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sez.economia

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SEZ.ECONOMIA Bonus fiscali, dal posto auto al materasso: 10 detrazioni di cui non sapevate nulla

1 Maggio 2016, 11:02am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Bonus fiscali, dal posto auto al materasso: 10 detrazioni di cui non sapevate nulla
SEZ.ECONOMIA Bonus fiscali, dal posto auto al materasso: 10 detrazioni di cui non sapevate nulla

INSERITO DA LUCIANA VERDILE Grazie al bonus ristrutturazioni, a quello sui mobili e al cosiddetto ecobonus, gli italiani potranno beneficiare di ampie detrazioni. Ma quali sono le spese che rientrano in questi incentivi e quanto si può risparmiare? Quanti sanno, ad esempio, che si possono detrarre i costi sostenuti per comprare mobili importati, per dotare di tecnologie robotiche le case di persone disabili, e per comprare lampade e materassi? E che invece non si possono inserire nella dichiarazione dei redditi le ricevute di mobili usati e tende?

ProntoPro.it, portale che permette l’incontro tra domanda e offerta di lavoro artigianale e professionale, ha realizzato un vademecum in 10 punti per scoprire alcune delle possibilità più interessanti e meno note offerte dai bonus. E così, a sorpresa, si scopre che dai posti auto fino ai mobili thailandesi le spese detraibili nel 730 sono molte e poco conosciute.

1 - Difendersi dai ladri conviene - "Con il bonus ristrutturazioni è possibile usufruire di una detrazione del 50% per gli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Via libera dunque ai rimborsi per lavori di apposizione di grate sulle finestre, vetri antisfondamento, casseforti a muro e porte blindate o rinforzate".

2 - La competenza si paga, ma si detrae - "C’è una ditta o un professionista che ritieni molto capace, ma eccessivamente costoso per le tue tasche? Con il bonus ristrutturazioni potrai ottenere il 50% del rimborso anche per le prestazioni professionali, l’acquisto dei materiali e le spese per perizie e sopralluoghi".

3 - Sei stato in Thailandia e ti sei innamorato di un pezzo unico - "Se desideri acquistare nuovi mobili all’estero, corredandoli di tutta la documentazione necessaria ai fini della detrazione, pagando con carta di credito o debito e documentando la spesa con fattura e ricevuta di avvenuta transazione, non ci sono motivi ostacolanti per la fruizione del bonus mobili. Potrai detrarre fino al 50%".

4 - Hai costruito un garage? Anche questo si può detrarre - "Se nel corso dell'anno avete messo mano al portafogli per realizzare un garage, un'autorimessa o anche un posto auto di pertinenza nel cortile condominiale, buone notizie, la spesa è detraibile nella misura del 50%".

5 - Tecnologie robotiche e disabilità - "Muoversi all'interno della propria casa può essere un incubo per chi è costretto a spostarsi in sedia a rotelle; ecco quindi che nell'elenco delle spese detraibili col bonus ristrutturazioni rientrano quelle fatte per dotare l'immobile delle tecnologie robotiche in grado di migliorare la comunicazione e la mobilità interna ed esterna alla casa in cui vivono persone con gravi disabilità fisiche e motorie. La detrazione a cui si ha diritto in questi casi è pari al 50% della spesa sostenuta".

6 - Scosse, terremoti e detrazioni - "L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo e, proprio per questo motivo, se volete realizzare degli interventi antisismici su prime case o edifici adibiti ad attività produttive in zone ad alta pericolosità, la detrazione è pari al 65% per le spese sostenute dal 4 agosto 2013".

7 - Arte… contemporanea - "Chi è così fortunato da possedere un immobile di valore storico o artistico e vuole adeguarlo alle esigenze funzionali di un uso contemporaneo, può farlo usufruendo di una detrazione del 50%. Al fine di valorizzare e conservare gli edifici è anche ammesso l’uso di materiali e tecnologie diverse da quelli originali a condizione che non contrastino con il carattere complessivo degli stessi".

8 - Detrai e… raddoppia - "Se hai già effettuato dei lavori su un immobile beneficiando di un incentivo, e intraprendi nuovi lavori di riqualificazione puoi usufruire di un’altra detrazione. Le condizioni? Il limite complessivo di rimborso è pari a 96.000 euro per unità immobiliare, quindi, se si tratta della prosecuzione di una precedente ristrutturazione, si dovrà tenere conto delle somme già spese, se si tratta di un intervento completamente nuovo si potrà usufruire dell’intera detrazione, ma la diversità dovrà essere dimostrata attraverso la presentazione della denuncia di inizio attività (DIA), il collaudo dell’opera e la dichiarazione di fine lavori".

9 - Un bonus non esclude l’altro - "L’uso di una determinata tipologia di bonus non è esclusivo e si può usufruire di più incentivi. Attenzione però ai tempi; per ottenere il bonus mobili oltre a quello per la ristrutturazione di casa, ad esempio, è necessario che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle necessarie per l’arredo dell’immobile".

10 - Si fa presto a dire arredi! - "Soprattutto per i giovani che vanno a vivere da soli, uno dei bonus fiscali più interessanti è quello legato all’acquisto di mobili. Ma, ai fini fiscali, non tutti i mobili sono uguali. Si può ottenere la detrazione per i materassi, per lampade e lampadari, per mobili nuovi fatti su misura, per i letti, gli armadi, le cassettiere, le librerie, le scrivanie, i tavoli, le sedie, i comodini, i divani, le poltrone, le credenze, le cucine, i mobili per arredare il bagno e quelli per l’esterno. Nessun rimborso, al contrario, per porte e tende, ma anche per complementi di arredo o mobili usati e antichi". IL MATTINO

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SEZ.ECONOMIA Spese universitarie a doppio binario

30 Aprile 2016, 08:55am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Spese universitarie a doppio binario
SEZ.ECONOMIA Spese universitarie a doppio binario

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Spese universitarie a due vie nella precompilata 2016. Quelle comunicate dalle Università statali sono riportate integralmente nel 730 predisposto dall’Agenzia, mentre le spese comunicate dagli atenei non statali i contribuenti le troveranno indicate solo nel foglio riepilogativo. E non saranno le sole. Nel foglio riepilogativo troveranno posto tutto quegli oneri detraibili o deducibili di cui l’amministrazione finanziaria non ha una visione diretta e per i quali occorre riscontro presso soggetti terzi. Tra questi i bonus Irpef per la ristrutturazione edilizia e quelli per la riqualificazione energetica degli edifici, ma anche le spese mediche detraibili a determinate condizioni come ad esempio quelle per le cure termali che devono essere accompagnate dalla prescrizione medica.

Le grandi novità della precompilata 2016 sono dunque le spese universitarie, quelle sanitarie, quelle funebri, i bonus casa e i contributi per la previdenza complementare. Si tratta degli oneri che negli ultimi anni hanno fatto registrare la più altra frequenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Per le spese universitarie, oltre a precisare il doppio binario tra atenei pubblici e privati, occorre fare attenzione agli importi da portare in detrazione. Queste spese, infatti, sono detraibili in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del ministero dell’Istruzione. Decreto che tiene conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali ma che allo stato attuale, come spiega nelle sue Faq la stessa agenzia delle Entrate, non risulta ancora emanato. Due fattori questi che potrebbero obbligare il contribuente a integrare la dichiarazione ricevuta dalle Entrate. Sulle tipologie di voci l’elenco indicato dalle Entrate include i corsi di istruzione universitaria, quelli universitari di specializzazione, di perfezionamento, master che per durata e insegnamento siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, nonché corsi di dottorato di ricerca.

Non sono indicate nella dichiarazione precompilata altre tipologie di spese universitarie come quelle per i test di ammissione o di preselezione. In questo caso sarà necessario integrare la dichiarazione con le ulteriori spese detraibili. Con tutta probabilità l’integrazione riguarderà anche le tasse regionali e i relativi rimborsi in quanto spesso le università non gestiscono questa tipologia di informazioni e pertanto non le hanno comunicate all’amministrazione finanziaria.

Le spese universitarie sono indicate in dichiarazione al netto dei rimborsi. Questi ultimi se riferiti a spese sostenute in anni precedenti sono indicati nel 730 o Unico precompilato tra i redditi da assoggettare a tassazione separata. L’Agenzia, infatti, non può sapere se le spese siano state effettivamente detratte dal contribuente nelle dichiarazioni passate. Se poi il contribuente, nelle precedenti dichiarazioni, non ha utilizzato in detrazione le spese rimborsate (tutte o in parte) oppure ha detratto le spese sostenute già al netto dei relativi rimborsi, può comunque modificare la dichiarazione precompilata riducendo o eliminando i rimborsi indicati tra i redditi da assoggettare a tassazione separata.

Stesso identico percorso seguiranno i rimborsi delle spese sanitarie degli anni d’imposta precedenti. In particolare l’amministrazione ha chiarito che i rimborsi riferiti a spese sostenute in anni di imposta precedenti sono riportati nel rigo D7 del modello 730 o nel rigo RM8 del modello Unico, tra i redditi da assoggettare a tassazione separata. In generale le spese sanitarie, al netto dei rimborsi, sono riportate nel rigo E1, colonna 2; del 730 o nel rigo Rp1, colonna 2 di Unico. Le principali voci di spesa sono quelle relative a ticket, dispositivi medici comunitari, prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, visite mediche, prestazioni diagnostiche e strumentali, prestazioni chirurgiche, ricoveri ospedalieri, al netto del comfort, nonché le certificazioni mediche. Mancheranno le farmacie che invieranno i loro dati solo per le spese sostenute a partire dal 2016 così come quelle prestazioni erogate da istituti non convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Saranno comunque a disposizione dei contribuenti le spese relative ai ticket farmaceutici (la cosiddetta «ricetta rossa»), i cui dati sono stati acquisiti direttamente dall’Agenzia direttamente dal Sistema tessera sanitaria. Tra le funzioni che saranno disponibili da oggi, salvo imprevisti, ci sarà la possibilità per il contribuente di controllare attraverso il sistema tessera sanitaria tutte le spese mediche sostenute nel 2015. Attenzione, però: come hanno precisato in più occasioni le Entrate per utilizzare le spese in detrazione occorre comunque il riscontro cartaceo dello scontrino o della ricevuta fiscale.

Sulle spese funebri il contribuente troverà i dati delle fatture emesse in occasione dell’evento dalle pompe funebri. Non saranno presenti quelle per le lapidi o per la lavorazione dei marmi che potranno essere inserite direttamente dal contribuente sempre nel limite dei 1.550 euro per funerale.

FONTE di Marco Mobili, Giovanni Parente IL SOLE 24h

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SEZ. ECONOMIA Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto: diverse criticità

15 Aprile 2016, 10:53am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto: diverse criticità
SEZ. ECONOMIA Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto: diverse criticità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dalla mancata definizione di «apparecchio televisivo», ai fini dell'applicazione del canone rai, all'assenza di garanzie sul rispetto e tutela della privacy, passando per il mancato 'concertò con il Mef, per la stesura dello schema di decreto ministeriale. Sono diverse le «criticità» evidenziale dal Consiglio di Stato, contenute nel parere sul provvedimento presentato dal ministero dello Sviluppo economico, che definisce le modalità di pagamento dell'abbonamento in bolletta.

Il Cds invita quindi l'amministrazione a «rivedere il testo regolamentare nel suo complesso» e «sospende l'espressione del parere» in attesa dell'integrazione. Il Consiglio bacchetta il Mise, prima di tutto, per non aver rispettato la «forma»: il decreto non è stato scritto di concerto con il ministero dell'Economia ma, da parte di via XX settembre, è stato espresso un semplice nulla osta al proseguio dell'iter processuale.

«È qualcosa di sostanzialmente diverso» perché, spiega l'organo di consulenza giuridico amministrativa, con il concerto «il ministro partecipa all'iniziativa politica, concorrendo ad assumere le responsabilità», spiega il Consiglio di Stato. Poi si passa alle osservazioni di merito, partendo dalla «mancata definizione di apparecchio televisivo», ai fini dell'imposizione del canone. In particolare il Cds rileva che «nel testo del regolamento manca un qualsiasi riferimento ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo, la cui detenzione comporta il pagamento del relativo canone di abbonamento e al fatto che il canone deve essere corrisposto per un unico apparecchio, prescindendo dall'effettivo numero di apparecchi posseduto dal singolo utente».

Il Consiglio di Stato ricorda che questo è un aspetto particolarmente importante, visto che «lo sviluppo tecnologico dei dispositivi di comunicazione ha reso disponibili sul mercato molteplici 'devicè che consentono funzioni di ricezione di programmi televisivi, pur essendo destinati a finalità e usi strutturalmente diversi», come tablet e smartphone. Si passa poi ai profili di rispetto e tutela della privacy, collegati allo scambio di informazioni tra diversi enti, previsto dal regolamento. «Nelle norme in esame -osserva il Cds- non si rinviene alcun riferimento alla problematica».

Il Consiglio di Stato rivela inoltre che nel regolamento «non sono state previste forme di adeguate pubblicità, rispetto all'elevato grado di diffusione raggiunto dal mezzo televisivo». L'organo invita quindi l'amministrazione a dare «la massima diffusione, nelle forme ritenute più opportune, alle disposizioni del procedimento di riscossione del canone», con particolare riferimento a quelle che implicano adempimenti a carico dell'utenza. IL MATTINO

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SEZ.ECONOMIA Germania, debutta la nuova moneta da 5 euro

14 Aprile 2016, 10:42am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Germania, debutta la nuova moneta da 5 euro
SEZ.ECONOMIA Germania, debutta la nuova moneta da 5 euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il borsellino delle monete in euro da domani si arricchirà di un nuovo formato: arriva la moneta da 5 euro. L’ha coniata la Bundesbank e i primi 250.000 esemplari sono già tutti prenotati dai collezionisti, che l’hanno acquistata al costo di 15,50 euro al pezzo. Ma la moneta da 5 euro tedesca avrà anche una versione pop: altri due milioni e mezzo di pezzi, infatti, saranno disponibili - al costo del valore reale - per tutti i cittadini. Per comprarla basterà recarsi in un qualunque sportello bancario in Germania.

La vendita - si legge sul sito della Bundesbank - è limitata a una sola moneta al giorno per persona. È molto probabile che i cittadini tedeschi decideranno di conservare queste monete in un cassetto, ma non è detto: la nuova moneta da 5 euro avrà corso legale, ovvero potrà essere spesa esattamente come le altre. O quasi. Perché in realtà c’è una limitazione non da poco: vale solo sul territorio tedesco.

Per cui attenzione: se vi dovesse capitare di andare in Germania e qualcuno dovesse darvi come resto una moneta da 5 euro, accettatela solo se avete intenzione di rispenderla prima di varcare il confine tedesco oppure tenerla come oggetto da collezione. In Italia e in tutto il resto dell’Unione europea quella moneta non potrà essere spesa. Ufficialmente le monete in euro continuano a fermarsi a 2 euro.

IL MATTINO

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SEZ.ECONOMIA Padoan: misure decisive per il rilancio delle banche

13 Aprile 2016, 08:37am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Padoan: misure decisive per il rilancio delle banche
SEZ.ECONOMIA Padoan: misure decisive per il rilancio delle banche

INSERITO DA MORENA MOTTA «Le misure prese dagli investitori privati del fondo Atlante e i provvedimenti del Governo sul diritto fallimentare saranno decisive per il rilancio del sistema bancario». Con toni pacati ma decisi che lo contraddistinguono, il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan non si mostra preoccupato dei dubbi emersi ieri tra gli investitori («nei giorni scorsi forse c’era stato fin troppo entusiasmo»). Il piano «è visto con favore dalla vigilanza bancaria della Bce», mentre Padoan non vede «nessun rischio» di stop dalla Ue al fondo Atlante «alimentato da capitali privati,con contributi volontari, e gestito da soggetti privati».

FONTE di Alessandro Graziani e Giorgio Santilli - Il Sole 24 Ore

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SEZ.ECONOMIA Inps, in 2015 venduti 115 mln voucher

12 Aprile 2016, 09:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Inps, in 2015 venduti 115 mln voucher
SEZ.ECONOMIA Inps, in 2015 venduti 115 mln voucher

INSERITO DA MORENA MOTTA Nel 2015 sono stati venduti oltre 115 milioni di voucher (115.079.713), un numero in deciso aumento rispetto al totale di 69.181.075 del 2014 (+66,3%) e di 40.787.817 del 2013 (+182,1%). E' quanto emerge dagli ultimi dati sul lavoro accessorio pubblicati dall'Inps, che fotografano la progressiva estensione ed il relativo boom dei buoni lavoro dal valore nominale di 10 euro lordi.
Complessivamente, da agosto 2008 (inizio della sperimentazione sull'utilizzo dei voucher per le vendemmie) al 31 dicembre 2015 ne risultano venduti 277,2 milioni (277.193.002 per l'esattezza).

FONTE ANSA

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SEZ.ECONOMIA Rcs vola a Piazza Affari: +23,08%

11 Aprile 2016, 09:17am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Rcs vola a Piazza Affari: +23,08%
SEZ.ECONOMIA Rcs vola a Piazza Affari: +23,08%

INSERITO DA MORENA MOTTA Rcs in volo a Piazza Affari dopo che la società Cairo Communication ha annunciato il lancio di un'offerta sulla società. A mezz'ora dall'avvio degli scambi, dopo una sospensione per eccesso di volatilità, Rcs incassa un rialzo del 21,76% a 0,56 euro. Acquisti anche per Cairo Communication, alla stessa ora in rialzo del 2,03% a 4,82 euro.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.ECONOMIA Consumi, ripresa discontinua: a febbraio +0,3% su mese

6 Aprile 2016, 13:52pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Consumi, ripresa discontinua: a febbraio +0,3% su mese
SEZ.ECONOMIA Consumi, ripresa discontinua: a febbraio +0,3% su mese

INSERITO DA MORENA MOTTA Ripresa a ritmo discontinuo per i consumi. L’indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) registra, a febbraio 2016, una crescita dello 0,3% rispetto a gennaio ed un incremento dell’1,4% tendenziale. Pur consolidandosi la tendenza alla ripresa, si conferma il permanere di un ritmo di recupero dei livelli di consumo piuttosto ridotto.

Questo dato, sottolinea Confcommercio, si inserisce in un contesto che, seppure in complessivo miglioramento, continua ad evidenziare un’alternanza di segnali positivi e temporanee battute d’arresto, testimoniando l’assenza di slancio della ripresa e le difficoltà nel recuperare in tempi relativamente brevi quanto perso in termini di produzione di ricchezza, occupazione e reddito disponibile delle famiglie negli ultimi anni. Questa situazione di fragilità è ben rappresentata dagli andamenti del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese.

Per quanto concerne le famiglie, a marzo si è registrato, dopo il calo di febbraio, un contenuto miglioramento del sentiment. Diverso è l’atteggiamento espresso dalle imprese che segnalano, nello stesso mese, un arretramento dell’indice di fiducia. Solo tra gli imprenditori che operano nella manifattura è emerso un miglioramento delle aspettative, in coerenza con l’andamento della produzione industriale che pur caratterizzata negli ultimi mesi da continue oscillazioni, mostra un progressivo recupero.

"I consumi sono in moderata accelerazione anche se gli indicatori economici, nel complesso, mese su mese, sono incapaci di descrivere un profilo di crescita robusta e sicura", commenta il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli. "Siamo di fronte ad una battaglia tra la stagnazione e la crescita che si deciderà nei prossimi mesi - ha continuato Sangalli-chiediamo al governo più coraggio e determinazione per tagliare gli sprechi e le inefficienze in modo da trovare le risorse per una riduzione generalizzata del carico fiscale attraverso una manovra sulle aliquote Irpef".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.ECONOMIA Indennizzi, accordo vicino con Bruxelles

5 Aprile 2016, 08:16am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Indennizzi, accordo vicino con Bruxelles
SEZ.ECONOMIA Indennizzi, accordo vicino con Bruxelles

INSERITO DA MORENA MOTTA «Oggi ho la responsabilità di rimettere a posto il sistema, stiamo lavorando con Bankitalia, il ministero del Tesoro, il nostro rappresentante a Bruxelles, ad una soluzione definitiva, sapendo che è un lavoro paziente che richiederà un po’ di tempo ma che si è sulla strada giusta».

Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha riassunto ieri la questione delle banche durante la Direzione del Pd. In effetti, i segnali più concreti che qualcosa è finalmente in movimento anche per quel che riguarda il cosiddetto ristoro dei risparmiatori “scottati”dall’investimento in obbligazioni subordinate delle quattro banche poste in risoluzione, sono venuti ieri da Bruxelles.

FONTE Rossella Bocciarelli - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/vOWZaH

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SEZ.ECONOMIA Inps, mezzo milione in pensione da oltre 36 anni. Boeri: "Serve contributo da importi elevati"

4 Aprile 2016, 08:23am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Inps, mezzo milione in pensione da oltre 36 anni. Boeri: "Serve contributo da importi elevati"
SEZ.ECONOMIA Inps, mezzo milione in pensione da oltre 36 anni. Boeri: "Serve contributo da importi elevati"

INSERITO DA MORENA MOTTA In Italia ci sono oltre 474 mila pensioni liquidate prima del 1980, che quindi ricevono la pensione da oltre 36 anni. Il dato emerge dalle tabelle Inps sugli anni di decorrenza delle pensioni sugli assegni di vecchiaia (comprese le anzianità) e ai superstiti del settore privato, esclusi quindi sia gli assegni di invalidità previdenziale, sia quelli agli invalidi civili sia le pensioni sociali oltre naturalmente ai trattamenti degli ex dipendenti pubblici.

Un dato subito commentato dal presidente dell'Inps, Tito Boeri: "Siccome son state fatte delle concessioni eccessive in passato e queste concessioni eccessive oggi pesano sulle spalle dei contribuenti - dice a margine del convegno Città Impresa - credo che sarebbe opportuno andare per importi elevati a chiedere un contributo di solidarietà per i più giovani e anche per rendere più facile a livello europeo questa uscita flessibile". Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, esclude però nuovi prelievi: "Il contributo di solidarietà oggi sulle pensioni alte c'è già, è a scadenza, dovrà essere valutato se confermarlo in quella maniera o diversamente, ma non credo che ci sia nulla allo studio. Vedremo cosa fare sulla flessibilità".

A Boeri era stato chiesto nel dettaglio se la presenza di una così vasta platea di pensionati di lunga data, non sia il caso anche di andare a rivedere i diritti acquisiti, anche per rendere più sostenibile il sistema pensionistico. "Abbiamo formulato delle proposte molto articolate, che guardano all'età, alla decorrenza della prima pensione - risponde Boeri -. Perché quando si guarda anche agli importi pensionistici bisognerebbe sempre guardare da quanto tempo vengono percepiti questi importi. Possono essere anche importi limitati ma se uno li ha percepiti da quando aveva meno di 40 anni, chiaramente cumulandosi nel tempo vengono a stabilire un trasferimento di ricchezza pensionistica considerevole".

FONTE LA REPUBBLICA

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