INSERITO DA PAOLA TRECCINE www.mikivettica.net
In provincia di Salerno vanno tutti al centrodestra i tre ballottaggi delle elezioni amministrative. Una tendenza assolutamente inversa a quella registrata a livello nazionale, dove il centrosinistra si è aggiudicato la vittoria in tutti i 16 ballottaggi nelle grandi città. Ancora una volta l’astensionismo si attesta intorno al 50% su scala nazionale. Ecco quanto accaduto a Scafati, Pontecagnano e Campagna i tre centri della provincia di Salerno dove si tornava alle urne per il secondo turno.
SCAFATI
Pasquale Aliberti si conferma sindaco di Scafati: al ballottaggio ha prevalso sullo sfidante Nicola Pesce con il 62,3 per cento dei consensi contro il 37,6 per cento. In termini di voti, Aliberti ha ricevuto 13.746 consensi, Pesce 8.307. La percentuale di votanti si è attestata al 60,6 per centro, al primo turno era arrivata invece all’80,5. «E’ stato un risultato straordinario – ha dichiarato Aliberti - una battaglia estenuante, prolungatasi con il turno di ballottaggio, che ha messo a dura prova la resistenza fisica e talvolta ha esasperato gli animi senza risparmiare tensioni. Ho più volte lanciato appelli alla distensione e ai toni bassi. Ma sono stato spesso bersaglio di provocazioni. Ora invito nuovamente ad un clima di serenità sociale per aprire al meglio una nuova pagina della storia cittadina. Io mi sento pronto ad affrontare questa nuova battaglia per il bene di Scafati. Nel mio governo restano al primo posto due temi prioritari: l’ospedale “Mauro Scarlato” e il fiume Sarno. Accanto a questi, le politiche sociali. Faremo la nostra parte. Sono questioni la cui responsabilità è da ricondurre alla gestione scellerata in questa regione da parte della politica. Sul piano dello sviluppo apriremo i cantieri che abbiamo già appaltato per la reindustrializzazione dell’area ex Copmes, per dare avvio a lavori per circa 60 milioni di euro e offrire un momento qualificante per la città e un’opportunità sul piano economico, sociale ed occupazionale».
PONTECAGNANO
Ernesto Sica si conferma sindaco di Pontecagnano Faiano: al ballottaggio ha prevalso sullo sfidante Giuseppe Lanzara con il 51,7 per cento dei consensi contro il 48,2 per cento. In termini di voti, Sica ha ricevuto 7.083 consensi, Lanzara 6.606. La percentuale di votanti si è attestata al 65,7 per cento, al primo turno era arrivata invece al 76,5. «E’ stato allestito un fronte contro di me – queste le prime parole di Sica - alimentato più dall'odio che dalla proposta politica. Sono felice per il risultato, un risultato importante per la nostra comunità, secondo me si tratta di un vero e proprio spartiacque. Da domani si ricomincia, spero di varare la giunta in tempi brevissimi. Continueremo ad amministrare nell'interesse della città di Pontecagnano Faiano, da oggi sono nuovamente a tempo pieno sindaco della nostra città. Mi sono complimentato con Lanzara per la campagna elettorale che ha fatto e gli ho fatto i miei auguri per il futuro. Lo avevo detto in questi giorni che sarebbe stata durissima. Hanno fatto fronte comune contro di me, ma alla fine hanno perso».
CAMPAGNA
Roberto Monaco è il nuovo sindaco di Campagna: al ballottaggio ha prevalso sullo sfidante Gerardo Rago con il 60,3 per cento dei consensi contro il 39,6 per cento. In termini di voti, Monaco ha ricevuto 5.604 consensi, Rago invece 3.683. La percentuale di votanti si è attestata al 69,8 per centro, al primo turno era arrivata invece all’80. «Sarò il sindaco di tutti – ha dichiarato a caldo il neo sindaco - cercherò di onorare l’importante incarico conferitomi. Anche a quelli che non mi hanno votato, dico: cercherò di non tradirvi mai; con l’aiuto di Dio, lavoreremo tutti insieme per il bene comune».
COMMENTI DEI PARTITI
Il Pdl provinciale festeggia il successo nelle urne a Scafati e Campagna. «In provincia di Salerno – ha scritto infatti in un comunicato Gigi Casciello, portavoce provinciale del partito della Carfagna - con il Pdl ha vinto la politica della buona amministrazione. È accaduto a Scafati nel segno della continuità politica ed amministrativa, ma ha prevalso anche la speranza di chi voleva cambiare, come è accaduto a Campagna, confidando nel nuovo corso del popolo della Libertà con il commissariamento di Mara Carfagna. Questo è il tempo delle risposte concrete, della politica che si sa confrontare, che non cede alla tentazione del protagonismo personale ma che vuole intercettare le esigenze e le attese dei cittadini. Il Pdl continuerà a lavorare in questa prospettiva con la certezza che, nei giorni in cui il Paese con fatica cerca di uscire da una crisi economica internazionale - conciliando il rigore nella spesa pubblica con la necessità di dare un forte segnale a chi è più in difficoltà - saprà dare risposte attraverso la compattezza politica sui territori». Casciello ha poi concluso: «Proprio dalla provincia di Salerno sta emergendo una nuova classe dirigente che nella politica comunica la passione per i propri territori piuttosto che l’ansia di raggiungere obiettivi per puro tornaconto personale. I risultati elettorali emersi dai ballottaggi in provincia di Salerno ci confortano nel lavoro che stiamo svolgendo e ci fanno avvertire ancora di più la responsabilità di indicare una speranza per affrontare le emergenze, soprattutto sul fronte dello sviluppo e quello occupazionale, che ancora rallentano la crescita della provincia di Salerno». Nella nota del Pdl non viene mai citata la vittoria di Sica a Pontecagnano che infatti ha gareggiato senza il simbolo del partito di Berlusconi. Sica venne coinvolto nella vicenda dei dossier contro Stefano Caldoro durante la campagna elettorale per le Regionali del 2010.
Di tutt’altro segno i commenti nel centrosinistra. Il segretario provinciale del Pd, Landolfi, ha incassato la sconfitta soprattutto a Pontecagnano, dove in campo c’era il vincitore delle primarie. «È stata una bellissima campagna elettorale», ha commentato. Poi, ha polemizzato con il deputato e coordinatore provinciale di Sel, come già avvenuto nel primo turno. Secca la replica di Ragosta: «Il centrosinistra nel Salernitano – ha detto - deve riflettere perché in tutt’Italia ha vinto tranne che qui. Se dopo i disastri di Caldoro e Cirielli abbiamo ottenuto questo risultato, allora è arrivato il momento di sostituire i gruppi dirigenti a tutti i livelli».
FONTE LA CITTA