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sez.economia

SEZ.ECONOMIA Contraffazione, arriva naso elettronico per 'annusare' le frodi sull'olio

28 Marzo 2016, 15:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Contraffazione, arriva naso elettronico per 'annusare' le frodi sull'olio
SEZ.ECONOMIA Contraffazione, arriva naso elettronico per 'annusare' le frodi sull'olio

INSERITO DA MORENA MOTTA Un naso elettronico anticontraffazioni per riconoscere l'olio 100% made in Italy, attraverso un'impronta digitale aromatica. A utilizzarlo è la Coop per i propri prodotti a marchio, a garanzia dei consumatori per tutelarli da eventuali truffe, molto frequenti, negli oli che si acquistano sugli scaffali. "Stiamo utilizzando uno strumento che è un gas-cromatografo a doppia colonna in grado di individuare, con certezza, se si tratta di olio italiano, utilizzato come naso elettronico" spiega all'Adnkronos Chiara Faenza, responsabile Sostenibilità e Innovazione valori Direzione Qualità-Coop Italia.

Al termine di un anno di analisi di routine effettuate dal laboratorio di Coop Italia 'Heracles II' (così si chiama lo strumento) ha potuto verificare l'origine dell’olio extravergine di oliva a marchio Coop, "100% italiano". Una verifica molto importante, a fronte anche di una stagione difficile, quella passata, in cui la produzione di olio italiano è stata scarsa per via della stagionalità e della mosca dell’olivo, l'emergenza Xylella che ha colpito gli ulivi del Salento.

Ma come funziona questo importante strumento di indagine? Il naso elettronico viene per così dire addestrato ad annusare oli italiani di provenienza certa attraverso l’identificazione delle sostanze volatili assegnando un profilo aromatico utile alla classificazione dei prodotti. Il gascromatografo viene abbinato inoltre a un potente software che analizzando statisticamente i risultati ottenuti riesce a discriminare i

"Si è costruita così una banca dati, con validità scientifica, che è stata realizzata in collaborazione con le Università di Udine, Bologna e Barcellona" spiega ancora Faenza. Il 'naso' lavora restituendo l'impronta aromatica di un determinato olio standard, che, insieme ad altri campioni con le stesse caratteristiche, va a costruire un modello di riferimento. I campioni reperibili sul mercato, di cui l'origine non è certa, possono essere messi a confronto con questo modello per vedere se ci sono corrispondenze o meno.

La Coop Italia, con il suo laboratorio scientifico di Casalecchio di Reno, molto all'avanguardia, utilizza questo strumento dal 2013 per l'olio e lo sta estendendo anche ad altri prodotti a rischio contraffazione, come ad esempio il miele, sul quale si stanno conducendo indagini analoghe. Ma le frodi e le sofisticazioni si possono spingere oltre e per 'stanare' l'eventuale presenza di ogm, assolutamente banditi dai prodotti a marchio Coop, gli esperti hanno affinato una tecnica che si basa sull'analisi del Dna che viene utilizzata soprattutto per il riconoscimento di specie ittiche e che fu molto utile quando esplose lo scandalo delle lasagne con il ragù di carne equina, per rintracciare l'eventuale presenza di carne equina nei cibi. Una tecnica capace anche di individuare il latte vaccino nelle mozzarelle di bufala o nelle ricotte di pecora e capra.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.ECONOMIA Spending review: al via scure su consulenze mobili e pc

26 Marzo 2016, 15:32pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Spending review: al via scure su consulenze mobili e pc
SEZ.ECONOMIA Spending review: al via scure su consulenze mobili e pc

INSERITO DA MORENA MOTTA Parte la nuova fase di spending review per la pubblica amministrazione. Le revisione della spesa prosegue sulle linee guida tracciate negli ultimi anni, in primis con il maxi-blocco del turnover al 25% previsto dalla legge di stabilità, ma va avanti anche con operazioni più chirurgiche: dallo stop agli acquisti di auto per l'intero anno, fino al taglio delle spese per i mobili, i computer e le consulenze.

In una circolare che incorpora le disposizioni della legge di stabilità e del Milleproroghe, la Ragioneria generale dello Stato ricorda alla platea degli enti pubblici (tra gli altri enti di previdenza, Inail, Camere di Commercio, Università, Autorità indipendenti ecc...) quali sono i nuovi obblighi da rispettare nei bilanci di previsione 2016, invitando i ministeri a vigilare ciascuno sugli enti ed istituti di propria competenza.

Si parte quindi dalle consulenze che lo scorso anno, secondo una recente relazione della Funzione pubblica, sono aumentate di ben il 60%. In base a quanto previsto dalla legge di stabilità, se dal primo gennaio 2016 si vorrà ricorrere a consulenti o collaboratori esterni non si potrà spendere più del 20% di quanto speso nel 2009. Paletti strettissimi sono posti anche all'acquisto di mobili, tavoli, sedie, armadi e altri elementi di arredamento. Nessuna amministrazione, recita il documento firmato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, potrà «effettuare spese di ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta in media negli anni 2010 e 2011 per l'acquisto di mobili ed arredi, se non destinati all'uso scolastico e dei servizi all'infanzia».

La Ragioneria ricorda inoltre che per l'acquisto di pc, prodotti informatici e connessioni ad internet, la legge di stabilità 2016 ha introdotto l'obbligo per le amministrazioni pubbliche e tutte le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, di provvedere «esclusivamente tramite Consip o soggetti aggregatori». Una procedura che si affianca all'obiettivo di risparmio di spesa annuale, da raggiungere alla fine del triennio 2016-2018, pari al 50% della spesa annuale media per la gestione corrente del solo settore informatico, relativa al triennio 2013-2015. L'attuale legislazione prevede infine il divieto di acquisto di nuove auto o di stipula di contratti di leasing sino al 31 dicembre 2016 (anche se una proposta di legge in esame in Parlamento punta ad estendere il limite fino al 2017).

FONTE IL SOLE 24h

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SEZ.ECONOMIA Stop alle maxi-bollette, arriva il piano del ministero

23 Marzo 2016, 14:52pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Stop alle maxi-bollette, arriva il piano del ministero
SEZ.ECONOMIA Stop alle maxi-bollette, arriva il piano del ministero

INSERITO DA MORENA MOTTA Un protocollo di autoregolamentazione che impegni le imprese ad accettare e stimolare le autoletture, a facilitarne l’acquisizione e fornire al consumatore informazione pronta ed esaustiva sulle bollette basate su consumi presunti; l'inserimento di un apposito emendamento al Ddl Concorrenza, con cui prevedere obblighi di rateizzazione a favore dei clienti finali nel caso di maxi-conguagli derivanti da ritardi non imputabili al cliente, con forme di corresponsabilizzazione dei distributori. Sono questi gli interventi individuati dal "tavolo maxi bollette", oggi al Mise che oggi ha concluso i suoi lavori assieme all’Autorità per l’Energia, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, alle organizzazioni maggiormente rappresentative degli operatori elettrici e gas, ad una delegazione del Cncu e alle organizzazioni maggiormente rappresentative dei consumatori e delle Pmi.

E sempre per sostenere le informazioni, stimolare l'autolettura e facilitarne l'acquisizione oltre che per fornire al consumatore un quadro pronto ed esaustivo delle bollette bastate sui consumi presunti, è stato invitata l’Autorità per l’Energia ad adottare opportuni provvedimenti sia per disciplinarne le modalità che adeguare le sanzioni ai distributori in caso di lettura o comunicazione tardiva dei dati di misura, per introdurre o rafforzare gli strumenti per responsabilizzare (i distributori tra cui gli indennizzi automatici a venditori e clienti finali in caso di lettura tardiva), e per migliorare ulteriormente la qualità dei dati di misura.

Sarà avviato inoltre tra Mise e Autorità un tavolo tecnico per adeguare il quadro normativo e regolatorio e ridurre da 5 a 2 anni il ritardo massimo per i conguagli delle partite energetiche. “Gli interventi usciti dal tavolo fanno parte dell’ampia revisione dei mercati retail, che passa da un lato dalla piena liberalizzazione prevista dal Ddl Concorrenza, dall’altro per il rafforzamento delle tutele dei consumatori e in generale la responsabilizzazione di ciascun operatore, in virtù del suo ruolo e dei suoi obblighi.

La soluzione individuata ci pare equilibrata, efficace e pragmatica", ha commentato in una nota il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Soddisfatto anche il sottosegretario Antonio Gentile che ha coordinato il tavolo. “Con la riunione di oggi il lavoro del tavolo 'maxi bollette' può dirsi concluso", spiega giudicando il 'piano d’azione' individuato "realistico ma determinato".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.ECONOMIA Bpm-Banco: domani cda decisivi per la fusione. I titoli volano: la Borsa scommette sul sì

21 Marzo 2016, 16:52pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Bpm-Banco: domani cda decisivi per la fusione. I titoli volano: la Borsa scommette sul sì
SEZ.ECONOMIA Bpm-Banco: domani cda decisivi per la fusione. I titoli volano: la Borsa scommette sul sì

INSERITO DA MORENA MOTTA Vigilia decisiva per i destini di Bpm e del Banco Popolare. Domani, nel primo pomeriggio, a Milano e Verona si riuniranno in contemporanea il consiglio di gestione dell'istituto milanese e il cda del Banco, chiamati a prendere una decisione sul progetto di fusione allo studio ormai da mesi. Due gli scenari alternativi, che i capoazienda, rispettivamente Giuseppe Castagna e Pier Francesco Saviotti, potranno presentare ai board: da una parte la conferma ufficiale dell'operazione, anche in virtù di un nuovo piano di interventi messo a punto per venire incontro alle richieste della Bce, dall'altra la resa e il conseguente addio alle nozze. La prospettiva che al momento tutti gli osservatori considerano più probabile, se non certa, è la prima: la fusione, che negli ultimi giorni sembrava finita su un binario morto a causa dei “paletti” fissati.

FONTE di Paolo Paronetto Il Sole 24 Ore

http://24o.it/CHB0SE

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SEZ.ECONOMIA La cura Draghi funziona. Piazza Affari in rally e al top in Europa

18 Marzo 2016, 10:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA La cura Draghi funziona. Piazza Affari in rally e al top in Europa
SEZ.ECONOMIA La cura Draghi funziona. Piazza Affari in rally e al top in Europa

DI LUCIANA VERDILE Venerdì d'oro per borse europee e Piazza Affari che chiudono in rally, grazie alla cura da cavallo della BCE, che ha predisposto misure record per sostenere l'economia e combattere la deflazione. Un mix di strumenti che si è rivelato anche più generoso delle più rosee previsioni. Un supporto è giunto anche dal rally del petrolio, che avvicina la soglia dei 40 dollari, in scia alle previsioni formulate dall'Agenzia Internazionale. Su di giri il FTSE Italia Mid Cap (+2,07%), come il FTSE Italia Star (1,7%). Tra i best performers di Milano vi sono ovviamente le banche, in particolare Banca Popolare di Milano che mette a segno un guadagno del 9,36%, Unicredit del 9,19%, Banco Popolare dell'8,98% ed UBI Banca dell'8,88%.

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SEZ.ECONOMIA Giappone, nuovo crollo dell'export e del surplus commerciale

17 Marzo 2016, 11:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Giappone, nuovo crollo dell'export e del surplus commerciale

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Peggiora nuovamente la bilancia commerciale giapponese, relativa al mese di febbraio, a causa del quinto crollo consecutivo delle esportazioni, determinato dalla forza dello yen e dalla crisi cinese. Secondo il Ministero delle Finanze del Giappone (MOF), la bilancia commerciale ha chiuso in surplus a 42,8 mld di yen rispetto all'avanzo di 426 mld dello stesso mese del 2015. Gli analisti stimavano un surplus più ampio di 387 miliardi. A gennaio i conti avevano chiuso con un pesante deficit. Le esportazioni sono scese del 4% su anno, più del consensus (-3%), mentre le importazioni hanno segnato una forte discesa del 14,2%. Si tratta del quattordicesimo calo consecutivo.

IL MATTINO

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SEZ.ECONOMIA Enel stringe sulla fibra, accordo con Vodafone e Wind per 250 città

16 Marzo 2016, 14:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Enel stringe sulla fibra, accordo con Vodafone e Wind per 250 città
SEZ.ECONOMIA Enel stringe sulla fibra, accordo con Vodafone e Wind per 250 città

INSERITO DA MORENA MOTTA L'intervento di Enel per la posa della fibra vede un discorso "piu' avanzato con Vodafone e Wind: porteremo in consiglio il 22 marzo un accordo" per cui la società elettrica è allo stadio finale e che riguarda 250 città. Lo ha detto l'ad Francesco Starace in audizione al Senato specificando che riguarda le zone A e B. Sono poi "aperti tavoli sia con Telecom che con Fastweb, l'interesse di Metroweb c'e' e c'e' interesse di tutti gli operatori". Quello con i due operatori telefonici Vodafone e Wind "è un accordo commerciale", ha poi precisato Starace al termine dell'audizione. "Penso che lo raggiungeremo quasi con tutti", ha aggiunto.

Starace indica anche dov'è la convenienza dell'operazione sulla fibra. Utilizzando la rete Enel si hanno costi di cablaggio del 30-40% inferiori a quelli che si dovrebbero sostenere senza l'uso di tale infrastruttura. La rete elettrica, ha spiegato in audizione al Senato, "se messa in confronto con quella di tlc ha sempre una maggiore capillarità" visto che "a casa nostra è sempre piu' vicino un 'armadio' della linea elettrica di quello della linea telefonica". In Italia la rete di tlc puo' raggiungere 21 milioni di clienti finali, mentre quella elettrica arriva a 32 milioni.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.ECONOMIA Nel 2015 il 60% dei contratti fissi con gli incentivi pubblici

15 Marzo 2016, 09:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Nel 2015 il 60% dei contratti fissi  con gli incentivi pubblici
SEZ.ECONOMIA Nel 2015 il 60% dei contratti fissi  con gli incentivi pubblici

INSERITO DA MORENA MOTTA Su dieci contratti a tempo indeterminato stipulati nel 2015, in 6 casi il datore di lavoro ha beneficiato degli sgravi contributivi previsti dallo Stato. In termini assoluti su 2 milioni e 363 mila assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di contratto a termine, 1 milione e 442 mila hanno potuto usufruire degli incentivi straordinari previsti dal governo. È il risultato di un’analisi fatta dal Centro studi «ImpresaLavoro», sportello telematico dove si incontrano domanda ed offerta di lavoro, elaborando dati Inps. Per capire quanto siano stati importanti i contributi pubblici sul numero totale delle nuove attivazioni a tempo indeterminato, è utile analizzare il loro andamento mensile: a dicembre, ultimo mese disponibile per accedere al beneficio, sono stati attivati 181.900 contratti a tempo indeterminato contro gli 81.558 medi mensili del resto dell’anno, fa notare l’associazione, che facendo trapelare un po’ di preoccupazione, si chiede: «Cosa succederà quest’anno?».

Quasi 5 milioni e mezzo di rapporti

Complessivamente nell’ultimo anno sono stati attivati 5 milioni e 408 mila nuovi rapporti di lavoro, (+11,1% rispetto al 2014). Di questi contratti, sottolinea ImpresaLavoro, il 62% è rappresentato da assunzioni a termine (3 milioni e 353 mila), il 3,4% da contratti di apprendistato (184 mila) e il restante 34,6% (1 milione e 87 mila) da assunzioni a tempo indeterminato. I contributi statali hanno riguardato tra queste nuove attivazioni il 57,7% dei casi. Grazie anche a questi incentivi i nuovi contratti a tempo indeterminato sono cresciuti su base annua del 46,9%. È calato invece drasticamente il ricorso all’apprendistato (-20,3%) e rimangono stabili i contratti a termine (-0,4%). Un altro aspetto importante del mercato del lavoro tocca le trasformazioni: lo scorso anno se ne sono registrate 578 mila a tempo indeterminato (+44,8% rispetto al 2014). L’85% di queste trasformazioni sono riferite a contratti a termine con una crescita del 49,4%. Il restante 15% è costituito da contratti di apprendistato trasformati in rapporti a tempo indeterminato: in questo segmento la crescita su base annua è stata del 23,2%. Gli sgravi contributivi previsti dal governo hanno così influito su queste trasformazioni al punto che il 73,8% di questi contratti ne ha potuto beneficiare.

Il commento

«L’analisi dell’andamento degli occupati in Italia - commenta Massimo Blasoni, presidente del Centro studi ImpresaLavoro - segnala come non vi sia stato un incremento sensibile dei nuovi posti di lavoro e come la decontribuzione abbia favorito l’attivazione di nuovi contratti a tempo indeterminato perché molto vantaggiosi e la trasformazione di rapporti di lavoro a termine o atipici. Un obiettivo perseguito dal governo con l’impiego di risorse consistenti».

FONTE di Francesco Di Frischia CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.ECONOMIA Ecco perché i BTp sono più appetibili dopo l’intervento della Bce

14 Marzo 2016, 10:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Ecco perché i BTp sono più appetibili dopo l’intervento della Bce
SEZ.ECONOMIA Ecco perché i BTp sono più appetibili dopo l’intervento della Bce

INSERITO DA MORENA MOTTA È il BTp il titolo che più di ogni altro nell’eurozona attrae l’interesse dei mercati, dei grandi investitori istituzionali e delle banche d’investimento, sulla scia del Qe3 annunciato lo scorso giovedì da Mario Draghi e di un eventuale Qe4 già preannunciato come ulteriore intervento (al posto di altri tagli dei tassi) nel caso l’inflazione stenti a tornare attorno al 2 per cento. Il BTp è il titolo sul quale tende già da ora a concentrarsi il “risk on” sui bond periferici scaturito dalle novità presentate da Draghi. Molte grandi banche raccomandano BTp alla propria clientela istituzionale, anche se su un orizzonte non lungo: la fascia preferita è quella delle medie durate, titoli a 5-7 anni, dato che la parte a breve della curva è già scesa molto e potrebbe correre meno dopo lo stop a ulteriori tagli dei tassi negativi. La parte a lunga è esposta invece alle aspettative sull’inflazione, dovesse questa tornare in area 2 per cento.

I titoli di Stato italiani attraggono l’interesse degli investitori a caccia di rendimento perché rendono più dei core (la curva dei rendimenti italiana non sprofonderà tutta sottozero come quella tedesca) e promettono capital gain notevoli con il restringimento dello spread. Il flottante in circolazione dei BTp resterà abbondante nonostante il supercompratore a Francoforte, essendo l’Italia superindebitata: questo è tecnicamente un punto a favore importante in un mercato internazionale dei bond scosso da violenti strappi di volatilità. La rete di sicurezza del BTp future conferisce una marcia in più all’Italia su Spagna e Portogallo, che hanno i limiti dei piccoli mercati. Non da ultimo, non c’è grande alternativa ai BTp per la Bce. L’Italia è marginale rispetto ai numerosi allargamenti decisi dalla Bce sul bacino di titoli acquistabili: le obbligazioni societarie entrate nell’App (Asset Purchase Programme) dalla fine del primo semestre di quest’annno (attingendo la Bce da un mercato potenziale stimato tra i 470 e i 580 miliardi di euro) vedono in pole position le aziende tedesche e francesi, poco le italiane; per quanto riguarda gli enti pubblici e le banche di sviluppo nazionali, la Cdp emette pochissimi bond rispetto, per esempio, alla tedesca Kfw; anche sul fronte dell’estensione del Pspp (Public Sector Purchase Programme) agli enti locali, all’Italia non è andata bene perché non esistono Bor, Bop e Boc (Buoni regionali, provinciali e comunali). Il BTp quindi la fa da padrone nella quota italiana del Qe3 della Bce.

L’aumento dell’importo mensile nel Qe3 è elevato ma non elevatissimo perché è mancata la contestuale estensione della durata del programma. Tuttavia Draghi ha lasciato una porta aperta al Qe4 e questo nell’equazione a favore dei BTp entra.

La Bce ora ha portato da 60 a 80 miliardi l’acquisto di titoli su base mensile: dei 20 miliardi in più, 5 potrebbero essere coperti dalle obbligazioni societarie, altri 2-3 dagli enti pubblici ma con pesi diversi da Paese a Paese. I trader stimano che saliranno a circa 15 miliardi gli acquisti mensili complessivi di titoli di Stato da aprile 2016 a marzo 2017. Secondo Crédit Agricole CIB, gli acquisti Bce a quota 80 miliardi al mese saranno così ripartiti: 53,2 miliardi in titoli di Stato, 5,3 agenzie (come Cdp), 6,5 enti sovrannazionali (come Bei e Esm), 10 in cartolarizzazioni Abs e covered bonds e 5 miliardi in obbligazioni societarie.

Per quanto riguarda l’Italia, finora la Bce ha acquistato in media 7,3 miliardi di titoli di Stato al mese: dal prossimo aprile, con un aumento stimato tra 2,3 e 2,5 miliardi, la quota italiana dovrebbe salire a 9,6-9,8 miliardi. Fino al marzo 2017, senza il recente aumento, la Bce avrebbe acquistato una novantina di miliardi di titoli italiani: post-aumento, diventeranno 115-120 miliardi.

Il Qe1 e il Qe2 finora hanno portato la Bce a fare acquisti netti in titoli pubblici italiani per 8,5 miliardi al mese, per un totale di 96,2 miliardi (contro i 140 della Germania). Il Qe3 dovrebbe spingere all’insù i prezzi e giù i rendimenti: gli addetti ai lavori stimano che il Tesoro italiano effettuerà emissioni lorde nei prossimi 12 mesi di titoli di Stato acquistabili dalla Bce per poco più di 200 miliardi: di questi, il 55% verrà assorbito dal Qe3. Dall’avvio degli acquisti nel marzo 2015 fino al marzo 2017, la Bce (e per la sua quota la Banca d’Italia) avranno acquistato poco più di 200 miliardi di BTp.

Un Qe4 non è però affatto escluso dai mercati, che si aspettavano già dallo scorso giovedì un’estensione del programma di almeno 6 mesi se non addirittura 9 fino al dicembre 2017. La Bce potrebbe non essersi voluta spingere oltre il marzo 2017 perché al di là di quella data la carenza di titoli di Stato tedeschi acquistabili potrebbe rappresentare un serio problema a causa del vincolo della capital key (il limite del rendimento minimo equivalente al tasso dei depositi presso la banca centrale pesa ora meno perché i tassi negativi hanno raggiunto il livello minimo). Se l’inflazione dovesse deludere le aspettative che la vedono in solida ripresa a fine 2017 e nel 2018, e quindi se la Bce dovesse avere bisogno di estendere ulteriormente il programma degli acquisti di titoli, la rimozione del requisito della capital key potrebbe avvantaggiare i paesi più indebitati e quindi BTp e Oat francesi.

FONTE di Isabella Bufacchi IL SOLE 24H

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SEZ. ECONOMIA Auto, immatricolazioni in aumento a febbraio. Per Fiat Chrysler è record dal 2006

11 Marzo 2016, 08:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Auto, immatricolazioni in aumento a febbraio. Per Fiat Chrysler è record dal 2006

INSERITO DA STAFF Il mercato dell'auto accelera anche nel mese di febbraio. Dopo un buon inizio 2016, e un 2015 da record, le immatricolazioni di febbraio salgono a 172.241 con una crescita del 27,3% sullo stesso mese dello scorso anno. In crescita anche i passaggi di proprietà di auto usate, aumentati del 13,57% a 428.860 unità. Ancora una volta Fiat Chrysler Automobiles si conferma il leader e continua a battere il mercato. Infatti a febbraio, in un mercato cresciuto del 27,3%, FCA fa decisamente meglio e aumenta le vendite del 32,2%, con oltre 50 mila immatricolazioni. "Si tratta- spiega la nota di FCA- della quattordicesima crescita consecutiva migliore rispetto a quella ottenuta dal mercato e la più consistente da maggio 2006. Segno positivo per tutti i marchi: da Jeep +47,7% che in USA ha avuto un febbraio da record a Fiat +33,8% a Lancia +30% , sale anche Alfa Romeo del 7,8%. Nei primi due mesi del 2016 le registrazioni di Fiat Chrysler Automobiles sono state quasi 95 mila, pari a un incremento del 26,1 per cento in confronto allo stesso periodo dell'anno scorso. Anche in questo caso la crescita è sensibilmente migliore rispetto a quella ottenuta dal mercato (+22,6 per cento) A trainare questi risultati da record sono stati praticamente tutti i modelli di punta, compresa l'ultima arrivata Tipo, protagonista di un debutto sul mercato italiano davvero positivo. Per Massimo Nordio, presidente dell'UNRAE, Unione Nazionale Rappresentati Autoveicoli Esteri è stato un mese di febbraio effervescente che ha usufruito della spinta di un portafoglio contratti finalmente generoso, un giorno lavorativo in più l'effetto delle vendite a noleggio e delle poderose campagne promozionali". Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, elemento più importate è sicuramente il risveglio della domanda di sostituzione fortemente sacrificata nei lunghi anni della crisi che avevano portato le immatricolazioni in Italia nel 2013 su livelli inferiori del 47,7% ai massimi ante-crisi con un aumento dell'anzianità media delle auto del parco circolante di oltre due anni e mezzo. A questo elemento si è aggiunta la fiducia nella ripresa dell'economia diffusasi nel 2015 ed anche il forte calo dei costi di esercizio degli autoveicoli che nello scorso anno sono diminuiti del 4,5% con punte del 9,7% per la benzina e del 12,2% per il gasolio" IL MATTINO.IT

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