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salerno e provincia news

SALERNO E PROVINCIA NEWS Preso il ladro seriale delle donne: le seguiva al parcheggio e le rapinava

22 Ottobre 2013, 17:01pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Agiva soprattutto a Nocera Inferiore. Armato si avvicinava alle signore e portava via la borsa e gli effetti personali SALERNO - Avvicinava donne che avevano appena parcheggiato l'auto e con minacce, in alcuni casi anche con una pistola, strappava loro la borsa per poi dileguarsi con il bottino. E' un rapinatore seriale, specializzato in vittime femminili, l'uomo arrestato dai poliziotti del commissariato di Nocera Inferiore. Le rapine, avvenute a Nocera nel periodo marzo-giugno 2013, hanno portato all'arresto di un uomo di mezza eta', alto e robusto. Gli agenti, a seguito delle numerose denunce sporte dalle vittime, avevano avviato articolate e approfondite indagini, focalizzando la loro attenzione, in particolare, su sei rapine avvenute nella primavera 2013 a Nocera Inferiore. Le indagini hanno consentito di evidenziare le caratteristiche somatiche del rapinatore ed il modus operandi che aveva come target giovani donne. I poliziotti hanno quindi svolto mirati servizi, acquisendo materiale video da circuiti di videosorveglianza, riuscendo ad arrivare alla completa individuazione del responsabile delle rapine. Si tratta di Gaetano Palescandolo, nato a Nocera Inferiore, residente a Pagani, 46 anni 46, incensurato. Arrestato, è stato trasferito al carcere di Fuorni. 

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

22.10.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. «Schede telefoniche a nome della caserma», indagati due marescialli dei carabinieri

21 Ottobre 2013, 09:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Castel San Giorgio. Due marescialli dei carabinieri indagati per l’attivazione di schede telefoniche a nome della stazione di Castel San Giorgio. Il pm Marco Colamonici ha inviato un avviso di conclusione delle indagini ai luogotenenti Antonino Cangemi, ex comandante della stazione carabinieri di Castel San Giorgio, e Nicola Pagano, sottufficiale a capo della caserma di Siano, e a Vincenzo Adinolfi, rappresentante di 54 anni di Castel San Giorgio per due società mandatarie della Vodafone. L’inchiesta si basa su due elementi: il timbro tondo falsificato della stazione carabinieri di Castel San Giorgio e 652 richieste di attivazione di schede telefoniche intestate a questa caserma. I tre indagati sono sott’inchiesta per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e per contraffazione di pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e uso di tali sigilli e strumenti contraffatti. Gangemi e Adinolfi sono indagati pure per truffa. Due le vicende oggetto dell’inchiesta della procura di Salerno. La prima vede coindagati Adinolfi e Gangemi perché avrebbero contraffatto o fatto uso del timbro tondo - che rende ufficiale gli atti della pubblica amministrazione - della stazione carabinieri di Castel San Giorgio. Il timbro falso sarebbe stato utilizzato per chiedere alla Vodafone l’attivazione di 465 schede telefoniche da intestare alla stazione carabinieri di Castel San Giorgio, con richiesta inviata nel settembre 2008. Nel luglio 2009, sarebbe giunta un’altra richiesta per attivare ulteriori 187 schede, per un totale di 652 sim attivate a nome di una caserma che ha una ventina di militari. Nel marzo 2012, alla Vodafone sarebbe arrivata una richiesta di cessazione del contratto. Tutti atti che sarebbero stati falsi perché si ritiene sottoscritti da Gangemi quale comandante del presidio sangiorgese pur essendo in malattia dal settembre 2008 al febbraio 2009, poi sospeso dal servizio fino a dicembre 2009 per essere stato arresto per detenzione di armi e droga, e dal gennaio 2010 trasferito a Torre Annunziata. Con questo presunto raggiro, Gangemi e Adinolfi sono indagati per truffa avendo indotto la Vodafone a pagare 25mila euro di premio a una ditta rappresentata da Adinolfi. La seconda parte dell’inchiesta riguarda Pagano, indagato perché avrebbe contraffatto o usato il timbro tondo della stazione di Castel San Giorgio per richiedere alla Vodafone l’attivazione di 10 schede a nome della caserma sangiorgese. DI SALVATORE DE NAPOLI IL MATTINO.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS CAVA DE TIRRENI CHIEDE 3.000 EURO PER NON LICENZIARLO ARRESTATO DIRIGENTE CONSORZIO AUSINO SALERNO

20 Ottobre 2013, 10:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Salerno chiede 3.000 euro per non licenziarlo arrestato dirigente Consorzio Ausino

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cava de’ Tirreni. Aveva minacciato di farlo licenziare: a quel richiamo di qualche giorno prima poteva seguire un procedimento disciplinare e quindi la perdita del posto di lavoro. Poi, dopo l’intimidazione, gli aveva promesso un aiuto, una protezione. Avrebbe «sistemato» tutto, convicendo gli altri consiglieri, ma il suo interessamento aveva un prezzo: tremila euro. Questa la somma richiesta da Emiliano Gonnella, quarantenne di Campagna, consigliere di amministrazione della società Ausino, ad un dipendente del Consorzio di Cava che gestisce i servizi idrici di diversi comuni nell’Agro nocerino sarnese, in Costiera Amalfitana e nella stessa città metelliana. L’operaio, un uomo di 45 anni di Corbara, ha deciso di denunciarlo alla polizia. Ieri pomeriggio si è presentato all’appuntamento, fissato all’uscita dell’autostrada a Nocera Inferiore, scortato dagli agenti della squadra anticrimine del commissariato di polizia di Cava. Con sè aveva la prima tranche del pagamento: 2.200 euro. I due si sono incontrati davanti ad un noto bar di Nocera, a pochi passi dall’uscita autostradale. Ma non appena il consigliere Gonnella ha intascato la somma sono intervenuti gli agenti, diretti dal vicequestore aggiunto Marzia Morricone, che lo hanno fermato ed arrestato con l’accusa di estorsione. Soldi per conservare il proprio posto di lavoro. E l’intimidazione, la minaccia a cui l’operaio di Corbara non si è piegato. «Il richiamo, il procedimento disciplinare risaliva a quattro giorni fa», spiega l’avvocato Roberto Lanzi, difensore del dipendente dell’Ausino. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, al richiamo avrebbe dovuto far seguito una sanzione di tipo disciplinare. Invece Emiliano Gonnella, secondo la denuncia presentata dal dipendente, avrebbe avvicinato l’operaio e lo avrebbe intimorito. Quel richiamo poteva tramutarsi in licenziamento, senza il suo appoggio. «Posso ”apparare” tutto - ha raccontato di essersi sentito dire l’operaio - Posso mettere una buona parola con gli altri consiglieri». In cambio, la richiesta: tremila euro. L’operaio in un primo momento avrebbe accettato - o almeno così avrebbe fatto credere al consigliere - e insieme avrebbero fissato la prima tranche del pagamento in 2.200 euro ed il luogo per la consegna del danaro. Poi, però, l’operaio si è recato al commissariato di polizia di Cava e ha denunciato il consigliere di amministrazione. Ieri pomeriggio, verso le 15.30, il dipendente di Corbara si è fatto trovare all’uscita dell’autostrada a Nocera Inferiore, ma a scortarlo c’erano gli agenti dell’anticrimine di Cava in borghese che hanno fermato ed arrestato Gonnella proprio mentre intascava il denaro. Una somma che ora pesa come un macigno sulla vita di Emiliano Gonnella. Per lui la carica di consigliere dell’Ausino giunge al termine di una lunga militanza politica e di un’intensa vita pubblica, fatta anche di molti cambi di casacca. Gonnella, sposato e padre di due figli, è il secondogenito di una famiglia di socialisti: il padre Alfredo, negli anni Ottanta già consigliere comunale a Campagna, diventa presidente della Comunità montana. Lui, Emiliano, inizia invece la sua carriera politica nella Margherita e nel 2008 viene eletto consigliere comunale a Campagna dove ricopre il ruolo di assessore fino al 2010, quando si candida alle regionali nella lista del centrodestra «Noi Sud». Ed è in questi anni che Gonnella stringe la sua amicizia con l’allora presidente della Provincia Edmondo Cirielli. Secondo i boatos politici sarebbe stata proprio quest’amicizia a fargli conquistare il posto di consigliere dell’Ausino, il consorzio idrico presieduto da Matilde Milite che ha la sua sede a Cava in via Atenolfi. Nel 2013 Emiliano Gonnella aderisce insieme ai fedelissimi di Cirielli a Fratelli d’Italia. Lo scorso maggio si candida alle comunali a Campagna, viene eletto ed è tuttora consigliere comunale di minoranza. Da ieri Gonnella è rinchiuso nel carcere di Fuorni, a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’interrogatorio di garanzia.

SIMONA CHIARIELLO Il Mattino

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO: CONTROLLI DEL TERRITORIO DA PARTE DI VIGILI URBANI E CARABINIERI

19 Ottobre 2013, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’ambito dei rapporti di collaborazione con il Comando Compagnia dell’Arma dei Carabinieri, nella decorsa nottata si è dato seguito ad un servizio coordinato dal Magg. Bruscaglin della Polizia Municipale e Cap. Iervolino dei Carabinieri, con l’impiego di n. 10 pattuglie del Comando di Polizia Municipale e n. 10 dei Carabinieri, per un totale di n. 60 unità. L’azione è stata finalizzata al controllo del territorio con particolare attenzione e soprattutto al rispetto delle norme del Codice della Strada nonché alla prostituzione e alle attività annonarie nell’ambito della Movidà. Sono stati istituiti posti di controllo sulle principale arterie cittadine, di cui n. 2 postazioni per il controllo dell’alcol test, una nella zona centro l’altra in quella orientale, procedendo alla verifica di n. 345 veicoli, che hanno portato ad elevare di n. 76 verbali per violazioni al Codice della Strada (guida senza cinture di sicurezza, senza casco, revisione veicoli, assicurazioni, guida senza patente etc.), nonché, a seguito degli accertamenti con l’alcol test, sono state ritirate n. 12 patenti e deferite all’Autorità Giudiziaria n. 9 persone per il superamento del tasso alcolemico consentito dalla legge. Si è procuro altresì al sequestro di n. 2 autovetture per mancanza di assicurazione e ritirati n. 3 documenti di circolazione per mancato aggiornamento. Nell’ambito della Movida, si è proceduto al controllo di n. 18 Pubblici Esercizi, che ha portato all’elevazione di n. 2 verbali per riproduzioni sonore oltre l’orario consentito e di n. 1 verbale per la mancanza di dispositivo di rilevazione del tasso alcolemico. Il titolare di un altro locale, a seguito del controllo congiunto con personale dell’ASL, è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per emissioni nocive in atmosfera, nonché sanzionato per la mancata esposizione degli orari al pubblico e per difformità accertata all’occupazione del suolo pubblico. Sanzionato anche il titolare di altro locale per irregolarità igienico/sanitarie e mancanza di idoneità del personale presente in cucina. Sono stati effettuati, sempre congiuntamente, anche accertamenti afferenti la regolarità dei lavoratori impiegati nei Pubblici Esercizi durante le ore notturne ed in merito è al vaglio la posizione di n. 7 lavoranti sprovvisti della documentazione attestante la loro posizione . In tarda serata e nelle ore notturne, sono continuati in maniera serrata, i controlli antiprostituzione in zona “Stadio Arechi”, via Wenner e via S. Allende, dove sono state identificate e verbalizzate con la sanzione di € 500,00 n. 10 prostitute sia straniere che italiane, di cui una deferita all’A.G. per inottemperanza al foglio di via obbligatorio emesso nei suoi confronti dal Questore di Salerno, con divieto di ritorno in questo Comune, mentre n. 5 sono stati i loro clienti identificati e verbalizzati con la stessa sanzione di € 500,00 e provenenti tutti da comuni limitrofi. TVOGGISALERNO.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Scossa terremoto di magnitudo 3 in Irpinia, sisma avvertito lievemente anche in provincia Salerno

19 Ottobre 2013, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE IL VESCOVADO DI RAVELLO

Un terremoto di magnitudo 3 è avvenuto alle 22:50:52 di ieri. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico Irpinia.

Epicentro individuato fra Caposele e Calabritto, in provincia di Avellino. Il sisma tuttavia è stato avvertito, lievemente, anche a Salerno e nel potentino.

http://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/cronaca-1/scossa-terremoto-di-magnitudo-3-in-irpinia-sisma-18695.aspx

19.10.2013.

 

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NEWS Viale Riccardo Romano, Cava intitola una strada in memoria del senatore della Repubblica

17 Ottobre 2013, 09:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

522803 381543255200609 411380551 n (1)INSERITO DA EVA PAPPACODA Sabato 19 ottobre a partire dalle 9,30 con una commemorazione al Comune, Cava de'Tirreni intitola una strada (nel primo tratto di via Mazzini dall'incrocio di via XXV luglio) alla memoria del senatore della Repubblica Riccardo Romano, cavese, esponente del Pci. L'inaugurazione alle 12 con lo scoprimento della targa presso l'Epitaffio.

Biografia (tratta da Wikipedia.org)
Riccardo Romano (Cava de' Tirreni, 3 aprile 1922 – Agropoli, 12 febbraio 2003) è stato un insegnante e politico italiano, comunista.

Nato da una famiglia di artigiani decoratori, per continuare gli studi superiori entrò nel seminario della diocesi Cava-Sarno. Conseguita la licenza liceale classica si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Napoli lasciando così il seminario.

Iniziò la sua attività politica dopo l’8 settembre del 1943 partecipando, a Cava de' Tirreni, prima alla fondazione del Gruppo universitario comunista e poi all’apertura della sezione Antonio Gramsci del Partito comunista italiano.

Partecipò attivamente al Referendum istituzionale del 1946 schierandosi per la Repubblica.

Nel 1946 ricopri la carica di segretario della Camera del lavoro di Cava e lottò contro il lavoro nero in provincia di Salerno. Organizzò la lotta degli operai cavesi della Manifattura tabacchi e degli edili per l’ottenimento di migliori condizioni di vita. In particolare riuscì a creare intorno a sé un gruppo di lavoratori edili ben politicizzato. Sarà tale gruppo di lavoratori la sua forza elettorale che, nel 1947, lo porterà ad entrare per la prima volta nel Consiglio comunale della città di Cava de' Tirreni.

Fu consigliere comunale cavese del Partito comunista italiano ininterrottamente dal 1947 al 1985. Fu consigliere Provinciale diSalerno dal 1956 al 1965 per la coalizione Pci-Psi.

Nel 1963 fu candidato per la prima volta al Senato per la coalizione Pci-Psiup. Oltre al voto dei comunisti, Riccardo Romano ottenne anche quello di una parte dell’elettorato cavese tradizionalmente legato ad altri partiti. Pertanto il 28 aprile fu eletto senatore della Repubblica per la IV legislatura. Fu poi rieletto ancora una volta senatore nelle elezioni del 1968.

Nelle elezioni politiche del 3 giugno 1979 fu candidato nelle liste del Pci per la Camera dei deputati e risultò in graduatoria il primo dei non eletti. Nel corso della legislatura, a seguito della morte dell’onorevole Domenico Napoletano, il seggio di deputato della circoscrizione rimase vacante. Pertanto, Il 20 maggio 1981, Romano fu chiamato ad assumere la carica di deputato e, dal 15 luglio 1981 all'11 luglio 1983 fu componente della VIII commissione (Istruzione e belle arti).

Una volta terminata l’esperienza parlamentare, fu presidente dell’associazione per gli scambi culturali Italia-Germania Est.

Riccardo Romano, all’interno del partito non fu mai omologato e non ricoprì mai incarichi di rilievo. Convinto togliattiano, aprì il Pci cavese agli intellettuali ed agli esponenti della società civile. Fu poi un attento osservatore del movimento sessantottino; fu tra i primi a capire che il partito comunista andava rinnovato e così accolse tra le proprie file molti giovani che avevano maturato una prima esperienza politica nei vari movimenti della sinistra extraparlamentare.

Nel 1985 si ritirò dalla vita politica attiva ed andò ad abitare ad Agropoli, paese nativo della moglie.

Nel 1991, dopo la caduta del Muro di Berlino, non accettò mai le conclusioni del XX congresso del Pci che sancì lo scioglimento del partito. Non volle confluire nel nuovo Partito democratico della sinistra né chiese la tessera di Rifondazione comunista. Rimase convinto della validità della filosofia marxista rimanendo fedele agli ideali del vecchio Pci.

Dopo una lunga malattia, Riccardo Romano si spense ad Agropoli il 12 febbraio 2003.

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NOCERA NEWS NOCERA INFERIORE Si indaga sull’omicidio Garzillo: al 30enne fermato contestato il possesso illegale di un’arma

17 Ottobre 2013, 09:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

522803 381543255200609 411380551 n (1)INSERITO DA EVA PAPPACODA Tra gli investigatori nessuno parla di svolta. Grande cautela rispetto al fermo di A.M.. Per ora all’operaio 30enne di Nocera inferiore viene contestato il solo possesso illegale di un’arma giocattolo, modificata e perfettamente funzionante, custodita nella sua abitazione. Nessun coinvolgimento nell’agguato in cui ha perso la vita Guido Garzillo. Almeno fino a quando non si conoscerà l’esito delle indagini scientifiche commissionate agli specialisti dell’Arma.  Ad A.M. i Carabinieri sono arrivati a seguito dei controlli avviati, nelle ore successive all’omicidio, a casa di soggetti con precedenti penali. Nuova tecnologia e indagini vecchia maniera, con lunghi interrogatori in caserma e ricerca sul territorio.

Si muovono così, in queste ore, i militari del reparto territoriale di Nocera inferiore per dare una svolta alle indagini, serratissime, sull’omicidio di Guido Garzillo. Questa mattina lungo faccia a faccia, in Procura a Salerno , tra gli investigatori , guidati dal maggiore Matteo Gabelloni, il sostituto procuratore di Nocera Roberto Lenza, di turno sabato sera, quando si è verificato l’agguato e i magistrati della dda cui, in attesa di capire se c entri la criminalità organizzata, spetta di coordinare gli accertamenti. Si cerca di fare sintesi del materiale fino ad ora raccolta: innanzitutto il video registrato da una telecamera di videosorveglianza posta a ridosso del luogo del delitto. Non ha impresso il momento esatto dell’esplosione dei colpi  mortali, ma si è rilevata comunque utilissima. Riporta l’immagine di una persona (presumibilmente un uomo) ,coperto da sciarpa e berretto, che, senza correre, si allontana da via D’Alessandro.

Ad incrocio di queste immagini , gli uomini del maggiore Gabelloni stanno, in queste ore, visionando altri filmati, prodotti dagli impianti video di alcuni esercizi commerciali della zona. Contemporaneamente gli specialisti dell’Arma si stanno occupando dei tabulati telefonici e i contatti telematici della vittime, per definire esattamente con chi abbia parlato prima di morire. Nella definizione del mosaico complessivo, non si tralascia un approccio investigativo più tradizionale. Decine le persone ascoltate dai carabinieri. La fidanzata di Guido, che era con lui al momento dell’agguato, familiari e amici. Ma anche informatori, che possano aggiungere ulteriori elementi all’indagine. Dai primi riscontri investigativi non si tratterebbe di un agguato di camorra. Molte le ipotesi , che spaziano dalle vicende personali ad un clamoroso scambio di persona. Michela Giordano – Telenuova.

FONTE NOCERA NEWS.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO COMITATI ANCHE CONTRO PORTA OVEST VIDEO

17 Ottobre 2013, 09:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA EVA PAPPACODA Sono trascorse soltanto due settimane dai sorrisi e tagli del nastro in via Ligea quando il Comune di Salerno, l'Autorità portuale e la Tecnis l'impresa che ha vinto l'appalto hanno dato ufficialmente il via al cantiere per il secondo lorto di Porta Ovest. L'entusiamo di quele ore è stato sostituito oggi dalla rabbia e la preouccupazione di un nutrito gruppo di residenti che provenienti soprattutto dal quartiere di Canalone hanno deciso di avviare iniziative di contrasto al progetto che prevede la realiizzazione di tunnel in una parte del territorio hanno fatto notare stamattina i protagonisti del presidio già colpita da continui episodi di dissesto.... Accanto ai rappresentati dl quartiere di Canalone che nella prossima settimana stanno organizzando alcune inziaitive come una fiaccolata per ricordare le vititme dell'alluvione del 54 ed un assemblea del comitato di quartiere, si sono uniti anche i rappresentati del comitato no Traforo per i quali i 400 milioni stanziati per questa opera potrebbero essere destinati ai trasporti, alla salute o la formazione.... Il 19 ottobre ci sarà un'iniziatvia di protesta a Roma nazionale da parte di tutti i comitati che si battono in tutt'Italia contro vari progetti ed anche Canalone ed il comitato No Traforo faranno sentire la loro voce.

TVOGGISALERNO.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Truffa dei falsi invalidi nell’Agro Arrestato il cavese Giovanni Baldi

17 Ottobre 2013, 09:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

522803 381543255200609 411380551 n (1)INSERITO DA EVA PAPPACODA C’è anche il consigliere regionale Giovanni Baldi tra i nove destinatari di misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno su falsi invalidi nell’agro Nocerino-Sarnese. Agli arresti domiciliari è finito Giovanni Baldi, medico di Cava de’ Tirreni, eletto in consiglio regionale nelle fila del Pdl. I provvedimenti restrittivi sono stati notificati soprattutto a medici e componenti della commissione provinciale per l’invalidità. I carabinieri stanno eseguendo nell’Agro Nocerino-Sarnese nove misure cautelari e cinque perquisizioni domiciliari. L’accusa agli indagati comprende anche quella di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Secondo gli inquirenti, alcuni falsi invalidi riuscivano a ottenere indennità e assegno di accompagnamento grazie a falsi certificati mendaci e giudizi gonfiati dell’apposita commissione medica. I casi individuati dai militari dell’Arma sono una quindicina ed è già stata intrapresa l’azione di recupero delle somme indebitamente percepite sequestrando circa 60.000 euro.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NEWS CAVA DE TIRRENI Fuochi e botti a S. Francesco, ma non è sempre fra' Gigino: spesso usato come capro espiatorio

16 Ottobre 2013, 08:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

404621 109301509224366 1858437854 nINSERITO DA DANIELA RITA CAIRA Sabato scorso, in piazza San Francesco, durante un matrimonio, sono stati sistemati e sparati dei fuochi d'artificio per festeggiare un matrimonio celebrato nel santuario. Da un video si vede che alcune persone, che non c'entrano con fra' Gigino, ma che erano probabilmente amici o parenti degli sposi, posizionano una scatola di cartone con della polvere da sparo per fuochi pirotecnici. Dal filmato sembra evidente che lo fanno in modo autonomo, così come si fa per addobbare e "sverniciare" l'auto dei novelli marito e moglie.
Per chi sente solo, la "colpa" è di fra' Gigino, automaticamente, il disturbatore della quiete pubblica. Così come è successo il 4 ottobre scorso, il giorno di San Francesco, quando al frate sono stati attribuiti i suoi spari e pure quelli degli studenti in sciopero che spararono dei petardi fortissimi tra piazza Duomo e piazza San Francesco, con le forze dell'ordine presenti al corteo. A questo punto non si comprende perchè addossare la presunta colpa del disturbo della quiete pubblica interamente ed esclusivamente a fra' Gigino, quando in parte, e in alcune circostanze in buona parte a persone e avvenimenti che non sono correlati al franscescano. Questo solo per difesa della verità, dei fatti, e contro l'ipocrisia, perchè sembra che fra' Gigino debba "pagare" a prescindere, anche per azioni non sue. E' chiaro che "lo stesso potrebbe e dovrebbe solo un pochino ridimensionarsi, suonando le campane in orari più consoni al riposo delle persone, senza provocare rumori molesti durante le feste". Sembra che fra' Gigino a volte sia usato come capro espiatorio per nascondere altri motivi, spesso politici, e non sempre solo quelli legati ad una sana e serena richiesta di quiete pubblica. Così come la stessa politica lo usa spesso per cercare di accaparrarsi un pò di voti.
Ma un altro fatto importante da notare è che quei fuochi sono stati sparati poco prima delle 13 quando i bambini delle elementari si apprestavano ad uscire dalla scuola lì vicino, sopra le scale del sagrato. E dove i cartoni con i fuochi sparati (e si spera che siano esplosi tutti) sono stati lasciati, abbandonati fino ad oggi dove erano ancora presenti (e probabilmente dove si troveranno anche domani), alla portata di mano dei più piccoli. La responsabilità di questi botti e dei suoi cartoni-cartucce presenti per più giorni in una piazza pubblica vicino ad una scuola elementare, di chi è? Sicuramente non di fra' Gigino, forse dell'amministrazione comunale e della polizia locale?

FONTE ARTICOLO FOTO E VIDEO DI CAVAREPORTER

http://www.cavareporter.it/articolo.aspx?idarticolo=1786

la scatola di fuochi sparati, vicino la scuola, alle ore 13 del 12.10.2013 la stessa scatola di fuochi sparati il 12.10.13, vicino la scuola, alle ore 13 del 15.10.2013
la scatola di fuochi sparati, vicino
la scuola, ancora lì il 16.10.13

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