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salerno e provincia news

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SALERNO E PROVINCIA NEWS L’editoria televisiva in lutto E' morto Giuseppe De Simone

28 Luglio 2013, 11:05am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA E' stato per anni, insieme al fratello Antonio, editore di Telecolore ed uno dei pionieri dell’emittenza privata. Lunedì i funerali alla chiesa del Sacro Cuore.

E’ scomparso, all’età di 66 anni, l’avvocato Giuseppe De Simone, già Editore di Telecolore e fratello dell’attuale Editore dell’emittente televisiva, Antonio. Con il papà Francesco ed il fratello Antonio, Giuseppe De Simone è stato uno dei pionieri dell’emittenza televisiva privata in Italia. Dal 1978 e poi nel periodo tra gli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, Giuseppe De Simone è stato uno dei protagonisti del dibattito culturale e politico a Salerno, ponendo al centro dello stesso le nuove forme della comunicazione televisiva. Le sue idee hanno lasciato il segno in una città che proprio in quel periodo iniziava il suo rinnovamento sociale, urbanistico e culturale. Da Editore ha avuto direttori come Nicola Fruscione, Rino Mele, Enzo Todaro, Filiberto Menna, Antonio Bottiglieri ed Enzo Ragone, ponendo al centro del suo impegno il pluralismo, la libertà di pensiero ed il territorio. Appassionato di lettura e di umanistica, Giuseppe De Simone ha rappresentato, così come suo fratello Antonio, un raro caso di Editore puro nell’emittenza televisiva privata ed è stato determinante nell’affermazione di Telecolore nel panorama dell’editoria televisiva meridionale. Lascia la moglie Renata, i figli Francesco ed Anna, la madre Anna Buondonno ed i fratelli Antonio ed Umberto. I funerali si terranno lunedì mattina alle 10 nella chiesa del Sacro Cuore in piazza Vittorio Veneto a Salerno. In segno di rispetto Telecolore ha modificato la sua programmazione.

FONTE LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Mare sporco: nel Salernitano fuorilegge 8 campioni su 11

28 Luglio 2013, 11:00am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA La depurazione dei reflui resta una priorità per la Campania: più della metà dei punti monitorati da Goletta Verde hanno evidenziato la presenza di scarichi non trattati adeguatamente con presenze di valori di escherichia coli e enterococchi intestinali al di sopra dei valori consentiti dalla normativa vigente. Un quadro a tinte fosche che non risparmia nessuna delle tre province che si affacciano sulla costa tirrenica: Napoli, Caserta e Salerno. Nella nostra provincia sono risultati fuorilegge otto campionamenti sugli undici eseguiti. Due i prelievi effettuati nella città capoluogo, uno dei quali risultato fortemente inquinato (alla foce del fiume Irno in via Lungomare Tafuri). Entro i limiti di legge la carica batterica riscontrata, invece, nei pressi della spiaggia di via Mantegna. A Pontecagnano i due prelievi effettuati hanno superato la soglia di batteri consentita dalla legge. Per il primo campionamento (effettuato in via Mare Jonio, lungomare Magazzeno, alla foce del torrente Asa) il giudizio è stato di “fortemente inquinato”; per il secondo (alla foce del fiume Picentino) di “inquinato”.

Stessa situazione per i due prelievi effettuati a Capaccio: fortemente inquinato il campione prelevato alla foce del fiume Sele; inquinato quello alla foce del fiume Capodifiume. A Battipaglia oltre i limiti (giudizio “inquinato”) la cariche batteriche delle acque prelevate alla foce del canale scarico di idrovora, in località Lido Lago. Fortemente inquinato, invece, il prelievo alla foce del fiume Solofrone nel comune di Agropoli. Due, i prelievi a Castellabate, entrambi in località Ogliastro Marina, uno “fortemente inquinato” (quello alla foce del Rio Arena) e uno entro i limiti (alla spiaggia di via Falcone). Nessun problema, infine, riscontrato nel prelievo effettuato in mare a Marina Grande di Amalfi, all’altezza della Torre Saracena. A preoccupare sono anche i dati sulla efficacia dei sistemi di depurazione. L’istantanea regionale sulle analisi dell’equipe di biologi di Legambiente, è stata presentata ieri mattina, in conferenza stampa a Napoli, presso la sede di Legambiente Campania.

FONTE LA CITTA 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS ARRIVA IL "SALVASTIPENDI" PER LA SANITA' CAMPANA

27 Luglio 2013, 10:02am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA www.mikivettica.net Arriva una proposta di emendamento al decreto sull'Iva: è il ''salva stipendi'' per scongiurare il rischio che di dipendenti delle Asl possano ritrovarsi senza stipendi in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha definito illegittima la legge dello Stato sull' impignorabilità dei beni delle Asl e delle aziende ospedaliere. Sarà Lucio Barani, senatore del Pdl, a presentare il comma salva stipendi, recependo la soluzione proposta dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. In questo modo, viene garantito l'intero sistema campano. Il salva stipendi evita che ci sia l'assalto ai beni delle Asl e aziende ospedaliere da parte dei creditori. Dalle disposizioni in esame non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto la norma è diretta a consentire una migliore attuazione dei piani di pagamento ai fini del progressivo smaltimento dei debiti contratti dalla pubblica amministrazione.

TVOGGISALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Landolfi: aeroporto bocciato Fasolino: sono solo fantasie

26 Luglio 2013, 15:16pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Botta e risposta tra il segretario Pd e il presidente dello scalo sulla sospensione delle attività di linea SALERNO — È ancora una volta l'aeroporto di Salerno il campo di battaglia su cui si scontrano gli opposti schieramenti politici. A riaccendere le ostilità una nota, diffusa ieri pomeriggio, con cui il segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi definisce "a dir poco allarmanti" le valutazioni del ministero dell'Economia in merito alla concessione definitiva alla società Aeroporto di Salerno. «Nella relazione - dice Landolfi- suffragata in epigrafe da un parere altrettanto negativo della Ragioneria Generale dello Stato, non solo si parla di "regime precario" della società Aeroporto e di "carenza dei requisiti di solidità economica e finanziaria necessari ai fini del rilascio della concessione" stessa, ma si fa anche, esplicitamente, riferimento a perdite per quasi nove milioni di euro nel biennio 2009/2011, con previsioni di tre milioni di perdite aggiuntive per l'esercizio in corso e quello precedente. Il ministero esprime nel dettaglio anche perplessità forti sulle ipotesi legate alle strategie e al programma di investimento della stessa società». Quanto basta, a giudizio del segretario provinciale del Pd, per chiedere una netta inversione di tendenza rispetto alla linea tenuta in questi anni. Inversione che per Landolfi deve concretizzarsi in un azzeramento totale, presupposto indispensabile per ripartire "da zero". Definisce l'intervento di Nicola Landolfi un "comunicato assolutamente fantasioso" Antonio Fasolino, presidente di Salerno Aeroporto. IL PERICOLO - «La nota cui fa riferimento il segretario provinciale del Pd -dice Fasolino- è precedente alla recente pronuncia del Consiglio di Stato, atto che ha il merito di dirimere l'intera vicenda: non c'è nessuna sospensione della convenzione, la gara per la privatizzazione è salva». Sul pericolo di un mancato affidamento della concessione Fasolino è netto: «Dal ministero - dice- è arrivata solo una richiesta di chiarimenti, la concessione è un atto consequenziale». Quanto al "ripartire da zero" invocato da Landolfi è netta la presa di posizione di Fasolino: «Non bisogna per niente rifare tutto daccapo - incalza il presidente di Salerno Aeroporto-, c'è una gara in corso e bisogna portarla a termine: si deve finalmente aprire l'aeroporto ai privati. Soprattutto non si può pensare di tornare ad un vecchio modello di gestione, quello per intendersi affidato a non professionisti e che tanti danni ha prodotto all'aeroporto, ad iniziare dall'indebitamento. In questo ultimo anno abbiamo ripianato le perdite prodotte proprio da quel tipo di gestione ed oggi finalmente ci sono i presupposti perché il Costa d'Amalfi diventi un vero aeroporto». Clemente Ultimo

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

26.07.2013.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Taglio dei platani, Cava5stelle: «Sospendere l’abbattimento in attesa di verifiche»

26 Luglio 2013, 12:15pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.cavareporter.it/public/File/FotoBig/392_platanic5s2.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un platano abbattuto e due platani a cui è rimasto solo il tronco, questo il risultato dei primi due giorni di abbattimenti. Già martedì, e successivamente mercoledì scorso, cittadini, simpatizzanti e attivisti del movimento "cava5stelle" si sono presentati durante i lavori di abbattimento dei platani di viale Garibaldi prima e viale Crispi poi, dove hanno potuto registrare il malumore dei cittadini dopo un tam-tam via web a cui è seguito un sopralluogo. Martedì pomeriggio, i componenti del gruppo si sono recati a recuperare gli atti inerenti le consulenze sulle condizioni dei platani, rimandati oggi per il ritiro. Mercoledì mattina, lo stesso gruppo cavese, ha protocollato la richiesta di sospensione provvisoria di 10 giorni dei lavori di abbattimenti in attesa di poter visionare i documenti richiesti il giorno prima che riguardano: - consulenze agronomiche sulle condizioni patologiche dei platani secolari; - il parere favorevole della Soprintendenza; - la comunicazione all'ente Regione Campania. Intenzione del gruppo non è bloccare l’abbattimento a prescindere, ma “sospendere” l’abbattimento in attesa di verifiche, da parte di un agronomo, resosi disponibile a mettere “gratuitamente” a disposizione dei cittadini le proprie competenze rispetto alle malattie i difetti e dunque le cause di "instabilità" degli alberi che sembra essere la principale causa di questi abbattimenti. Oltre a capire il perché questi platani verranno abbattuti, il gruppo intende sapere se c’è ancora la possibilità di fare qualcosa per salvarli. Curiosità, e non solo, è venire a conoscenza se si è fatto il possibile per recuperarli e soprattutto di chi è la responsabilità per le condizioni precarie di questi alberi. Naturalmente alcuni cittadini negli anni hanno contribuito alla pessima custodia e cattiva conservazione, come lo dimostra anche qualche foto scattata sul luogo, dove la cavità formatasi nel tempo alla base dei platani, viene usata, in maniera scellerata, come cestino dei rifiuti. Così come un’amministrazione più attenta, negli anni, avrebbe potuto fare indubbiamente di più. Conclude il gruppo: «Valutata la documentazione saremo pronti anche a fermare gli abbattimenti, laddove ci siano presupposti, perché un albero è un essere vivente, e da tale, va rispettato, curato e tutelato». Questa la cronologia burocratica: 14 giugno il cava5stelle chiedeva la documentazione inerente consulenze agronomiche sulle condizioni patologiche dei platani secolari. 15 luglio, giusto dopo un mese, circa alle 13, venivamo invitati presso l'ufficio Verde pubblico, giorni ed orari d'ufficio, per definire il pagamento dei diritti relativi al rilascio delle copie. Quindi bisognava presentarsi per definire il pagamento dei diritti relativi al rilascio e non al rilascio stesso. Per il ritiro della documentazione, a conti fatti, servivano un bel po’ di euro (il costo è di 0,25 cent. a pagina) per ritirare la documentazione completa (composta da tantissime pagine). 21 luglio, dopo pochi giorni quindi, viene pubblicata l'ordinanza n.121 con i provvedimenti di limitazione della circolazione e sosta per abbattimento platani pericolosi su varie strade del centro con il seguente calendario: per il giorno 23/07/2013 su viale G. Garibaldi; per i giorni 24-25-26/07/2013 su viale Francesco Crispi; per i giorni 29-30/07/2013 su piazza Eugenio Abbro; per i giorni 31/07 e 1/08/2013 su via Caliri. Invitiamo la stampa e i cittadini a tenere alta l'attenzione sulla vicenda, affinché un pezzo della nostra città non venga distrutto per sempre.

CAVAREPORTER

26.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO, ARRESTATO UNO STALKER

25 Luglio 2013, 11:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.tvoggisalerno.it/Upload/carabinieri_auto_01.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Nel corso della notte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Salerno hanno tratto in arresto in flagranza per il reato di atti persecutori P.M. 47enne pregiudicato di Salerno. L'intervento dei militari è scaturito da una richesta d'aiuto che la vittima, una donna 45enne salernitana ha rivolto ai Carabinieri contattando il numero d'emergenza 112. Giunti presso l'abitazione della donna sita nel quartiere Mariconda, i militari hanno sorpreso sul pianerottolo P.M., che un tempo era legato alla vittima da una relazione sentimentale finita ormai da alcuni mesi. Sulla porta, a conferma di quanto dichiarato dalla donna, segni di calci e di pugni; la donna, inoltre, riferiva che ormai già da tempo era vittima di continue molestie telefoniche e minacce, oltre che di pedinamenti, tanto da essere ormai costretta a non uscire da sola di casa, motivo per cui alcuni mesi fa la donna aveva già sporto denuncia alle Forze dell'Ordine. Nel corso degli accertamenti presso l'abitazione del P.M. veniva rinvenuto e sequestrato un taser, di cui il P.M. avrebbe minacciato di fare uso. Alla luce di quanto accertato, il P.M. è stato tratto in arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Salerno Fuorni a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Salerno.

TVOGGI-SALERNO

25.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Mariconda, in città dominano le archistar ma il rione-dormitorio è fermo agli anni '60

25 Luglio 2013, 11:35am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Mariconda

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Case popolari senza ascensore, vita grama per anziani e disabili SALERNO - Quando a Salerno comincia la vita, qui cala il coprifuoco: i negozi abbassano le saracinesche e la gente si rintana in casa. Non c'è un cinema, non c'è un teatro, l'unico luogo di aggregazione è la parrocchia, Maria SS. del Rosario di Pompei, affidata da dicembre ad un sacerdote volenteroso, don Angelo Barra. La rivoluzione urbanistica e culturale del sindaco Vincenzo De Luca si è fermata alle porte di Mariconda, quartiere dormitorio dove stenterete a trovare traccia di un'edilizia di qualità. Anzi, nella zona di espansione ad oriente della fascia metropolitana il tempo sembra essersi come fermato, cristallizzato all'inizio degli anni Sessanta quando si scomodò da Roma l'allora presidente del Consiglio Amintore Fanfani per tagliare il nastro dei primi grandi complessi abitativi dell'Ina Casa e del Genio Civile. Laddove c'erano terre coltivate a ortaggi, grano e frutteto furono costruite le case popolari destinate agli alluvionati del 1954 costretti ad abbandonare le proprie abitazioni del centro storico, nella parte occidentale della città. Così di emergenza in emergenza, Mariconda, che si chiama così per il torrente dello stesso nome ma anche perchè quelle terre erano appartenute alla nobile e antica famiglia del ceppo dei Mariconda, ha continuato ad essere una città nella città, una sorta di piccola repubblica indipendente di cui i politici si ricordano solo in periodo di campagna elettorale. LA SENTINELLA DI QUARTIERE - Anche Antonio Bracciante, lavoratore del porto in pensione, abitava al rione Fornelle, nel cuore antico di Salerno, e fu sfollato dopo la disastrosa alluvione del 1954. A Mariconda è stato presidente della circoscrizione comunale che abbraccia tutta la zona orientale dal 2006 al 2011, fino a quando cioè le municipalità sono rimaste in vita. Però il senso civico, lo spirito di servizio gli sono rimasti attaccati addosso e così ogni giorno inforca la bicicletta e fa, senza che nessuno gliel'abbia mai chiesto, la sentinella del quartiere. Collaboratore «a titolo gratuito» dei servizi sociali del Comune e cintura nera di karate, è titolare da trent'anni di una palestra dove insegna ai ragazzi a vivere secondo le regole della lealtà sportiva. Ma non paragonatelo a Gianni Maddaloni e al suo impegno per Scampia, lui non vuole essere «niente e nessuno», aiuta solo chi realmente è in difficoltà. «Negli anni '70 - inizia a raccontare - Mariconda era peggio del Bronx, tristemente nota per la cronaca nera. Lo vedete quel palazzo là? Al quarto piano un giovane uccise due ragazze: si calò dal tetto e fece una strage per gelosia. E vi ricordate di Stefania Muraro? No? La bambina di sei anni ammazzata da un pedofilo, all'epoca il fatto fece grande scalpore». Nella villa comunale dedicata a Ciro Bracciante, il fratello di Antonio vittima della malasanità nel 1990, c'è una fontana intitolata proprio alla piccola Stefania. Già, la villa. È stato il segno, insieme al Parco del Mercatello, un immenso polmone verde inaugurato negli anni '90 dal presidente Oscar Luigi Scalfaro, del passaggio positivo e propositivo del sindaco De Luca. Oggi purtroppo è spesso vandalizzata e quell'ampia pedana in cemento rimasta desolatamente al centro testimonia il fallimento di qualsiasi insediamento di attività di ristoro. «Dagli anni '60 fino alla fine degli anni '80 - riprende Bracciante - del rione nessuno si è fregato, qui ognuno viveva seguendo la propria legge e lo spaccio di droga aveva toccato livelli da record. Dagli anni '90, grazie al sindaco Vincenzo Giordano e poi a De Luca, il quartiere è stato stravolto completamente e man mano la microdeliquenza si è notevolmente affievolita». Oddio, ogni tanto qualche brutto episodio ancora succede. Proprio Bracciante tempo fa affrontò e mise in fuga un delinquente armato che stava aggredendo due vecchiette. «Il quartiere siamo noi - dice l'ex presidente di circoscrizione - bisogna uscire dall'omertà, io quel tipo con la pistola l'ho denunciato e fatto condannare». L'ABBANDONO - Accanto alla villa Bracciante, in via Raffaele Mauri, lo stradone centrale, c'è quel che rimane di un centro commerciale che, nelle intenzioni di chi lo progettò, doveva rappresentare il cuore pulsante del commercio locale. Otto negozi ma solo uno occupato, da un fruttivendolo. Da quasi trent'anni. «Venite a vedere che schifo - dice Leonardo D'Amati, il fruttivendolo - qui hanno scassato pure il gabinetto. Eppure basterebbe che il Comune facesse un bando per la gestione dei locali ed evitare questo squallore. Ma il problema è un altro: questi spazi non sono stati mai accatastati». Altra strada, altro edificio inutilizzato: via Martir Luther King. Qui qualcuno ha fatto un sogno: che riapra la scuola materna «Mariele Ventre» inaugurata una ventina d'anni fa. «Per il comune è pericolante - osserva Bracciante - ma da dieci anni qui non è caduto manco un mattone. Quella invece (e ci indica un rudere adiacente) la chiamano la casa dei fantasmi, è completamente diroccata e prima o poi cade addosso a qualcuno». Da un'automobile scende un signore in t-shirt e pantaloncini , si chiama Francesco Elia: «Non sappiamo più a chi rivolgerci, qui fanno i lanci di sacchetti della spazzatura dalle auto e se vi permettete di dire qualcosa vi minacciano pure. Abbiamo speso 180 mila euro per ristrutturare il nostro fabbricato e non possiamo portare nessuno qui perchè ci vergogniamo. Ma perchè il comune non mette una telecamera, pure falsa, sarebbe già un deterrente?». Una centrale elettrica in attività e un palazzone enorme, ben diverso dalle case popolari anni '60, privo delle necessarie opere di urbanizzazione, completano la cartolina del posto. Ancora due piccole grandi storie prima di andar via: Peppino Giannatiempo ha una figlia disabile di 40 anni che soffre in silenzio, a casa: le palazzine che furono costruite dopo l'alluvione non sono dotate di ascensore, impossibile quindi poter fare uscire decine di anziani e disabili. E poi Nicola Esposito, sfrattato da una casa Iacp, che dorme da due anni in un furgone. Storie di umana rassegnazione che mal si addicono ad una città dalla prospettiva europea. Gabriele Bojano

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO «Scarano volò a New York col nipote del cardinale»

24 Luglio 2013, 11:44am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Monsignor Nunzio Scarano

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Dettagli sullo stile di vita di «monsignor 500» emergono dall'interrogatorio di Marcianò che tira in ballo Martino SALERNO — Chi decide sui dati richiesti dalle autorità giudiziarie? Chiedeva Massimiliano Marcianò a «monsignor 500» Nunzio Scarano quando l'ordine di arresto della procura di Roma era inimmaginabile per i protagonisti della storia fatta da ex 007, broker finanziari, sacerdote e un malloppo di 20 milioni di euro. L'Aif (Autorità di Informazione Finanziaria), risponde Scarano, che rassicura il suo amico di fiducia sulle operazioni economiche fatte sui suoi conti allo Ior. Il presidente dell'Aif, aggiunge l'ex funzionario dell'Apsa, ne avrebbe garantito la regolarità. La conversazione la rivela al pm di Salerno, Elena Guarino, e al comandante del nucleo di polizia tributaria della finanza, Antonio Mancazzo, Marcianò il 3 luglio scorso. E lo fa nello stesso verbale di sommarie informazioni in cui racconta di furgoni contenenti ortaggi e lingotti d'oro scaricati da Scarano al Vaticano, dei rapporti intimi con gli armatori D'Amico e di conto cointestato con uno dei tre allo Ior che però "monsignor 500" smentisce, della trattativa del sacerdote con un costruttore salernitano per acquistare un appartamento al Crescent e del nipote, Sergio Forte, che lo zio prete era riuscito ad inserire nella Soget, la società di recupero dei tributi municipali di cui si avvale il Comune di Salerno. Ma Marcianò mette al corrente i magistrati salernitani anche di un altro particolare che, probabilmente, con l'inchiesta non ha nulla a che vedere, ma che di certo la dice lunga sui rapporti altolocati di Scarano e sul suo modo di vivere. Quello che gli inquirenti romani e salernitani considerano l'uomo di fiducia del sacerdote, prima di finire in galera, racconta di un recente viaggio a New York fatto con Scarano. I due erano stati ospiti di Lilian Veron "che si sobbarcò tutte le spese". LE AMICIZIE - La donna conosceva Scarano "in quanto amica di Paolo Martino". Paolo Martino è il nipote del cardinale salernitano Renato Raffaele Martino, che in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno ha detto di aver interrotto i rapporti con il sacerdote nel 2004 dopo che Scarano continuava a spacciarsi per suo nipote negli ambienti della Santa Sede. A Marcianò fu detto che quello a New York era un viaggio di lavoro, anche se poi l'impressione che ebbe l'accompagnatore di Scarano, e che ha riferito agli inquirenti salernitani, è che in realtà si trattava di un viaggio di piacere. L'attendibilità di Marcianò è un altro tassello che gli inquirenti stanno verificando. A. C.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Claps, 102 pagine di motivazioni per spiegare la condanna di Restivo

24 Luglio 2013, 11:32am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Elisa Claps

 

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I giudici hanno depositato il fascicolo dopo la sentenza di appello a 30 anni per l’assassino della studentessa SALERNO – Danilo Restivo condannato anche in appello a 30 anni per l’omicidio di Elisa Claps. Il perché è spiegato nelle 102 pagine in cui i giudici illustrano le motivazioni della sentenza di condanna e depositate soltanto ora. Lo scorso 24 aprile, al tribunale di Salerno, Restivo per l'omicidio della studentessa potentina avvenuto il 12 settembre 1993 ha ricevuto una condanna che sostanzialmente ha confermato la sentenza di primo grado. LA SCOMPARSA - I giudici spiegano il motivo per cui l’uomo è stato condannato al massimo della pena: unico imputato, Restivo prese parte al processo di appello dichiarandosi innocente rivolgendo un appello per trovare il vero assassino di Elisa, ma ad ucciderla fu lui, lo stesso giorno della scomparsa. Una lunga storia, quella della Claps: il suo corpo è stato infatti ritrovato solo il 17 marzo 2010, 17 anni dopo la sparizione, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza dove Restivo secondo i giudici la uccise dopo aver tentato un approccio sessuale.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Addio ecomostri di Montecorice: giù

23 Luglio 2013, 11:24am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Vista con ecomostri

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Buonomo (Legambiente): azione che ci dà la forza di portare avanti nuove battaglie. Il sindaco: bella giornata MONTECORICE — Il primo dei 4 scheletri in cemento armato è andato giù ieri. Gli altri tre seguiranno la medesima sorte nei prossimi giorni. Ieri è iniziata la demolizione degli ecomostri realizzati alle Ripe Rosse, nel comune cilentano di Montecorice, dall'imprenditore Angelo Russo. Dopo 32 anni arriva dunque la parola fine per una vicenda emblematica, diventata un simbolo nazionale dell'aggressione del cemento al territorio. «Lì c'era una pineta», ricorda Giuseppe Tarallo, che è stato sindaco di Montecorice e presidente del Parco del Cilento e Vallo di Diano. «Nel 1981 Russo ottenne una licenza edilizia dal Comune, guidato all'epoca dal sindaco Greco, che mai avrebbe dovuto essere concessa. Si trattava, infatti, di un'area percorsa dal fuoco, di riserva integrale e che distava meno di 500 metri dal mare, limite imposto all'epoca dalla legge Porcelli». Iniziarono dunque i lavori e gli sbancamenti, proseguiti per anni, tra sequestri del cantiere, ricorsi al tar ed al tribunale del riesame. Ai primi due edifici, formalmente autorizzati, se ne aggiunsero poi altri due. «Nel 1998 — prosegue Tarallo — in qualità di sindaco dichiarai decaduta la licenza ed emisi ordinanza di abbattimento. Sottolineai, tra l'altro, che erano opere incondonabili». Il provvedimento fu impugnata da Russo al Tar ed al Consiglio di stato, con esito negativo. Ieri, finalmente, si sono messe in moto le ruspe.«La demolizione — sottolinea Pierpaolo Piccirilli, sindaco in carica a Montecorice — avviene adesso su iniziativa dello stesso Russo. Più volte, negli ultimi mesi, mi sono confrontato con lui, prospettandogli questa soluzione, che accelera i tempi e gli consente di risparmiare sui costi. È una bella giornata per chi ha a cuore le sorti del Cilento e crede in uno sviluppo che valorizzi le risorse del territorio e non ceda alla cementificazione». IL COMMENTO - Analogo il commento del presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo: «La demolizione degli ecomostri delle Ripe Rosse ci infonde allegria e forze per continuare la battaglia a difesa dei territori». Proprio a Montecorice è in atto un durissimo scontro tra l'amministrazione Piccirilli e Nusco immobiliare, la società di Mario Felice Nusco che ha in animo di costruire 116 appartamenti, negozi e locali vari in località San Nicola. Il progetto, che era l'incubo di Angelo Vassallo, sindaco della vicina Pollica assassinato in circostanze tuttora da chiarire il 5 settembre 2010, aveva già ottenuto il beneplacito della precedente giunta comunale, guidata dal sindaco Flavio Meola. A gennaio di quest'anno, invece, l'amministrazione Piccirilli ha deliberato lo stop alle ruspe, esprimendo parere sfavorevole al piano urbanistico attuativo che era stato proposto dal privato. IL PROVVEDIMENTO - Contro questo provvedimento Nusco ha presentato ricorso al tar, per una sospensiva. Il Tribunale amministrativo regionale, il 20 giugno, ha respinto l'istanza. La società non si è data per vinta ed ha presentato appello al Consiglio di stato, che potrebbe già pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva il 30 luglio. Data importante, quest'ultima, per le sorti del piccolo Comune cilentano. Lo stesso giorno, infatti, il consiglio di stato esaminerà, salvo rinvii, anche il ricorso dei fratelli Ruggiero, imprenditori di Campagna, contro un provvedimento della giunta finalizzato ad impedire, in località Agnone, l'ennesimo complesso turistico: Melaro 2. Potrebbe sorgere non lontano dal complesso Melaro 1, quello realizzato da Ferlaino. Nel frattempo, sta per essere finalmente approvato il piano urbanistico comunale, dopo decenni di assenza in cui, a dettare le regole, in virtù di un piano di fabbricazione a maglie larghe, è stato il partito del cemento, sponsorizzato dai locali referenti politici. Fabrizio Geremicca

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.07.2013.

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