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sez. cultura e spettacoli

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Il nuovo cartone animato Pixar, "Jumpers

1 Marzo 2026, 11:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Jumpers: il Trailer e il Poster del nuovo film Pixar

DI MORENA MOTTA Il nuovo cartone animato Pixar, "Jumpers - Un Salto tra gli Animali", arriva nelle sale il 5 marzo 2026. Il film, diretto da Daniel Chong, racconta la storia di Mabel, una ragazza che si trasforma in un castoro per salvare il suo bosco natale.

Ispirato da un esperimento scientifico, il film segue Mabel nella sua avventura, affrontando il sindaco corrotto e i suoi scrupoli. I castori, protagonisti della storia, sono stati scelti per la loro capacità di costruire dighe e salvare l'ecosistema.

Il regista Daniel Chong ha lavorato per sei anni al film, con un team di 400 persone. Il risultato è un film pieno di azione, gag e personaggi teneri e spiritosi. Chong vuole che "Jumpers" sia un ritorno all'essenza dello studio Pixar: il divertimento.

Il film tratta temi come la relazione con la natura e l'importanza di unirsi per difendere il pianeta. Un messaggio di comunità e speranza in un momento di crisi ambientale globale.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sarcasmo Grignani a Conti, 'sui fiori c'è il numero della Pausini così la chiamo?' Lo scambio sul palco dopo la controversia per la cover di La mia storia tra le dita

28 Febbraio 2026, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

- RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA C'è anche il numero della Laura Pausini? Così la posso chiamare".

 

 

Lo dice Gianluca Grignani prendendo il mazzo di fiori dalle mani del direttore artistico Carlo Conti dopo l'esibizione con Luchè nella sua 'Falco a metà'.

Pausini in precedenza aveva presentato il duetto ma alla fine della performance non era presente sul palco. Il gelo tra i due era calato dopo gli scambi al veleno sui social e la controversia per la cover de 'La mia storia tra le dita' di Grignani che aveva portato la Pausini a toglierla dall'album Io canto 2. ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI A Salerno “Doppio Sogno”: un viaggio attraverso la Collezione Filiberto e Bianca MennaFinissage

15 Febbraio 2026, 10:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A Salerno “Doppio Sogno”: un viaggio attraverso la Collezione Filiberto e Bianca MennaFinissage

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sabato 14 febbraio 2026, alle ore 18.00, presso la Sala Affreschi del Complesso di San Michele a Salerno, si terrà il finissage della mostra “Doppio Sogno. Un viaggio attraverso la Collezione Filiberto e Bianca Menna” e la presentazione del restauro dell’opera di Fabio Mauri appartenente alla serie degli “Schermi”.

«La collaborazione con la Fondazione Filiberto e Bianca Menna per il progetto Doppio Sogno – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino  rappresenta un esempio virtuoso di come il sostegno alla cultura possa tradursi in un investimento concreto per la crescita del territorio. Il restauro dell’opera di Fabio Mauri non è stato solo un intervento di conservazione, ma un gesto di responsabilità verso il patrimonio artistico contemporaneo e verso le nuove generazioni, che hanno dimostrato grande coinvolgimento e partecipazione. Iniziative come questa confermano il ruolo chiave della Fondazione Carisal nel promuovere e valorizzare i beni culturali, come strumenti di dialogo, conoscenza e sviluppo sociale».

Il progetto espositivo, a cura della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e realizzato in collaborazione con la Fondazione Carisal, ha offerto al pubblico, attraverso un percorso articolato in quattro sezioni tematiche, un’importante occasione di approfondimento della linea artistico-intellettuale di Filiberto e Bianca Menna, restituendo una visione complessa e stratificata della collezione e mettendone in luce il valore storico, critico e culturale.

Accanto all’esposizione, un ricco palinsesto di eventi collaterali – tra proiezioni, talk, letture e laboratori didattici– ha ampliato e completato il programma di Doppio Sogno, rafforzandone la vocazione divulgativa e il legame con il territorio. La mostra ha inoltre registrato una significativa partecipazione di studentesse e studenti, confermando l’interesse dei giovani nei confronti dell’arte contemporanea.
Tra le opere che hanno maggiormente suscitato curiosità e attenzione da parte del pubblico, spicca il lavoro degli anni Settanta di Fabio Mauri appartenente alla serie degli “Schermi”, restaurato grazie al sostegno della Fondazione Carisal. Il restauro dell’opera ha rappresentato un momento centrale del progetto, dimostrando come la valorizzazione di una collezione d’arte contemporanea possa diventare uno strumento concreto di connessione e arricchimento culturale per i territori.

In occasione del finissage di Doppio Sogno, l’opera e il suo restauro saranno al centro di un talk che vedrà la partecipazione di Ivan Barlafante, direttore dello Studio Fabio Mauri, offrendo al pubblico un momento di riflessione critica sull’eredità dell’artista e sull’attualità della sua ricerca.

Fabio Mauri, figura chiave del secondo Novecento italiano, di cui nel 2026 ricorre il centenario della nascita, ha anticipato con questa serie la centralità e la pervasività degli schermi nella vita contemporanea. Proprio in questi giorni, il suo lavoro è al centro di una grande mostra antologica alla Triennale di Milano, “De Oppressione”, in chiusura il 15 febbraio prossimo-

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Sez. Cultura e Spettacoli Levante: "Se mi togli il palco soffro, se mi togli la penna muoio"

25 Gennaio 2026, 11:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

  

Levante - RIPRODUZIONE RISERVATA

inseerito da miki pappacoda  La prima volta vai al festival di Sanremo con l'incoscienza di chi non sa cosa va ad affrontare, la seconda volta vai a testare quello che hai fatto la prima, e la terza...

 

 

be', la terza è quasi un vizio!".La 

Scherza, Levante. Ma neanche troppo. Il 24 febbraio salirà nuovamente sul palco del festival di Sanremo con il brano Sei tu, dopo le esperienze "molto muscolari" del 2020 e del 2023, quando presentò Vivo, brano che affrontava le difficoltà della depressione post partum che aveva vissuto sulla sua pelle."Torno per cambiare il ricordo che ho: tre anni fa non ero nel periodo migliore della mia vita, ho vissuto il festival in maniera poco lucida - racconta -. È come se avessi deciso di vestire i panni di una combattente, mentre forse sarei dovuta andare più in punta di piedi. Amo follemente Vivo, ma il mio momento non combaciava con il brano, me ne sono resa conto dopo.
    Credevo di essermi liberata dalla depressione post-partum, sentivo l'adrenalina del palco, del lavoro che ricominciava, ma in realtà non l'avevo affrontata davvero".

    Il prossimo Sanremo, dunque, lo immagina come "una pagina bianca, un nuovo ricordo da costruire, che possa portare un sorriso. Vorrei che Sei Tu raccontasse una nuova me, e che allo stesso tempo posso parlare del nuovo disco in arrivo. A tre anni dall'ultimo Opera Futura. Il titolo? Come al solito mi piace giocare: Dell'amore il fallimento e altri passi di danza".
 
   Un album che partendo da sé - le sue canzoni hanno sempre avuto una forte impronta autobiografica - guarda fuori, all'altro e all'altrove e che - come ci ha abituato Levante - avrà un colore.
"Però è presto per svelarlo! Il senso di questo nuovo colore è dato un po' dallo sguardo sulle storie che canto. Stavolta ho deciso in maniera spudorata di raccontare l'amore: l'inizio, la fine e anche il non inizio".

   Nell'album troveranno spazio i brani già pubblicati MaiMai, Niente da dire e Dell'amore il fallimento.

    Il festival sarà la vetrina di lancio. "Non ho aspettative da Sanremo, ma speranze: di fare bene. Spero di raccogliere i frutti di un lavoro serio che porto avanti da tempo. Ma non in termini di classifica o di voti, in quelli non credo. È un sistema che non mi piace neppure a scuola, figuriamoci nell'arte, nella musica. Piuttosto spero di raccogliere i frutti del lavoro fatto sulla mia voce: a causa di una cordite emorragica per mesi ho dovuto smettere di cantare, sono stata molto in silenzio e mi sono impegnata per curarmi. Quando è successo mi sono spaventata, ma ora sto bene e sono pronta".

    Artista poliedrica, che si muove tra musica e scrittura (quattro le opere letterarie date alle stampe), è ora attesa anche alla prova della recitazione (dopo un cameo nel film di Pilar Fogliati, Romantiche nel 2023): il 3 e il 4 febbraio su Rai1 sarà protagonista con Lino Guanciale della miniserie in due puntate "L'invisibile - La cattura di Matteo Messina Denaro", con la regia di Michele Soavi. Levante indossa i panni di Maria Gambera, moglie del colonello che porta avanti le indagini.

    "È stata un'esperienza divertente. La richiesta di fare il provino è arrivata dal produttore Pietro Valsecchi. Mi avevano già cercato anni fa, ma non era il momento. Stavolta sono andata perché sono in un periodo della mia vita nel quale sto cercando di allontanare la mia parte rigida, quella che mi avrebbe consigliato di dire di no. Ho aperto la porta: la vita è una". 

    Una deviazione dalle sette note come già provato con successo anche da altre colleghe.
  
  "No, no. Le mie sono piccole incursioni in altri mondi che non mi appartengono. Non so cosa succederà dopo, ma credo che sia il cinema a cercare noi e non viceversa. Cosa preferisco? Su tutto c'è la scrittura, anche davanti alla musica. Mi definisco un'autrice che canta: se mi togli il palco soffro, ma se mi togli la penna muoio", dice la 38enne cantautrice siciliana.

    Intanto però dal 29 aprile tornerà in tour, nei club. "Ho fatto tantissimi anni in teatro. Onestamente avevo bisogno di un contatto con il pubblico diverso e anche di una scaletta diversa. Ho bisogno di tornare alla radice". 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI RICORDI DI ORNELLA VANONI

1 Gennaio 2026, 15:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

 

 

 

 

 

A CURA DI MIKI PAPPACODA Lucio Dalla la definì: «musica, quando parla, quando canta e anche quando dorme. Non so se russa, ma se lo fa, sicuramente "russa soul"». Uno dei suoi pigmalioni, Gino Paoli, scrisse per lei la stupenda canzone d'amore "Senza fine" che diceva «Tu sei un attimo senza fine, non hai ieri, non hai domani, tutto è ormai nelle tue mani, mani grandi, mani senza fine». In molti, infatti, sono rimasti affascinati da quest'attrice teatrale (sporadicamente anche cinematografica) e cantante italiana che è considerata una delle migliori e più importanti interpreti della musica leggera italiana. Spiritosa e intelligente (anche nel rispondere alle critiche), gentile e disponibile, senza mai perdere la sua naturale schiettezza e l'autoironia, se l'è cavata benissimo nella sua carriera artistica, dividendosi principalmente fra concerti e teatro, e ha saputo imporsi in tutta la nazione per il suo inequivocabile timbro vocale, passando dai testi di Pirandello a quelli del "Rugantino", dalle canzoni della mala, al jazz, alla bossa nova, fino alle canzoni d'autore.

Studi
Ornella Vanoni nasce il 22 settembre 1934 a Milano, in una famiglia altoborghese (suo padre era un industriale farmaceutico). Dopo aver studiato dalle Orsoline, frequenta diversi collegi svizzeri, francesi e britannici, imparando di nazione in nazione, varie lingue (tedesco, francese e inglese).

La presenza teatrale
Tornata a Milano, segue dei corsi per diventare estetista, ma nel 1953 tenta la strada dell'attrice e si iscrive all'Accademia d'Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler, il quale sarà fin da subito colpito dalle doti di questa giovane milanese, tanto da farne prima la sua allieva prediletta e, poi, da instaurare con lei una relazione amorosa. Sarà proprio il grande e storico regista a imporla sul palcoscenico, facendola cantare delle ballate della Rivoluzione francese ("Les rois s'en voint" e "La Seine est rouge"), durante le pause fra un atto e un altro delle sue rappresentazioni teatrali. Ma solo nel 1956, debutta finalmente come attrice in "Sei personaggi in cerca d'autore" di Pirandello e, successivamente, comincia a recitare anche per altri grandi registi del teatro italiano (Fausto Amodei, Fiorenzo Carpi, Dario Fo, Gino Negri, etc.) che poi diventeranno suoi autori musicali, firmando canzoni principalmente tratte da vicende di cronaca nera, che andranno a formare il repertorio per uno spettacolo da lei presentato al Festival di Spoleto nel 1959. Premiata come rivelazione del teatro italiano dopo la sua performance in "L'idiota" di Marcel Achard, recita anche in "La fidanzata del bersagliere" di Anton e, nel 1963, in "Rugantino" di Garinei e Giovannini, che otterrà talmente tanto successo da spingersi fino a Broadway. Negli anni a venire, continuerà a calcare il palcoscenico recitando con tantissimi attori e registi. Fra questi, è doveroso citare Gigi Proietti, con il quale lavorerà in "Fatti e fattacci" negli Anni Ottanta, Giorgio Albertazzi che la vorrà in "Commedia d'amore" negli Anni Novanta e, nel Duemila, Peppe Servillo, con il quale ritornerà al suo genere iniziale: le canzoni della mala.

Ornella Vanoni compie 88 anni: com'è cambiata. FOTO I Sky Tg24La grande carriera musicale
Con questi inizi, Ornella Vanoni si imporrà così come una cantante "intellettuale, da salotti letterari", che però andrà proprio a scontrarsi con gli ambienti altoborghesi dai quali proveniva, incappando nelle maglie della censura, quando sceglierà di interpretare le cosiddette "canzoni della mala", brani musicali legati alla piccola e grande criminalità italiana oppure a dilemmi sociali che avevano come protagonisti le classi più povere. Contattata dalla Ricordi, comincerà a registrare singoli ed EP, inizialmente confermando il genere "della mala" ("Senti come la vosa la sirena", "Hanno ammazzato il Mario"), ma terminato il sodalizio artistico e amoroso con Strehler, cambierà registro musicale, lasciandosi influenzare dall'incontro (anche sentimentale) con Gino Paoli, che la spingerà affinché si tramuti in un'interprete di canzoni romantiche. Per lei, Paoli firma "Me in tutto il mondo", ma soprattutto "Senza fine" (che diventerà parte della colonna sonora del film Il volo della fenice di Robert Aldrich). Per ricambiare, Ornella Vanoni inciderà "Cercami", dedicandogliela, fra le lacrime, durante "Canzonissima". Nel frattempo, continua a incidere brani di Paoli ("Anche se", "Che cosa c'è"), ma anche di Luigi Tenco e Mogol. Nel 1964, vince il Festival di Napoli con "Tu sì 'na cosa grande", cantata con Domenico Modugno e partecipa anche a varie edizioni del Festival di Sanremo, grazie alle quali collabora con artisti del calibro di Franco Califano, Umberto Bindi, Don Backy e Marisa Sannia. Scaduto il contratto con la Ricordi, passa alla Ariston, pubblicando con successo il singolo dal sound brasiliano "Tristezza", ma anche "Un'ora sola ti vorrei" (1967) e "L'appuntamento" (1970), che diventerà uno dei suoi brani più celebri, tanto da essere inserito come colonna sonora del film Tony Arzenta di Duccio Tessari e, molti anni dopo, in Ocean's Twelve di Steven Soderbergh. Successo che poi verrà replicato con "Domani è un altro giorno", che però verrà inserito nella colonna sonora di La prima notte di quiete di Valerio Zurlini. Continuano i grandi incontri e le grandi collaborazioni: Lucio Battisti, Walter Chiari, Lucio Fulci (che vuole "Quei giorni insieme a te" come colonna sonora del film Non si sevizia un paperino), Bruno Lauzi, Sergio Bardotti, Vinicius de Moraes, Toquinho, i New Trolls e Giorgio Gaber. Nel 1974, fonda una sua etichetta discografica, la Vanilla e, nel 1977, posa invece nuda per l'edizione italiana di PLAYBOY, per la quale chiede come compenso, invece del denaro, una sfera dell'artista Arnaldo Pomodoro, con il quale stringerà una lunga amicizia. Proseguirà da cantautrice il decennio degli Anni Ottanta, collaborando con Fabrizio De André, Lucio Dalla, Giorgio Conte, Roberto Vecchioni, Pierangelo Bertoli, George Benson, Gil Evans, Herbie Hancock, Ron Carter, Ivano Fossati e ancora l'inseparabile Paoli. Con spettacoli che riprendono un po' il genere teatro-canzone di Gaber, negli Anni Novanta, conferma la sua grandezza artistica, rinfrescando la sua linfa con nuovi e interessanti incontri professionali (Mariella Nava, Stefano De Sando, Mario Lavezzi, Grazia Di Michele, Paolo Fresu, Enzo Gragnaniello, Samuele Bersani, i Delta V, Pacifico, Renato Zero, Ron, Mario Biondi). Omaggiata del Premio alla Carriera al Festival di Sanremo nel 1999, alterna nuovi singoli all'uscita di cover e alla registrazioni di duetti illustri (Mina, Eros Ramazzotti, i Pooh, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Carmen Consoli, Giusy Ferreri, Simona Molinari).

In tv
Televisivamente, la sua voce arriva ben prima del suo volto. Canta infatti uno dei primissimi jingle pubblicitari del dentifricio Colgate, ai tempi di Carosello (esperienza replicata con un jingle per la Martini). Promossa negli Anni Settanta a conduttrice dopo il suo grande successo musicale, presenta "Studio Uno" e "E tu che fai? Io questa sera vado a casa di Ornella". Affiancata al comico siciliano Pino Caruso sarà poi la star di "Due come noi" e, più recentemente, si cimenterà persino nei talent show come giudice del flop "Star Academy".

Ornella Vanoni - WikipediaIl cinema
Come attrice cinematografica, debutta sul grande schermo (doppiata però da Rita Savagnone) in Romolo e Remo di Sergio Corbucci. Era il 1961. L'anno seguente, recita in Col ferro e col fuoco di Fernando Cerchio, passando per Carlo Lizzani in Amori pericolosi (1964). Nel 1979, è il grandissimo Ugo Tognazzi a dirigerla in I viaggiatori della sera, forse uno dei suoi ruoli più vicini a se stessa. Definita dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino "uno dei volti più interessanti del cinema italiano" (inserirà difatti la sua "Rossetto e cioccolato" all'interno del suo film Le conseguenze dell'amore), ritorna al cinema dopo anni e anni di assenza, in Il cielo sotto la polvere (2008) di Sergio Mascheroni e in Ma che bella sorpresa (2015) di Alessandro Genovesi. Alla sua vita, sono dedicati i docu-filmOrnella Vanoni. Ricetta di donna di Alexandra della Porta Rodiani e Senza fine di Elisa Fuksas.

Vita privata
Dopo le lunghe relazioni con il regista Giorgio Strehler e il cantautore Gino Paoli, Ornella Vanoni sposa, nel 1960, l'impresario e cantante Lucio Ardenzi, che la renderà madre di Cristiano. Dopo la fine del matrimonio con Ardenzi, si legherà all'avvocato e manager Vittorio Usigli. Affetta da depressione cronica, riuscirà a tenere a freno la sua malattia. In tempi recenti, si è convertita al Cristianesimo evangelico pentacostale.

La morte
L'artista si è spenta a Milano il 21 novembre 2025 dopo un arresto cardio-circolatorio.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Natale e Capodanno a Ravello: attesi Massimo Ranieri e Francesco Paolantoni

7 Dicembre 2025, 16:05pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Massimo Ranieri con lo spettacolo "Tutti i sogni ancora in volo" e Francesco Paolantoni con un'originale versione jazz della fiaba "Pierino e il Lupo" di Sergei Prokofiev guidano la programmazione dell'edizione 2025 di "Natale e Capodanno a Ravello". La rassegna, organizzata dal Comune e dalla Fondazione Ravello, animerà dicembre e gennaio con appuntamenti musicali, proiezioni, escursioni, spettacoli e momenti dedicati alle tradizioni.

Si parte oggi, 6 dicembre, con un'uscita escursionistica lungo i sentieri dell'Alta Costa, in particolare sul Monte San Michele a Vico Equense, iniziativa promossa da Movicoast. Il calendario completo delle passeggiate, in programma fino a marzo, è disponibile al link dedicato.

L'8 dicembre sarà la giornata delle tradizioni: dalle 9 le strade del centro storico risuoneranno con le musiche degli zampognari (presenti anche il 14, 21 dicembre e 6 gennaio). Sarà inaugurata anche la mostra "Creiamo il presepe", con le opere realizzate dai bambini di Ravello in collaborazione con l'associazione Zeus e visitabile fino all'8 gennaio. Alle 17.45 è prevista l'accensione ufficiale delle luminarie; seguirà, alle 18, la Santa Messa nella chiesa di San Michele Arcangelo con la benedizione dei bambini, processione e momento di preghiera dedicato all'Immacolata. La serata si chiuderà con un momento conviviale promosso dall'Aps "Giovani in Festa".

Il 13 dicembre prenderà il via la rassegna cinematografica "Il cinema a Ravello", a cura di Cineventi, ospitata all'auditorium Oscar Niemeyer. Sono previste trenta proiezioni fino al 1° febbraio.
Da segnalare la proiezione del 14 dicembre alle 18.30 del film "La casa degli angeli. Dal Paradiso all'Inferno", diretto da Daniele Chiariello e Pierfrancesco Cantarella, con Franco Nero, Gianni Garko e Vincenzo Sparagna. Al termine è previsto un incontro con lo storico Isaia Sales e la giornalista Eleonora Pontillo.

Il programma include anche una giornata dedicata agli anziani, con Messa, pranzo comunitario e intrattenimento musicale, compresa un'esibizione dei bambini di Ravello.

Il 20, 27 dicembre e l'11 gennaio, a partire dalle 14, piazza Duomo ospiterà il Trofeo Riconoscimenti, con sfide nei giochi della tradizione tra operatori commerciali e collaboratori.

Domenica 21 dicembre, alle 19.30, all'auditorium Oscar Niemeyer andrà in scena "Natale in fabula - La Bella Addormentata", con musiche di P. I. Tchaikovsky eseguite dall'Orchestra Filarmonica Costiera Amalfitana e interventi coreografici delle associazioni "Dancing in the Moonlight" e "Accordi Culturali".

Lunedì 22 dicembre, ai Giardini del Monsignore, alle 15, si terrà la quarta edizione del Villaggio di Babbo Natale, in collaborazione con Are Ere Ire. Il giorno seguente, dalle 8 alle 17, nel parcheggio di piazza Duomo si svolgerà il mercato natalizio, che tornerà anche il 30 dicembre; dalle 11, nuova apertura del Villaggio di Babbo Natale.

La Vigilia si aprirà con la Messa delle 6 in Duomo, che conclude la Novena. Dalle 18 tornano gli zampognari con le loro melodie. Le Messe della serata saranno celebrate alle 17.30 (San Francesco), 22.30 (San Pietro alla Costa e Santa Maria del Lacco) e alle 23 la solenne celebrazione in Duomo.

Il 25 dicembre dalle 8 alle 12 gli zampognari animeranno le strade del centro. Alle 9.30, in piazza Duomo, tornerà "Arriva Babbo Natale", a cura dell'associazione Zeus. Alle 11.30 si svolgerà la Tombolata di Santo Stefano e alle 19, in piazza P. Sacco Torello, un'ulteriore tombolata a cura dell'Aps Giovani in Festa.

Sabato 27 dicembre, alle 8.45, da piazza Duomo partirà l'ottavo Memorial "Teresa Cioffi". Alle 19 l'auditorium Niemeyer ospiterà "Pierino e il Lupo", con Francesco Paolantoni e numerosi musicisti diretti dal maestro Igor Caiazza.
Sempre alle 19, il teatro di Villa Rufolo accoglierà "Uomo e Galantuomo" della compagnia teatrale "La Ribalta", in scena per festeggiare i 50 anni di attività (repliche il giorno successivo, poi il 2, 3, 4 e 6 gennaio).

Domenica 28 dicembre, dalle 15.30, piazza Duomo accoglierà un pomeriggio di musica e dolci per salutare il 2025.
Il 29 dicembre, alle 8.30, partirà l'escursione sul Monte Cerreto con brindisi in vetta, organizzata dal Comune e Movicoast con il CAI di Cava de' Tirreni. In serata, alle 19, il concerto di Massimo Ranieri all'auditorium Niemeyer, curato dalla Fondazione Ravello.

Il 30 dicembre, alle 18.30, in piazza San Cosma si terrà la Tombolata di fine anno.

Il 31 dicembre, alle 11, piazza Duomo ospiterà i giochi della tradizione per festeggiare il Capodanno. Alle 17, sempre in Duomo, Messa di Ringraziamento con il Te Deum. Dopo la mezzanotte, in piazza Duomo, brindisi di inizio anno e spettacolo pirotecnico. Dalle 00.30 alle 3, dj set "Strangers in the night - Happy New Year edition" e dalle 3 alle 6 il Silent Party, entrambi a cura di SideB Events. Alle 6, colazione dell'alba per salutare il 2026.

Il 1° gennaio l'auditorium Niemeyer ospiterà il tradizionale Concerto di Capodanno con l'Orchestra Filarmonica G. Verdi di Salerno diretta da Leonardo Sini, con musiche di Puccini, Bellini, Rossini, Verdi, Offenbach e Lehar.

Il 2 gennaio, alle 18.30, tombolata in piazza San Pio. Il 4 gennaio, alle 8, pellegrinaggio nella Terra del Beato Bonaventura da Potenza con consegna della lampada votiva.

L'Epifania prenderà il via alle 11.30 con la Tombolata per i bambini delle scuole di Ravello in piazza Duomo, e continuerà alle 18 con la "Levata del Bambino".

Sabato 10 gennaio, alle 19 in Duomo, il "Concerto di Natale" con Pantaleone Sammarco al flauto, replicato l'11 gennaio. Sempre l'11, alle 19 in piazzetta San Pio, nuova "Levata del Bambino" e a seguire un momento conviviale accompagnato dalla Banda di Capodanno.
Il 17 gennaio, alle 18, nella chiesa di San Michele Arcangelo, si terrà la Santa Messa con Levata del Bambino, con la collaborazione dell'associazione Giovani in Festa.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Al Piccolo Teatro La Mennola di Salerno uno spettacolo dedicato ad Eduardo Antonello De Rosa porta in scena "Eduardo, Pari e Dispari. Pensieri"

29 Novembre 2025, 14:27pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

al piccolo teatro la mennola di salerno uno spettacolo dedicato ad eduardo

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Doppio appuntamento questo week end al Piccolo Teatro La Mennola di via Salvatore Calenda a Salerno sabato 29 novembre 2025 (ore 21) e domenica 30 novembre (ore 19). Un viaggio nei pensieri inediti e nelle parole ancora da scoprire del grande Eduardo, attraverso il testo cucito sui suoi attori da De Rosa. «Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita», sosteneva Eduardo nella sua indagine sulla condizione esistenziale dell’uomo e della società umana. «L’eredità di Eduardo è fortissima: per ogni attore è una sfida enorme. La sua è una vita dedicata all’arte, al teatro, al mestiere dell’attore – sottolinea il regista e fondatore di Scena Teatro, Antonello De Rosa - Il rapporto con il piccolo teatro La Mennola è ventennale: in questo piccolo scrigno amo sperimentare le nuove opere e soprattutto far “allenare” i miei attori attraverso il contatto con il pubblico e la vibrazione unica che solo il palcoscenico permette di sperimentare».In scena un cast corale, composto dagli attori Carlo Simeoni, Caterina Ianni, Maria Robertazzi, Enrica Robertazzi Di Motta, Franca Guarino, Gennaro Rosa, Maria Mazziotti, Lia De Blasio, Mario Capone, Rosanna De Bonis, Giovanni De Santis, Mirella Costabile, Maria Russo, Paolo Puglia, Renato Rescigno, Benedetta Della Cerra, con la direzione organizzativa di Pasquale Petrosino. Una produzione teatrale che intende rievocare le tante sfumature di Eduardo, genio indiscusso, attore, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore e poeta. La sua è un’opera senza tempo, impegnata nella critica dei paradossi della sua realtà, come in un gioco a “pari e dispari”, attraverso quell’umorismo “che è la parte più amara della risata”. In bilico tra giorni “dispari” dove ‘va tutto storto’ e giorni positivi. Personaggi in chiaroscuro, che si muovono lungo la linea sottile che separa luci ed ombre. «Un artista che ha saputo osservare la vita, mettendo a nudo le ipocrisie, la disgregazione della famiglia dal dopoguerra al boom economico, le nuove relazioni sociali, la povertà, la dignità, le miserie dell’esistenza, con ironia e malinconia – aggiunge Pasquale Petrosino – Ancora una volta Antonello De Rosa lavora sull’umanità dei suoi attori. Sarà una pièce che regalerà emozioni fortissime allo spettatore, alla ricerca di un equilibrio, di un uomo che, come sosteneva Eduardo, per sua natura è ottimista, ma è deluso dall’ingiustizia che colpisce gli emarginati, dalle ipocrisie, dal conformismo sociale, dai paradossi della società. Un autore che ancora oggi sa parlare alla contemporaneità, sulla linea sottile tra luci ed ombre». OTTOPAGINE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Morte le gemelle Kessler, avevano richiesto il suicidio assistito: “Vogliamo essere messe assieme nella stessa urna”. La loro eredità a Medici senza frontiere

19 Novembre 2025, 16:54pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Morte le gemelle Kessler, avevano richiesto il suicidio assistito: “Vogliamo essere messe assieme nella stessa urna”. La loro eredità a Medici senza frontiere

A CURA DI MIKI PAPPACODA

Le due ballerine, inseparabili, hanno fatto la storia della tv italiana

Lutto nel mondo dello spettacolo. Sono morte a 89 anni le gemelle Alice e Ellen Kessler. Le due artiste sono decedute insieme, lo stesso giorno, nella loro abitazione di Grünwald, vicino a Monaco di Baviera. Avevano richiesto il suicidio assistito e avevano scelto la data della morte. La notizia, prima rilanciata dai media tedeschi, è stata successivamente confermata dalla più antica e grande organizzazione tedesca per i diritti civili e la tutela dei pazienti. “La data del 17 novembre era stata scelta dalle due sorelle stesse”, ha dichiarato Wega Wetzel, portavoce della Deutsche Gesellschaft für Humanes Sterben (Dghs), a cui le gemelle si erano rivolte per avviare la procedura di suicidio assistito. La notizia non è confermata dalle forze dell’ordine: è stata aperta un’inchiesta ma la polizia ha fatto sapere che è stata esclusa l’ipotesi di omicidio e la responsabilità di terze persone. Inseparabili nella vita e unite anche nella morte, le Kessler poco tempo fa avevano manifestato il desiderio di essere sepolte insieme, in un’unica urna, accanto alle ceneri della madre Elsa e del cane Yello. “È ciò che abbiamo stabilito nel nostro testamento”, aveva dichiarato Ellen in un’intervista rilasciata al quotidiano Bild nell’aprile del 2024. La loro eredità dovrebbe andare a Medici Senza Frontiere. Erano state loro stesse ad anticiparlo in alcune interviste: “Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo. Abbiamo scelto loro perché rischiano la vita per gli altri, hanno preso il Nobel per la Pace e sono seri”, spiegavano parlando della volontà di lasciare i loro beni a Msf. Una pattuglia della della polizia si è recata presso la residenza delle famose gemelle intorno alle 12 di oggi, lunedì 17 novembre: ma gli agenti della squadra speciale K12 hanno potuto solo constatare il decesso delle sorelle ed escludere qualsiasi responsabilità di terzi. In Germania, la “morte assistita” è consentita a determinate condizioni: la persona deve, tra le altre cose, “agire in modo autonomo e di propria spontanea volontà”, autosomministrandosi il farmaco letale, oltre ad essere maggiorenne e avere capacità giuridica. L’assistenza non può eseguire l’atto letale: questa sarebbe “eutanasia attiva”, che è invece vietata. Nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, le due sorelle, famose anche in Italia come cantanti, ballerine, attrici e intrattenitrici, erano note anche come le “gambe della nazione”, grazie alla loro iconica presenza scenica, resa celebre già nel 1959. In Italia ebbero enorme notorietà a partire dagli Anni 60 grazie alla partecipazione ai più grandi varietà televisivi dell’epoca. Con le canzoni come “Da-da-un-pa”, “Pollo e champagne” e “La notte è piccola” e con il fisico slanciato le biondissime sorelle hanno conquistato una popolarità straordinaria nei più noti programmi televisivi della Rai in bianco e nero. Le loro gambe lunghe e affusolate sono entrate nell’immaginario collettivo stravolgendo la storia della tv, cantando e ballando negli show del sabato sera come “Giardino d’invermo”, “Studio Uno” e “Canzonissima” Sul grande schermo appaiono nei film “Gli invasori” (1961) di Mario Bava (1961), “Rocco e le sorelle” (1961) di Giorgio Simonelli, “Sodoma e Gomorra” (1962) di Robert Aldrich, “Canzoni, bulli e pupe” (1964) di Carlo Infascelli, “Il giovedì” (1964) di Dino Risi, accanto ad Alberto Sordi. Nel 1963 appaiono sulla copertina della rivista “Life” e esordiscono nel teatro impegnato di Bertolt Brecht. Cos’è il suicidio assistito Il suicidio assistito è una procedura in base alla quale un terzo, in alcuni casi un medico, prescrive o fornisce a una persona un farmaco in grado di provocarne la morte, farmaco che il soggetto assume in maniera autonoma. Il medico dunque arriva fino alla prescrizione o alla fornitura del farmaco, ma non interviene direttamente nel provocare la morte della persona, la quale decide quindi in piena libertà quando morire. Il suicidio assistito è attualmente consentito in alcuni Paesi, secondo diversi paradigmi normativi: un modello oggettivo, che dispone la necessaria qualificazione calcolata in mesi/anni dello stato patologico come terminale (alcuni Stati degli USA, Stato di Vittoria in Australia), e un modello soggettivo, che dispone una condizione di sofferenza determinata dallo stato patologico, senza prospettive di miglioramento e percepita dalla persona come insopportabile (Olanda e Svizzera). Belgio, Lussemburgo e Canada, ove il suicidio assistito non è consentito tout court, contemplano invece un ampio spettro di esperienze intermedie. (dal sito Federazione Cure Palliative)

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Entrano nel vivo i Rolli Days d'autunno nel segno dell'Ottocento: il programma

18 Ottobre 2025, 08:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' iniziata venerdì 17 ottobre e andrà avanti fino a domenica 19 l'edizione autunnale dei Rolli Days 2025. E' una edizione nel segno dell'Ottocento, secolo di straordinarie trasformazioni, che hanno profondamente ridefinito l'identità della città. 

Prenotazioni obbligatorie al link: https://landing.visitgenoa.it/rollidays-online/

La cultura dei Rolli Days: la visita istituzionale di venerdì

Cultura, architettura, politica e industria si intrecciarono in un periodo che vide Genova emergere come una metropoli moderna, proiettata verso il futuro, ma, al tempo stesso, radicata nella sua storia. I Rolli Days, l'evento culturale di punta della città, si presenta come l'atto conclusivo dell'anno dell'Ottocento, offrendo un programma unico e ampliato: la manifestazione si apre, infatti, a nuovi percorsi guidati e a nuove sfide, finora sperimentate. "I Rolli Days sono un momento in cui Genova ritrova il filo della sua storia e lo intreccia con il presente. Aprire questi palazzi straordinari significa restituire alla città e ai suoi cittadini la consapevolezza di un patrimonio unico al mondo. La cultura non è solo memoria, ma dialogo, partecipazione, occasione di crescita civile. Vogliamo che sempre più persone, genovesi e visitatori, possano sentirsi parte di questo racconto lungo secoli e continuare a scriverne nuove pagine", ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari. "I Rolli sono la nostra eredità del passato, sono scrigni di bellezza e conoscenza, ma anche motori di partecipazione, turismo culturale e orgoglio civico. Un patrimonio culturale che ci rende fieri e che rappresenta la storia e la ricchezza artistica di Genova nel mondo", ha dichiarato la sindaca di Genova Silvia Salis, alla fine della visita dedicata di venerdì che di fatto ha aperto la nuova edizione.

Le visite serali 

Visto il grande successo di prenotazioni per le visite a Palazzo Rosso e a Palazzo Tursi, sabato 18 ottobre dalle 19 alle 22.30 sono straordinariamente visitabili la mostra, allestita a Palazzo Rosso, L'Ottocento dei Quinzio tra realismo e colore. Acquarelli, bozzetti, dipinti, sculture, le Sale Paganiniane e il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Le visite, condotte dai divulgatori scientifici, sono prenotabili al link rollidays.happyticket.it . Ad accompagnare le visite alle sale dedicate a Niccolò Paganini, la performance musicale di Andrea Cardinale e del suo violino. 
 

Il valore dell'Ottocento: la storia

"Da un lato ci sono palazzi dei Rolli che nell'Ottocento godono di un nuovo fulgore, diventano la sede di alcune famiglie industriali e quindi diventano nuovamente, assolvono nuovamente alla funzione che avevano fin dall'inizio di rappresentanza delle grandi famiglie della città. In qualche altro caso invece ci sono i palazzi dei Rolli del declino, e cioè succede che qualche famiglia a seguito dell'edificazione, della nuova edificazione della città a Castelletto e sulle alture della città lascia i palazzi dei Rolli e quindi questi palazzi incominciano un loro declino - commenta Andrea Pinto, presidente dell'associazione Rolli della Repubblica genovese -. Dobbiamo purtroppo a questa fase dell'Ottocento momenti nei quali alcuni altri dei palazzi dei Rolli vengono frazionati per fare negozi, quindi in maniera che dal punto di vista artistico è sicuramente deprecabile, però la storia è questa cosa qua, oggettivamente registriamo tutto ciò che in un periodo storico succede, quindi l'Ottocento ci sono cose belle e cose brutte, noi preferiamo pensare alle cose belle e dove ci sono cose brutte cerchiamo di fare in maniera che migliorino e ritornino all'antico splendore".

I percorsi

Ridecorazione ottocentesca: Genova è ricca di stratificazioni e durante il XIX secolo si intervenne su moltissimi siti preesistenti: il percorso si snoda tra alcuni dei palazzi e delle chiese che sono stati modificati durante il XIX secolo, partendo la Palazzo Baldi Raggio. Uno dei tanti palazzi della famiglia Balbi, eretto tra il 1657 e i 1665 per volere di Francesco Maria Balbi, viene modificato a partire dai primi decenni dell'Ottocento, quando il nuovo proprietario, Marcello Luigi Durazzo (segretario dell'Accademia Ligustica di Belle Arti) incaricò l'architetto Nicolò Laverneda e i pittori Michele Canzio, Francesco Baratta e Giuseppe Gaggini di restaurare e decorare il palazzo. Al di sotto di via Balbi troviamo via Prè, con la Chiesa San Sisto e della Natività della Vergine. Nata come chiesa romanica, l'edificio viene completamente rinnovato negli anni '20 dell'Ottocento per volere dei Savoia, che scelgono la chiesa come parrocchia dove assistere alla Santa Messa, rendendo noto il luogo come "la chiesa dei Re".

Percorrendo via Cairoli si giunge a palazzo Gio Carlo Brignole: edificio seicentesco che viene rinnovato in seguito all'apertura della via e al passaggio in mano ai Durazzo con un intervento pittorico da parte di Giuseppe Isola, uno dei più importanti pittori dell'800 genovese. Dirimpetto, troviamo invece Palazzo della Meridiana: nato come palazzo Grimaldi nel Cinquecento, viene profondamente rinnovato grazie al progetto di Coppedè. Il percorso si conclude con la Chiesa di Santa Maria delle Vigne: il più antico santuario mariano della città di Genova assume un nuovo aspetto nell'Ottocento, con una facciata in stile neoclassico realizzata tra 1841 e 1848 da Ippolito Cremona e con nuovi affreschi nelle volte.

Quinzio, una famiglia di artisti nella Genova dell'Ottocento: In occasione delle due mostre attive nei giorni dell'evento a Palazzo Rosso e la Galleria di Arte Moderna dedicate proprio alla famiglia Quinzio, si propone un percorso in città alla scoperta delle loro decorazioni. In Strada Nuova si potranno ammirare gli affreschi realizzati per gli spazi rinnovati di due dei Palazzi dei Rolli: da un lato il salone al piano terra di Palazzo Spinola Gambaro, dall'altro il primo piano nobile di Palazzo Lercari Parodi, due esempi di committenza privata per spazi normalmente interdetti al grande pubblico. Per completare il percorso con l'opportunità di vedere l'operato degli artisti anche in un contesto pubblico, si suggerisce la visita della Basilica di Santa Maria Immacolata, affrescata da Giovanni e dal figlio Tullio Salvatore e luogo simbolico per l'Ottocento genovese e le trasformazioni artistiche e architettoniche cittadine. di E.P. https://www.primocanale.it/cultura-e-spettacolo/59352-rolli-days-genova-ottocento-come-prenotare.html

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Luciana Littizzetto a Verissimo: «Ho perso tanti chili dopo la pancreatite. I miei figli portano il mio cognome dopo 19 anni» La comica torna con una nuova edizione di Tu si que vales

14 Settembre 2025, 08:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Luciana Littizzetto senza freni a Verissimo. Da Silvia Toffanin la comica racconta la sua estate, partita non nel migliore dei modi dopo la pancreatite: «La pancreatite ti dimagrisce. È stata molto impegnativa, c’è voluto un po’ di tempo. Ho perso 6 chili, ma su di me che sono un ragno si vedono di più. L’estate è andata bene, ma la menopausa non mi fa dormire». Pamela Petrarolo a Verissimo, ritrovato il fratello Manuel scomparso da due anni: «Arrestato per furto, aspettiamo il processo. Si sente in colpa, ma noi siamo arrabbiati» Simpatia, dolcezza e anche un po' di commozione quando ha parlato dei figli, Luciana si è aperta con Silvia Toffanin. di Dajana Mrruku

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