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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO PER IL PRIMO APPUNTAMENTO DELLA XXI EDIZIONE DELLA RASSEGNA NAZIONALE EDITORIALE “UN LIBRO SOTTO LE STELLE”

6 Agosto 2025, 09:20am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Ha preso il via lo scorso 23 luglio a bordo del traghetto Acquarius della Tra.Vel.Mar., navigando tra le meraviglie della Divina Costiera, la XXI edizione della rassegna letteraria “Un libro sotto le stelle”, ideata e promossa dall’Associazione Meridiani. Il primo ciclo di appuntamenti si è chiuso il 25 luglio registrando numeri importanti: oltre 400 partecipanti e 180 libri venduti, a conferma del crescente interesse per la cultura e la lettura in contesti suggestivi e fuori dagli schemi. La rassegna è stata inaugurata dal romanzo Le Sibille di Vincenza Alfano, che ha raccontato «la storia su come si diventa madre e figlia. Un romanzo ribelle, doloroso e fiammeggiante come le storie delle donne che non si piegano…». La seconda serata ha visto protagonista Andrea Pietrangeli, autore eclettico, compositore e grafico, con il suo libro-manifesto Sticazzi, definito come «una parola sacra che ti protegge da ogni mostro, da ogni catena, da ogni ferita». Gran finale il 25 luglio con Pietro Catzola, cuoco dei Presidenti della Repubblica, che ha presentato il suo volume Il cuoco dei presidenti. Vita e ricette di un marinaio al Quirinale, vincitore del Premio Selezione Bancarella della Cucina 2023. Le serate sono state condotte con eleganza da Sonia Di Domenico, presenter dell’Associazione Meridiani, e Silvio Martino, speaker di Rai Radio Live Napoli, che ha curato anche le letture dei brani. Hanno preso parte agli incontri anche Ada Minieri, vicepresidente dell’Associazione Meridiani e segretario consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, e Franco Picarone, presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania. A rendere ancora più coinvolgente l’atmosfera, la regia narrativa di Gino Aveta, autore e regista RAI, curatore della manifestazione, e il lavoro di coordinamento e promozione di Daniela Rocca, Press Office Manager dell’Associazione Meridiani. Conclusa la prima parte “in mare”, Un libro sotto le stelle si prepara a salpare verso nuovi approdi culturali. Il secondo ciclo di incontri inizierà mercoledì 29 agosto alle 20:30 presso il Palazzo Mediceo del Comune di Ottaviano, con due nomi d’eccezione: Toni Capuozzo, giornalista e inviato, e Amedeo Colella, scrittore ed esperto di cultura napoletana. La manifestazione può contare sul supporto di una fitta rete di enti e realtà culturali: Fondazione Campania dei Festival, Campania Libri Festival, Centro per il libro e la lettura, Camera di Commercio di Salerno, con i patrocini di RAI, Regione Campania, SCABEC, ANCI Campania, Comuni di Salerno, Ottaviano, Castellammare di Stabia, Parco Nazionale del Vesuvio, CONI Campania, Napoli Capitale Europea dello Sport 2026, e molti altri.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Quando la Milano era da bere: sotto il vestito degli anni '80. Torna il film dei Vanzina che segnò un'epoca

4 Agosto 2025, 08:09am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Sotto il vestito niente compie 40 anni e torna al cinema

INSERITO DA MORENA MOTTA Milano, 4 agosto 2025 – ​​​​​Fulgido avviso per cinefili nostalgici: preparatevi un Ramazzotti ghiacciato – metafora liquida della viziosamente ingenua Milano da bere anni Ottanta – perché da oggi torna al cinema Sotto il vestito niente, thriller fashion dei fratelli Vanzina, tirato a lucido come una paillette per celebrare i suoi quarant’anni con proiezioni al cinema (distribuito da Cat People) e una Deluxe Bag Edition che include un vinile colorato con la colonna sonora di Pino Donaggio, un poster, un libro e un paio di slip sexy.

Quel film che fece godere il pubblico e inorridire i critici è oggi acclamato come cult generazionale in un’epoca di nostalgie canaglia, dove vogliamo farci sedurre ancora dal suo universo di moda, morte, misteri e apparenze. Proprio la capacità di aver messo in scena l’immaginario di quella fase nel suo lato più glamour e sfarzoso ha portato i critici odierni a rivalutarlo come un affresco del decennio edonista made in Italy.

Reperto sociologico involontario? Forse. Fatto sta che rivederlo oggi suscita un misto di divertimento kitsch e malinconia: dal riflusso nel privato post-anni di piombo in poi, il capoluogo lombardo divenne il regno emergente dei nuovi ricchi con la sensazione di un benessere inarrestabile, in preda a un socialismo glamour con abiti firmati e vetri fumé, inflazione in discesa ma debito pubblico alle stelle, una classe dirigente che spacchettava denaro politico con la spregiudicatezza con cui si sbocciavano magnum di champagne condite da polverina bianca dentro discoteche esclusive e hotel a cinque stelle. 

La moda, manco a dirlo, era regina: Versace e Armani i nuovi dei, le supermodelle come Naomi Campbell o la Schiffer le loro vestali. E infatti Enrico Vanzina ricorda che “la moda era identificata con gli stilisti e c’erano modelle i cui volti erano quasi più importanti degli abiti”. Oggi, nota con rammarico, “è diverso, il mondo si è globalizzato, le modelle hanno volti più anonimi”. In poche parole: addio mito delle top, benvenuto fast fashion.

Chi c’era allora ne ricorderà il clamore originale: Sotto il vestito niente nacque come romanzo nel 1983, firmato dal misterioso Marco Parma. Tutti chiedevano chi si celasse dietro quel nome: c’era chi azzardava l’aristocratica Marta Marzotto, chi la first lady Maria Pia Fanfani, perfino il socialista Claudio Martelli. Alla fine, si scoprì che l’autore era Paolo Pietroni, navigato direttore del settimanale Amica, che proprio per questo conosceva alla perfezione luci e ombre della capitale della moda: da buon insider, aveva fornito un ritratto senza veli di un ambiente luccicante e corrotto, al punto che alcuni pezzi grossi della moda cercarono di bloccarne la pubblicazione.

Dapprima il produttore Achille Manzotti immaginò Michelangelo Antonioni alla regia ma il maestro incontrò un muro di gomma: bussò alle porte di Armani, Krizia, Gianfranco Ferré, e gli risposero picche. Non volevano essere associati a una storia che giudicavano “scadente, bugiarda e tale da squalificare un’intera categoria”, e lui così gettò la spugna. Ed ecco subentrare Carlo ed Enrico Vanzina, freschi re Mida della commedia popolare (Sapore di mare, Vacanze di Natale e via dicendo) che presero il libro e – eresia! – ne tennero solo il titolo, poi ripagati da Pietroni che, dopo essere uscito dalla sala, definì il film “una ciofeca”. Per il resto, via libera alla fantasia: con lo sceneggiatore Franco Ferrini reinventarono la storia da zero, ispirandosi esplicitamente a Omicidio a luci rosse di Brian De Palma e a un fattaccio reale: l’omicidio del playboy milanese Francesco D’Alessio per mano della modella americana Terry Broome, nell’84. 

Il risultato? Modelle massacrate a colpi di forbici da un serial killer, un ranger americano che arriva in città telepaticamente convinto che la gemella modella sia in pericolo, e un commissario sul viale del tramonto (Donald Pleasence) a indagare. E poi il colpo di scena: Franco Moschino fiutò l’opportunità e fece il guastafeste con i colleghi: “Io sono un contestatore, vado controcorrente. Se gli altri non accettano, accetto io”. Mise a disposizione gli abiti e comparve in prima persona per un cameo in una sfilata alla Stazione Centrale di Milano.

I Vanzina puntarono su un cast internazionale e fotogenico: scelsero una top in ascesa, la danese Renée Simonsen, biondissima cover girl contesa dalle riviste di moda e per di più fidanzata con John Taylor, il bassista dei Duran Duran che la lasciò poco dop. Carol Alt, americana glaciale, fu la sua rivale per eccellenza. All’anteprima milanese la calca di spettatori fu tale che alcuni pur di entrare sfondarono la vetrata d’ingresso e dovette intervenire la polizia. Ed è un peccato che pochi giorni fa sia mancato il geniale Lucherini che, visto che mezza Milano era già sul piede di guerra, pensò bene di gettar benzina sul fuoco: alla première romana fece riservare una prima fila di poltrone con i nomi di Armani, Krizia, Versace, Ferré, sapendo che nessuno di loro era presente – anzi, non erano stati invitati. Le sedie rimasero vuote, suscitando lo scandalo: i giornalisti abboccarono in pieno, titolando sui giornali che “La moda di Milano trema”: un capolavoro di marketing della provocazione. Ecco perché Sotto il vestito niente oggi ci fa sorridere e insieme sognare: perché, nel rivedere quelle notti a ritmo di disco music e di flash, sotto il cinismo contemporaneo ritroviamo un languore elegiaco. Sotto il vestito, in fondo, qualcosa c’era.

FONTEANTONIO MANCINELLI IL GIORNO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Oltre 7.000 spettatori e sold out di Edoardo Bennato: si chiude con successo la IX edizione di Un'Estate da RE

3 Agosto 2025, 08:29am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è conclusa con oltre 7000 spettatori il sold out di Edoardo Bennato la IX edizione di Un'Estate da RE, la rassegna che celebra la grande musica sinfonica, l'opera, la danza e la musica d'autore, ospitata nella suggestiva cornice della Reggia di Caserta dal 19 al 31 luglio. Cinque spettacoli, 9 ore di diretta radiofonica nazionale su Radio Kiss Kiss, oltre 2 milioni di visualizzazioni e 10.000 interazioni social: sono i numeri che raccontano il successo di una manifestazione che si conferma tra gli appuntamenti culturali più importanti del Mezzogiorno, e che quest'anno ha avuto come protagonisti tra gli altri Toni Servillo, Daniel Oren, Gilda Fiume, Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko ed Edoardo Bennato. Ieri sera, il "pirata del rock", 79 anni e una grinta immutata, ha entusiasmato il pubblico con oltre due ore di concerto, proponendo un viaggio musicale attraverso i suoi brani più iconici: da Il gatto e la volpe a L'isola che non c'è, da È asciuto pazzo 'o padrone a Le ragazze fanno grandi sogni. Uno spettacolo scandito da racconti personali e canzoni che hanno segnato intere generazioni, interpretate da uno dei cantautori più amati e originali della musica italiana, noto per la sua ironia, l'impegno civile e la fusione di generi musicali. Programmata e finanziata dalla Regione Campania (Fondi di Coesione Italia 21/27), organizzata e promossa da Scabec sotto la direzione artistica di Antonio Marzullo, con la collaborazione della Direzione della Reggia di Caserta, del Comune di Caserta e del Teatro Municipale "Giuseppe Verdi" di Salerno, Un'Estate da RE ha proposto un cartellone di alta qualità, capace di coniugare tradizione e innovazione. Nel suggestivo Primo Cortile del Complesso vanvitelliano si sono alternati grandi protagonisti del panorama artistico italiano e internazionale. Il 19 luglio, l'Accademia Barocca di Santa Cecilia, il violinista Giovanni Andrea Zanon e l'attore Toni Servillo hanno aperto la rassegna con un concerto-omaggio ad Antonio Vivaldi, eseguendo La tempesta di mare e Le quattro stagioni. Il 23 e 25 luglio, è stata la volta de La traviata di Giuseppe Verdi, con la direzione del Maestro Daniel Oren, il soprano Gilda Fiume, il tenore Stefan Pop e il baritono Ariunbaatar Ganbaatar, accompagnati dall'Orchestra Filarmonica del Teatro "G. Verdi" di Salerno. Il 30 luglio, lo spettacolo La gioia di danzare, prodotto da ARTEDANZAsrl e ideato da Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, ha incantato il pubblico con capolavori del repertorio classico e coreografie contemporanee. Da una postazione allestita all'interno del famoso "Cannocchiale" del Complesso vanvitelliano, Radio Kiss Kiss - partner dell'iniziativa - ha raccontato in diretta l'evento con interviste ai protagonisti e approfondimenti dedicati alle bellezze culturali del territorio. Fortemente voluta dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel 2016, Un'Estate da RE è nata per valorizzare i siti UNESCO e la grande tradizione musicale campana. Nel tempo si è affermata come un appuntamento irrinunciabile per il territorio, grazie a un cartellone che nelle passate edizioni ha ospitato nomi come Ennio Morricone, Riccardo Muti, Plácido Domingo, Ezio Bosso, Jonas Kaufmann, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Zucchero "Sugar" Fornaciari, Ludovico Einaudi, Stefano Bollani, Roberto Bolle, Uto Ughi, Anna Netrebko, David Garrett e Claudio Baglioni. Con prezzi accessibili e un programma di altissimo livello, Un'Estate da RE si conferma un motore di rilancio culturale, turistico e sociale per tutta la Campania. POSITANONOTIZIE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI La rivincita di Kathy Bates, dall'idea del ritiro a Matlock Trionfo di pubblico e critica per la serie. Arriva su Paramount+

27 Luglio 2025, 13:32pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

- RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ci è voluta una nuova, esaltante sfida, "interpretare una donna con una doppia vita" come protagonista di Matlock, la serie sulla Cbs che ha reimmaginato completamente il celebre legal drama degli anni '80 con Andy Griffith, per convincere la premio Oscar Kathy Bates, una delle attrici più talentuose e versatili della sua generazione, a rinunciare all'idea del ritiro, a cui pensava da qualche anno. Un sì che le ha portato un trionfo di pubblico e di critica: Matlock, che in Italia approda dal 27 luglio su Paramount+, negli Usa si è conquistata il titolo di nuova serie più vista della stagione, con una media di 17 milioni di spettatori tra broadcast e streaming ed ha ottenuto il plauso della critica. Bates, che era già stata candidata in carriera 13 volte agli Emmy (con due vittorie, per la sitcom Due uomini e mezzo e la serie American Horror story: Coven), grazie al ruolo torna in corsa, a 77 anni, per la 14/a volta, qui nella categoria miglior attrice di una serie drammatica, dopo aver già vinto quest'anno il Critics Choice Awards e il Satellite Award. Un nuovo capitolo che entusiasma la straordinaria interprete, fra gli altri, di Misery non deve morire (per cui ha vinto l'Oscar), Pomodori verdi fritti, Titanic, I colori della vittoria, A proposito di Schmidt, Richard Jewell. Anche perché è arrivato dopo una brutta esperienza con un film (di cui non rivela il titolo) e alcuni anni nei quali non trovava più parti che la stimolassero. "Ci sono così tante donne della mia età che si sentono davvero invisibili e in questi anni è difficile tenere a bada quelle emozioni - ha spiegato l'attrice nelle interviste sulla serie -. Io stavo pensando a un semi ritiro, poi all'improvviso ho ricevuto questa sceneggiatura e ho pensato, oh wow, devo farlo". Ad appassionarla è stata "l'idea di interpretare una donna che avesse davvero una doppia vita. E quando ho letto il primo episodio, il pilot, quello che mi è piaciuto è stato il fatto che non si trattasse del solito telefilm a episodi, poliziesco o legale, ma che il colpo di scena finale le desse sostanza". Per Bates con la serie "è cambiato tutto da un giorno all'altro. Mi sento un po' come Cenerentola. È un dono meraviglioso. Posso mettere tutto quello che ho imparato negli ultimi 50 anni a frutto per interpretare questi due personaggi davvero diversi". Nella storia, noi conosciamo Madeline "Matty" Matlock (Bates), una brillante settantenne che, dopo aver raggiunto il successo in giovane età, decide di tornare a lavorare in un prestigioso studio legale dove utilizza talento e astute strategie per vincere i casi. Tuttavia questo ritorno in azione di Matty ha un motore molto più personale legato a un dramma profondo. Nel cast, fra gli altri, anche Skye P. Marshall, Jason Ritter, Leah Lewis, Eme Ikwuakor, Aaron Harris, Sam Anderson e Beau Bridges. La showrunner è Jennie Snyder Urman (Jane the Virgin), che ha creato immediatamente una forte sintonia con Bates: "Jennie è straordinaria e sul set ti fa sentire parte di una squadra, ama davvero incoraggiare le persone e ha un grande occhio per il talento di tutti - ha spiegato l'attrice -. Ha creato durante le riprese un ecosistema che ha reso questa una delle esperienze più belle della mia carriera". ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nanni Loy, moriva 30 anni fa, oggi avrebbe 100 anni Su Rai 3. L'omaggio inizia con "Audace colpo dei soliti ignoti"

26 Luglio 2025, 09:54am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Nanni Loy © ANSA/ANSA/OLDPIX

INSERITO DA MORENA MOTTA Dalla candid camera ai film drammatici, passando per la commedia all'italiana, Nanni Loy, regista, sceneggiatore, autore televisivo, attore e conduttore radiofonico. Un genio forse troppo di rado ricordato : ha utilizzato la macchina da presa nascosta ai fini comici e drammatici (Le quattro giornate di Napoli è stato candidato all'Oscar), un uomo che è riuscito ad osservare i costumi e malcostumi italiani, li ha studiati al microscopio e portati nel cinema raccontandoli con cinismo. Il 21 agosto 1995 moriva a Fregene, località balneare del litorale romano, Nanni Loy nato a Cagliari il 23 ottobre 1925. Precursore e inventore di un genere tv che diventerà nel tempo il più popolare degli spettacoli. Protagonista la quotidianità che, catturata di nascosto dalla macchina da presa, rivela tutta la sua forza espressiva. Loy scopre la forza della gente comune, anonima, attraverso piccole, ironiche e sorprendenti storie del quotidiano. La serie televisiva Specchio segreto, realizzata dalla Rai nel 1964, è una vera rivoluzione: con una macchina da presa nascosta Nanni Loy provoca le più imprevedibili reazioni di tanti italiani fermati per la strada o nei luoghi pubblici. L'effetto umoristico è esplosivo. "Scusi posso fare la zuppetta?". E' una delle battute piu' popolari di Nanni Loy, inventata per una scena della trasmissione televisiva 'Specchio segreto'. Nel 1977 ripete l'esperimento con Viaggio in seconda classe dove l'espediente della candid camera si sposta sui vagoni dei treni. Loy, insieme ad una squadra di "provocatori" (Giorgio Arlorio, Fernando Morandi, Anna Altomare) fotografa l'Italia che viaggia a prezzo ridotto, pendolari e lavoratori, stimolandoli alla confidenza e alla chiacchiera anche leggera. Il programma è stato trasmesso dalla Rai a partire nel 1977 in due cicli per un totale di 10 puntate. Nanni Loy si trasferisce a Roma molto giovane e, dopo essersi diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, inizia la trafila nel mondo dello spettacolo come assistente di Luigi Zampa. A 32 anni esordisce alla regia (ed alla sceneggiatura), insieme a Gianni Puccini, con un giallo ambientato nel dopoguerra, Parola di Ladro. Nel 1959 dirige, per la prima volta da solo, L'audace colpo dei soliti ignoti, dopo I soliti ignoti di Mario Monicelli, uscito l'anno prima. Negli anni successivi affronta temi più impegnativi con le pellicole Un giorno da leoni (1961) e Le quattro giornate di Napoli (1962, con Gian Maria Volontè), film con cui vince due Nastri d'Argento ed un premio al Festival di Mosca ee viene candidato all'oscar internazionale. Dopo essersi dedicato alla sperimentazione televisiva, durata due anni, rientra nel mondo del cinema con il genere commedia: nel 1965 dirige Made in Italy, che segna l'inizio del sodalizio con Nino Manfredi. Sodalizio che prosegue con II padre di famiglia (1963), Rosolino Paternò, soldato (1970) e Café Express (1980). Seguono Testa o croce (1983) e Mi manda Picone (1984), con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. La sua ultima produzione è stata A che punto è la notte (1994) tratto dal giallo di Fruttero e Lucentini da cui Loy trasse ispirazione per creare una serie tv in due puntate con Marcello Matroianni. All'età di 70 anni, muore nella sua abitazione di Fregene, colpito da un ictus cerebrale. Tra i film di Nanni Loy no va dimenticato un gioiello Detenuto in attesa di giudizio (1971) con un intensa prova di attore di Alberto Sordi incarcerato per errore. Non mancano il satirico Sistemo l'America e torno (1974), Amici miei - Atto IIIº (1985), Scugnizzi (1989) e Pacco, doppio pacco e contropaccotto (1993). Da ricordare, tra le sue ultime opere, la miniserie televisiva A che punto è la notte (1994) e la regia teatrale di Scacco pazzo. In radio per due volte fu conduttore di "Voi ed Io" lo storico programma d'intrattenimento radiofonico del mattino quotidiano. Ed è proprio "Audace colpo dei soliti ignoti" il primo dei sette film che Rai 3 trasmette - a partire da sabato 26 luglio alle 8 circa e fino al 16 agosto - per rendere omaggio a Nanni Loy a cento anni dalla nascita e a trent'anni dalla sua morte. Di "Audace colpo dei soliti ignoti" (1959) scrisse la sceneggiatura con Age & Scarpelli, ha poi diretto "Un giorno da leoni" (1961), che diede a Loy l'attenzione della critica, ispirato a un episodio della lotta partigiana accaduto dopo l'armistizio del 1943: la distruzione del ponte sulla linea ferroviaria Roma-Formia, con Renato Salvatori e Nino Castelnuovo. L'omaggio a Loy, in fascia daytime, nel primo pomeriggio e la mattina, ripotrerà in tv, tra gli altri titoli, "Cafe express" (1980), con Nino Manfredi e "Mi manda Picone" (1984), entrambi dedicati all'amata Napoli; "Incensurato, provata disonestà, carriera assicurata cercasi" (1972), diretto da Marcello Baldi in cui Nanni Loy recita; "Sistemo l'America e torno" (1974), con Paolo Villaggio; e "Parola di Ladro". ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Memorial Siani, il premio "Prendersi cura con il sorriso" a Salvatore Pauciulo Grande successo per il Memorial dedicato alla memoria del dottor Michele Siani

13 Luglio 2025, 08:32am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Memorial Siani, il premio "Prendersi cura con il sorriso" a Salvatore  Pauciulo - Ottopagine.it Salerno

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Vietri sul Mare. Grande successo per il Memorial “dott. Michele Siani” 2025 celebratosi a Vietri sul Mare. Ad aprire il Memorial è stata la Tavola rotonda, dal titolo “Le sfide delle nuove emergenze sanitarie. Come attrezzarsi?”, tenutasi nel pomeriggio, nell’Aula consiliare del Comune di Vietri sul Mare. L’incontro, che ha mirato a rappresentare un momento di riflessione e confronto qualificato sul tema scelto dal Comitato scientifico del Premio, alla presenza di amici del Memorial e di esponenti del mondo della sanità locale, dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone, del Presidente della Commissione Bilancio e componente della Commissione Sanità della Regione Campania, Francesco Picarone, e del delegato comunale alla Sanità, Giuseppe Giannella, ha visto l’intervento del: prof. Francesco De Caro, Responsabile Scientifico Laboratorio di Sanità Pubblica per l’analisi dei bisogni di salute della Comunità dell’Università degli Studi di Salerno; dott. Rodolfo Punzi, già Direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Ospedale Cotugno di Napoli. A moderare la tavola rotonda è stato il dott. Arcangelo Saggese Tozzi, Direttore del Servizio Prevenzione ASL Salerno.Al termine della tavola rotonda si è tenuta la cerimonia di consegna del “Premio Prendersi cura con il Sorriso”, conferito a personalità del mondo della medicina, realizzato in ceramica artistica vietrese dal Maestro Lucio Liguori. A ricevere il riconoscimento nella sua VI edizione, è stato il dott. Salvatore Pauciulo, Medico chirurgo e Ufficiale medico del Corpo Militare volontario della CRI. A ritirare il premio la figlia del dott. Siani, Silvia. Il programma del Memorial “dott. Michele Siani” è proseguito nell’anfiteatro della Villa comunale di Vietri sul Mare, con l’evento “In ricordo di Michele Siani” che ha visto il concerto del cantante Francesco Viglietti, con la partecipazione straordinaria del musicista vietrese Christian Brucale. A completare il programma dell’appuntamento è stato il cabaret di Angelo Di Gennaro. Il Memorial è stato promosso dall’Associazione culturale “Dott. Michele Siani”, con il patrocinio del Comune di Vietri sul Mare, la collaborazione della Pro Loco di Vietri sul Mare, la partnership di Credito Cooperativo Scafati e Cetara – Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, Centro Acustico Battaglia, L’acustica Centro audioprotesico, Eco del Mare e Boutique Frida.OTTOPAGINE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI A Foiano di Valfortore torna il Feo Fest: Nocturna il tema della V edizione In scena dal 17 al 20 luglio tra il Bosco Frosolone ed il centro

5 Luglio 2025, 15:05pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

a foiano di valfortore torna il feo fest nocturna il tema della v edizione

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Foiano di Val Fortore. Una cornice naturale capace di infondere benessere, un tema importante come quello dell'ambiente e del clima, declinato in modo assolutamente affascinante. Un'amministrazione illuminata che collabora con un collettivo di giovani professionisti del settore artistico. Sono gli ingredienti che da ormai cinque anni assicurano al Sannio una manifestazione innovativa e d'impatto. E' il Feo Fest 2025, il festival ecologico culturale di Foiano di Valfortore giunto alla sua V edizione, pronto a tornare in scena dal 17 al 20 luglio, e presentato questa mattina in una conferenza stampa alla Ubik di Benevento. Ad illustrare il progetto il Sindaco di Foiano, Giuseppe Antonio Ruggiero ed il Collettivo_Gea, direttivo tricefalo del festival composto da Alessandra Facchiano, Matteo Fioretti e Angela Cerritello. Il sindaco Ruggiero: al centro temi ambientali e aree interne E proprio il primo cittadino di Foiano di Valfortore ha voluto mettere in evidenza “l'unicità del festival” e l'importanza dei temi trattati “dal cambiamento climatico al riscaldamento globale e chiaramente la sensibilizzazione a questi importanti argomenti”. “Temi che sembrano quasi scomparsi dalle cronache della politica – ha evidenziato Ruggiero – se ne parla troppo poco e dunque il Feofest, vuole accendere la luce su queste tematiche e su quella delle aree interne e della loro sopravvivenza. La manifestazione è anche la dimostrazione che è possibile aprire una discussione sul modo di vivere in questi territori. V edizione "Nocturna" indagherà anche la figura della janara “Prove generali per domani alternativi”. Sintetizzano i curatori dell'evento che mette in scena un Fortore che è panorama straordinario di natura e cultura. Foiano di Val Fortore, dal 17 al 20 luglio 2025 ospiterà una kermesse capace di indagare le possibilità artistiche, sociali, turistiche e ambientali delle geografie a noi prossimali. Nocturna, riallacciandosi al trend del “noctourism”, è la linea guida esplorata quest’anno che porta con se una rielaborazione visiva e poetica del paese di notte: una cambio di prospettiva che tutto trasforma quando anche le montagne che fanno da culla alla Val Fortore scompaiono in braccio al buio. Ma non solo, vuole questa essere occasione per approcciarsi in maniera dinamica e creativa all’orizzonte magico delle nostre terre dove Artemide, non a caso divinità della notte, e la janara, figura mitopoietica fondamentale del nostro bagaglio folklorico, si fondono per raccontarci una, cento, mille storie. Grande spazio all'arte del teatro Ma non tutto accadrà dopo il tramonto; eventi, laboratori e incontri gratuiti saranno accessibili anche durante il giorno per rendersi fruibili ad un pubblico ampio e variegato. Come il movimento di un pendolo si sposteranno tra il Bosco Frosolone (dalla cui toponomastica vernacolare il festival prende il suo nome) ed il borgo che il Collettivo_Gea ha immaginato come architettura diffusa e “luogo comune”, proprio nel senso di familiare e condiviso. New entry di quest’anno sarà il teatro, arte ancora poco esplorata dal festival, che da sempre è occasione fortunata di immedesimazione e purificazione. Il Collettivo_Gea l’ha qui immaginato come lente di ingrandimento sulla contemporaneità e sulla storia recente, mescolandola alla musica e a momenti di profonda riflessione. Eventi, laboratori e incontri: il programma nel dettaglio Si esordisce quindi nel centro storico giovedì 17 luglio con il workshop per bambini Danza in Gioco con Rosa Merlino. Sul far della sera Variazioni Astrali, laboratorio di grafica analogica a cura dell’illustratrice Ottoeffe, per poi perdersi ai confini del tempo e della storia con A Chiddi Timb, pièce musico-teatrale con la Nuova Compagnia Teatrale e la produzione dell’Associazione di Promozione Sociale Mao FM 19.77 Sarà possibile partecipare in più sere del festival al workshop di uncinetto Intreccia di Francesca Cilenti, mentre sul bordo della notte avrà luogo la masterclass di Ritual Circle con il musicista e compositore Antonio Marotta. Spazio alla scrittura al bosco venerdì 18 luglio con Stefania Marrone, autrice, per la Andrea Pacilli Editore, di Racconto Personale, messo in scena, a seguire, dal protagonista Mamadou Diakité per la regia di Cosimo Severo. Si ritorna in paese per omaggiare la musica con la raffinatezza sonora di Peppe Servillo & Solis String Quartet in Carosonamente, prima, e con Terra Arret assieme al trio degli Unza Unza Band, poi. Sabato 19 luglio ancora spazi silvani per ascoltare le Faraualla in Culla e Tempesta mentre Foiano abbraccerà le famiglie del laboratorio narrativo La Mia Porzione di Stelle a cura di Luca Picciuto. Sarà invece il teatro comunale ad ospitare la testimonianza straordinariamente in atti de Il Sindaco Contadino: Rocco Scotellaro con Ulderico Pesce. A seguire NessunDorma, dj set “in vinile” con Marco Pazienza. Dopo la mezzanotte si va a caccia di galassie in una Passeggiata Astronomica sotto la guida di Antonio Pepe per l’Osservatorio Astronomico del Sannio e in collaborazione con l’ASD Feudum Mazzoccae. Apocalisse di bellezza, perché tutto finisce, ma finisce nel migliore dei modi, domenica 20 luglio: si inizia con l’ormai canonico Concerto all’Alba risvegliati dal ritmo dei The Funkin’ Machine per poi salutare il sole al tramonto con il bagno di colori di Yoga & Holi Fest, esperienza yogica a cura di Oriana Lapollo (ASD Holistic Suvaran Tara), anticipato da un Silent Reading in raccoglimento narrativo. Ci si congeda alla maniera dadaista con il progetto artistico Giro in Giro assieme a Roberto Tombesi e Andrea Da Cortà e con Cantar di Murgia, figlio della tradizione dei cantori, assieme a Maria Moramarco e Luigi Bolognese. A presentare gli eventi in scaletta Giulia D’Arcangelo, membro prezioso del team Feo Fest. Ed il programma si arricchisce ancora con le esposizioni site specific di Alberi Sonanti a cura di Matteo Fioretti, Atlante/mappe insolite di luoghi straordinari/ ideato da Angela Cerritello e Diari di Futuri Quotidiani con la curatela del Meraki Creative Studio per ripercorrere le passate edizioni con occhio fotografico puntato all’indomani. "Perché le stelle non sono solo bagliori nel buio, ma incantesimi da indicare con un dito e imparare a leggere. Mondi lontanissimi che possono insegnarci cosa accade sul nostro. Che la speranza non muore, che se si crede nel futuro, se ci si convince che anche i nostri paesi, sparuti proprio come costellazioni perse nella notte, sanno risplendere. Il Fortore ha il sapore di una scommessa che può essere vinta, sta a noi giocare bene le carte che questo territorio carico di meraviglie ci ha messo nelle mani".OTTOPAGINE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Antica Capua: valorizzare l’arte ed il patrimonio culturale del territorio Si presenta il progetto di valorizzazione delle sculture del museo archeologico nazionale

29 Giugno 2025, 10:55am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

antica capua valorizzare l arte ed il patrimonio culturale del territorio

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il progetto conferma l’impegno della Direzione regionale Musei nazionali Campania a dialogare costantemente con le diverse realtà territoriali con l’obiettivo di promuovere l’identità culturale e la valorizzazione del patrimonio storico... Capua. Sabato 21 giugno 2025, alle ore 10.30, nella sala conferenze del museo archeologico nazionale dell’antica Capua, la direzione regionale musei nazionali Campania presenta il progetto di valorizzazione delle sculture del museo archeologico nazionale dell’antica Capua attraverso lo studio e l’indagine visiva di Luigi Spina. Il progetto, finanziato dalla Bcc Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli, che come missione ha anche l’impegno a valorizzare l’arte ed il patrimonio culturale del territorio, grazie ad un accordo con la direzione regionale Musei nazionali Campania, consentirà la realizzazione dello studio fotografico “Il Tempo della Scultura” di Luigi Spina, che focalizzerà l’attenzione sulle statue di Trittolemo e del Satiro danzante, con quaranta scatti suddivisi in due sequenze. Dopo i saluti istituzionali e l’intervento della direttrice regionale ad interim, Luana Toniolo, prenderanno la parola la direttrice del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua, Antonella Tomeo, il presidente della Bcc Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli, Roberto Ricciardi, e il fotografo Luigi Spina. Il progetto conferma l’impegno della direzione regionale Musei nazionali Campania a dialogare costantemente con le diverse realtà territoriali con l’obiettivo di promuovere l’identità culturale e la valorizzazione dello straordinario patrimonio storico-archeologico campano. La realizzazione di un atlante di immagini a cura di Luigi Spina darà vita a una narrazione dal forte potere evocativo, in grado di esaltare la perfezione delle forme e di ricondurle alla dimensione del mito. L’ambizioso progetto fotografico vedrà la sua edizione a stampa il prossimo autunno, nell’ambito delle pubblicazioni di 5 Continents Editions di Milano. a cura di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sergio Castellitto, caso Kaufmann? Tragedia e commedia Per fortuna sono uscito dalla macchina del fango del Csc

22 Giugno 2025, 08:53am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

.Sergio Castellitto, caso Kaufmann? Tragedia e commedia © ANSA/Mangiarotti /

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un Sergio Castellitto caricato a pallettoni e allo stesso tempo rilassato quello che si presenta all'incontro stampa al Filming italy Sardegna Festival 2025 prima della master class agli studenti. Reduce di aver girato a Londra 'Gentlemen 2' serie cult firmata Gay Ritchie, parla dello scandalo dei finanziamenti pubblici a Kaufmann, della sua esperienza infernale al Centro sperimentale, di social, futuro del cinema, di politicamente corretto e del figlio Pietro. Intanto dice di Guy Ritchie e 'The Gentlemen 2' "Interpreto un mafioso piuttosto colto e con una sua etica. E tutto questo con un umorismo molto british che mi ha davvero colpito'. La vicenda Francis Kaufmann ? "Se non fosse una tragedia sarebbe una commedia, non mi sento di dire altro. È comunque veramente inquietante perché la sensazione che si ha è che se è successo una volta è forse già successo altre dieci volte. Credo che sia dipeso anche per una questione di burocrazia, ne so qualcosa dopo aver passato quell'anno infernale al Centro sperimentale. La burocrazia, le sue leggi hanno una loro logica, una loro diabolicitã. Ma va detto che nemmeno lo sceneggiatore più diabolico si potrebbe inventare la storia di uno che uccide una bambina e una povera ragazza dopo aver ricevuto dallo Stato italiano dei soldi per fare un film". E ancora l'attore - regista romano classe 1953: "Capisco quanto sia difficile districarsi in certe cose, ma il settore pubblico come vocazione naturale dovrebbe essere quello di promuovere innanzitutto opere prime e seconde, favorire i giovani. Insomma mentre si discuteva tanto il cinema si autodistruggeva da solo. Le migliori storie - sottolinea - si raccontano con due righe come quella di un assassino che si spaccia per regista e ottiene dallo Stato oltre 800.000 euro per una sua sceneggiatura magari d'amore". La proposta di Pupi Avati di un ministero del cinema? "Allora perché non farne anche uno del teatro o delle arti visive. Pupi, da quel gigante che è, ha capito meglio di tanti la situazione di crisi in cui noi ci troviamo". Il politicamente corretto quanto danneggia il cinema? "No peggio, danneggia la vita. Negli anni 60, 70 eravamo sicuramente più buoni di oggi in cui siamo arrivati a un tale indurimento dei rapporti umani. Vengo da una generazione che naturalmente rispettava le persone, sono stato educato da una madre e da due sorelle mi è potuto venire normale dire qualche volta 'stronza' , ma senza mai mettere le mani addosso. L'estremizzazione è veramente feroce ed è una forma di fascismo''. Si aspettava l'esplosione di suo figlio Pietro?. ''Ho sempre creduto in lui anche quando era adolescente. Avevo sempre avuto l'intuizione di un suo grande talento anche se caotico. Per fortuna lui è rimasto caotico, ma riesce oggi a gestirlo. Io i film come lui non li saprei fare, è davvero libero". E ancora tornando ai suoi progetti: "Sto facendo la stagione 2 di "Storia della mia famiglia" sempre con Netflix. Sono una specie di conte Max, un uomo di grande umanità. La prima serie era scritta molto bene, ma anche in questa c'era qualcosa di divertente e malinconico allo stesso tempo. Dopo un anno da presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia molto faticoso e complesso sono tornato finalmente a lavorare. Non avevo mai sperimentato quella macchina del fango, quel meccanismo che è stato veramente doloroso, ma a un certo punto ho capito che dovevo mollare". Di Francesco Gallo) ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI "Ciao Carlo, ci lasci un'eredità culturale enorme" Lutto a Maddaloni

21 Giugno 2025, 13:04pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

ciao carlo ci lasci un eredita culturale enorme

INSERITO DA MORENA MOTTA Carlo De Lucia è volato in cielo, Santangelo: Ci lascia un’eredità culturale enorme che abbiamo il dovere e la responsabilità di portare avanti Maddaloni. "Oggi è una giornata triste per Maddaloni: è volato in cielo Carlo De Lucia, interprete autentico della cultura cittadina che ha saputo rappresentare per decenni attraverso le sue opere. La sua mano ferma, la sua creatività hanno raccontato l’evoluzione della nostra Maddaloni e del suo pensiero. Ci lascia un’eredità culturale enorme che abbiamo il dovere e la responsabilità di portare avanti". Ad esprimere il messaggio di cordoglio consigliere regionale del gruppo Italia Viva al consiglio regionale della Campania Vincenzo Santangelo. DI GIANNI VIGOROSO OTTOPAGINE

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