistrovic); Banda (33′ st Oudin), Ceesay, Di Francesco (33′ st Strefezza). A disp: Bleve, Brancolini, Cetin, Tuia, Umtiti, Helgason, Colombo, Listkowski, Rodriguez. All: Del Rosso. Arbitro: Doveri di Roma 1 (Rossi/Cipriani). IV Uomo:Camplone. Var: Mazzoleni (Passeri). NOTE. Marcatori: Ceesay al 43′ pt, Gonzalez aut. al 10′ st, Strefezza al 37′ st. Ammoniti: Coulibaly (S), Di Francesco, Gonzalez, Strefezza (L). Angoli: 5-4. Recupero: 3′ pt, 5′ st. di Vincenzo Milite IL VESCOVADO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Roma-HJK Helsinki 3-0, le pagelle: Dybala sul mondo, Matic a testa alta. Belotti assedia i finlandesi

16 Settembre 2022, 15:27pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Roma-HJK Helsinki 3-0, le pagelle: Dybala sul mondo, Matic a testa alta. Belotti  assedia i finlandesi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA RUI PATRICIO 6 Ringrazia il palo esterno nell’unico pericolo vero che corre la sua porta. Poi ammira lo spettacolo e soffre l’umidità MANCINI 6 Pochi patemi ma solo perché ci sono pochi, pochissimi pericoli. Secondo tempo con maggiore coraggio. IBANEZ 6 Si sposta al centro facendosi lasciare da Smalling il bugiardino per non avere effetti collaterali. Il primo è il giallo rimediato dopo 25 minuti. (1’st Smalling 6 Non può riposarsi, se lo metta in testa. Poco lavoro ma lo fa maledettamente bene.) VINA 6 Sorpresa di serata, ma nemmeno troppo visto che una mini prova era andata in scena anche ad Empoli. Buoni un paio di break che se non altro attestano buona volontà e attenzione. (1’st Dybala 7: sul mondo. Primo pallone e magia della Joya che sblocca una partita strana. Di un altro livello) KARSDORP 6 Vede Celik davanti a lui dopo essere partito in vantaggio. Deve rimontare e ci prova già stasera ma lo fa con parsimonia per un tempo. Poi si scioglie anche lui MATIC 7 Ottanta in Europa, e il piglio non è mai cambiato. Gioca una marea di palloni, sempre a testa alta CRISTANTE 6 Cammina su quel marciapiede che conosce a memoria. All’inizio qualche buca la schiva poi prova pure ad attraversare andando vicino al gol (19’st Camara 6: interessanti alcuni movimenti di infilata. Da rivedere con piacere) SPINAZZOLA 6 Primo tempo tra sprint mal riusciti e qualche dormita in difesa. Nella ripresa va sul velluto PELLEGRINI 7 Dorme per un tempo. Poi si sveglia e sono dolori: assist per Dybala e “panzata” per il 2-0 che chiude i giochi (22’st Bove 6: cresce di giorno in giorno) ZANIOLO 7 Un po’ di rodaggio per scaldare il motore, nella ripresa aumenta i giri e diventa di nuovo decisivo con un assist che profuma di gol e tanti bei scambi con Belotti. L’ultimo porta al gol del Gallo (30’st Abraham sv: entra a coriandoli finiti) BELOTTI 7,5 Fa espellere Tenho e tiene sotto assedio la difesa finlandese per un tempo. Poi diventa il puntale di un Alberto pre natalizio quasi perfetto. De Bellotti Gallico. MOURINHO 7 Primo tempo compassato nonostante la superiorità numerica. Negli spogliatoi cambia pure la vernice alle pareti. E nella ripresa, col cambio modulo, è spettacolo di Francesco Balzani LEGGO.IT

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Gavi, la sua giornata perfetta: rinnovo, clausola monstre e... la tifosa che gli dà il suo numero di telefono

16 Settembre 2022, 15:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La scena è diventata subito virale sul web... chissà se Gavi accetterà l'invito della giovane tifosa 

 

Una giornata davvero perfetta. Quella di Pablo Martín Páez Gavira, noto a tutti come Gavi, è stata davvero una giornata da incorniciare. Il Barcellona, infatti, è riuscito a blindare il suo giovanissimo gioiello, destinato a una carriera da bandiera nel club blaugrana. Il 18enne andaluso, titolare fisso dell'undici di Xavi e della nazionale spagnola, ha firmato ieri il rinnovo del contratto fino al 2026, con tanto di super clausola rescissoria da ben un miliardo di euro. Ma non è stata l'unica gioia per il talento spagnolo, visto che una tifosa ha voluto lasciargli il suo numero di telefono...

Mario Balotelli barcolla dopo una festa e non si presenta agli allenamenti: cosa succede

Fredy Guarin, l'ex Inter in lacrime: «La mia vita sta cambiando». Ecco cosa gli è successo

Il ruolo di predestinato

Gavi è sicuramente un predestinato. Dopo aver fatto la trafila delle giovanili del Barcellona, dov'era arrivato nel 2015, un anno fa ha esordito a 17 anni in prima squadra, diventando rapidamente un pilastro della squadra. Il suo rinnovo era una priorità per il club blaugrana, che dopo aver sistemato tutti i problemi legati ai tesseramenti dei nuovi acquisti estivi ha potuto dedicarsi alla trattativa con l'entourage del ragazzo, arrivando a mettere tutto nero su bianco in questi giorni.

Il calore dei tifosi

Un momento importante che non poteva essere celebrato in grande. Così il Barcellona ha organizzato un evento celebrato al Camp Nou, con accesso libero ai tifosi e sessione di autografi e foto nello store del Barcellona. Gavi è stato disponibile con tutti, firmando maglie e bandiere, scattando fotografie e non negandosi in nulla. Occasione, per qualcuno, anche di cercare il nuovo amore. Una tifosa, infatti, è stata immortalata dalle telecamere mentre, dopo essersi fatta firmare una bandiera, passa un bigliettino al giocatore. di Niccolò Dainelli LEGGO.IT

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