Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.economia

SEZ.ECONOMIA Mondadori diventa il primo editore digitale italiano

10 Maggio 2016, 10:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Mondadori diventa il primo editore digitale italiano
SEZ.ECONOMIA Mondadori diventa il primo editore digitale italiano

DI MORENA MOTTA Il gruppo Mondadori annuncia un accordo per l'acquisizione dei siti media di Banzai e diventa il primo gruppo editoriale digitale italiano. Il corrispettivo da pagare, al netto di un indebitamento finanziario netto normalizzato stimato di 16,4 milioni di euro, è pari a 24,6 milioni di euro.

"I termini dell'operazione - si legge in un comunicato - attribuiscono a Banzai Media Holding un valore pari a 45 milioni di euro, suddiviso in una componente fissa di 41 milioni di euro e un earn-out di 4 milioni di euro".

Le intese con Banzai prevedono inoltre la possibilità di individuare tra gli store di Mondadori Retail alcuni punti per allargare la rete Pick&Pay del Gruppo Banzai. L'acquisizione di Banzai Media Holding, che prevede le usuali dichiarazioni e garanzie a favore dell'acquirente, sara' regolata attraverso l'utilizzo di linee di credito già disponibili, e perfezionata nel corso del primo semestre del 2016.

Inoltre l'accordo prevede per Banzai la disponibilità di spazi pubblicitari per tre anni, con un beneficio stimato di circa 7 milioni di euro.

Questa operazione consente al Gruppo Mondadori, di cui è amministratore delegato Ernesto Mauri, di diventare il primo editore digitale italiano e di beneficiare della complementarità dei verticali delle due aziende. L'elevato know-how e le comprovate competenze tecnologiche di Banzai Media Holding, coniugate al valore dei brand e ai contenuti di elevata qualità editoriale di Mondadori,permetteranno al gruppo di accelerare il processo di evoluzione in ambito digitale.

L'acquisizione porterà a Mondadori oltre 8,9 milioni di utenti unici già attivi e alcuni siti di particolare rilevanza nel mercato italiano come PianetaDonna, Giallo Zafferano,Studenti.it e Mypersonaltrainer.

Mondadori raggiungerà la leadership nei verticali women, food, health & wellness, aree strategiche che consentono di integrare e ampliare l'offerta multicanale dei brand già in portafoglio, e con rilevanti potenzialità di crescita anche attraverso innovazione di prodotto e iniziative di brand extention.

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Nuovi obblighi di lettura per consumi dell'acqua

9 Maggio 2016, 15:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Nuovi obblighi di lettura per consumi dell'acqua
SEZ.ECONOMIA Nuovi obblighi di lettura per consumi dell'acqua

DI MORENA MOTTA Fatturazioni sempre più rispondenti ai consumi effettivi di acqua grazie a nuovi obblighi di lettura, con almeno due tentativi all’anno; nuove modalità e garanzie per incentivare l’autolettura, comunicabile via telefono, web-chat o sms; obbligo di garantire l’installazione e il corretto funzionamento dei contatori, conservazione dei dati di misura per 5 anni perché si possano utilizzare per le verifiche.

Nel dettaglio, nel caso di utenti, famiglie o condomini, con consumi medi annui fino a 3.000 mc i gestori dovranno effettuare almeno 2 tentativi di lettura all’anno, distanziati almeno 150 giorni solari l’uno dall’altro; oltre i 3.000 mc l’obbligo diventa di almeno 3 tentativi, distanziati almeno di 90 giorni.

Per le nuove attivazioni dovrà essere effettuato un tentativo di raccolta della misura entro sei mesi dalla data di inizio della fornitura.

Sarà obbligatorio reiterare il tentativo di lettura se per due volte consecutive non fosse andato a buon fine e se non vi fosse alcuna autolettura disponibile.

Sono le principali novità introdotte dall’Autorità per l'Energia con la delibera 218/2016/R/idr che, da luglio 2016 per le fasi preparatorie e piena operatività da gennaio 2017, introduce una disciplina uniforme a livello nazionale per garantire più certezza nella determinazione dei consumi di acqua ai fini della fatturazione, promuovendo anche l’utilizzo efficiente della risorsa idrica, per la riduzione degli sprechi e una maggiore consapevolezza nelle scelte di consumo.

Le novità si inseriscono nel percorso avviato nel 2012 con la prima Direttiva per la trasparenza dei documenti di fatturazione, con cui l’Autorità ha definito le informazioni minime da evidenziare in bolletta, anche in merito alle modalità di rilevazione dei consumi e messa a disposizione del consumo annuo dell’utente finale, calcolato sulla base delle letture effettive e/o autoletture o delle migliori stime disponibili.

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA SALERNO Delocalizzazione Fonderie Pisano, la posizione di Legambiente Pontecagnano

7 Maggio 2016, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA SALERNO  Delocalizzazione Fonderie Pisano, la posizione di Legambiente Pontecagnano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il circolo Legambiente “Occhi Verdi” Pontecagnano, intende rendere nota la propria posizione in merito alla questione della delocalizzazione delle Fonderie Pisano in località Sardone o Cupa Siglia. Il Circolo acconsentirebbe alla delocalizzazione delle Fonderie solo nel caso in cui essa avvenisse in un’area industriale, con un obbligo di ammodernamento dell’impianto che garantisca la salubrità dei lavoratori e dell’ambiente circostante, con conseguente e necessario controllo e monitoraggio continuo dello stesso. Solo la realizzazione di un polo meccanico di ultimissima generazione consentirebbe un impatto minimo e l’utilizzo di uno spazio minore e la possibilità di delocalizzare in località Sardone o località Cupa Siglia non ci sembra assolutamente rispondere a questi requisiti.

In attesa della definizione della nuova destinazione delle Fonderie, sarebbe necessario obbligare la proprietà a rispettare sin da oggi le norme già vigenti in materia ambientale per limitare da subito quelli che l’Arpac ha definito nella propria relazione situazioni “di immediato pericolo e danno per l’ambiente e la salute pubblica”. A tal scopo prima ancora di decidere qualsiasi tipo di delocalizzazione ai confini del nostro territorio o addirittura all’interno del nostro Comune, come da qualche giorno il Sindaco Ernesto Sica sembra valutare, auspichiamo un tavolo provinciale e intercomunale per affrontare tale emergenza.

Ben sappiamo che spesso non è il livello qualitativo degli impianti a costituire il problema reale bensì l’utilizzo che se ne fa. Ricordiamo infatti l’attività non sempre trasparente del cementificio, già esistente alle porte della città picentina, per il quale il Circolo chiede da tempo maggior controllo per evitare abusi e attività dannose per la salute pubblica.

“Proprio in questi giorni il Comitato Salute e Vita di Salerno ha consegnato in Procura i dati relativi alle malattie e i decessi che potrebbero essere collegati all’attività delle Fonderie – ha dichiarato la Presidente Carla del Mese – numeri che spaventano se tale correlazione dovesse essere dimostrata e che obbligano maggiormente il governo cittadino ad una valutazione seria e attenta della situazione oltre che ad una posizione forte e chiara che non lasci spazio ad inutili provocazioni”

IL GAZZETTINO VESUVIANO

Leggi i commenti

Bce: "Aggiustamenti di bilanci e riforme lente gravano sulla crescita"

6 Maggio 2016, 20:33pm

Pubblicato da Alessia Chianese

MILANO - "Il processo di aggiustamento dei bilanci in diversi settori" e "il ritmo insufficiente di attuazione delle riforme strutturali in alcuni Paesi", insieme alle "prospettive di crescita contenuta nei mercati emergenti" sono i fattori che gravano ancora sulla crescita economica europea, che fanno parlare la Bce di "rischi al ribasso" sulla ripresa dell'area con la moneta unica. E' la diagnosi, che ormai si ripete da tempo, contenuta nel Bollettino economico della Banca centrale europea, i cui contenuti erano stati in parte anticipati nei giorni scorsi e che comprendevano la reprimenda agli Stati che hanno debito troppo elevato, tra i quali l'Italia è un caso-scuola. Proprio sulle prospettive del Belpaese, dalla nota mensile pubblicata dall'Istat emergono segnali contrastanti: "L'economia italiana presenta segnali positivi associati al miglioramento della produzione industriale, al consolidamento dell'occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie. Tuttavia l'evoluzione del clima di fiducia rimane incerta e l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana segnala rischi di un rallentamento dell'attività economica nel breve periodo", annota l'Istituto di Statistica. Nel documento della Bce, invece, si prende atto del placarsi della turbolenza finanziaria di inizio anno, del continuo miglioramento delle condizioni di finanzamento di Stati e aziende (grazie al potenziamento del Quantitative easing da parte della stessa Eurotower) e della permanenza a livelli bassi dell'inflazione, a causa dei corsi del petrolio. Fattori che - uniti alle politiche fiscali leggermente espansive e al recupero dell'occupazione - operano a favore della domanda interna all'Eurozona. E' proprio il fronte interno, infatti, a sostenere la ripresa, mentre l'appiglio dell'export e dei Paesi emergenti si è dissolto. Proprio in tema di tassi d'interesse, il Bollettino ricorda l'ultima scelta del board della Bce di non toccare ulteriormente i livelli. Ma si prende atto dell'avvio dell'ampliamento degli "acquisti mensili nell'ambito del programma di acquisto di attività a 80 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 60 miliardi di euro". Il Qe dovrebbe "proseguire sino alla fine di marzo 2017, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione" posto vicino al 2%. Inoltre, si ricorda, "a giugno la Bce condurrà la prima della nuova serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT II) e avvierà gli acquisti nell'ambito del programma di acquisto di attività del settore societario". Si tratta di un piano da 1.600 miliardi di possibili erogazioni a quattro, che le banche potranno chiedere in base alla quantità di prestiti (non mutui per la casa) che hanno concesso all'economia reale. La stessa Bce, però, ricorda che per giudicarne gli effetti l'ammontare erogato sarà solo uno dei parametri da tenere d'occhio. Poi, come di consueto, la Bce si conferma attenta a monitorare la situazione: "Nel contesto attuale è indispensabile assicurare che le condizioni di inflazione estremamente bassa non si radichino in effetti di secondo impatto sul processo di formazione di salari e prezzi".

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Deutsche Bank indagata a Trani per "manipolazione di mercato"

6 Maggio 2016, 11:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Deutsche Bank indagata a Trani per "manipolazione di mercato"

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA La Deutsche Bank di Francoforte Sul Meno è indagata permanipolazione di mercato dalla procura di Trani assieme all'ex management del gruppo. La vicenda riguarda la massiccia vendita, per 7 miliardi di euro circa, di titoli di Stato italiani avvenuta nel primo semestre 2011. Nei giorni scorsi militari della Guardia di Finanza di Bari, assieme al pm Michele Ruggiero, hanno compiuto sequestri di atti e mail nella sede milanese dell'istituto tedesco, in piazza del Calendario, e avrebbero ascoltato testimoni.

Sono cinque gli indagati: l'ex presidente di Deutsche Bank Josef Ackermann, gli ex co-amministratori delegati Anshuman Jain eJurgen Fitschen (quest'ultimo è attualmente co-AD uscente della Banca), l'ex capo dell'ufficio rischi Hugo Banziger, e Stefan Krause, ex direttore finanziario ed ex membro del board di Db.

L'ex management del gruppo di Francoforte è accusato di manipolazione del mercato perché mentre comunicava ai Mercati finanziari la sostenibilità del debito sovrano dell'Italia, nascondeva agli stessi Mercati e al Ministero dell'Economia italiano (Mef) la reale intenzione della Banca di ridurre drasticamente e nel brevissimo termine (nel primo semestre 2011) il possesso di titoli del debito italiano in portafoglio che a fine 2010 ammontava a otto miliardi di euro. La vendita massiccia dei titoli di Stato italiani per oltre sette miliardi di euro entro giugno 2011 - secondo il pm di Trani Michele Ruggiero - ha alterato il valore di mercato dei titoli stessi perché è stata fatta violando la normativa in vigore.

Ad essere ascoltato come testimone sarebbe stato il responsabile di Db Italia, Flavio Valeri, presidente e consigliere delegato del Consiglio di gestione di Deutsche Bank Italia, estraneo alle indagini in corso che riguardano esclusivamente le attività della sede tedesca della banca.

Il pm Ruggiero ritiene di essere competente ad indagare in base all'articolo 10 del Codice di procedura penale. Secondo questa norma, in caso di reato commesso interamente all'estero da soggetti stranieri residenti all'estero, la competenza è del pm che per primo ha iscritto la notizia di reato.

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Troppi debiti? Ecco cosa fare per accedere alla legge «salva-suicidi»

4 Maggio 2016, 09:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Troppi debiti? Ecco cosa fare per accedere alla legge «salva-suicidi»

INSERITO DA STAFF Anche a Napoli si moltiplicano le richieste di adesione alla cosiddetta “legge salva-suicidi”, dopo il precedente favorevole di una cittadina di Busto Arsizio, che è riuscita a ridiscutere il suo debito con Equitalia riducendolo a 11 mila euro, rispetto agli 86 mila previsti inizialmente.

La normativa che regola il sovraindebitamento rappresenta una soluzione concreta per molti soggetti che non sono più in grado di far fronte ai debiti contratti (verso banche, finanziarie, fornitori privati, Equitalia e le Pubbliche Amministrazioni). Con l’introduzione di tali disposizioni, l’Italia si è allineata agli altri Paesi europei e grazie al “fresh-start”, è possibile uscire dal problema del debito e ritornare a vivere serenamente.

Il Legislatore definisce il sovraindebitamento “una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte, nonchè la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni”.

Chi può accedere all’accordo di ristrutturazione del debito verso i propri creditori? Lo abbiamo chiesto all’avvocato Carlo Claps, presidente di Aidacon Consumatori (www.aidacon.it) che ha già raccolto tantissime richieste di adesione da parte di cittadini napoletani insolventi.

“Ne possono usufruire le persone che hanno assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (ad esempio dipendenti, pensionati e professionisti);i piccoli imprenditori al di sotto delle soglie di fallibilità;gli imprenditori agricoli, in quanto esclusi dalla legge fallimentare;altri soggetti non fallibili come, ad esempio, le associazioni e gli enti no profit. Si procede in questo modo: il sovraindebitato, avvalendosi di un organismo riconosciuto dalla legge o di un professionista (avvocato, commercialista…), può proporre ai creditori, depositandolo presso il Tribunale del luogo ove ha la residenza, un accordo di ristrutturazione del debito, sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori, precisando le modalità ed i termini di pagamento, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti nonché le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni. Per arrivare all’esdebitazione – precisa l’avvocato Claps - è necessario che l’accordo sia raggiunto con i creditori che rappresentano almeno il settanta per cento dei crediti. Se il creditore contesta il piano presentato, spetterà al Giudice valutarne la convenienza rispetto ad altre alternative, che comprendono anche la vendita dei beni del debitore”. DI ANGELO ROSSI IL MATTINO.IT

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Banche fallite: come funziona il rimborso degli obbligazionisti dopo l’ok del Cdm al decreto banche

2 Maggio 2016, 09:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Banche fallite: come funziona il rimborso degli obbligazionisti dopo l’ok del Cdm al decreto banche
SEZ.ECONOMIA Banche fallite: come funziona il rimborso degli obbligazionisti dopo l’ok del Cdm al decreto banche

INSERITO DA MORENA MOTTA Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sulle banche che disciplina i rimborsi per gli oltre 10 mila possessori di obbligazioni subordinate delle 4 banche fallite (Etruria, Marche, CariChieti e CariFerrara). «Noi stiamo dalla parte dei truffati», ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, purché siano truffati veri. Perciò la procedura prevede diversi paletti. Potranno accedere al rimborso automatico coloro che hanno un basso reddito (35 mila euro lordi) oppure un patrimonio mobiliare fino a 100 mila euro. Il rimborso non sarà mai totale, ma forfettario, pari all’80%, ma al netto dei rendimenti goduti sulle obbligazioni, se superiori a quelli medi dei titoli di Stato.

Chi sta sopra le soglie di ricchezza indicate potrà ricorrere all’arbitro dimostrando di essere stato truffato (non sarà semplice, ha fatto intendere Renzi). Secondo stime che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha invitato a prendere con cautela, poco più della metà dei 10 mila obbligazionisti potrà accedere al rimborso forfettario. Il fondo alimentato dal sistema bancario non sarà razionato, ha detto Padoan, e quindi non c’è il rischio che qualcuno possa restare senza rimborso per ché sono finiti i soldi. Il decreto contiene anche misure per aiutare il sistema bancario a rientrare dai crediti. «Passeremo da un tempo medio di 6-8 anni a 6-8 mesi», ha detto Renzi. In caso di inadempienza, la banca potrà acquisire il bene dato a garanzia del credito senza passare per le aste giudiziarie.

E sarà possibile il pegno non possessorio mobiliare (macchinari e scorte). Sempre a sostegno delle banche, si consentirà il prepensionamento fino a 7 anni, pagato dagli stessi istituti di credito, ha detto il premier.

FONTE di Enrico Marro e Lorenzo Salvia CORRIERE DELLA SERA

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Bonus fiscali, dal posto auto al materasso: 10 detrazioni di cui non sapevate nulla

1 Maggio 2016, 11:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Bonus fiscali, dal posto auto al materasso: 10 detrazioni di cui non sapevate nulla
SEZ.ECONOMIA Bonus fiscali, dal posto auto al materasso: 10 detrazioni di cui non sapevate nulla

INSERITO DA LUCIANA VERDILE Grazie al bonus ristrutturazioni, a quello sui mobili e al cosiddetto ecobonus, gli italiani potranno beneficiare di ampie detrazioni. Ma quali sono le spese che rientrano in questi incentivi e quanto si può risparmiare? Quanti sanno, ad esempio, che si possono detrarre i costi sostenuti per comprare mobili importati, per dotare di tecnologie robotiche le case di persone disabili, e per comprare lampade e materassi? E che invece non si possono inserire nella dichiarazione dei redditi le ricevute di mobili usati e tende?

ProntoPro.it, portale che permette l’incontro tra domanda e offerta di lavoro artigianale e professionale, ha realizzato un vademecum in 10 punti per scoprire alcune delle possibilità più interessanti e meno note offerte dai bonus. E così, a sorpresa, si scopre che dai posti auto fino ai mobili thailandesi le spese detraibili nel 730 sono molte e poco conosciute.

1 - Difendersi dai ladri conviene - "Con il bonus ristrutturazioni è possibile usufruire di una detrazione del 50% per gli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Via libera dunque ai rimborsi per lavori di apposizione di grate sulle finestre, vetri antisfondamento, casseforti a muro e porte blindate o rinforzate".

2 - La competenza si paga, ma si detrae - "C’è una ditta o un professionista che ritieni molto capace, ma eccessivamente costoso per le tue tasche? Con il bonus ristrutturazioni potrai ottenere il 50% del rimborso anche per le prestazioni professionali, l’acquisto dei materiali e le spese per perizie e sopralluoghi".

3 - Sei stato in Thailandia e ti sei innamorato di un pezzo unico - "Se desideri acquistare nuovi mobili all’estero, corredandoli di tutta la documentazione necessaria ai fini della detrazione, pagando con carta di credito o debito e documentando la spesa con fattura e ricevuta di avvenuta transazione, non ci sono motivi ostacolanti per la fruizione del bonus mobili. Potrai detrarre fino al 50%".

4 - Hai costruito un garage? Anche questo si può detrarre - "Se nel corso dell'anno avete messo mano al portafogli per realizzare un garage, un'autorimessa o anche un posto auto di pertinenza nel cortile condominiale, buone notizie, la spesa è detraibile nella misura del 50%".

5 - Tecnologie robotiche e disabilità - "Muoversi all'interno della propria casa può essere un incubo per chi è costretto a spostarsi in sedia a rotelle; ecco quindi che nell'elenco delle spese detraibili col bonus ristrutturazioni rientrano quelle fatte per dotare l'immobile delle tecnologie robotiche in grado di migliorare la comunicazione e la mobilità interna ed esterna alla casa in cui vivono persone con gravi disabilità fisiche e motorie. La detrazione a cui si ha diritto in questi casi è pari al 50% della spesa sostenuta".

6 - Scosse, terremoti e detrazioni - "L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo e, proprio per questo motivo, se volete realizzare degli interventi antisismici su prime case o edifici adibiti ad attività produttive in zone ad alta pericolosità, la detrazione è pari al 65% per le spese sostenute dal 4 agosto 2013".

7 - Arte… contemporanea - "Chi è così fortunato da possedere un immobile di valore storico o artistico e vuole adeguarlo alle esigenze funzionali di un uso contemporaneo, può farlo usufruendo di una detrazione del 50%. Al fine di valorizzare e conservare gli edifici è anche ammesso l’uso di materiali e tecnologie diverse da quelli originali a condizione che non contrastino con il carattere complessivo degli stessi".

8 - Detrai e… raddoppia - "Se hai già effettuato dei lavori su un immobile beneficiando di un incentivo, e intraprendi nuovi lavori di riqualificazione puoi usufruire di un’altra detrazione. Le condizioni? Il limite complessivo di rimborso è pari a 96.000 euro per unità immobiliare, quindi, se si tratta della prosecuzione di una precedente ristrutturazione, si dovrà tenere conto delle somme già spese, se si tratta di un intervento completamente nuovo si potrà usufruire dell’intera detrazione, ma la diversità dovrà essere dimostrata attraverso la presentazione della denuncia di inizio attività (DIA), il collaudo dell’opera e la dichiarazione di fine lavori".

9 - Un bonus non esclude l’altro - "L’uso di una determinata tipologia di bonus non è esclusivo e si può usufruire di più incentivi. Attenzione però ai tempi; per ottenere il bonus mobili oltre a quello per la ristrutturazione di casa, ad esempio, è necessario che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle necessarie per l’arredo dell’immobile".

10 - Si fa presto a dire arredi! - "Soprattutto per i giovani che vanno a vivere da soli, uno dei bonus fiscali più interessanti è quello legato all’acquisto di mobili. Ma, ai fini fiscali, non tutti i mobili sono uguali. Si può ottenere la detrazione per i materassi, per lampade e lampadari, per mobili nuovi fatti su misura, per i letti, gli armadi, le cassettiere, le librerie, le scrivanie, i tavoli, le sedie, i comodini, i divani, le poltrone, le credenze, le cucine, i mobili per arredare il bagno e quelli per l’esterno. Nessun rimborso, al contrario, per porte e tende, ma anche per complementi di arredo o mobili usati e antichi". IL MATTINO

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Spese universitarie a doppio binario

30 Aprile 2016, 08:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Spese universitarie a doppio binario
SEZ.ECONOMIA Spese universitarie a doppio binario

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Spese universitarie a due vie nella precompilata 2016. Quelle comunicate dalle Università statali sono riportate integralmente nel 730 predisposto dall’Agenzia, mentre le spese comunicate dagli atenei non statali i contribuenti le troveranno indicate solo nel foglio riepilogativo. E non saranno le sole. Nel foglio riepilogativo troveranno posto tutto quegli oneri detraibili o deducibili di cui l’amministrazione finanziaria non ha una visione diretta e per i quali occorre riscontro presso soggetti terzi. Tra questi i bonus Irpef per la ristrutturazione edilizia e quelli per la riqualificazione energetica degli edifici, ma anche le spese mediche detraibili a determinate condizioni come ad esempio quelle per le cure termali che devono essere accompagnate dalla prescrizione medica.

Le grandi novità della precompilata 2016 sono dunque le spese universitarie, quelle sanitarie, quelle funebri, i bonus casa e i contributi per la previdenza complementare. Si tratta degli oneri che negli ultimi anni hanno fatto registrare la più altra frequenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Per le spese universitarie, oltre a precisare il doppio binario tra atenei pubblici e privati, occorre fare attenzione agli importi da portare in detrazione. Queste spese, infatti, sono detraibili in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del ministero dell’Istruzione. Decreto che tiene conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali ma che allo stato attuale, come spiega nelle sue Faq la stessa agenzia delle Entrate, non risulta ancora emanato. Due fattori questi che potrebbero obbligare il contribuente a integrare la dichiarazione ricevuta dalle Entrate. Sulle tipologie di voci l’elenco indicato dalle Entrate include i corsi di istruzione universitaria, quelli universitari di specializzazione, di perfezionamento, master che per durata e insegnamento siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, nonché corsi di dottorato di ricerca.

Non sono indicate nella dichiarazione precompilata altre tipologie di spese universitarie come quelle per i test di ammissione o di preselezione. In questo caso sarà necessario integrare la dichiarazione con le ulteriori spese detraibili. Con tutta probabilità l’integrazione riguarderà anche le tasse regionali e i relativi rimborsi in quanto spesso le università non gestiscono questa tipologia di informazioni e pertanto non le hanno comunicate all’amministrazione finanziaria.

Le spese universitarie sono indicate in dichiarazione al netto dei rimborsi. Questi ultimi se riferiti a spese sostenute in anni precedenti sono indicati nel 730 o Unico precompilato tra i redditi da assoggettare a tassazione separata. L’Agenzia, infatti, non può sapere se le spese siano state effettivamente detratte dal contribuente nelle dichiarazioni passate. Se poi il contribuente, nelle precedenti dichiarazioni, non ha utilizzato in detrazione le spese rimborsate (tutte o in parte) oppure ha detratto le spese sostenute già al netto dei relativi rimborsi, può comunque modificare la dichiarazione precompilata riducendo o eliminando i rimborsi indicati tra i redditi da assoggettare a tassazione separata.

Stesso identico percorso seguiranno i rimborsi delle spese sanitarie degli anni d’imposta precedenti. In particolare l’amministrazione ha chiarito che i rimborsi riferiti a spese sostenute in anni di imposta precedenti sono riportati nel rigo D7 del modello 730 o nel rigo RM8 del modello Unico, tra i redditi da assoggettare a tassazione separata. In generale le spese sanitarie, al netto dei rimborsi, sono riportate nel rigo E1, colonna 2; del 730 o nel rigo Rp1, colonna 2 di Unico. Le principali voci di spesa sono quelle relative a ticket, dispositivi medici comunitari, prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, visite mediche, prestazioni diagnostiche e strumentali, prestazioni chirurgiche, ricoveri ospedalieri, al netto del comfort, nonché le certificazioni mediche. Mancheranno le farmacie che invieranno i loro dati solo per le spese sostenute a partire dal 2016 così come quelle prestazioni erogate da istituti non convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Saranno comunque a disposizione dei contribuenti le spese relative ai ticket farmaceutici (la cosiddetta «ricetta rossa»), i cui dati sono stati acquisiti direttamente dall’Agenzia direttamente dal Sistema tessera sanitaria. Tra le funzioni che saranno disponibili da oggi, salvo imprevisti, ci sarà la possibilità per il contribuente di controllare attraverso il sistema tessera sanitaria tutte le spese mediche sostenute nel 2015. Attenzione, però: come hanno precisato in più occasioni le Entrate per utilizzare le spese in detrazione occorre comunque il riscontro cartaceo dello scontrino o della ricevuta fiscale.

Sulle spese funebri il contribuente troverà i dati delle fatture emesse in occasione dell’evento dalle pompe funebri. Non saranno presenti quelle per le lapidi o per la lavorazione dei marmi che potranno essere inserite direttamente dal contribuente sempre nel limite dei 1.550 euro per funerale.

FONTE di Marco Mobili, Giovanni Parente IL SOLE 24h

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto: diverse criticità

15 Aprile 2016, 10:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto: diverse criticità
SEZ. ECONOMIA Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto: diverse criticità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dalla mancata definizione di «apparecchio televisivo», ai fini dell'applicazione del canone rai, all'assenza di garanzie sul rispetto e tutela della privacy, passando per il mancato 'concertò con il Mef, per la stesura dello schema di decreto ministeriale. Sono diverse le «criticità» evidenziale dal Consiglio di Stato, contenute nel parere sul provvedimento presentato dal ministero dello Sviluppo economico, che definisce le modalità di pagamento dell'abbonamento in bolletta.

Il Cds invita quindi l'amministrazione a «rivedere il testo regolamentare nel suo complesso» e «sospende l'espressione del parere» in attesa dell'integrazione. Il Consiglio bacchetta il Mise, prima di tutto, per non aver rispettato la «forma»: il decreto non è stato scritto di concerto con il ministero dell'Economia ma, da parte di via XX settembre, è stato espresso un semplice nulla osta al proseguio dell'iter processuale.

«È qualcosa di sostanzialmente diverso» perché, spiega l'organo di consulenza giuridico amministrativa, con il concerto «il ministro partecipa all'iniziativa politica, concorrendo ad assumere le responsabilità», spiega il Consiglio di Stato. Poi si passa alle osservazioni di merito, partendo dalla «mancata definizione di apparecchio televisivo», ai fini dell'imposizione del canone. In particolare il Cds rileva che «nel testo del regolamento manca un qualsiasi riferimento ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo, la cui detenzione comporta il pagamento del relativo canone di abbonamento e al fatto che il canone deve essere corrisposto per un unico apparecchio, prescindendo dall'effettivo numero di apparecchi posseduto dal singolo utente».

Il Consiglio di Stato ricorda che questo è un aspetto particolarmente importante, visto che «lo sviluppo tecnologico dei dispositivi di comunicazione ha reso disponibili sul mercato molteplici 'devicè che consentono funzioni di ricezione di programmi televisivi, pur essendo destinati a finalità e usi strutturalmente diversi», come tablet e smartphone. Si passa poi ai profili di rispetto e tutela della privacy, collegati allo scambio di informazioni tra diversi enti, previsto dal regolamento. «Nelle norme in esame -osserva il Cds- non si rinviene alcun riferimento alla problematica».

Il Consiglio di Stato rivela inoltre che nel regolamento «non sono state previste forme di adeguate pubblicità, rispetto all'elevato grado di diffusione raggiunto dal mezzo televisivo». L'organo invita quindi l'amministrazione a dare «la massima diffusione, nelle forme ritenute più opportune, alle disposizioni del procedimento di riscossione del canone», con particolare riferimento a quelle che implicano adempimenti a carico dell'utenza. IL MATTINO

Leggi i commenti