SALERNO E PROVINCIA NEWS Diplomi facili per calciatori e attori: scoperte due scuole fantasma a Salerno
INSERITO DA ANGELA CECERE
Arrestati i titolari degli istituti, denunciate 132 persone Blitz nelle classi: deserte, non c'era neanche un alunno SALERNO - Arrestati due titolari di scuole di istituti scolastici paritari e obbligo di firma per sette coordinatori didattici e assistenti amministrativi oltre al coinvolgimento di un centinaio di "procacciatori" di studenti in tutta Italia disposti a pagare - per conseguire facilmente un diploma - tra i 2.500 e i 5.000 euro. Il blitz della Guardia di Finanza di Agropoli, coordinato dalla Procura di Vallo della Lucania, ha smantellato un «diplomificio» che consentiva di ottenere il titolo di ragioniere o geometra senza frequentare le lezioni. Tra i beneficiari del «servizio a pagamento» molti giovani calciatori e attori che hanno ottenuto il diploma in queste due scuole paritarie attestando, peraltro, di risiedere in provincia di Salerno. I principali «clienti» arrivavano da Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Puglia e Basilicata. I reati contestati sono di associazione per delinquere, interruzione di pubblico servizio, truffa ai danni dello Stato e falso continuato. SENZA STUDENTI - I finanziarie hanno fatto irruzione nelle sedi scolastiche di Laureana e Ceraso constatando che le 18 classi erano totalmente deserte e che le assenze degli alunni non erano state annotate sui registri di classe. I docenti utilizzavano penne cancellabili per l’annotazione delle assenze e delle lezioni sui registri di classe, in modo tale da poter successivamente consentire l’“aggiustamento” delle registrazioni in segreteria, per evitare che gli studenti superassero il tetto massimo di assenze per essere ammessi alle classi successive, ovvero agli esami di Stato finali. Addirittura, dall’incrocio dei dati è emerso che tra gli studenti falsamente iscritti al corso di scuola superiore vi era una persona che aveva conseguito solo la licenza elementare. Questa “industria del falso” aveva prodotto profitti per diversi milioni. Tant'è che la Procura ha sequestrato 59 unità immobiliari conferite in un fondo patrimoniale alla fine del 2012 tra cui n. 3 ville di pregio con piscina e numerosi appartamenti, 5 veicoli e disponibilità finanziarie per ben 1,7 milioni di euro depositate sui conti oppure investiti in polizze assicurative, di cui 240.000 Euro posti a garanzia per l’acquisto in leasing, al prezzo di 2,5 milioni di euro, di un noto albergo di Agropoli.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
04.07.2013.
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INSERITO DA KATIA PERROTTA
Nessuna operazione strana, solo il tentativo di aiutare dei vecchi amici. Si può riassumere così l’interrogatorio di garanzia sostenuto ieri da monsignor Nunzio Scarano, il prelato salernitano finito a Regina Coeli perché coinvolto nell’inchiesta sullo Ior. Monsignor Scarano è accusato di aver favorito il rientro illegale di circa 20 milioni di euro che sarebbero appartenuti ai D’Amico, nota famiglia di armatori e legata al prelato da antica e consolidata amicizia. E proprio lo stretto vincolo d’amicizia è finito nel mirino dei magistrati che hanno voluto sapere da monsignor Scarano le modalità con le quali l’operazione di rientro dei capitali è stata effettuata. Solo una maniera di fare riscontri incrociati perché gli inquirenti hanno tra le mani un’infinità di intercettazioni e di documenti che sarà dura smentire. La sincerità negli atti di monsignor Scarano potrebbe comunque trovare riscontro nel giudice per le indagini preliminari che potrebbe concedere all’alto prelato gli arresti domiciliari dopo l’istanza di scarcerazione presentata dai legali. I magistrati inquirenti hanno intanto iscritto nel registro degli indagati anche Cesare, Maurizio e Paolo D’Amico che saranno ascoltati a breve per chiarire la loro posizione che è quella di evasione fiscale. Ben diversa da quella di monsignor Scarano che risulta invece coinvolto anche nell’inchiesta principale, quella sul ruolo dello Ior. Il rischio è che gli inquirenti, andando più a fondo nelle indagini, possano allargare l’inchiesta e soprattutto il coinvolgimento di altre persone. Sta di fatto che già l’incrocio tra Scarano e la famiglia D’Amico ha dato il là ad alcune verifiche sullo stesso prelato che hanno portato alla scoperta di conti e movimenti bancari che destano non pochi sospetti e che andranno chiariti al più presto.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cava de’ Tirreni. Accompagna la fidanzata a casa ed effettuando la retromarcia con l’auto si trova davanti al finestro un giovane con il volto coperto da un cappellino e da occhiali scuri. È un rapinatore, che gli punta contro una pistola e riesce a portargli via orologio e portafogli. È accaduto nella frazione Sant’Arcangelo, in località La Torre. La notizia si è sparsa ieri, attraverso alcuni residenti della zona che ora lanciano l’allarme sicurezza. Un’emergenza diventata più pressante nelle frazioni collinari, dove i malintenzionati colpiscono con la complicità del buio e di facili vie di fuga. Stando alle prime indagini, la vittima è un commerciante di abbigliamento del centro che, come ogni sera, aveva accompagnato la sua fidanzata a casa, in località la Torre a Sant’Arcangelo. Nella serata di lunedì scorso il giovane ha salutato la ragazza e l’ha fatta scendere dall’auto, per poi fare retromarcia. Mentre era impegnato nella manovra, davanti al finestrino dell’auto è piombato un giovane. Indossava un cappellino con visiera e occhiali scuri, ed era armato di pistola,forse un’arma giocattolo. Poche mosse, dirette e velocissime, poi l’intimazione alla vittima di consegnare subito orologio e portafoglio. Il commerciante non ha esitato a soddisfare le sue richieste, e tutto è scivolato nelle mani del bandito. Acciuffato il bottino, il giovane è fuggito, forse aiutato da un complice, a bordo di una motocicletta. La vittima, in evidente stato di choc, ha raccontato l’accaduto alla fidanzata e ai suoi familiari. Meno di un mese fa, il proprietario di una stazione di carburante fu avvicinato da due rapinatori a bordo di una motocicletta. Armati di pistola, gli rubarono l’incasso della serata, per poi fuggire sulla strada nazionale. Alcuni giorni fa, gli agenti delle volanti diretti dal vicequestore oggiunto Marzia Morricone, sono riusciti a sventare una rapina alla pizzeria Pullecenella, acciufando il rapinatore. Ma in città l’allarme sicurezza resta alto. Dopo la richiesta del consigliere comunale Marco Senatore, di convocare un consiglio comunale monotematico sul tema della sicurezza, arrivano le proteste dei cittadini. «Abbiamo saputo di questa rapina - dice Marianna Adinolfi, 22 anni, residente nella zona dove è avvenuto l’ultimo colpo - e siamo terrorizzati. Io e le mie sorelle abbiamo paura di rientrare da sole a casa. Prima la nostra zona era tranquilla. Ci conoscevamo tutti e quindi sembrava di essere in famiglia. Oggi le nostre frazioni sono diventate meno sicure». Sabato scorso la frazione Santa Lucia fu sconvolta da un attentato dinamitardo, ai danni di un piccolo imprenditore. Nella notte ignoti fecero scoppiare una bomba carta sotto l’auto del giovane. Nei mesi scorsi, infine, la frazione di Pregiato fu protagonista di due rapine a distanza di pochi giorni. Simona Chiariello Il Mattino