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Bce: "Aggiustamenti di bilanci e riforme lente gravano sulla crescita"

6 Maggio 2016, 20:33pm

Pubblicato da Alessia Chianese

MILANO - "Il processo di aggiustamento dei bilanci in diversi settori" e "il ritmo insufficiente di attuazione delle riforme strutturali in alcuni Paesi", insieme alle "prospettive di crescita contenuta nei mercati emergenti" sono i fattori che gravano ancora sulla crescita economica europea, che fanno parlare la Bce di "rischi al ribasso" sulla ripresa dell'area con la moneta unica. E' la diagnosi, che ormai si ripete da tempo, contenuta nel Bollettino economico della Banca centrale europea, i cui contenuti erano stati in parte anticipati nei giorni scorsi e che comprendevano la reprimenda agli Stati che hanno debito troppo elevato, tra i quali l'Italia è un caso-scuola. Proprio sulle prospettive del Belpaese, dalla nota mensile pubblicata dall'Istat emergono segnali contrastanti: "L'economia italiana presenta segnali positivi associati al miglioramento della produzione industriale, al consolidamento dell'occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie. Tuttavia l'evoluzione del clima di fiducia rimane incerta e l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana segnala rischi di un rallentamento dell'attività economica nel breve periodo", annota l'Istituto di Statistica. Nel documento della Bce, invece, si prende atto del placarsi della turbolenza finanziaria di inizio anno, del continuo miglioramento delle condizioni di finanzamento di Stati e aziende (grazie al potenziamento del Quantitative easing da parte della stessa Eurotower) e della permanenza a livelli bassi dell'inflazione, a causa dei corsi del petrolio. Fattori che - uniti alle politiche fiscali leggermente espansive e al recupero dell'occupazione - operano a favore della domanda interna all'Eurozona. E' proprio il fronte interno, infatti, a sostenere la ripresa, mentre l'appiglio dell'export e dei Paesi emergenti si è dissolto. Proprio in tema di tassi d'interesse, il Bollettino ricorda l'ultima scelta del board della Bce di non toccare ulteriormente i livelli. Ma si prende atto dell'avvio dell'ampliamento degli "acquisti mensili nell'ambito del programma di acquisto di attività a 80 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 60 miliardi di euro". Il Qe dovrebbe "proseguire sino alla fine di marzo 2017, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione" posto vicino al 2%. Inoltre, si ricorda, "a giugno la Bce condurrà la prima della nuova serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT II) e avvierà gli acquisti nell'ambito del programma di acquisto di attività del settore societario". Si tratta di un piano da 1.600 miliardi di possibili erogazioni a quattro, che le banche potranno chiedere in base alla quantità di prestiti (non mutui per la casa) che hanno concesso all'economia reale. La stessa Bce, però, ricorda che per giudicarne gli effetti l'ammontare erogato sarà solo uno dei parametri da tenere d'occhio. Poi, come di consueto, la Bce si conferma attenta a monitorare la situazione: "Nel contesto attuale è indispensabile assicurare che le condizioni di inflazione estremamente bassa non si radichino in effetti di secondo impatto sul processo di formazione di salari e prezzi".
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