Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Napoli di Spalletti recupera, dunque, il suo principale punto di riferimento offensivo NAPOLI – Victor Osimhen con la Juventus ci sarà. Il Napoli ha infatti ottenuto uno sconto della squalifica, inizialmente di due giornate, comminata dal giudice sportivo al calciatore nigeriano. L’attaccante era stato espulso nel corso della prima giornata di campionato, Napoli-Venezia, per una manata data ad un avversario. Il Napoli di Spalletti recupera, dunque, il suo principale punto di riferimento offensivo per la prossima giornata. La decisione da parte della Corte Federale di Appello. Appuntamento, dunque, con il nigeriano in campo, al Diego Armando Maradona contro la Juventus alle ore 18 di sabato, per il big match della terza giornata. GIANLUCA RUSSO IL MERIDIANO
INSERITO DA CARLO AMETRANO La Juve nel destino, da Castellamare di Stabia a Torino. Poi gli scarpini di Maradona in regalo e quella medaglia di campione del mondo conquistata in Giappone che luccica ancora. Oggi Raffaele Ametrano ha 48 anni e corre ancora dietro al pallone
Mille colori, mille parole, la voce di un bambino. Poi un sole amaro, l'odore del mare e una carta sporca. È Napoli, nel bene e nel male. È Napoli, nelle parole di Pino Daniele, il compagno di viaggio di Raffaele Ametrano, l'ex ragazzo di talento di Castellammare di Stabia che un giorno si è arrampicato in cima al mondo. Suo padre lavorava alla Fincantieri, lui con passione e sudore è arrivato a stringere la mano a Maradona. Il 1996 gli ha cambiato la vita, forse troppo in fretta: con l'Italia Under 21 ha vinto gli Europei, con la Juve di Del Piero la Coppa Intercontinentale contro il River a Tokyo. Emozioni uniche che oggi è bello rivivere ad Udine, la sua seconda casa dopo la terra natia. Quella Campania dove Ametrano ha giocato praticamente ovunque, dove tanti ragazzi sognano in grande come lui in passato. Col pallone tra i piedi.
Raffaele, lei fa l'allenatore: che momento sta vivendo?
Ho iniziato nel 2010 come secondo di Rastelli al Brindisi. Poi ho lavorato nel settore giovanile dell'Udinese per quattro anni. Nella mia ultima esperienza ho fatto il vice di Sullo al Padova per una stagione. Adesso lavoro per una società qui ad Udine sempre a livello giovanile e mi diverto. Rastelli e Sullo sono due grandi allenatori. Massimo allena da tempo come primo. Salvatore è stato vice di Ventura al Bari, al Torino e in Nazionale. Adesso guida l'ACR Messina in Serie C. Ha una grande carriera davanti.
Che cosa l'ha spinta a fare l'allenatore?
La passione per il calcio ti rimane addosso. Ad un certo punto purtroppo è impossibile restare in campo. Io a nove anni ero già iscritto alla scuola calcio, mi sono ritirato quando ne avevo 38. Non è stato facile abbandonare questo sport. La passione che mi spinge ancora a stare sul campo è forte. Mi piace allenare i ragazzi perché assorbono tanto dall'allenatore. Coi grandi è diverso, c'è più da gestire che da allenare.
Com'è nata la sua passione per il calcio? C'erano sportivi in famiglia?
No, in famiglia nessuno era arrivato a questi livelli. Mio padre faceva tutt'altro: lavorava alla Fincantieri a Castellammare. A 13 anni ho fatto un provino col Napoli: è andato bene ed è cominciata l'avventura nelle giovanili azzurre. Sono passato all'Ischia in Serie C, poi sono arrivate l'Udinese e la Juventus.
Era giovane quando c'era Maradona al Napoli: che cosa ricorda?
Ho avuto la fortuna di trovarmi lì. Era bellissimo. Il Napoli aveva il giocatore più forte del mondo nella sua squadra. Si vincevano scudetti e coppe. È stato bello assistere in prima persona a tutto questo. Tante volte ero in campo a fare il raccattapalle e vedere Maradona dal vivo era un sogno.
Ha un aneddoto legato a Diego?
Una volta io e Fabio Cannavaro abbiamo chiesto a Maradona i suoi scarpini: era giovedì, il giorno della partitella del Napoli in vista della domenica. Ci ha detto 'ok', ma non pensavamo che sarebbe successo. Due giorni dopo negli spogliatoi sono arrivati due pacchi coi suoi scarpini all'interno. In quel momento abbiamo capito quanto fosse grande. Poi ha passato brutte vicende danneggiando soprattutto se stesso.
Quale eredità ha lasciato Maradona alla città di Napoli?
L'orgoglio che il napoletano si porta dentro. Vederlo giocare è stata una fortuna. Con Maradona il Napoli ha vinto per la prima volta e si è messo alle spalle le superpotenze del calcio italiano. La gente di Napoli nutre un amore sconfinato verso quel giocatore e quell'uomo che in sette anni ha fatto davvero tanto.
Che legame c'è tra lei e la maglia del Napoli?
Forte. Quando ho iniziato il settore giovanile, la prima squadra portava a casa un successo dietro l'altro. Poi tutti sognano di giocare al San Paolo: è uno stadio speciale. Mi è capitata l'occasione di ritornare al Napoli nel 2002 e l'ho presa al volo. Per me tornarci è stato un po' come chiudere un cerchio.
Nel 1996 lei ha vinto con l'Italia U21 ed è andato alla Juve: le ha cambiato la vita?
È arrivato un po' tutto in fretta. È stato un anno speciale, il primo in Serie A con la maglia dell'Udinese. Poi abbiamo vinto l'Europeo Under 21 contro la Spagna. Ho partecipato anche alle Olimpiadi di Atlanta. La chiamata della Juve è stata speciale per me. Ho avuto la fortuna di essere in panchina a Tokyo quando abbiamo vinto la Coppa Intercontinentale.
La Juve aveva appena vinto la Champions League: com'è stato l'impatto coi bianconeri?
Ho sentito molto il trasferimento. Ho lasciato l'Udinese, una società top però a gestione più familiare. Quando sono arrivato a Torino ho capito subito che lì era tutta un'altra storia. La maglia della Juve pesa molto di più, il club non ti aspetta. Devi essere subito pronto. Due mesi prima la squadra aveva vinto la Champions, c'erano giocatori incredibili che hanno fatto la storia del club e delle loro nazionali. Poi c'era Lippi che ha vinto tutto. Forse per me non era ancora il momento giusto, ero troppo giovane e mi sono accontentato del mio ruolo. C'erano Antonio Conte, Deschamps, Jugovic, Di Livio: calciatori più esperti di me. Mi serviva più tempo, ma la Juve vuole tutto subito: anche per questo motivo resta ai vertici.
Che cosa ricorda della finale contro il River Plate a Tokyo?
Eravamo partiti una settimana prima. Era la mia prima esperienza in una finale di coppa a livello di club. Io ero agitato alla partenza, i giocatori più importanti erano sereni. Temevo che stessero snobbando la finale. Il giorno della vigilia non volava più nemmeno una mosca nello spogliatoio. Tutti hanno cambiato atteggiamento. È stato bello. Per me vederli allenare e osservare come si comportavano era come andare a scuola. Mi è rimasto dentro e cerco di trasferirlo a tutti. Bisogna essere sempre campioni a 360 gradi.
Che cosa è mancato alla Juve per rivincere la Champions dal 1996 ad oggi?
Hanno perso cinque finali di fila. Tante. Contro il Milan sono caduti ai rigori. Quando ha sfidato il Barça, la Juve aveva la squadra per fare la partita, purtroppo non ha saputo giocarsela alla pari. Col Borussia Dortmund era favorita, poi il campo ha dimostrato tutt'altro. Gli episodi pesano. Come ci si arriva e lo stato di forma fanno la differenza. Per arrivare in finale bisogna vincere tante gare e gestire le energie.
Che momento sta vivendo la Juve adesso?
La società ha dominato per nove anni in Italia e in Europa. Giocare due finali di Champions ravvicinate non è semplice contro società che si possono permettere qualsiasi cosa. Poi la Juve ha cercato di cambiare qualcosa e lì secondo me si sono rotti degli equilibri. Adesso la società è cambiata, è tornato Allegri. Il suo compito principale sarà ricostruire quegli stessi equilibri che la Juve in passato aveva saputo creare.
Separarsi da Ronaldo Cristiano è stato coraggioso?
Tutto finisce. Ronaldo era stato preso per vincere la Champions, ma non è andata. Era il momento giusto per lasciarsi. La tempistica poteva essere diversa, ma era arrivato comunque il momento di dividersi.
Spalletti sfida Allegri questo weekend: che uomo ha conosciuto ad Empoli?
Spalletti era più aggressivo rispetto ad oggi. Negli spogliatoi Luciano si faceva sentire. Era un vulcano ed un grande allenatore. Ci faceva giocare bene. È una persona schietta, dice tutto in faccia, a qualcuno può dare fastidio. Il mister è fatto così e lo apprezzo per questo. Vedo bene il suo Napoli. La squadra è forte, non le manca niente per far bene. Il mister è bravo nel capire le situazioni, è esperto e sa trovare il giusto equilibrio tra le due fasi in campo. Le squadre di Spalletti sono equilibrate. Il Napoli può fare bene.
Al San Paolo ha più da perdere la Juve?
Sì, perché viene da un pareggio e da una sconfitta. Dovesse perdere a Napoli diventerebbe tutto difficile. I punti di svantaggio diventerebbero otto e qualcuno inizierebbe a parlare della partenza di Ronaldo. Ci sarebbe un po’ di pesantezza a Torino. Otto punti significherebbero già tre partite di distanza dalle altre.
Lei ha giocato nell’ultima Salernitana che è stata in A: che cosa ricorda di quell'anno?
Sono stato benissimo a Salerno. I tifosi sono stati fantastici, ho cercato di dare il massimo e lo hanno capito. Ci tenevo tanto. Se fosse arrivata la salvezza all'ultima giornata sarei rimasto e magari avremmo aperto un ciclo. Quella squadra era fortissima, c'erano tanti ragazzi forti. Abbiamo sbagliato la partenza. È stata una stagione anomala perché con 41 punti di solito ci si salva, noi invece siamo retrocessi. Nel calcio serve un pizzico di fortuna. Mi è dispiaciuto per la tragedia avvenuta dopo la partita di Piacenza e per i ragazzi che sono morti: è una ferita che mi porto dentro. Spero che la Salernitana riesca a salvarsi.
C’era Gattuso: che ragazzo ha conosciuto?
Un tipo semplice e determinato. Un uomo passionale. Tutti avevamo intravisto già le sue grandi qualità. Rino ha fatto una stagione straordinaria, poi è andato al Milan e ha aperto un ciclo. Ricordo il ragazzo d'oro che sento ogni tanto. Tra Rino e il Napoli non c'è mai stato un problema tecnico, ci sono state incomprensioni a livello relazionale. Ha fatto un ottimo lavoro a Napoli, nonostante il Covid che gli abbia portato via tanti giocatori. Rino predilige il rapporto umano, non lo ha trovato e ha scelto di andare via.
Cosa ne pensa della coppia Simy-Ribery?
Non mi aspettavo l’arrivo di Ribery. Credo che abbia scelto Salerno per la passione. Si sentirà ancora tanto giocatore. Giocare all'Arechi è bello. A Ribery non interessano i soldi. Nella sua carriera ha vinto tutto. Salerno è una bella sfida da vincere. Se ci riuscirà poi resterà scolpito nei cuori della gente. Può trovare un po’ di amore. In altre piazze uno come Ribery magari viene considerato un giocatore finito perché lì sono abituati ai campioni. A Salerno le aspettative sono alte: è un altro stimolo per fare bene.
Che cosa si aspetta da Simy invece?
Simy è stato la sorpresa dello scorso anno. Ha fatto tantissimi gol in una squadra che è retrocessa, cosa non facile. Ha grandi qualità, è un giocatore d'area di rigore. Sa leggere le situazioni in anticipo, si mette sempre bene col corpo per fare gol. Mi aspetto il giocatore che abbiamo ammirato col Crotone. Un uomo che lavora, che è umile e che è decisivo. La squadra dovrà metterlo nelle condizioni giuste per colpire.
Lei ha giocato anche con Avellino e Juve Stabia: come ha vissuto i tanti derby campani?
Ne ho giocati tanti duri. Uno dei derby più sentiti è Avellino-Salernitana, anche Napoli-Salernitana lo è, un po' meno Napoli-Avellino. Mi sono divertito a giocare queste partite. L'ho fatto anche con la squadra della mia città. Ci devi mettere sempre qualcosa in più per soddisfare la tifoseria che vive di queste cose.
Che cosa hanno di speciale i calciatori campani?
Il calcio spesso dà un'opportunità al ragazzo campano. Non tutti vivono in belle situazioni, ci sono molti posti difficili. Per un giovane talentuoso della mia regione il calcio è un mezzo per cambiare la propria vita. Ci mette dentro tutto se stesso perché sa che è un percorso che un giorno può salvargli l'esistenza.
Lei ha giocato con Danilo D'Ambrosio nel finale di carriera: che ragazzo era?
Splendido. Nel 2008 è passato dalla Primavera della Fiorentina al Potenza dove giocavo io. D'Ambrosio è napoletano, ma non lo sembra. Era molto timido, parlava poco. Mi sono affezionato e gli sono stato vicino. Ho cercato di dargli consigli. Io ero a fine carriera, lui stava cominciando. Poi io sono passato alla Juve Stabia e ho chiesto al mio direttore sportivo di acquistare D'Ambrosio. Avevo intravisto in lui un potenziale enorme. Doveva crescere nella testa, fisicamente e tecnicamente era già molto forte. Poi ho chiamato qualche amico in Serie A e gli ho chiesto di dare un'occhiata a D'Ambrosio. Ero sicuro che avrebbe fatto strada. Con l'Inter sta facendo il suo cammino. Ho cercato di aiutarlo fuori dal campo.
Che cosa fa quando non fa calcio? È appassionato di musica?
Vado in palestra, cerco di tenermi in forma, preparo gli allenamenti per i miei ragazzi. Mi piace la musica italiana. Pino Daniele rappresenta la mia adolescenza, è stato il mio compagno di viaggio. Quando ero in trasferta con la squadra ascoltavo le sue canzoni e cercavo di rilassarmi. Ricordo questo del grande Pino.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Torino spera di ritrovare Belotti in attacco per la gara di domenica con la Salernitana. Il capitano dei granata piemontesi ha saltato gli impegni con la nazionale per un infortunio che pareva più grave e che, invece, sembra sia in via di risoluzione. Lo scorso anno Belotti ha fatto coppia in attacco con Federico Bonazzoli che ora veste la maglia granata della Salernitana. L’attaccante di proprietà della Samp ha già rotto il ghiaccio in campionato, segnando su rigore contro il Bologna, ed è sicuro di un posto da titolare. Djuric deve recuperare dal problema al ginocchio e Simy è giunto in granata con una condizione tutta da affinare. In attesa di Ribery, Castori dovrà decidere se tornare al modulo con due punte di ruolo oppure se infoltire le linee di centrocampo e difesa, lasciando Bonazzoli in avanti come accaduto contro la Roma. Il tecnico marchigiano preferisce giocare con due punti di riferimento in avanti per poter ribaltare più velocemente l’azione e dare il tempo a centrocampisti ed esterni di salire e accorciare sui propri attaccanti al fine di poterli sostenere. Il Toro ha denotato nelle prime due uscite difficoltà nel fare gioco e Juric ha tuonato chiedendo rinforzi sul mercato, bocciando, comunque, le operazioni concluse in prestito. Pobega, Praet, Brekalo sono stati gli ultimi innesti del mercato piemontese e, dunque, il Torino potrà contare su dei rinforzi di spessore per la ripresa del campionato. Castori ritroverà Strandberg dopo la squalifica ed avrà a disposizione anche tutti i calciatori impegnati in questi giorni con le loro nazionali. In difesa Gyomber dovrebbe spostarsi sul centro- destra, mentre sulla parte sinistra dovrebbe debuttare Gagliolo. Sulle corsie laterali dovrebbero giocare Kechrida e Ruggeri, mentre in mediana Di Tacchio potrebbe essere affiancato dai due Coulibaly con Obi a sostegno di Bonazzoli nella versione ad una sola punta. Con le due punte dal primo minuto, invece, il nigeriano, altro ex del confronto, dovrebbe giocare da interno.
INSERITO DA MORENA MOTTA La Givova Scafati informa tutti i propri tifosi ed appassionati che già da oggi è possibile acquistare in prevendita i biglietti della prima gara di SuperCoppa, prevista per le ore 18:30 di domenica 12 settembre al PalaMangano, al costo unico di € 5,00.
La prevendita si svolgerà tutti i giorni nella fascia oraria 9:30 – 12:30 e 15:30 – 18:30 presso il botteghino del PalaMangano.
Il biglietto sarà numerato, nominativo ed assegnato in tribuna A, B o C oppure, in alternativa e su richiesta, in gradinata Lamanna. Ingresso gratuito solo per i minori di anni 12.
Nella giornata di domani sarà invece annunciata la nuova campagna abbonamenti e proprio da domani sarà già possibile acquistare le tessere di abbonamento (prenotabili sin da oggi), che daranno diritto ad accedere gratuitamente al PalaMangano in occasione della sfida di SuperCoppa di domenica prossima contro la Stella Azzurra.
Si rende noto, infine, che sarà consentito l’ingresso all’interno della struttura di viale Della Gloria a tutti coloro che, provvisti di titolo di ingresso, saranno altresì muniti di regolare green pass oppure, in alternativa, abbiano effettuato un tampone entro le 48 ore antecedenti la gara e siano quindi dotati di regolare certificazione. A tal guisa, si informa che la dirigenza scafatese ha concluso un accordo con la Farmacia dr. Angiolillo di via Martiri D’Ungheria, 160 a Scafati, ove a tutti i possessori di biglietto della partita sarà data la possibilità di effettuare il tampone al costo convenzionato di € 10,00. E’ obbligatorio però contattare telefonicamente la farmacia al numero di telefono 0818631281 per prenotare il proprio tampone.
Inoltre, in occasione della gara di SuperCoppa di domenica prossima, sarà allestito un info point all’interno del PalaMangano a cura del dr. D’Aniello Giuseppe, referente del centro vaccinale allestito presso l’ospedale “M. Scarlato” di Scafati, per sensibilizzare tifosi ed appassionati a vaccinarsi e a far vaccinare parenti, amici e conoscenti.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA a lunga parentesi delle Nazionali si sta per chiudere ed il gruppo torna a farsi più folto. Da qualche giorno c’è anche Franck Ribery a dare il suo contributo in termini di esperienza e carisma e Castori spera che tutto ciò che il francese ha portato nel suo bagaglio possa essere trasferito sul campo quanto prima. Per la sfida al gallo Belotti ed al Toro di Juric Ribery sarà convocato, poi si vedrà a seconda della evoluzione del match se e come utilizzarlo. Resta in dubbio Djuric e preoccupa pure Capezzi, vittima di un problema al ginocchio che richiederà valutazioni nei giorni che verranno. Il centrocampista che fu allievo prediletto di Juric al Crotone dovrebbe saltare la gara di domenica. A parte anche Jaroszjsnki ed Aya, schierati titolari contro la Roma. A Torino, però, salvo imprevisti, toccherà a Gyomber e Gagliolo agire ai lati del rientrante Strandberg. Ranieri e Bogdan saranno le principali alternative. In attacco si comincia dalla presenza sicura dal primo minuto dell’ex Bonazzoli e si potrebbe anche finirla qui. Se Simy non desse ancora le dovute garanzie di tenuta, infatti, Castori potrebbe riproporre la soluzione con un solo attaccante di ruolo. Il nigeriano ha avuto due settimane di tempo per recuperare una buona condizione e potrebbe anche essere ritenuto pronto per giocare dall’inizio. In quel caso anche Bonazzoli ne sarebbe lieto perché avrebbe un compagno di reparto con cui dialogare e dividersi anche il lavoro sporco. Con le due punte insieme dall’inizio, le scelte sarebbero scontate in mediana con Di Tacchio perno centrale, Mamadou Coulibaly alla sua destra ed Obi, altro ex del confronto, sul versante sinistro. Senza Capezzi, Lassana Coulibaly, Schiavone e Kastanos sarebbero i centrocampisti di scorta a cui rivolgersi in caso di necessità (anche per questo si riparla dell’under Mattia Viviani). Sulle corsie esterne Kechrida e Ruggeri viaggiano verso la conferma. Nel Torino potrebbero subito partite titolari i nuovi acquisti Pobega, Praet e Brekalo. Juric spera di poter recuperare Belotti per avere peso e presenza in area di rigore. Per i granata di Cairo è già una partita della svolta, per la Salernitana l’occasione per cominciare a raccogliere punti alla vigilia del doppio turno interno con Atalanta e Verona.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Mi disse che lo stato la neve non era ottimale e che avremmo potuto cambiare meta". E' uno dei retroscena raccontati da Corinna Schumacher, moglie di Michael Schumacher, nel documentario Netflix, in uscita il prossimo 15 settembre 2021, dedicato alla storia del sette volte campione di Formula 1. Una produzione che, per lunghi tratti, affronterà anche il tragico incidente avvenuto il 29 dicembre 2013, giorno dal quale, a causa di una caduta sugli sci, il campione tedesco è rimasto in coma.
Schumacher, i retroscena dell'incidente nel documentario Netflix
Il prossimo 15 settembre 2021 su Netflix, piattaforma streaming di film e serie tv, uscirà il documentario "Schumacher", una produzione interamente dedicata alla vita e alla carriera da pilota del sette volte campione del mondo di Formula 1. Grande è l'attesa e la curiosità nei confronti di un documentario che entrerà nei particolari anche di ciò che è avvenuto il 29 dicembre 2013, giorno in cui Michael Schumacher, a seguito di una brutta caduta dagli sci a sulle nevi di Meribel, è stato vittima di un incidente che lo ha ridotto in fin di vita. Una tragedia che da quel momento lo sta tenendo in coma, ma contro cui Schumi - con il suo grande spirito battagliero che gli amanti dei motori hanno amato e apprezzato in anni di gare e trionfi - non ha mai smesso di lottare.
Sabine Kehm, che per anni ha curato gli interessi di Schumacher, riguardo al documentario ha dichiarato:
"La famiglia ha voluto fare un regalo a Michael con questo documentario. Io l’ho visto e lo apprezzo molto. Anche per come tratta alcuni argomenti delicati".
"Quel giorno non era convinto di andare a sciare"
Sul documentario Netflix è intervenuta anche in queste ultime ore la moglie di Michael, Corinna Schumacher, che ha rotto un silenzio lungo sette anni e ha svelato alcuni retroscena proprio sul tragico incidente che lo ha riguardato:
"Non ho mai incolpato Dio per quel che è successo. Si è trattato di sfortuna. Nella vita non si può avere più sfortuna di così. Mi disse che la neve non era ottimale e che avremmo potuto cambiare meta e andare a Dubai".
Sullo stato di salute del sette volte campione del mondo, la moglie non è voluta entrare nei dettagli:
"Viviamo insieme, seguiamo le cure, facciamo tutto affinché Michael stia bene e possa migliorare. Vogliamo che senta che la famiglia è unita. È evidente che Michael mi manchi tutti i giorni, manca ai nostri figli, manca alla famiglia tutta, a suo padre, a tutti quelli che gli vogliono bene. Tutti sentiamo la sua mancanza".
In merito si è infine esposto anche il figlio Mick Schumacher, oggi anch'egli pilota di Formula 1 come il padre:
"Avrei tante cose di cui parlare con mio padre. Ora sono in Formula 1, potremmo discutere di tante cose. Mollerei tutto solo per poter vivere questo".
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il termine più adatto è quello di «impresa». Ma il protagonista in questione è abituato a collezionarne ormai da anni. Giorgio Riva, caratese, ha nuotato per circa dieci ore e mezza (comprese le soste tecniche, ndr) per compiere domenica scorsa la traversata (andata e ritorno) delle Bocche di Bonifacio.
Riva si è tuffato all’alba nelle acque di Santa Teresa di Gallura, partendo dalla spiaggia Rena bianca con direzione Capo Pertusato, il punto più a sud della Corsica, coprendo una distanza di circa 15 chilometri a nuoto. Poi è nuovamente ripartito via mare per riemergere, dopo ore di bracciate, sulla spiaggia delle coste sarde. Ad accompagnarlo la fidanzata Manuela, che lo ha assistito fornendogli cibo e bevande e Andrea Piazza, barcaiolo della zona che lo ha seguito a bordo di un gommone.
«Sono soddisfatto - ha raccontato - Ho trovato buone condizioni all’andata con un’onda bassa e solo qualche corrente. Nel pomeriggio invece si è alzato un vento da Ovest un po’ fastidioso che ha creato qualche piccola difficoltà».
I precedenti
Riva, classe 1987, atleta e istruttore di nuoto, non è nuovo a queste imprese in acque libere. Lo scorso anno completò i 40 chilometri della sponda orientale del Lago di Como; nel 2016 il tratto Bellagio-Lecco; nel 2017 quello da Bellagio a Como e nel 2018 da Bellagio a Colico. Nel 2018 il nuotatore fu protagonista di una doppia traversata dello Stretto di Messina mentre nel 2019 si misurò nel periplo esterno completo del Lago di Como per un totale di 143 chilometri completati in una settimana.
Per questa impresa del 2019 il caratese Riva venne premiato in Regione Lombardia dall’allora assessore allo Sport, Martina Cambiaghie anche in Consiglio comunale dal sindaco Luca Veggian che si era recato di persona al pontile per applaudirlo.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Biglietti a prezzo ridotto per assistere alle partite del Monza all'U-Power Stadium.
Nuove tariffe
Il Monza, infatti, ha da poco ufficializzato le nuove tariffe, rivedute e corrette, valide dalla prossima partita casalinga, prevista per sabato 18 settembre alle 14 contro la Ternana. Dopo la "prima" tra le mura amiche contro la Cremonese, i tifosi avevano protestato anche per i parcheggi a pagamento (dai 3 ai 5 euro), con il club che aveva specificato che l'iniziativa era stata del Comune. In merito ai tagliandi, invece, sconti in tutti i settori fino a 10 euro. "
Monza, le parole
"In accoglimento alle richieste dei propri tifosi, Ac Monza ha deciso di ridurre il costo dei titoli di accesso per assistere alle gare casalinghe", il comunicato della società diffuso nel pomeriggio di mercoledì.
I nuovi prezzi
Il prezzo dei biglietti dell’U-Power Stadium (diritti di prevendita inclusi) per le partite casalinghe del Monza:
- Tribuna Centrale, settori D, E, F, G, H, L, M, N, P, Q, R: 50 euro (intero)
- Tribuna Laterale Nord, settori S, T, U : 25 euro (intero), 10 euro (under 18)
- Tribuna Laterale Sud, settori A, B, C: 25 euro (intero), 10 euro (under 18)
- Curva Sud Davide Pieri: 12,50 euro (intero), 8 euro (under 18)
- Curva Nord: 12,50 euro (intero), 8 euro (under 18)
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Il messaggio lanciato dai giallorossi nel post gara con il Napoli è stato abbastanza chiaro: pensiamo solo alla gara di venerdì con il Lecce. Il Benevento sta preparando a puntino questo incontro, soprattutto perché desidera quanto prima cancellare l'amara e immeritata sconfitta rimediata al Tardini con il Parma. La Strega si è ritrovata questa mattina all'Imbriani, ovviamente con defaticante per coloro che hanno giocato ieri al Maradona. Domani ci sarà una nuova mattutina, mentre per giovedì è in programma un lavoro pomeridiano con successiva partenza per l'Hotel Europa di Venticano, dove ci sarà il ritiro pregara. Tra i salentini ci sono tante vecchie conoscenze della piazza sannita, a partire da Marco Baroni. Il tecnico è nella storia del club grazie alla prima promozione in serie A, ottenuta dopo aver vinto i play off al termine della doppia finale con il Carpi. Il secondo è Fabrizio Del Rosso, anche se la sua avvenura in giallorosso durò poco: per lui ci fu la rescissione nel settembre del 2016 perché chiamato da Marcello Lippi ad affiancarlo alla guida della nazionale cinese. Ad allenare i portieri è Luigi Sassanelli, ex estremo difensore che ha difeso i pali del Ciro Vigorito nella stagione 2000/2001. Tra i calciatori, invece, ci sono Tuia, Lucioni e Coda: tre elementi che nel Sannio si sono tolti diverse soddisfazioni, con il difensore che ha lasciato la Strega lo scorso giugno in seguito alla naturale scadenza del contratto. In rosa c'è anche Biagio Meccariello, nativo di Benevento ma che non ha mai indossato la maglia giallorossa.
INSERITO DA CARLO AMETRANO L’ex pilota italiano ed esperto dei motori è intervenuto in esclusiva a Passione Formula Uno da Palomba e Ametrano al termine del GP d’Olanda Passione Formula Uno con ospite l’ex pilota Pierluigi Martini Una vittoria nel segno di Max, a casa sua. Verstappen vince, ancora, questa volta lo fa a Zandvoort davanti a una marea di tifosi vestiti d’arancione. Atmosfera impressionante sulle tribune che hanno senza dubbio spinto il pilota olandese nel vincere la gara e diventare il nuovo leader del mondiale, a tre lunghezze di vantaggio su Hamilton. La battaglia però ovviamente non è finita qui, ora si punta a Monza, domenica con la particolarità del weekend diverso, essendo composto dalla Sprint race che si terrà il sabato alle 16.30. Di questo e molto altro, ne hanno parlato Marco Palomba e Carlo Ametrano a Passione Formula Uno. Come ospite è intervenuto telefonicamente Pierluigi Martini. Con il grande ex pilota si è fatto il punto sulla gara vista in Olanda, esaltando le grandissima qualità di Verstappen che è stato letteralmente impeccabile. Inoltre si è fatto anche un resoconto sul mercato piloti, entrato nel vivo proprio in questi giorni. In casa Mercedes è stato infatti ufficializzato George Russell che prende il posto di Valtteri Bottas. Per il finlandese c’è l’Alfa Romeo, notizia che Pierluigi non gradisce tanto viste le qualità non eccellenti del pilota e, la possibilità, di non vedere più Giovinazzi l’anno prossimo non fa per niente felice l’ex pilota.FONTE di Marco Palomba VIVICENTRO