INSERITO DA ANGELA CECERE
Gli enti consorziati non hanno pagato le rispettive quote e si prolunga la chiusura che dura dall'inverno. I SALERNO — Un pareggio di bilancio la società Aeroporto di Salerno spa non lo ha mai raggiunto. Gli enti consorziati sono indietro con il pagamento delle rispettive quote. Anche la stagione estiva, dopo quella invernale, è saltata. E in più si è messa pure la giustizia amministrativa a sospendere la gara per l'affidamento della gestione dello scalo a una società privata. Di lavori di completamento, allungamento della pista compreso, ovviamente, non se ne parla neanche. LO SCONTRO - Eppure l'aeroporto di Pontecagnano resta pur sempre uno dei principali argomenti su cui si snoda lo scontro politico tra centrodestra e centrosinistra. L'ultimo attacco è stato sferrato qualche mese fa - era il 19 febbraio scorso - dal deputato Pd Fulvio Bonavitacola in occasione della visita del non ancora premier Enrico Letta. «L'aeroporto di Pontecagnano - diceva il parlamentare - è inserito tra i 31 di interesse nazionale del Piano nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale, ma attualmente non ha le caratteristiche per assolvere al ruolo preposto. Il sistema aeroportuale campano tanto decantato dal centrodestra non lo vedo. L'aeroporto è l'emblema della nullità dell'azione di questa filiera di centrodestra, che parte da Roma, attraversa la Regione Campania e la Provincia di Salerno e atterra poco brillantemente a Pontecagnano. Basta con la propaganda, trasformiamo questo aeroporto in un terminal moderno». Quando a Roma il 3 ottobre scorso si riuniva la commissione Trasporti per l'audizione del sottosegretario Guido Improta sulla situazione del trasporto aereo, in vista dell'approvazione del piano nazionale degli aeroporti, Bonavitacola, membro della commissione e fino a due anni prima componente del cda della società Aeroporto di Salerno spa, non era presente. Per motivi di opportunità, incompatibilità o politici? PONTECAGNANO AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE - Prima è il sottosegretario a tirare in ballo lo scalo di Pontecagnano e poi è il deputato siciliano Giacomo Terranova (Gruppo Misto) a citare il Salerno Costa d'Amalfi. E lo fa solo a riprova della sua tesi: il piano redatto dai tecnici (One Works, Nomisma e Kpmg) sarebbe stato "riadattato" dal Governo. Improta garantisce la permanenza dell'aeroporto di Salerno, a discapito dello scalo di Grazzanise, quando vieta la realizzazione di nuovi aeroporti e dice: «E' il caso di Salerno rispetto a Napoli, in luogo di Grazzanise». Poi, dopo Jonny Crosio (Lega Nord) e Silvia Velo (Pd), interviene il siciliano Terranova che insinua il dubbio su un presunto ritocco del documento: «Alcune delle questioni - dice - e mi riferisco alla vicenda dello scalo di Grazzanise, che compare e scompare, o all'ipotesi di Salerno che ora si esalta di nuovo, trovano, in forma alternata diverse trattazioni». Peccato che la questione Salerno poi cada nel dimenticatoio. I pochi membri presenti puntano la discussione sugli scali di Comiso, Fontanarossa, Albenga e Cuneo, sulla rete siciliana e sull'isolamento della Sardegna, sul trasferimento dei flussi da Linate a Malpensa, sulla crisi di Wind jet e sul successo della Ryanair. E perfino Improta dimentica di rispondere sul caso Pontecagnano. Eppure a Salerno l'aeroporto resta un ottimo motivo per una discussione politica. Soprattutto quando è privo di voli di linea da quasi un anno e a gestirlo è la coalizione avversaria di turno. Angela Cappetta
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
08.06.2013.