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sez.economia

SEZ.ECONOMIA Piazza Affari crolla a nuovi minimi Spread Bund-Btp a 150 punti E anche Wall Street apre in calo

8 Febbraio 2016, 17:46pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Piazza Affari crolla a nuovi minimi Spread Bund-Btp a 150 punti E anche Wall Street apre in calo
SEZ.ECONOMIA Piazza Affari crolla a nuovi minimi Spread Bund-Btp a 150 punti E anche Wall Street apre in calo

INSERITO DA MORENA MOTTA La volatilità e il cattivo umore sono tornati in Piazza Affari, che arriva a perder quasi il 5%, e in giro per l’Europa dopo un’apertura che in mattinata era stata positiva. Anche Wall Street ha comincia in calo: il Dow Jones perde l’1,65% a 15.930,17 punti, il Nasdaq cede l’1,96% a 4.277,41 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,52% a 1.851,38 punti. Le paure per un nuovo rallentamento dell’economia in queste ore sono reali.

Il Ftse Mib, il paniere dei quaranta titoli più rappresentativi ga toccato nuovi minimi: diversi i titoli sospesi al ribasso, da Mps a Ubi fino Carige. Prova a tenere Enel, in calo comunque dell’1,5%.Negativi anche gli altri mercati europei: i settori più legati al ciclo economico, come bancario, auto, costruzioni e tecnologia, registrano ribassi tra il 2,5 e il 3%. In Asia la seduta è stata positiva per Tokyo (+1,1%) mentre le Borse cinesi, da Hong Kong a Shanghai, da Taiwan a Seul, sono chiuse da oggi fino a mercoledì per festeggiare il Capodanno. Piazza Affari, che nelle ultime settimane ha bruciato più del 19%, perde a causa di vendite sui titoli bancari, che rappresentano oltre il 40% della capitalizzazione della nostra Borsa, e che sono collegate sempre ai timori per i crediti deteriorati ancora nei bilanci (non-performing loans). La giornata è iniziata con un tentativo (fallito) di rimbalzo seguito alla difficile settimana scorsa. Ma non solo le banche soffrono e c’è un effetto spread, visto che la differenza tra il rendimento del nostro Btp decennale e il bund omologo si è allargata a 140 punti, il massimo mai toccato da luglio scorso, con il rendimento del Btp decennale tornato quindi all’1,66%. In risalita anche il differenziale con i Bonos spagnoli, a quota 148 punti.

Si può forse dire, come sottolinea qualche operatore, che adesso c’è un contagio per il rischio sovrano da parte del comparto finanziario, che si estende anche alle altre periferie, con la Borsa di Atene in profondo rosso (-8%). Oggi infatti sono le banche ad appesantire i Btp (nel 2011 accadeva l’inverso) e a spingere gli investitori a un’ennesima «caccia alla qualità» in Germania e nei Paesi considerati più solidi, con il rendimento del biennale tedesco a -0,506%, un rendimento negativo da record che è l’altra faccia di un aumento delle quotazioni.

In Piazza Affari il petrolifero Saipem è ancora in asta di volatilità (-23% teorico) assieme a Mps, Banco popolare e Bpm, mentre tra i titoli in trattative normali dopo l’allargamento dei parametri che segue il primo stop il peggiore è Carige (-10%), seguito da Bper (-8%) e Fca (-7%), che soffre più di altri gruppi del settore il calo oltre le attese del mercato automobilistico russo.I titoli bancari scivolano in una settimana cruciale per i conti. Oggi è il giorno di Bpm, mentre continua la trattativa per la fusione con Banco Popolare , i conti di martedì sveleranno le sofferenze dell’istituto veneto. Domani tocca anche a Unicredit. La banca guidata da Federico Ghizzoni è al centro dell’attenzione: se il vicepresidente Luca Cordero di Montezemolo si è speso a favore del management, per l’azionista Leonardo Del Vecchio forse la banca ha bisogno di discontinuità per intraprendere un nuovo cammino. Crolla anche Ubi banca (mercoledì i conti). In flessione anche Intesa Sanpaolo che venerdì scorso ha presentato il proprio bilancio che vede l’utile in forte crescita a 2,74 miliardi.

Le borse europee estendono ulteriormente le perdite, con i principali indici che segnano perdite prossime o superiori al 2%. In una giornata priva di dati macroeconomici rilevanti e con i mercati cinesi chiusi per il nuovo anno lunare, gli investitori mantengono l’atteggiamento negativo e nervoso che aveva caratterizzato la seduta di Wall Street di venerdì scorso. A mantenere la tensione elevata contribuiscono il rafforzamento dell’euro, che penalizza gli esportatori, e la volatilità del mercato delle materie prime, con il prezzo del petrolio che rimane in altalena. Giù del 3,4% Madrid. Londra perde il 2,5%, Francoforte scende del 2,94%, sotto i 9 mila punti per la prima volta dall’ottobre 2014, e Parigi arretra del 3,05%. L’indice paneuropeo Stoxx 600 rimane intanto ai minimi da 15 mesi.

In Piazza Affari, Saipem è in caduta libera nel primo giorno di scambi dopo il termine della trattazione dei diritti in borsa dell’aumento di capitale iperdiluitivo di 3,5 miliardi di euro. Il titolo viene venduto perché è a premio rispetto al valore teorico dei diritti. Pesa anche la decisione di S&P di mettere il rating sotto osservazione. Entro giovedì è possibile esercitare i diritti, mentre le negoziazioni in borsa si sono chiuse venerdì scorso con un ribasso del 94% rispetto al prezzo di debutto. Sono offerte in opzione fino a un massimo di 9,67 miliardi di azioni nel rapporto di 22 nuove azioni ogni 1 azione ordinaria e/o risparmio posseduta a un prezzo di emissione pari a 0,362 euro. Secondo un analista, «il titolo si sta portando verso il prezzo di sottoscrizione dell’aumento di 0,362 euro».

Da segnalare lo sprint di Engineering , dopo l’investimento dei fondi Nb Renaissance ed Apax VIII., che hanno firmato un accordo per l’acquisto del 37,1% circa della società a un prezzo di 66 euro per azione. L’operazione, qualora fosse perfezionato, porterà al lancio di un’Opa obbligatoria al prezzo sempre di 66 euro per azione, con un premio di 18,1% rispetto alla media dei prezzi di Borsa degli ultimi sei mesi. Il fondatore e presidente Michele Cinaglia - si legge in una nota - investirà insieme ai fondi, continuando a essere azionista della società con una quota del 12,2%, nel caso di adesioni totalitarie all’Opa. Bestinver, azionista con una quota pari a circa l’8,5%, ha sottoscritto un impegno ad aderire all’Opa al verificarsi di determinate condizioni.

FONTE di Giuditta Marvelli CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.ECONOMIA S&P: la ripresa dell'Italia verso un'accelerazione nel 2016

5 Febbraio 2016, 10:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA S&P: la ripresa dell'Italia verso un'accelerazione nel 2016

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La ripresa economica e le riforme offrono opportunità alle banche italiane secondo quanto scrive Standard & Poor's in un report sugli istituti di credito del nostro Paese, che commenta così la situazione: "Ora ci aspettiamo che la ripresa economica in Italia guadagni slancio nel 2016". Non c'è però, precisa S&P, "nessuna cura istantanea" per le banche, che soffrono ancora di "rigidità, scarsa efficienza, troppi crediti deteriorati e frammentazione". Con la riforma delle popolari è in arrivo secondo S&P una fase di "consolidamento tra banche regionali e locali" e nel 2016 le autorità dovrebbero riuscire a vendere le quattro ''good bank".

La fusione tra banche regionali e locali sembra intanto convincere le Borse. Piazza Affari ha chiuso infatti in forte rialzo. L'indice Ftse Mib ha guadagnato il 2,57% a 18.657 punti, in testa alle altre principali piazze europee. Tra i titoli, sprint appunto per Banco Popolare (+9,23% a 8,52 euro) e Bpm (+7,44% a 0,75 euro): i mercati hanno quindi apprezzato la fusione ormai vicina. Negativa invece Ubi (-0,92%), rimasta per ora fuori dai giochi. 

http://robertasalzano.over-blog.com/2016/01/s-p-la-ripresa-dell-italia-verso-un-accelerazione-nel-2016.html

 

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SEZ.ECONOMIA Risale la disoccupazione a dicembre, occupati in calo

3 Febbraio 2016, 08:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Risale la disoccupazione a dicembre, occupati in calo
SEZ.ECONOMIA Risale la disoccupazione a dicembre, occupati in calo

INSERITO DA MORENA MOTTA Si ferma il recupero del mercato del lavoro italiano nell'ultimo mese del 2015: i dati provvisori dell'Istat riferiti allo scorso dicembre segnalano sia un aumento del tasso di disoccupazione che una diminuzione del numero degli occupati, anche se il raffronto con il 2014 resta ampiamente positivo. In sostanza, al di là delle variazioni da zero virgola che caratterizzano l'andamento nel breve periodo, si conferma la fragilità del quadro complessivo che alterna mesi ampiamente positivi a brusche frenate. Nel complesso, le variazioni di più lungo periodo indicano un trend di miglioramento della situazione, fornendo una prima indicazione al governo che nel 2015 ha puntato molto sulle agevolazioni alle assunzioni stabili (grazie agli sgravi sui contributi che deve versare il datore di lavoro) e sul Jobs Act.

Venendo ai numeri, gli occupati (cioè il numero di persone sopra 15 anni che lavorano) di dicembre sono calati di 21mila unità rispetto a novembre (-0,1%), soprattutto a causa del calo dei lavoratori autonomi. Tra gli assunti, comunque, quelli a tempo indeterminato sono balzati di 31mila unità: possibile che le aziende abbiano accelerato le assunzioni per centrare in pieno gli sgravi contributivi, che si sono sensibilmente ridotti a partire dal 2016. La variazione annua è positiva: ci sono 109mila occupati in più (+0,5%) rispetto al dicembre del 2014. Va ricordato che, allora, gli sgravi (che sarebbero partiti nel 2015) lavorarono in senso opposto: le aziende rimandarono la decontribuzione per assumere e questo elemento può influire sul raffronto tra i due mesi.

Il tasso di disoccupazione (cioè il rapporto tra le persone in cerca di lavoro e il totale della forza lavoro, data dalla somma di occupati e disoccupati) è salito leggermente all'11,4%, dall'11,3% precedente e dopo aver messo insieme una discesa di un punto percentuale tra giugno e novembre. Per intendersi, la Germania locomotiva d'Europa oggi ha aggiornato il record (positivo) di disoccupazione, con un tasso in calo al 6,2% a gennaio: mai così basso dai tempi della riunificazione. I tedeschi senza lavoro sono 2,73 milioni, gli italiani quasi 2,9 milioni. Nell'Eurozona, il tasso è calato ai minimi da quattro anni e mezzo al 10,4%. Nel nostro caso, a dicembre le persone disoccupate sono risultate 18mila in più su base mensile: faticano maggiormente a trovare lavoro gli uomini, nella fascia tra 25 e 49 anni. Anche in questo caso, la dinamica annua è ben più favorevole: rispetto al dicembre 2014 la disoccupazione è calata dell'8,1%, che significa 254mila persone in cerca di lavoro in meno. Tra i giovani, il tasso di disoccupazione ha limato 0,1 punti al 37,9%, sempre a dicembre. Se rapportata all'intera popolazione under 25, la fetta di coloro che non hanno lavoro è di poco inferiore al 10%.

In calo il numero degli inattivi, cioè le persone che non lavorano e neppure sono in cerca di occupazione: la stima dell'Istat è di un calo dello 0,1% (19mila persone), ma solo grazie alla componente maschile.

I dati dell'Istat arrivano mentre il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è all'opera sui temi del contrasto alla povertà: il governo ha lanciato un intervento da 320 euro a famiglia per un milione di individui in maggiore difficoltà. Da monitorare, però, c'è anche una nuova frontiera del precariato: quella dei buoni lavoro, che hanno conosciuto una crescita vertiginosa negli ultimi tempi. Dietro i 'voucher' orari, però, come molti sanno si celano dei veri e propri rapporti di lavoro subordinato, che sfuggono così alle giuste regole del gioco: lo stesso ministero, dopo gli allarmi dell'Inps, ha detto di voler affrontare il problema con una riforma dello strumento.

FONTE LA REPUBBLICA

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SEZ.ECONOMIA Gli emiri alla conquista dei cieli italiani: Meridiana verso Qatar Airways

2 Febbraio 2016, 08:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Gli emiri alla conquista dei cieli italiani: Meridiana verso Qatar Airways
SEZ.ECONOMIA Gli emiri alla conquista dei cieli italiani: Meridiana verso Qatar Airways

INSERITO DA MORENA MOTTA Qatar Airways è pronta a fare shopping in Italia. Dopo una tortuosa trattativa iniziata nel corso dello scorso anno, Meridiana, il vettore in crisi di proprietà dell'Aga Kahn, entrerà nel gruppo dell'emirato. Secondo quanto Repubblica è in grado di anticipare, siamo alla stretta finale e l'annuncio potrebbe arrivare nelle prossime ore. La compagnia del Golfo dopo diversi incontri riservati tra Matteo Renzi, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, quello dei Trasporti, Graziano Delrio, e Akbar Al Baker, numero uno del gruppo arabo - l'ultimo pochi giorni fa a Roma - sarebbe ormai pronta a entrare in Meridiana prendendo in mano il 49% della linea aerea sarda. Una quota (la stessa che ha permesso ad Etihad di entrare in Alitalia) che consentirebbe a Qatar di avere accesso a tutti i diritti di volo italiani e internazionali attualmente in possesso di Meridiana.

Una seconda ipotesi, però si starebbe facendo strada a poche ore dall'incontro che, domani alle 11 presso il ministero dello Sviluppo economico, scoprirà le carte degli emiri e quelle della società sarda. Iag, ovvero il marchio che lega British Airways-Iberia, potrebbe completare l'operazione, lasciando fuori il proprio maggior azionista del gruppo ispano-britannico e cioè Qatar. Si aggirerebbe così il limite del 49% di partecipazione a un vettore Ue imposto alle società che vengono fuori dal Vecchio continente: Iag potrebbe procedere a un ingresso in forze nella società italiana la cui crisi rischia, altrimenti, di travolgere da qui all'estate la Costa Smeralda e migliaia di lavoratori in esubero.

Nel pacchetto di acquisizioni di cui si sta discutendo, al momento, non sarebbero entrati l'aeroporto di Olbia, quartier generale della compagnia italiana, e altri beni in Costa Smeralda anche se il dialogo tra le parti sarà ancora lungo e l'esito, soprattutto se si parla di asset importanti, ancora non è stato definito. In particolar modo se si guarda al nodo lavoro, la storia di questa trattativa sotterranea va ancora scritta. La parola, infatti, nelle prossime ore passerà anche ai sindacati che sono pronti a dare battaglia sulla questione dei contratti.

Secondo alcune ipotesi circolate in queste ore, Meridiana vorrebbe trasferire lavoratori e contratti sotto l'ala dell'altro vettore di famiglia Air Italy. Una mossa che consentirebbe al nuovo entrante di ottenere contratti di lavoro meno onerosi sia sul fronte del personale di volo che su quello di terra. Ma su questo i sindacati sono pronti ad alzare le barricate e a cercare di ottenere il massimo. Oggi sono oltre mille i dipendenti della compagnia

sarda in cassa integrazione e tra pochi mesi scadrà l'anno di cigs concesso nel 2015. Una deadline che presenta moltissime incognite e potrebbe scaricare ricadute molto pesanti su tutto il settore e l'economia dell'isola già messa a durissima prova negli ultimi anni.

FONTE di Lucio Cillis LA REPUBBLICA

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SEZ.ECONOMIA Il gennaio difficile di risparmio e banche

1 Febbraio 2016, 08:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Il gennaio difficile  di risparmio e banche
SEZ.ECONOMIA Il gennaio difficile  di risparmio e banche

INSERITO DA MORENA MOTTA Il mese forse più complicato per le banche dallo scoppio della crisi si è aperto con un’ondata di vendite in borsa che aveva fatto temere per la tenuta dell’intero sistema, ma si chiude con le rassicurazioni del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che gli istituti italiani sono solidi e non hanno bisogno di aumenti di capitale. Parole finalmente chiare a favore dei risparmiatori, che si aggiungono a quelle del presidente della Bce, Mario Draghi. Ma anche a favore dei banchieri che — dopo tre settimane di passione e nel mezzo dei giochi per il risiko bancario — si ritrovano al Centro congressi del Lingotto a Torino al tradizionale appuntamento del Forex, l’evento che detta l’agenda bancaria dei mesi a venire.

Non c’è dubbio che il nodo da affrontare con decisione — ormai è chiaro a tutti — siano i crediti ormai inesigibili, le famose «sofferenze bancarie». Ma non come pretendeva di spingere la speculazione di queste settimane, con vendite dei crediti deteriorati a prezzi quasi da liquidazione (mossa che avrebbe davvero affossato gli istituti) pur di liberarsene. «Si sono fatti calcoli assurdi, anche da parte degli analisti», dice Federico Ghizzoni, ceo di Unicredit. «Prendono le sofferenze lorde e pensano che si debbano vendere ai prezzi delle quattro banche» (quelle salvate con il bail-in a carico di azionisti e obbligazionisti subordinati). «Ma intanto non esiste un mercato di 200 miliardi di sofferenze — ci vogliono tre anni per venderle tutte — e poi a quei prezzi io mica le svendo. Me le tengo, ho ottimi collaterali, ci lavoro tre anni e quei crediti li recupero». «D’altronde i numeri di Unicredit — dice — sono del tutto gestibili: 50 miliardi di sofferenze lorde come gruppo, 19 miliardi di sofferenze nette, pari rispettivamente all’8% e al 4%. In Italia le sofferenze nette sono 15 miliardi, ampiamente coperte da collaterali, fidejussioni ed immobili. Per cui, il vero problema è la velocità di recupero dei collaterali», continua Ghizzoni. «Se il governo prenderà, come sembra, delle iniziative da questo punto di vista, credo che il tempo si risolverà nei tempi dovuti». Il riferimento è alle misure sulla velocizzazione delle fasi esecutive da parte dei tribunali.

La garanzia pubblica

Poi c’è la novità della garanzia pubblica sulle sofferenze, frutto del compromesso politico tra governo e Commissione europea, che ha il pregio di far svanire l’incertezza. La palla torna ora al mercato. Di per sé la garanzia escogitata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non avrà gli effetti di una vera e propria «bad bank» — ripetono in coro i banchieri — ma aiuterà. Il banchiere che forse ne ha più bisogno di tutti, Fabrizio Viola di Mps, è esplicito: «Pensiamo di utilizzare il sistema di garanzie» già nelle prossime cessioni di non performing loans. «In ogni caso — spiega — non bisogna valutarlo in un solo giorno ma alla media distanza». È «l’effetto palla di neve»: metafora alla quale ricorrono sia Viola, sia un esperto come Giuseppe Lusignani, vicepresidente della società di consulenza Prometeia. Sebbene non risolutiva, la misura del governo — che consente di ridurre il costo del finanziamento delle cartolarizzazioni — potrebbe dare una spinta alla ripartenza del mercato degli npl comprimendo la distanza, oggi enorme, esistente fra prezzo del venditore (la banca) e offerta del compratore (l’operatore specializzato).

Gli aspetti tecnici

Come in molte cose della finanza, contano gli aspetti tecnici, ancora da definire, e i loro effetti. «Adesso stiamo cercando di dare il nostro contributo alla definizione del regolamento — rivela Ghizzoni — una volta che lo strumento sarà chiaro non escludo di utilizzarlo ma lo vedo come uno dei possibili strumenti», Ghizzoni. E aggiunge la chiave di lettura di queste settimane tormentate a piazza Affari: «Probabilmente quando si capirà meglio la questione delle sofferenze la volatilità sui mercati si placherà».

Visco: "Risorse proporzionate"

Attenti però ad affidarsi solo agli strumenti legislativi, mette in guardia i banchieri il governatore Visco: «È tempo che alla gestione dei crediti deteriorati siano assegnate risorse proporzionate alla loro rilevanza nei bilanci, adottando, dove le dimensioni e il modello di attività lo consentano, un approccio di tipo industriale. Altrimenti, occorre arrivarsi per affidarne la gestione a operatori specializzati». I compiti per i prossimi trimestri sono assegnati.

FONTE di Fabrizio Massaro CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.ECONOMIA REGIONE, PUBBLICATO IL BANDO “BOTTEGHE DI MESTIERE E DELL’INNOVAZIONE”

30 Gennaio 2016, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA REGIONE, PUBBLICATO IL BANDO “BOTTEGHE DI MESTIERE E DELL’INNOVAZIONE”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gli assessorati alla Formazione e al Lavoro della Regione Campania informano che, nell’ambito del programma di sperimentazione di politiche attive (S.P.A), è stato pubblicato oggi sul portale di Italia Lavoro l’avviso “Botteghe di mestiere e dell’innovazione” finalizzato all’attivazione di 934 percorsi di tirocini semestrali di cui ben 539 saranno svolti in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Per “Botteghe di mestiere e dell’innovazione” si intende un raggruppamento in grado di favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso le nuove generazioni, il ricambio generazionale, di stimolare la nascita di nuova imprenditoria, i processi di innovazione e di internazionalizzazione, nonché lo sviluppo di reti su base locale.

L’avviso è rivolto ai giovani inoccupati/disoccupati, di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti, di cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno. La durata del tirocinio è di 6 mesi e possono partecipare anche aziende operanti nell’artigianato digitale. È prevista altresì la mobilità geografica nazionale. Viene riconosciuto un contributo di 250 euro ai soggetti ospitanti e un’indennità di 500 euro ai tirocinanti. “Si tratta di una sperimentazione – osserva l’assessore al lavoro, Sonia Palmeri – che coniuga l’esigenza di trasmettere competenze molto peculiari, proprie degli artigiani con la necessità di creare opportunità di occupazione. Invitiamo le aziende e i giovani campani a cogliere le opportunità offerte dal bando, avvicinandosi a mestieri ad alto valore aggiunto”.

Dello stesso avviso l’assessore alla Formazione Chiara Marciani, che aggiunge: “La sperimentazione di Italia Lavoro è complementare al bando Bottega scuola che la Regione sta per rilanciare anche a valere per il 2016. Un’iniziativa destinata al finanziamento della formazione professionale per l’apprendistato di mestiere all’interno delle botteghe scuola. Anche in questo caso – conclude Marciani – l’obiettivo è quello di riproporre il valore dell’insegnamento dei mestieri tradizionali, creando le condizioni per valorizzare la figura del maestro artigiano, utilizzando magari anche processi produttivi innovativi”

BARBARA ALBERO TVOGGI SALERNO

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SEZ. ECONOMIA Via libera del Governo alle misure anti-povertà

29 Gennaio 2016, 17:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Via libera del Governo alle misure anti-povertà

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Via libera del Governo alle misure anti-povertà. Il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri, ha approvato su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, un disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali. "Con la legge delega approvata oggi istituiamo una misura nazionale di contrasto alla povertà, un livello essenziale delle prestazioni. E cioè un diritto" ha commentato il ministro Poletti al termine del Cdm. Stop all'assistenza passiva. L'intervento è basato sul principio dell'inclusione attiva con un "progetto personalizzato" e, dunque non solo il sostegno al reddito. Una misura - si legge in una nota del Consiglio dei ministri - "volta a superare la logica di mera assistenza passiva, introducendo il principio della attivazione finalizzata alla inclusione sociale e lavorativa". E' previsto anche il riordino delle prestazioni. L'intervento, contenuto nei limiti delle risorse disponibili nel Fondo per la lotta alla povertà e all'inclusione sociale previsto dalla legge di Stabilità, "verrà gradualmente esteso sulla base delle risorse che al Fondo affluiranno in virtù degli interventi di razionalizzazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali". ISEE: il disegno di legge razionalizza le prestazioni di natura assistenziale e quelle di natura previdenziale sottoposte alla prova dei mezzi - escluse quelle legate alla disabilità del soggetto beneficiario - introducendo il principio di "universalismo selettivo" nell'accesso secondo criteri di valutazione della condizione economica in base all'ISEE. Con la delega, inoltre, si riordina la normativa in materia di interventi e servizi sociali, al fine di superare la frammentarietà delle misure e degli interventi secondo principi di equità ed efficacia nell'accesso e nell'erogazione delle prestazioni. Si prevede l'istituzione, presso il Ministero del lavoro, di un organismo nazionale di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali. Prevista anche l'attribuzione al ministero delle competenze in materia di verifica e controllo del rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni; la promozione di accordi territoriali tra servizi sociali e altri enti o organismi competenti per l'inserimento lavorativo, la salute, l'istruzione e la formazione; nonché il rafforzamento del Sistema informativo dei servizi sociali e, in particolare, del Casellario dell'assistenza.

IL MATTINO.IT

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SEZ.ECONOMIA Il Tesoro vende 7 miliardi di titoli, rendimenti in calo

28 Gennaio 2016, 14:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Il Tesoro vende 7 miliardi di titoli, rendimenti in calo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Tesoro ha collocato tutti i 7 miliardi di euro all'asta odierna di BTP e CctEu. Nel dettaglio, per il BTP a 10 anni, sono stati assegnati 3 miliardi di euro a fronte di 4,2 miliardi richiesti, e il rendimento è sceso di 15 punti base all'1,44%. Tassi in calo anche per la scadenza a 5 anni: -15 punti base allo 0,42% con 2,25 miliardi di euro venduti a fronte di oltre 3,5 miliardi richiesti. Venduti i restanti 1,75 miliardi di Ccteu, scadenza 2022, con un marginale rialzo dei tassi allo 0,47% rispetto allo 0,42% del precedente collocamento. La domanda ha sfiorato i 3 miliardi.IL MATTINO.IT

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SEZ.ECONOMIA Ue, Padoan: «Trovato l’accordo sulle sofferenze bancarie italiane»

27 Gennaio 2016, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Ue, Padoan: «Trovato l’accordo sulle sofferenze bancarie italiane»
SEZ.ECONOMIA Ue, Padoan: «Trovato l’accordo sulle sofferenze bancarie italiane»

INSERITO DA MORENA MOTTA Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha annunciato un «accordo» con il commissario Ue per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, su come alleggerire il sistema bancario italiano da prestiti deteriorati per circa 200 miliardi, che frenano la concessione del credito e di conseguenza anche la ripresa economica. Padoan ha parlato di un meccanismo di garanzia, che rappresenta uno strumento molto utile per la gestione delle cosiddette «sofferenze» bancarie. Si tratta di un meccanismo più complesso di una comune garanzia pubblica sulle cartolarizzazioni dei prestiti deteriorati. «È uno strumento che completa la scatola degli attrezzi per gestire i crediti in sofferenza», ha detto il ministro dell’Economia, aggiungendo che «i dettagli tecnici saranno messi a punto nelle prossime ore». Vestager ha definito l’accordo «un passo importante per sostenere le banche italiane nella gestione dei loro crediti non esigibili. Assieme alle altre riforme avviate dalle autorità italiane , dovrebbe ulteriormente migliorare l’abilità delle banche a finanziare l’economia reale e a guidare la crescita economica».

La trattativa tra Padoan e Vestager nel palazzo Berlaymont di Bruxelles è durata molto più del previsto martedì. Si è conclusa alle 22 dopo oltre cinque ore, imponendo al ministro, che prima dell’incontro con il commissario danese aveva spiegato alla commissione Lavoro dell’Europarlamento di Bruxelles la sua proposta di sussidio europeo di disoccupazione, di cancellare un appuntamento con gli eurodeputati italiani fissato alle 18.30. Con Vestager c’era da valutare fino a che punto si può intervenire con aiuti di Stato senza distorcere la concorrenza con gli istituti di credito di altri Paesi Ue. Alla fine la danese ha detto che le garanzie sui crediti «a entità separate e gestite individualmente» sono in regola perché saranno vendute «a prezzi di mercato». La Commissione ha escluso la soluzione della «bad bank» pubblica, che assorbirebbe dalle banche le posizioni problematiche trasferendo sullo Stato i rischi della loro successiva vendita. La strada percorribile è diventata qualcosa che Padoan ha definito «più complicato» di una normale garanzia statale, grazie a un «meccanismo di incentivazione molto utile per accelerare i tempi».

Sulle garanzie pubbliche da vendere alle società veicolo il problema è che, se il prezzo fosse troppo basso (come vorrebbero le banche), Vestager potrebbe considerarli aiuti di Stato irregolari. Se il prezzo fosse più alto (come vorrebbe la Commissione europea) il sistema bancario dovrebbe assorbire perdite più pesanti. Padoan, dopo giorni di trattative tra i tecnici di Roma e di Bruxelles, ha trovato il punto d’incontro politico. La durata della trattativa e il rinvio della definizione degli aspetti tecnici dell’accordo ha dimostrato che le parti erano più distanti di quanto a Roma pensassero. C’è ancora da valutare quale valore di riferimento verrà attribuito ai crediti deteriorati quando gli istituti di credito li cederanno. Anche in questo caso Vestager giocherebbe al ribasso, mentre Padoan tira su l’asticella per aiutare il sistema bancario italiano. Tra l’altro, al di là della normativa Ue sulla Concorrenza, dall’1 gennaio scorso le nuove regole di Bruxelles hanno introdotto il principio di non mettere più le perdite bancarie a carico degli Stati e di farle pagare ai privati (azionisti, obbligazionisti e grandi depositanti).

FONTE di Ivo Caizzi CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.ECONOMIA Cartelle fiscali con raccomandata? "Sono nulle"

26 Gennaio 2016, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Cartelle fiscali con raccomandata? "Sono nulle"
SEZ.ECONOMIA Cartelle fiscali con raccomandata? "Sono nulle"

INSERITO DA MORENA MOTTA Sono nulle tutte le notifiche delle cartelle di pagamento inviate ai contribuenti tramite raccomandata con avviso di ricevimento (a.r.). A stabilirlo è una recente sentenza del Giudice di Pace di Taranto Martino Giacovelli.

Gli interventi della Cassazione degli ultimi anni, che avevano dato ragione al fisco, sancendo la legittimità di tale metodo di notifica, non sembrano quindi essere condivisi da tutti. Anzi, a dirla tutta - spiegano gli esperti del sito di informazione e consulenza legale 'La legge per tutti' - c'è una nutrita schiera di giudici di merito che la pensa diversamente.

Tra questi il Giudice di Pace di Taranto secondo cui l’invio della cartella di pagamento mediante raccomandata spedita direttamente dall'Agente per la riscossione (e non per il tramite dell’ufficiale giudiziario, dei messi comunali o degli agenti della polizia municipale, così come sembra imporre la legge) sarebbe nulla. Anzi, più che nulla, del tutto inesistente, tanto che il suddetto vizio non potrebbe essere sanato neanche dalla produzione, in causa, dell’ingiunzione di pagamento (produzione che, di norma, costituendo ammissione di ricezione dell’atto, comporta anche la sanatoria delle irregolarità, secondo il principio del "raggiungimento dello scopo della notifica").

FONTE ADNKRONOS

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