SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno: bambino sottratto al padre mamma arrestata
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il marito è italiano, la moglie venezuelana la loro storia d'amore è finita ma quando la madre tenta di portare con se il frutto del loro amore scattano gli arresti per la donna per sottrazione di minore. La storia arriva da Sant'Arsenio piccolo paese del Vallo di Diano. Lui è un operaio lei una italo venezuelana. La loro storia d'amore dura dieci anni ma quando nel 2010, la donna deve tornare a Caracas per il matrimonio di un parente.Dopo la festa di famiglia la donna non tornerà più in Italia, con se ha anche il bambino. Il 4 gennaio 2011 l’operaio presenta la prima denuncia. Parte l’iter giudiziario. Viene presa in esame la convenzione Aia del 1980 sulla tutela dei minori e si mettono all’opera i due Stati tra i quali esiste una convenzione (che riguarda a molte nazioni in tutto il mondo) sulla sottrazione di minori.
In Italia è attivo, inoltre l’iter giudiziario riguardante la separazione tra i due, in Venezuela scatta quello sulla denuncia presentata dal marito. Le sorti della sudamericana vengono affidate all’avvocato Vincenza Guerra, quelle dell’operaio all’avvocato Enrico D’Amato. Il Tribunale supremo di Giustizia di Venezuela si esprime per il rimpatrio del bambino in Italia laddove ha le origine e le radici, ovvero a Sant’Arsenio. «La sentenza del Tribunale supremo di Giustizia - assicura l’avvocato Guerra - riguarda il rimpatrio del piccolo e non l’affidamento e la mia assistita è tornata in Italia proprio per chiarire la situazione e trovare una soluzione pacifica». Già perché qualche giorno fa la donna fa ritorno in Italia. Senza il figlio. L’intenzione - come rimarca il suo legale - è trovare una soluzione e anche presiedere all’udienza in programma a metà luglio sul divorzio. Appena arriva all’aeroporto di Fiumicino la ferma l’Interpol che aveva il suo nominativo nei database. Un controllo nulla più, la sudamericana si dirige tranquillamente verso Sant’Arsenio. Trascorre qualche giorno e il marito presenta altre due denunce. All’abitazione della donna bussano i carabinieri della stazione di Polla. Scatta l’arresto per sottrazione di minori all’estero (articolo 574 bis del codice penale). «La mia assistita – continua Guerra - è tornata in Italia per un messaggio di apertura e disponibilità ed è stata arrestata. È venuta in Italia di sua spontaneità proprio per risolvere il tutto». L’avvocato ha già presentato istanza al Riesame di Salerno per la scarcerazione. Questa mattina, invece, è in programma l’interrogatorio di garanzia.
METROPOLIS
06/07/2013
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DI MICHELE PAPPACODA
INSERITO DA ANGELA CECERE
INSERITO DA KATIA PERROTTA
Nessuna operazione strana, solo il tentativo di aiutare dei vecchi amici. Si può riassumere così l’interrogatorio di garanzia sostenuto ieri da monsignor Nunzio Scarano, il prelato salernitano finito a Regina Coeli perché coinvolto nell’inchiesta sullo Ior. Monsignor Scarano è accusato di aver favorito il rientro illegale di circa 20 milioni di euro che sarebbero appartenuti ai D’Amico, nota famiglia di armatori e legata al prelato da antica e consolidata amicizia. E proprio lo stretto vincolo d’amicizia è finito nel mirino dei magistrati che hanno voluto sapere da monsignor Scarano le modalità con le quali l’operazione di rientro dei capitali è stata effettuata. Solo una maniera di fare riscontri incrociati perché gli inquirenti hanno tra le mani un’infinità di intercettazioni e di documenti che sarà dura smentire. La sincerità negli atti di monsignor Scarano potrebbe comunque trovare riscontro nel giudice per le indagini preliminari che potrebbe concedere all’alto prelato gli arresti domiciliari dopo l’istanza di scarcerazione presentata dai legali. I magistrati inquirenti hanno intanto iscritto nel registro degli indagati anche Cesare, Maurizio e Paolo D’Amico che saranno ascoltati a breve per chiarire la loro posizione che è quella di evasione fiscale. Ben diversa da quella di monsignor Scarano che risulta invece coinvolto anche nell’inchiesta principale, quella sul ruolo dello Ior. Il rischio è che gli inquirenti, andando più a fondo nelle indagini, possano allargare l’inchiesta e soprattutto il coinvolgimento di altre persone. Sta di fatto che già l’incrocio tra Scarano e la famiglia D’Amico ha dato il là ad alcune verifiche sullo stesso prelato che hanno portato alla scoperta di conti e movimenti bancari che destano non pochi sospetti e che andranno chiariti al più presto.