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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Cenerentola in biblioteca Congresso Usa Film Disney (1950) nel National Film Registry dei capolavori

21 Giugno 2019, 17:59pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Cenerentola di Disney del 1950 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Cenerentola" sbarca alla biblioteca del Congresso americano. Il film di Walt Disney del 1950 è stato nominato per entrare a far parte del prestigioso National Film Registry, del quale fanno parte alcuni dei capolavori più simbolici del cinema Usa. "Ha avuto un impatto a livello culturale talmente importante che ancora se ne parla dopo quasi 70 anni" ha commentato Mary Walsh, responsabile della Disney Animation Research Library.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI L'Italia tifa Camilleri, il papà di Montalbano alla sua ultima trincea

18 Giugno 2019, 08:13am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

L'Italia tifa Camilleri, il papà di Montalbano alla sua ultima trincea

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Avanti maistru», incita Fiorello, in siciliano, su Twitter. «Forza Nené, tutta la città è con te», dice il sindaco di Porto Empedocle (alias, Vigàta), Ida Carmina. «Forza maestro», twitta Fiorella Mannoia. «So che non hai paura di morire, ma resta ancora un po'», scrive su Instagram Peppino Mazzotta, ovvero Giuseppe Fazio in tv. Il ricovero «in condizioni critiche» di Andrea Camilleri, ieri all'ospedale romano Santo Spirito, in rianimazione dopo una crisi cardiorespiratoria, ha unito virtualmente tutta la penisola in un unico, solidale, abbraccio. La prognosi resta riservata, ha detto il direttore del dipartimento dedicato alle emergenze, Roberto Ricci. «Lo scrittore è arrivato con un arresto cardiocircolatorio» ed è attaccato a un macchinario per respirare.
LA PARABOLA
Il papà del commissario Montalbano, 93 anni, ha sempre lavorato, in questi ultimi anni, con l'entusiasmo (e i ritmi) di un ragazzino. Il suo ultimo romanzo dedicato al commissario Montalbano, Il cuoco dell'Alcyon, proprio in queste settimane è primo in classifica, come tutti quelli precedenti. Difficile immaginare un uomo capace di unire i due poli della Penisola, allo stesso modo, nel nome di un mondo e di una lingua immaginari. Entrare nei suoi libri, all'inizio, non è facile: ma una volta compresi i trucchi del suo singolarissimo siciliano, nessuno riesce più a uscirne. Un'operazione che neppure Carlo Emilio Gadda, con il milanese e il romanesco, è riuscito a rendere popolare.
UMANITÀ
«Io credo nell'umanità, ho fiducia nell'uomo», ha scritto Camilleri nel suo ultimo memoir, Ora dimmi di te, una lunghissima lettera alla nipote Matilda. È a lei che si rivolge, quando dice che non c'euna sola pagina che «non abbia scritto con sincerità assoluta, per totale bisogno di raccontare». «Io stesso mi considero più che uno scrittore un contastorie, cioè uno che esaurisce nel piacere della narrazione ogni sua possibilità di espressione».
Sin dal suo esordio, nel 1978, fino alla definitiva consacrazione, alla fine degli anni Novanta, con La forma dell'acqua, il primo romanzo con il suo iconico commissario, Camilleri si è dimostrato un grande affabulatore, che deve moltissimo alla tradizione dei cunti e dei racconti orali, ma anche alla propria formazione teatrale (ha studiato e poi insegnato all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico, portato i drammi di Beckett e Ionesco in Italia) e televisiva: fu proprio lui a firmare, come delegato alla produzione, le fiction (allora si chiamavano sceneggiati) con Gino Cervi nei panni del commissario Maigret. Una vera premonizione.
Al teatro, in particolare, non aveva mai rinunciato. Dopo il fortunato spettacolo su Tiresia, mitico indovino cieco che molto ricorda lui stesso, Camilleri sarebbe dovuto andare in scena il prossimo 15 luglio, per raccontare (sempre di persona sul palco) l'Autodifesa di Caino.
DIALOGO
«Non ho paura di morire, mi dispiace solo enormemente di dover lasciare le persone che più amo», scriveva Camilleri alla nipote. «L'ultima cosa che ho imparato consiste nell'avere necessariamente un'idea, chiamala pure ideale, e a essa attenersi fermamente»; ma questo «senza nessuna faziosità, ascoltando sempre le idee degli altri», e magari, perché no, cambiando la propria idea. «Ricordati che, sconfitta o vittoriosa, non c'e bandiera che non stinga al sole».
In occasione di Tiresia, aveva detto al Messaggero di sognare un mondo in cui «fosse possibile discutere di tutto senza aver bisogno di ricorrere all'insulto», dove ci sia «una estrema civiltà di rapporti». Anche nelle ultimissime interviste radiofoniche, si percepiva un forte pessimismo, per un'Italia ormai incline allo scontro, in cui non si riconosceva più. Eppure, nessuno come lui è riuscito a unire questo Paese. Gli ascolti, quando va in onda Montalbano, sono eccezionali; e si verifica, puntualmente, il miracolo della replica che batte lo spettacolo inedito: l'ultimo episodio rimandato in onda dalla Rai, dal titolo La pazienza del ragno, ha totalizzato 5,5 milioni di spettatori, battendo Il grande fratello contemporaneamente su Canale 5.
Anche la solidarietà per Camilleri in ospedale è stata trasversale (malgrado i soliti haters e le differenti visioni politiche: il cuore di Camilleri batte da sempre a sinistra). Moltissimi i parenti, gli amici, gli ammiratori, al Santo Spirito in attesa di notizie. In fondo, gli steccati non servono: «Alzare muri significa chiudersi in casa con lo stesso nemico».

RICCARDO DE PALO IL MATTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ed Sheeran incanta il pubblico di Firenze Rocks Novanta minuti di show con 13 canzoni e assaggio nuovo album

15 Giugno 2019, 10:07am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Ed Sheeran in una foto d'archivio © AP

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FIRENZE - Abbigliamento semplice, jeans e maglia della Nazionale italiana di calcio, inconfondibili capelli rossi spettinati e un carisma che riempie il palco per la seconda serata del Firenze Rocks. Ed Sheeran e la sua voce delicata fanno il loro debutto nella terza edizione del festival musicale fiorentino alle 21.10 in perfetto orario, intonando Castle on the Hill, brano tratto dell'ultimo disco, pubblicato a marzo 2017 e subito vincitore del Grammy Award. Dopo un lungo applauso liberatorio, i 65mila fan accorsi da tutta Italia e dall'estero per vedere la popstar, hanno iniziato a cantare con il 28enne britannico, ballando e scambiandosi sguardi compiaciuti per un inizio che centra in pieno le aspettative.

Lui risponde con un 'grazie Firenze' e riprende a suonare. Il palco è essenziale, senza coreografie o installazioni, soltanto un maxi schermo alle spalle di Sheeran e due schermi giganti montati sui lati. Prima della star della serata sono saliti sul palco della Visarno Arena Matt Simons, con le sue sonorità pop, Zara Larsson, cantautrice svedese alla ribalta grazie all'album di debutto So good, e gli attesissimi Snow Patrol, unici rappresentanti del rock in una serata completamente votata al pop e al contemporary R&B. Per Sheeran la tappa fiorentina rientra in un tour europeo che nei prossimi giorni toccherà anche Roma e Milano con altre due concerti da tutto esaurito e record di incasso. Oltre a presentare l'album Divide, disco più venduto in Italia nel 2017, il tour di Sheeran apre la strada all'uscita del prossimo album, il 12 luglio, dal titolo No.6 Collaborations Project che propone una carrellata di nuovi brani creati con altri artisti. Tra questi, l'ultimo singolo I Don't Care, in collaborazione con Justin Bieber, suonato dal vivo proprio questa sera davanti ai fan del Firenze Rocks come assaggio del nuovo album. Per il resto è un tripudio di grandi successi della musica pop, contaminata da una sfumatura country, e conditi con la partecipazione di un pubblico generoso e preparatissimo.

Nonostante la giovane età, Sheeran dirige il concerto come un veterano del palcoscenico, cambia spesso chitarra, interagisce di continuo con il pubblico ed è in grado di alternare momenti in cui fa cantare e ballare tutti, come con Galway girl e Sing, ad attimi di profonda intimità con brani come The a Team e Photograph. Non mancano Bloodstream, I see fire e Thinking out loud per i quali Sheeran chiede la partecipazione dei 65mila fan che non si fanno rovinare la festa dalle poche gocce di pioggia che iniziano a cadere sul Visarno. Ma le vere perle del concerto arrivano alla fine, quando la popstar intona Perfect, cantata in parte in italiano come Andrea Bocelli nel loro celebre duetto, e Shape of you, uno dei pezzi più importanti della sua carriera, in cui Sheeran dà il meglio di sé. Dopo oltre novanta minuti di spettacolo, 13 brani, la popstar dai capelli rossi saluta il pubblico con un 'grazie mille Firenze, buona notte'. Alla Visarno Arena, nel tempio del rock e delle star 'maledette' stasera Ed Sheeran ha dimostrato, ancora una volta, quanto potere può avere un cantante con la chitarra in mano e la faccia da bravo ragazzo. 

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Grande Fratello 2019, la finale: Vince Martina Nasoni, Enrico Contarin secondo Gianmarco, Gennaro, Daniele, Francesca e Erica eliminati

11 Giugno 2019, 08:18am

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Gf 16, Francesca De André sbotta l'ultima notte prima della finale: «Prendo una mazza e faccio razzia»  

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' stata la rivincita delle persone normali, il cuore vero del Grande Fratello 2019 . In una sedicesima edizione "De  Andrè centrica" a vincere è stata Martina Nasoni, secondo posto per Enrico Contarini. Medaglia di bronzo per Gianmarco Onestini. Gennaro Lillio vede sfumare il suo sogno di vittoria ad un passo dalla finale che abbiamo seguito in diretta minuto per minuto su Leggo.it.  Appena Francesca De Andrè è passata per la prova televoto è stata eliminata senza appello dal pubblico ormai insofferente. 

Grande Fratello 2019, lite tra Francesca De Andrè e Taylor Mega: «Sei famosa perchè cambi gli uomini come le mutande» 
Grande Fratello 2019, Barbara D'Urso ringrazia il suo pubblico: «Nonostante Montalbano ci avete regalato il 20%» 
Grande Fratello 2019, Francesca De Andrè contro Mila Suarez: «Hai bisogno di soldi?Smettila di farti pagare, fai qualcosa da sola» 




GRANDE FRATELLO 2019, LA CRONACA DELLA FINALE SU LEGGO.IT

01.45 Con la vittoria di Martina Nasoni si conclude anche la nostra diretta. Grazie come sempre per essere stati con noi.

01.44 Barbara D'Urso rientra in studio per abbracciare la vincitrice: «è stato un Grande Fratello favoloso, grazie a tutti. Ci vediamo fra un anno» e Martina saluta tutti: «co cuore»

01.36 Martina Nasoni vince il Grande Fratello 16, Enrico Contarin secondo classificato

01.33 Mentre Enrico e Martina sono in studio freezzati, Barbara D'Urso entra in casa: «Ho pensato di entrare io in casa e di lasciarvi sola in studio e stare qui io a dirvi chi è il vincitore». Chiuso il televoto, Enrico e Martina si abbracciano.

01.23 Si spengono le luci nella casa del Grande Fratello 2019 sulle note di Leave a Light On di Tom Walker. Enrico e Martina conosceranno il verdetto finale in studio.

01.19 In studio Gianmarco Onestini.

01.16  Best of dei due finalisti Enrico e Martina

01.05 Gianmarco eliminato. In finalissima Enrico e Martina


00.57 Daniele Dal Moro in studio. Chiuso il televoto.

00.48 Televoto flash tra Daniele e Martina chiuso. Daniele eliminato con percentuali bulgare, l'81%, Martina in finale

00.42 Momento sorpresa anche per Daniele. Dopo la lettera che ha scritto arriva anche per lui l'amata mamma che può vedere da dietro un vetro. In casa fa a sorpresa l'ingresso il papà.

00.33 «Gennaro hai perso per colpa di Francesca», sentenzia Malgioglio. «Sono sempre stato me stesso, non penso che Francesca abbia influito negativamente sul mio percorso.Io sono felice per com'è andata e così mi basta». Entra la mamma ad abbracciarlo.

00.29 Gennaro in studio, eliminato con il 60%. Best of anche per lui.

00.25 Momento sorpresa per Martina, la "ragazza con il cuore di latta", arriva la mamma.

00.16 Gennaro Lillio eliminato. Gianmarco Onestini prosegue la corsa. Si apre un nuovo televoto tra Daniele e Martina. Per ora il pronostico dei bookmaker sembra essere rispettato. 


00.09 chiuso televoto flash. Pubblicità

00.01 E' stato rimandato per tanto tempo, ora è il momento del faccia a faccia tra Mila Suarez e Francesca De Andrè. «Ci penseranno i miei avvocato fuori» commenta Mila «Hai bisogno di soldi? Fai qualcosa da sola, non attaccarti a qualcuno, amati tu. L'unica cosa che ti tocca è l'aspetto estetico, per questo ti ho attaccata dicendoti che hai la cellulite. Se ti rubano gli uomini è perchè hai qualcosa che non va. Un po' di contenuto Mila, non solo tette e culo, smettila di farti pagare le operazioni dai fidanzati». A bloccare la lite entra in studio la sorella Fabrizia.

Grande Fratello 2019, Mila Suarez denuncia Francesca De Andrè: «Sto male. Il bullismo è un reato»

23.54 In studio Francesca De Andrè, best of per lei. «Se non fossi stata così aggressiva avresti potuto vincere il Grande Fratello, non sei stat aun bell'esempio per il pubblico che guarda», le dice Malgioglio «Sono d'accordo, ho tirato il peggio di me - risponde la De Andrè - non mi sono mai trovata a gestire tutti questi casini davanti a tutti, non mi sarei mai aspettata di poter vivere tanto dolore. Dentro provo grande sofferenza che mostro con aggressione. Di tante cose mi vergogno, ma posso dire che quando mi guardo allo specchio posso dire di essere stata reale nel bene e nel male».

23.50 Sorpresa anche per Gianmarco Onestini. C'è una bellissima lettera della mamma. Gianmarco corre in passerella ad abbracciarla. Gianmarco chiede di Luca, il fratello, ma la mamma dice: «anche se non l'hanno fatto entrare ha trovato il modo di starti vicino»

23.43 Gennaro è in nomination con Giamarco al televoto flash. Sorpresa per lui, rivede il video di Maria la sorellastra che non ha mai conosciuto. Gennaro abbraccia il fratello gemello, poi entra Maria. Un momento bellissimo ed emozionante.

23.40 Erica Piamonte entra in studio, dopo il best of a sorpresa riceve l'abbraccio sei suoi genitori: «Noi ti daremo sempre dei consigli, spero giusti e saremo sempre dalla tua parte, ti sosterremo perchè sei nostra figlia e ti vogliamo bene».

23.17 Francesca De Andrè eliminata.queste le percentuali dei telespettatori: 44% Enrico, 38% Erica, 18% Francesca De Andrè. Enrico Contarin in finale. Si apre un nuovo televoto per decidere chi verrà eliminato. Gennaro pesca il blocco con il bollino e va al televoto diretto. A sfidarlo sarà Gianmarco. Daniele,Martina ed Enrico per ora son salvi.




23.16 Malgioglio si lamenta: «è un'ora e mezza che non parlo e non ci sto»

23.07 In attesa di conoscere il verdetto finale, sorpresa per Enrico e la sua amata Bessica. Enrico in passerella, ci sono delle ragazze per lui. Ovazione del pubblico in studio.

22.52 Francesca e Gennaro vanno al Lido Carmelita. Best of per loro.

22.39 Concorrenti freezzati. Entra in casa Veronica la figlia di Bobby Solo: «Sono emozionatissima, il Grande Fratello con me ha fatto un miracolo. Io e mio padre per quindici anni non ci siamo visti. Sia chiaro non giustifico la latitanza paterna, ma i genitori sono anche persone. Io sono la testimonianza di una bellissima storia del GF». In casa anche Bobby Solo.

22.31 Erica Piamonte è la prima eliminata 


22.24 Barbara D'Urso fa leggere a Francesca gli ultimi post che l'ex fidanzato Giorgio ha pubblicato su Instagram.

22.06 Entra Taylor Mega, sia lei che Francesca sono vestite di bianco. «Tu sei famosa perchè cambi gli uomini come cambi le mutande», la De Andrè parte subito all'attacco senza far parlare nessuno. «Ma tu sei venuta al Grande Fratello per farti odiare? - ribatte Taylor - Non ti sei fatta nemmeno una domanda su quello che ti ha detto Malgioglio. Fuori non ti sopporta nessuno e ho cercato di fartelo capire in tutti i modi. Io sono entrata per portare dei messaggi positivi. Gennaro non mi interessa,io gioco in un altro campionato». «Hai finito? Fai la tua sculettata e vai fuori, hai due neuroni che sbattano, sei una persona insicura e sola, mascherati dietro i tuoi champagne e barchette». «L'Italia ne ha piene le p**le di te. Ma ti sei vista e mi hai vista? Vacci piano con gli insulti». «Sai che cosa me ne frega se tutta l'Italia mi odia?». Interviene Gennaro cercando di mettere pace tra le due... inutilmente «la potete smettere? datevi la mano, è brutto vedere due donne che urlano così».

22.00 «Francesca è quella che si arrabbia, è quella che esagera, è quella ragazza fragile che piange: questa sei tu, non te ne vergognare. Francesca - dice Barbara D'Urso - sei stata una grande concorrente per un reality. Ti faccio un applauso. Sei stata brava e coerente perchè solo dopo aver chiuso con il tuo ormai ex ti sei lasciata andare a Gennaro. Le persone con una grande personalità sono amate e non».

21.54 Si parte come sempre da Francesca De Andrè, ma questa volta nessun dramma... o quasi. Un video riassume il suo rapporto d'amore e odio con Gennaro questa settimana.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Martina Nasoni vince il Grande Fratello 2019: Ecco chi è la ragazza con il cuore di latta

11 Giugno 2019, 08:02am

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Martina Nasoni vince il Grande Fratello 2019: Ecco chi è la ragazza con il cuore di latta

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Martina Nasoni è la vincitrice del Grande Fratello 2019. Modella di 21 anni nata a Terni, Martina ha ispirato la canzone di Irama "la ragazza con il cuore di latta", un vero e proprio porta fortuna. A lei il montepremi da 100 mila euro in palio. Su Leggo.it la cronaca della finale che abbiamo seguito in diretta minuto per minuto.

Grande Fratello 2019, Barbara D'Urso ringrazia il suo pubblico: «Nonostante Montalbano ci avete regalato il 20%» 
Grande Fratello 2019, Francesca De Andrè contro Mila Suarez: «Hai bisogno di soldi?Smettila di farti pagare, fai qualcosa da sola» 




Accento umbro, capelli lunghi e viso dolce che più dolce non si può. Martina Nasoni è la vincitrice della sedicesima edizione del Grande Fratello 2019. La modella nata a Terni è stata sin da subito la favorita alla vittoria, salvo poi spegnersi un po' durante il suo perconrso nella casa, complice il due di picche che le ha rifilato Daniele. Di puntata in puntata anche la sua quota sulla lavagna dei bookmaker si era alzata allontanandola dal podio, salvo poi farla risalire in quest'ultima settimana, per Stanleybet.it avrebbe dovuto vincere Enrico Contarin, arrivato secondo, mentre la Nasoni era subito dopo. Martina non è solo un giovane modella che soffre di un disturbo cardiaco congenito, è anche “Linda”, protagonista della canzone “La Ragazza con il cuore di latta” portata a Sanremo da Irama. Irama aveva raccontato: «la canzone nasce in Salento ero un po’ disperso in giro con il mio musicista e ho incontrato questa ragazza di 20 anni con il pacemaker. Aveva quindi un cuore di latta e un cuore vero strappato al battito naturale». «Ovviamente ci sono alcune storie della canzone che non mi riguardano - ha raccontato Martina - ma altre si, è stato bellissimo sentirle raccontare sul palco di Sanremo. La voglia di vivere non me la toglie proprio nessuno». Nel saluto finale ha salutato il pubblico alla maniera di Barbara D'Urso, che però detto da lei ha un significato estremamente profondo: «Grazie a tutti ... col cuore».

IDA DI GRAZIA LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Lontano da te, fiction con Tiberi e Montaner su Canale 5 Dal 9 giugno una produzione Mediaset Italia-Spagna

8 Giugno 2019, 09:44am

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Lontano da te, fiction Mediaset con Tiberi e Montaner © ANSA

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO  Lui avrebbe tanto bisogno di potersi permettere un po' di instabilità e qualche imprevisto. A lei farebbe bene un po' di quella normalità che ha sempre detto di detestare. Domenica 9 giugno, in prima serata su Canale 5, debutta "Lontano da te", la nuova commedia romantica internazionale con Megan Montaner e Alessandro Tiberi, prodotta per la prima volta insieme da Mediaset Italia e Mediaset Espana.

"Lontano da te" è il racconto di un amore incredibile e imprevisto, fatto di realtà e immaginazione. È la storia di Candela (Montaner) e Massimo (Tiberi), una ballerina di Siviglia e un imprenditore romano, due persone completamente diverse, due caratteri agli antipodi, due vite parallele che però non possono fare a meno di incontrarsi.
La serie è diretta da Ivan Silvestrini ed è stata girata tra Siviglia, Roma e Praga. Partner della co-produzione Italia-Spagna è la società Cross Productions. Nel cast anche Teco Celio, Pamela Villoresi, Pepón Nieto, Mariola Fuentes, Celia De Molina, Roberto Campillo, Christian Ginepro, Antonio Zavatteri, Ivan Franek e Juan Fernández.

Massimo è figlio della ricca borghesia imprenditoriale, fa l'amministratore delegato dell'azienda di famiglia, la "Salvatori Tour", un tempo il primo tour operator italiano, oggi ditta in crisi conclamata. Trascina da diversi anni il fidanzamento con Francesca (Valeria Bilello), medico internista che cerca di sbloccare la routine della sua relazione.

Candela, invece, vive in un piccolo appartamento con la madre (Rosario Pardo), donna moderna e stravagante che l'aiuta con il figlio di nove anni, Pepe (Roberto Campillo), avuto dal compagno Chino (Carlos Librado), attualmente in carcere per truffa, fa la ballerina e l'insegnante di flamenco in una scuola che rischia di chiudere perché è costantemente in ritardo nel pagare l'affitto. Tutto comincia a Praga, dove i protagonisti si scontrano per caso ed è subito odio a prima vista. L'incompatibilità tra Massimo e Candela è evidente: troppo diversi anche per prendere un caffè insieme. Eppure, non riusciranno più a separarsi. Una volta tornati nei rispettivi Paesi, eccoli comparire all'improvviso sotto forma di "visioni", ciascuno nella vita dell'altro. Sarà dura da accettare, ma da quel momento in poi i due avranno a che fare con questo strano fenomeno delle improvvise "apparizioni", pretendendo di influenzarsi a vicenda, di giudicarsi nei comportamenti e nelle scelte... Sogno? Magia? Follia? Qualsiasi sia l'origine del fenomeno, il risultato sentimentale tra i due giovani è imprevedibile e sorprendente.

ANSA

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI Massimo Troisi, l'anarchico malinconico del cinema italiano

4 Giugno 2019, 10:46am

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI Massimo Troisi, l'anarchico malinconico del cinema italiano

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Inserito da Leone Buongiorno

 

Di ROBERTO NEPOTI

Ricordo dell'attore e regista, scomparso 25 anni fa. Dal cabaret con la Smorfia alle commedie, da 'Ricomincio da tre' a 'Non ci resta che piangere' con Benigni, fino al 'Postino' per cui ebbe una candidatura postuma agli Oscar

 

 

Qualcuno ha detto che ogni vero napoletano ricorda dove fosse e cosa stesse facendo il giorno in cui arrivò la notizia della morte di Massimo Troisi, il 4 giugno 1994. Ma l'osservazione si può estendere ben oltre i nati sotto il Vesuvio: in pochi anni di attività, cinematografica e televisiva, Troisi si era conquistato una popolarità che permise, presto, di paragonarlo a giganti partenopei dello spettacolo come Eduardo e Totò.

  

Massimo Troisi tra teatro e cabaret

Se si esclude il "debutto" precocissimo (da neonato fu scelto come testimonial per una pubblicità del latte in polvere Mellin), il futuro attore mosse i primi passi sul palcoscenico a quindici anni, nel teatrino della parrocchia; poi fece il Pulcinella per spettacoli domenicali. Più tardi diede forma, con gli amici Lello Arena (che sarebbe stato la sua "spalla" favorita sullo schermo) e Enzo Decaro, al gruppo cabarettistico La Smorfia: col quale, vestito di una semplice calzamaglia nera, metteva in scena sketch satirici basati sull'attualità, la religione (memorabile L'annunciazione), le tematiche sociali.

 

La Smorfia in tv 'L'annunciazione'  


Col gruppo approdò in televisione, anche in programmi di prima serata che ne allargarono il successo a dimensioni nazionali. Si cominciò a capire allora che la "napoletanità" di Massimo, fieramente rivendicata, non avrebbe rappresentato un limite al gradimento del pubblico; anzi, sarebbe stata una delle caratteristiche salienti della sua popolarità.

 

Troisi e il cinema: 'Ricomincio da tre'

Come dimostrò ampiamente, all'inizio degli anni Ottanta, il debutto nel cinema. Il produttore Mauro Berardi, che voleva assolutamente lavorare con lui, gli diede carta bianca per un film da scrivere, dirigere, interpretare. Ricomincio da tre, uscito nel 1981, sorprese tutti: ma non tutti per gli stessi motivi. Ci fu chi lamentò il livello elementare della regia, quasi esclusivamente di inquadrature fisse; chi giudicò troppo bizzarro l'eloquio dell'attore, smozzicato e ritmato come un grammelot in stretto dialetto partenopeo; chi lo trovò più affine al cabaret che al cinema. Altri, invece, apprezzarono le note di modernità che entravano per la prima volta nel panorama ormai sclerotizzato della produzione italiana. In particolare un nuovo personaggio di giovane indeciso a tutto, refrattario ai vecchi cliché dell'immigrato napoletano, innamorato ma terrorizzato dall'emancipazione che le donne andavano conquistandosi nella società.
Fu questo "carattere" a conquistare le platee, decretando la fortuna del film ai botteghini. Poi arrivò anche la critica, con una pletora di candidature e vittorie ai David di Donatello, ai Nastri d'Argento e ai Globi d'Oro. Gli imitatori fiorirono subito, dando origine al nuovo filone dei "malincomici": ispirati, con varie declinazioni vernacolari, al personaggio di Gaetano. Da allora Troisi si sarebbe dedicato completamente al cinema. Nel fondo, però, era un anarchico, che faceva film solo quando ne aveva voglia e si sentiva pronto. Anziché spremere il successo del debutto, cominciò a collaborare con lavori di altri (la farsa No grazie, il caffè mi rende nervoso di Ludovico Gasparini); e fece attendere due anni il suo secondo film, dall'esplicito titolo Scusate il ritardo, dove interpretava Vincenzo, un Gaetano ancor più timido e indeciso. Solo nel 1987 avrebbe diretto il terzo, Le vie del Signore sono finite, dalle soluzioni tecniche e dal linguaggio decisamente più evoluti rispetto ai precedenti.

  

Troisi e Benigni: 'Non ci resta che piangere'

Nel 1984 Massimo condivise la regia con un altro comico di grande popolarità: Roberto Benigni. Farsa su canovaccio in cui i due vengono rispediti dal presente nel 1492, Non ci resta che piangere salì al vertice degli incassi, superando concorrenti come Ghostbusters e Indiana Jones. Nel 1986 accettò un piccolo ruolo nel film di Cinzia Torrini Hotel Colonial, girato in Colombia; mentre i problemi cardiaci che lo tormentavano fin da bambino gli impedirono di essere il Pulcinella di Strawinskij in uno spettacolo teatrale di Roberto De Simone. Però Troisi recuperò, impersonando sullo schermo l'amata maschera napoletana nel Viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola, regista per il quale, l'anno precedente, aveva interpretato altri due film: Splendor e Che ora è?, quest'ultimo sui rapporti conflittuali tra un figlio e un padre (Marcello Mastroianni, con cui Troisi condivise la Coppa Volpi per il miglior attore a Venezia).

  

L'ultimo Troisi: 'Il postino'

Immaginare quanto altro avrebbe potuto ancora dare al cinema italiano e mondiale Troisi, deceduto a 41 anni poche ore dopo la fine delle riprese del Postino, è esercizio frustrante quanto irresistibile, ma che ciascuno può svolgere a modo proprio. Il suo ultimo film da regista, sceneggiatore e protagonista (una concentrazione di ruoli che, dopo di lui e non sempre con risultati felici, dilagò poi nelle commedie italiane) fu Pensavo fosse amore... invece era un calesse, altra divagazione sui sentimenti e sulla difficoltà di portare avanti un rapporto di coppia. L'apoteosi internazionale di Massimo, però, arrivò con Il postino, diretto dal britannico Michael Radford ma voluto da Troisi (che aveva acquisito i diritti del romanzo di Antonio Skàrmeta Il postino di Neruda), nonché da lui co-sceneggiato e interpretato nella parte del titolo. Parte per la quale, nel 1996, ebbe una candidatura postuma agli Oscar come miglior attore.i 20

Fonte  La Repubblica b

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Grande Fratello 2019, semifinale: Daniele, Martina e Gianmarco in finale. Michael, Valentina e Kikò eliminati

4 Giugno 2019, 06:55am

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Grande Fratello 2019, semifinale: Daniele, Martina e Gianmarco in finale. Michael, Valentina e Kikò eliminati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  La semifinale del Grande Fratello 2019 che abbiamo seguito in diretta su Leggo.it ha decretato i nuovi finalisti: dopo Gennaro è il turno di Daniele, Martina e Gianmarco. Michael, Valentina e Kikò eliminati. Enrico, Erica e Francesca in nomination. Su Leggo.it la cronaca minuto per minuto.

Grande Fratello 2019, Cristiano Malgioglio attacca ancora Francesca De Andrè: «Fuori non sei amata», la D'Urso gela il pubblico 
Grande Fratello 2019, Kikò bacia la sua Ambra: «Io e te non saremo scintilla, ma fuoco» 
Grande Fratello 2019, Gianmarco Onestini riceve la sorpresa del padre che lancia una frecciatina: «Avremmo fatto di più ma non è dipeso da noi» 




GRANDE FRATELLO 2019, LA CRONACA DELLA SEMIFINALE SU LEGGO.IT

01.35 La diretta della semifinale del Grande Fratello 2019 termina qui. Grazie per essere stati con noi.

01.34 Tutti iconcorrenti raggiungono Stefania Pezzopane e Simone Coccia nella stanza degli orrori per festeggiare insieme il loro quinti anniversario.

01.31 Enrico, Erica e Francesca vanno direttamente al televoto per conquistare l'ultimo posto disponibile in finale. Lunedì prossimo conosceremo l'esito del televoto.

01.28 Chiuso televoto tra Francesca e Daniele. Francesca salva, Malgioglio abbandona lo studio per protesta, ma è evidente che non ha capito lo scopo del televoto, perchè Daniele è in finale. 

01.15 Best of per Michael Terlizzi.

01.12 Michael e Gianmarco in studio. Michael è eliminato, Gianmarco Onestini è in finale.

01.09 Verrà aperto un nuovo televoto, intanto prosegue la lite tra Francesca e Gennaro: «Sei un ometto da quattro soldi». Daniele e Francesca non sono mai andati al telvoto il Gf li mette in sfida con un televoto flash. NOn ci sarà eliminazione ma si sceglierà un nuovo finalista. Quindi anche questa volta la De Andrè non rischia di uscire.

01.01 Taylor Mega lascia la casa delk Grande Fratello, arriva la busta. Il concorrente salvo è Enrico. Michale e Gianmarco vanno in studio.

00.54 Intanto in casa prosegue la lite «Gennaro ha le manie di persecuzione, fa la prima donna». La De Andrè è davvero furiosa, esagerata e fuori luogo, inspiegabile come non sia ancora in nominaiton.

00.51 Valentina Vignali in studio. Clip con il best of.

00.45 Intanto in casa si scatena una lite furiosa tra Gennaro e Francesca. Gennaro rimprovera le De Andrè di non sentirsi tutelato da lei e di passare da "fesso", mentre la De Andrè lo accusa di fare la vittima.

00.37 Come per le donne si apre il televoto flash anche per gli uomini. Gianmanrco trova il blocchetto nero, decide di sfidare Enrico, Enrico sceglie Michael.

00.28 Valentina e Martina in studio, vengono frizzate. Entrambe commentano la loro esperienza nella casa. Martina in finale, Valentina Vignali eliminata.

00.22 La D'Urso deve averci sentiti. Finalmente arriva una sorpresa per Gianmarco Onestini. Dietro il vetro c'è il papà, Gianmarco corre ad abbracciarlo. «Saremmo venuti, hai visto tuo fratello cosa ha fatto - dice il padre -  avremmo fatto di più ma sai che non è dipeso da noi. Luca è contentissimo di quello che stai facendo»

00.19 Televoto chiuso. Erica si salva, ma non finisce qui. Martina e Valentina in studio.

00.18 Siamo alla semifinale e Gianmarco Onestini è l'unico concorrente a non aver ancora ricevuto una sorpresa.

00.09 Kikò entra in studio. «La prima cosa che farò stasera è vedere i miei figli», arriva anche il fratello «Hai fatto un persorso stupendo, sono contentissimo di aver conosciuto anche questa ragazza».

00.00 Sorpresa per Gennaro Lillio, primo finalista di questa edizione del GF16. C'è un video della sorella, i due non si conoscono ma da parte di entrambi c'è la voglia di ritrovarsi. Malgioglio chiede a Gennaro se non avesse voluto vedere il padre: «Io un giorno sarò un padre migliore», risponde il modello.

23.47 Simone Coccia e Stefania Pezzopane entrano nella casa: «Barbara questi ragazzi sono bellissimi, ma li trovo ostili all'amore. Spesso è il rancore a vincere, ma è il rancore che trasforma le persone, che ci trasforma, mentre per poter raccontare la nostra storia dobbiamo far vincere l'amore. L'amore non ha confini, nè colori, è una cosa bella, è l'odio che è brutto, è il rancore che vi dovete mettere alle spalle. Per raccontare una storia bella dobbiamo far vincere l'amore, se facciamo vincere l'odio non c'è speranza, nè futuro, acceteremo persino che un genitore possa abbbandonare un figlio». Un discorso molto bello ... forse un po' retorico... era necessario? Sembra un po' fuori contesto.

23.37 Il Gf ha deciso che ci sarà subito un'altra eliminazione e riguarderà le donne. la ragazza che pesca la piramide con il bollino nero va al televoto direttamente. Tocca ancora una volta ad Erica. Erica sceglie di andare al televoto con Valentina Vignali. La Vignali sceglie Martina. Erica, Martina e Valentina al televoto flash, il pubblico dovrà scegliere chi mandare in finale.

23.35 Simone Coccia e Stefania Pezzopane festeggiano nella casa del Grande Fratello 2019 5 anni di fidanzamento. Chissà se questa sera, ad un passo dalla finale Gianmarco Onestini riceverà una sorpresa.

23.25 Kikò eliminato, Erica si salva

23.18 Sorpresa anche per Erica. C'è una lettera dei genitori molto commovente, poi arriva anche la sorella asostenerla.

23.10 Entra in casa Lorenzo «Ciao bambina mi manchi tanto, non ce la faccio più», i due si baciano tra le lacrime. 

23.07 parte un counter, Lorenzo chiamerà Valentina? Il telefono resta muto. «Rovinare una relazione per un gioco qui al Grande Fratello, alzo le mani. I miei ateggiamenti sono stati tutti puliti , limpidi e sinceri, non potrei mai fare quello che hanno fatto a me, io ho la coscienza super pulita». Valentina torna in casa e scatta il freeze.

22.57 Si cambia argomenti, è il turno di Valentina Vignali. La Cestista teme che ci siano problemi con il suo fidanzato che non sente più da troppo tempo. Valentina è in confessionale dove c'è un telefono.

22.43 Sorpresa per Kikò, c'è una lettera del figlio e poi nel camping per lui c'è Ambra. I due si baciano con passione

22.39 Chiuso il televoto. Il primo concorrente salvo è Enrico.

22.30 Si parla della gelosia di Francesca De Andrè nei confronti di Taylor Mega, anche in questo caso Francesca nega nonostante l'evidenza.

22.23 «Francesca non è vero che all'esterno non sei amata - il pubblico in studio fischia, e la D'Urso li gela -  a me non sembra corretto che le venga detto una roba del genere mentre è in gioco, anche perchè non è vero. Non entro nel merito, ma io ho letto le carte e vi prego di non attaccarla»

22.12 «Questa soap opera è migliore de Il segreto, sono molto incattivito», commenta Cristiano Malgioglio che con la De Andrè ha avuto una brutta discussione. «Il problema di Francesca è che è troppo aggressiva, incivile e non rappresenta le donne. Il tuo passato non ti giustifica, tutti noi abbiamo avuto questi problemi e non mi piace nemmeno come hai trattato Dori Ghezzi» «Ma come ti permetti di parlare della mia famiglia» «Avresti potuto fare un grande fratello meraviglioso, di te non me ne frega un cacchio,ma la verità è che tu non sei amata» «Tu fai leccate solo perchè sei amico di Dori. Amata o non amata io non sono falsa, smettila di parlare della mia famiglia, se ne devi parlare informati meglio». «Francesca, Cristiano non voleva offendere tuo nonno - accorre in difesa la Zanicchi - ma lo ha detto per il rispetto di un cognome così prestigioso».

22.08 «Io non ho fatto niente con Gennaro proprio perchè voglio parlare prima con Giorgio, non ho mai fatto la parte da fidanzata gelosa con Gennaro. Sono stanca, cornuta e mazziata»

22.06 Giorgio le ha scritto una lettera: «Non intendevo giustificare il mio errore, io ho sbagliato e lo ribadisco ma il tuo comportamento all'interno della casa è stato veramente penoso. Ho visto poco di questa settimana. Non mi aspettavo che ti comportassi da fidanzata gelosa per la sua vicinanza con Taylor, voglio parlare con te quando uscirai fuori. Ci vediamoa Firenze, sarò lì ad aspettarti. Giorgio».

22.00 Ci sono nuove notizie su Giorgio, il suo ex. Ambra lo ha incontrato e lui gli ha detto: «Francesca mi conosce, sa come sono fatto», lasciando intendere che la De Andrè in passato fosse a conoscenza di altri tradimenti. Francesca nega tutto.

21.58 «Fai più bella figura a dire che l'evete fatto, perchè passi per quella che stuzzica e non la dà mai» commenta Iva.

21.53 «Francesca ha tanto bisogno d'amore e d'affetto e io ci sarà sempre per lui, ma ha bisogno di chiarirsi» commenta Gennaro. La D'Urso chiede a entrambi se sotto le lenzuola sia scattato qualcosa, Gennaro nega e così anche Francesca. Ma le immagini parlano chiaro, si vede un bacio.

21.46 Si parte con un video per Francesca De Andrè che riepiloga l'incontro con Giorgio, il suo ex fidanzato. Francesca va nella stanza dei led, sotto ad un drappo c'è una busta per lei e Gennaro.

21.45 In passerella i concorrenti con la valigia: sono tutti a rischio eliminazione. Questa sera ci saranno tre eliminazioni.

21.43 Entrano gli opinionisti

21.41 Inizia la Semifinale del Grande Fratello 2019. La D'Urso anticipa i temi della serata: il bacio tra Francesca De Andrè e Gennaro, la lettera di Giorgio alla De Andrè e l'ingresso di Stefania Pezzopane e Simone Coccia.

Grande Fratello 2019, la semifinale: Chi tra Erica, Enrico e Kikò dovrà abbandonare il gioco?​
Grande Fratello 2019, doccia bollente per Taylor Mega. Il micro bikini non trattiene le curve


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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Irene Grandi torna con nuovo album, 'Grandissimo' 'E' un viaggio che rappresenta i miei 25 anni carriera'

2 Giugno 2019, 10:56am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Irene Grandi torna conil nuovo album, Grandissimo © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA S'intitola 'Grandissimo' l'ultimo album di Irene Grandi che celebra i 25 anni di carriera della cantante fiorentina, con 16 brani divisi in tre capitoli, da 'leggere' come se fossero un romanzo. Il disco è stato presentato a Firenze davanti a una sala gremita di fan. "In questo album ho potuto raccontare un percorso - ha raccontato Grandi - un viaggio che rappresenta i miei primi 25 anni", "c'è una prima parte che ho chiamato 'inedita' proprio perché mi sento nuova, poi una di duetti perché se questa è la festa per i miei 25 anni mi sembrava importante condividerla con gli altri, la terza parte è quella dei live in una versione molto rock". Tra i cantanti presenti Carmen Consoli, Fiorella Mannoia, Levante e Loredana Bertè. Questo disco per Grandi "è come un mosaico degli episodi che penso siano i più importanti di questi anni in cui ho sperimentato tanto. Finché non hai messo tutti i tasselli fai fatica a vedere cosa verrà fuori, ma alla fine viene fuori un ritratto, una figura molto chiara". ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Vasco Rossi a Milano: «Sul palco mi metto a nudo per gli emarginati, come ero io. E basta cavalcare la paura»

1 Giugno 2019, 13:33pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una fuga dalla realtà. Dal mondo che non piace. E dalla gente cattiva. È la promessa di Vasco Rossi che con il suo rock dimorerà allo stadio San Siro di Milano per 6 concerti, 1,2, 6,7, 11,12 giugno, un tutto esaurito praticamente da quando sono state rese note le date e un totale di 350mila spettatori. «Con la musica portiamo gioia, energia e consolazione. La vita non è facile, non è semplice e nemmeno divertente». Insomma, un Vasco Rossi riflessivo. Quello che si affaccia ai problemi di una società che traballa, agli esclusi, agli emarginati. È fin dall’inizio, da quando entra con gli immancabili occhiali specchiati, sorriso e tanta gentilezza allo stadio milanese, che mette in chiaro le intenzioni di quello che sarà il mood dei suoi live, iniziando con la canzone “Qui si fa la storia”. «La disperazione è già qui, oggi si cavalca la paura. E non è certo una bella storia. Vince chi la spara più grossa. Viviamo nell’epoca della guerra tra poveri».

 
 

Problemi in parte che ha subito pure Vasco Rossi: «mi ricordo quando mi sputavano per strada, mi consideravano un pericolo pubblico e le mie canzoni proibite, come fossero il male». È un po’ come se, dopo il Modena Park di due anni fa per i 40 di carriera, avesse aperto un nuovo capitolo. Con la sua musica, quindi. Anzi con il «punk rock, questo il taglio che voglio dare alla scaletta». Scaletta che - «scordatevi quella dell’anno scorso, perché è tutta diversa», dice - vuole condurre a emozioni forti». Scaletta «“dura” come sono i tempi, e “pura” come sono io». Non ci sono medley e né auto celebrazioni. Qui si fa la storia, Mi si escludeva, Buoni o cattivi, La verità, Quante volte. Si inizia così. Un totale di 29 canzoni, come 29 anni dal primo San Siro, “Fronte del Palco”, «cioè quando ci fu una sorta di rivoluzione copernicana: allora, solo le star straniere riempivano gli stadi», ricorda. Ci sarà anche “Vivere” che non fa dal 2011. Sei concerti in totale a Milano. Numero che sottolinea più volte perché non li ha mai fatti prima (il massimo era stato 4 con Vasco Live Kom nel 2011 e nel 2014). Dopo Milano, due date consecutive a Cagliari (il 18 e il 19 giugno): una “nave rock” brandizzata salperà da Genova e arriverà nel capoluogo sardo con il suo carico di 50 bilici per trasportare attrezzature, palco e fan. «Il concerto, il mare… una cosa tira l’altra, e credo che ci si divertirà molto. Peccato non possa essere io a bordo, anzi vorrei essere io alla guida».

E tra una chiacchiera e un’altra, il Komandante fa un passaggio dovuto quello sul secondary ticketing (chi organizza i suoi concerti è LiveNation, andata sotto riflettori proprio per il bagarinaggio online) «danno soprattutto per l’artista. Io vado sul palco solo per comunicare, divertire ed emozionarmi: per cui se si vendono bene, se no resto a casa. Il resto è acqua sul bagnato». Non manca di ricordare Massimo Riva, il suo chitarrista storico («era il mio Keith Richards»), di cui ricorre il ventesimo anniversario della morte: «Era un bella testa di cazzo, che ha vissuto come voleva e che è morto come voleva. La vera icona rock»

Con lui, in questa carrellata di concerti, Golinelli detto Il Gallo al basso che si alternerà con il "Torre”, Andrea Torresani. E la sua band di sempre: da Stef Burns alla chitarra alla polistrumentista Beatrice Antonini. Mentre ad aprire, Jameson Burt, un musicista conosciuto a Los Angeles, città dove passa sempre di più il suo tempo. Perché «la celebrità è divertentissima all’inizio, ma poi diventa fastidiosa. E il vero lusso è riuscire ad andare in giro per le strade come una persona normale e non come se chi mi incontra pensa di vedere la “Madonna"». Ride e scherza. Un Vasco in ottima forma. Risponde pure sul divieto di vendere la marijuana («è una vergogna, come negli anni ’20 negli Stati Uniti la campagna falsa per demonizzare il mercato inventando luoghi comuni»), commentando il divieto della Cassazione a proposito della vendita di quella legale. «Non volevo parlare di droghe oggi - dice ridendo - vado a farmi una canna». Chiude così. Le prove lo aspettano. San Siro lo aspetta.
Una fuga dalla realtà. Dal mondo che non piace. E dalla gente cattiva. È la promessa di Vasco Rossi che con il suo rock dimorerà allo stadio San Siro di Milano per 6 concerti, 1,2, 6,7, 11,12 giugno, un tutto esaurito praticamente da quando sono state rese note le date e un totale di 350mila spettatori. «Con la musica portiamo gioia, energia e consolazione. La vita non è facile, non è semplice e nemmeno divertente». Insomma, un Vasco Rossi riflessivo. Quello che si affaccia ai problemi di una società che traballa, agli esclusi, agli emarginati. È fin dall’inizio, da quando entra con gli immancabili occhiali specchiati, sorriso e tanta gentilezza allo stadio milanese, che mette in chiaro le intenzioni di quello che sarà il mood dei suoi live, iniziando con la canzone “Qui si fa la storia”. «La disperazione è già qui, oggi si cavalca la paura. E non è certo una bella storia. Vince chi la spara più grossa. Viviamo nell’epoca della guerra tra poveri».
 
 

Problemi in parte che ha subito pure Vasco Rossi: «mi ricordo quando mi sputavano per strada, mi consideravano un pericolo pubblico e le mie canzoni proibite, come fossero il male». È un po’ come se, dopo il Modena Park di due anni fa per i 40 di carriera, avesse aperto un nuovo capitolo. Con la sua musica, quindi. Anzi con il «punk rock, questo il taglio che voglio dare alla scaletta». Scaletta che - «scordatevi quella dell’anno scorso, perché è tutta diversa», dice - vuole condurre a emozioni forti». Scaletta «“dura” come sono i tempi, e “pura” come sono io». Non ci sono medley e né auto celebrazioni. Qui si fa la storia, Mi si escludeva, Buoni o cattivi, La verità, Quante volte. Si inizia così. Un totale di 29 canzoni, come 29 anni dal primo San Siro, “Fronte del Palco”, «cioè quando ci fu una sorta di rivoluzione copernicana: allora, solo le star straniere riempivano gli stadi», ricorda. Ci sarà anche “Vivere” che non fa dal 2011. Sei concerti in totale a Milano. Numero che sottolinea più volte perché non li ha mai fatti prima (il massimo era stato 4 con Vasco Live Kom nel 2011 e nel 2014). Dopo Milano, due date consecutive a Cagliari (il 18 e il 19 giugno): una “nave rock” brandizzata salperà da Genova e arriverà nel capoluogo sardo con il suo carico di 50 bilici per trasportare attrezzature, palco e fan. «Il concerto, il mare… una cosa tira l’altra, e credo che ci si divertirà molto. Peccato non possa essere io a bordo, anzi vorrei essere io alla guida».

E tra una chiacchiera e un’altra, il Komandante fa un passaggio dovuto quello sul secondary ticketing (chi organizza i suoi concerti è LiveNation, andata sotto riflettori proprio per il bagarinaggio online) «danno soprattutto per l’artista. Io vado sul palco solo per comunicare, divertire ed emozionarmi: per cui se si vendono bene, se no resto a casa. Il resto è acqua sul bagnato». Non manca di ricordare Massimo Riva, il suo chitarrista storico («era il mio Keith Richards»), di cui ricorre il ventesimo anniversario della morte: «Era un bella testa di cazzo, che ha vissuto come voleva e che è morto come voleva. La vera icona rock»

Con lui, in questa carrellata di concerti, Golinelli detto Il Gallo al basso che si alternerà con il "Torre”, Andrea Torresani. E la sua band di sempre: da Stef Burns alla chitarra alla polistrumentista Beatrice Antonini. Mentre ad aprire, Jameson Burt, un musicista conosciuto a Los Angeles, città dove passa sempre di più il suo tempo. Perché «la celebrità è divertentissima all’inizio, ma poi diventa fastidiosa. E il vero lusso è riuscire ad andare in giro per le strade come una persona normale e non come se chi mi incontra pensa di vedere la “Madonna"». Ride e scherza. Un Vasco in ottima forma. Risponde pure sul divieto di vendere la marijuana («è una vergogna, come negli anni ’20 negli Stati Uniti la campagna falsa per demonizzare il mercato inventando luoghi comuni»), commentando il divieto della Cassazione a proposito della vendita di quella legale. «Non volevo parlare di droghe oggi - dice ridendo - vado a farmi una canna». Chiude così. Le prove lo aspettano. San Siro lo aspetta.

di Rita Vecchio

Una fuga dalla realtà. Dal mondo che non piace. E dalla gente cattiva. È la promessa di Vasco Rossi che con il suo rock dimorerà allo stadio San Siro di Milano per 6 concerti, 1,2, 6,7, 11,12 giugno, un tutto esaurito praticamente da quando sono state rese note le date e un totale di 350mila spettatori. «Con la musica portiamo gioia, energia e consolazione. La vita non è facile, non è semplice e nemmeno divertente». Insomma, un Vasco Rossi riflessivo. Quello che si affaccia ai problemi di una società che traballa, agli esclusi, agli emarginati. È fin dall’inizio, da quando entra con gli immancabili occhiali specchiati, sorriso e tanta gentilezza allo stadio milanese, che mette in chiaro le intenzioni di quello che sarà il mood dei suoi live, iniziando con la canzone “Qui si fa la storia”. «La disperazione è già qui, oggi si cavalca la paura. E non è certo una bella storia. Vince chi la spara più grossa. Viviamo nell’epoca della guerra tra poveri».
 
 

Problemi in parte che ha subito pure Vasco Rossi: «mi ricordo quando mi sputavano per strada, mi consideravano un pericolo pubblico e le mie canzoni proibite, come fossero il male». È un po’ come se, dopo il Modena Park di due anni fa per i 40 di carriera, avesse aperto un nuovo capitolo. Con la sua musica, quindi. Anzi con il «punk rock, questo il taglio che voglio dare alla scaletta». Scaletta che - «scordatevi quella dell’anno scorso, perché è tutta diversa», dice - vuole condurre a emozioni forti». Scaletta «“dura” come sono i tempi, e “pura” come sono io». Non ci sono medley e né auto celebrazioni. Qui si fa la storia, Mi si escludeva, Buoni o cattivi, La verità, Quante volte. Si inizia così. Un totale di 29 canzoni, come 29 anni dal primo San Siro, “Fronte del Palco”, «cioè quando ci fu una sorta di rivoluzione copernicana: allora, solo le star straniere riempivano gli stadi», ricorda. Ci sarà anche “Vivere” che non fa dal 2011. Sei concerti in totale a Milano. Numero che sottolinea più volte perché non li ha mai fatti prima (il massimo era stato 4 con Vasco Live Kom nel 2011 e nel 2014). Dopo Milano, due date consecutive a Cagliari (il 18 e il 19 giugno): una “nave rock” brandizzata salperà da Genova e arriverà nel capoluogo sardo con il suo carico di 50 bilici per trasportare attrezzature, palco e fan. «Il concerto, il mare… una cosa tira l’altra, e credo che ci si divertirà molto. Peccato non possa essere io a bordo, anzi vorrei essere io alla guida».

E tra una chiacchiera e un’altra, il Komandante fa un passaggio dovuto quello sul secondary ticketing (chi organizza i suoi concerti è LiveNation, andata sotto riflettori proprio per il bagarinaggio online) «danno soprattutto per l’artista. Io vado sul palco solo per comunicare, divertire ed emozionarmi: per cui se si vendono bene, se no resto a casa. Il resto è acqua sul bagnato». Non manca di ricordare Massimo Riva, il suo chitarrista storico («era il mio Keith Richards»), di cui ricorre il ventesimo anniversario della morte: «Era un bella testa di cazzo, che ha vissuto come voleva e che è morto come voleva. La vera icona rock»

Con lui, in questa carrellata di concerti, Golinelli detto Il Gallo al basso che si alternerà con il "Torre”, Andrea Torresani. E la sua band di sempre: da Stef Burns alla chitarra alla polistrumentista Beatrice Antonini. Mentre ad aprire, Jameson Burt, un musicista conosciuto a Los Angeles, città dove passa sempre di più il suo tempo. Perché «la celebrità è divertentissima all’inizio, ma poi diventa fastidiosa. E il vero lusso è riuscire ad andare in giro per le strade come una persona normale e non come se chi mi incontra pensa di vedere la “Madonna"». Ride e scherza. Un Vasco in ottima forma. Risponde pure sul divieto di vendere la marijuana («è una vergogna, come negli anni ’20 negli Stati Uniti la campagna falsa per demonizzare il mercato inventando luoghi comuni»), commentando il divieto della Cassazione a proposito della vendita di quella legale. «Non volevo parlare di droghe oggi - dice ridendo - vado a farmi una canna». Chiude così. Le prove lo aspettano. San Siro lo aspetta.

  di Rita Vecchio

Una fuga dalla realtà. Dal mondo che non piace. E dalla gente cattiva. È la promessa di Vasco Rossi che con il suo rock dimorerà allo stadio San Siro di Milano per 6 concerti, 1,2, 6,7, 11,12 giugno, un tutto esaurito praticamente da quando sono state rese note le date e un totale di 350mila spettatori. «Con la musica portiamo gioia, energia e consolazione. La vita non è facile, non è semplice e nemmeno divertente». Insomma, un Vasco Rossi riflessivo. Quello che si affaccia ai problemi di una società che traballa, agli esclusi, agli emarginati. È fin dall’inizio, da quando entra con gli immancabili occhiali specchiati, sorriso e tanta gentilezza allo stadio milanese, che mette in chiaro le intenzioni di quello che sarà il mood dei suoi live, iniziando con la canzone “Qui si fa la storia”. «La disperazione è già qui, oggi si cavalca la paura. E non è certo una bella storia. Vince chi la spara più grossa. Viviamo nell’epoca della guerra tra poveri».
 
 

Problemi in parte che ha subito pure Vasco Rossi: «mi ricordo quando mi sputavano per strada, mi consideravano un pericolo pubblico e le mie canzoni proibite, come fossero il male». È un po’ come se, dopo il Modena Park di due anni fa per i 40 di carriera, avesse aperto un nuovo capitolo. Con la sua musica, quindi. Anzi con il «punk rock, questo il taglio che voglio dare alla scaletta». Scaletta che - «scordatevi quella dell’anno scorso, perché è tutta diversa», dice - vuole condurre a emozioni forti». Scaletta «“dura” come sono i tempi, e “pura” come sono io». Non ci sono medley e né auto celebrazioni. Qui si fa la storia, Mi si escludeva, Buoni o cattivi, La verità, Quante volte. Si inizia così. Un totale di 29 canzoni, come 29 anni dal primo San Siro, “Fronte del Palco”, «cioè quando ci fu una sorta di rivoluzione copernicana: allora, solo le star straniere riempivano gli stadi», ricorda. Ci sarà anche “Vivere” che non fa dal 2011. Sei concerti in totale a Milano. Numero che sottolinea più volte perché non li ha mai fatti prima (il massimo era stato 4 con Vasco Live Kom nel 2011 e nel 2014). Dopo Milano, due date consecutive a Cagliari (il 18 e il 19 giugno): una “nave rock” brandizzata salperà da Genova e arriverà nel capoluogo sardo con il suo carico di 50 bilici per trasportare attrezzature, palco e fan. «Il concerto, il mare… una cosa tira l’altra, e credo che ci si divertirà molto. Peccato non possa essere io a bordo, anzi vorrei essere io alla guida».

E tra una chiacchiera e un’altra, il Komandante fa un passaggio dovuto quello sul secondary ticketing (chi organizza i suoi concerti è LiveNation, andata sotto riflettori proprio per il bagarinaggio online) «danno soprattutto per l’artista. Io vado sul palco solo per comunicare, divertire ed emozionarmi: per cui se si vendono bene, se no resto a casa. Il resto è acqua sul bagnato». Non manca di ricordare Massimo Riva, il suo chitarrista storico («era il mio Keith Richards»), di cui ricorre il ventesimo anniversario della morte: «Era un bella testa di cazzo, che ha vissuto come voleva e che è morto come voleva. La vera icona rock»

Con lui, in questa carrellata di concerti, Golinelli detto Il Gallo al basso che si alternerà con il "Torre”, Andrea Torresani. E la sua band di sempre: da Stef Burns alla chitarra alla polistrumentista Beatrice Antonini. Mentre ad aprire, Jameson Burt, un musicista conosciuto a Los Angeles, città dove passa sempre di più il suo tempo. Perché «la celebrità è divertentissima all’inizio, ma poi diventa fastidiosa. E il vero lusso è riuscire ad andare in giro per le strade come una persona normale e non come se chi mi incontra pensa di vedere la “Madonna"». Ride e scherza. Un Vasco in ottima forma. Risponde pure sul divieto di vendere la marijuana («è una vergogna, come negli anni ’20 negli Stati Uniti la campagna falsa per demonizzare il mercato inventando luoghi comuni»), commentando il divieto della Cassazione a proposito della vendita di quella legale. «Non volevo parlare di droghe oggi - dice ridendo - vado a farmi una canna». Chiude così. Le prove lo aspettano. San Siro lo aspetta.

di Rita Vecchio LEGGO.IT

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