SALERNO E PROVINCIA NEWS INCHIESTA IOR: PER MONS. SCARANO SI PROSPETTANO I DOMICILIARI
INSERITO DA KATIA PERROTTA
Nessuna operazione strana, solo il tentativo di aiutare dei vecchi amici. Si può riassumere così l’interrogatorio di garanzia sostenuto ieri da monsignor Nunzio Scarano, il prelato salernitano finito a Regina Coeli perché coinvolto nell’inchiesta sullo Ior. Monsignor Scarano è accusato di aver favorito il rientro illegale di circa 20 milioni di euro che sarebbero appartenuti ai D’Amico, nota famiglia di armatori e legata al prelato da antica e consolidata amicizia. E proprio lo stretto vincolo d’amicizia è finito nel mirino dei magistrati che hanno voluto sapere da monsignor Scarano le modalità con le quali l’operazione di rientro dei capitali è stata effettuata. Solo una maniera di fare riscontri incrociati perché gli inquirenti hanno tra le mani un’infinità di intercettazioni e di documenti che sarà dura smentire. La sincerità negli atti di monsignor Scarano potrebbe comunque trovare riscontro nel giudice per le indagini preliminari che potrebbe concedere all’alto prelato gli arresti domiciliari dopo l’istanza di scarcerazione presentata dai legali. I magistrati inquirenti hanno intanto iscritto nel registro degli indagati anche Cesare, Maurizio e Paolo D’Amico che saranno ascoltati a breve per chiarire la loro posizione che è quella di evasione fiscale. Ben diversa da quella di monsignor Scarano che risulta invece coinvolto anche nell’inchiesta principale, quella sul ruolo dello Ior. Il rischio è che gli inquirenti, andando più a fondo nelle indagini, possano allargare l’inchiesta e soprattutto il coinvolgimento di altre persone. Sta di fatto che già l’incrocio tra Scarano e la famiglia D’Amico ha dato il là ad alcune verifiche sullo stesso prelato che hanno portato alla scoperta di conti e movimenti bancari che destano non pochi sospetti e che andranno chiariti al più presto.
TVOGGI SALERNO
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